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Anpi Cassolnovo: Domenica 29 Gennaio 2023 in sede, letture, canzoni e riflessioni per non dimenticare l’olocausto, genocidi e guerre

19 Gennaio 2023

In assenza di iniziative da parte delle istituzioni cittadine l’Anpi di Cassolnovo promuove una giornata dedicata alla memoria con letture canzoni riflessioni sull’Olocausto i genocidi e le guerre di ieri e di oggi. Non dimenticare gli orrori dei lager ricordando anche gli IMI(Internati Militari Italiani) e i deportati cassolesi in questo caso la Clotilde Giannini gravellonese a cui e cointitolata la sezione ,le loro storie di resistenza e martirio ma anche riflettere sul presente senza banalizzare ,dando spunti di riflessione attraverso testimonianze, poesie, canzoni, letture.

Questo il senso di un pomeriggio di domenica 29 Febbraio nella sede dell’Anpi da poco inaugurata, in piazza Costa de Bereguard a Cassolnovo aperta a tutti, piccoli e grandi dalle 15,30 per partecipare condividere e perché non far merenda insieme.

Per info : 3335740348

RIFONDAZIONE: 25 APRILE TUTTE E TUTTI IN PIAZZA CON L’ANPI PER LA PACE E IL DISARMO

23 Aprile 2022

La Festa della Liberazione dalla dittatura criminale nazifascista arriva quest’anno nel pieno di una situazione estremamente delicata.

Su un versante la guerra che sta distruggendo la vita di migliaia di persone e sull’altro la propaganda pro-guerra che i Partiti di governo, a partire da PD, compiono quotidianamente fomentando il folle invio di armi in Ucraina ed arrivando addirittura ad alzare la percentuale delle spese militari con l’obiettivo del 2 per cento d’investimenti in armi entro il 2024.

Noi, che siamo contro tutte le guerre, che siamo per la pace e per il disarmo abbiamo espresso molto chiaramente la nostra posizione che vede senza ombra di dubbi una ferma condanna a Putin ed all’invasione dell’Ucraina, ed una altrettanto ferma condanna all’espansionismo imperialista ad est della NATO – elemento destabilizzante che si rende complice delle guerre, alle infiltrazioni naziste all’interno dell’esercito ucraino, al mancato rispetto degli accordi di Minsk ed ovviamente all’invio di armi nei luoghi di conflitto ed all’aumento delle spese militari.

Siamo e saremo al fianco dell’#ANPI e del suo Presidente nazionale #Pagliarulo attaccati quotidianamente, in maniera squallida, dai “partiti con l’elmetto” e dall’informazione mainstream per via delle giuste posizioni su pace e disarmo espresse in queste settimane.

Non crediamo alle false narrazioni propagandistiche dei Partiti della guerra e per tutte queste ragioni saremo con l’ANPI e con il movimento per la pace in tutte le Piazza del 25 Aprile, nei territori e nella grande Piazza nazionale di Milano.

Rifondazione Comunista è contro Putin e contro la NATO.

Fuori la guerra dalla storia!

Noi vogliamo #pace e #disarmo.

Milano, 23/04/2022

Fabrizio Baggi, Segretario regionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea #Lombardia

Anpi Mortara: festa della liberazione

20 Aprile 2022

Invitiamo tutti coloro che si riconoscono nei valori dell’antifascismo e della pace a partecipare alle iniziative che la sezione ANPI “Fratelli Capettini” di Mortara, insieme all’associazione culturale Il Villaggio di Esteban, ha organizzato per la Festa della Liberazione.

🏳️‍🌈✊🏻🚶‍♂️ Domenica 24 ore 21: ritrovo davanti alla chiesa della Madonna del Campo per una fiaccolata fino al cippo del partigiano Aspesi 🚶‍♂️🚩

Lunedì 25 ore 9: ritrovo al cimitero di Mortara per commemorare e porre dei fiori sulle tombe dei partigiani e degli antifascisti mortaresi uccisi durante la lotta contro il nazifascismo 🚩🎶🌭🗣 ore 10: presidio statico e gazebo in piazza del Municipio con musica, dibattito e cibo 🗣🌭🎶

Sarà possibile rinnovare o effettuare il tesseramento all’ANPI per chi non l’avesse ancora fatto.

Ci vediamo il 24 e 25 aprile!

ANPI MORTARA

L’Accento sulla A. Vogliamo Pace e Libertà .Concerto tematico dei CANTOSOCIALE

DOMENICA DALLE ORE 15:00 ALLE 16:40

Arci Terranova – Cesano Boscone

Buongiorno vi invitiamo ai nostri Concerti  per il 25 Aprile 2022
Domenica 24 Aprile 2022 ore 15 CESANO BOSCONE  MI   CIRCOLO ARCI  Terranova  Via Kuliscioff n 8ore 21 MELEGNANO  TEATRO LA CORTE DEI MIRACOLI . P.le delle Associazioni Entrata Libera per info Piero Carcano  3335740348  Cantosociale  
L’accento sulla A’
Ho scritto sui muri della città
 Vogliamo Pace e Libertà
Canzoni e Storie di Pace, Resistenza, Liberta’
Pensando ai 77 anni da quel 25 APRILE che ha portato la LIBERTA’ dal nazifascismo e la fine della GUERRA guardando ad oggi
nel concerto-tematico dei
C A N T O S O C I A L E
Partendo dai versi della filastrocca di Gianni Rodari, da quel libro degli errori dove il più grande sulla terra era e resta sempre: LA GUERRA drammaticamente anche oggi, i CANTOSOCIALE dopo i numerosi spettacoli appositamente realizzati sulla Resistenza e presentati negli anni nella nostra penisola, quest’anno in occasione del 25 Aprile propongono
: L’ACCENTO SULLA A , concerto-tematico con canti, musiche affiancate a monologhi brevi che raccontano storie (da fonti orali) legate tra loro dall’esigenza di narrare e testimoniare. La Storia raccontata e cantata dalla Gente, dalle trincee e i massacri  della prima guerra Mondiale alle decimazioni e fucilazioni dei disertori alle rappresaglie contro i ribelli
–partigiani che resistettero in vari modi al nazifascismo. A distanza di 77 anni da quel 1945 è importante far Memoria per ricordare GLI UOMINI  che hanno sofferto combattendo  per i valori che hanno lasciato in eredità alla nostra Repubblica  e alla sua Costituzione: Giustizia, Pace, Libertà. Questi temi saranno ricordati attraverso un percorso narrativo fatto di canti sociali storici , canzoni appositamente scritte, musiche e brevi ma intensi monologhi costruiti su testimonianze e racconti orali spesso frutto di ricerche del gruppo. Storie, voci e suoni che ci parlano di SOFFERENZE , del DRAMMA della GUERRA soprattutto della gente e dei modi diversi con cui si è “subita “ le GUERRE MONDIALI e la RESISTENZA messa in campo durante il, fascismo fino al 25 Aprile 1945 L’opposizione a quel clima culturale di odio, razzismo, guerra, vincendo quotidianamente la paura con coraggio, attraverso la disubbidienza civile a fianco all’eroismo della GUERRIGLIA PARTIGIANA. Un chiaro riferimento agli scenari di guerra di oggi e un doveroso tributo anche a chi resiste oggi come ieri e quindi anche all’epica dei nostri partigiani sulle montagne ma anche chi ha rischiato la vita facendo da collegamento e da sostegno logistico, nascondendoli e proteggendoli, anche quei semplici cittadini che con azioni quotidiane di resistenza per lo più culturale  si sono è opposti in vari modi al regime.  Il repertorio portante dello  spettacolo è costituito oltre che dai classici appositamente riarrangiati e musicalmente “rivitalizzati” come :La Canzone del Piave ( che viene “de-mitizzata”), Gorizia (tu sei maledetta ), Bella Ciao(anche in un’inedita versione con testo tratto da  “la madre del partigiano di Rodari),Fischia il vento, Dalle belle città, la Strehleriana “Ma mì”. Importante anche il recupero di brani simbolo, veri e propri inni delle diverse brigate partigiane, operanti sia nell’Oltrepò che nel piacentino; nell’alessandrino, in Val Sesia e d’Ossola e sull’Appenino ligure come “La Brigata Garibaldi”, “Quando saremo a Varzi” , Anche la poesia trova il giusto spazio nello spettacolo con suggestivi brani strumentali originali “costruiti” intorno ai versi

dei grandi poeti come Franco Fortini e non mancherà Beppe Fenoglio nel centenario dalla nascita con alcune letture da l “Partigiano Johnny” oltre che del grandissimo Gianni Rodari poeta e scrittore ; non solo per bambini ,autore della filastrocca che dà il titolo allo spettacolo; quell’”accento sulla A “dalla sua raccolta “la grammatica della fantasia” dove gli errori sono i mancati diritti, le guerre e non gli accenti e le virgole mancanti e di quel “PROMEMORIA, ci sono cose da fare..” mai dimenticato e riproposto ne “La luna bambina” in abbinamento ad un testo di P.P. Pasolini che ricorda il dramma degli sbarchi dei migranti .Anche la canzone d’autore è presente con “Partigiani Fratelli Maggiori” “Dieci milioni di uomini” frutto del lavoro compositivo dei Canta cronache primi tra tutti a reinventare e recuperare il repertorio della canzone di protesta e partigiana . Importanti anche le canzoni originali che il gruppo ha composto negli anni “Storia di Pozzol Groppo” sulla strage efferata di giovanissimi partigiani della brigata Cornaggia, ad opera dei repubblichini sanguinari della Sicherheits, avvenuta nella scuola del piccolo centro pavese sul crinale della Val Staffora e della Val Curone, senza dimenticare “Avevo soltanto vent’anni” sugli IMI i militari italiani internati in Germania “ Cefalonia” sulle ultime ore delle truppe italiane fucilate dai nazisti nell’omonima isola greca fino a “Dòn cuntra le guèra” sugli scioperi per la pace delle filandere nel 1917.e “Non Pretenderai” dedicato a Liliana Segre lettera canzone in risposta agli odiatori  e agli indifferenti dei nostri giorni
Il finale sarà un inedito e ’originale Inno di Mameli alias “Canto degli Italiani” sia per la musica , una versione quasi Hendrixiana, sia per il testo privato di ogni enfasi retorica restituito alla gente comune.
L’ACCENTO SULLA A è un “lavoro” non solo di rivalutazione di un repertorio dimenticato ma anche di vera e propria “ricostruzione” di canti poco o mai eseguiti di cui si sono perse le tracce ma tutt’ora vitali e capaci di far riflettere oltre i tempi e le mode, un’appassionante abbinamento dei versi scritti con musiche originali di atmosfera folk-rock blues comunque rispettoso della matrice popolare ed acustica.

i CANTOSOCIALE  sono :Carcano Piero : voce, percussioni, kazoo
Rota Gianni:chitarra acustica ed elettrica ,flauto, percussioni, voce
Buratti Davide contrabbasso. Basso elettrico, voce
Anzaldi Cristian : fisarmonica, chitarre elettriche e acustiche, voce…
Turcato Marcello sassofoni : soprano , tenore, alto.. percussioni , voce
Info FB.: CANTOSOCIALE Cell Piero 3335740348
pierocarcano3@gmail.com

25 APRILE, IERI COME OGGI

19 Aprile 2022

Non abbiamo mai creduto, né ricercato compatibilità politiche, siamo rimasti quei ragazzi cresciuti ed affascinati dall’eroismo dei partigiani,  portato sino al sacrificio della  vita per liberare la patria dal giogo nazi-fascista.

In questa  solenne ricorrenza non possiamo sopportare i meschini e vili attacchi all’ANPI e al suo presidente, reo di non uniformarsi al pensiero unico che dipinge  DRAGHI come salvatore della  Patria, Zelensky come eroe e la Russia come l’orco!

Troppo facile e scontato!  Siamo solidali con il popolo Ucraino e Russo che, vittime entrambi di loschi  interessi geopolitici,  combattono una stupida quanto inutile guerra, utile solo agli interessi personali di Putin e alle manie espansionistiche della NATO.

Non vediamo parallelismi tra la nostra Resistenza combattuta tra Italiani di diverse ideologie e posizioni e la guerra tra Ucraina e Russia.

Questa guerra tra due diversi stati, viziata dalle solite ingerenze esterne, che ben conosciamo, hanno seminato morte e distruzioni in tutto il mondo.

Usiamo la ricorrenza del 25 Aprile per fermare l’attacco reazionario travestito da falso pietismo che vuole riscrivere la Storia e i confini nell’intero mondo, ribadiamo  che la pace si costruisce sedendosi ad un tavolo e animati da veri sentimenti pacifisti iniziare una discussione che abbia come  finalità la soluzione dei contrasti e non la vendita di armi atte solo ad offendere.

Sostituiamo il pensiero unico guerrafondaio con vere azioni di pace che pongano al centro i veri valori come  la Democrazia, la Giustizia, la Solidarietà e la Pace.

Questi sono gli  insegnamenti che la nostra Resistenza ci ha tramandato e che dobbiamo riaffermare ogni qualvolta  sia necessario.

Per questo molti hanno dato la  vita e per questo noi oggi combattiamo, ribadire questi inalienabili valori è l’obiettivo di tutti coloro che credono veramente nella PACE e non la strumentalizzano per meri interessi personali.

Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano.

Nel “Giorno della Memoria” diciamo No con ancora più forza alle organizzazioni neofasciste

Pubblicato il 25 gen 2022

 Rita Scapinelli*

Il Parlamento italiano, all’unanimità, con la legge n.211 del 20 luglio 2000 ha istituito “Il giorno della memoria” in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti: con due semplici articoli il Parlamento ha voluto istituire un giorno nel quale si organizzano cerimonie, iniziative, incontri soprattutto rivolti alle scuole di ogni ordine e grado per riflettere su quanto è accaduto nei campi di concentramento in modo da conservare nel futuro dell’Italia, la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia del nostro paese e dell’Europa, affinché simili fatti non possano più accadere. L’assurdità delle leggi razziali, una serie di leggi discriminatorie nei confronti degli ebrei che a partire dal 1938 vennero promulgate ricalcando le leggi razziali naziste di Hitler del 35, hanno realizzato una delle pagine più buie della storia italiana in Italia.

Ci si inventò la razza ebraica, si trasformarono in nemici i propri vicini. Coloro con i quali sino al giorno prima si lavorava fianco a fianco, i bambini che avevano giocato insieme, frequentato le stesse scuole diventavano dei nemici o peggio ancora indesiderabili da cacciare o eliminare.

La razionalità umana si era oscurata trascinando milioni di vite in un baratro, la Seconda guerra mondiale voluta da Hitler, con le potenze dell’Asse e portata avanti con freddezza dalla macchina nazista e fascista. L’eliminazione fisica degli ebrei, dei Rom e Sinti (ricordiamo oltre la Shoah anche il Porrajmosh), di gay, disabili, malati mentali, “asociali”, dissidenti politici, è stato un atto più grave di qualsiasi guerra, perché mosso dalla volontà di annientare intere popolazioni e persone, di attuare una grande opera di selezione razziale disegnata dai gerarchi nazisti; un crimine di ferocia bruta che ha mortificato l’intera umanità.

Per anni abbiamo fatto parlare i testimoni, quando questi volevano o riuscivano a parlare, ora non possiamo lasciare che tutto venga dimenticato.

Le parole d’ordine “devi ricordare”, “la memoria è un dovere” perché “senza memoria le generazioni non hanno futuro” non devono essere parole vuote, dobbiamo fare i conti anche con le dimenticanze e i silenzi di questi anni.

È evidente che in quel periodo drammatico ci fu chi percepì con chiarezza il senso della giustizia, della lotta per la democrazia guardando ad ideali più alti perdendo la vita nella Resistenza, mentre molti non osarono opporsi e battersi contro la barbarie nazi-fascista., per indifferenza, per viltà o falsa coerenza, o anche per scelta. Questo discrimine non va assolutamente ignorato, non si compie un atto di giustizia quando si tenta di confondere la verità dei fatti storici in nome di un “gesto umanitario di riconciliazione”, ma si mette sullo stesso piano democrazia e dittatura. Non ci può essere nessuna assoluzione per chi scelse di stare dalla parte dei fascisti e dei nazisti.

Ed è ancor meno accettabile che, nel tentativo di giustificare il silenzio sui crimini fascisti, si sia voluto equiparare il fascismo al comunismo, come nella risoluzione del Parlamento europeo nel settembre 2019, pochi giorni dopo aver ricordato gli 80 anni dall’inizio della Seconda guerra mondiale.

In quella guerra i comunisti stavano dalla parte di chi si è battuto contro questi crimini mentre i fascisti li hanno commessi. I comunisti contribuirono, insieme alle altre forze politiche, dopo il 25 aprile, a ricostruire la democrazia in Italia, dimenticando le appartenenze. Questa fu la nostra forza in Italia.

La lotta di Liberazione affrancò il nostro paese da una delle pagine più nefande della nostra storia, la Liberazione segnò la fine di un incubo e, con la scrittura della carta costituzionale, l’inizio di una nuova stagione. La nostra Costituzione è composta da una serie di articoli che dicono l’esatto contrario di tutto ciò che stava alla base del fascismo perché i padri e le madri costituenti avevano vissuto sulla propria pelle la tragedia del regime, con la scrittura di questo testo, si prefiggevano l’obiettivo di cancellare per sempre la possibilità di un ritorno dell’ideologia fascista. Come scrive anche Dario Venegoni, presidente dell’Aned, “ogni parola della Costituzione è scritta in contrapposizione con l’ideologia e l’esperienza storica del fascismo di cui l’Italia si voleva liberare per sempre”: la nostra Costituzione è antifascista per natura!

E in quest’ottica, proprio per non dimenticare, accanto alle varie iniziative istituzionali o agli interventi che, giustamente si fanno nelle scuole per il Giorno della Memoria, va sostenuta con forza la richiesta, presentata al governo da un largo schieramento di forze sociali e politiche, di mettere fuori legge le organizzazioni neofasciste, richiedendone quindi l’immediato scioglimento.

*Responsabile nazionale Antifascismo,  PRC-SE

L’odio degli indifferenti

25 Gennaio 2022

ROBECCHETTO (MI)
L’amministrazione Comunale invita alla Sala Biblioteca “A. Merini ” Via Novara 11 nell’ambito della
GIORNATA DELLA MEMORIA 2022 al Concerto Tematico di Testimonianza dei C A N T O S O C I A L E L’ODIO DEGLI INDIFFERENTI.
Storie Canti, Musiche: Il Vaccino della MEMORIA perché non ritorni

ENTRATA LIBERA green pass e prenotazione obbligatoria
tel 0331 876476

Prima vennero a prendere gli zingari fui contento perché…Poi vennero per gli ebrei e non dissi niente non ero ebreo. Poi vennero a prendere me e non c’era più nessuno che potesse dire.. fare.. qualcosa ”Oggi c’è voglia di far vedere all’altro che si è più forti, trovo queste forme di rabbia e odio e di tutti i pregiudizi che stanno dietro, preoccupanti per la nostra comunità; questo porta a delle conseguenze gravissime. L’ho già visto, sulla mia pelle. Dilaga poi
l’indifferenza che è più colpevole della violenza stessa. È l’apatia morale di chi si volta dall’altra parte: succede anche oggi verso il razzismo e altri orrori del mondo. La memoria vale proprio come vaccino contro l’indifferenza.”
Sen. Liliana SEGRE sopravvissuta n 75190 sull’avambraccio con onore.

C A N T O S O C I A L E

Piero Carcano : voce, canto, recitazione, kazoo….
Cristian Anzaldi: fisarmonica, chitarra acustica, elettr., banjo
Grisolia Vittorio : violino, flauto, baghèt, mandolino, armonica a bocca
Buratti Davide: contrabbasso, basso elettrico
Gianni Rota: voce, chitarra, flauto, percussioni

IL gruppo dei CANTOSOCIALE partendo dalle parole della senatrice Liliana Segre deportata ad Auschwitz ,
tra i pochi sopravvissuti rimasti, presenta questo concerto a tema di testimonianza e riflessione in memoria e
per tener viva la memoria dell’Olocausto e delle vittime dei Lager per contrastare forme di odio e pregiudizi
che oggi stanno sempre più prendendo piede nella nostra società. Il nostro vaccino sono i canti, le musiche e
i monologhi aiutano a capire quello che sembra impossibile spiegare: le crudeltà, gli orrori in un percorso che
va dalle leggi razziali fino ai campi di concentramento, spesso accompagnato dall’indifferenza della gente.
Non mancheranno infine canzoni e poesie che toccano i pregiudizi gli odi dell’oggi.

Le storie sono secondo lo stile del gruppo, frutto di ricerche oraliste sulle testimonianze dei sopravvissuti.
L’ODIO DEGLI INDIFFERENTI prende spunto dalle parole del pastore tedesco Martin Niemoller, inizialmente fedele alle teorie naziste successivamente molto critico e oppositore che gli costarono l’interna mento a Dachau “Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi… Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare”.

Qui riproposta nei versi della canzone “Yellow Triangle” del cantautore irlandese Christy Moore che pongono l’accento
sull’’atteggiamento di chi pur sapendo ha fatto finta di niente, girandosi dall’altra parte, non contrastando in alcun modo quella macchina di odio di pregiudizi che ha poco a poco lasciato che succedesse il massacro epocale dei campi di sterminio.

Lo spettacolo ci trasporta nel vortice dei diversi drammi dei deportati dagli ebrei che portavano un triangolo giallo sormontato dalla stella di David, gli internati politici portavano un triangolo rosso, gli omosessuali un triangolo rosa e i testimoni di Geova un triangolo porpora. A quelli neri ai cosiddetti “asociali”, quelli marroni agli zingari, quelli bianchi agli scioperanti, e infine quelli blu agli stranieri senza trascurare i disabili, insomma tutti” gli indegni, gli scarti della società”. Ogni triangolo costituisce un pregiudizio e per lo spettacolo un punto di partenza e quindi di riflessione sulle ragioni che lo muoveva a far questo sono le storie, canti e canzoni che si incrociano come le lingue diverse da cui proveniva la gente che si è ritrovata coattamente nei campi.

Particolare cura è dedicata ai testi, alcuni canti riguardano il nazismo, la nascita e la crescita culturale che ha
avuto, la maggior parte provengono dai lager e sono spesso frutto di rifacimenti di canzoni d’epoca, popolari
e militari, melodie che erano cantate addirittura dagli stessi aguzzini delle SS e venivano poi riproposte dai
deportati con nuovi testi dissacranti. Le canzoni d’autore e le musiche conducono lo spettatore in un viaggio
emotivo e storico dalle leggi razziali alla timida opposizione all’occupazione nazista fino alle deportazioni.

Alcuni canti sono in forma di preghiera corale, per infondere speranza e forza morale a dispetto delle condizioni tragiche in cui si era costretti vivere. Altri contengono versi di incredibile forza che riescono a parlare d’amore a dispetto dell’orrore. Altri (“10 fratelli“) come estrema forma di resistenza e dignità contro l’aguzzino, riescono persino ad ironizzare anche sulle camere a gas. Dell’orrore della “non vita” nei campi di sterminio “parla” il brano originale “DAKAU non può che essere blues”.

Non mancheranno musiche della tradizione popolare yddish e zingara. In particolare alcuni brani daranno “voce” ai Rom e altri ai disabili, malati di mente altre vittime della follia nazista (il famigerato progetto AktionT4) senza dimenticare i perseguitati politico-sindacali e religiosi. Per questi sono state appositamente recuperate dall’oblio alcune canzoni d’autore appositamente riarrangiate, come del resto gli altri brani di repertorio.

Tra queste “Tredici milioni” dei Canta cronache sull’assurda disputa storica sui numeri del genocidio ebreo.
Musiche e brani originali oltre a canzoni d’autore, frutto di accurate ricerche del gruppo sposteranno infine i
riflettori sulle diverse discriminazioni e sulle ragioni dell’ODIO che serpeggiano anche OGGI dall’omofobia
al bullismo alle prevaricazioni di genere.

Per finire la dedica a Liliana Segre con il brano “NON PRETENDERAI“ immaginando una sua lettera in risposta agli odiatori che quotidianamente mandano messaggi offensivi di vario tipo nelle diverse forme dei “social” a Lei senatrice della Repubblica Italiana, lucida appassionata testimone dell’olocausto e simbolo dei valori del rispetto della dignità umana contro ogni forma di discriminazione.