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Video presidio di solidarietà per il popolo palestinese a Vigevano il giorno 12 novembre 2023

13 Novembre 2023

350 persone in piazza, a Vigevano, da quanto non accadeva?
Eppure l’abbiamo fatto. Le abbiamo portate noi.

Al presidio organizzato come Giovani Comunisti (giovanile di Rifondazione Comunista – Unione Popolare) assieme ad alcuni giovani studenti di Vigevano, hanno partecipato più di 350 persone.

Una piazza importantissima che, aggiungendosi alle tantissime piazze in tutta Italia, dice un messaggio molto chiaro: noi non ci voltiamo dall’altra parte.
Il presidio chiede due cose: lo stop immediato ai bombardamenti su Gaza e il riconoscimento, da parte dello stato italiano, dello stato di Palestina. Nel pratico chiediamo di applicare gli accordi di Oslo del 1993 che erano un tentativo di pace e un tentativo di definire i confini dei due stati (accordi che, però, Israele non rispetta).

Il fatto che fossimo l’unica forza politica presente é molto grave ed é rappresentativo dell’ipocrisia che, anche a livello locale, regna in quasi tutte le forze politiche.

Nel video intervento di chiusura del presidio di Edoardo Casati (rappresentante locale del circolo di Rifondazione – Unione Popolare)

Presidio di solidarietà per il Popolo Palestinese a Vigevano

8 Novembre 2023

Il silenzio è impossibile di fronte ai massacri che avvengono ogni giorno nella Striscia di Gaza a danni dei palestinesi; quella che dai media ci viene proposta come una difesa da parte di Israele è in realtà un massacro di civili inermi che vivono senza il necessario per farlo.

Le statistiche parlano chiaro: di più 10 mila morti (più di quelli in Ucraina in due anni) circa 5 mila sono bambini e circa 3 mila sono donne; qui non si parla di numeri: si parla di persone che avevano sogni e desideri. Naturalmente condanniamo le azioni terroristiche e violente di Hamas, ma siamo schierati con forza col popolo palestinese.

L’ONU e l’intera comunità internazionale devono subito intervenire con risolutezza sulla questione palestinese.

Chiediamo lo stop di quello che è a tutti gli effetti un genocidio e di cessare il fuoco subito.

Chiediamo la libertà dei prigionieri delle carceri israeliane e degli ostaggi civili.

L’obiettivo deve essere la costruzione di un nuovo stato democratico, multietnico e multireligioso.

Israele deve retrocedere oltre la linea verde delimitata dagli accordi di Oslo del 1993.

PALESTINA – ISRAELE: ALLA RADICE DI 75 ANNI DI OPPRESSIONE

13 Ottobre 2023

Siamo ovviamente addolorati per le immagini di vittime provocate dagli scontri armati di questi giorni, ma cosa c’è alla radice di questi tragici fatti?

  1. Nel 1948 si formò lo Stato d’Israele che nasce occupando territori palestinesi ed espellendo centinaia di migliaia di persone anche con massacri (Deir Yassin del 9 aprile 1948 per citarne uno).
  2. Lo Stato israeliano si espande occupando Cisgiordania e parte della Siria nel 1967 e in varie occasioni porzioni di Libano.
  3. Centinaia di migliaia di coloni israeliani hanno occupato territori palestinesi, devastando campi e raccolti, con sempre nuovi insediamenti.
  4. Israele, Stati Uniti e varie nazioni europee hanno fatto fallire gli accordi di Oslo e hanno impedito la nascita di uno Stato palestinese.
  5. Israele ha violato decine di risoluzioni Onu che chiedevano il ritiro dei territori occupati.
  6. Centinaia di palestinesi, di cui molti minori, dall’inizio di quest’anno sono stati uccisi dall’esercito israeliano.
  7. Nella striscia di Gaza (un territorio lungo 41 chilometri e largo 7) sono rinchiusi ben due milioni e mezzo di palestinesi in una sorta di grande prigione a cielo aperto e attualmente sottoposti (come già più volte nel passato) a pesantissimi bombardamenti israeliani anche su ospedali, scuole, case d’abitazione e sono privati di cibo, acqua, elettricità.
  8. Migliaia sono i detenuti politici palestinesi nelle carceri israeliane.
  9. Israele, oltre a possedere centinaia di ordigni nucleari, è pesantemente armato dagli Stati Uniti che lo utilizzano per controllare il Medio Oriente e le sue risorse petrolifere.
  10. Il governo Netanyahu è sostanzialmente formato da gruppi estremisti di destra e da fanatici religiosi.

Una volta i governi italiani, anche nostri avversari, tentavano di svolgere una politica volta a costruire la pace in Medio Oriente. L’attuale nostro Governo, invece, è supinamente sdraiato sull’atlantismo e la sudditanza agli Stati Uniti.

Ovviamente non ci piace un partito di fondamentalismi religiosi come Hamas, ma d’altronde, all’inizio era stato incoraggiato proprio dai governi israeliani per dividere i Palestinesi. Adesso, com’era successo per i Talebani, si ribella all’Occidente.

Impegniamoci per una politica estera di pace dalla quale l’Italia, nel centro del Mediterraneo, avrebbe tutto da guadagnare, contro il bellicismo degli U.S.A. e della loro creatura israeliana.

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA – FEDERAZIONE DI PAVIA

Palestina libera!

GAZA, PD CON CHI BOMBARDA

Le dichiarazioni in parlamento di Emanuele Fiano e la decisione di Enrico Letta di partecipare a un presidio di solidarietà con Israele configurano dopo il silenzio di questi giorni una posizione di complicità con il bombardamento di Gaza e le provocazioni israeliane.

Il Pd finge di essere equidistante ma in realtà è incapace di condannare Netanyahu e la destra israeliana e solidale con aggressori. La posizione del Pd fin dalla fondazione di questo mostro è in netta rottura con la storia della sinistra italiana che nelle sue componenti socialista e comunista – da Craxi a Berlinguer – era sempre stata solidale con il popolo palestinese.

Di tutta altra qualità la presa di posizione di Bernie Sanders che ha individuato nel comportamento del governo israeliano e della destra ebraica la causa dell’attuale escalation.

Manifestiamo in tutte le città la nostra solidarietà al popolo palestinese. Sabato, dalle 16 alle 19, saremo a #Roma alla manifestazione indetta dalla comunità palestinese in piazza dell’Esquilino.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista