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I lavoratori del Clir “non hanno nemmeno i documenti per la dichiarazione dei redditi”. La solidarietà di Rifondazione Comunista con intervento di Giuseppe Abbà

16 giugno 2022

Bollette alle stelle. No alla stangata!

15 giugno 2022

Salari e pensioni da fame, bollette stellari, carburanti in continuo aumento.

Ora basta! Paghino i ricchi!

NEMMENO UN CENTESIMO D’AUMENTO!

Lamentarsi non serve: mobilitiamoci

Il Governo Draghi, sostenuto da centro destra e centro sinistra, predica bene e razzola male: ha varato aumenti consistenti sulle bollette di luce e gas che colpiscono duramente il reddito familiare di lavoratrici, lavoratori e pensionate/i già tartassati duramente dagli aumenti sulla benzina e i generi di prima necessità.

I sindacati confederali balbettano, cercano tavoli e incontri con il governo per raccogliere briciole, ma non dichiarano ed organizzano scioperi generali per contrastare queste politiche antipopolari.

I SOLDI CI SONO: per 5 inutili referendum sono stati sprecati 400 milioni di Euro, per l’aumento degli armamenti imposti dalla Nato 35 miliardi, per l’acquisto degli aerei F35, per la devastazione del territorio in Val di Susa con la Tav, per gli spropositati stipendi dei parlamentari e pensioni da favola dopo solo due legislature compreso i vitalizi.

MOBILITIAMOCI, ORGANIZZIAMO LA RISPOSTA:

L’ALTERNATIVA C’E’

  • Tagliare i profitti delle grandi aziende che distribuiscono e vendono il gas e l’energia elettrica, come è stato fatto in Spagna;
  • Eliminare oneri di sistema obsoleti, dare finalmente un taglio alle accise, alle condizionali regionali e all’Iva, tasse pagate in prevalenza dai ceti popolari.
  • Aumentare salari e pensioni.
  • Tassare le grandi ricchezze al di sopra di 1 milione di euro.
  • Introdurre una nuova scala mobile.
  • Cancellare tutte le spese militari.

CONTRO IL GOVERNO DELLA GUERRA E DEL CAROVITA, SCIOPERO GENERALE.

Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano.

Francia, Mèlenchon il vero vincitore. Chapeaux. Adesso in Italia

15 giugno 2022

Paolo Ferrero*

La Nuova Unione Popolare Ecologista e Sociale guidata da Mélenchon è la vera vincitrice del primo turno delle elezioni francesi. Con il 25,7% dei voti, a pari merito del Presidente in carica e lasciando Marine Le Pen poco sopra il 18%, il risultato è straordinario. Con questa spinta è sicuro che il raggruppamento di sinistra sarà il gruppo più grande dell’opposizione ed è molto probabile che Macron non riesca a conquistare la maggioranza assoluta del parlamento, aprendo la strada ad una dialettica politica assai positiva. Non oso immaginare di più, ma certo questi due risultati costituiscono già un grande risultato, perché uno dei paesi più importanti d’Europa si troverà ad avere un condizionamento sociale importantissimo e per certi decisivo per mettere sabbia nei meccanismi dell’Europa liberista arruolata nella Nato.

Ovviamente si tratta anche in Italia di fare come la Francia e allora può essere utile analizzare i tre passi fondamentali che Mélenchon ha fatto per raggiungere questo risultato. Questo successo non è infatti caduto dal cielo e non è il frutto di un miracolo ma di una precisa linea politica. Vediamo.

In primo luogo, Mélenchon da anni opera per costruire un polo alternativo ai poli politici esistenti in Francia. In tutti questi anni Mélenchon non ha fatto alleanze con i socialisti e quindi non ha praticato “l’unità della sinistra”. Ha operato per aggregare la sinistra di alternativa, conflittuale sul piano sociale e ambientale. Questa coerenza di impianto è stata decisiva per costruire il patrimonio simbolico di Mélenchon come effettivamente alternativo alla melassa liberale che alberga nelle nostre istituzioni.

In secondo luogo, Melenchon non ha mai ricondotto la sua pratica di aggregazione ad un partito. Questo in un doppio senso: da un lato alle elezioni ha sempre operato per costruire coalizioni più ampie del suo partito, dall’altro per aggregare i vari partiti della sinistra antiliberista. Concretamente, quindi, Mélenchon ha operato come un aggregatore del polo antiliberista popolare ed ambientalista, senza cercare di farlo diventare un partito ma sempre mantenendo un carattere fluido e dinamico di aggregazione. Si tratta di un punto decisivo perché il valore aggiunto dello schieramento aggregato da Jean Luc consiste proprio nella capacità di mettere insieme organizzazioni, partiti, comitati, singoli individui, intellettualità diffusa, settori sindacali.

In parallelo al successo di Mélenchon, che per ben due elezioni presidenziali ha sfiorato di un soffio il ballottaggio, in Francia abbiamo avuto la crisi verticale del Partito Socialista e un significativo conflitto sociale che, dalle lotte sulle pensioni ai gilet gialli, hanno movimentato il paese.

La capacità politica di Mélenchon, forte del risultato delle elezioni presidenziali, è stata quella di proporsi su un impianto popolare e antiliberista come la possibile unificatore della sinistra. Non più l’unità della sinistra su base liberista a maggioranza socialista, ma una unità della sinistra il cui baricentro è su un programma radicale, estraneo alle politiche che vanno per la maggiore nel palazzo.

Per certi versi questo ultimo passo è il rovesciamento ideale di quanto, dopo il congresso di Épinay del 1971, fece Mitterrand. Questi operò per rovesciare i rapporti di forza tra socialisti e comunisti e solo dopo che i socialisti erano diventati più grandi dei comunisti propose nuovamente l’unità della sinistra. Oggi, dopo anni di cammino nel deserto, in cui molti lo hanno considerato un settario inconcludente, Mélenchon aggrega le forze della sinistra ma su un programma di alternativa, in cui i socialisti moderati sono in minoranza. Chapeau.

Per arrivare anche in Italia a “fare come in Francia”, non ci sono quindi scorciatoie ma è necessario imparare dall’esperienza francese. In primo luogo, è necessario costruire una aggregazione chiaramente alternativa ai poli esistenti, smettendola di inseguire le sirene del centro sinistra e del voto utile. In secondo luogo, occorre costruire questa aggregazione in una forma che permetta a tutte e tutti di partecipare e di essere protagonisti: uomini e donne impegnati in ogni ambito del sociale e della cultura, partiti, associazioni, comitati. A questa aggregazione devono partecipare i partiti disponibili, ma la sua forma non può essere quella di un partito, troppo stretta per aggregare tutte le forze disperse che dobbiamo unire. In terzo luogo, è evidente che occorre individuare una figura in grado di esercitare una leadership popolare e nello stesso tempo in grado di favorire un percorso democratico e partecipato, di allargare il tessuto dell’aggregazione politica. Parlare al popolo e nello stesso tempo favorire l’aggregazione di un tessuto partecipativo democratico e militante è la vera grande scommessa che abbiamo dinnanzi.

Non è semplicissimo, ma l’esempio francese ci può aiutare ad uscire dalla stagnante situazione italiana.

*vicepresidente Partito della Sinistra Europea, dal blog de il Fatto Quotidiano

EBBENE SÌ, LA CILIEGINA SULLA TORTA È ARRIVATA

14 Giugno 2022

Rifondazione Comunista di Mortara avrà confermato il suo consigliere comunale nella persona del compagno Giuseppe Abbà che anche in questa tornata elettorale sarà un punto fermo nel lavoro di opposizione.

Facciamo i complimenti a lui e nello stesso tempo li facciamo a tutti i compagni che hanno lavorato per raggiungere questo obiettivo.

RIFONDAZIONE COMUNISTA MORTARA

La scuola inclusiva non è più solo un sogno

14 Giugno 2022

Al liceo Adelaide Cairoli di Pavia viene approvata la prima Carriera Alias.

La Carriera Alias si propone come soluzione per gli studenti transgender che presso gli istituti (scuole o università) vogliono vedere riconosciuta la propria identità di genere.

Si segna così un grande passo in avanti verso una scuola veramente inclusiva, passo reso possibile anche grazie a due compagni dei Giovani Comunisti/e studenti presso il liceo in questione, una dei quali rappresentante d’istituto: la presenza di nostri iscritti all’interno dei consigli d’istituto è utile per il raggiungimento di determinati obiettivi che vogliamo vedere realizzati all’interno delle scuole.

La strada verso una scuola realmente inclusiva è ancora lunga, perciò è necessario lottare per la conquista dei nostri diritti anche all’interno degli istituti, e per far sì che la Carriera Alias non rimanga un provvedimento fine a sé stesso.

GIOVANI COMUNISTI/E

Buon risultato di Rifondazione Comunista di Mortara.

14 giugno 2022

Il risultato da noi ottenuto domenica 12 giugno alle amministrative di Mortara, 601 voti con il 10%, lo giudichiamo positivamente.

Il nostro è un voto controtendenza è un voto
“in direzione ostinata e contraria”
Se pensiamo alla media dei risultati del nostro partito in Italia, il nostro è certamente il risultato migliore.

Questo grazie al lavoro che il nostro circolo ha saputo condurre non solo all’opposizione in Consiglio Comunale con il compagno Abbà ma in tutta la città affrontando i vari problemi (dalle case di riposo alle questioni ambientali, dalla scuola alla sanità ecc. ecc.)

Questo risultato ci incita a insistere nel continuare a lavorare con l’orgoglio di sempre e che ci distingue portando avanti le nostre idee di lotta, di comunismo e libertà.

Circolo di Rifondazione Comunista di Mortara

Appello finale

10 Giugno 2022

ADRIANO ARLENGHI

Sono stato nelle piazze nelle giornate bollenti di sole ed in quelle cariche di pioggia per dire no allo spargimento dei fanghi ma soprattutto ad avere maggior rispetto per le matrici ambientali della Lomellina in parti già compromesse, sono stato sulle piazze per chiedere la creazione di un osservatorio sulle infiltrazioni della criminalità organizzata della nostra città dopo il rogo doloso dei fratelli Eredi Bertè.

Sono stato alla stazione infinite volte insieme agli amici del mio comitato, per chiedere che le ferrovie lomelline non fossero più figli di un dio minore e si potesse viaggiare in treno in modo più umano, sono stato ancora in piazza cento giorni fa per la pace, per dire che l’Italia come sta scritto nella Costituzione ripudia la guerra.

Ho scritto infiniti post sulle nuove e vecchie povertà e sul valore del volontariato, sulla necessità di contrasto al gioco d’azzardo, sulla necessità di portare anche a Mortara progetti di partecipazione pubblica a partire dalle consulte ambientali ai Consigli Comunali dei ragazzi, sulla necessità di costruire l’idea di una città amica dei bambini e capace di dare generatività sociale a chi è diversamente giovane.

Ho proposto diverse cose, per la verità più nel mondo del volontariato che in quello dei partiti, perché ho sempre avuto l’impressione chi i primi fossero più attenti a leggere i nuovi bisogni e a dare risposte adeguate, anche se riconosco che è poi la politica quella che ha gli strumenti per costruire la nuova idea di città.

Si sta avvicinando il giorno del silenzio elettorale e dico agli amici, soprattutto a chi legge i miei post e sa che dentro a quelli ci sono tutti i miei entusiasmi, le mie contraddizioni, i miei pensieri, ed anche tutte le mie paure, di valutare se la mia lista vale un voto.

Da parte mia io non ho dubbio alcuno sulla coerenza, onestà, umanità e capacità del mio candidato sindaco.

Giuseppe Abbà.

Per questo sono stato felice di fare parte della sua squadra.

Per questo io voto Rifondazione.