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PAVIA DEMOCRATICA E ANTIFASCISTA

Video del corteo del 5 novembre 2022 a Pavia

6 Novembre 2022

Come ogni anno, il 5 novembre, la Pavia democratica e antifascista scende in piazza.

Ogni 5 novembre i fascisti da tutta la Lombardia si danno appuntamento in un quartiere della nostra città per commemorare un giovane iscritto dell’MSI morto negli anni Settanta in un incidente stradale.

La morte del giovane, come ha accertato la Magistratura fu in incidente stradale e non un omicidio come da loro sostenuto ma a loro non interessa la verità, a loro interessa solo ogni anno organizzare una iniziativa politica con l’unico scopo di segnare la loro presenza in città.

Presenza che ogni volta trova una ferma e decisa risposta da tutte le forze politiche e associative democratiche e antifasciste.

Anche quest’anno centinaia di Pavesi hanno partecipato alla manifestazione, organizzata dalla rete antifascista che ha attraversato la città.

Quest’anno, come molte altre volte, la Questura ha cercato di ostacolare il nostro diritto costituzionale di manifestare, questa volta ci hanno provato utilizzando il recente DL del Governo Meloni, imponendo un massimo di 50 partecipanti al corteo.

La risposta indignata di tutta le forze democratiche ha costretto la Questura a rimangiarsi tale imposizione.

Il corteo si è svolto tranquillamente e al termine, come nostra abitudine, si è tenuto un’assemblea pubblica in piazza con decine di interventi.

Come Rifondazione Comunista e Giovani Comunisti abbiamo partecipato convintamente alla manifestazione portandovi le nostre bandiere e le nostre idee.

Da sempre siamo impegnati nel difendere gli ideali della resistenza, e la Costituzione democratica che ne è nata.

Questo nostro impegno si intensificherà nel prossimo futuro per contrastare il Governo Meloni, primo Governo di Destra nel nostro paese.

Come Rifondazione Comunista e Giovani Comunisti abbiamo partecipato al corteo caratterizzando la nostra presenza portando anche uno striscione contro la guerra e per la pace, perché il nostro antifascismo è anche antimilitarismo e pacifismo, il fascismo non è solo violenza, leggi razziali, omofobia, leggi antisindacali.

Il fascismo è soprattutto guerra e oggi con la guerra in Ucraina il pericolo di uno scontro generalizzato è sempre più possibile.

Per questo siamo  

CONTRO IL FASCISMO E CONTRO TUTTE LE GUERRE

Rifondazione Comunista federazione Pavia

Giovani Comunisti Pavia

Unione Popolare: domani 4 novembre presidi contro la guerra in tutta Italia e sabato in corteo a Roma e Napoli

Pubblicato il 3 nov 2022

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Unione Popolare promuove domani 4 novembre, in occasione della Festa delle Forze Armate, una giornata di mobilitazione pacifista. Sabato 5 novembre parteciperemo e invitiamo a partecipare alle manifestazioni nazionali di Roma e di Napoli.

In almeno trenta città italiane ci saranno domani presidi contro la guerra, contro la guerra ai poveri e contro la guerra ai migranti. Vogliamo unire il nostro ripudio della guerra alla nostra opposizione alle politiche contro i poveri del governo che vuole abolire il reddito di cittadinanza e che sta bloccando le navi delle ong nel Mediterraneo.

Questo governo come quello che lo ha preceduto prosegue sulla strada della guerra per procura in Ucraina con l’invio di armi e il totale allineamento alla NATO e agli USA. Sempre con la complicità della sedicente opposizione ha di fatto prorogato gli accordi con la Libia siglati nel 2017 da Gentiloni e Minniti.

Noi scenderemo in piazza il 4 e 5 novembre per rivendicare l’attuazione della Costituzione, lo stop all’invio delle armi, il taglio delle spese militari, l’estensione del reddito di cittadinanza e misure contro il carovita e l’inflazione a partire dal salario minimo e la scala mobile, la fine delle politiche disumane sulla pelle dei migranti prigionieri nei lager libici o annegati nel Mediterraneo.

Al contrario degli esponenti del PD e del M5S parteciperemo alla manifestazione pacifista a Roma il 5 novembre con la coerenza di chi si è opposto fin dall’inizio all’invio di armi e all’espansionismo NATO. Saremo in piazza per dire no all’invasione di Putin e anche a chi vuole proseguire la guerra per calcoli geopolitici folli.

Chiediamo che le enormi risorse che si stanno sperperando per la nuova corsa agli armamenti e per il conflitto in Ucraina siano destinate alla solidarietà, alla sanità, allo stato sociale, alla lotta alla povertà.

Coordinamento nazionale di Unione Popolare

Elenco incompleto iniziative 4 novembre:

Grosseto. In centro ore 17.30 UP
Padova, 12.30, davanti al Municipio, UP
Mantova, 6.00, L. go XXIV Maggio, Rifondazione, PaP e altri
Ravenna, 16.30, Piazza XX Settembre, UP e altri
Bologna, 18.00, Piazza Nettuno, UP
Livorno, 17.30, Piazza Grande, Rifondazione, PaP e altri
Torino, 17.00 Via Garibaldi (angolo Piazza Castello), UP e altri
Bolzano, 15.00, Piazza del Grano, UP ed altri
Roma 18.00, Via Flavio Stilicone, (Cinecittà) UP
Roma, 17.00 Via Adami, UP volantinaggio
Roma 17.00 Via delle Robinie (Centocelle) Rifondazione volantinaggio
Roma ore 7,50 8,50 Scuola Alberto Manzi – Via del Pigneto 301
ore 7,50 8,50 Scuola Enrico Toti – Via del Pigneto 104
(Torpignattara) Rifondazione volantinaggio
Milano, 17.30. Corso Italia, UP
Ivrea, 10.30. Giardini di Corso Cavour, vari
Cagliari, 17.00 Piazza Garibaldi
Catanzaro, 18.00 volantinaggio in centro città
Pesaro, ore 16.00 Piazza Collenuccio
Marano di Napoli, 17.30. Piazza della Pace
Pisa, 12.00 di Via Caduti di Kindu
Pozzuoli, 18.00. Piazza della Repubblica

4 novembre: festa della guerra e della cobelligeranza

3 Novembre 2022

La retorica di circostanza accompagna anche quest’anno le inutili stragi di ieri e di oggi, nascondendo sotto il tappeto una tragica realtà.

In trent’anni di belligeranza NATO il nostro Paese ha accumulato pesantissime responsabilità di guerra.

L’uso massiccio di armi all’uranio impoverito da parte della NATO ha causato un disastro ambientale ed una vera e propria epidemia che ancora oggi continua a mietere decine di migliaia di vittime in Iraq, Afghanistan, Serbia, Kosovo, Bosnia ed Europa.

Solo in Italia ci sono almeno 8000 ex militari colpiti da gravissime patologie legate all’esposizione all’uranio impoverito usato dalla NATO nel corso delle così dette “missioni di pace”. Altri 400 sono morti ed il Ministero della difesa continua a negare le sue responsabilità, nonostante oltre trecento sentenze perse nei tribunali di ogni ordine e grado compreso il Consiglio di Stato.

Le attività del poligono NATO di Capo Teulada sono sotto inchiesta da parte del tribunale di Cagliari che ha istruito lo scorso giugno un processo per disastro ambientale che vede come imputati i generali Valotto, Errico, Rossi, Santroni e Graziano (già “promosso” alla presidenza di Fincantieri).

Il neo-ministro della difesa Crosetto, fino a ieri lobbista dell’industria bellica nazionale, ha recentemente affermato che le Forze Armate hanno bisogno di giovani per essere più funzionali ai nuovi scenari di guerra, mentre il nostro territorio continua ad essere usato come una rampa di lancio statunitense coperta dal segreto di Stato.

Il governo Meloni, in perfetta continuità coi governi precedenti, continua a prendere ordini da Washington e dalla NATO, trascinando il Paese e gli stessi soldati in una guerra tra superpotenze con esiti drammatici per l’umanità intera.

Rifondazione comunista sta dalla parte della pace e delle vittime dell’uranio impoverito, compresi i veterani che già dallo scorso marzo si opponevano all’invio di armi e soldati ai confini con la Russia.

L’unico modo per celebrare i caduti di tutte le guerre è che l’Italia ritiri i  contingenti da quelle in corso ed esca dalla Nato.

Marco Consolo, responsabile area esteri e pace

Gregorio Piccin,, responsabile pace, Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea 

Brasile: AUGURI PRESIDENTE LULA !!

31 Ottobre 2022

Non sono servite le minacce di golpe, non sono serviti anni di accuse finte e di processi-farsa, non sono servite le centinaia di giorni di ingiusta detenzione. Il Brasile di chi lavora, degli sfruttati e dei diseredati ha scelto per la terza volta Luiz Inácio Lula da Silva come Presidente ! La vittoria di Lula è la vittoria della democrazia, delle lotte sociali contro le diseguaglianze ed il fascismo.

Si tratta di un’ulteriore conferma, semmai ce ne fosse bisogno, che quando la sinistra fa davvero la sinistra, quando si dà una connotazione di classe e popolare, quando non rincorre un liberismo «più buono», le classi subalterne sanno in chi devono e possono riconoscersi. Lula è l’esempio del coraggio di chi ha speso la sua vita a combattere contro i privilegi, contro lo sfruttamento delle classi lavoratrici, contro la devastazione dell’Amazzonia, per il socialismo del XXI secolo.

Certo, la coesistenza con il Congresso eletto al primo turno e con molti governatori di destra non sarà delle più semplici. Ma siamo sicuri che la sua intelligenza politica saprà superare le difficoltà di un Paese ridotto allo stremo dalle criminali politiche di Bolsonaro.

Con Lula ritorna la speranza!

Bentornato, Lula!

Rifondazione Comunista

Forza Lula

30 Ottobre 2022

Oggi milioni di cittadini brasiliani saranno chiamati ad una scelta. Il Brasile è la nona economia mondiale, ma anche il terzo paese più diseguale dell’America Latina. Luiz Inácio Lula da Silva nei suoi anni di presidenza ha cercato di fare in modo che la crescita economica del paese andasse di pari passo con la diminuzione delle diseguaglianze.

In parte c’è riuscito, ma questo ha scatenato l’odio delle frange più conservatrici del Brasile che hanno trovato in Jair Bolsonaro, l’attuale presidente, il loro uomo forte.

Il Brasile si trova di fronte ad una scelta: da un lato un candidato che rappresenta l’anima più reazionaria del paese, fautore di politiche in linea con i dogmi liberisti, che non ha mai nascosto simpatie per un certo tipo di politica autoritaria.

Dall’altro un uomo che ha provato e vuole riprovare a far valere un principio: il benessere e la crescita economica non sono nulla se non sono alla portata di tutti.

Noi di Unione Popolare sappiamo con il cuore da che parte stare!

Rifondazione Comunista e Giovani Comunisti/e, presenti alla manifestazione a Pavia, per difendere i percorsi scolastici contro il bullismo

20 Ottobre 2022

Come Rifondazione Comunista e Giovani Comunisti/e Pavesi, saremo presenti al presidio di sabato 22 Ottobre a partire dalle ore 16 in piazza della Vittoria a Pavia.

Presidio convocato da Anffas, centro antiviolenza liberamente, Coming aut LGBTI el edha uildm per protestare contro la provocatoria sospensione, da parte della Giunta comunale di Pavia, del modulo educativo e formativo del progetto “contro ogni forma di bullismo” soprattutto quello legato alla identità di genere e orientamento sessuale.

Crediamo fortemente che solo partendo dall’educazione al rispetto della diversità si possa porre le basi per un futuro in cui chi si distacca da un modello patriarcale ciseteronormativo possa vivere senza continui attacchi al proprio essere.

Infatti, solo poche settimane fa sono stati affissi dei manifesti contro la tanto chiacchierata quanto inesistente “Teoria gender”: bambini e ragazzi crescono in un clima culturale ancora corrotto da leggi patriarcali lesive per comunità intere e per la loro stessa salute mentale.

Vogliamo un mondo libero, che liberi la collettività per liberare la persona: per farlo, partiamo dalle piazze per arrivare nelle scuole.

Rusconi Piero segretario provinciale rifondazione comunista federazione di Pavia
Edoardo Casati coordinatore provinciale giovani comunisti/e federazione di Pavia
Nicolas Montagna responsabile scuola giovani comunisti/e federazione di Pavia

UN PONTE VERSO UNA NUOVA FASE DELLA GUERRA IN UCRAINA

19 Ottobre 2022

EDOARDO CASATI

Cento attacchi e quindici città colpite. Danni ad Internet, agli impianti idrici ed alle stazioni dei mezzi pubblici che sono diventati rifugi temporanei. Ma Putin non era all’angolo? Il dittatore russo non era spacciato? L’esercito ucraino in queste settimane ha sorpassato, legittimamente, le tante “linee rosse” imposte dal capo del Cremlino, senza che quest’ultimo avesse risposto all’attacco.

Vista la situazione e trasportati dalla narrazione corrente, gli ucraini hanno evidentemente pensato che fosse il momento giusto per alzare il livello dello scontro. Ma come? Semplicissimo: un attentato ai danni del ponte che collega la Crimea al resto della Federazione russa eseguito da un camion carico di esplosivo, che è, semplicemente, la volontà fatta pratica di produrre un inasprimento del conflitto.

A seguire quest’attacco, con il fine principale di esaltarlo, sono arrivati prontamente quei giornalisti che non hanno capito che “fare giornalismo” significa riportare la verità e non fare i pappagalli che ripetono ciò che dice il New York Times.

Parte Cristian Rocca, per citarne uno fra tutti, direttore de “Linkiesta” che, sul suo account Twitter, scrive: «I ponti sono bellissimi. I ponti che collegano la Crimea alla Russia ancora di più». Il tutto, ovviamente, accompagnato dalla bella foto del ponte di Crimea in fiamme.

Ad accompagnare Rocca arrivano giornalisti e politici di ogni nazionalità, a partire dall’Italia con Marta Ottaviani (giornalista e scrittrice): «Altro regalo per Putin. Esplosione sul ponte di Crimea»; fino ad arrivare alla Polonia, dove Robert Biedron (deputato del partito “Wiosna”, ovvero “Primavera”, appartenente al centrosinistra) esulta e scrive: «Bello che Putin abbia ricevuto un regalo tale per il suo compleanno; speriamo che ne possa ricevere altri».

Era prevedibile che l’attentato terroristico avrebbe causato una repressione senza eguali, che sarebbe stata utilizzata dalla Russia per non far sorpassare la famosa “linea rossa” che Putin aveva categoricamente imposto. Quelle che all’inizio erano solo paure, seppur fondate, si sono concretizzate in un paio di giorni.

Domenica notte arrivano le prime notizie del bombardamento di un edificio residenziale a Zaporizhzhia. La cosa sembrava terminare lì e questo avrebbe ancora una volta “consolato” la propaganda filo-occidentale che porta avanti, ormai da settimane, l’idea secondo la quale Putin sarebbe all’angolo e quindi, preso da una qualche sorta di pazzia, intenzionato a uccidere civili senza un motivo.

Per abbattere questa visione, piena zeppa di propaganda, è necessario aspettare il giorno dopo quando, la mattina, arrivano le notizie dei primi bombardamenti a Dnipro e a Kiev, dove sarebbe addirittura stato colpito il quartier generale dei servizi segreti ucraini.

La lista si allunga inesorabilmente, con pause tra l’una e l’altra città di soli pochi minuti: si parte da Nicolaev, per poi aggiungere alla lista anche Ternopil, Zhytomyr e Khelmisky. Le stazioni diventano improvvisamente rifugi temporanei e la metropolitana di Kiev viene bloccata.

Vengono colpite, poi, una larga parte delle centrali termoelettriche dell’occidente del paese che causa dei blackout a Leopoli, Vinnitsa e Ivano-Frankivs’k. Viene anche colpita Karkiv che, oltre all’elettricità, subisce danni anche alla rete idrica.

Alle 11 vengono evacuate tutte le ambasciate dei paesi europei presenti a Kiev e si parla addirittura di danni ingenti al consolato tedesco.

Sempre Rocca scrive su Twitter, tra le altre cose, anche: «La Russia è uno stato terrorista, i Russi sono un popolo terrorista». Avete capito bene. I russi in quanto tali. Tutti, senza alcuna esclusione. Un’affermazione che, se fatta in un altro momento e/o contro un altro popolo o un’altra etnia, avrebbe portato a Rocca una bella denuncia per istigazione all’odio raziale.

Vedremo quindi se l’ordine dei giornalisti prenderà provvedimenti o se, per la situazione, riterranno opportuno continuare a camminare a testa bassa senza intromettersi nella martellante propaganda occidentale che ora, evidentemente, è disposta pure a sdoganare la teoria delle razze.

La situazione rischia di peggiorare inesorabilmente, causando un’escalation senza precedenti. Davanti a tutto ciò credo sia giusto chiedersi fino a quanto saremo disposti a spingerci per sopportare quella che ormai non è più solo la difesa, ma che è anche l’attacco di un paese in armi.

Fino a quando seguiremo questa spirale che ci porta nella direzione opposta rispetto a quella tracciata dalla nostra costituzione, che ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali?

E soprattutto, fino a quando, per chiedermelo, dovrò pagare il costo di essere additato come “filo-Putin”?

foto: screenshot

Antenne

19 Ottobre 2022

PRIMA DI AUTORIZZARE ULTERIORI ANTENNE DI TELEFONIA MOBILE OCCORRE COMPLETARE GLI STUDI SULLE CONSEGUENZE.

Il sottoscritto Giuseppe Abbà, consigliere comunale del Partito della Rifondazione Comunista
APPRESO che una cittadina mortarese, abitante tra via De Cantiano e via Montessori, ha inviato al Sindaco, ai giornali locali, alle associazioni ambientaliste una richiesta di chiarimenti a causa della preoccupazione nata per aver visto all’opera in quello spazio dei rilevamenti e in quanto, dalle prime informazioni, ha saputo della prossima installazione di un’antenna di telefonia mobile riconducibile al 5 G
CONSIDERATO che, in data 13 marzo 2022, la giunta comunale in carica all’epoca, ma prossima alla scadenza, ha deliberato la concessione alla società Iliad di un’area di 36 metri quadrati ( in cambio di 12 mila euro) per l’installazione di un’antenna per la telefonia mobile e che la stessa società si occupa di 5 G
VISTO che di questa tecnologia è stata chiesta, da parte di molti scienziati di ogni continente, la moratoria in attesa di capire gli effetti della nuova generazione tecnologica sulla salute umana per le radiazioni elettromagnetiche e quindi la necessità di nuova sperimentazione da parte di centri di ricerca indipendenti anche per l’ovvio principio di cautela
RICORDATO che già nel Consiglio comunale di Mortara era stata discussa una mozione del sottoscritto per la moratoria del 5 G e che su questa mozione, pur respinta dalla maggioranza, il Sindaco dell’epoca aveva dato assicurazioni che a Mortara non era previsto nulla del genere (difatti a quel tempo si parlava di Cergnago e Castello d’ Agogna)
INTERPELLA
” Per sapere, come pensa necessario il sottoscritto, se l’Amministrazione Comunale intenda soprassedere a tale installazione quanto meno in attesa di risultati certi da parte di centri di ricerca indipendenti.

Giuseppe Abbà.

CONTINUA LA NOSTRA BATTAGLIA CONTRO IL CAROVITA. NO ALL’AUMENTO DELLE BOLLETTE DELL’ACQUA.

19 Ottobre 2022

Ho presentato la seguente mozione contro l’aumento delle bollette dell’acqua.
Il sottoscritto Giuseppe Abbà, consigliere comunale del Partito della Rifondazione Comunista
APPRESO che la dirigenza di Pavia Acque ha presentato un piano tariffario che prevede un aumento medio delle bollette dell’otto per cento
VISTA la situazione sociale enormemente aggravata negli ultimi mesi con il sensibilissimo aumento delle bollette luce e gas, dei carburanti, dei generi alimentari
CONSIDERATO che la principale causa delle difficoltà dei cittadini deriva da scelte speculative nate ancora prima dell’attuale guerra e sviluppatesi in seguito a questa con uno scontro sulla questione dell’energia provocato dagli interessi di potenti multinazionali

RITENENDO necessario, almeno per i beni amministrati sul territorio e vitali come l’acqua, dare un segnale in controtendenza per non aggravare ulteriormente le condizioni di vita delle masse popolari
CHIEDE
Che nel prossimo Consiglio comunale sia discussa e votata la seguente
MOZIONE
” Il consiglio comunale di Mortara chiede che Pavia Acque non metta in atto il previsto aumento delle bollette dell’acqua e impegna il Sindaco a pronunciarsi in tal senso nelle assemblee previste su questo tema”.

Giuseppe Abbà.