Categoria: News

FERMIAMO QUESTA PERICOLOSA DERIVA. STOP AI RINCARI DI LUCE E GAS

2 maggio 2022

L’AUMENTO DEI PREZZI… ALLARME SOCIALE!!!

L’impennata indiscriminata del costo delle materie prime (gas, luce, acciaio, ferro ecc. ecc.) continua ad essere intensa e diffusa.

Un’emergenza SOCIALE senza precedenti: i forti aumenti stanno mettendo a rischio migliaia di imprese che a breve si troveranno costrette a ridurre le produzioni o addirittura a chiudere l’attività, con riflessi negativi sul P.I.L. nazionale e perdita di posti di lavoro.

Questi aumenti “impazziti” mettono in luce la fragilità del sistema Paese fortemente dipendente da Stati terzi, non solo di gas naturale, petrolio e materie prime quali acciaio, ferro, alluminio, rame, nichel, zinco, legno, materie indispensabili per un Paese manifatturiero, ma anche agroalimentare, frumento, mais, oli vegetali, mangimi e fertilizzanti agricoli… Un quadro devastante.

FONTE: CENTRO STUDI ASSOLOMBARDA

Gli aumenti dei prezzi delle materie prime, rispetto a gas + 393%, energia elettrica + 333%, petrolio + 72%, acciaio + 216%, nichel + 153%, ferro + 62%, alluminio + 90,7%, rame + 76%, legno + 132%.

Altre materie prime che a cascata hanno registrato forti rincari.

Frumento + 98%, mais + 112%, olio di semi di girasole e olio di soia + 147%, fertilizzanti agricoli + 388%, il forte incremento ha prodotto dei corposi lievitazioni dei prezzi ai beni di consumo di prima necessità.

Questi rincari speculativi e fraudolenti sono il frutto di un libero mercato SENZA REGOLE.

E’ necessario per frenare questa escalation dei prezzi di beni di prima necessità, che lo Stato intervenga e imponga dei prezzi socialmente sostenibili a salvaguardia di famiglie e imprese.

Riteniamo non più rinviabile una politica energetica improntata sulle diverse tecnologie di fonti  sostenibili.

Diffusione delle fonti rinnovabili (solare, geotermico, eolico, flussi delle maree).

Potenziamento tecnologico delle centrali idroelettriche e riapertura di piccole centrali idriche dismesse.

Recuperare e avviare al riuso di materie prime quali alluminio, rame, acciaio e materiali ferrosi.

Solo un forte ed efficace piano Energetico Pubblico potrà contrastare e da attivare a breve e medio termine, il superamento delle varie Lobby, gli speculatori, i faccendieri senza scrupoli che pur di fare AFFARI … affamano il popolo.

Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano

AI RINCARI LUCE E GAS

Polvere di… Pace

2 maggio 2022

Giustissima la riqualificazione di edifici dismessi di proprietà Comunale come la ex Polveriera per renderla così fruibile dalla collettività, magari cambiandole la destinazione in ottemperanza alla “Transizione Pacifista” usando la parte dei fondi che il Comune ha a disposizione.

Per la sua posizione geografica si potrebbe valutare l’inclusione nel Parco del Ticino con vocazione Ecologista e Pacifista: dove scuole e comitive di ragazzi organizzati dalle scuole del territorio insieme alle associazioni che fanno dell’insegnamento della tutela ambientale motivo prioritario dei programmi didattici, prevedendo l’uso di biciclette pubbliche permettendo così di godere in pieno la natura circostante. Altrettanto educativa e attuale sarebbe destinare la Ex-POLVERIERA a Casa della Resistenza dove i valori Democratici e la Vera memoria storica siano esempio e monito per i giovani che hanno conosciuto quel passato solo sui libri di storia.

Riteniamo valido anche il progetto come sede per le Guardie Ecologiche Volontarie perfettamente inserito nella logica che vede l’Educazione Civica come stimolo di conversione di tutto quello che in passato aveva avuto un utilizzo legato alla guerra, per una società che abbia come valori principali la Pace e la Solidarietà e le giovani generazioni come soggetti prioritari.

In un momento in cui tutti i MEDIA parlano purtroppo solo della guerra mai così vicina a noi, importantissimo riproporre i veri valori qualificanti come Pace, Ambientalismo e Solidarietà.

La pace non è un’utopia bensì la semplicità che è difficile da farsi.

Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano

Gli americani…

20 Aprile 2022

“Gli Americani non si stancheranno mai di fomentare l’odio, scatenare le guerre e sterminare gli innocenti.

Essi vogliono il predominio sul mondo.

Creeranno nuovi poveri e nuovi schiavi pur di conservare i loro privilegi.

Mentiranno e faranno ricadere le colpe su altri, mentre commetteranno le peggiori nefandezze di questo mondo, pur di raggiungere il proprio profitto.”

Ernesto Che Guevara

25 APRILE, IERI COME OGGI

19 Aprile 2022

Non abbiamo mai creduto, né ricercato compatibilità politiche, siamo rimasti quei ragazzi cresciuti ed affascinati dall’eroismo dei partigiani,  portato sino al sacrificio della  vita per liberare la patria dal giogo nazi-fascista.

In questa  solenne ricorrenza non possiamo sopportare i meschini e vili attacchi all’ANPI e al suo presidente, reo di non uniformarsi al pensiero unico che dipinge  DRAGHI come salvatore della  Patria, Zelensky come eroe e la Russia come l’orco!

Troppo facile e scontato!  Siamo solidali con il popolo Ucraino e Russo che, vittime entrambi di loschi  interessi geopolitici,  combattono una stupida quanto inutile guerra, utile solo agli interessi personali di Putin e alle manie espansionistiche della NATO.

Non vediamo parallelismi tra la nostra Resistenza combattuta tra Italiani di diverse ideologie e posizioni e la guerra tra Ucraina e Russia.

Questa guerra tra due diversi stati, viziata dalle solite ingerenze esterne, che ben conosciamo, hanno seminato morte e distruzioni in tutto il mondo.

Usiamo la ricorrenza del 25 Aprile per fermare l’attacco reazionario travestito da falso pietismo che vuole riscrivere la Storia e i confini nell’intero mondo, ribadiamo  che la pace si costruisce sedendosi ad un tavolo e animati da veri sentimenti pacifisti iniziare una discussione che abbia come  finalità la soluzione dei contrasti e non la vendita di armi atte solo ad offendere.

Sostituiamo il pensiero unico guerrafondaio con vere azioni di pace che pongano al centro i veri valori come  la Democrazia, la Giustizia, la Solidarietà e la Pace.

Questi sono gli  insegnamenti che la nostra Resistenza ci ha tramandato e che dobbiamo riaffermare ogni qualvolta  sia necessario.

Per questo molti hanno dato la  vita e per questo noi oggi combattiamo, ribadire questi inalienabili valori è l’obiettivo di tutti coloro che credono veramente nella PACE e non la strumentalizzano per meri interessi personali.

Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano.

Rompiamo il silenzio sulla recente invasione turca del Kurdistan meridionale

19 Aprile 2022

Mentre il presidente turco Recep Tayyip Erdogan sta cercando di svolgere il ruolo di mediatore nella guerra in Ucraina e di presentarsi come un pacificatore, ha lanciato una rinnovata offensiva militare su larga scala contro il Kurdistan meridionale (Iraq settentrionale), un’altra campagna non provocata dalle forze armate turche per invadere, spopolare e occupare più aree. Ancora una volta, il vero volto di Erdogan, quello di aggressore e occupante, può essere visto in Kurdistan. La politica di negazione e guerra contro il popolo curdo è un principio centrale dello stato turco e della leadership di Erdogan, e gli sforzi trasparenti di Erdogan per agire come mediatore sulla scena interna servono solo a distrarre dal ruolo distruttivo che Erdogan continua a svolgere in Turchia, in Kurdistan e in tutta la regione.

Il 17 aprile lo Stato turco ha lanciato una nuova campagna militare volta ad occupare le aree di Şikefta Birîndara, Kurêjaro (Kurazhar) e Çiyayê Reş nella regione dello Zap nel Kurdistan meridionale. In questa campagna illegale transfrontaliera le forze armate turche hanno utilizzato artiglieria pesante, aerei da guerra, droni ed elicotteri e il trasporto aereo di forze di terra in elicottero nella regione come parte di un’offensiva di terra parallela. Dalla regione dello Zap, le forze turche mirano a estendere ulteriormente la loro occupazione nelle regioni di Metîna e Avaşîn-Basyan.

L’uso di armi pesanti e forze di terra rappresenta una grave minaccia per l’intera regione e l’unità tra i curdi in tutte le parti del Kurdistan e la diaspora è l’unica risposta a questa aggressione. Le recenti celebrazioni del Newroz del 21 marzo hanno visto la proclamazione di una posizione di unità nazionale curda e oltre 10 milioni di curdi nel Kurdistan settentrionale e in Turchia hanno inviato un chiaro messaggio a Erdogan che non si sarebbero piegati alla sua brutalità o alla sua politica di annientamento.

Milioni di curdi hanno fornito alla Turchia un percorso verso la pace e hanno espresso ai popoli della Turchia e del mondo che la libertà del leader del popolo curdo Abdullah Öcalan aprirà la strada alla pace in Turchia e oltre. Le apparizioni con alcuni politici curdi del Kurdistan meridionale non aiuteranno Erdogan a nascondere la sua ostilità nei confronti del popolo curdo, poiché il suo track record di aggressione contro i curdi in varie parti del Kurdistan è ben consolidato. Le apparizioni con alcuni politici curdi del Kurdistan meridionale non aiuteranno Erdogan a nascondere la sua ostilità nei confronti del popolo curdo, poiché la sua comprovata esperienza di aggressione contro i curdi in varie parti del Kurdistan è ben consolidato.

Le recenti celebrazioni del Newroz hanno mostrato la realtà della coscienza nazionale curda e le aspirazioni alla libertà. Dopo il Newroz, le torture e gli omicidi di prigionieri politici curdi sono aumentati, così come gli attacchi agli uffici del progressista Partito democratico dei Popoli (HDP) e gli arresti di coloro che hanno partecipato alle celebrazioni di Newroz. Nel frattempo, in Rojava e nella Siria settentrionale e orientale, si sono intensificati gli attacchi aerei turchi contro i curdi.

Erdogan ora sta affrontando molte crisi interne, inclusa una terribile situazione economica, e sta disperatamente cercando di evitare la sua caduta intensificando la guerra dello stato turco contro i curdi per raccogliere il sostegno nazionalista in patria, mentre lavora per rafforzare la posizione della Turchia nell’arena diplomatica internazionale tramite il tentativo di svolgere il ruolo di mediatore nella crisi ucraina e rivendicare una posizione geostrategica unica tra NATO e Russia. Se il mondo continua a chiudere un occhio sull’aggressione di Erdogan, assisteremo a un aumento degli spargimenti di sangue, degli sfollamenti e dell’instabilità in tutto il Kurdistan e in Medio Oriente.

Dobbiamo rompere il silenzio sull’invasione turca del Kurdistan meridionale e agire!

 • Chiediamo a tutti i governi e alle organizzazioni internazionali, comprese le Nazioni Unite, la NATO, l’UE, il Consiglio d’Europa e la Lega araba, di intraprendere un’azione urgente contro questa violazione del diritto internazionale, di condannare inequivocabilmente questo crimine di aggressione e di chiedere che la Turchia ritiri le sue truppe dal Kurdistan meridionale

 • Chiediamo ai partiti politici, alle organizzazioni per i diritti umani, alle organizzazioni per la pace, ai sindacalisti e agli attivisti di opporsi a questa aggressione e occupazione turche

Consiglio esecutivo del Congresso nazionale del Kurdistan-KNK

18 aprile 2022

Paolo Flores d’Arcais prima insulta e diffama e poi chiede a Gianfranco Pagliarulo di partecipare ad un dibattito

19 Aprile 2022

Paolo Flores d’Arcais prima insulta e diffama e poi chiede a Gianfranco Pagliarulo di partecipare ad un dibattito. La civiltà e la serietà però funzionano in un altro modo. Il nostro Presidente in questa lettera ha ringraziato i professori Angelo D’Orsi, Tomaso Montanari e Francesco Pallante per la loro appassionata solidarietà.

Lettera dell’Anpi

Bollette e salari nascosti sotto il tappeto della propaganda di Draghi

13 Aprile 2022

L’economia di guerra travolge il potere d’acquisto e i bilanci di famiglie e imprese.

di Luciano Cerasa *

La propaganda di guerra sta nascondendo sotto il tappeto anche il crollo in termini reali dei salari e del potere d’acquisto delle famiglie.

Nei primi due mesi del 2022 in Italia i salari contrattuali sono aumentati dello 0,8% rispetto allo stesso periodo del 2021,contro un’inflazione Istat schizzata a marzo al 6,7%. Ma il dato è ancora provvisorio e le proiezioni per aprile parlano dell’8%.

Le bollette per imprese e utenze domestiche si sono incrementate quest’anno del 93%, portando al 270% l’aumento cumulato sul dato del 2019. Le stime del Pil fissano al 2,6% la crescita attesa per il 2022, con una perdita di potere d’acquisto delle famiglie di un ulteriore 1,5%.

La nuova mannaia sul reddito di dipendenti, piccoli imprenditori e precari, si abbatte su una situazione già profondamente deteriorata  dall’economia del Covid. A fine 2021 erano già a rischio di povertà quasi 11 milioni gli italiani, tra i 4 milioni di disoccupati e i 6,7 milioni di occupati ma con prospettive incerte circa la stabilità dell’impiego o con retribuzioni contenute. Oltre 1,6 milioni di soggetti in più rispetto a un’analoga rilevazione relativa al 2015, con una crescita significativa di circa il 15%.

Per dare un quadro dello scenario drammatico che il governo Draghi sta totalmente ignorando e anzi peggiorando con le sue politiche interne e internazionali, Confesercenti ha condotto a marzo due sondaggi, con Ipsos sui consumatori e Swg sulle imprese. Ne è emerso che 9 italiani su 10, anticipando la stangata sulla bolletta, hanno iniziato a tagliare le spese comprimibili. Oltre due terzi (il 67%) riduce le consumazioni al ristorante, il 53% la spesa in abbigliamento. Il 47% le vacanze con 3 o più pernottamenti e una quota uguale di consumi culturali e di intrattenimento. Ma c’è anche un 23% che taglia la spesa alimentare e un 10% quella legata alla salute.

Negozi e pubblici esercizi hanno risentito fortemente sia dell’aumento dei costi fissi dovuto all’esplosione delle bollette che del mutato atteggiamento dei consumatori e a migliaia negli ultimi due anni, hanno abbassato definitivamente le saracinesche: il 73% delle attività superstiti intervistate, giudica insoddisfacente o molto insoddisfacente l’andamento delle vendite a marzo.

Un’indagine rapida del Centro Studi della Confindustria (CSC) stima un calo della produzione industriale italiana a marzo dell’1,5%, dopo il rimbalzo, statistico, di febbraio a +1,9%. Il rincaro del gas naturale registra tassi di variazione a 4 cifre (+1217% in media nel periodo del conflitto sul pre-Covid) e quello del Brent è a 3 cifre (+104%), “Indici di sentiment sull’attività imprenditoriale e di fiducia, in flessione a marzo, preannunciano rilevanti ripercussioni sull’effettiva capacità di tenuta delle imprese nei prossimi mesi” denunciano gli industriali.

Nel 1° trimestre 2022 il Centro Studi della Confindustria stima una diminuzione della produzione industriale di -2,9% rispetto al 4° trimestre del 2021. Gli ordini in volume diminuiscono a marzo di -0,8% su febbraio, quando erano scesi di -0,1% su gennaio. Dopo l’intensa caduta registrata a gennaio (-3,4%), il parziale recupero di febbraio è dovuto prevalentemente ad un effetto base di rimbalzo statistico.

La crisi viene da lontano. Il deflagrare del conflitto ha accentuato da fine febbraio l’effetto dei precedenti rincari delle materie prime e della scarsità di materiali dovuti in grande misura alla speculazione. Le difficoltà di approvvigionamento riguardano quasi 8 imprese su 10. A questo si aggiunge una sensibile diminuzione nei giudizi e nelle attese di produzione delle imprese manifatturiere, che prelude a ristrutturazioni e drastiche riduzioni dell’occupazione.

In un’indagine condotta presso le imprese associate a Confindustria emerge che il 16,4% delle imprese rispondenti ha già ridotto sensibilmente la produzione. Il peggioramento dell’indice di incertezza della politica economica, che per l’Italia è salito a 139,1 a marzo da 119,7 di febbraio (+38,4% rispetto al 4° trimestre del 2021), accresce i rischi di un pesante impatto sul tessuto produttivo italiano e di un significativo indebolimento dell’economia nella prima metà del 2022.

Lo stesso Ministero dell’Economia parla apertamente di recessione, pure rispetto al crollo del Pil di quasi il 9% già subito nel 2020 e dovuto al lockdown, nel caso si dovessero chiudere per una decisione politica i rubinetti del gas naturale russo per famiglie e imprese italiane.

Ma l’ordine è “vincere e vinceremo” e al peggio, nel piccolo mondo antico della globalizzazione capitalistica, non c’è mai fine.

* Giornalista economico

Il lavoro nel mondo contemporaneo

12 Aprile 2022

Dignità umana, dignità del lavoro. Incontro per conoscere alcune dinamiche del nostro tempo. Una premessa culturale necessaria per un agire sociale e politico efficace.

Il lavoro nel mondo contemporaneo: precarietà, riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, salario minimo, reddito incondizionato, lavoro di cura e riproduzione sociale. Questi i temi trattati nella conferenza tenuta nel pomeriggio del 9 aprile 2022, presso la Biblioteca “Lucio Mastronardi” in Corso Cavour, 82 a Vigevano.

Relatori: ANDREA FUMAGALLI docente all’Università di Pavia e NADIA ROSA – Responsabile regionale lavoro del Prc-Se Lombardia.