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Nel “Giorno della Memoria” diciamo No a tutti i fascismi vecchi e nuovi

Pubblicato il 27 gen 2023

Rita Scapinelli*

Nel “ giorno della memoria”, istituito dal Parlamento italiano, all’unanimità, con la legge n.211 del 20 luglio 2000 ricordiamo i sei milioni di ebrei sterminati nei campi di concentramento, le persecuzioni subite e le deportazioni di massa che hanno riguardato anche militari e politici italiani invisi al regime, sinti e rom, omosessuali, disabili e “asociali”, nei lager nazisti: tutte vittime di una ideologia nefasta e irrazionale alla base di un regime dittatoriale che aveva annullato ogni forma di democrazia.

Il 27 gennaio vuole ricordare da un lato la follia e insieme la lucidità del sistema di sterminio messo a punto dai nazisti con la collaborazione attiva dei fascisti italiani, dall’altro però anche l’umanità e il coraggio di quanti si opposero allo sciagurato progetto, protessero i perseguitati e salvarono molte vite.

Ma, mentre partecipiamo alle iniziative e alle celebrazioni che da diverse parti si tengono, mossi dal dovere della memoria, ci chiediamo perché sia potuto accadere tutto questo, con quale inaccettabile motivazione, in tante e tanti siano stati artefici o complici di crimini di tale dimensione.

Nel libro “Dodicesima Disposizione”, curato dal Dipartimento Antifascismo del nostro partito, si dedica un capitolo all’alleanza di Mussolini con Hitler, all’antisemitismo alla promulgazione delle leggi razziali: si dice che i due movimenti, nazismo e fascismo, erano accomunati dal nazionalismo, l’anticomunismo, il disprezzo per la democrazia, l’uso della violenza e il razzismo, la costruzione di capri espiatori su cui riversare il fallimento e i danni della crisi del 1929, la guerra e lo sterminio scientificamente pianificato degli oppositori, come soluzione finale. Emblematica è l’assurdità delle leggi razziali, una serie di norme discriminatorie nei confronti degli ebrei che a partire dal 1938 vennero promulgate ricalcando le leggi razziali naziste di Hitler del 1935, e che hanno realizzato una delle pagine più buie della storia italiana in Italia. Ci si inventò la “razza ebraica” come nemica del popolo italiano, e per questo fu pubblicato il famigerato “Manifesto della Razza” in cui si esalta il concetto di purezza ariana da preservare con ogni mezzo. Nel manifesto, con farneticazioni di ogni genere , si afferma l’esistenza di una fantomatica identità razziale italiana (anche un paese frutto di infinite mescolanze viene dichiarato “ariano”) e si incitano gli italiani a proclamarsi “francamente razzisti” . Il dramma è che questo testo, riportato integralmente nel nostro libro, fu sottoscritto da oltre 360 accademici ed intellettuali tra i quali anche cattolici, docenti universitari, pediatri, giuristi. Scriviamo, nel libro, che mai la cultura e la scienza italiane erano cadute così in basso.

A sostegno delle teorie folli esplicitate, nacque inoltre una rivista dichiaratamente antisemita “La difesa della razza” il cui segretario di Redazione era Giorgio Almirante futuro leader del Movimento Sociale partito formato da nostalgici del fascismo ed ex repubblichini nato poco dopo la Liberazione. L’MSI entra in Parlamento nel 1948 e vi resta fino al 1995 quando dal suo scioglimento si forma Alleanza Nazionale che porterà poi a Fratelli d’Italia. Mi sembra doveroso qui ricordare che FdI, che, dopo le ultime elezioni politiche, esprime la presidente del governo e diversi ministri, non ha mai rinnegato le proprie origini e mantiene ancora nel suo simbolo la fiamma tricolore simbolo inventato dai reduci della Repubblica di Salò quando fondarono l’MSI. 

A supporto di ciò, Ignazio “Benito” La Russa, Presidente del Senato, e Isabella Rauti, sottosegretaria alla Difesa, figlia di Pino Rauti, personaggio al centro delle trame nere degli anni Settanta, ricordano sui social il 76° anniversario della nascita del MSI con le parole “Onore ai fondatori e ai militanti missini” ben sapendo che il Movimento Sociale si poneva in continuità ideologica con la Repubblica Sociale di Salò.

Con che coraggio quindi eredi morali del disciolto partito fascista, esponenti di un partito definito posfascista possono rappresentare le istituzioni democratiche nelle celebrazioni della Giornata della Memoria?

Con che coraggio hanno giurato fedeltà alla Costituzione nata dalla Resistenza contro il fascismo, e basata su valori assolutamente antifascisti e quindi anche antirazzisti?

Per anni abbiamo fatto parlare i testimoni della Shoah e del Porrajmos, quando questi volevano o riuscivano a parlare, ora non possiamo lasciare che tutto venga dimenticato, perché conoscere la storia è necessario per poter combattere nuove forme di fascismo non così apertamente riconoscibili in quanto non potranno ripresentarsi con le stesse modalità. I neofascisti di oggi, hanno sostituito i migranti ai “diversi” da opprimere nel secolo scorso, praticano un razzismo simile a quello dei propri avi, sognano un’artificiale “comunità nazionale”, in contrapposizione al rischio della mondializzazione e della immaginaria “sostituzione etnica” con cui si giustificano politiche criminali contro chi fugge verso l’Europa. Sono tante le similitudini e le differenze su cui siamo chiamati a ragionare, per evitare che fra passato e presente si realizzi una pericolosa continuità.

Le parole d’ordine “devi ricordare”, “la memoria è un dovere” perché “senza memoria le generazioni non hanno futuro” non devono essere parole vuote, dobbiamo fare i conti anche con le dimenticanze e i silenzi colpevoli di questi anni.

Finita la guerra con la Liberazione inizia un periodo nel quale anziché processare e condannare i fascisti responsabili di tanti crimini, in nome di una pacificazione e di un tentativo di ripristinare un ordine democratico nel paese non si procede a nessuna epurazione, anzi, prefetti, vertici militari, personale dei Ministeri, giudici che avevano operato durante il regime fascista vengono ricollocati ai loro posti.

Inizia invece un processo alla Resistenza, forse per il fatto che la maggior parte dei partigiani era comunista, e si cerca di mettere sullo stesso piano le diverse parti in lotta.

È evidente invece che in quel periodo drammatico ci fu chi percepì con chiarezza il senso della giustizia, della lotta per la democrazia guardando ad ideali più alti perdendo la vita nella Resistenza, mentre altri, spesso per scelta, non vollero opporsi e battersi contro la barbarie nazi-fascista, o non osarono farlo per viltà o timore. Non può essere messo sullo stesso piano chi ha combattuto per la democrazia e la libertà e chi invece ha combattuto a favore di una dittatura responsabile di anni di terrore e crimini nei confronti di una parte dell’umanità. Non ci può essere nessuna assoluzione per chi stette dalla parte dei fascisti e dei nazisti e nessun tentativo di revisionismo storico può e deve essere accettato.

Ed è ancor meno accettabile che, nel tentativo di giustificare il silenzio sui crimini fascisti, si sia voluto equiparare il fascismo al comunismo, come nella risoluzione del Parlamento europeo del 19 settembre, 2019 nella ricorrenza degli 80 anni dalla seconda Guerra mondiale. Oppure, come ha fatto recentemente, il ministro dell’Istruzione e del “Merito” , con una lettera agli studenti di tutte le scuole di ogni ordine e grado, si parla di totalitarismo del Comunismo dimenticandosi e volendo far dimenticare, che in Italia il termine totalitarismo è stato coniato per descrivere il fascismo mentre i comunisti il fascismo lo hanno combattuto ed hanno contribuito, insieme ad altre forze politiche democratiche, dopo il 25 aprile, a ricostruire la democrazia in Italia, andando oltre le appartenenze. Insieme hanno scritto la Costituzione che porta la firma in calce di Umberto Terracini, antifascista comunista. Quella Costituzione composta da una serie di articoli in cui si afferma l’esatto contrario di tutto ciò che stava alla base del fascismo. I padri e le madri costituenti avevano vissuto sulla propria pelle la tragedia del regime fascista e, con la scrittura di questo testo, si prefiggevano l’obiettivo di cancellare per sempre la possibilità di un ritorno di questa ideologia criminale.

Quella Costituzione mai applicata del tutto e spesso non rispettata. Ne è un esempio la mancata applicazione dell’articolo 11, “L’Italia ripudia la guerra……come mezzo di di risoluzione delle controversie internazionali…” quando il Parlamento italiano vota e rivota l’invio delle armi all’Ucraina divenendo così paese cobelligerante.

Occorre oggi un rinnovato impegno rivolto alla difesa della nostra Costituzione di fronte ai tentativi di modificarla col fine di renderla meno vincolante per chi fa del liberismo la sua bandiera: presidenzialismo, autonomia differenziata, smantellamento dello stato sociale, sono tutti tentativi di modificare il carattere sociale e antifascista della Costituzione italiana.

Fare fronte comune per la difesa della Costituzione, è il modo migliore per celebrare la Giornata della Memoria.

*Responsabile nazionale Antifascismo PRC-SE

Anpi Mortara: omocausto lo sterminio dimenticato

23 Gennaio 2023

MASSIMILIANO FARRELL

Ciao a tutte e tutti, vi invito sabato 28 gennaio alle ore 16 a Palazzo Cambieri a Mortara! Si parlerà, in occasione della Giornata della Memoria, dello sterminio e della persecuzione di omosessuali e transessuali, con riferimenti anche alle discriminazioni che la comunità LGBT subisce ancora oggi✊🏻

Anpi Cassolnovo: Domenica 29 Gennaio 2023 in sede, letture, canzoni e riflessioni per non dimenticare l’olocausto, genocidi e guerre

19 Gennaio 2023

In assenza di iniziative da parte delle istituzioni cittadine l’Anpi di Cassolnovo promuove una giornata dedicata alla memoria con letture canzoni riflessioni sull’Olocausto i genocidi e le guerre di ieri e di oggi. Non dimenticare gli orrori dei lager ricordando anche gli IMI(Internati Militari Italiani) e i deportati cassolesi in questo caso la Clotilde Giannini gravellonese a cui e cointitolata la sezione ,le loro storie di resistenza e martirio ma anche riflettere sul presente senza banalizzare ,dando spunti di riflessione attraverso testimonianze, poesie, canzoni, letture.

Questo il senso di un pomeriggio di domenica 29 Febbraio nella sede dell’Anpi da poco inaugurata, in piazza Costa de Bereguard a Cassolnovo aperta a tutti, piccoli e grandi dalle 15,30 per partecipare condividere e perché non far merenda insieme.

Per info : 3335740348

RIFONDAZIONE: 25 APRILE TUTTE E TUTTI IN PIAZZA CON L’ANPI PER LA PACE E IL DISARMO

23 Aprile 2022

La Festa della Liberazione dalla dittatura criminale nazifascista arriva quest’anno nel pieno di una situazione estremamente delicata.

Su un versante la guerra che sta distruggendo la vita di migliaia di persone e sull’altro la propaganda pro-guerra che i Partiti di governo, a partire da PD, compiono quotidianamente fomentando il folle invio di armi in Ucraina ed arrivando addirittura ad alzare la percentuale delle spese militari con l’obiettivo del 2 per cento d’investimenti in armi entro il 2024.

Noi, che siamo contro tutte le guerre, che siamo per la pace e per il disarmo abbiamo espresso molto chiaramente la nostra posizione che vede senza ombra di dubbi una ferma condanna a Putin ed all’invasione dell’Ucraina, ed una altrettanto ferma condanna all’espansionismo imperialista ad est della NATO – elemento destabilizzante che si rende complice delle guerre, alle infiltrazioni naziste all’interno dell’esercito ucraino, al mancato rispetto degli accordi di Minsk ed ovviamente all’invio di armi nei luoghi di conflitto ed all’aumento delle spese militari.

Siamo e saremo al fianco dell’#ANPI e del suo Presidente nazionale #Pagliarulo attaccati quotidianamente, in maniera squallida, dai “partiti con l’elmetto” e dall’informazione mainstream per via delle giuste posizioni su pace e disarmo espresse in queste settimane.

Non crediamo alle false narrazioni propagandistiche dei Partiti della guerra e per tutte queste ragioni saremo con l’ANPI e con il movimento per la pace in tutte le Piazza del 25 Aprile, nei territori e nella grande Piazza nazionale di Milano.

Rifondazione Comunista è contro Putin e contro la NATO.

Fuori la guerra dalla storia!

Noi vogliamo #pace e #disarmo.

Milano, 23/04/2022

Fabrizio Baggi, Segretario regionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea #Lombardia

Anpi Mortara: festa della liberazione

20 Aprile 2022

Invitiamo tutti coloro che si riconoscono nei valori dell’antifascismo e della pace a partecipare alle iniziative che la sezione ANPI “Fratelli Capettini” di Mortara, insieme all’associazione culturale Il Villaggio di Esteban, ha organizzato per la Festa della Liberazione.

🏳️‍🌈✊🏻🚶‍♂️ Domenica 24 ore 21: ritrovo davanti alla chiesa della Madonna del Campo per una fiaccolata fino al cippo del partigiano Aspesi 🚶‍♂️🚩

Lunedì 25 ore 9: ritrovo al cimitero di Mortara per commemorare e porre dei fiori sulle tombe dei partigiani e degli antifascisti mortaresi uccisi durante la lotta contro il nazifascismo 🚩🎶🌭🗣 ore 10: presidio statico e gazebo in piazza del Municipio con musica, dibattito e cibo 🗣🌭🎶

Sarà possibile rinnovare o effettuare il tesseramento all’ANPI per chi non l’avesse ancora fatto.

Ci vediamo il 24 e 25 aprile!

ANPI MORTARA

L’Accento sulla A. Vogliamo Pace e Libertà .Concerto tematico dei CANTOSOCIALE

DOMENICA DALLE ORE 15:00 ALLE 16:40

Arci Terranova – Cesano Boscone

Buongiorno vi invitiamo ai nostri Concerti  per il 25 Aprile 2022
Domenica 24 Aprile 2022 ore 15 CESANO BOSCONE  MI   CIRCOLO ARCI  Terranova  Via Kuliscioff n 8ore 21 MELEGNANO  TEATRO LA CORTE DEI MIRACOLI . P.le delle Associazioni Entrata Libera per info Piero Carcano  3335740348  Cantosociale  
L’accento sulla A’
Ho scritto sui muri della città
 Vogliamo Pace e Libertà
Canzoni e Storie di Pace, Resistenza, Liberta’
Pensando ai 77 anni da quel 25 APRILE che ha portato la LIBERTA’ dal nazifascismo e la fine della GUERRA guardando ad oggi
nel concerto-tematico dei
C A N T O S O C I A L E
Partendo dai versi della filastrocca di Gianni Rodari, da quel libro degli errori dove il più grande sulla terra era e resta sempre: LA GUERRA drammaticamente anche oggi, i CANTOSOCIALE dopo i numerosi spettacoli appositamente realizzati sulla Resistenza e presentati negli anni nella nostra penisola, quest’anno in occasione del 25 Aprile propongono
: L’ACCENTO SULLA A , concerto-tematico con canti, musiche affiancate a monologhi brevi che raccontano storie (da fonti orali) legate tra loro dall’esigenza di narrare e testimoniare. La Storia raccontata e cantata dalla Gente, dalle trincee e i massacri  della prima guerra Mondiale alle decimazioni e fucilazioni dei disertori alle rappresaglie contro i ribelli
–partigiani che resistettero in vari modi al nazifascismo. A distanza di 77 anni da quel 1945 è importante far Memoria per ricordare GLI UOMINI  che hanno sofferto combattendo  per i valori che hanno lasciato in eredità alla nostra Repubblica  e alla sua Costituzione: Giustizia, Pace, Libertà. Questi temi saranno ricordati attraverso un percorso narrativo fatto di canti sociali storici , canzoni appositamente scritte, musiche e brevi ma intensi monologhi costruiti su testimonianze e racconti orali spesso frutto di ricerche del gruppo. Storie, voci e suoni che ci parlano di SOFFERENZE , del DRAMMA della GUERRA soprattutto della gente e dei modi diversi con cui si è “subita “ le GUERRE MONDIALI e la RESISTENZA messa in campo durante il, fascismo fino al 25 Aprile 1945 L’opposizione a quel clima culturale di odio, razzismo, guerra, vincendo quotidianamente la paura con coraggio, attraverso la disubbidienza civile a fianco all’eroismo della GUERRIGLIA PARTIGIANA. Un chiaro riferimento agli scenari di guerra di oggi e un doveroso tributo anche a chi resiste oggi come ieri e quindi anche all’epica dei nostri partigiani sulle montagne ma anche chi ha rischiato la vita facendo da collegamento e da sostegno logistico, nascondendoli e proteggendoli, anche quei semplici cittadini che con azioni quotidiane di resistenza per lo più culturale  si sono è opposti in vari modi al regime.  Il repertorio portante dello  spettacolo è costituito oltre che dai classici appositamente riarrangiati e musicalmente “rivitalizzati” come :La Canzone del Piave ( che viene “de-mitizzata”), Gorizia (tu sei maledetta ), Bella Ciao(anche in un’inedita versione con testo tratto da  “la madre del partigiano di Rodari),Fischia il vento, Dalle belle città, la Strehleriana “Ma mì”. Importante anche il recupero di brani simbolo, veri e propri inni delle diverse brigate partigiane, operanti sia nell’Oltrepò che nel piacentino; nell’alessandrino, in Val Sesia e d’Ossola e sull’Appenino ligure come “La Brigata Garibaldi”, “Quando saremo a Varzi” , Anche la poesia trova il giusto spazio nello spettacolo con suggestivi brani strumentali originali “costruiti” intorno ai versi

dei grandi poeti come Franco Fortini e non mancherà Beppe Fenoglio nel centenario dalla nascita con alcune letture da l “Partigiano Johnny” oltre che del grandissimo Gianni Rodari poeta e scrittore ; non solo per bambini ,autore della filastrocca che dà il titolo allo spettacolo; quell’”accento sulla A “dalla sua raccolta “la grammatica della fantasia” dove gli errori sono i mancati diritti, le guerre e non gli accenti e le virgole mancanti e di quel “PROMEMORIA, ci sono cose da fare..” mai dimenticato e riproposto ne “La luna bambina” in abbinamento ad un testo di P.P. Pasolini che ricorda il dramma degli sbarchi dei migranti .Anche la canzone d’autore è presente con “Partigiani Fratelli Maggiori” “Dieci milioni di uomini” frutto del lavoro compositivo dei Canta cronache primi tra tutti a reinventare e recuperare il repertorio della canzone di protesta e partigiana . Importanti anche le canzoni originali che il gruppo ha composto negli anni “Storia di Pozzol Groppo” sulla strage efferata di giovanissimi partigiani della brigata Cornaggia, ad opera dei repubblichini sanguinari della Sicherheits, avvenuta nella scuola del piccolo centro pavese sul crinale della Val Staffora e della Val Curone, senza dimenticare “Avevo soltanto vent’anni” sugli IMI i militari italiani internati in Germania “ Cefalonia” sulle ultime ore delle truppe italiane fucilate dai nazisti nell’omonima isola greca fino a “Dòn cuntra le guèra” sugli scioperi per la pace delle filandere nel 1917.e “Non Pretenderai” dedicato a Liliana Segre lettera canzone in risposta agli odiatori  e agli indifferenti dei nostri giorni
Il finale sarà un inedito e ’originale Inno di Mameli alias “Canto degli Italiani” sia per la musica , una versione quasi Hendrixiana, sia per il testo privato di ogni enfasi retorica restituito alla gente comune.
L’ACCENTO SULLA A è un “lavoro” non solo di rivalutazione di un repertorio dimenticato ma anche di vera e propria “ricostruzione” di canti poco o mai eseguiti di cui si sono perse le tracce ma tutt’ora vitali e capaci di far riflettere oltre i tempi e le mode, un’appassionante abbinamento dei versi scritti con musiche originali di atmosfera folk-rock blues comunque rispettoso della matrice popolare ed acustica.

i CANTOSOCIALE  sono :Carcano Piero : voce, percussioni, kazoo
Rota Gianni:chitarra acustica ed elettrica ,flauto, percussioni, voce
Buratti Davide contrabbasso. Basso elettrico, voce
Anzaldi Cristian : fisarmonica, chitarre elettriche e acustiche, voce…
Turcato Marcello sassofoni : soprano , tenore, alto.. percussioni , voce
Info FB.: CANTOSOCIALE Cell Piero 3335740348
pierocarcano3@gmail.com