Categoria: Resistenza

TERZO INCONTRO. 1943 – 1944: gli scioperi contro il regime fascista e l’inizio della Resistenza

28 Novembre 2023

Vigevano – Biblioteca Civica “Lucio Mastronardi” – C.so Cavour 82
Sabato 2 dicembre 2023 – ore 15:30

1943 – 1944: GLI SCIOPERI CONTRO IL REGIME FASCISTA E L’INIZIO DELLA RESISTENZA.

Contesto generale e situazione locale.

Partecipa

Marco Savini (studioso di storia locale)

Lo sciopero non è mai stato un diritto acquisito e mai ha rappresentato per i lavoratori una vacanza, anzi un tempo comportava rischi mortali.

Ecco perchè ricordare ancora oggi quegli anni 1943 – 1944.

Nell’occasione dell’ottantesimo dell’anno cruciale 1943, che ha segnato una svolta nella Seconda Guerra Mondiale, si ricorderanno gli sioperi del marzo, che sono stati definiti la premessa della Resistenza, e quelli del marzo dell’anno successivo che ha visto una recrudescenza della repressione nazifascista.

Un’attenzione sarà dedicata all’8 settembre che, tra le altre cose, ha segnato anche l’inizio delle deportazioni dall’Italia verso i lager.

Dopo una veloce cronologia dei principali avvenimenti del 1943 fino a marzo 1944, sia a livello generale che locale, si analizzeranno i casi degli scioperi di Cilavegna e di Abbiategrasso, con le vicende dei deportati dai Comuni.

Collettivo Culturale Rosa Luxemburg – Rete delle Alternative
Vigevano

Sabato 2 dicembre 2023 – ore 15:30 –

Memorie di un operaio comunista

19 Ottobre 2023

Sabato 21 ottobre 2023 ore 16,00

Castello Sforzesco Vigevano – Sala Leonardiana

All’interno della Mostra “La Comune di Parigi”

Presentazione del Libro di Arturo Ferraris

“Memorie di un operaio comunista”

Presenti i due Curatori Liliana Lanzardi e Massimo Bovo

Modera Piero Rusconi ANPI

Introduce gli ospiti Massimo Gallina “Rete Antifascista”

Un libro indispensabile per capire il ventennio, la Liberazione e il viaggio verso la Democrazia

Nella storia dell’antifascismo torinese Arturo Ferraris spicca per la sua inflessibile fedeltà all’insegnamento teorico e pratico di Gramsci assimilato nell’esperienza diretta dell’occupazione delle fabbriche del ’20, della democrazia dei Consigli; le sue “Memorie” sono cronaca del contributo dato dalla fabbrica alla difesa e conquista della democrazia, a mostrare che “è la pesante catena del salario che spinge alla rivolta gli operai e che questi combattono per la libertà e la gestione politica soltanto in quanto combattono per una eguaglianza economica e sociale”.

Nella sua biografia sono descritti minuziosamente i numerosi controlli, i fermi, gli arresti ed i processi a cui è sottoposto dal regime fascista, l’attività antifascista in fabbrica e l’impegno nella Resistenza.

Le “Memorie” sono un esempio “di storia non addomesticata”, che Artuto Ferraris ha fortemente voluto integrare con la ricerca documentaria delle schede individuali dei suoi compagni di lavoro e di militanza antifascista, raccolte presso l’Archivio di Stato a Roma.

Durante il periodo della Resistenza le incomprensioni nel partito sfociano nella sua espulsione nel 1944, ma nel 1945 viene subito riabilitato grazie all’ intervento dei suoi compagni d’officina: rimarranno le divergenze, soprattutto per le sue critiche allo stalinismo e per la sua ostinata difesa delle Commissioni interne dalle cellule e dal partito.

Non ha mai voluto scrivere nulla sugli anni del dopoguerra, per lui troppo dolorosi, perché “ne aveva abbastanza di fraterne persecuzioni”, tuttavia materiali di documentazione e testimonianza tra i suoi compagni di fabbrica e di partito sono stati raccolti dalla storica Liliana Lanzardo nel volume “Personalità operaia e coscienza di classe – Comunisti e cattolici nelle fabbriche torinesi del dopoguerra” ediz. Franco Angeli, 1989.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante clarinetto

RESISTENZA CLIMATICA: FRIDAYS FOR FUTURE NELLE PIAZZE D’ITALIA PER CONTESTARE IL GOVERNO MELONI

6 Ottobre 2023

Tratto da: https://fridaysforfutureitalia.it/resistenza-climatica-fridays-for-future-nelle-piazze-ditalia-per-contestare-il-governo-meloni/

L’Italia è a un nuovo capitolo della storia climatica: ondate di calore, alberi sradicati dal vento, chicchi di grandine come palle da tennis e alluvioni. 

È il capitolo della devastazione, che rende l’azione collettiva indispensabile.

<< Un governo che, all’indomani della catastrofe, nega ogni correlazione tra fenomeni estremi e crisi climatica è un governo negazionista. E per questo inadeguato a indicare risposte per prevenire i peggiori scenari prospettati dalla scienza climatica.>> dice Giacomo Zattini, portavoce del movimento.

La prima causa dell’aumento delle temperature, e di conseguenza dei fenomeni climatici estremi, sono i combustibili fossili, su cui l’Italia continua a investire ampiamente.

Il nostro paese ha una responsabilità importante nelle politiche di mitigazione mondiali, date le sue emissioni storiche. L’Italia dovrà superare gli obiettivi di decarbonizzazione dell’Unione Europea, riducendo le sue emissioni di gas climalteranti dell’80% entro il 2030 e decarbonizzando totalmente il settore elettrico entro il 2035.

Secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia, significa abbandonare immediatamente ogni nuovo investimento in carbone, petrolio e gas. 

Una linea in controtendenza rispetto al piano Mattei, con il quale il governo vincola il paese al fossile e lo condanna a eventi estremi sempre più frequenti e intensi.

<<La protesta contro gli investimenti fossili è un atto di resistenza. Non resteremo a guardare mentre il mondo viene condannato a morire. Possiamo vivere senza combustibili fossili, ma non sopravviveremmo un giorno senza le risorse del pianeta. Non possiamo bere il petrolio.>> dice Alessandro Marconi, attivista di Roma.

Accanto alle politiche di mitigazione è necessario affiancare politiche di adattamento che preservino gli equilibri e le risorse del pianeta, prima fra tutte l’acqua.

Il movimento propone alcune soluzioni per tutelare l’acqua e garantire maggiori difese naturali ai fenomeni estremi, tra cui: ridurre i consumi, ripristinare gli alvei originari dei fiumi, tutelare e promuovere la salute del suolo, favorire l’assorbimento dell’acqua nel suolo, spingere la forestazione, ripristinare i fondi del PNRR per il dissesto idrogeologico.

È specularmente emblematico che, con l’attuale governo, si siano inasprite le misure repressive nei confronti di chi oggi manifesta pacificamente e resiste praticando la disobbedienza civile.

<<Continuiamo a resistere, non lasciamoci immobilizzare dall’eco-ansia ma combattiamola definitivamente attraverso l’attivismo! Lottiamo insieme e costruiamo comunità resilienti e sostenibili. È il momento di esserci fisicamente, perché la resistenza è un atto fisico, che non si fa stando in casa, ma manifestando insieme nelle piazze e proponendo alternative concrete per tutti e tutte.>> dice Ester Barel, di Fridays for Future Milano.

La #ResistenzaClimatica di Fridays For Future partirà il 15 settembre con la giornata di azione globale per il clima e tornerà nelle principali piazze d’Italia con lo sciopero del 6 ottobre.

Fridays For Future invita tutte le associazioni, i sindacati e i movimenti ad aderire e a partecipare attivamente allo sciopero in ogni città. 

Ci vediamo in piazza. 

6 OTTOBRE: PIAZZE IN TUTTA ITALIA

Elenco di tutte le piazze

Alessandria: ore 9 – piazzetta lega. Più info qui

Alto Vicentino: ore 8 – via Tito Livio. Più info qui

Ancona: ore 15 – ancona. Più info qui

Bari: ore 9 – piazza Diaz. Più info qui

Bergamo: ore 9:30 – piazza degli alpini. Più info qui

Bologna: ore 9:30 – piazza san francesco. Più info qui

Brescia: ore 9:30 – largo formentone. Più info qui

Cagliari: ore 16 – viale Trento. Più info qui

Catania: ore 9 – piazza Roma. Più info qui

Chieri: ore 8 – davanti al Monti. Più info qui

Cuneo: ore 11 – piazza Galimberti. Più info qui

Firenze: ore 9 – Piazza Dalmazia. Più info qui

Forlì: ore 18 – piazza Saffi. Più info qui

Genova: ore 9.30 – Piazza De Ferrari. Più info qui

Gorizia/Trieste: 7 ottobre ore 13.30 inizio concentramento, sciopero transfrontaliero assieme ai collettivi sloveni, verranno collegate le città di Gorizia (Italia) e Nova Gorica (Slovenia). Più info qui

Lecce: ore 11 – viale del Università, 2. Più info qui

Lucca: ore 9:30 – piazzale verdi. Più info qui

Messina: ore 9 – piazza Antonello. Più info qui

Milano: ore 9:30 – largo Cairoli. Più info qui

Napoli: ore 9 – piazza Garibaldi. Più info qui

Roma: ore 9:30 – piazza della repubblica. Più info qui

Padova: ore 9 – piazzale stazione. Più info qui

Palermo: ore 9 – piazza Verdi. Più info qui

Pavia: ore 17:30 – castello visconteo. Più info qui

Pesaro: ore 9 – piazzale collenuccio. Più info qui

Piacenza: ore 9 – piazza Respighi. Più info qui

Pisa: ore 9 – piazza Guerrazzi. Più info qui

Pistoia: ore 16 – Monteoliveto. Più info qui

Rimini: ore 8:30 – arco di Augusto. Piu info qui

Taranto: ore 9 – Via di palma Arsenale. Più info qui

Torino: ore 9.30 – Piazza Statuto. Più info qui

Trento: ore 18 – atrio sociologia. Più info qui

Varese: ore 17:30 – piazza repubblica. Più info qui

Ventimiglia: ore 10 – piazza Colombo a Sanremo. Più info qui

Vicenza: ore 15:30 – piazza castello. Più info qui

Venezia: 7 ottobre ore 17:30 – sala San Leonardo. Più info qui

Se non trovate informazioni sulla vostra città, probabilmente verrà aggiunta a breve, altrimenti potete informarvi sui canali del gruppo locale. Lo trovate su instagram con il nome “fridaysforfuture” + nome della città.

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Aned e Anpi di Vigevano, poseranno due pietre d’inciampo il 25 Settembre in via Caduti della Liberazione, per ricordare Santo Arlenghi e Giuseppe Nai

15 Settembre 2023

Il 25 settembre, a Vigevano, poseremo insieme ai famigliari le pietre d’inciampo per Santo Arlenghi e Giuseppe Nai.

Le loro storie, come quelle di tutti i deportati della provincia, si trovano sul portale dedicato alla loro memoria https://www.deportatipavesi.it/

Vi aspettiamo in Via Caduti della Liberazione, alle ore 10

STRAGE STAZIONE DI BOLOGNA: PRC EMILIA ROMAGNA IL 2 AGOSTO IN PIAZZA AL FIANCO DI CITTÁ E FAMILIARI DELLE VITTIME

2 Agosto 2023

Rifondazione Comunista mercoledì 2 agosto sarà in piazza a Bologna nel 43° anniversario della strage fascista alla stazione dei treni, a fianco della cittadinanza e dei familiari delle vittime. Ci saremo per chiedere, ancora una volta, che sia fatta piena luce su una strage che è una ferita che sanguina ancora, per la città di Bologna e l’intera Italia democratica.

A distanza di 43 anni sappiamo che la strage è stata organizzata dalla Loggia massonica P2, eseguita da terroristi fascisti, protetta da servizi deviati dello stato che hanno tramato per depistare le indagini. E sappiamo che l’attentato si inseriva in un disegno eversivo che puntava a rovesciare il sistema democratico del paese attraverso la strategia della tensione e che alcuni dei protagonisti della strage sono sotto indagine anche per la strage di Capaci del ’92 e quelle di Firenze, Milano e Roma del ’93. Tanto che l’associazione dei familiari delle vittime parla della strage di Bologna come di un “ponte tra la strategia della tensione e le bombe del ’92-’93.

I diversi governi che si sono succeduti non hanno fatto nulla per fare chiarezza, e molti esponenti dell’attuale governo di estrema destra, a partire dalla Presidente Giorgia Meloni, hanno in passato negato la verità storica, politica e giudiziaria della strage. Addirittura, il Ministro della giustizia, Carlo Nordio, ha sostenuto la richiesta di annullamento del processo ad uno degli esecutori materiali della strage.

Al Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che porterà la voce del governo alla commemorazione davanti alla stazione, chiediamo di aprire gli archivi segreti dello Stato e pretendiamo che sia fatta piena luce sulle responsabilità e le omertà politiche, istituzionali e degli apparati dello stato e dei servizi segreti ai suoi più alti livelli.

Ringraziamo l’Associazione dei Familiari delle Vittime per aver portato avanti nel corso degli anni una strenua lotta per la verità e la giustizia. Rifondazione Comunista continuerà a camminare al suo fianco.

Stefano Lugli e Paola Varesi

Co-segretari Rifondazione Comunista Emilia-Romagna

Aggressione fascista alla festa di Rifondazione Verona

Verona: assalto fascista alla Festa di Rifondazione Comunista. Solidarietà da tutto il partito

Questa notte, dopo giorni di provocazioni, un gruppo di neofascisti con bastoni e a volto coperto hanno fatto irruzione nell’area dove si sta svolgendo la Festa di Rifondazione Comunista a Verona.

E’ molto grave che, nonostante le ripetute provocazioni dei giorni precedenti, la questura non abbia garantito un’adeguata sorveglianza dell’area.

Esprimo la solidarietà di tutto il partito ai compagni che hanno fronteggiato e respinto l’aggressione di questi squadristi del terzo millennio.

Il nostro è un partito con le mani pulite che si autofinanzia con il lavoro militante, le sottoscrizioni e le feste come quelle di Verona. Ogni nostra festa è un presidio di democrazia e antifascismo. Auspico che il 20 alla riapetrura della festa ci sia una grande presenza di cittadine e cittadine democratici per esprimere un forte no alla violenza squadrista.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista, coordinamento di Unione Popolare

IL COMUNICATO DELLA FEDERAZIONE DI VERONA

Alla Festa in Rosso ogni giorno una provocazione!!!!

A Quinzano, nell’area verde vicino alle piscine Santini, da giovedì 13 si sta svolgendo la Festa in Rosso Festa di Rifondazione Comunista.

Tutto si svolge nella massima regolarità fin circa verso mezzanotte, quando incominciano le provocazioni con un chiaro crescendo di toni.

In breve i fatti.

La sera di venerdì 14, a festa ormai conclusa, un gruppo di giovani cerca di superare il cancello di via Villa già chiuso e la pronta risposta del nostro gruppo incaricato della sorveglianza notturna, fa desistere i malintenzionati che abbandonano il campo impossessandosi, però, di una bandiera prima issata sul cancello.

Nella notte tra sabato 15 e domenica 16, un petardo cade a poca distanza da uno stand con un botto ed una vampata di fuoco per fortuna senza ulteriori danni.

Le forze dell’ordine nella mattinata di domenica intervengono per recuperare il relitto.

Domenica sera, sempre verso mezzanotte, appena fuori dal recinto prima scoppia un grosso e rumoroso petardo e poi da una macchina bianca che si era fatta notare per i ripetuti passaggi davanti alla festa, vengono lanciate due bottigliette di vetro contro l’ingresso di via Bresciani. Inoltre, alcuni nostri manifesti affissi sulla recinzione della festa risultano mancanti e quelli vicino alla rotonda di Quinzano imbrattati da vernice nera. Al loro fianco, compare una scritta con simbolo inequivocabile.

Fatta intervenire la polizia oltre a denunciare i fatti, chi aveva notato l’anomalo comportamento dell’auto bianca, era nella condizione di segnalarne anche il numero della targa.

Questa notte, sempre verso mezzanotte, prima viene lanciato un botto all’interno della festa e, dopo alcuni minuti, un gruppo di cinque o sei individui, con volto mascherato, ma armato di bastoni cerca di entrare nella festa. Ne nasce un immediato parapiglia con il nostro servizio d’ordine ed il gruppo è costretto alla ritirata tentando di dileguarsi nelle vie del quartiere.

I segni del confronto rimangono evidenti a terra e, qualcuno di noi, lamenta anche qualche escoriazione e qualche colpo subito.

Le forze dell’ordine, visto il ripetersi di fatti analoghi, già allertate dopo lo scoppio del petardo sono intervenute riuscendo ad intercettare il gruppo aggressore ancora nelle vicinanze.

Per fortuna sono fatti che, almeno fino ad ora, non hanno condizionato lo svolgimento della festa che procede regolarmente come previsto dal programma.

Certo che il ripetersi di eventi simili con la chiara connotazione politica di aggressione fascista, non può passare inosservato.

Segnaliamo i fatti con ferma determinazione a non lasciarci condizionare e respingendo ogni provocazione.

Dopo un paio di giorni di pausa, come previsto, giovedì 20 riprenderemo la nostra manifestazione ed invitiamo quanti condividono con noi che comportamenti del genere non possano essere accettati, a venirci a trovare.

Ci auguriamo dalle forze dell’ordine, ormai in possesso di rilevanti elementi di conoscenza degli eventi, un atteggiamento adeguato alla situazione.

per PRC Verona

Fiorenzo Fasoli
presente ai fatti

È mancato il Partigiano Gusberti

22 Giugno 2023

Fonte: Anpi Vigevano Facebook https://www.facebook.com/resistenzaantifascismo

È mancato, all’età di 97 anni, il nostro Ernesto Gusberti; l’ultimo partigiano combattente ancora vivo a Vigevano.

Antifascista, iniziò l’attività politica giovanissimo, confrontandosi con le tematiche del lavoro, partecipando all’attività di una cellula di fabbrica ed entrando in clandestinità a soli sedici anni.

Perseguitato e vessato dal fascismo per anni, continuò la lotta partecipando infine, nella brigata Leoni, all’insurrezione armata di Vigevano e continuando l’attività fino al luglio del 1945.

Noi, i compagni dell’ANPI, non dimenticheremo mai la gioia e l’orgoglio col quale rivendicava e ricordava la sua partecipazione a quella stagione carica di vero onore e di eroismo che è stata la Resistenza contro il fascismo e il nazismo.

È con sentimento di solidarietà civile e fraterna che esprimiamo la nostra vicinanza al figlio Carlo, elemento di rilievo del nostro direttivo, e alla moglie.

Il giorno 20 giugno, alle ore 15, presso l’ASM si terrà, senza cerimonia, il saluto di parenti, compagni e amici.

Ernesto, noi, i compagni dell’ANPI ti rendiamo onore!

Che la terra ti sia lieve!

T’È VIST UN RE? W LA REPUBBLICA E LA COSTITUZIONEEH! AH BEH SI BEH…CONCERTO DEI CANTOSOCIALE

29 Maggio 2023

Sabato 3 Giugno ore 21.20
Parco Via Gallarate    Pregnana Milanese MI  
Entrata Libera
T’è vist un re  …T’è vist cus’è ? W la Costituzioneeh ..Ah beh si beh…
Concerto per la Repubblica e la Pace
dei C A N T O S O C I A L E

CARCANO Piero    voce recitante, canto, animazione, percussioni, kazoo…
ROTA Gianni   chitarra acustica, elettrica, flauto traverso, voce, percussioni…
ANZALDI Cristian    chitarra classica e acustica, fisarmonica, banjo, flauto popolare, mandolino voce …
TURCATO Marcello sassofoni: soprano, tenore, contralto percussioni voce
BURATTI Davide contrabbasso, basso elettrico

pierocarcano3@gmail.com    tel. 3335740348  
Facebook: Cantosociale

In un momento di incoronazioni uomini e donne forti…ebbè..si beh
Uno spettacolo appositamente pensato per ricordare la nostra Repubblica Italiana e la nostra COSTITUZIONE raccontando e cantando di lavoro, Diritti, Libertà e soprattutto di PACE valori fondanti. Una Storia Italiana raccontata dal basso ” attraverso   gli ultimi, i movimenti civili, le lotte dei lavoratori; contro le ingiustizie, i razzismi, le mafie, il diritto alla salute, all’istruzione alla libera espressione.

Dalle filastrocche di Rodari che sberleffano Re Dittatori ecc. Si parte col racconto del referendum che  caccio’ la monarchia e un ricordo delle libere Repubbliche partigiane   liberatesi autonomamente dal nazifascismo: Ossola, Monte Fiorino, Varzi …veri laboratori di democrazia partecipativa che gettarono i semi della COSTITUZIONE i cui articoli fondanti troveranno il giusto spazio nello spettacolo in particolare quell’articolo 11: L’Italia ripudia la Guerra drammaticamente attuale. Un percorso tra principi fondanti la democrazia del nostro Paese e la stessa nostra Storia ben rappresentati nei canti del Risorgimento, della Resistenza, nelle canzoni della protesta da quella di fine ottocento a quelle degli anni delle guerre  fino ad arrivare all’impegno sociale  degli anni 60/70 e alle contraddizioni , alle problematiche della società dagli anni 80 ai nostri giorni con i problemi degli attacchi ai diritti, al lavoro e le tante storie di rabbie , disillusioni, disagi collettivi.

 Sono canti talvolta drammatici, epici, talvolta ironici e dissacranti che hanno saputo marcare gli eventi storici più di molte pagine scritte.
Non possono mancare filastrocche di Rodari messe in forma canzone (passione del gruppo) che sberleffano Re, dittatori e poi canzoni d’autore e gli omaggi vanno a quei musicisti e cantori delle diverse epopee sociali: dal Nuovo Canzoniere Italiano ai Cantacronache, da Fausto Amodei a Ivan Della Mea a Enzo Jannacci…da sempre al centro degli interessi dei CANTOSOCIALE che ne hanno curato gli arrangiamenti senza far loro perdere l’originaria valenza espressiva e melodica. Una nuova veste rock jazz blues senza stravolgimenti ha accompagnato il recupero anche i brani della tradizione contadina e operaia diretta espressione del duro quotidiano rapporto con la storia fatta spesso di fatica, fame, emigrazione, paura   e di costante ricerca della pace, della libertà.

Tra le diverse canzoni, si inseriscono anche le parole di Fortini, Pasolini, Rodari, Calvino, Fenoglio … ad offrire spunti di riflessione sociale

A completare il repertorio dello spettacolo saranno le canzoni originali dei CANTOSOCIALE che spesso prendono spunto da storie di ieri e di oggi raccolte direttamente dalle testimonianze della gente. In definitiva uno spettacolo che parte dal passato per trasmettere ancora oggi valori fondanti del nostro Paese.

Rifondazione: Superate le 100 mila richieste di dimissioni a Ignazio Benito La Russa. Il 24 maggio la consegna

Pubblicato il 9 mag 2023

Rifondazione: “Superate le 100 mila richieste di dimissioni a Ignazio Benito La Russa. Il 24 maggio la consegna”

“Oltre 100 mila persone hanno raccolto il nostro appello a chiedere a Ignazio Benito La Russa di dimettersi. Nei prossimi giorni porteremo direttamente al Senato questa massiccia espressione di volontà popolare democratica. Le dichiarazioni del presidente del Senato, in particolare quelle su via Rasella, sono palesemente in contrasto col suo ruolo che dovrebbe essere di rispetto della Storia e della Costituzione antifascista. Siamo convinti che questo grande traguardo raggiunto per cui ringraziamo chi ha firmato e si è attivato per fare firmare sia rappresentativo di una coscienza democratica del Paese che, nonostante tutto, resta maggioritaria. Oggi più che mai la Costituzione va difesa ed attuata e non stravolta con dichiarazioni revisioniste o “riforme” presidenzialistiche. La Costituzione è antifascista, parlamentarista e sociale. Nel ringraziare le tante personalità che hanno promosso con noi l’appello e con loro le cittadine e i cittadini he lo hanno firmato, informiamo che il 24 maggio, alle ore 11.30 saremo al Senato per consegnarle al destinatario ” Questo è quanto dichiarato da Maurizio Acerbo, segretario nazionale, Elena Mazzoni, segretaria di Roma, e Rita Scapinelli, responsabile nazionale antifascismo, Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

A seguire il testo dell’appello, i primi firmatari e il link per aumentare ancora il numero delle richieste

Firmate appello per le dimissioni di Ignazio La Russa

Il presidente del Senato deve dimettersi.
Le sue esternazioni sulla Resistenza non sono riconducibili ad opinioni. Non sono nemmeno uno dei purtroppo assai diffusi episodi di revisionismo storico.
Sono un falso storico, la negazione di atti giudiziari, una offesa alla Resistenza e un inquinamento delle responsabilità storiche del fascismo e del nazismo.
Noi ci riconosciamo nelle affermazioni fatte dal Presidente dell’Anpi, Gianfranco Pagliarulo.
Quanto affermato dal Presidente del Senato è incompatibile con la carica che ricopre. Siamo certi che tale evidenza porterebbe in molti Paesi d’Europa alla sua immediata decadenza. E sarebbe grave che ciò non avvenisse in Italia.

Primi firmatari: Maurizio Acerbo, Daniela Alfonzi, Cesare Antetomaso, Pier Giorgio Ardeni, Francesco Auletta, Stefano G. Azzarà, Franco Bartolomei, Michela Becchis, Fausto Bertinotti, Franco Berardi Bifo, Marco Bersani, Piero Bevilacqua, Daniele Biacchessi, Maria Luisa Boccia, Salvatore Bonadonna, Stefania Brai, Enrico Calamai, Eliana Como, Gastone Cottino, Giorgio Cremaschi, Massimo Dapporto, Luigi de Magistris, Angelo d’Orsi, Donatella Della Porta, Giuseppe De Marzo, Antonio Di Stasi, Paolo Favilli, Paolo Ferrero, Eleonora Forenza, Francesca Fornario, Francesca Frediani, Stefano Galieni, Domenico Gallo, Dino Greco, Giovanni Greco, Fabio Grossi, Leo Gullotta, Sabina Guzzanti, Alessandro Hobel, Raniero La Valle, Maria Lenti, Guido Liguori, Fabiomassimo Lozzi, Ramon Mantovani, Elena Mazzoni, Lucio Manisco, Laura Marchetti, Walter Massa, Sandro Mezzadra, Maria Grazia Meriggi, Raul Mordenti, Isidoro Mortellaro, Roberto Morea, Tomaso Montanari, Roberto Musacchio, Paola Nugnes, Moni Ovadia, Daniela Padoan, Tiziana Pesce, Ulderico Pesce, Giovanni Russo Spena, Rita Scapinelli, Silvia Scola, Vauro Senesi, Marino Severini, Gianpasquale Santomassimo, Barbara Spinelli, Simona Suriano, Aldo Tortorella, Marco Trasciani, Raffaele Tecce, Vincenzo Vita, Massimo Zucchetti

La petizione on line