Categoria: Comunicati stampa

Ciclo di incontri del Collettivo Culturale Rosa Luxemburg di Vigevano

4 Gennaio 2023

Ciclo di incontri

LA MEMORIA STORICA NECESSARIA

PER LA PROSPETTIVA DEL PRESENTE E DEL FUTURO POSSIBILE

IN ITALIA E NEL MONDO

Un breve ciclo di incontri per esercitare la memoria e per rievocare alcuni passaggi

importanti nella storia italiana e nel mondo. Per conoscere e per agire.

L’antifascismo, la giustizia sociale e la giustizia ambientale come premessa per un

mondo di pace.

Vigevano – Biblioteca Civica Lucio Mastronardi

Corso Cavour 82

– sabato 21 gennaio 2023 – ore 15.30

Gli occhi nelle lacrime. La strage nazifascista di Vinca (Massa-Carrara) del 1944

introduce

Massimiliano Farrell (presidente Anpi Mortara)

Lettura a due voci di Susanna Baldi e di Laura Giannanti

Presentazione del racconto di Susanna Baldi, Gli occhi nelle lacrime

– sabato 18 febbraio 2023 – ore 15.30

Memoria e futuro. La pace e il disarmo e la costruzione della Rete per l’Educazione

alla Terrestrità

intervengono

Fabrizio Cracolici, Alfonso Navarra, Laura Tussi (curatori del volume collettaneo)

presentazione del libro AA.VV, Memoria e futuro, Mimesis editore

– sabato 4 marzo 2023 – ore 15.30

La sovranità alimentare. Cos’è e perché la difendiamo.

L’esempio dell’India

interviene

Daniela Bezzi (saggista e attivista)

Seguirà la proiezione del documentario Too much Democracy di Varrun Sukhraj.

Girato in India nel 2021 durante il più grande sciopero della storia. Ha coinvolto

milioni di contadini e di contadine e ha costretto il governo Modi a ritirare le leggi

per la liberalizzazione del settore agricolo.

– sabato 18 marzo 2023 – ore 15.30

Ballata Pasolini.

Canzoni, poesie, parole di e per Pier Paolo Pasolini

Ancora nel segno del centenario della nascita, un omaggio al grande poeta, letterato,

regista, intellettuale italiano

intervengono

Piero Carcano e il gruppo Cantosociale

Organizza

Collettivo Culturale Rosa Luxemburg – Vigevano – Rete delle Alternative

UNIONE POPOLARE: LA BEFANA VIEN DI NOTTE E PORTA LE FIRME PER UNIONE POPOLARE LOMBARDIA

3 Gennaio 2023

Siamo giunti alle battute finali di questa eccezionale campagna di raccolta firme. Siamo stati nelle piazze con il freddo, con le feste, con la fretta per raccogliere tutte le firme necessarie a presentare l’unica forza politica con un programma alternativo al consociativismo tra centrodestra e centrosinistra. Abbiamo sfidato una legge elettorale truffa che impone la raccolta di tantissime firme, in pochi giorni e sotto le feste, alle forze esterne alle istituzioni e ora mancano pochi giorni.

Il numero di firme necessarie alla presentazione delle liste e delle formazioni politiche non presenti nel consiglio regionale uscente è altissimo, quasi inarrivabile, ma la determinazione delle nostre e dei nostri militanti ci ha portate/i vicino all’obiettivo.
Per queste ragioni come Unione Popolare della Lombardia lanciamo per i prossimi 6, 7 e 8 gennaio la “Befana delle firme” – un fine settimana di sforzo finale dove faremo banchetti in tutte le città della Lombardia.

Aiutaci a presentare l’unica forza realmente dalla parte dei lavoratori, di chi porta avanti ogni giorno questo paese e questa regione, aiuta la Democrazia.

Milano, 3 gennaio 2023
Unione Popolare Lombardia

ALLE COMPAGNE E AI COMPAGNI DEL PRC-SE LOMBARDIA: BUON 2023 DI RISCOSSA

31 Dicembre 2022

Fabrizio Baggi, Segretario Regionale Partito della Rifondazione Comunista / Sinistra Europea Lombardia

Care Compagne cari, Compagni,

sta per finire un altro anno nel quale abbiamo lavorato molto e per questo ringrazio tutte e tutti.

Questa fine anno arriva vedendoci impegnate/i in un’ennesima campagna di raccolta firme, da svolgersi di corsa, al freddo ed in un periodo che, date le festività natalizie non è certo congeniale, eppure la stiamo portando avanti con determinazione come il nostro Partito è solito fare per permettere alla cittadinanza di non doversi “accontentare del menopeggio” ma di poter votare mettendo la famosa X sul simbolo della nostra coalizione, sul simbolo della sanità pubblica, sul simbolo di chi non ha valigie di soldi nascoste, sul simbolo di chi dice no al consociativismo tra centrodestra e centrosinistra che da anni nella nostra regione contribuisce al disastro politico al quale assistiamo.

La prossima settimana sarà decisiva per il raggiungimento dell’obiettivo rispetto alla raccolta firme e poi, una volta raggiunto quello, ci aspetterà un mese di campagna elettorale. E noi ci saremo!

Un grandissimo ringraziamento va alla nostra compagna Mara Ghidorzi che ha messo a disposizione il suo alto profilo politico, la sua esperienza e la sua persona per questa importante avventura he ci vede, ancora una volta, immaginare una Lombardia diversa, fatta di diritti, di Persone e di servizio pubblico, una Lombardia che solo Unione Popolare può rivendicare.

Sono certo che, come sempre, lavoreremo tutte e tutti per la buona riuscita di questo nostro progetto che, oltre all’importante livello elettorale, ha con sé quello politico e della costruzione di Unione Popolare.

Voglio infine ringraziare tutte le compagne e tutti i compagni per la tenacia con la quale ogni giorno si adoperano per salvaguardare questo nostro Partito, una comunità politica importante, a volte litigiosa ma con un grande cuore e con una grande voglia di rivalsa per le classi popolari e per tutte le persone in difficoltà.

Buon anno a tutte e tutti care compagne e cari compagni. Auguro a tutt@ noi un 2023 di riscossa.

Al lavoro e alla lotta!

Intervista a Mara Ghidorzi sulle elezioni in Lombardia

29 Dicembre 2022

Stefano Galieni*

Nella regione più popolosa e ricca d’Italia il 12 febbraio prossimo si va, in anticipo, alle elezioni. Gli schieramenti sembrano già definiti. La destra, nonostante i disastri provocati con l’emergenza covid, sembra pronta a vincere ancora – aiutata anche dal fatto che le altre forze presenti nel consiglio regionale – poco o nulla hanno fatto se non proporre ricette simili. Al centro di candida la sempiterna Letizia Moratti, sostenuta nazionalmente dal duo Calenda – Renzi, ma che potrebbe contare sul sostegno potente di Comunione e Liberazione, vera holding regionale, nonché della destra del Pd e dell’area più moderata dello schieramento dato per vincente. Il Pd, ha schierato un suo uomo dall’immagine – quasi solo quella – di sinistra, di Pierfrancesco Maiorino, ex assessore alle politiche sociali a Milano durante la giunta Pisapia, poi parlamentare europeo e oggi pronto a tornare nella regione. Dopo tumultuose vicende la lista di Majorino avrà il sostegno del M5S e della scricchiolante lista “Sinistra Italiana /Verdi Europei”. Fuori dal coro la lista di Unione Popolare, guidata da una compagna del PRC, Mara Ghidorzi, conosciuta per il suo impegno sociale e femminista ma non solo. L’abbiamo raggiunta con una lunga conversazione che si è trasformata in una piacevole chiacchierata utile a conoscerla e a farla conoscere. E parte in quarta, veloce al punto che bisogna fermare la velocità con cui parla: «Hai ragione quando parli della regione più ricca d’Italia, ma è anche quella che primeggia nelle diseguaglianze, nel divario della qualità della vita e nell’inquinamento ambientale. È amaro dover partire dal fatto che siamo la regione più inquinata d’Europa». Mara è relativamente giovane, considerando la gerontocrazia che regge la vita politica nel ns Paese, soprattutto a sinistra. «Sono sociologa di formazione, ho svolto studi soprattutto sulle politiche di genere e sul femminismo che ha profondamente influenzato il mio agire politico. Grazie anche a questa formazione ho compreso bene l’importanza dell’interconnessione fra diritti civili, sociali e politici. Lavoro come progettista e ricercatrice nel campo delle politiche di genere e della cittadinanza attiva, mi occupo di inclusione socio lavorativa, vado anche spesso nelle scuole per promuovere il protagonismo giovanile, la partecipazione, la prevenzione ai bullismi. Spesso lavoro con alcune ong e devo ammettere di aver trovato un lavoro che mi piace. Ho a che fare molto con quelle che chiamiamo “seconde generazioni”, ragazze e ragazzi che hanno maggiore apertura rispetto ai genitori. Con i minori delle scuole primarie incontro l’inevitabile difficoltà di chi vive ancora immerso nei modelli tradizionali, con quelli delle superiori, ormai adolescenti, la scuola è ancora un forte motore di inclusione. Anche per questo ritengo fondamentale investire nella scuola pubblica. È formativa, non impone l’aziendalizzazione, crea competenze che costruiscono la possibilità di divenire cittadine e cittadini che ti aiuta a vivere meglio. La loro età è delicatissima. Si tratta del periodo in cui capiscono chi sono e forse quale potrebbe essere il loro futuro. Le seconde generazioni sono inserite nel tema della doppia cittadinanza, devono definirsi in una nuova dimensione. Prevale spesso anche una condizione discriminante di classe. Le figlie e i figli di migranti vengono fatti concentrare nelle scuole professionali. Da una parte per le difficoltà di partenza, servono soldi per mandare i figli nei licei o addirittura all’università e non ci sono incentivi per garantire una libera scelta. Con i nuovi piani scolastici poi, non è più come in passato, si pretende che a 14 anni tu abbia già deciso del tuo futuro. Se sbagli scuola non importa a nessuno. Poi non si capisce come mai cresca la dispersione scolastica».

Quando si parla del governo di una regione il pensiero va immediatamente alla sanità, che da sempre rappresenta la voce preponderante del bilancio. E il pensiero va al tragico bilancio della pandemia che chi vuole tornare a governare cerca di far dimenticare: «Si vuole rimuovere la scellerata mancata scelta di porre in “zona rossa” la val Seriana. Per garantire i profitti hanno causato almeno – ma la stima è al ribasso – almeno 4000 vittime che potevano essere salvate. Da noi l’80% del bilancio è alla voce sanità. La privatizzazione che va avanti, da destra come dal sedicente centro sinistra, ha portato a privilegiare ricoveri ed interventi costosi a scapito della prevenzione. Non si tratta di una questione ideologica quella per cui in UP siamo dalla parte del “pubblico”. Potenziare la sanità pubblica significa aumentare non solo posti letto e assunzioni ma lavorare sul benessere della persona a cui dobbiamo garantire una vita lunga e di qualità. Da noi ha prevalso la logica dei grandi ospedali, anche poli di eccellenza ma sono stati fatti sparire i presidi territoriali di prossimità che investono appunto sulla prevenzione e sulla relazione tra medico e paziente. Che Fontana (destra) e Moratti abbiano questo approccio non ci deve stupire, ma ci deve indignare che anche il Pd segua la stessa linea. Majorino dice che bisogna ridurre le liste di attesa ma come si fa? La risposta è stata quella di prendere come capolista il virologo Fabrizio Pregliasco, celebre esponente del modello sanitario privatistico lombardo di cui si presenta come il volto presentabile. Una scelta che non mi sorprende – afferma la candidata – Pregliasco e Pd non hanno mai parlato di sanità pubblica, propongono correttivi in un contesto in cui il sistema andrebbe, a mio avviso, totalmente rovesciato. Con Pregliasco si propone di mettere una toppa ad una gestione pessima. Ti faccio un esempio. Io che ci tengo alla prevenzione, voglio fare esami del sangue ogni anno, ma il sistema sanitario regionale me lo permette solo ogni 5.Quindi ne faccio uno con la sanità pubblica, tre in quella privata, pagando ovviamente e poi un altro nel pubblico. Anche questa è discriminazione di classe. Io lo faccio per la mia prevenzione ma tale attesa e spinta verso il privato vale anche per gli esami salvavita». La scelta di mettere in lista Pregliasco, dettata molto probabilmente dall’interesse a sottrarre voti al centro e alla destra, in particolare a CL, ha provocato una significativa scossa a sinistra. A Majorino doveva essere affiancata una lista civica guidata da Vittorio Agnoletto che stava raccogliendo adesioni in mondi a noi vicini. Ma lo stesso medico, fondatore della Lila, ed ex europarlamentare eletto come indipendente nelle liste del Prc, ha abbandonato il proposito di cimentarsi nella campagna: «Vittorio Agnoletto ha dimostrato ancora una volta, caso mai ce ne fosse bisogno, di possedere una grandissima onestà intellettuale. Ha scelto di non correre. Da lui mi separa il fatto che ha dichiarato di essere deluso da Majorino. Ma cosa si poteva aspettare da questo centro sinistra? Io non sono stupita. Dove governano, nel Lazio come in Emilia, stanno esportando il “modello lombardo” che, soprattutto in Emilia ha provocato una strage nella pandemia smantellando presidi perché dicono che non portano soldi. Per loro la sanità deve garantire profitto. Noi di UP abbiamo ormai chiuso le liste e stiamo raccogliendo, di corsa, le firme. Una sfida non facile. Se con Vittorio e gli altri che ne hanno condiviso il percorso si possono aprire interlocuzioni e se ci si vuole dare una mano ne saremmo solo che felici. Ma ne trarrebbe beneficio tutta la sinistra. Credo che il M5S abbia fatto una scelta suicida in questa alleanza, si vanno a rinchiudere in una alleanza con un Pd ancor più perdente dopo questa operazione. Una parte della base del movimento è arrabbiata per la scelta, abbiamo incontrato molti attivisti con cui dobbiamo parlare e di cui dobbiamo riuscire ad intercettare il malcontento, senza chiusure. L’alleanza col M5S sarebbe stata positiva ma ora ognuno si assume le proprie responsabilità». Le vicende del centro sinistra lombardo hanno una caratteristica particolare. Majorino si è costruito negli anni l’immagine di uomo progressista, attento ai diritti e pronto ad una buona parola su tutto. Ma oltre le parole? Beh le dichiarazioni in favore dell’autonomia regionale differenziata, la gestione dell’accoglienza dei migranti quando a Milano usava il pugno di ferro un’assessora che sgomberava senza pudore la Stazione Centrale e ogni altro luogo di aggregazione, le pressoché inesistenti politiche abitative, danno ragione – al di là delle disponibilità a ridurre a volte i danni e senza disturbare il manovratore – a chi come in UP non ha mai considerato Majorino un interlocutore di spessore.

Ma tornando ai problemi concreti, a Mara Ghidorzi, abituata a muoversi in bicicletta, interessa porre l’attenzione su due questioni interconnesse: trasporti, infrastrutture e ambiente: «Ci sarebbe tantissimo da fare. Soprattutto per i pendolari che subiscono quotidianamente la malagestione di Trenord, la rete ferroviaria regionale. Ci sono tratti che risalgono agli anni Trenta, anche a binario unico, come accade nella zona a sud di Milano. Manca spesso l’aria condizionata, i ritardi sono una costante e i pochi treni si affollano facendo vivere ai pendolari una vita d’inferno. La Regione su questi non investe. Preferisce gettare soldi nel traffico su gomma, con progetti costosi quanto inutili. Mi riferisco alla tangenziale esterna ovest che, se venisse realizzata, attraverserà l’intero Parco Sud, una delle zone agricole più importanti della regione per collegare Melegnano a Magenta. Un tratto che sarà inutilizzato perché il biglietto da pagare sarà alto e oltretutto scomoda. Sono tratti privati e costosi come la BreBeMi (Brescia Bergamo Milano), con biglietti alti che ha tagliato paesi a metà per portare alla fine in una zona molto periferica di Milano. Pd e destra sono favorevoli. UP è per piantarla con la distruzione sistematica del territorio, chiede di investire nei trasporti pubblici locali. Il Pd si vanta dell’Azienda Trasporti Milano (Atm) che si muove però “bene” solo sul Comune tagliando fuori la provincia, dove ci sono mezzi che passano raramente (in alcuni Comuni è senza servizi la domenica) e saltano spesso le corse. E la gestione è del centrosinistra di Sala. Intanto continua la cementificazione selvaggia con lo sguardo degli avvoltoi per i grandi eventi. Già sono accesi i motori per guadagnare con le Olimpiadi invernali, un modello che non ci serve, che è inutile e dannoso che distrugge anche la montagna con gli impianti sciistici».

Anche su un tema enorme come quello del lavoro la Regione gioca un ruolo, spesso sottovalutato e gli spazi per intervenire ci sarebbero dice la candidata presidente: «Le regioni gestiscono le politiche attive del lavoro, non lo creano ma danno indicazioni. Solo che queste politiche che andrebbero demandate soprattutto ai centri per l’impiego finiscono in mano alle agenzie private. Da noi funziona un sistema a “dote”, un meccanismo perverso, che trasforma le politiche attive in un grande mercato, dove il disoccupato diventa merce. Un sistema finalizzato ad arricchire gli enti accreditati privati senza portare alcun beneficio all’occupazione. La dote non funziona perché alla fine trova occupazione solo a chi ha un alto profilo. Unione Popolare chiede che vengano potenziati i centri per l’impiego pubblici. In questi c’è un controllo maggiore sui contratti proposti. Non se ne possono fare quando sono al limite della legalità. Tra l’altro queste risorse provengono dai Fondi Sociali Europei e con l’attuale modello sono soldi sprecati. Certo accanto ai centri per l’impiego servirebbe ridefinire una politica industriale innovativa sul territorio, ragionare di piani di sviluppo e di programmazione. La Regione non può creare lavoro ma incentivare quello buono, garantire una seria formazione anche professionale invece di regalare soldi pubblici ai privati».

Con Mara Ghidorzi abbiamo finora parlato di temi che sono nell’agenda della macro politica e dell’economia, ma amministrare il territorio significa anche fare i conti con la ricostruzione di un tessuto sociale messo profondamente in crisi dal binomio pandemia / logica del consumo. E viene spontaneo, partendo, dalle sue competenze, in che maniera si possa intervenire per migliorare la qualità della vita soprattutto delle donne: «Va pensata un’urbanistica di genere, non securitaria ma partecipativa, fatta di piazze piene. Io consiglio spesso la lettura de “La città femminista”, di Leslie Kern, dovrebbero leggerlo anche gli uomini. Tocca temi che possono incidere su tutte e tutti. Parto da questo per ragionare su una città che garantisca l’accessibilità che oggi è negata a chi è vulnerabile e credo che lo spazio urbano vada radicalmente ripensato. Da questo punto di vista Milano è un modello totalmente negativo. Oggi se vuoi semplicemente vederti in gruppo devi per forza di cose consumare. Mancano spazi di aggregazione, utili per produrre arte, cultura ma anche semplicemente per scambiare due parole. Le politiche regionali potrebbero incentivare, anche attraverso trasferimenti ai comuni, la realizzazione di questi spazi. E poi, lo dico, tornando ad un’ottica di genere, vanno potenziati i centri antiviolenza. I trasferimenti effettuati sono ridicoli rispetto alle esigenze. C’è una domanda in crescita dovuta anche alla maggiore consapevolezza del fenomeno. Occorrono finanziamenti per avere case rifugio e più servizi di conciliazione per i genitori, necessari ovviamente alle lavoratrici ma anche a chi un lavoro lo sta cercando. Penso nello specifico ad un bonus baby sitting che aiuti chi ne ha bisogno, Oggi per una donna avere un reddito medio-basso e un figlio sono cose inconciliabili, c’è un problema serio di mancanza di servizi che dovrebbero poter realizzarsi in rete con i Comuni. Così come avere più asili nido, anche se in tal caso non è direttamente politica della Regione, ma il trasferimento ai Comuni è possibile. «Ricordo a tal proposito che i fondi del PNRR non possono essere usati per assumere nuovo personale educativo, con il forte rischio che i pochi Comuni che investiranno in strutture non avranno la possibilità di avere risorse umane per gestirle (salvo un ulteriore rafforzamento dei privati)».

In Lombardia Unione Popolare si comincia a strutturare per divenire presenza stabile, con elementi di ricchezza e di criticità: «Siamo, come nel resto d’Italia credo, un laboratorio in costruzione. I soggetti principali sono Rifondazione Comunista e Potere al Popolo, ManifestA è assente e scarsa è la presenza di DeMa, per partire dalle forze fondatrici. Stiamo lavorando per allargare il coordinamento regionale che abbiamo aperto, a persone che non appartengono a nessuna organizzazione ma sono riconosciute. Sono convinta che UP sopravvive solo se si allarga e se riesce a divenire espressione di quella sinistra popolare e di classe di cui c’è bisogno. Le elezioni rappresentano un passaggio chiave e, riprendendo il discorso iniziale, noi dobbiamo essere il luogo in cui trovano spazio coloro che cercano alternative senza le quali non andrebbero neanche a votare. Abbiamo poco tempo per farci conoscere ma ci proviamo. Ed è vero che a volte siamo percepiti come respingenti. Credo che al di là di nostri limiti – che pure ci sono – c’è un problema generale di diffidenza verso tutto ciò che si presenta sotto l’idea di partito. Questo probabilmente è nato da tangentopoli, il M5S è riuscito a starne fuori finché ha rappresentato lo spazio “anti casta”, ma ora non può più. Soprattutto noi di Rifondazione veniamo percepiti, anche se non ci conoscono, come chiusi e vecchi. Per questo credo sia importante UP. È fondamentale per combattere il pregiudizio, aiuta noi a rompere recinti identitari e ad aprirci ad una comunicazione esterna. I ragazzi e le ragazze più giovani manifestano maggior interesse. C’è un giro largo che ci ha votato alle politiche e che intende continuare a farlo, anche fra coloro che avevano rinunciato a partecipare alle elezioni. So bene che la parola “comunista” non attira più ma sui punti programmatici che ci identificano come comunisti, veniamo considerati avanti. Temo che UP sia l’ultima carta che ci sia rimasta anche per Rifondazione Comunista. Si tratta di uno spazio prezioso per aggregare più giovani non pensando solo ai tempi brevi. C’è da lavorare ma non partiamo da zero». E allora in bocca al lupo Mara. La strada è in salita ma almeno abbiamo iniziata a percorrerla nella chiarezza.

*Da www.Transform Italia.it

Sostieni la nostra campagna elettorale per UNIONE POPOLARE regione Lombardia con raccolta fondi on-line

26 Dicembre 2022

Abbiamo avviato una raccolta fondi per dare la possibilità a tutti di contribuire alle spese che stiamo affrontando per la campagna elettorale.

Qui il link: https://gofund.me/6ec91e8d

A differenza di altre forze politiche, noi di Unione Popolare non abbiamo potenti lobby che ci finanziano.

Non abbiamo nulla da spartire con l’incapacità del centrodestra che ha malgovernato la regione Lombardia e nemmeno con la corruzione morale del centrosinistra implicato nel Qatargate.

Chi come noi ha sempre condotto una politica onesta avendo a disposizione poche risorse fa sempre più fatica a promuovere in maniera efficace il proprio progetto politico.

Vi chiediamo di sostenerci con quello che potete, consci del fatto che il caro bollette e le politiche scellerate del governo Draghi e del governo Meloni stanno mettendo tutti quanti in ginocchio.

Per questo votiamo e sosteniamo Unione Popolare!

EDOARDO CASATI

ILARIA FALOSSI

GHIDORZI/UNIONE POPOLARE: L’UNICA ALTERNATIVA PER LA DIFESA DELLA SANITÀ PUBBLICA

21 Dicembre 2022

Apprendiamo dalla stampa, la notizia della candidatura di #Pregliasco come capolista nella civica di Pierfrancesco #Majorino, candidato Presidente che rappresenta il #centrosinistra e il #M5S alle elezioni del 12 e 13 febbraio in Lombardia.

Nelle sue prime dichiarazioni, il noto virologo ci ricorda che“la risposta della sanità lombarda alla pandemia è stata buona”. Uno schiaffo ai cittadini lombardi, ai 4000 morti in più dovuti alla mancata zona rossa in Val Seriana, allo svuotamento dei presidi territoriali, alla mancanza dei posti letto e dei principali dispositivi di sicurezza negli ospedali, al modello “grandi eventi” per la gestione di una pandemia.

D’altronde Pregliasco, Direttore Sanitario del Galeazzi e dirigente di punta del Gruppo privato San Donato,rappresenta pienamente quel modello sanitario lombardo che gira intorno al sistema di accreditamento ai privati e che come Unione Popolare vogliamo totalmente mettere in discussione.

Oggi ne abbiamo la precisa conferma, se mai fosse servita: come il centrodestra, anche il partito democratico e la coalizione che lo sostiene sono i rappresentanti politici degli interessi economici e lobbistici di questa Regione.

Ora Majorino chiarisca: quale modello di sanità ha in mente per “cambiare” il sistema.

Che ruolo e spazio lascerà ai privati? QualI politiche di finanziamento e sostegno alla sanità pubblica, smantellata nel corso degli anni a livello regionale ma anche nazionale, da tutti i governi a prescindere dallo schieramento bipartitico.

La gestione delle liste d’attesa, priorità dichiarata da Pregliasco, è un aspetto molto importante in termini di efficacia ed efficienza del servizio, ma la soluzione non può essere quella di rafforzare ulteriormente il modello privato di accreditamento.

Ci rivolgiamo quindi a tutte le cittadine e i cittadini, al civismo diffuso come la Rete civica “Curiamo la Lombardia”: se avete davvero a cuore un sistema sanitario pubblico che metta al centro la cura e non il profitto, Unione Popolare è a disposizione. Apriamo convergenze e costruiamo la vera alternativa.

Presenteremo il nostro programma domani alle 11.30 a Milano presso il Palazzo della Regione Lombardia lato Melchiorre Gioia. Una prima occasione di confronto aperta a tutte e tutti.

Mara Ghidorzi, Candidata presidente di Regione Lombardia per Unione Popolare

Mara Ghidorzi X Unione Popolare

Milano COX 18 giovedì 22 Dicembre NATALE in CASA PASOLINI. Il pensiero anticonsumistico di P.P.P. nel concerto dei CANTOSOCIALE e nel docu film PASOLINI RACCONTATO INDAGINI DI UN RAGAZZO DI VITA

19 Dicembre 2022

Al COX 18 libreria Calusca City Lights- Archivio “Primo Moroni “

l’unico evento “ANTICONSUMISTICO ” nelle giornate più consumistiche dell’anno nelle parole e nelle canzoni di PIER PAOLO PASOLINI in Un concerto -recital e un docu film

ore 20.30 proiezione docufilm :
PASOLINI RACCONTATO – INDAGINI DI UN RAGAZZO DI VITA 

a cura di
Circolo Culturale Anpi Ispra
Altre latitudini-Fundacion del Garabato

ore 21.15   BALLATA   PASOLINI 

Canzoni e Visioni, Poesie e Parole di e per Pier Paolo Pasolini
concerto dei CANTOSOCIALE
jam Pasoliniana finale

Carcano Piero : canto , letture, kazoo
Buratti Davide contrabbasso , basso elettrico
Rota Gianni : chitarre, flauto, voce
Turcato Marcello:.Sax tenore , soprano chitarra ,percussioni

Entrata Libera , cena a offerta  info 3335740348 

I Cantosociale propongono questo omaggio a P.P.P. in occasione del centenario della sua nascita, in un
repertorio canoro che dagli originali arrangiamenti, talvolta vicini al jazz e al blues talaltra al folk e alla
ballata popolare, non manca di sconfinare verso la musica sperimentale e persino il rap.

Non tutti sanno che oltre alle poesie ai numerosi scritti, ai film , nella sua all’attività di intellettuale a 360°

Pasolini ha anche scritto canzoni, poche ma significative della sua poetica . Canzoni scritte non solo per il
cinema e non solo per divertirsi ,poesie messe in musica.
I Cantosociale hanno realizzato
NATALE in CASA PASOLINI in occasione del centenario dalla nascita un omaggio a P.P. P. su vari livelli, recuperando un repertorio reso ancor più suggestivo e ancora dagli originali arrangiamenti talvolta vicini al jazz e al blues tal’altra al folk e alla ballata popolare ma non mancheranno anche sconfinamenti fino al rap e l’aggiunta di brani originali realizzati sia rivestendo musicalmente alcune sue liriche sia realizzando canzoni ispirate ad alcune suoi scritti anche giornalistici.
I temi maggiormente toccati sono quelli del rapporto di Pasolini con la gente e i luoghi ai margini delle città., la sua critica al consumismo, causa principale della perdita dei valori della civiltà contadina e del disagio dei più poveri, quegli umili infelici perché non possono raggiunge i miraggi luccicanti del “finto
progresso “sociale . Tutto questo ma c’è molto altro ancora nella CASA PASOLINI nelle diverse stanze-luoghi della sua poetica: dal forte legame alla famiglia e alle tradizioni popolari in particolare furlane all’amore per Roma delle periferie , dalla forte spiritualità popolare alla diversità e naturalmente la passione politica e civile.

Così dalle grandi opere letterarie ai saggi, dalla poesia al cinema fino ad arrivare alla canzone i forti
segni del pensiero pasoliniano,verranno riproposti mantenendo tutta la loro forza anticonformista e anticonsumistica più che mai profetica e attuale specie in queste giornate di frenetiche corse allecompere dei regali natalizi.

Si tratta di rare canzoni scritte negli anni 60’ e musicate pur con
l’inequivocabile stile della canzone leggera d’epoca con un certo gusto sperimentale da musicisti di prestigio
come Ennio Morricone, Piero Piccioni, Piero Umiliani In versione da trio con voce, chitarra, flauto,
contrabbasso, percussioni con la consueta passionalità renderanno omaggio oltre che a Pasolini anche ai
cantanti suoi amici :Sergio Endrigo, Domenico Modugno, e soprattutto Laura Betti e Gabriella Ferri che
fornirono intense interpretazioni dei suoi versi naturalmente ignorate dall’establishment dello spettacolo
dell’epoca e tutt’ora ai margini della canzone che “conta”.
Le canzoni : Macrì Teresa detta Pazzia,,I ragazzi giù nel campo,Valzer della toppa, C’è forse vita sulla
terra? RAPpersuasori occulti, GenoTVcidio…ci daranno la chiave per capire le storie , la vita di quei
personaggi pasoliniani ancora oggi ben presenti nella nostra società soprattutto nelle periferie , sradicati
dalle propria terra senza aver trovato posto reale nella società e nelle città.
Un mondo parallelo ai margini
della “normale “ vita delle città fatto di gente umile con le paure, i sentimenti, una poetica spesso cruda di
miserie, brutture ma anche di slanci di vero amore, orgoglio e dignità e non senza slanci onirici Cosa sono
le nuvole ? visioni
Non mancheranno nello spettacolo-recital anche brani originali del gruppo ispirati ai diversi interventi critici dei suoi saggi e dei suoi articoli sul corriere della Sera , quegli scritti corsari spesso feroci sulla società italiana avviata di gran corsa verso il consumismo sfrenato. Del resto questo tema strettamente collegato alla perdita delle radici popolari e della memoria civile è particolarmente caro sia all’autore che al gruppo lomellino-milanese
I CANTOSOCIALE infatti negli ultimi anni hanno realizzato concerti e spettacoli teatrali riproponendo a fianco del canto popolare, di lavoro, protesta e tradizione contadina sconfinamenti frequenti e apprezzati nella “canzone- letteraria” e nella poesia recuperando testi inediti o dimenticati di autori come Calvino, Fortini, Rodari…Una ricerca che non poteva che approdare a Pasolini, la cui attenzione per la cultura popolare è stata peraltro fondamentale per tutta la sua opera.

ore 20.30 proiezione docufilm

INDAGINI DI UN RAGAZZO DI VITA

Il film e il libro da cui è tratto si divide in due parti, la prima, racconta dell’omicidio di Pier Paolo Pasolini, andando a riassumere tutti
gli elementi di indagine ad oggi emersi, fino agli ultimi imponenti libri di inchiesta usciti negli ultimi anni.
La seconda parte “Non può finire così”, è la testimonianza di Silvio Parrello detto “Pecetto”, uno dei “ragazzi di vita” del primo celebre romanzo di Pasolini. Pecetto conosce e frequenta il poeta dagli undici ai diciotto anni, nel periodo in cui Pasolini viveva a Monteverde, allora quartiere povero e periferico della capitale. Le prime pagine del suo racconto evocano infatti il quartiere di quegli anni e le tante giornate
trascorse con Pasolini intento a “studiarli” per scrivere il suo primo romanzo.
Quando va in pensione ,Pecetto inizia di nuovo a dedicarsi alla sue passioni, la pittura e la poesia popolare, nella piccola bottega del padre in via Ozanam che dagli anni settanta diventa il suo studio atelier.
Scrive molte poesie sull’amico scomparso e, avvalendosi della sua conoscenza diretta dei personaggi, degli ambienti delle borgate e di quelli malavitosi frequentati da Pasolini, intorno al 2000 inizia
coraggiosamente una vera e propria indagine indipendente concentrandosi soprattutto sulla scomparsa di Antonio Pinna e sulla presenza di una seconda auto identica a quella di Pasolini sula scena del delitto.
Pecetto verrà poi contattato dall’avvocato Maccioni che grazie anche alla sua testimonianza e a quella delle persone da lui trovate, farà riaprire il processo Pasolini nel 2006, le sue scoperte saranno anche alla base della ricostruzione del delitto presentata dal Dvid Grieco nel film “La macchinazione” del 2017. ( “…la rivelazione di Silvio Parrello squarcia definitivamente il velo sulla presenza di un’altra Alfa Gt” – David Grieco –
La macchinazione, Rizzoli, 2015).
Oggi il suo studio di via Ozanam è un vero e proprio piccolo tempio alla memoria del poeta scomparso dove persone e giornalisti italiani ed esteri ci si recano in pellegrinaggio per conoscerlo.

ENTRATA LIBERA info 3335740348 

Rifondazione: Chi salverà la sanità pubblica in Lombardia? Non certo la coalizione di Majorino

19 Dicembre 2022

Rifondazione: Chi salverà la sanità pubblica in Lombardia? Non certo la coalizione di Majorino. La Rete civica “Curare la Lombardia” si unisca a Unione Popolare.

Apprendiamo dalla stampa che il capolista della lista civica a sostegno della Presidenza in Lombardia di Maiorino sarà Il Dott. Pregliasco, virologo, Direttore Sanitario del Galeazzi, che ha già qualificato la sua visione politica sul diritto alla salute sostenendo che “la sanità lombarda ha reagito bene al covid”, dimenticando provocatoriamente le migliaia di morti causate nella pandemia dall’arretramento della prevenzione, dalla desertificazione della medicina territoriale, dal sistema di accreditamento della medicina privata.

La sanità pubblica è allo stremo, definanziata e senza personale nei territori e negli ospedali. Crescono invece i profitti della sanità privata, perché oggi in Lombardia per curarsi bisogna mettere mano al portafoglio, per saltare liste d’attesa ed evitare le molte mancanze della sanità pubblica bisogna rivolgersi alle strutture private, dove tutto è una merce, pagata al prezzo massimo con i soldi pubblici; il sistema lombardo ha perfezionato negli anni il suo carattere classista e sempre più barbaro.

I poveri non si curano più.

Chi pensava che nella coalizione di Maiorino ci fosse una possibilità e una volontà di cambiamento della sanità pubblica in senso universalistico e costituzionale prenda atto del significato simbolico di questa candidatura, che smentisce ogni chiacchiera su programmi e assunzione di piattaforme dei movimenti per il diritto alla salute.

Bene ha fatto la Rete civica Curare la Lombardia a sospendere ogni trattativa, ora noi la invitiamo a parlare e interloquire con Unione Popolare.

L’unica via è costruire Unione Popolare, farla crescere elettoralmente in rapporto alle lotte delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità ed alle esigenze di salute delle cittadine dei cittadini.

Questa e la vera novità, questa è la vera speranza. La salute non è una merce, la sanità non è un’azienda

Fabrizio Baggi  Segretario Regionale

Giovanna Capelli responsabile Sanità

Partito della Rifondazione Comunista – Lombardia

RIFONDAZIONE: NON È UN PAESE PER POVERI. MELONI COME DRAGHI CONTRO LE LAVORATRICI E I LAVORATORI

15 Dicembre 2022

Venerdì 16 Dicembre il Partito della Rifondazione Comunista sarà in tutte le piazze della Lombardia con le lavoratrici e i lavoratori in sciopero per dire NO ad una manovra ingiusta che colpisce ancora una volta i più fragili.

Meloni vara infatti una legge finanziaria che non dà risposte al lavoro, non parla di emergenza salariale ma premia gli evasori, aumenta la precarietà  e penalizza le pensioni più basse.

In una Regione come la nostra, in cui i lavoratori poveri sono in costante aumento e la precarietà è il pane quotidiano delle lavoratrici e dei lavoratori, questa ennesima umiliazione ai danni di chi da troppo tempo paga i costi della crisi, aggravata dalla pandemia e dalla guerra, rischia di far esplodere una bomba sociale senza precedenti.

Salario minimo e contratto a tempo indeterminato, tassazione degli extraprofitti, una patrimoniale e una nuova scala mobile. Solo così la “locomotiva d’Italia” potrà ripartire. Tutto il resto è propaganda e guerra ai poveri.

Questi gli appuntamenti in Lombardia:

Lecco: presidio davanti alla Prefettura dalle 9 alle 11.30

Monza: presidio in piazza Roma – Arengario dalle 9 alle 11

Cremona: presidio davanti alla Prefettura dalle 10 alle 12.30

Varese: presidio davanti alla Prefettura dalle 9 alle 12

Lodi: presidio davanti alla Prefettura dalle 10 alle 12.30

Como: presidio davanti alla prefettura dalle 9.30 alle 12

Ticino Olona: a Magenta attivo unitario dalle 9 alle 12.30

Pavia: presidio davanti alla Prefettura dalle 10.30 alle 12.30

Sondrio: presidio davanti alla Prefettura dalle 16 alle 17

Bergamo: presidio davanti alla Prefettura alle 15.30

Mantova: manifestazione in Piazza Martiri di Belfiore dalle 9.30 alle 11

Brescia: due presidi in Largo Formentone dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 15 alle ore 17

Milano: presidio in Piazza Affari dalle ore 9.30

Per la Vallecamonica si invita a confluire nelle manifestazioni di Bergamo e Brescia

Fabrizio Baggi, Segretario regionale 

Nadia Rosa, Responsabile regionale lavoro

Partito della Rifondazione Comunista Lombardia

RACCOLTA FIRME PER LA PRESENTAZIONE DELLA LISTA UNIONE POPOLARE LOMBARDIA

14 Dicembre 2022

Unione Popolare, si presenterà alle elezioni della Lombardia  di domenica 12 e lunedì 13 febbraio 2023.

Il nostro partito è impegnato nella costruzione di liste di sinistra, alternative a tutti i poli esistenti, coerenti col percorso nazionale.

Per presentare la lista dobbiamo raccogliere le firme. Per tale scopo saremo in piazza Ducale a Vigevano domenica mattina 18 dicembre.

Invitiamo tutti/e i cittadini/e a venire a firmare.

I nostri obiettivi programmatici sono:

  • Il ripudio della guerra e del coinvolgimento del nostro paese nella guerra.
  • La rottura con le politiche liberiste di privatizzazione della sanità e dei servizi, condotte assieme dai principali schieramenti politici sia di centro destra che di centro sinistra.
  • Il rifiuto dell’autonomia differenziata ed il rilancio del sistema pubblico.
  • La giustizia e l’eguaglianza sociale nella Regione più ricca del paese dove sempre più grandi sono ingiustizia e sfruttamento
  • Un sistema trasporti pubblici efficiente su rotaia e su gomma
  • La lotta contro la devastazione ambientale, l’inquinamento e il consumo selvaggio del suolo.
  • Difesa e ampliamento della Sanità PUBBLICA.

UNIONE POPOLARE (Rifondazione Comunista, Potere al Popolo e De Magistris) si presenta alle prossime elezioni Regionali e vuole condividere il suo programma elettorale con tutti i cittadini/e, anche se stanchi o sfiduciati per sconfiggere tutte le logiche consociative (destra – centro sinistra) che sono le uniche vere responsabili del peggioramento della vita di tutti noi.

UNIONE POPOLARE LOMBARDIA

Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano