Categoria: Mondo

Palestina libera: presidio in piazza Ducale della comunità islamica a Vigevano

21 Ottobre 2023

A Vigevano (PV) la comunità islamica accoglie il nostro striscione alla testa del presidio e tutti mostrano i nostri volantini!

Un grande lavoro fatto dal nostro circolo Rifondazione Comunista Vigevano per portare le nostre parole d’ordine al centro del presidio. PALESTINA LIBERA!

PALESTINA – ISRAELE: ALLA RADICE DI 75 ANNI DI OPPRESSIONE

13 Ottobre 2023

Siamo ovviamente addolorati per le immagini di vittime provocate dagli scontri armati di questi giorni, ma cosa c’è alla radice di questi tragici fatti?

  1. Nel 1948 si formò lo Stato d’Israele che nasce occupando territori palestinesi ed espellendo centinaia di migliaia di persone anche con massacri (Deir Yassin del 9 aprile 1948 per citarne uno).
  2. Lo Stato israeliano si espande occupando Cisgiordania e parte della Siria nel 1967 e in varie occasioni porzioni di Libano.
  3. Centinaia di migliaia di coloni israeliani hanno occupato territori palestinesi, devastando campi e raccolti, con sempre nuovi insediamenti.
  4. Israele, Stati Uniti e varie nazioni europee hanno fatto fallire gli accordi di Oslo e hanno impedito la nascita di uno Stato palestinese.
  5. Israele ha violato decine di risoluzioni Onu che chiedevano il ritiro dei territori occupati.
  6. Centinaia di palestinesi, di cui molti minori, dall’inizio di quest’anno sono stati uccisi dall’esercito israeliano.
  7. Nella striscia di Gaza (un territorio lungo 41 chilometri e largo 7) sono rinchiusi ben due milioni e mezzo di palestinesi in una sorta di grande prigione a cielo aperto e attualmente sottoposti (come già più volte nel passato) a pesantissimi bombardamenti israeliani anche su ospedali, scuole, case d’abitazione e sono privati di cibo, acqua, elettricità.
  8. Migliaia sono i detenuti politici palestinesi nelle carceri israeliane.
  9. Israele, oltre a possedere centinaia di ordigni nucleari, è pesantemente armato dagli Stati Uniti che lo utilizzano per controllare il Medio Oriente e le sue risorse petrolifere.
  10. Il governo Netanyahu è sostanzialmente formato da gruppi estremisti di destra e da fanatici religiosi.

Una volta i governi italiani, anche nostri avversari, tentavano di svolgere una politica volta a costruire la pace in Medio Oriente. L’attuale nostro Governo, invece, è supinamente sdraiato sull’atlantismo e la sudditanza agli Stati Uniti.

Ovviamente non ci piace un partito di fondamentalismi religiosi come Hamas, ma d’altronde, all’inizio era stato incoraggiato proprio dai governi israeliani per dividere i Palestinesi. Adesso, com’era successo per i Talebani, si ribella all’Occidente.

Impegniamoci per una politica estera di pace dalla quale l’Italia, nel centro del Mediterraneo, avrebbe tutto da guadagnare, contro il bellicismo degli U.S.A. e della loro creatura israeliana.

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA – FEDERAZIONE DI PAVIA

Palestina libera!

11 SETTEMBRE 1973: 50 ANNI FA IL “GOLPE” FASCISTA CHE MISE FINE AL GOVERNO DI SALVADOR ALLENDE IN CILE

11 Settembre 2023

11 SETTEMBRE 1973: 50 ANNI FA Il “GOLPE” FASCISTA CHE MISE FINE AL GOVERNO DI SALVADOR ALLENDE IN CILE

Il 4 settembre 1970 Salvador Allende, un medico e senatore socialista, vinse le elezioni presidenziali in Cile alla testa di una coalizione chiamata Unidad Popular formata dal Partito Socialista, dal Partito Comunista, dal Mapu (una formazione della sinistra cattolica) e da altri gruppi. Il governo Allende promosse una serie di riforme sociali: la nazionalizzazione del rame (el cobre, il Cile aveva miniere di rame tra le più grandi del mondo, ma in mano a multinazionali degli Stati Uniti come “l’Anaconda”, la “Kennecot”), dell’energia elettrica, dei trasporti, di molte banche. Fu avviata anche la riforma agraria che liquidò il latifondo e furono varati estesi provvedimenti sociali (salario minimo garantito, riduzione degli affitti, lotta contro la povertà, istruzione e cure mediche, diritti del popolo “Mapuche”). In politica internazionale il Cile riaprì le relazioni diplomatiche con Cuba e nel 1971 ci fu la storica visita di Fidel Castro.

Naturalmente questa politica trovò l’ostilità degli Stati Uniti e degli oligarchi cileni. Furono mandate avanti, finanziate dalla CIA e dalle multinazionali, campagne per destabilizzare il governo, dallo sciopero dei camionisti agli attentati dell’estrema destra fascista.

L’11 settembre 1973 ci fu il colpo di stato delle Forze Armate con a capo il generale Augusto Pinochet. La ”Moneda” (il palazzo presidenziale) fu bombardata. Dopo una strenua difesa del Palazzo, muore Salvador Allende che aveva rifiutato di arrendersi ai golpisti pronunciando uno storico ultimo discorso alla radio.

Così pure furono massacrati migliaia di attivisti comunisti, socialisti, di sinistra, intellettuali e musicisti come Victor Jara. Molte migliaia furono i detenuti nei campi di concentramento nelle isole verso l’Antartico (come Luis Corvalan, segretario del Partito Comunista) e nel deserto del Nord del Cile.

Furono smantellate le conquiste sociali di Unidad Popular e il Cile divenne il campo di esperimento degli economisti neoliberisti, i “Chicago Boys”.

Grande fu la solidarietà nel Mondo verso il popolo cileno. In Italia ci furono grandi manifestazioni. Per anni la “colonna sonora” della solidarietà internazionalista furono le canzoni degli “Inti Illimani” che si salvarono dalla repressione, perché l’11 settembre erano in Italia a fare concerti per le Feste dell’Unità.

Giuseppe Abbà

COMMISSIONE EUROPEA – RILANCIO DELL’ AUSTERITÀ CONTRO L’EUROPA DEI POPOLI, L’WELFARE, I CETI POPOLARI

28 Aprile 2023

Antonello Patta*

La commissione europea ha presentato le proprie proposte per la riforma della governance economica europea che dovrebbe subentrare al Patto di stabilità brandito come la spada di Damocle che, senza nuove regole, tornerebbe automaticamente in vigore dal 1° gennaio 2024.
L’obiettivo dichiarato è quello di “preparare l’UE alle sfide future sostenendo i progressi verso un’economia verde, digitale, inclusiva e resiliente e rendendola più competitiva”.
Dichiarazioni di facciata dietro cui c’è un ritorno a politiche fiscali restrittive inique che insieme alle restrizioni monetarie e creditizie prodotte dalla Bce alimentano le spinte recessive, ammazzano gli investimenti nei paesi con debiti più alti aumentano il divario tra paesi europei.
Vengono infatti confermati i vincoli del rapporto debito/pil al 60% e del disavanzo di bilancio al 3% e imposto un percorso “contrattato” di rientro nei parametri indicati, ma entro limiti temporali certi, pena l’inasprimento delle condizioni.
Questo deve avvenire sulla scorta della “traiettoria tecnica per paese” indicata dalla Commissione e contenente prescrizioni inaggirabili tra cui, per i paesi con disavanzo superiore al 3%, una riduzione annuale non inferiore allo 0,5%.
L’indicatore operativo, di cui si avvarranno i controllori europei per la sorveglianza del rispetto dei percorsi di aggiustamento di bilancio, sarà l’effettiva riduzione della spesa pubblica pluriennale dei paesi sotto esame.
Se infine a queste vincolanti indicazioni ex ante aggiungiamo la previsione, contenuta nella proposta, dell’apertura automatica, per i paesi indebitati come il nostro, di una procedura per disavanzo appare chiaro che non siamo di fronte a una restituzione agli stati della “titolarità nazionale” millantata nel testo, ma di fronte a un vero e proprio commissariamento dei paesi come l’Italia da parte dell’asse guidata dalla Germania e della Bce.
Per l’Italia è un ritorno all’austerità che come nel recente passato produrrà tagli molto duri alla spesa pubblica per scuola, sanità, servizi, con pesanti ricadute salariali e occupazionali nel pubblico e in generale con costi sociali gravissimi, riduzione dei consumi e quindi gravi ricadute recessive sull’economia del Paese.
Il governo delle destre e i partiti sovranisti che lo compongono non solo non saranno in grado di contrastare queste scelte, ma si sono allineati in anticipo con i falchi europei anticipando nel Def una stretta fiscale brutale di 70miliardi nel triennio e un avanzo primario a regime di 45 miliardi.
Il passato non ha insegnato nulla. Si torna a politiche economiche che dividono l’Europa aumentando le divergenze economiche tra paesi, massacrano l’welfare, aumentano le disuguaglianze fra popoli e stati, fanno crescere le forze che soffiano sul risentimento popolare verso un’Europa matrigna per i molti e prodiga verso i pochi.
Tutto questo mentre si spendono cifre enormi per la guerra e gli armamenti allineando il continente ai diktat di Usa e Nato.
Si allude nella presentazione delle regole all’obiettivo dell’autonomia strategica dell’Europa; in realtà Il ritorno all’austerità che si vuole attuare e la guerra producono esattamente il contrario: la fine dell’idea di un’Europa in grado di stare alla pari sul piano economico e tecnologico con i grandi attori mondiali e di svolgere un ruolo politico forte nella direzione di relazioni internazionali improntate alla pace, al multilateralismo, alla cooperazione tra i popoli.

*responsabile nazionale lavoro, Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

La sovranità alimentare. Cos’è e perchè la difendiamo. L’esempio dell’India

10 Marzo 2023

A causa di un problema tecnico l’audio risulta a basso volume. Ce ne scusiamo.

L8 e sciopero contro la guerra del patriarcato

Pubblicato il 8 mar 2023

La guerra è l’espressione più violenta del patriarcato. Vogliamo gridarlo ancora più forte, oggi che l’Europa e l’Italia sono in guerra.
Oggi che torna a invadere le nostre vite l’incubo del nucleare e che l’Europa è risucchiata dal militarismo, dalla logica della frontiera, del confine.
Come donne non abbiamo patria, la nostra patria è il mondo intero, come ci ha insegnato Virginia Woolf.

Siamo femministe e pacifiste. Non indossiamo i colori di una nazione, non avalliamo la costruzione di muri, né l’invio di armi. Anche quando sappiamo che sono donne a fare queste scelte.
Ripudiamo la guerra, come hanno voluto le partigiane e i partigiani che hanno scritto col loro sangue la Costituzione

Ripudiamo la guerra di Putin, e con lui la sua ideologia e machista omofoba, il suo autoritarismo che semina morte dentro e fuori i confini della Russia.
Ripudiamo la guerra della Nato, il suprematismo che considera la democrazia valore occidentale, e che vuole tornare a governare il mondo con la logica amico/nemico.
Siamo contro l’aumento delle spese militari: spese di morte, sottratte alle nostre vite.

Scioperiamo contro ogni guerra, solidarietà con le donne kurde, palestinesi, sahrawi, afgane iraniane e con tutte le donne che subiscono la violenza del patriarcato.
Scioperiamo per il salario minimo legale, il reddito di autodeterminazione, il superamento di ogni forma di gender pay gap.
Scioperiamo perché si torni a investire sulla scuola, sulla sanità, sulla ricerca pubbliche.
Scioperiamo contro la Fortezza Europa e il Governo italiano, perché Stragi di stato come quella di Cutro non si ripetano più.
Scioperiamo per una scuola laica e antifascista.
Scioperiamo perché non siamo mai state indifferenti.

La lungimiranza di un poeta

7 Marzo 2023

Giovanna Capelli


Alì dagli Occhi Azzurri

uno dei tanti figli di figli

scenderà da Algeri ,su navi

a vela e a remi

Saranno con lui migliaia di uomini

coi corpicini e gli occhi

di poveri cani dei padri

sulle barche varate nei Regni della Fame.

Porteranno con sè i bambini, e il pane e il formaggio,

nelle carte gialle del Lunedì di Pasqua .

Porteranno le nonne e gli asini,

sulle triremi rubate ai porti coloniali

Sbarcheranno a Crotone o a Palmi,

a milioni, vestiti di stracci,

asiatici, e di camice americane

Pier Paolo Pasolini

1964

Campagna uova di Pasqua 2023

24 Febbraio 2023

Ciao a tutte/i. Vi inoltro il comunicato per la consueta campagna “Uova di Pasqua” organizzata dall’Associazione Verso il Kurdistan di Alessandria. Quest’anno la campagna è finalizzata alla raccolta di fondi per le famiglie delle zone terremotate del Kurdistan settentrionale e occidentale, in Turchia e in Siria.

Offerta minima Euro 15 per un uovo di cioccolato da 500 grammi fondente o al latte.
La prenotazione deve avvenire entro sabato 11 marzo, per Vigevano e dintorni.

Per chi abita a Vigevano e dintorni, dovete rivolgervi alla Cooperativa Portalupi ai seguenti numeri:

0381 346333 (sabato e domenica dalle ore 12 alle ore 22; gli altri giorni, escluso il martedì, dalle ore 21 alle ore 22);

342 6489617 (Leo, dalle ore 18 alle ore 19).

Per chi abita ad Abbiategrasso, inviate gli ordini  via email al sottoscritto.

Un caro saluto
Vladimiro

Guerra: fermiamo questa follia. Il pianeta è di tutti

Fisico Carlo Rovelli

17 Febbraio 2023

Cari amici, ci raccontiamo l’un l’altro molte frottole per giustificare perché sia una buona idea costruire sempre più armi, partecipare alle guerre, ammazzare altri esseri umani. Ma i motivi delle guerre sono solo due.

Il primo è la sete di dominio, l’arroganza del potere, l’ingordigia per la ricchezza.

Il secondo è la psicologia malata del “noi buoni” contro “loro cattivi”, l’eterna demonizzazione del nemico, sempre simmetrica in ogni guerra. Sono solo queste ragioni malate che nutrono il clima di propaganda di guerra in cui siamo immersi.

Tanto senso morale da un lato, quanto la ragione dall’altro, convergono, nell’indicare che la guerra è stupida.

Ce lo ripetono tutti i leader religiosi come i politici più illuminati alle Nazioni Unite.

Ucciderci a vicenda, per “punire gli altri cattivi”, per “contenere il nemico cattivo” è moralmente sbagliato e profondamente miope. Il vantaggio comune è collaborare, rispettare le differenze e le paure altrui, rispettare gli altri, non cercare di dominare il mondo intero, come sta facendo l’Occidente.

Minoranza ricca e super armata del mondo, che chiama sé stessa “comunità internazionale”; che pretende di essere il campione della democrazia, ma a patto di decidere per tutti gli altri, e imporre il suo volere riempiendo il mondo intero delle sue armi.

L’Occidente siamo anche noi. Che mille voci diverse, insieme, facciano sentire il loro no alla logica del “noi” contro “loro”, alla demonizzazione di ogni nemico, alla propaganda di guerra in cui siano immersi.

Siamo in guerra con la Russia, stiamo andando alla guerra con la Cina, perché la leadership dell’Occidente pretende di dominare il mondo.

Fermiamo questa follia. Il pianeta è di tutti.