Categoria: Lavoro/Precarietà

RIFONDAZIONE: CON LE LAVORATRICI E I LAVORATORI DELLA MAIER CROMOPLASTICA IN LOTTA. SUBITO UNA LEGGE CONTRO LE DELOCALIZZAZIONI

Ieri una nostra delegazione regionale ha incontrato le lavoratrici e i lavoratori della MAIER CROMOPLASTICA di Verdellino (BG) in presidio permanete dal 23 giugno scorso.

Lo sciopero ad oltranza ed il blocco dello stabilimento hanno avuto inizio quando alcuni impianti (stampi), fondamentali per la produzione, sono stati rimossi nottetempo senza dare spiegazioni alle lavoratrici, ai lavoratori ed alle organizzazioni sindacali.

Messa di fronte all’evidenza la proprietà ha prima dichiarato che gli impianti erano stati trasferiti al fine di una reinternalizzazione del servizio e poi, si è venuti a sapere che, almeno due su cinque sono stati destinati ad altri stabilimenti, all’estero.

A quel punto lo spettro di un’ennesima delocalizzazione ha fatto si che la RSU decidesse per uno sciopero ad oltranza fino a che non fosse stata fatta luce sul futuro delle 92 persone che attualmente lavorano nel sito produttivo.

I prossimi passaggi saranno i seguenti: una presenza delle rappresentanze delle lavoratrici e dei lavoratori nel corso del Consiglio Comunale di ieri sera, l’apertura del tavolo di crisi il prossimo 4 luglio presso la Prefettura e la riunione del Consiglio di amministrazione della MAIER il prossimo 6 luglio.

Un’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori che si è svolta ieri ai cancelli della fabbrica ha votato, a stragrande maggioranza, il proseguimento dello sciopero ad oltranza fino al 6 luglio.

Come Rifondazione Comunista continueremo a sostenere attivamente questa lotta presenziando al presidio ed attivandoci in tutte quelle pratiche nelle quali ci si adopera in queste situazioni.

Chiederemo alla nostra componente ManifestA la presentazione di un’interrogazione parlamentare e continueremo con forza a rivendicare la necessità di una legge contro le delocalizzazioni.

Prima le Lavoratrici e i Lavoratori non i maxi-profitti delle multinazionali.

29/06/2022

Fabrizio Baggi, segretario regionale

Nadia Rosa, responsabile regionale lavoro Partito della Rifondazione Comunista#Lombardia

Francesco Coco Macario, segretario provinciale

Marco Sironi, responsabile provinciale lavoro Partito della Rifondazione Comunista #Bergamo

Dieci anni fa la straordinaria lotta dei braccianti marocchini di Castelnuovo Scrivia

Pubblicato il 28 giu 2022

2012 – 2022 Dieci anni fa, la straordinaria lotta dei braccianti marocchini dell’azienda agricola Lazzaro Bruno e Mauro di Castelnuovo Scrivia, una storia che continua finchè giustizia non sarà fatta – 

Era il mese di giugno del 2012, un’estate calda e afosa come questa, quando quaranta braccianti agricoli, tutti di origine marocchina, entravano, per la prima volta, in sciopero per protestare contro le misere paghe, gli orari estenuanti, senza riposi, né pasti, né acqua se non quella delle canaline d’irrigazione. Vittime di continui insulti, derisioni, ricatti ed estorsioni anche per il rinnovo dei permessi di soggiorno, alcune donne alloggiavano in un locale messo a disposizione dai padroni, all’interno dell’azienda: vivevano tutte in un’unica stanza, mangiavano lì, dormivano lì, una sopra l’altra, tra attrezzi e abiti da lavoro.

Scacciati dall’azienda, i lavoratori, dopo aver proclamato uno sciopero ad oltranza, hanno allestito un presidio di tende ai bordi della statale durato 74 giorni, avviato il boicottaggio dei supermercati Bennet, acquirenti dei Lazzaro, si sono opposti al crumiraggio organizzato nei campi dalla cooperativa Work Service di Brescia, in questo sostenuti da decine di cittadini e solidali.

La lotta, iniziata il 12 giugno di dieci anni fa, è stata importante perché, per la prima volta, ha fatto emergere una realtà di grave sfruttamento generalizzato nelle campagne della Bassa Valle Scrivia, tra Tortona e Voghera, una delle tante Rosarno al nord.

In quelle straordinarie giornate è nato il Presidio Permanente di Castelnuovo Scrivia, realtà auto-organizzata composta da braccianti e solidali, impegnata tutt’oggi nel sostegno alle lotte dei lavoratori delle campagne, nelle battaglie antisfratto, e, in generale, nell’aiuto e nella solidarietà alle popolazioni migranti.

Dopo 10 anni, i braccianti della Lazzaro aspettano ancora che giustizia sia fatta. Sfruttati, sottopagati, senza neanche un risarcimento. Alcuni poi sono stati denunciati e processati per aver protestato contro i loro padroni, tutte denunce finite nel nulla.

L’ultima e la più grave. Il 22 dicembre dello scorso anno, il Tribunale civile di Alessandria, ha rigettato le pretese dei Lazzaro di un risarcimento danni di oltre un milione e mezzo a carico dei lavoratori, sindacalisti e solidali che allora avevano osato ribellarsi allo schiavismo di lor signori.

Invece, i Lazzaro sono stati giudicati colpevoli, ma non troppo!
Il 5 maggio di sei anni fa, infatti, i Lazzaro hanno patteggiato presso il tribunale di Alessandria, insieme a Liliana Battistuta, che era l’incaricata della sorveglianza. La Procura li aveva accusati di estorsione aggravata, perché tra il 2006 e il 2012, minacciavano di non rinnovare i contratti nel caso in cui i lavoratori non avessero accettato paghe di fame o versato tra i 2.500 e i 3.000 euro per il rinnovo dei permessi di soggiorno. Erano infine accusati di maltrattamenti, oltre che per i pochi soldi e per gli orari estenuanti. Alla fine, hanno patteggiato soltanto per i maltrattamenti: 1 anno e 7 mesi per i Lazzaro, 1 anno e 3 mesi per l’addetta alla sorveglianza. Pene sospese. I quaranta braccianti hanno ottenuto soltanto il pagamento delle spese legali e null’altro.

Ma quella dei Lazzaro è una vicenda tuttora aperta. Mancano ancora all’appello i 400 mila euro che i Lazzaro devono pagare ai lavoratori per i mancati salari, a seguito della sentenza del Tribunale di Torino, sentenza già passata in giudicato. 400 mila euro ai quali i lavoratori non intendono rinunciare, nonostante strategie e furbizie messe in campo da questi padroni e dai loro sodali.

Alcuni braccianti, nel frattempo, si sono visti riconosciuti i permessi umanitari che vengono dati a chi denuncia lo sfruttamento lavorativo, mentre i Lazzaro hanno pensato bene di modificare la ragione sociale dell’azienda, divenuta “Castelfresco srl” e di farsi gravare di un’ipoteca bancaria da 840 mila euro su terreni e fabbricati.
Certo, prima le banche, i lavoratori possono aspettare!

Quella di allora è stata una lotta esemplare che, in parte, ha cambiato la condizione bracciantile delle nostre campagne. Vertenze si sono aperte in altre aziende agricole del territorio: da Angeleri a Guazzora, dai F.lli Balduzzi a Isola Sant’Antonio, da Oreste Novelli a Sale. Ci sono state anche varie denunce di caporalato in zona.

Certo, molti problemi restano aperti, però se oggi i braccianti in Bassa Valle Scrivia possono vantare salari un po’ più alti, versamenti contributivi più regolari, possibilità di accedere all’indennità di disoccupazione, tutto questo è grazie a quei lavoratori che hanno osato alzare la testa e ribellarsi, pagando anche di persona.

Dopo 10 anni noi siamo ancora qui. La lotta continua…

Castelnuovo Scrivia, 27 giugno 2022

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Anche la Federazione PRC di Pavia sostenne quella lotta, con la presenza delle “Brigate di solidarietà” (con il compagno Giuseppone Invernizzi).

Inoltre facemmo intervenire le/ i partecipanti alla lotta alla nostra Festa provinciale di Bereguardo (insieme all’altra esperienza di lotta- la Elnagh).

Anche il compagno Ferrero si recò a portare appoggio alle/ agli scioperanti.

Infine fu importantissimo il fatto che quella lotta fu sostanzialmente diretta dalle donne.

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA – FEDERAZIONE DI PAVIA.

I lavoratori del Clir “non hanno nemmeno i documenti per la dichiarazione dei redditi”. La solidarietà di Rifondazione Comunista con intervento di Giuseppe Abbà

16 giugno 2022

Il lavoro nel mondo contemporaneo

12 Aprile 2022

Dignità umana, dignità del lavoro. Incontro per conoscere alcune dinamiche del nostro tempo. Una premessa culturale necessaria per un agire sociale e politico efficace.

Il lavoro nel mondo contemporaneo: precarietà, riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, salario minimo, reddito incondizionato, lavoro di cura e riproduzione sociale. Questi i temi trattati nella conferenza tenuta nel pomeriggio del 9 aprile 2022, presso la Biblioteca “Lucio Mastronardi” in Corso Cavour, 82 a Vigevano.

Relatori: ANDREA FUMAGALLI docente all’Università di Pavia e NADIA ROSA – Responsabile regionale lavoro del Prc-Se Lombardia.

CONFERENZA STAMPA: “TRENORD, SIAMO AL CAPOLINEA”!

8 Aprile 2022

Campagna sul TPL a cura del Partito della Rifondazione Comunista/Sinistra Europea e delle/i Giovani Comunaste/i della Lombardia.

A gennaio 2020 la Giunta Regionale rinnova, senza gara d’appalto, l’accordo con Trenord condannando così i cittadini e le cittadine ad altri 9 anni di disagi e disservizio. I ritardi continui e le pessime condizioni dei treni sono solo la punta dell’iceberg di un sistema fatto di mancate verifiche della sicurezza dei mezzi e delle infrastrutture, scarsi controlli sui mezzi, passaggi a livello pericolosi, mezzi strapieni e di una gestione politica del trasporto pubblico.
Chiediamo più trasparenza ed un trasporto pubblico che sia di tutt*, per questo lanciamo la campagna “Trenord, siamo al capolinea!
La conferenza stampa si terrà in forma mista lunedì 11 aprile dalle ore 11:30 alle ore 12:30 c/o il cortile della nostra sede regionale a Milano Via Vallarsa n°2.

Fabrizio Baggi, Segretario regionale Prc/SE Lombardia

Vittorio Savini, Coordinatore GC Lombardia

Mortara: Microcast, operai senza un euro da novembre. “Non ce la facciamo più, chiediamo almeno una mensilità per respirare”

17 marzo 2022

Apprendiamo dall’Informatore, con un piccolo articolo, di come sono trattati i lavoratori della Microcast. Un classico esempio di come il Governo Draghi crea nuovi poveri, abbandonati a se stessi senza nessun aiuto finanziario dopo i licenziamenti.

Ieri mattina la Camera dei Deputati ha approvato a larghissima maggioranza (391 voti favorevoli su 421 presenti, 19 voti contrari) un Ordine del giorno collegato al cosiddetto “Decreto Ucraina” proposto dalla Lega Nord e sottoscritto da deputati di Pd, Fi, Iv, M5S e FdI che impegna il Governo ad avviare l’incremento delle spese per la Difesa verso il traguardo del 2 per cento del Prodotto lnterno Lordo. Ciò significherebbe, citando le cifre fornite dal Ministro della Difesa Guerini passare dai circa 25 miliardi l’anno attuali (68 milioni al giorno) ad almeno 38 miliardi l’anno (104 milioni al giorno). Soldi tolti alla Sanità, all’Istruzione, alla Ricerca, alla Cultura e agli ammortizzatori sociali per i lavoratori. Al peggio non c’è mai fine.

ARTICOLO Tratto da: l’INFORMATORE del 17 marzo 2022

Mortara: i lavoratori Microcast, dichiarata fallita il 23 novembre, sono rimasti senza lavoro e stipendio, né cassa integrazione, né Naspi.

Sono poco meno di 30. “Non vediamo un euro – riferisce uno di loro – dal 9 novembre, quando ci è stato pagato lo stipendio di ottobre. Non ce la facciamo più, chiediamo almeno una mensilità per respirare”.

“I dipendenti – spiega Lorena Bini della Fiom Cgil – hanno diritto a 12 mesi di cassa integrazione straordinaria, prevista dal decreto Genova anche per le imprese fallite. Abbiamo cercato di attivarla con incontri al ministero. Finalmente il 17 febbraio abbiamo firmato l’accordo. Ora deve essere recepito da un decreto ministeriale, poi ci saranno i tempi dell’Inps per i pagamenti. Stiamo sollecitando di continuo. I lavoratori aspettano inoltre dal fallimento due mensilità del 2019 e il Tfr”.

18 FEBBRAIO: RIFONDAZIONE CON GLI STUDENTI IN PIAZZA CONTRO IL LAVORO CHE UCCIDE

17 Febbraio 2022

La giornata di lotta degli studenti del 18 febbraio, contro un modello di Scuola sempre più distante dal diritto allo studio e contro un’alternanza scuola lavoro che uccide, è importante perché oltre a denunciare l’asservimento della scuola all’impresa accende i riflettori sulle morti sul lavoro.

Una strage continua che questo governo non vuole fermare, perché farlo metterebbe in discussione un modello produttivo nel quale la precarizzazione, il super sfruttamento, la ricattabilità delle lavoratrici e dei lavoratori e l’assenza di controlli sulla sicurezza  sono funzionali  al progetto di ripresa economica di Draghi e compagnia.

Il  governo Draghi  non intende rinunciare a due dei  pilastri del turbo liberismo  nostrano che investe tutte le risorse pubbliche a sostegno della ristrutturazione delle imprese senza vincoli sulle tutele per i lavoratori  e controriforme, attuate e da attuare, come quella strisciante sulla scuola, in nome della competitività.

Da ciò la repressione già subita e quella preannunciata in modo subdolo, contro eventuali “frange violente”. Ora di fronte al fatto che la protesta di studenti e studentesse contro il perverso rapporto tra formazione e lavoro, causa della morte di Lorenzo Parelli e Giuseppe Lenoci  continua, il Viminale si appella ai Dirigenti Scolastici “per un dialogo”, che tradotto vuol dire opera di dissuasione e in molti casi d’intimidazione.

Rifondazione Comunista e le/i Giovani Comuniste/i sostengono la giusta mobilitazione degli studenti e delle studentesse per il diritto allo studio e alla vita, individuando la necessità che i lavoratori e i sindacati si uniscano a questa lotta, occasione importantissima per vincere e superare il senso d’impotenza derivante da anni di denunce e coccodrilli che durano lo spazio di un giorno e poi tutto torna come prima.

Loredana Fraleone, responsabile nazionale Scuola Università Ricerca
Antonello Patta, responsabile nazionale lavoro
Andrea Ferroni, coordinatore nazionale Giovani Comuniste/i
    

L’attacco ai lavoratori, lavoratrici e pensionati è sempre lo stesso. Cambiano i tempi ma non la musica

10 Febbraio 2022

Il circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano sarà presente con banchetti al mattino nei giorni: sabato 19 febbraio al mercato, domenica 13 marzo e 10 aprile in Piazza Ducale e il 14 maggio di nuovo al mercato.

In questi momenti così gravi sotto il profilo economico, sanitario e di lavoro è necessario che Rifondazione faccia conoscere le sue proposte in merito ai problemi del carovita con aumento delle bollette alle stelle, della sanità e del lavoro.

CAROVITA: crediamo sia possibile e necessario che l’attuale Governo prenda posizione in difesa delle classi lavoratrici e dei pensionati, così già tanto provati dalla pandemia, e dagli aumenti delle bollette aumentate in modo esponenziale; si può, recuperando entrate tagliando le spese militari e tassando le rendite da capitale.

SANITA’: solo Rifondazione Comunista già prima della pandemia proponeva un riordino del sistema sanitario nazionale in senso pubblico e territoriale con cospicui investimenti statali e liberando i brevetti sui vaccini.

LAVORO: vogliamo ribadire la centralità del lavoro e delle persone. Perciò rifiutiamo la logica del profitto finalizzato a se stesso. Non crediamo agli spot pubblicitari che inondano con dati fasulli, mentre la crisi continua a mietere posti di lavoro e confina i lavoratori nel precariato ai margini della società. Non siamo più disposti ad accettare stipendi da fame con la scusa: “se non lo fai trovo qualcun altro”.

BASTA!

Non siamo più disposti a sentire in continuazione notizie di morti ed infortuni sul lavoro di operai e studenti con l’alternanza scuola lavoro, per mancanza di protocolli di sicurezza.

BASTA!

Noi chiediamo maggiori salari e pensioni perché maggiori sono le spese e meno orario per distribuire meglio il lavoro e far lavorare il maggior numero di persone possibili in condizioni dignitose come reclama l’articolo 36 della nostra Costituzione che recita: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa. La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge”.

Auspichiamo una risposta firmando le petizioni proposte da Rifondazione Comunista per la lotta al carovita e le pensioni.

NO ALLE BOLLETTE INSOSTENIBILI. SI ALLA SANITA’ PUBBLICA. PIU’ SALARIO E MENO ORARIO.

Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano

LORENZO PARELLI, MORTO OGGI A 18 ANNI IN UN’AZIENDA IN PROVINCIA DI UDINE, DOVEVA ESSERE TRA I BANCHI DI SCUOLA

22 Gennaio 2022

Non è il primo incidente grave durante l’alternanza scuola-lavoro nel nostro paese. Non è accettabile che un ragazzo venga mandato in un contesto così pericoloso.

La realtà è che l’alternanza non corrisponde per nulla a quanto sostengono le norme che l’hanno introdotta.

Ragazze e ragazzi che non arricchiscono il loro percorso formativo ma perdono preziose ore di studio che mai nessuno gli restituirà.  

Si deve insegnare ai ragazzi ad amare la lettura, i libri, la conoscenza non mandarli al macello.

Non si può rubare la vita ai ragazzi in questa maniera barbara. Si usa la scusa della formazione per procurare manodopera gratuita alle imprese.

Siamo tornati a una società iper-classista. Chi ha introdotto questa legge e l’ha votata è da ritenersi politicamente responsabile di quanto sta accadendo.

A governo e parlamento torniamo a chiedere di abolire immediatamente questa legge infame e che la scuola recuperi il compito che gli assegna la Costituzione.

Ai familiari le più sentite condoglianze di @rifondazione e dei/delle GC.

GIOVANI COMUNISTI/E