Categoria: Comunicati stampa

“Quando entrarono spensero il lume”. La violenza squadrista in provincia di Pavia 1921-1922. Prima e seconda parte

24 Ottobre 2022

Prima parte

Seconda parte

Si è svolta sabato 22 ottobre, patrocinata dalla Sezione Anpi di Vigevano, come da anni a questa parte, la già consolidata commemorazione e il ricordo dei tre giovani resistenti Gazzo, Frasconà, Profili e di Giovanni Leoni fucilati in Castello dai nazifascisti.

Per chi ancora crede nei valori della lotta antifascista e nella Costituzione nata dalla Resistenza, questo ricordo delle vite spezzate prematuramente dal piombo fascista, rappresenta un appuntamento irrinunciabile e valoriale.

Si è poi svolta nella sala dell’Affresco (sempre in Castello) l’inaugurazione della mostra dal titolo “Quando entrarono spensero il lume”, sottotitolo “La violenza squadrista in provincia di Pavia 1921-1922” per la quale Marco Savini con la moglie Antonietta, hanno collaborato alla sua realizzazione con una quantità di documenti e nozioni veramente notevoli e ai quali va il nostro sincero ringraziamento.

Forse questo sforzo non andrebbe vanificato nell’esaurimento delle tempistiche della mostra, ma dovrebbe essere una risorsa importante di fruizione didattica nelle scuole, affinché questo tragico periodo della nostra storia passata non venga dimenticato. Ma questo è tutto un altro discorso.


ORARI DELLA MOSTRA

Commemorazione e mostra al Castello Sforzesco di Vigevano dal 22 ottobre al 30 novembre 2022. Aperta tutti i giorni 10:00 – 13:00 / 16:00 –19:00.

La violenza squadrista in provincia di Pavia 1921 – 1922. Il fascismo nel 1921 – 1922 teorizzò la necessità della violenza in politica. I documenti esposti dimostrano che ciò fu possibile solo compiendo atti criminali, violando i diritti dei cittadini e infliggendo terribili sofferenze non solo a “nemici politici”, ma anche ad anziani, donne e bambini.

Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano.

Rifondazione Comunista e Giovani Comunisti/e, presenti alla manifestazione a Pavia, per difendere i percorsi scolastici contro il bullismo

20 Ottobre 2022

Come Rifondazione Comunista e Giovani Comunisti/e Pavesi, saremo presenti al presidio di sabato 22 Ottobre a partire dalle ore 16 in piazza della Vittoria a Pavia.

Presidio convocato da Anffas, centro antiviolenza liberamente, Coming aut LGBTI el edha uildm per protestare contro la provocatoria sospensione, da parte della Giunta comunale di Pavia, del modulo educativo e formativo del progetto “contro ogni forma di bullismo” soprattutto quello legato alla identità di genere e orientamento sessuale.

Crediamo fortemente che solo partendo dall’educazione al rispetto della diversità si possa porre le basi per un futuro in cui chi si distacca da un modello patriarcale ciseteronormativo possa vivere senza continui attacchi al proprio essere.

Infatti, solo poche settimane fa sono stati affissi dei manifesti contro la tanto chiacchierata quanto inesistente “Teoria gender”: bambini e ragazzi crescono in un clima culturale ancora corrotto da leggi patriarcali lesive per comunità intere e per la loro stessa salute mentale.

Vogliamo un mondo libero, che liberi la collettività per liberare la persona: per farlo, partiamo dalle piazze per arrivare nelle scuole.

Rusconi Piero segretario provinciale rifondazione comunista federazione di Pavia
Edoardo Casati coordinatore provinciale giovani comunisti/e federazione di Pavia
Nicolas Montagna responsabile scuola giovani comunisti/e federazione di Pavia

UN PONTE VERSO UNA NUOVA FASE DELLA GUERRA IN UCRAINA

19 Ottobre 2022

EDOARDO CASATI

Cento attacchi e quindici città colpite. Danni ad Internet, agli impianti idrici ed alle stazioni dei mezzi pubblici che sono diventati rifugi temporanei. Ma Putin non era all’angolo? Il dittatore russo non era spacciato? L’esercito ucraino in queste settimane ha sorpassato, legittimamente, le tante “linee rosse” imposte dal capo del Cremlino, senza che quest’ultimo avesse risposto all’attacco.

Vista la situazione e trasportati dalla narrazione corrente, gli ucraini hanno evidentemente pensato che fosse il momento giusto per alzare il livello dello scontro. Ma come? Semplicissimo: un attentato ai danni del ponte che collega la Crimea al resto della Federazione russa eseguito da un camion carico di esplosivo, che è, semplicemente, la volontà fatta pratica di produrre un inasprimento del conflitto.

A seguire quest’attacco, con il fine principale di esaltarlo, sono arrivati prontamente quei giornalisti che non hanno capito che “fare giornalismo” significa riportare la verità e non fare i pappagalli che ripetono ciò che dice il New York Times.

Parte Cristian Rocca, per citarne uno fra tutti, direttore de “Linkiesta” che, sul suo account Twitter, scrive: «I ponti sono bellissimi. I ponti che collegano la Crimea alla Russia ancora di più». Il tutto, ovviamente, accompagnato dalla bella foto del ponte di Crimea in fiamme.

Ad accompagnare Rocca arrivano giornalisti e politici di ogni nazionalità, a partire dall’Italia con Marta Ottaviani (giornalista e scrittrice): «Altro regalo per Putin. Esplosione sul ponte di Crimea»; fino ad arrivare alla Polonia, dove Robert Biedron (deputato del partito “Wiosna”, ovvero “Primavera”, appartenente al centrosinistra) esulta e scrive: «Bello che Putin abbia ricevuto un regalo tale per il suo compleanno; speriamo che ne possa ricevere altri».

Era prevedibile che l’attentato terroristico avrebbe causato una repressione senza eguali, che sarebbe stata utilizzata dalla Russia per non far sorpassare la famosa “linea rossa” che Putin aveva categoricamente imposto. Quelle che all’inizio erano solo paure, seppur fondate, si sono concretizzate in un paio di giorni.

Domenica notte arrivano le prime notizie del bombardamento di un edificio residenziale a Zaporizhzhia. La cosa sembrava terminare lì e questo avrebbe ancora una volta “consolato” la propaganda filo-occidentale che porta avanti, ormai da settimane, l’idea secondo la quale Putin sarebbe all’angolo e quindi, preso da una qualche sorta di pazzia, intenzionato a uccidere civili senza un motivo.

Per abbattere questa visione, piena zeppa di propaganda, è necessario aspettare il giorno dopo quando, la mattina, arrivano le notizie dei primi bombardamenti a Dnipro e a Kiev, dove sarebbe addirittura stato colpito il quartier generale dei servizi segreti ucraini.

La lista si allunga inesorabilmente, con pause tra l’una e l’altra città di soli pochi minuti: si parte da Nicolaev, per poi aggiungere alla lista anche Ternopil, Zhytomyr e Khelmisky. Le stazioni diventano improvvisamente rifugi temporanei e la metropolitana di Kiev viene bloccata.

Vengono colpite, poi, una larga parte delle centrali termoelettriche dell’occidente del paese che causa dei blackout a Leopoli, Vinnitsa e Ivano-Frankivs’k. Viene anche colpita Karkiv che, oltre all’elettricità, subisce danni anche alla rete idrica.

Alle 11 vengono evacuate tutte le ambasciate dei paesi europei presenti a Kiev e si parla addirittura di danni ingenti al consolato tedesco.

Sempre Rocca scrive su Twitter, tra le altre cose, anche: «La Russia è uno stato terrorista, i Russi sono un popolo terrorista». Avete capito bene. I russi in quanto tali. Tutti, senza alcuna esclusione. Un’affermazione che, se fatta in un altro momento e/o contro un altro popolo o un’altra etnia, avrebbe portato a Rocca una bella denuncia per istigazione all’odio raziale.

Vedremo quindi se l’ordine dei giornalisti prenderà provvedimenti o se, per la situazione, riterranno opportuno continuare a camminare a testa bassa senza intromettersi nella martellante propaganda occidentale che ora, evidentemente, è disposta pure a sdoganare la teoria delle razze.

La situazione rischia di peggiorare inesorabilmente, causando un’escalation senza precedenti. Davanti a tutto ciò credo sia giusto chiedersi fino a quanto saremo disposti a spingerci per sopportare quella che ormai non è più solo la difesa, ma che è anche l’attacco di un paese in armi.

Fino a quando seguiremo questa spirale che ci porta nella direzione opposta rispetto a quella tracciata dalla nostra costituzione, che ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali?

E soprattutto, fino a quando, per chiedermelo, dovrò pagare il costo di essere additato come “filo-Putin”?

foto: screenshot

Antenne

19 Ottobre 2022

PRIMA DI AUTORIZZARE ULTERIORI ANTENNE DI TELEFONIA MOBILE OCCORRE COMPLETARE GLI STUDI SULLE CONSEGUENZE.

Il sottoscritto Giuseppe Abbà, consigliere comunale del Partito della Rifondazione Comunista
APPRESO che una cittadina mortarese, abitante tra via De Cantiano e via Montessori, ha inviato al Sindaco, ai giornali locali, alle associazioni ambientaliste una richiesta di chiarimenti a causa della preoccupazione nata per aver visto all’opera in quello spazio dei rilevamenti e in quanto, dalle prime informazioni, ha saputo della prossima installazione di un’antenna di telefonia mobile riconducibile al 5 G
CONSIDERATO che, in data 13 marzo 2022, la giunta comunale in carica all’epoca, ma prossima alla scadenza, ha deliberato la concessione alla società Iliad di un’area di 36 metri quadrati ( in cambio di 12 mila euro) per l’installazione di un’antenna per la telefonia mobile e che la stessa società si occupa di 5 G
VISTO che di questa tecnologia è stata chiesta, da parte di molti scienziati di ogni continente, la moratoria in attesa di capire gli effetti della nuova generazione tecnologica sulla salute umana per le radiazioni elettromagnetiche e quindi la necessità di nuova sperimentazione da parte di centri di ricerca indipendenti anche per l’ovvio principio di cautela
RICORDATO che già nel Consiglio comunale di Mortara era stata discussa una mozione del sottoscritto per la moratoria del 5 G e che su questa mozione, pur respinta dalla maggioranza, il Sindaco dell’epoca aveva dato assicurazioni che a Mortara non era previsto nulla del genere (difatti a quel tempo si parlava di Cergnago e Castello d’ Agogna)
INTERPELLA
” Per sapere, come pensa necessario il sottoscritto, se l’Amministrazione Comunale intenda soprassedere a tale installazione quanto meno in attesa di risultati certi da parte di centri di ricerca indipendenti.

Giuseppe Abbà.

CONTINUA LA NOSTRA BATTAGLIA CONTRO IL CAROVITA. NO ALL’AUMENTO DELLE BOLLETTE DELL’ACQUA.

19 Ottobre 2022

Ho presentato la seguente mozione contro l’aumento delle bollette dell’acqua.
Il sottoscritto Giuseppe Abbà, consigliere comunale del Partito della Rifondazione Comunista
APPRESO che la dirigenza di Pavia Acque ha presentato un piano tariffario che prevede un aumento medio delle bollette dell’otto per cento
VISTA la situazione sociale enormemente aggravata negli ultimi mesi con il sensibilissimo aumento delle bollette luce e gas, dei carburanti, dei generi alimentari
CONSIDERATO che la principale causa delle difficoltà dei cittadini deriva da scelte speculative nate ancora prima dell’attuale guerra e sviluppatesi in seguito a questa con uno scontro sulla questione dell’energia provocato dagli interessi di potenti multinazionali

RITENENDO necessario, almeno per i beni amministrati sul territorio e vitali come l’acqua, dare un segnale in controtendenza per non aggravare ulteriormente le condizioni di vita delle masse popolari
CHIEDE
Che nel prossimo Consiglio comunale sia discussa e votata la seguente
MOZIONE
” Il consiglio comunale di Mortara chiede che Pavia Acque non metta in atto il previsto aumento delle bollette dell’acqua e impegna il Sindaco a pronunciarsi in tal senso nelle assemblee previste su questo tema”.

Giuseppe Abbà.

“Quando entrarono spensero il lume”. La violenza squadrista in provincia di Pavia 1921 -1922

18 Ottobre 2022

Vi aspettiamo il 22-10 ore 10,00 alla annuale commemorazione dei fucilati in Castello dalle armate nazifasciste, Giovanni Leoni e di Carlo Gazzo, Salvatore Frasconà, Giovanni Profili e all’inaugurazione della mostra “La violenza squadrista in provincia di Pavia”

ANPI VIGEVANO

Caporalato: logica del profitto calpestando i diritti dei lavoratori e lavoratrici

17 Ottobre 2022

La Guardia di Finanza di Pavia ha arrestato, a Vigevano, tre “imprenditori cinesi” del settore calzaturiero che sfruttavano dei loro connazionali facendoli lavorare 7 giorni su 7 per 15 ore al giorno con salari da fame e alloggiandoli negli stessi luoghi di lavoro che diventavano, quindi, per loro, “casa e bottega”.

Il fatto, essendo che Rifondazione Comunista ha sempre difeso i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici senza alcuna differenza di nazionalità o etnia, non può lasciarci indifferenti.

Questo accaduto mette in evidenza gli insufficienti organici delle forze preposte a vigilare e la scarsità dei controlli in tutti i settori produttivi, causa principale delle morti sul lavoro.

Chiediamo  al Governo di potenziare gli organici degli ispettori del lavoro per far rispettare le leggi sulla sicurezza e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, con l’assunzione di 10.000 ispettori, affinché si ponga fine a questa vergognosa situazione, frutto di un sistema economico sempre più libero di calpestare tutto e tutti in nome della logica del profitto.

Ora più che mai riecheggia forte lo slogan che chiede di anteporre le persone e i diritti delle stesse al profitto di pochi.

Circolo “Hugo Chavez” del Partito della Rifondazione Comunista

UNA BELLA MANIFESTAZIONE PARTECIPATA PER LA PACE A MILANO

Una bella piazza. Doveva e poteva essere più grande. Sarà più grande. La pace è di tutte e tutti.

Come purtroppo la guerra. Le conseguenze le paghiamo tutte e tutti. Chi di più, con la vita, con la distruzione della propria casa e della propria quotidianità, chi con i costi della guerra che non possono essere sostenuti, tutte e tutti con la fine di un sogno: la pace possibile.

Oggi Milano ha dato una risposta, una delle tante.

Serve che il popolo della pace si faccia sentire davvero, ogni giorno. Ci vediamo in piazza, in tutte le piazze che parlino di pace.

16 Ottobre 2022

ASSOLTO L’EX ASSESSORE DI VOGHERA MASSIMO ADRIATICI

14 Ottobre 2022

Eccesso di legittima difesa, questa è la motivazione con cui il tribunale di Pavia ha mandato assolto Massimo Adriatici dall’accusa di omicidio volontario nei confronti di Youns El Boussettaoui, cittadino straniero senza fissa dimora e con problemi psichici.

Praticamente uccidere una persona disarmata, con un arma da fuoco caricata con munizioni di guerra è meno grave di un omicidio stradale.

Questa sentenza non ci stupisce, in questo paese si creato un clima di violenza e insicurezza tale per cui tutto  si giustifica, anche un omicidio.

In questo paese da anni si pensa di poter affrontare i problemi sociali non con politiche inclusive, di aiuto e solidarietà, cioè politiche sociali ma solo con politiche securitarie.

Questo paese non ha bisogno di più “poliziotti privati” armati con armi da guerra in giro per strada ma di servizi sociali più efficienti.

Pensare di risolvere i problemi sociali con le armi non farà altro che aumentare l’insicurezza e la violenza.

Meno armi più servizi sociali.

Rusconi Piero Rifondazione Comunista Pavia

In ricordo del compagno Giuseppe Carnevale Miino

11 ottobre 2022

A due anni dalla scomparsa di Giuseppe Carnevale, i compagni e le compagne profondamente commossi lo ricordano.

Durante la sua attività lavorativa, Giuseppe è sempre stato impegnato nella CGIL come delegato sindacale nel settore commercio della grande distribuzione, per la difesa dei lavoratori.

Ha aderito a Rifondazione Comunista dalla sua nascita e ne è stato militante appassionato e coerente.

Il compagno Giuseppe è stato una persona umile e schietta, con un animo sensibile, per il quale l’amicizia era veramente un valore.

Per molti di noi è mancato anche un amico prezioso.

La generosità era un altro tratto caratterizzante la sua personalità.

Amava e rispettava tutti gli animali: chi, fra coloro che l’hanno conosciuto, non ricorda il suo adorato cavallo e le sue affezionate caprette?

Era stato particolarmente coinvolto dallo straordinario ed entusiasmante movimento altermondialista dei Forum Sociali che, all’inizio del millennio, aveva acceso una nuova stagione di lotte e di speranze, che aveva espresso una capacità grandiosa di mobilitazione globale di persone con istanze e idee di cambiamento radicale e di liberazione, alternative al nuovo ordine mondiale che il neoliberismo stava imponendo.

Giuseppe fu molto colpito dalle tragiche giornate del G8 di Genova del luglio 2001, quando le classi dominanti imposero lo stato di polizia, scatenando una repressione barbara, vigliacca e omicida contro il movimento dei movimenti, assassinando Carlo Giuliani e massacrando, incarcerando, torturando centinaia di persone con inenarrabili – ma ben documentate – violenze.

Giuseppe non rimase indifferente, continuò a tornare a Genova in varie occasioni, intessendo nuove relazioni e amicizie forti, fino a considerarla la sua città adottiva. Finché poté, non mancò mai di partecipare ad ogni anniversario del 20 luglio per non dimenticare quelle giornate.

Carissimo Giuseppe, continueremo a lottare per un altro mondo possibile e sempre più necessario, per il comunismo, senza abiure, con orgoglio: è questo il modo migliore per continuare a ricordarti e averti nei nostri cuori.

A Giuseppe piaceva la natura. Amava il mare, con le sue albe, i suoi tramonti, i suoi cieli stellati.

Giuseppe amava la vita. Era una persona allegra a cui piaceva stare in compagnia, con sagacia e intelligenza. Perciò ti ricorderemo anche con un bicchiere di buon rosso, ogni volta che ne avremo l’occasione.

A tua moglie, a tuo fratello e a chi ti ha voluto bene, la nostra solidarietà e il nostro abbraccio fraterno.

Le compagne e i compagni di Rifondazione Comunista di Vigevano e della federazione di Pavia.