Categoria: Comunicati stampa

RIFONDAZIONE: ARRESTATO IL SINDACO DI VIGEVANO (PV)

28 Novembre 2024

É notizia di queste ore che il Sindaco leghista di Vigevano, Andrea Ceffa è stato arrestato con l’accusa di corruzione.

Ovviamente sarà compito della Magistratura fare chiarezza su tutta questa vicenda, quello che emerge è un sistema opaco di potere che coinvolge sia le istituzioni che le aziende partecipate che pezzi dell’imprenditoria locale.

Un sistema che non ha nulla a che vedere con il buon governo del fare, tanto caro alla lega di Salvini, ma assistiamo ad un uso per fini personali delle Istituzioni e dei ruoli che gli amministratori svolgono.

Come Rifondazione Comunista abbiamo sempre svolto la nostra battaglia contro il centrodestra criticando l’attuale giunta del Sindaco Andrea Ceffa in merito alle scelte politiche e di gestione della cosa pubblica.

Non è nel nostro costume fare politica utilizzando fatti giudiziari ma quello che è successo è gravissimo e se si dovesse confermare quello che la Procura di Pavia addebita ad Andrea Ceffa pensiamo che siano inevitabili le sue dimissioni.

28 novembre 2024

Partito della Rifondazione Comunista / Sinistra Europea

Circolo territoriale di Vigevano

Federazione provinciale di Pavia

Comitato regionale Lombardia

Oggi parte la Campagna “Arance di Natale.. arance per la vita”

26 Novembre 2024

VLADIMIRO LIONELLO

E’ iniziata la “Campagna Arance di Natale… arance per la vita”.
Vi invito a leggere le locandine allegate poiché è importante conoscere le finalità di questa campagna, i cui ricavati servono a finanziare gli attuali importanti progetti in cui è impegnata l’Associazione Verso il Kurdistan Odv (numerosi altri son stati già realizzati). Potrete verificare, inoltre, le somme consegnate durante l’ultimo viaggio in Iraq di fine settembre. Molti di voi hanno già ricevuto i report quotidiani inviati via whatsapp dal sottoscritto (chi fosse interessato può richiederli via mail).

Quest’anno, purtroppo, la Cooperativa Portalupi, storico luogo di raccolta e supporto, non è agibile poiché sono in corso lavori strutturali importanti e prolungati. Quindi cambiano le modalità di prenotazione e di consegna.
Tutte le prenotazioni vanno fatte scrivendo via mail al sottoscritto entro il 30 novembre. Leo, referente della Cooperativa, è già oberato dagli impegni di ristrutturazione.
Provvederò io a inoltrare il totale degli ordini ad Antonio.
Quest’anno, inoltre, il ritiro dei prodotti sarà contestuale alla consegna e pagherete direttamente ad Antonio. Sarete avvisati per tempo riguardo la data e l’ora. La consegna avverrà presso la Cooperativa Portalupi, alla Sforzesca. Mi raccomando, fin da ora, di attenervi alle indicazioni.

Per i colleghi del Golgi, scrivete via mail al sottoscritto. Successivamente ci accorderemo per la consegna ad Abbiategrasso con le solite modalità.
Gli ordini vanno fatti entro sabato 30 novembre.
Raccomandazione rivolta a chi è di Vigevano e dintorni: ordinate direttamente al sottoscritto, non telefonate ad Antonio Olivieri: ogni anno si generano problemi e confusione, cioè ordini doppi e spiacevoli malintesi.
Grazie e saluti solidali Vladimiro

Ancora risse in centro a Vigevano. I cittadini non si sentono al sicuro

25 Novembre 2024

L’altro giorno un’altra rissa in Via Dante (a Vigevano).
Con eventi come questi paghiamo il prezzo di 25/30 anni di politiche giovanili assenti.

Pensare di poter combattere avvenimenti del genere solo attraverso le forze dell’ordine é pura follia.

I cittadini non si sentono al sicuro e questa paura noi la percepiamo.
Serve, quindi, andare alla radice, serve capire le motivazioni profonde degli episodi di microcriminalità.

Avvenimenti del genere (non giustificabili) sono legati a situazione di disagio e marginalità.
Giovani e famiglie intere che vivono in condizioni di disagio sociale e che, non venendo aiutati dalla nostra città, finiscono per non sentirsi parte della nostra comunità.

Serve urgentemente pensare a lungo termine, capendo che il contributo delle forze dell’ordine (assolutamente necessario) serve solo a tamponare e inseguire situazioni che hanno radici ben più profonde.
Serve una risposta del pubblico con politiche giovanili, spazi di aggregazioni e interventi coordinati: da una parte le forze dell’ordine e dall’altra le associazioni, gli enti e le realtà che si occupano di prevenzione e di contrasto al disagio sociale in città e nel territorio. 

Il riconoscimento dello stato di Palestina

25 Novembre 2024

Poco più di un anno fa, a Vigevano, eravamo in piazza per la Palestina.

Da tanto tempo non si vedeva una manifestazione così partecipata in cui si evidenziava la presenza di ragazze e ragazzi arabi, della comunità islamica e di cittadini Vigevanesi.

Un importante aiuto è arrivato da alcune studentesse vigevanesi che ci hanno dato una mano ad organizzare la piazza e a diffondere la voce, distribuire i volantini, invitando a scendere in piazza.

Dopo un anno, però, la situazione non è certo migliorata, anzi…

Gaza è devastata: ad oggi i morti sono più 44.000 e Israele ha allargato il conflitto attaccando anche il sud del Libano.

La Corte Penale Internazionale, a conferma della barbarie in corso, ha chiesto l’arresto del primo ministro Netanyahu e dell’ex ministro della difesa Gallant per crimini di guerra.

Davanti a questa distruzione immensa si potrebbe pensare che il ruolo di Comuni come il nostro sia marginale e che quindi anche manifestare in solidarietà ad un popolo sia una cosa inutile. Così, invece, non è; abbiamo vissuto più di un anno di mobilitazioni intense: ogni settimana ci sono manifestazioni nelle principali città e molte università sono state (o sono tutt’ora) occupate dalle “acampade”. Queste ultime, poi, in molti casi hanno anche ottenuto delle vittorie che sono così importanti da sbeffeggiare chiunque non crede nell’utilità della mobilitazione politica. Molte università, infatti, hanno interrotto i rapporti con le università dello stato che sta perpetrando il genocidio, uscendo dal tunnel della “preparazione alla guerra”. Non dobbiamo vivere quello che sta succedendo a Gaza come un fatto a sé stante ma, anzi, dobbiamo ricollegarlo al rischio generale di escalation bellica.

È passato un anno dalla manifestazione ma le nostre rivendicazioni sono ancora attualissime.

In questi giorni L’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) ha prodotto una lettera in cui chiede alle forze antifasciste e di opposizione di presentare mozioni e documenti, nei consigli comunali e in parlamento, che ponga l’importante questione del riconoscimento dello stato di Palestina.

Per noi è una condizione, politica e giuridica, necessaria per poter affrontare tutto il resto.

La solidarietà ai popoli oppressi non si può fermare solo alle parole.

Circolo “Hugo Chavez” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano.

Giovani Comunisti/e.

Interventi dei compagni del circolo Prc di Vigevano alla manifestazione di un anno fa.

Sciopero generale del 29 novembre

19 Novembre 2024

Il 29 Novembre tutti in Piazza.

Rifondazione Comunista di Pavia aderisce convintamente allo sciopero generale nazionale proclamato dalla CGil e UIL.

Contro il Governo della Destra che taglia i fondi per la sanità, la scuola e i trasporti.

Contro il Governo che favorisce gli evasori fiscali.

Contro il Governo che aumenta le spese militari.

Per il rinnovo dei contratti di lavoro.

Per un fisco più leggero per chi vive del proprio lavoro.

Per pensioni e salari dignitosi tutti in piazza venerdì 29 Novembre a Pavia.

Concentramento alle ore 9.00 ai Giardini del Castello Visconteo.

Rifondazione Comunista Pavia

GRateful Dead Economy & Blues dei precari con l’economista ANDREA FUMAGALLI

19 Novembre 2024

PIERO CARCANO

Sabato 23 novembre, ore 15,30 grande anteprima alla Biblioteca Civica Mastronardi di Vigevano dello spettacolo GRateful Dead Economy & Blues dei Precari con il grande economista Andrea Fumagalli (univ Yale, Bicocca, Pavia Bolzano, Mozambico…saggista…) e i Cantosociale. Pillole di economia di ieri e di oggi tra i santoni della Silicon Valley e i San Precari del Jobs Act, il rock dei Grateful Dead mitica band californiana e i Blues e le ballate… finanche il rap del Cantosociale. Un mix esplosivo, unico…

Entrata libera, organizza collettivo culturale “Rosa Luxemburg”

Il Governo, il ministro Calderoli e la maggioranza parlamentare di destra escono malconci dalle dichiarazioni di illegittimità di punti significativi della legge Calderoli

15 Novembre 2024

Comunicato stampa 15 novembre 2024

La Corte costituzionale ha esaminato i ricorsi di quattro Regioni che hanno richiesto la dichiarazione di incostituzionalità della legge Calderoli e – mentre ‘ha ritenuto non fondata la questione di costituzionalità dell’intera legge sull’autonomia differenziata delle regioni ordinarie (n. 86 del 2024)’ – ha considerato, invece, ‘illegittime specifiche disposizioni dello stesso testo legislativo’, come afferma il comunicato emanato dal Palazzo della Consulta.

Naturalmente andrà letta la sentenza con le sue motivazioni; di certo possiamo affermare, come Comitati contro ogni autonomia differenziata, che il Governo, il ministro Calderoli e la maggioranza parlamentare di destra escono malconci dalle dichiarazioni di illegittimità di punti significativi della legge. Basta richiamare alcune disposizioni della legge Calderoli dichiarate incostituzionali per coglierne la portata:

la possibilità che l’intesa tra lo Stato e la regione e la successiva legge di differenziazione trasferiscano materie o ambiti di materie, e non solo specifiche funzioni;

la mancata prescrizione di una legge delega che stabilisca i criteri direttivi per emanare i successivi decreti; infatti, la legge Calderoli li indica nella legge di bilancio 197/2022, fatto che la Corte giudica incostituzionale, ravvisando in questo una lesione delle competenze del Parlamento;

la possibilità di modificare, con decreto interministeriale, le aliquote della compartecipazione al gettito dei tributi erariali prevista per finanziare le funzioni trasferite, in caso di scostamento tra il fabbisogno di spesa e l’andamento dello stesso gettito;

– l’estensione della legge n. 86 del 2024, e dunque dell’art. 116, comma 3 della Costituzione, alle regioni a statuto speciale che, invece, per ottenere maggiori forme di autonomia, possono ricorrere alle procedure previste dai loro statuti speciali.

Inoltre, la Corte afferma che il Parlamento non può essere spogliato delle sue prerogative di emendare le Intese; che la distinzione tra materie LEP e non-LEP non può pregiudicare la garanzia dei diritti civili e sociali; che la clausola di invarianza deve collocarsi in un quadro di valutazione complessiva della finanza pubblica, e dunque vanno definiti i fabbisogni per i LEP e, su questa base, decidere le poste finanziarie.

La Corte infine pone al Parlamento il compito indefettibile di intervenire per colmare i vuoti creati con la dichiarazione di incostituzionalità di disposizioni-chiave della legge 86/2024.

Certo, la Corte afferma che la legge Calderoli non è illegittima nel suo complesso, perché tale legge è volta a disciplinare l’attuazione del comma 3 dell’art 116 della Costituzione, frutto della sciagurata riforma del Titolo V del 2001.

I Comitati contro l’AD – insieme a sindacati, associazioni e partiti che fanno parte del comitato referendario – attraverso il referendum abrogativo totale, chiedono invece che siano cittadine e cittadini a decidere se la legge Calderoli violi o no gli articoli 2, 3, 5 della Costituzione. Secondo i Comitati la legge Calderoli viola quegli articoli perché frantuma l’unità e indivisibilità della Repubblica, lede il principio di solidarietà e di uguaglianza dei cittadini, che verrebbero a godere di diritti differenziati secondo il luogo di residenza. Per questo i Comitati sono certi che, anche qualora il Parlamento intervenisse per sanare le illegittimità costituzionali, come richiede la Consulta, il referendum di abrogazione totale sarà ammesso e la legge Calderoli, attraverso il voto referendario, sarà cancellata.

Comitati per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata, l’unità della Repubblica e

l’uguaglianza dei diritti