5 Novembre 2022

5 Novembre 2022

3 Novembre 2022
La retorica di circostanza accompagna anche quest’anno le inutili stragi di ieri e di oggi, nascondendo sotto il tappeto una tragica realtà.
In trent’anni di belligeranza NATO il nostro Paese ha accumulato pesantissime responsabilità di guerra.
L’uso massiccio di armi all’uranio impoverito da parte della NATO ha causato un disastro ambientale ed una vera e propria epidemia che ancora oggi continua a mietere decine di migliaia di vittime in Iraq, Afghanistan, Serbia, Kosovo, Bosnia ed Europa.
Solo in Italia ci sono almeno 8000 ex militari colpiti da gravissime patologie legate all’esposizione all’uranio impoverito usato dalla NATO nel corso delle così dette “missioni di pace”. Altri 400 sono morti ed il Ministero della difesa continua a negare le sue responsabilità, nonostante oltre trecento sentenze perse nei tribunali di ogni ordine e grado compreso il Consiglio di Stato.
Le attività del poligono NATO di Capo Teulada sono sotto inchiesta da parte del tribunale di Cagliari che ha istruito lo scorso giugno un processo per disastro ambientale che vede come imputati i generali Valotto, Errico, Rossi, Santroni e Graziano (già “promosso” alla presidenza di Fincantieri).
Il neo-ministro della difesa Crosetto, fino a ieri lobbista dell’industria bellica nazionale, ha recentemente affermato che le Forze Armate hanno bisogno di giovani per essere più funzionali ai nuovi scenari di guerra, mentre il nostro territorio continua ad essere usato come una rampa di lancio statunitense coperta dal segreto di Stato.
Il governo Meloni, in perfetta continuità coi governi precedenti, continua a prendere ordini da Washington e dalla NATO, trascinando il Paese e gli stessi soldati in una guerra tra superpotenze con esiti drammatici per l’umanità intera.
Rifondazione comunista sta dalla parte della pace e delle vittime dell’uranio impoverito, compresi i veterani che già dallo scorso marzo si opponevano all’invio di armi e soldati ai confini con la Russia.
L’unico modo per celebrare i caduti di tutte le guerre è che l’Italia ritiri i contingenti da quelle in corso ed esca dalla Nato.
Marco Consolo, responsabile area esteri e pace
Gregorio Piccin,, responsabile pace, Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
1 Novembre 2022
Edoardo Casati
Presso la sala dell’affresco, nel castello di Vigevano, domenica 30 ottobre, ho avuto l’onore di tenere, assieme a Iara, una conferenza dal titolo. “gioventù cancellata”.
Abbiamo trattato, in particolare di Ferruccio Ghinaglia (leader pavese del PCdI ucciso, a soli 22 anni, dai fascisti) e più in generale di tutti quei giovani e quelle giovani che hanno dato un contributo enorme al nostro paese.
Partendo dal Biennio Rosso, con la scissione di Livorno (in cui, nella nostra provincia, i giovani furono protagonisti della svolta contro l’attendismo dei leader del PSI), fino ad arrivare alla lotta partigiana in cui numerosi giovani (3 di loro sono stati commemorati la scorsa settimana nel nostro castello) hanno avuto la forza e il coraggio di immaginare e realizzare un futuro migliore, trascinando anche e non solo quelle persone che, per vari motivi, non avevano più la capacità di mettere al centro la necessità del cambiamento radicale.
31 Ottobre 2022
Solo pochi mesi fa, sollevammo il problema della sproporzione tra numero di abitanti e supermercati, chiaramente fummo inascoltati!!
Ma ecco che Tele Pavia ritorna su questo argomento confezionando un ottimo servizio dove alla prima critica sul numero delle superfici commerciali aggiunge un altro elemento e cioè che vicino alle nuove realtà commerciali esistono da anni aree dismesse che potevano essere recuperate evitando l’ennesima colata di cemento.
Rifondazione Comunista considera il territorio patrimonio di tutti e non opportunità di pochi!!
Peccato che la Giunta, come le precedenti sia insensibile (maggioranza e opposizione unite), dovrebbero avere a cuore il consumo del territorio che nuove inutili aree commerciali provocano.
Gli oneri di urbanizzazione che si ottengono non hanno mai giustificato il degrado cittadino.
Invitiamo la cittadinanza a riflettere su quanto espresso dagli amministratori e compararlo con quanto promettevano in campagna elettorale, perché sono i fatti e non le parole, ne tantomeno le intenzioni che qualificano le persone che ci governano.
Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista.
31 Ottobre 2022
Non sono servite le minacce di golpe, non sono serviti anni di accuse finte e di processi-farsa, non sono servite le centinaia di giorni di ingiusta detenzione. Il Brasile di chi lavora, degli sfruttati e dei diseredati ha scelto per la terza volta Luiz Inácio Lula da Silva come Presidente ! La vittoria di Lula è la vittoria della democrazia, delle lotte sociali contro le diseguaglianze ed il fascismo.
Si tratta di un’ulteriore conferma, semmai ce ne fosse bisogno, che quando la sinistra fa davvero la sinistra, quando si dà una connotazione di classe e popolare, quando non rincorre un liberismo «più buono», le classi subalterne sanno in chi devono e possono riconoscersi. Lula è l’esempio del coraggio di chi ha speso la sua vita a combattere contro i privilegi, contro lo sfruttamento delle classi lavoratrici, contro la devastazione dell’Amazzonia, per il socialismo del XXI secolo.
Certo, la coesistenza con il Congresso eletto al primo turno e con molti governatori di destra non sarà delle più semplici. Ma siamo sicuri che la sua intelligenza politica saprà superare le difficoltà di un Paese ridotto allo stremo dalle criminali politiche di Bolsonaro.
Con Lula ritorna la speranza!
Bentornato, Lula!
Rifondazione Comunista
29 Ottobre 2022
di Loredana Fraleone, Responsabile Scuola Università Ricerca PRC/SE
La Scuola di Giovanni Gentile, varata quasi un secolo fa, era funzionale ad una società ben definita dal punto di vista delle classi sociali. Il censo era il criterio di fondo che la disegnava: i ricchi e il ceto medio alto mandavano i figli prima alla scuola media poi al liceo per poter accedere all’università. Tutti gli altri, se andava bene, a 11 anni potevano accedere all’avviamento professionale, un binario morto, alla cui conclusione non si poteva andare oltre, ma solo al lavoro.
Una situazione chiaramente di classe, che escludeva i ceti popolari dai ruoli dirigenti e dalle professioni. Non trascurò il fascismo neanche la formazione ideologica alla guerra, con il famoso slogan: “libro e moschetto, fascista perfetto”.
La Costituzione repubblicana, figlia della liberazione dal fascismo, introdusse principi di uguaglianza sostanziale e avviò un percorso di riforme del sistema di istruzione, che fu però tardivo e lungo, solo le lotte degli anni sessanta e settanta riuscirono ad avviarlo con la Scuola media unica obbligatoria e altre riforme.
Tra queste, la n. 517/77 capovolse la pratica prevalente dell’attenzione verso i più bravi, per concretizzare il diritto costituzionale, sancito dall’articolo 3, al raggiungimento del “massimo sviluppo della persona umana”.
Dagli anni ottanta però, la subordinazione allo sviluppo economico, purché sia, di una sinistra sempre più irriconoscibile e collusa con gli interessi della Confindustria, avviò una sorta di retromarcia, un processo di allontanamento graduale, ma costante dai principi costituzionali. Venne aperta la strada alla “meritocrazia”, con un ridisegno privatistico della Scuola pubblica e finanziamenti alle scuole private per vie indirette e sempre più spudoratamente dirette
Ora da un ministero, che ha perso da tempo la dicitura di pubblico, passiamo a quello di “Istruzione e merito”. Rispetto a ciò che da implicito diventa esplicito, vi sono reazioni di giusta condanna, nel mondo della Scuola, tra pedagogisti, qualche intellettuale e giornalista, ai quali era forse sfuggito però che l’istruzione da tempo veniva sempre più improntata al “merito” (dei soldi).
I costi per l’istruzione ormai esorbitanti, denunciati in questi giorni da alcuni media, non riguardano ancora questo governo, che certamente accentuerà i mali del sistema attuale. L’alternanza Scuola/lavoro sarà sempre più spesa, come già avviene, in ambito militare (libro e moschetto?). Il disciplinamento di studenti e personale della Scuola sarà ancora più accentuato.
Siamo chiamati urgentemente ad una nuova Resistenza, che deve però rilanciare attivamente un’idea di scuola inclusiva, di valorizzazione di tutti, con l’elevamento dell’obbligo scolastico a 18 anni, con un sistema di valutazione finalizzato al miglioramento e al recupero delle capacità, a fondi adeguati e così via.
Negli anni in cui si gridava: “no alla Scuola dei padroni” si sono fatte conquiste importanti, lo slogan è ancora più attuale.
28 Ottobre 2022
Rifondazione Comunista sostiene la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità pubblica e privata che parteciperanno alla mobilitazione nazionale con manifestazione a Roma il 29 ottobre promossa da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fp , Fials e Nursind.
La lotta è l’unica risposta possibile di fronte a un governo che, a sentire le dichiarazioni della Presidente del Consiglio, intende mantenere i tagli alla spesa sanitaria di circa un punto e mezzo di pil decisi da Draghi; nulla dice sul fatto che si spendono i fondi del PNRR per costruire nuove strutture senza prevedere l’assunzione di personale, con la conseguenza di impoverire ancora di più il pubblico a vantaggio del privato.
Come è successo negli ultimi vent’anni che hanno visto tagli per decine di miliardi, 37 solo negli ultimi dieci, alla sanità pubblica, attraverso tagli lineari prevalentemente risolti con la riduzione del personale. Ciò ha reso fragilissimo il nostro sistema sanitario pubblico che ha retto l’urto drammatico del Covid solo grazie all’abnegazione dei lavoratori e delle lavoratrici, prima considerate eroiche, ora nuovamente dimenticate e sottoposte a turni massacranti.
Alla mancanza di personale si aggiunge un esodo preoccupante dalle professioni sanitari. La gravità della situazione è rappresentata dall’ aumento dei bandi per la esternalizzazione delle ore ai Pronto Soccorso.
Il servizio pubblico viene depauperato e avanza la sanità privata, ormai in mano a potenti multinazionali
Da tempo sosteniamo la necessità di maggiori risorse per la sanità pubblica, di un corposo piano di investimenti e assunzioni superando i limiti di tetti per il personale, la reinternalizzazione di tutto quanto è stato esternalizzato e la stabilizzazione dei precari; per cui non possiamo non sostenere questa lotta , che ricorda al paese che il Servizio Sanitario Pubblico è in pericolo .
Ma perché la lotta sia efficace oltre le mobilitazioni come quella importante di sabato ci dovrebbero essere scioperi e una offensiva mediatica e politica che metta al centro il diritto alla salute, cui tutti i cittadine e le cittadine sono interessati e alla fine una mobilitazione generale ,a uno sciopero non solo di categoria .
La salute è un diritto di tutti e tutte. Difendiamolo
Giovanna Capelli Responsabile Sanità PRC Lombardia
Antonello Patta, Responsabile Nazionale Lavoro PRC
27 Ottobre 2022
La morte del lavoratore dipendente Gianvittorio Carlin sul luogo di lavoro, al termovalorizzatore di Parona, ci ha sconvolti tutti.
Oggi siamo scesi in piazza con la CGIL perché così non si può andare avanti.
Ci uniamo al dolore della famiglia di Giannvittorio e dei suoi cari, e chiediamo alle istituzioni di assumere più ispettori del lavoro e di garantire più sicurezza. Ci schieriamo contro il sistema capitalista predatorio e criminale che ogni giorno genera nuovi morti.
Basta chiamarli incidenti o morti bianche, iniziamo a chiamarli con il loro vero nome: omicidi sul luogo di lavoro!
Rifondazione Comunista Mortara






27 Ottobre 2022
GIUSEPPE ABBA’
Il 27 ottobre 1962, a Milano, durante una manifestazione a sostegno del popolo cubano, veniva ucciso dalla polizia il giovane comunista Giovanni Ardizzone.
OTTOBRE 1962: SCOPPIA UNA GRAVE CRISI INTERNAZIONALE.
Da poco più di tre anni la Rivoluzione Cubana aveva vinto e aveva avviato un percorso verso il socialismo. Fu fatta una riforma agraria che espropriò centinaia di migliaia di ettari in precedenza in mano di potenti multinazionali statunitensi come la United Fruit.
Furono costituite cooperative di contadini, furono nazionalizzate le banche, la compagnia telefonica, le raffinerie.
La mafia proveniente dagli U.S.A. che controllava il gioco d’azzardo, la prostituzione, il turismo e la speculazione edilizia fu espulsa da Cuba.
Il governo degli Stati Uniti cercò da subito di abbattere il governo rivoluzionario. Ci furono attentati e tentativi di assassinare Fidel Castro.
Nell’ aprile 1961 ci fu un tentativo di invasione di Cuba da parte di controrivoluzionari appoggiati ed armati dalla C.I.A (i servizi segreti degli Stati Uniti).
Tentativo fallito e sconfitto a Playa Giron. Cuba, per non fare la fine del Guatemala nel 1954, quando il governo progressista di Jacobo Arbenz che aveva tentato una riforma agraria fu rovesciato da mercenari al soldo della United Fruit e della CIA, si appoggiò all’Unione Sovietica che rifornì l’Isola di petrolio dopo “il blocco” da parte degli U.S.A.
Nel 1962, in accordo con il governo cubano, l’Unione Sovietica installò a Cuba basi missilistiche. Il governo Kennedy reagì con il blocco navale di Cuba. Naturalmente il Presidente degli Stati Uniti prescindeva dalla presenza di basi americane e NATO (con tanto di missili atomici) proprio a ridosso dell’U.R.S.S. La tensione era tale che si era a un passo dalla guerra atomica .
Alla fine Kruscev decise il ritiro dei missili da Cuba in cambio della promessa di un analogo ritiro dei missili americani dalla Turchia e all’impegno da parte di Kennedy di non invadere Cuba.
Nel frattempo in tutto il Mondo ci furono grandi manifestazioni per la pace e a sostegno del popolo cubano.
A Milano, il 27 ottobre 1962, durante una manifestazione per Cuba, il giovane comunista Giovanni Ardizzone veniva travolto e schiacciato da una camionetta della “Celere” (il famigerato “battaglione Padova”). Giovanni Ardizzone aveva 21 anni ed era uno studente di medicina, iscritto alla Federazione Giovanile Comunista.
Il governo cubano ha dedicato a Giovanni Ardizzone la facoltà di medicina dell’Università dell’Isola della Gioventù dove ci sono studenti provenienti dal Terzo Mondo.
Nell’ottobre 2012 il comune di Milano (giunta Pisapia) ha posto una lapide in via Mengoni. Il comune di nascita di Giovanni Ardizzone, Castano Primo, gli ha intitolato la piazza del mercato.
Il cantautore Ivan della Mea gli dedicò una canzone.
26 Ottobre 2022
Dall’ampio discorso programmatico di Giorgia Meloni si ricava che il governo non intende disturbare alcun potentato. Sarà un governo allineato con Nato e Confindustria, persino disciplinato nell’Eurozona che poco tempo fa Meloni e Salvini volevano sciogliere.
Il programma è tipicamente neoliberista e in sintonia con Calenda, Renzi e almeno mezzo PD.
Colpisce che in un’ora e venti Meloni non abbia nemmeno citato la precarietà del lavoro o l’emergenza casa con migliaia di sfratti e 600.000 famiglie aventi diritto in attesa di un alloggio popolare.
Nemmeno una parola sul rilancio del pubblico, in particolare della sanità e della scuola che evidentemente ci si prepara ad un ulteriore sostegno ai privati.
Sulle pensioni nessun impegno per la cancellazione della legge Fornero.
Sulle tasse nessuna riforma che ne faccia pagare di più ai ricchi. Scontate, dopo le affermazioni di ministri non ancora in carica come Salvini e Piantedosi, i violenti programmi antimmigrazione, peraltro difficilmente perseguibili. Si rinnova il tentativo di realizzare hotspot (di detenzione) nei Paesi del Nord Africa, per selezionare chi ha diritto a chiedere asilo e chi deve essere abbandonato a se stesso
Un programma di attacco alla Costituzione del 1948 con presidenzialismo e autonomia differenziata.
Per quanto riguarda la ricostruzione storica della destra democratica puro revisionismo sugli ani ’70 presentati come un’epoca in cui c’era una destra democratica dimenticando le collusioni con lo stragismo e le trame nere e che il MSI invocava il colpo di stato per impedire al PCI di Berlinguer di andare al governo.
Sull’impegno antimafia c’è solo da ridere perché ci vuole davvero una faccia tosta per raccontare di essere diventata una militante di destra dopo la morte di Borsellino per andare a sostenere Berlusconi e Dell’Utri.
Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, coordinamento di Unione Popolare