4 Marzo 2023
IARA SAVOIA
Sono stanca di sentire colpevolizzare chi emigra perché se il mare s’incazza te la sei cercata.
Sono stanca di sentire che vengono qui a rubare il lavoro (quale?).
Sono stanca di sentire minimizzare i problemi che fai presente sulla questione peso corporeo, perché del resto cosa c’è di male se chiedi a una persona, con cui peraltro hai pochissima confidenza, “oh ma sei ingrassata/o un po’?”.
Sono stanca di sentire che la depressione è solo mancanza di volontà.
Sono stanca della gara al dolore, perché “io ho sofferto più di te e non faccio queste scene”.
Sono stanca di sentire prediche sull’essere donna e quindi madre, perché nascere con l’utero non fa di te una donna in attesa di diventare madre sin dalla nascita.
Sono stanca di sentire che se vuoi, puoi. Perché non sempre puoi, e se fallisci significa che non lo volevi abbastanza.
Sono stanca di sentire che questi giovanotti svogliati preferiscono starsene sul divano invece che lavorare, fondamentalmente perché è giusto subire e sacrificare tutto sul lavoro e devono ringraziare (Chi? Cosa?) che almeno un lavoro lo possono avere. Sottopagato, in nero, o non pagato, senza garanzie, continuità e tutele.
Sono stanca di sentire che “Tanto c’è di peggio”. Il peggio non esclude lavorare su quello che non funziona per migliorarlo.
In questo momento sono stanca.
Ma poi torna, prepotente, la speranza. E la speranza porta a fare.
