Categoria: Comunicati stampa

Anpi Mortara: omocausto lo sterminio dimenticato

23 Gennaio 2023

MASSIMILIANO FARRELL

Ciao a tutte e tutti, vi invito sabato 28 gennaio alle ore 16 a Palazzo Cambieri a Mortara! Si parlerà, in occasione della Giornata della Memoria, dello sterminio e della persecuzione di omosessuali e transessuali, con riferimenti anche alle discriminazioni che la comunità LGBT subisce ancora oggi✊🏻

Anpi Cassolnovo: Domenica 29 Gennaio 2023 in sede, letture, canzoni e riflessioni per non dimenticare l’olocausto, genocidi e guerre

19 Gennaio 2023

In assenza di iniziative da parte delle istituzioni cittadine l’Anpi di Cassolnovo promuove una giornata dedicata alla memoria con letture canzoni riflessioni sull’Olocausto i genocidi e le guerre di ieri e di oggi. Non dimenticare gli orrori dei lager ricordando anche gli IMI(Internati Militari Italiani) e i deportati cassolesi in questo caso la Clotilde Giannini gravellonese a cui e cointitolata la sezione ,le loro storie di resistenza e martirio ma anche riflettere sul presente senza banalizzare ,dando spunti di riflessione attraverso testimonianze, poesie, canzoni, letture.

Questo il senso di un pomeriggio di domenica 29 Febbraio nella sede dell’Anpi da poco inaugurata, in piazza Costa de Bereguard a Cassolnovo aperta a tutti, piccoli e grandi dalle 15,30 per partecipare condividere e perché non far merenda insieme.

Per info : 3335740348

UNIONE POPOLARE SARÀ PRESENTE ALLE PROSSIME ELEZIONI REGIONALI CHE SI SVOLGERANNO IL 12/13 FEBBRAIO 2023 NELLA NOSTRA REGIONE LOMBARDIA

14 Gennaio 2023

A Pavia  e provincia sono state raccolte e certificate 854 firme per presentare la lista di Unione Popolare a sostegno di Mara Ghidorzi per le elezioni regionali di febbraio.

Ringraziamo tutte le compagne e i compagni che con uno sforzo enorme hanno partecipato a questo importante momento democratico e di partecipazione, nonostante le difficoltà tempistiche , il periodo festivo, ci siamo riusciti.

Ringraziamo tutti i cittadini e le cittadine Pavesi che hanno sottoscritto la nostra lista, ringraziamo anche autenticatrici e autenticatori che ci hanno permesso di raggiungere il nostro obbiettivo.

Da oggi parte la nostra campagna elettorale, per far conoscere la nostra lista e la nostra candidata alla presidenza della regione Lombardia, la compagna Mara Ghidorzi.

Abbiamo solo un mese per far conoscere i nostri contenuti e le nostre proposte  a tutte e tutti coloro che  non si rassegnano a vivere in una regione dove la Sanità è sempre più privatizzata e inefficiente, i trasporti pubblici sono carenti, il lavoro è sempre più precario e mal pagato e il territorio è sempre più cementificato.

Siamo convinti che anche nella nostra provincia sia necessaria una proposta politica che sia differente della finta contrapposizione fra centrodestra e centrosinistra, entrambi responsabili di privatizzazioni, cementificazioni e smantellamento del welfare in Lombardia.

Come Rifondazione Comunista siamo impegnati insieme alle altre componenti di Unione Popolare per il successo di questo nostro progetto.

Piero Rusconi Segretario Rifondazione Comunista Fed. di Pavia

Immaginare il futuro, cambiare il presente

12 Gennaio 2023

Al via sabato 14 Gennaio la Conferenza di Organizzazione “Immaginare il futuro, cambiare il presente” del Partito della Rifondazione Comunista.

Dopo le Conferenze di Organizzazione che hanno attraversato tutto il Partito e tutti i territori, sabato e domenica si terrà a #Roma la due giorni nazionale di sintesi per rendere il nostro partito uno “strumento” ancora più utile e all’altezza delle sfide che ci attendono.

Tutti i documenti saranno poi pubblicati sul nostro sito. Stay tuned.

RIFONDAZIONE COMUNISTA

Piero Berti a ruota libera: dalla pandemia alla guerra con uno sguardo sulle regionali

12 Gennaio 2023

Fonte – L’Informatore Lomellino: https://www.informatorelomellino.it/


Egregio direttore,

qualche settimana fa, sulle pagine del Suo giornale, scrivevo alcune mie considerazioni inerenti alla pandemia, all’assurda guerra in Ucraina e alcune mie opinioni sul comportamento attuale delle persone.

Oggi la pandemia sta preoccupando non poco, parecchi se ne sono resi conto e si stanno finalmente adottando misure atte a salvaguardare la nostra salute.

Sulla guerra che dire? A sentire i contendenti la si vuol fare cessare in tempi rapidi; la realtà purtroppo sembra essere un’altra. Il continuare a fornire le parti in causa di armi di vecchia e nuova generazione serve solo, a mio avviso, a creare lutti, vittime innocenti, orrori che non si dovrebbero mai più verificare; invece, tutto ciò, sembra inarrestabile. E quanti altri conflitti sono in atto nel mondo. In passato le guerre venivano combattute nel segno delle varie religioni, del fanatismo e della cieca malvagità dei contendenti; oggi a muovere tutto è la sete di potere e il predominio assoluto proiettato verso il futuro. Di questo passo presto si arriverà alla distruzione del pianeta.

Per ciò che mi riguarda il modo di vivere questo periodo di feste natalizie, ho notato da parte di molti di noi la volontà di correggere e migliorare alcune situazioni, guardare con senso di responsabilità la famiglia, i figli e tutto ciò che ci circonda: si continuerà a farlo oppure è solo una mia impressione? Mi auguro di no.

Ora l’Italia ha un governo di destra voluto dagli elettori e per la prima volta la nostra nazione ha un premier donna (segno di emancipazione da parte degli italiani); mi sembra però che in molti si stiano già ricredendo e non solo la stampa o parte dei mass-media: la finanziaria appena varata a tempi da record non credo sia ben assimilata da parte delle persone oneste, dei lavoratori e dei pensionati. Mi chiedo perché tutte le promesse fatte non siano state mantenute? Sentire certi discorsi interminabili e ampollosi mi fa tornare alla mente un non dimenticato passato: ma quando c’era lui! Vedere poi alcuni personaggi occupare certe cariche e recarsi in varie parti del mondo mi fa tristezza; parecchi di loro negli anni trascorsi hanno dato il peggio e portato l’Italia allo sfacelo. Credo che per governare non servano solo geni, laureati e manager di lungo corso ma persone di entrambi i sessi, con tanta materia grigia e determinazione; non importa il colore a cui sono rivolti, conta che siano uomini e donne validi e non legati a simboli che oggi nascono come funghi nel sottobosco. Tra non molto vi saranno anche le elezioni regionali: vedremo degli obbrobri o finalmente un po’ di luce in fondo al tunnel?

Auguri per un 2023 migliore del precedente anno, in tutti i settori.

Piero Berti.

Con Lula, contro il golpe fascista in Brasile

9 Gennaio 2023

La destra fascista di Bolsonaro assalta il Parlamento brasiliano. Un attacco alla democrazia che va respinto.

Piena solidarietà a Lula e al popolo brasiliano.

La UE e i governi europei, compreso quello italiano, condannino da subito e senza ambiguità questo tentativo di golpe.

Ricordiamo che il governo italiano dei camerati fascioleghisti di Bolsonaro non ha inviato nessun esponente alla cerimonia di insediamento del presidente Lula.

L’irruzione in corso è un attacco terroristico incompatibile con le regole di una democrazia.

È evidente la complicità dei bolsonaristi che governano il Distretto Federale e hanno lasciato fare.

Maurizio Acerbo, Segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista- Sinistra Europea, Coordinamento Unione Popolare

LEGGE DI BILANCIO E DDL CALDEROLI: LO SPEZZATINO DELLA REPUBBLICA È SERVITO!

7 Gennaio 2023

Tonia Guerra*

La prospettiva disegnata in sequenza dalla legge di Bilancio 2023 e dalla proposta di Legge Calderoli offre un quadro a dir poco allarmante di un Paese ulteriormente diseguale, con livelli di povertà insostenibili, un deficit preoccupante di democrazia e un grave squilibrio dei poteri.

Finanziaria e LEP

La Legge di Bilancio appena approvata dedica i commi dal 791 all’801 ai Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP), presupposto per l’Autonomia differenziata.

La “determinazione” dei diritti civili e sociali da garantire su tutto il territorio nazionale, che la Costituzione affida come competenza esclusiva allo Stato, viene attribuita ad una “cabina di regia”, presieduta dal Presidente del Consiglio dei Ministri che delega il Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, a cui partecipano i titolari di vari ministeri, il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, il Presidente dell’Unione delle Province d’Italia e il Presidente dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani.

Tale organismo, partendo dal criterio della “spesa storica” e sulla base delle ipotesi tecniche formulate dalla “Commissione per i fabbisogni standard”, determina i LEP e predispone i DPCM da adottare nella Conferenza Unificata (Stato/Enti locali).

Nel caso di inosservanza dei tempi stabiliti, viene nominato un Commissario.

I costi del procedimento sono quantificati in 500.000 euro per ogni anno dal 2023 al 2025; a questi si aggiungono 1.145.000 euro per ogni anno a partire dal 2023 per i componenti della segreteria di nomina ministeriale.

Complessivamente, per far partire l’autonomia differenziata sono stanziati circa 6.600.000 euro nei 3 anni.

L’intero iter dovrebbe concludersi entro dicembre 2023.

In pratica

  • il tutto è gestito dal Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie;
  • l’esito sono decreti amministrativi che non hanno forza di legge;
  • il Parlamento viene esautorato anche se i Lep sono materia esclusiva dello Stato;
  • si definiscono livelli “essenziali” (non “eguali”) di prestazioni, ma non il relativo finanziamento, né ci si pone il problema della perequazione, dovuta e per anni disattesa.

DDL “Disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata delle regioni a statuto ordinario”

Il quadro diventa ulteriormente preoccupante se accompagnato in successione dal progetto di legge Calderoli, presentato, in una versione aggiornata ma non ancora ufficiale, il 29 dicembre scorso.

Strizzando l’occhio a quanti avversavano l’autonomia differenziata appellandosi esclusivamente alla determinazione dei LEP, il DDL li prevede secondo quanto previsto dalla normativa vigente, la Legge di Bilancio appena approvata.

  • L’iniziativa per l’acquisizione di ulteriori forme di autonomia è in capo alla singola Regione, che può richiedere tutte le 23 materie.
  • La trattativa Regione-Governo è in capo al ministro per gli Affari Regionali e Autonomie, che propone l’intesa da far approvare in seno al Consiglio dei Ministri e inviare alla Conferenza Unificata e alla Commissione parlamentare per le questioni regionali, per un parere tutt’altro che vincolante.
  • Dopo la sottoscrizione, l’intesa viene inviata alle Camere, che l’approvano con maggioranza assoluta.
  • Per finanziare il trasferimento delle funzioni fino alla determinazione dei fabbisogni standard si fa riferimento alla “spesa destinata a carattere permanente, fissa e ricorrente, a legislazione vigente, sostenuta dallo Stato nella Regione per l’erogazione dei servizi pubblici corrispondenti fatte salve le diverse previsioni contenute in ciascuna intesa”. Quindi, la spesa storica.
  • Le risorse umane, strumentali e finanziarie sono determinate da una Commissione paritetica Stato-Regione e l’intesa  può essere modificata mediante iniziativa congiunta Stato-Regione.

C’è da rilevare, oltre che l’ennesimo sfregio al Parlamento, l’assenza di regole e motivazioni oggettive per accedere a ulteriori forme di autonomia, di riferimenti alle ripercussioni che ricadrebbero su altre zone del Paese, l’assenza di criteri rispetto al numero di materie, il fatto che non tutte vengano considerate riferibili ai LEP.

In pratica, l’autonomia differenziata è un fatto privato fra due stati, quello regionale e il governo.

Scompare l’interesse generale nazionale.

Per questo da anni ci battiamo contro tale progetto, che oggi acquista una pericolosità maggiore con un governo di destra e leghista, privo di un’opposizione parlamentare efficace e coerente, in molti casi connivente.

In questi mesi si sono moltiplicate le voci di dissenso, dal Tavolo contro l’Autonomia differenziata, ai sindaci del Sud, alle associazioni e ordini professionali, ai sindacati, ai movimenti che operano sul piano dei diritti umani, alle forze politiche di sinistra e di opposizione, ai rappresentanti istituzionali e sociali, alle comunità del Mezzogiorno che lottano contro l’impoverimento economico, lo svantaggio sociale e il pregiudizio culturale.

A loro si sono unite le ragioni di chi maneggia dati e fatti: Banca d’Italia, Svimez, Corte dei Conti, Caritas …

Il dissenso innervosisce il potere: Calderoli minaccia di rappresaglie giudiziarie chi lo accusa di voler spaccare l’Italia, chi dice la verità.

Ha paura ma non fa paura: possiamo fermarli.

*Resp. Mezzogiorno e campagna contro autonomia differenziata

NEL 2023 SAREMO (QUASI) TUTTE/I PIÙ POVERE/I

4 Gennaio 2023

UNIONE POPOLARE

Si parla in media di 2435 euro di rincaro annuo per ciascuna famiglia (senza considerare il caro bollette!)

Il 2023 sarà un anno drammatico per le tasche delle Italiane e degli Italiani. Il costo della vita, infatti, aumenterà in modo spropositato, a partire dalla mobilità.

Solo il carburante graverà circa 366 euro in più l’anno su ciascuna famiglia.

I pedaggi autostradali, già costosissimi, sono aumentati del 2% dal primo gennaio.

Ma anche i costi dei biglietti di autobus e metropolitane subiranno un’impennata. Un esempio? Il biglietto di una corsa a Roma passerà da 1.50 a 2 euro!

Avete capito bene: il peso della crisi economica ricadrà indistintamente sui consumatori, indipendentemente dal reddito pro capite.

Ovviamente l’impatto su chi è ricco sarà minimo o nullo, mentre su chi già oggi fatica a rimanere a galla sarà devastante.

In più, il governo Meloni ha eliminato qualsiasi tipo di salvagente che garantiva un minimo di sicurezza nel mare di precarietà e povertà in cui versa ormai parte del Paese.

ll rischio immediato di questa situazione drammatica è che i cittadini più in difficoltà si trovino soggiogati per disperazione dalla criminalità organizzata, che li adescherà promettendo di aiutarli nel fronteggiare l’impennata del costo della vita.

Di fronte a questa crisi economica, il Governo Meloni ha mostrato tutta la sua inadeguatezza e la sua insensibilità nei confronti dei bisogni e delle esigenze del popolo italiano.