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Le ditte di trattamento fanghi vogliono inquinare di più

26 Agosto 2022

GIUSEPPE ABBA’

Apprendiamo da un servizio andato in onda ieri su Milano Pavia TV che la Agrorisorse, ex Ecotrass, ditta di trattamento di fanghi e gessi a Mortara, ha chiesto a Provincia e Regione di rivedere le proprie autorizzazioni.

Attualmente lo stabilimento può lavorare 60.000 tonnellate all’anno suddivise in: 28.000 tonnellate di fanghi e 32.000 di gessi.

La richiesta dell’azienda è di non avere più questa divisione e di distribuire le 60.000 tonnellate secondo le logiche produttive di mercato più convenienti di anno in anno. Si tratta di una modifica sostanziale. I gessi, purtroppo, sono sempre più richiesti perché c’è un vuoto legislativo che li rende meno regolamentati dei fanghi. Con l’autorizzazione attuale, se il mercato chiede una gran quantità di gessi l’azienda deve comunque fermarsi a 32.000 tonnellate.

Con l’eventuale nuova autorizzazione potrebbe arrivare fino a 60.000 tonnellate.

Riteniamo molto grave l’operato della Agrorisorse e confidiamo che Provincia e Regione neghino la nuova autorizzazione con le modifiche proposte dalla ditta.

Tra le altre cose, in un articolo di Sandro Barberis pubblicato sulla Provincia Pavese lo scorso 11 agosto, si leggeva che le ditte di trattamento fanghi del nostro territorio hanno vinto al Tar contro le regole più restrittive sugli spandimenti adottate dagli enti locali. I legali, inoltre, affermano che “ora saranno possibili ricorsi anche contro i Comuni che hanno posto distanze e/o limiti”. 😢

Il Tar, dunque, ha dato ragione a queste aziende che pensano esclusivamente al loro profitto e inquinano il territorio producendo i fanghi per l’agricoltura trattando le acque reflue (come appunto la Agrorisorse).

🖊 Queste notizie, e lo strapotere e l’impunità di cui godono le ditte di trattamento fanghi, di cui i cittadini mortaresi hanno fin da subito e in ripetute occasioni contrastato l’insediamento, fanno accapponare la pelle alle associazioni ambientaliste e a chi, come noi del Partito della Rifondazione Comunista, si è sempre battuto a Mortara e sul territorio, nelle piazze e nelle istituzioni, per introdurre limitazioni sempre più stringenti allo spandimento dei fanghi in agricoltura.

È ormai tempo che ci sia, a livello nazionale e locale, un indirizzo diverso all’agricoltura, in modo da incentivare coltivazioni meno impattanti sull’ambiente e meno dipendenti da fanghi, fitofarmaci e diserbanti.

Non dimentichiamoci che la Provincia di Pavia (segnatamente le zone di pianura e quindi la nostra) assorbe un quarto della produzione nazionale di fanghi. È decisamente tempo di ridurre drasticamente questo dato.

👉🏻 Noi, come rappresentanti del Partito della Rifondazione Comunista, e in primis come cittadini mortaresi, non staremo zitti e non chineremo la testa di fronte a delle decisioni fortemente ingiuste e contrarie all’ambiente e alle esigenze del territorio.

Siamo pronti a scendere in piazza e siamo pronti a rivendicare i nostri diritti con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione.

Il video di tele Pavia:

CASSINETTA DI LUGAGNANO: CONFERENZA STAMPA DI UNIONE POPOLARE CON DE MAGISTRIS, FINIGUERRA E CANDIDATI

25 Agosto 2022

Oggi nello splendido borgo di Cassinetta di Lugagnano, dopo l’eccezionale risultato di 60.000 firme raccolte in soli 10 giorni in questo torrido agosto, inizia la vera campagna elettorale  di Unione Popolare, l’unica forza alternativa al Liberismo trasversale dei fantocci della politica.

Con pochi mezzi, ma motivati dalle nostre Grandi Ragioni cercheremo di fermare quelle logiche perverse che stanno portando alla   rovina   il nostro paese; De Magistris e Finiguerra  partendo dalle nostre idealità “CONTRO LA GUERRA, PER L’AMBIENTE E LA GIUSTIZIA SOCIALE hanno  ribadito che combattere questa battaglia è un dovere che oggi , non possiamo esimerci; di combattere il pensiero unico per dare continuità alla Resistenza che non è finita nel 1945 come sperano PD e i vari cespugli (Verdi e  SI) ma continua nelle

lotte di tutti i proletari che  lottano quotidianamente.

IL 25 SETTEMBRE DIAMO UNA RAPPRESENTANZA PARLAMENTARE ALLE LOTTE PER LA PACE, CONTRO LA NATO, CONTRO IL CAROVITA E LE BOLLETTE MASSACRANTI, PER LA SCUOLA E LA SANITÀ PUBBLICA, PER I DIRITTI SOCIALI E DEL LAVORO. VOTIAMO UNIONE POPOLARE

18 Agosto 2022

GIUSEPPE ABBA’

A Mortara abbiamo chiuso oggi la raccolta, l’autenticazione e la certificazione delle firme per la presentazione delle liste di Unione Popolare alla Camera e al Senato.

Come è noto Unione Popolare è una coalizione elettorale formata dal Partito della Rifondazione Comunista, da Potere al Popolo, dal partito di De Magistris, dalla componente parlamentare ManifestA e da altri gruppi minori.

E’ l’unica seria alternativa al centro destra e al centro sinistra che di fatto non si distinguono sui temi della guerra e degli armamenti e neanche sui problemi sociali.

Il circolo di Mortara ha raccolto 165 firme in una sola settimana.
Se consideriamo il periodo di Ferragosto, il caldo, ecc., è stato un ottimo risultato.
In Provincia di Pavia sono state raccolte dai nostri circoli (dato di ieri pomeriggio) ben 432 firme, mentre altre 200 circa (sempre dato di ieri pomeriggio) da Potere al Popolo.

Significative le persone che di solito non tocchiamo per questo lavoro che spontaneamente si sono presentate a firmare.

Altrettanto significativo il contributo dei giovani (grazie al grande lavoro del compagno Massimiliano Farrell).

Se il 25 settembre Unione Popolare riuscirà a passare lo sbarramento (fissato al 3 per cento) avremo un po’ di parlamentari a rappresentare alla Camera e al Senato un Paese diverso, a sostenere anche nelle assemblee elettive le lotte per la pace, contro le privatizzazioni, per la reintroduzione della scala mobile, per la sanità e la scuola pubblica, ecc., ecc.

Ponte Morandi. 43 morti per il profitto. Basta

14 Agosto 2022

A quattro anni dal crollo del Ponte Morandi proviamo disgusto per il finto cordoglio dei partiti che portano la responsabilità della strage.

Ribadiamo che si è trattato di una strage causata dalla sciagurata privatizzazione delle autostrade voluta dal centrosinistra e dalla destra.

Ai privati sono state garantite concessioni con regole tutte a loro favore e una totale assenza di controlli.

L’asservimento della politica a gruppi economici privati è proseguita anche dopo il crollo nonostante siano emerse dalle indagini evidenti prove della mancata manutenzione.

Invece di riprendersi la concessione i governi Conte e Draghi hanno deciso di remunerare gli azionisti di Atlantia rilevando le quote della società. Circa 9 miliardi di euro sono andati a Benetton e gli altri azionisti. La politica ha arricchito i Benetton anche dopo la strage.

Ci associamo alla sacrosanta indignazione del comitato dei familiari delle vittime di fronte a questo scandalo alla luce del sole.

Va ricordato che la privatizzazione delle autostrade fu avviata dai governi di centrosinistra e poi con quelli di centrodestra furono scritte le norme oscene e contrarie alla tutela dell’interesse pubblico che hanno blindato i Benetton.

Noi di Rifondazione Comunista fummo gli unici a opporci alla privatizzazione e i fatti ci hanno dato ragione.

Il risultato della privatizzazione è che tutte le reti autostradali sono in stato di degrado e toccherà di nuovo agli italiani pagare i costi della manutenzione di cui hanno estremo bisogno.

Destra e PD hanno arricchito gli oligarchi nostrani con le privatizzazioni e ora affidano le nostre autostrade a fondi d’investimento stranieri.

E’ ora di procedere alla ripubblicizzazione, di riprenderci un patrimonio pubblico saccheggiato da una politica al servizio di un capitalismo di rapina.

L’Unione Popolare è l’alternativa ai partiti che hanno consentito il saccheggio del nostro paese con le privatizzazioni.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, coordinamento di Unione Popolare con De Magistris#UnionePopolare

UNIONE POPOLARE: INTERROGAZIONE DELLA SENATRICE PAOLA NUGNES SU CHIUSURA COMUNI A FERRAGOSTO, PROBLEMI PER RACCOLTA FIRME

14 Agosto 2022

Dichiarazione del segretario di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo, candidato di Unione Popolare: “È vergognoso che il governo non abbia garantito la certificazione delle firme raccolte in tutti i comuni. Riscontriamo che in molti comuni il servizio non sia operativo in questi giorni creando enormi problemi alle liste come UNIONE  POPOLARE con De Magistris che devono raccogliere e presentare decine di migliaia di firme. La nostra senatrice Paola Nugnes ha presentato stamattina un’ interrogazione urgente alla ministra Lamorgese.

Ricordiamo che per legge i comuni dovrebbero consegnare certificati entro 24 ore. Siamo di fronte a un’altra pesante discriminazione antidemocratica.

INTERROGAZIONE URGENTISSIMA A RISPOSTA SCRITTA  ALLA MINISTRA DEGLI INTERNI dott.ssa Luciana Lamorgese  

La sottoscritta senatrice Paola Nugnes, coordinatrice della componente ManifestA al Senato                                                           

INTERROGA PER SAPERE

  • Premesso che in vista della presentazione delle liste per le elezioni politiche del 25 settembre solo poche formazioni politiche sono costrette, in pieno agosto, a raccogliere non meno di 750 firme per ogni collegio plurinominale della Camera e del Senato, e che queste firme vanno certificate dai Comuni per attestare l’iscrizione alle liste elettorali del sottoscrittore ed anche la sua qualità di elettore nello specifico collegio plurinominale
  • Tenuto conto che molti Comuni , non avendo avuto la possibilità di definire per tempo un adeguato piano ferie dei lavoratori, e nel pieno rispetto dei diritti dei lavoratori stessi, di fatto chiuderanno gli uffici elettorali dal 12 al 18 agosto 
  • Tenuto conto che la legge 361/1957 (succ. mod.) obbliga i Comuni a rilasciare le certificazioni entro 24 ore dalla loro richiesta, e che, nonostante  il fatto che dal 18 agosto in molti casi tale apertura degli uffici sarà garantita, si determina un danno grave per i soggetti politici che – raccogliendo le firme – devono sapere subito quante firme sono valide, eventualmente per incrementarle –
  • Ricordato che la scadenza della presentazione delle liste è al 35esimo giorno antecedente le elezioni, e cioè il 21 agosto                                                    

CHIEDE  

  • quale provvedimento urgente la Ministra competente intende assumere per garantire il diritto alla presentazione elettorale di tutti i soggetti politici, in particolare di quelli che devono raccogliere le firme
  • se non ritiene urgente ed opportuno inoltrare una circolare sulla materia  ai Prefetti per garantire la piena applicazione della legge Sen. 

PAOLA NUGNES

coordinatrice componente ManifestA del gruppo misto del Senato

UN ANNO DOPO. “GRAZIE GINO, ORA RIPOSA. ANDIAMO AVANTI NOI”

13 agosto 2022

Tra tutti i biglietti lasciati sul cancello della sua camera ardente, lo scorso agosto, ce n’era uno che diceva: “Grazie Gino, ora riposa. Andiamo avanti noi”. Era legato alle sbarre insieme a tanti altri, pieni di affetto e di gratitudine, ma aveva qualcosa di diverso: guardava in qualche modo al futuro.

Quel biglietto ha rappresentato di fatto un’ispirazione nell’anno che è seguito, durante il quale non sono mai mancati l’aiuto e il pensiero di amici o persone sconosciute che hanno voluto dire “Ci sono”, che sono stati accanto a EMERGENCY nel suo momento più difficile.

Tra i tanti doni che ci ha lasciato Gino abbiamo ritrovato così anche una comunità, nata intorno a un’idea semplice: “Chi ha bisogno va aiutato”. Attorno a quel suo modo di vedere il mondo, si sono ritrovate tante persone, spesso diversissime tra loro eppure tutte convinte che abbandonare qualcuno al suo destino sia sempre una scelta disumana.

Gino non ha abbandonato le vittime della guerra. Ferito dopo ferito, conflitto dopo conflitto, ci ha dimostrato che “La guerra non è mai la soluzione, ma è sempre il problema” e quindi va cancellata dalla nostra storia. Ovunque sia andato, ha visto esseri umani soffrire perché non avevano abbastanza soldi per ricevere le cure di cui avevano bisogno oppure perché dove vivevano non c’erano risorse, ospedali, medici a cui rivolgersi. In un mondo diviso tra chi può e chi no, si è sempre battuto per colmare quel baratro da medico, con tutti i mezzi che aveva. Perché “le cure sono un diritto umano fondamentale”.

Tante persone hanno portato avanti l’enorme lavoro di EMERGENCY. Tanti colleghi, volontari, artisti, amici, sostenitori, ma c’era sempre Gino alla guida. Era un ottimo medico, aveva coraggio, certo, ma soprattutto vedeva più lontano di tutti: aveva una capacità naturale di indicare la strada.

È passato un anno dal giorno in cui Gino ci ha lasciati. Anche se siamo irrimediabilmente più soli, oggi non possiamo fare altro che andare avanti noi. Lo facciamo perché ce n’è ancora bisogno e con la consapevolezza che – se oggi continuiamo a camminare – è anche perché qualcuno prima di noi ha avuto la forza di fare il primo passo.

https://www.emergency.it/blog/pace-e-diritti/gino-strada-un-anno-dopo/

In ricordo del compagno ROBERTO GUARCHI

7 luglio 2022

A un mese dalla scomparsa di ROBERTO, pubblichiamo il ricordo di Vladimiro letto durante la cerimonia.


È morto il compagno Roberto Guarchi.

Comunista. Uomo coraggioso e gentile

Buongiorno a tutte e a tutti.

Ciao alle amiche e agli amici, alle compagne e ai compagni.

Mai e poi mai avrei pensato di trovarmi in questa triste situazione.

La morte di Roberto ci ha provocato incredulità sgomento disorientamento e proviamo un dolore immenso.

Siamo ammutoliti, annichiliti.

Siamo qui per ricordarlo e onorarlo.

Glielo dobbiamo: è stato un uomo generoso e gentile.

E lo dobbiamo a sua madre Mariuccia e alla sua compagna Donatella.

Voglio esprimere tutta la nostra vicinanza affettuosa a entrambe.

Roberto lascia un vuoto incolmabile per noi. Posso solo immaginare cosa significhi perdere l’amore del proprio compagno e del proprio figlio.

Mariuccia non è qui ma vi ringrazia tutti, di cuore.

Questo momento serve anche a noi per cominciare a metabolizzare collettivamente il lutto.

Prima di proseguire devo esprimere pubblicamente dei ringraziamenti:

  • a voi colleghi di lavoro di Roberto, dell’Informatore, per come vi siete prodigati e attivati immediatamente in questi giorni; per gli articoli pubblicati colmi di affetto stima riconoscenza nei suoi confronti, come persona e professionista; grazie a Bruno Ansani, a Mario Pacali e in particolare ad Annalisa Vella;
  • agli amici e compagni della Cooperativa Portalupi per la pronta disponibilità e condivisione riguardo all’utilizzo di questo spazio di socialità -così prezioso- per ospitare Roberto l’ultima volta. Ci teneva a questo luogo di incontro, unico, di cultura, di musica, di svago, di democrazia, in una Vigevano così povera. Grazie in particolare a Leo e a Beppe. Proprio alcuni giorni fa Leo è diventato padre di una bimba: una bella notizia almeno. Benvenuta Anita! E auguri ai tuoi genitori!
  • A tutti voi che siete qui a salutarlo, insieme ai tantissimi che l’hanno omaggiato con scritti, messaggi, telefonate o sui social;
  • ai rappresentanti istituzionali.

Roberto è stata una persona intelligente, con tante sensibilità, con tante curiosità.

Mite e sempre col sorriso.

Altruista, sempre pronto a spendersi per le persone e, prima ancora, ad ascoltare.

Uomo di partito e uomo pubblico ma, ancor più, uomo di movimento.

Pacato e radicale.

Riflessivo. Non si faceva mai sopraffare o travolgere dagli eventi, anche quando sollecitato: “fatemi ragionare”, “calma”, era uso dire. Per questo era rassicurante.

È stato coerente. Coerenza significa avere dignità.

È stato determinato e con capacità di mediazione, nel senso nobile, cioè con capacità di riconoscere e valorizzare le differenze.

La passione l’ha sempre contraddistinto, sostenuta da un’etica e da una morale che ha trasferito nel suo agire quotidiano, nella politica: stare dalla parte degli ultimi, dei deboli, degli sfruttati, degli oppressi (e penso a don Milani e alla scuola di Barbiana, a padre Ernesto Cardenal, poeta e ministro della cultura nel primo governo sandinista, e alla Teologia della Liberazione).

È stato un militante indefesso. Voglio specificare il concetto di militanza (la compagna Menapace ci avrebbe redarguito): non in un’accezione militare ma di impegno sociale costante, senza tornaconti, che si fa tutt’uno con la vita personale.

La nostra piccola comunità perde veramente una colonna.

Roberto è stata una persona sempre modesta nel porsi con gli altri, non voleva apparire, detestava il protagonismo, la politica gridata. Il suo era anche uno stile.

Preparazione, rigore, conoscenza.

Per questo era un dirigente: un riconoscimento derivante dall’acquisizione di autorevolezza per serietà e credibilità, prima ancora che da un conferimento ufficiale.

Roberto era un comunista a tutto campo. Lo è stato nel suo lavoro che amava e in tutti i ruoli che ha ricoperto, sia istituzionali (come consigliere e assessore) sia di Segretario del PCI.

Ho letto sulla stampa (mi sembra in tono bonario) che rappresentava “la sinistra dura e pura”: non è settarismo, si tratta di coerenza, di non seguire le mode ma mantenere la barra anche -e soprattutto- nei momenti difficili come in questa fase storica.

C’è un unico filo rosso che si dipana nella sua storia che cercherò di riassumere attraverso i passaggi più importanti, anche se sicuramente incompleti.

  • Ha iniziato a impegnarsi col Partito Radicale, che aveva una capacità attrattiva a quei tempi e che sapeva usare il mezzo mediatico. Però ha presto capito che i diritti civili e l’ambiente, senza una lettura di classe, erano monchi, insufficienti per chi voleva decifrare le cause delle ingiustizie e cambiare il mondo.
  • La scelta comunista arriva con l’adesione al Partito di Unità Proletaria per il Comunismo, un comunismo libertario, non dogmatico. Abbiamo esposto lo striscione di allora della Sezione dedicata al compagno Mao Tze-Tung il quale “ci ha insegnato che il Comunismo è il radicale rovesciamento della storia fondata sull’egoismo e sullo sfruttamento”; una definizione essenziale, aggiungo dell’uomo sull’uomo, della donna, della natura, degli animali.

“La lotta per cambiare il mondo da parte del proletariato e dei popoli rivoluzionari consiste nei seguenti compiti: cambiare il mondo oggettivo e anche il loro mondo soggettivo”. Pensiamo che su questo importante aspetto Mao sia stato anticipatore e lungimirante: pubblico e privato, personale e politico, aspetti ripresi e ampliati dal movimento delle donne negli anni ’70, su cui abbiamo spesso ragionato e che abbiamo condiviso, consapevoli dei nostri limiti e delle nostre contraddizioni.

  • Antifascismo. Quello vero, la discriminante prioritaria da porre in ogni circostanza, non quello delle ricorrenze (pur importanti), celebrativo, retorico, sbandierato strumentalmente per raccattare voti alla vigilia delle elezioni contro lo spauracchio delle destre, salvo poi governarci con le destre. L’antifascismo militante, quello che abbiamo appreso dall’esempio e dall’insegnamento dei partigiani che abbiamo conosciuto e/o frequentato: penso a Noemi Tognaga (una maestra per noi), a Walter Gregorio Drak , a Vincenzo Cino Moscatelli, a Gino Vermicelli Edoardo, a Lidia Menapace Bruna ospite tante volte qui a Vigevano, a Giovanni Pesce Visone e a Nori Brambilla Sandra (ho il ricordo vivissimo di una serata entusiasmante ed emozionante per un’iniziativa in una sala consiliare affollatissima), a Giuseppe Alberganti Cristallo o ad Angelo Cassinera Mufla e a tanti altri. Per questo si era subito iscritto all’ANPI.
  • Ci fu la stagione del Movimento per la Pace, fine anni ‘70 primi anni ’80: contro l’installazione dei Pershing e dei Cruise in Europa e a Comiso; No ai missili dal Portogallo agli Urali, Fuori l’Italia dalla Nato – Fuori la Nato dall’Italia; per una terza via in cui l’Italia interloquisse con quel che rimaneva dei Paesi Non Allineati (primo fra tutti con la Jugoslavia di Tito). Costruimmo un significativo Comitato per la Pace che coinvolgeva numerosi giovani, studenti, cittadini democratici, importanti esponenti del cattolicesimo sociale. Considerevole fu il supporto della CGIL, in particolare del suo Segretario Luigi Terzi.
  • L’antimilitarismo fu un altro caposaldo della sua formazione con la conseguente scelta dell’obiezione di coscienza al servizio militare: svolse il servizio civile con il WWF.
  • Contestualmente ci fu l’internazionalismo proletario: schierarsi sempre con i popoli in lotta per la loro autodeterminazione, contro neo-colonialismo e imperialismo: Salvador, Nicaragua, Palestina e Kurdistan e molti altri, dalla rivoluzione cubana a quella bolivariana in Venezuela (il Socialismo del XXI Secolo, come lo definì il compagno Chavez), alla lotta zapatista.

Ricordo due episodi: quando esponemmo uno striscione enorme sul frontespizio del Palazzo Esposizioni, che ospitava la nostra sede, “Onore al compagno Bobby Sands! Thatcher boia!” (militante dell’IRA, eletto parlamentare in carcere, morto il 5 maggio 1981 dopo 66 giorni di sciopero della fame contro le torture e le condizioni bestiali in cui venivano costretti i detenuti politici. Dopo di lui morirono altri nove prigionieri dell’IRA perché la Thatcher non volle mai trattare) e la raccolta fondi in solidarietà con la lotta dei minatori britannici.

  • Animalismo e conseguente vegetarismo (iscrizione all’Associazione Vegetariana Italiana, fondata da Aldo Capitini, e alla Lega AntiVivisezione): anche queste scelte coerenti con la sua visione anti-antropocentrica che tanti disastri sta producendo, per i diritti di tutti i viventi. Noi, pur sempre in una visione collettiva, possiamo fare delle scelte individuali che possono pesare in un senso o nell’altro sui destini del mondo. Attualità anche di queste tematiche.
  • La battaglia contro il nucleare, civile e militare.
  • Nell’84 la maggioranza del PdUP scelse la confluenza nel PCI per sostenere il compagno Berlinguer nel tentativo di riportare il Partito Comunista alla sua originaria ispirazione di classe. Esemplificative furono, ad esempio, alcune scelte del Segretario del PCI: 1) andare, nell’autunno ’80, davanti ai cancelli della Fiat occupata e sostenere quella vertenza operaia in cui si giocava il destino non solo del movimento operaio ma di tutte le conquiste democratiche dei due decenni precedenti, contro “la destra” del partito, impersonata da Napolitano e da tutta quella prevalente fetta di “apparato” che si era trasformata in ceto politico e che alla fine prevarrà e che perseguirà lo scioglimento dello stesso PCI e la sua mutazione genetica. La sconfitta della Fiat rappresenta simbolicamente l’inizio della restaurazione e della rivincita padronale e delle classi dominanti; 2) spendersi nella lotta per la difesa della scala mobile; 3) la rimessa in discussione della Nato e la fuoriuscita dai blocchi insieme alla critica maturata contro la degenerazione del cosiddetto “socialismo reale”; 4) porre la questione morale tra i nodi centrali della lotta politica, come emerse dopo qualche anno con “tangentopoli” che fu trasversale.

Nel frattempo il capitalismo su scala mondiale si stava rapidamente trasformando prendendosi la sua rivincita e vendicandosi brutalmente di tutte le istanze democratiche e delle conquiste dei diritti attraverso la globalizzazione, con politiche neoliberiste declinate come reaganismo, thatcherismo o, in Italia, come craxismo.

Roberto aderì al PCI in un secondo momento ma con convinzione per sostenere Enrico Berlinguer la cui morte prematura, forse, minò l’esito di quella battaglia interna. Ne fu militante e apprezzato Segretario Cittadino senza mai trasformarsi in ceto politico.

In quegli anni fu anche corrispondente dell’Unità per la provincia di Pavia.

Sempre per il PCI ricoprì l’incarico, nei primi anni 90, di Assessore all’Ecologia: ancora oggi apprezzato per la sua serietà e competenza.

Roberto ha avuto la capacità di costruire relazioni umane durature in ogni ruolo che ha ricoperto.

  • Voglio ricordare la battaglia per riportare in Italia Silvia Baraldini. Costituimmo uno dei più significativi Comitati locali in collegamento costante con quello nazionale: numerose furono le iniziative, le adesioni e i fondi raccolti per le spese legali. Alla fine riuscimmo a vincere e a riavere Silvia in Italia.
  • Venne poi l’adesione entusiasta a Rifondazione Comunista, come luogo di convergenza delle esperienze più significative dei movimenti comunisti e del marxismo, in cui trovassero rappresentanza le eredità dei movimenti sociali, come luogo di progettualità per chi intendeva continuare la lotta anticapitalista in un mondo profondamente trasformato dal capitalismo e dopo la sconfitta culturale e politica della sinistra. Si iscrisse con slancio perché della tematica della rifondazione se ne parlava già nelle tesi del PdUP.
  • Roberto ha sempre tenuto alla cultura e alla formazione, innanzitutto come funzione pedagogica: ecco la creazione a Vigevano del Collettivo Culturale Rosa Luxemburg (dal 1996, prima Punto Rosso).
  • Infine la stagione straordinaria dei Forum Sociali Mondiali, da Seattle a Porto Alegre, a Genova; del movimento altermondialista; delle mobilitazioni internazionali; la capacità dei movimenti di rapportarsi su scala internazionale e la possibilità di quel popolo di sognatori di poter determinare un orizzonte diverso; dei movimenti per la pace; del nuovo internazionalismo.

Anche a Vigevano demmo vita a un Forum Sociale che vide la partecipazione di decine di attivisti, che fu un luogo di democrazia diretta, basato su adesioni individuali (una testa, un voto), mai una somma di sigle, fucina di idee, mobilitazioni, azioni dirette non violente, manifestazioni, cortei creativi e partecipatissimi -anche con i fratelli migranti- come non si vedevano da decenni. Un’esperienza entusiasmante, coinvolgente e molto partecipata che germogliò nel 1999 e che si protrasse per alcuni anni.

Era iniziata una crisi di sistema a cui il capitalismo, per rigenerarsi, rispondeva con le guerre in un contesto di crisi climatica, crisi ambientale, crisi sociale, crisi del lavoro.

Oggi c’è sempre più bisogno di giustizia sociale, di giustizia climatica.

Le tematiche poste allora sono più che mai attuali e non più rinviabili.

Allora la risposta fu una repressione tremenda e violenta.

La crisi epidemiologica è stata solo il catalizzatore di una crisi di sistema.

Un altro mondo è sempre più necessario.

I soldi del PNRR vanno investiti per i servizi pubblici, per la sanità pubblica, per la scuola pubblica, per aumentare i salari, per un reddito di cittadinanza, per ricostruire lo stato sociale, per aiutare chi non arriva più a fine mese, non per aumentare le spese militari (hanno persino tolto l’IVA sulle armi) e per finanziare le lobby di potere. Non proseguo oltre rispetto alla necessità di intervento massiccio dello Stato in economia per ridare priorità al pubblico sulle questioni nodali, facendo pagare i ricchi, gli speculatori, gli evasori fiscali, la finanza, le banche, le assicurazioni, le multinazionali.

  • Per concludere, voglio tornare al PdUP per il Comunismo.

Quell’esperienza ci ha marcato di un’identità forte: è entrata nel nostro patrimonio genetico. Ha impedito che si smarrisse quanto di positivo fu prodotto dai movimenti e da quel gruppo dirigente in quegli anni o che si perdesse tra estremismo o abiura o arrivismo.

È stata un’impresa collettiva.

È stato il solo gruppo politico che ha continuato a riflettere su sé stesso e sul resto della sinistra (senza superbia), prendendo atto con coraggio delle proprie sconfitte, convinto che solo attraverso una riflessione critica sul proprio passato, il Comunismo può rappresentare ancora un progetto: rifondare il comunismo, appunto, o porsi “Alla ricerca di un altro comunismo”, come titolò Luciana Castellina un suo libro.

In questa riflessione siamo debitori in particolare a Lucio Magri, a cui ci eravamo ripromessi da molto tempo di dedicare una iniziativa pubblica, a partire dalle origini, cioè dal Manifesto.

Carissimo Roberto,

i motivi per cui sei diventato comunista restano: ingiustizie, disuguaglianze, guerre, distruzione delle risorse e si sono acuite tutte le contraddizioni.

Sei stato coerente. Sei stato comunista.

Per te, e per tutti quelli che come te hanno vissuto in prima persona e con impegno totalizzante, mi sembra una bella storia!

Che continueremo.

Per il Comunismo, Sempre!

Vladimiro Lionello

Vigevano, Venerdì 10 Giugno 2022

RIPOSA “DIGNITOSAMENTE IN PACE”

30 giugno 2022

Cimitero di Vigevano
Fonte: VIDEO DELL’INFORMATORE DI VIGEVANO https://www.youtube.com/watch?v=X2IgtfecMHI

30 giugno 2022

Toc toc, Giunta dove sei?

Sei troppo impegnata nelle alchimie strategiche politiche da non vedere come avanza il degrado urbano?

Se ci soffermassimo solo sull’ultimo periodo, noteremmo un confuso utilizzo dell’ex polveriera, un’inutile pioggia di Supermercati che consumano territorio, concessioni di beni pubblici (come il Parco degli Alpini) ad associazioni private religiose, che in qualche modo permettono alla Giunta di lavarsene le mani.

Non ci meravigliano le vostre scelte, coerenti con le politiche di privatizzazione e il completo abbandono del bene pubblico!

E la sedicente opposizione cosa fa? Assenza completa.

Questo degrado ha già raggiunto chi non può essere purtroppo raggiunto, cioè i defunti: lo stato in cui versa il Cimitero di Vigevano è vergognoso! E lo si evince dal video e dalle foto allegate. Non dimentichiamo anche i furti di materiale di rame.

No, proprio non ci siamo! Vorremmo consigliarvi di seguire un po’ più i vostri compiti istituzionali riguardanti il decoro della città, compreso il pessimo stato delle strade oltre al cimitero, e meno le risse partitiche totalmente interne al centrodestra!

Strada Provinciale 494

La città è in ginocchio e la gente soffre la gestione di questa Giunta sempre più latitante sui problemi reali, con i quali ci si dovrebbe invece confrontare seriamente.

Abbiamo già avuto modo di affermare che “I bilanci si salvano tagliando gli sprechi e non i servizi”.

Rimarremo attenti e vigili per un reale miglioramento.

Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano

Rifondazione Vigevano: COMUNICATO SULL’USO DEL PARCO DEGLI ALPINI DA PARTE DELLA PARROCCHIA DI SANTA CECILIA

Edoardo Casati Segreteria Rifondazione Comunista Vigevano

28 giugno 2022

Prendiamo spunto dalla delibera 156 del 2022, che concede l’uso esclusivo del “Parco degli Alpini” (parco pubblico) alla parrocchia di Santa Cecilia dal 20 giugno al 28 luglio, per riproporre il problema dei luoghi pubblici (nidi, materne e parchi) che vengono lasciati all’uso esclusivo del privato.

Partiamo dai dati: in Vigevano esistono 14 strutture scolastiche per l’infanzia, di cui 6 statali e ben 8 paritarie.

Tutto è iniziato da quando il sindaco Sala ha avviato, qualche anno fa, lo smantellamento dei servizi educativi che sono da sempre stati il fiore all’occhiello di Vigevano. La scusa? Ridurre i costi…

La stessa cosa vale per i centri estivi dove una città come Vigevano, che era sempre stata all’avanguardia al punto di vista socio-pedagogico, si va a rifugiare nel privato e/o nel religioso senza pensare al fatto che una città come la nostra, che conta comunque 60.000 abitanti, avrebbe bisogno di offrire più servizi possibile per tornare ad essere appetibile almeno come centro residenziale “a misura d’uomo”.

Continuiamo a sostenere una cosa molto semplice: i bilanci comunali si salvano tagliando gli sprechi, non i servizi assistenziali.

Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano

LETTERA APERTA E IL DOLORE DELLA MAMMA DI JULIAN ASSANGE

27 giugno 2022

“Non sopporto che non si muova nulla di fronte a tanta ingiustizia 😔

20-12-21

“Cinquant’anni fa, quando ho partorito per la prima volta come giovane madre, pensavo che non ci potesse essere dolore più grande, ma l’ho dimenticato presto quando ho tenuto tra le mie braccia il mio bellissimo bambino. L’ho chiamato Julian.

Ora mi rendo conto che mi sbagliavo. C’è un dolore più grande.

Il dolore incessante di essere la madre di un giornalista premiato, che ha avuto il coraggio di pubblicare la verità sui crimini governativi di alto livello e sulla corruzione.

Il dolore di vedere mio figlio, che ha cercato di pubblicare verità importanti, macchiato a livello mondiale.

Il dolore di vedere mio figlio, che ha rischiato la vita per denunciare l’ingiustizia, incastrato e privato del diritto a un processo equo, ancora e ancora.

Il dolore di vedere un figlio sano deteriorarsi lentamente, perché gli è stata negata l’assistenza medica e sanitaria adeguata in anni e anni di carcere.

L’angoscia di vedere mio figlio sottoposto a crudeli torture psicologiche, nel tentativo di spezzare il suo immenso spirito.

L’incubo costante che venga estradato negli Stati Uniti e poi trascorrere il resto dei suoi giorni sepolto vivo in totale isolamento.

La paura costante che la CIA possa realizzare i suoi piani per ucciderlo.

L’ondata di tristezza quando ho visto il suo fragile corpo cadere esausto per un mini ictus nell’ultima udienza a causa dello stress cronico.

Molte persone sono rimaste traumatizzate nel vedere una superpotenza vendicativa che usa le sue risorse illimitate per intimidire e distruggere un individuo indifeso.

Voglio ringraziare tutti i cittadini onesti e solidali che protestano globalmente contro la brutale persecuzione politica subita da Julian.

Per favore continuate ad alzare la voce ai vostri politici fino a quando non sentirete solo questo.

La sua vita è nelle vostre mani”.

~ Christine Ann Assange

JULIAN ASSANGE