Categoria: Comunicati stampa

Acerbo (Prc-Se): vaccini al WTO, Italia e Unione Europea si schierino con india e Sud Africa

Il Consiglio generale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) discuterà oggi e domani sulla richiesta di India e Sud-Africa di garantire accesso a trattamenti e vaccini contro covid attraverso la sospensione dei brevetti.
Finora la Commissione Europea e il governo italiano sono stati schierati – come gli USA – dalla parte delle multinazionali farmaceutiche contro la richiesta di derogare ai diritti di proprietà intellettuale sui brevetti durante la gestione della pandemia.
Un atteggiamento criminale che nel caso dell’AIDS produsse più di 10 milioni di morti sul continente africano finché Nelson Mandela non ottenne che si potessero produrre farmaci a basso costo per i paesi poveri. Chi difende profitti contro salute si comporta verso l’umanità come una logica di darwinismo degna dei nazisti.
Mettere a disposizione i brevetti consentirebbe di superare l’attuale lentezza nella vaccinazione in Italia e in Europa ma soprattutto di evitare che nel sud del mondo miliardi di persone rimangano senza protezione dalla pandemia. La pandemia di Covid-19 non avrà fine finché non ci sarà un programma rapido di vaccinazione su scala globale, come hanno spiegato medici e autorità scientifiche a livello internazionale.
La logica capitalistica sostenuta da Unione Europea e USA antepone i profitti di poche società – peraltro sussidiate per le ricerche dagli stati – alla salute di miliardi di persone.
Una logica miope e egoistica che non solo ha rallentato la vaccinazione come sta accadendo in Italia ma che sottopone i paesi ricchi anche al rischio che tra i miliardi di poveri non vaccinati si sviluppino poi varianti nuove che potrebbero non essere contrastate dai vaccini esistenti.
Il governo Draghi e la Commissione di Ursula von der Leye si schiereranno dalla parte di chi chiede di mettere i vaccini a disposizione dell’umanità o delle multinazionali come hanno fatto finora?

Rifondazione Comunista con altre formazioni della sinistra radicale aderenti alla Sinistra Europea e al gruppo parlamentare europeo La Sinistra Gue/Ngl già dal maggio scorso abbiamo lanciato una campagna per il diritto alla cura e sosteniamo con centinaia di ong, associazioni, sindacati l’iniziativa dei cittadini europei (ICE) Nessun profitto sulla pandemia che invitiamo tutte/i a sottoscrivere: noprofitonpandemic.eu/it

Non vogliamo essere complici di chi antepone gli interessi di pochi alla salute e alla sopravvivenza di tutti.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Democratiche le bombe, identiche le tragedie.

GIOVANI COMUNISTI/E

Tornano le bombe e piovono sulla Siria.

Gli Stati Uniti del democratico Biden si sono presentati in politica estera con il bombardamento avvenuto il 25 febbraio nella Siria orientale nei pressi del confine con l’Iran.

L’obiettivo del bombardamento le presunte formazioni militari filo-iraniane situate in quel luogo e responsabili, secondo il Pentagono, dell’attacco missilistico del 15 gennaio registrato nel Kurdistan iracheno, in cui ha perso la vita un mercenario statunitense.

In realtà, l’atto degli USA costituisce un segnale forte e chiaro lanciato a tutti, nemici e alleati.

Torna forte dunque la volontà di influenzare l’area usando qualsiasi mezzo per isolare l’Iran nella sua corsa al nucleare, salvaguardare gli interessi di Israele e spingere a decisioni radicali l’Unione Europea.

Non è un caso infatti che l’ultimo Consiglio Europeo del 26 febbraio ha avuto la militarizzazione al centro dei temi trattati, annunciando un incremento della spesa militare da parte degli Stati UE.

Uno scenario che rischia di farci tornare indietro di anni e di destabilizzare ulteriormente la regione mediorientale.

#GiovaniComunisti#rifondazionecomunista#rifondazione#siria#syria#guerra#nowar#pace#paece#stopbombingsyria#usa#iran#italia#sinistra

DRAGHI, L’UOMO DEI MIRACOLI, IN QUESTI GIORNI HA COMINCIATO A TIRARE FUORI I CONIGLI DAL CAPPELLO.

L’editoriale del n°2 del 27 febbraio di #inforifo – il periodico di informazione politica a cura del comitato regionale lombardo di Rifondazione Comunista – a questo link è possibile scaricare la versione integrale in formato pdf

Onestamente non ci pare che siano magnifici. Che il mitico Brunetta potesse essere annoverato tra le eccellenze della Repubblica non lo avremmo mai sospettato. E dove lo hanno messo? Alla funzione pubblica, in modo che continui a fare danni e propaganda come aveva già fatto durante i governi di Berlusconi. Invece di pensare a come potenziare e far funzionare meglio il settore pubblico, ha subito cominciato a prendersela con i dipendenti. Anche la Gelmini non è male come ministro. Gli studenti ancora se la ricordano. Si potrebbe proseguire con i sottosegretari leghisti. Tra questi spicca la Borgonzoni, che fa la sottosegretaria alla cultura dopo essersi pubblicamente vantata per non aver letto un libro negli ultimi anni. Insomma, questo governo, frutto della battaglia politica di Renzi, il politico più arrogante e antipopolare del paese, è un governo proprio di larghe intese nel senso che c’è dentro effettivamente di tutto. Se però guardiamo ai programmi dei partiti che sono al governo vediamo che su alcune questioni la pensano esattamente nello stesso modo: tutti sono contrari ad una tassa sulle grandi ricchezze e tutti sono favorevoli alla precarizzazione del lavoro. Tra gli stessi Ministri, si possono vedere molti esponenti vicini a Confindustria ma certo nessuno noto per essere un difensore dei lavoratori. In altre parole, l’unità tra centro destra e centro sinistra l’hanno costruito su una cosa molto semplice, sulla classe. Non nel senso dello stile ma perché questo è un governo che vuol fare gli interessi degli industriali, dei banchieri ed in generale dei ceti abbienti. Un governo che non si vuole scontrare con i poteri forti perché è stato messo lì dai poteri forti a spendere i 209 miliardi di finanziamenti. È quindi necessario che chi non è ricco, non è un banchiere o un imprenditore e quindi non è rappresentato da questo governo, faccia sentire la sua voce e dica chiaramente cosa serve, per cosa bisogna usare i 209 miliardi attorno a cui si è costruito questo governo. Bisogna difendere la parte più debole della popolazione e l’ambiente, redistribuire i soldi dai ricchi ai poveri e progettare uno sviluppo del paese che metta al centro le persone e la difesa dell’ambiente. Il libero mercato ci ha portato in questo disastro, per uscirne serve un forte intervento pubblico:

1) Lo stato deve imporre il blocco dei licenziamenti e degli sfratti per tutto il 2021, con relativa Cassa integrazione, abolire la riforma Fornero sulle pensioni.

2) Lo stato deve garantire un reddito sociale a tutti coloro che non hanno il lavoro o che comunque hanno un reddito basso.

3) Lo stato deve potenziare la sanità pubblica, l’istruzione pubblica, l’assistenza pubblica assumendo a tempo indeterminato tutte le persone che servono.

4) Lo stato la deve smettere di dare soldi a pioggia agli industriali e finalizzare le risorse al mantenimento dell’occupazione, alla riduzione dell’orario di lavoro ed alla riconversione ambientale delle produzioni.

5) Lo stato deve riprendere una politica pubblica per la ricerca, per produrre le cose indispensabili – come i vaccini contro il Covid – o per fare quei lavori che i privati non fanno perché non rendono abbastanza, come il riassetto idrogeologico del territorio.

6) Lo stato deve ridurre le tasse sui redditi medio bassi, aumentare le tasse sui redditi alti e fare una tassa sulle grandi ricchezze al di sopra del milione di euro.

Due incontri di formazione su Zoom: dalle crisi globali contemporanee a Marx

Organizzati dal Collettivo culturale “Rosa Luxemburg” di Vigevano

Comunicato stampa
Dalle crisi globali contemporanee a Marx. Si può sintetizzare così il ciclo di incontri di formazione sulla piattaforma Zoom organizzati dal Collettivo culturale “Rosa Luxemburg” di Vigevano in collaborazione con il Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano. Si tratta di due appuntamenti gratuiti in diretta curati dal saggista Giorgio Riolo, della “Rete delle Alternative”, in programma venerdì 12 marzo e venerdì 26 marzo sempre dalle ore 18 alle ore 19,30 circa.
Il tema dell’incontro di venerdì 12 marzo sarà “Il sistema-mondo e le crisi globali contemporanee. Il capitalismo nell’era del neoliberismo e la crisi economica, la crisi ecologico-climatica e la crisi epidemiologica. Le alternative possibili”. «Verrà proposta – spiegano gli organizzatori nel presentare l’iniziativa – l’analisi a grandi linee delle dinamiche fondamentali del mondo contemporaneo con l’indicazione di alcune alternative possibili qui e ora. Sarà inoltre illustrato lo stato del mondo diviso tra Nord Globale e Sud Globale e si approfondiranno le questioni legate alla giustizia sociale e alla giustizia ambientale».
Venerdì 26 marzo la videoconferenza spazierà invece da Karl Marx a Samir Amin, con un’analisi del sistema capitalistico dalle origini alla nuova globalizzazione-mondializzazione, nonché un approfondimento sul pensiero antisistema e i movimenti storico-sociali a esso ispirato. «In questo incontro – affermano gli attivisti del Collettivo “Luxemburg” – verrà tracciato un affresco della storia del pensiero e dell’azione rivoluzionaria e riformistica tra Ottocento e Novecento fino ai primi decenni del XXI secolo, attraverso alcune figure fondamentali del marxismo, del socialismo e del comunismo e alcuni soggetti storici decisivi nel cammino dell’emancipazione umana su scala mondiale. Sarà inoltre affrontato il tema dello sviluppo del pensiero antisistema e dei movimenti antisistemici sempre in relazione alle profonde trasformazioni del sistema capitalistico dalle origini a oggi».
Per ricevere il link di partecipazione è indispensabile inviare una mail all’indirizzo di posta elettronica rifondazionecomunista.vigevano@gmail.com.

Il Partito della Sinistra Europea appoggia la campagna “No Profit on pandemic” e sostiene il diritto alla saluta in Europa e nel mondo.

Pubblicato il 26 feb 2021

Heinz Bierbaum*

“Il diritto alla salute passa dalla creazione di un sistema sanitario gestito nell’interesse delle persone e non dei grandi gruppi farmaceutici. Finché non otterremo ciò, non potremo parlare di una Europa democratica”.

Per questo, il Partito della Sinistra Europea (SE) sostiene l’iniziativa dei cittadini europei “Diritto alle cure – No profit on pandemic”, affinché sia garantito l’accesso sicuro alle cure e ai vaccini per tutti in Europa.

“Non saranno i comunicati stampa o le stime sui profitti a fornire i vaccini ai cittadini europei. Di fronte al crescente numero di decessi dovuti al Covid-19, è necessario rimuovere la proprietà intellettuale e aumentare massicciamente la produzione per salvare più vite umane.

La rimozione delle restrizioni sulla proprietà intellettuale rappresenta la vera rottura radicale con la logica neoliberale – che non è riuscita a fornire soluzioni alle crisi sociali e sanitarie. Questa è l’unica via per garantire l’accesso gratuito ai vaccini e ai trattamenti a tutti, in Europa e nel mondo.

La Commissione europea ha fallito nella sua strategia per garantire una distribuzione equa ed efficace dei vaccini e deve essere ritenuta responsabile del calo della produzione e dell’offerta. Ad oggi, non sono stati invece neanche raggiunti i livelli minimi di trasparenza. E’ stato scelto di proteggere i profitti delle aziende farmaceutiche, e di non rivelare al pubblico le informazioni chiave dei contratti con i fornitori di vaccini.

Dal 2008 il mantra delle “soluzioni dettate dal mercato” domina la politica ma ha lasciato gli europei esposti al ricatto delle grandi compagnie farmaceutiche. Un vaccino efficace contro il Covid-19 non sarebbe mai stato realizzato senza gli investimenti pubblici nella ricerca, avvenuti sia prima che durante la pandemia.

È ora di impedire ai capitali privati di poter approfittare della strategia vaccinale europea. Una minaccia alla collettività richiede una risposta che non sia a vantaggio del profitto privato, ma del popolo.

*Presidente del Partito della Sinistra Europea

BAGGI/CAPELLI – (PRC-SE): NIENTE ABORTO SICURO IN LOMBARDIA. NON È UNA REGIONE CHE RISPETTA LE DONNE

La maggioranza consiliare di centro destra ha bocciato il testo di una legge popolare dal Titolo “Aborto sicuro”che aveva raccolto più di 8000 firme per rendere più agevole e civile l’applicazione della Legge 194 per la interruzione di gravidanza.

Essa trova ancora tanti ostacoli, a partire dalla obiezione di coscienza, (70% dei medici  coinvolti)dalla restrizione dei servizi dei consultori pubblici e il proliferare di quelli privati pro-life,per non parlare delle organizzazioni antiabortiste che illegittimamente agiscono anche all’interno delle strutture ospedaliere per convincere le donne a non abortire.

La legge non era particolarmente eversiva, ma un accurato regolamento che cercava semplicemente di rendere meno difficoltoso il percorso delle donne che non vogliono portare a termine la gravidanza. Prevedeva tra l’altro che:

  • in ogni consultorio si mettessero a disposizione tutte le informazioni su Ivg e si potesse prenotare per qualsiasi sede regionale ospedaliera dove si pratica l’aborto senza costringere le donne a ricerche infinite, 
  • si fornissero alle donne che abortiscono anticoncezionali gratuiti
  • le strutture accreditate dove si pratica la fecondazione assistita e la diagnosi prenatale organicamente obiettrici siano obbligate a fornire le indicazioni e i luoghi dove praticare l’aborto terapeutico.

La giunta, nella persona dell’ assessora alla famiglia Alessandra Locatelli ha intrattenuto il Consiglio con una esaltazione della maternità. L’esito del voto conferma la cultura integralista e misogina di questa maggioranza che di fatto continua a non garantire in tutto il territorio lombardo l’applicazione della 194.

Una ragione in più per partecipare allo sciopero femminista globale del giorno 8 marzo, non una festa, ma una lotta complessiva per tutti i nodi dell’autodeterminazione.

Milano, 25/02/2021

Fabrizio Baggi – Segretario regionale Lombardia

Giovanna Capelli – Responsabile regionale sanità Lombardia

Partito della Rifondazione Comunista / Sinistra Europea

MILANO: RIFONDAZIONE COMUNISTA CON LE LAVORATRICI E I LAVORATORI DELLO SPORT

Domani 25 febbraio alle dalle 10.00 alle 12.00 i lavoratori e le lavoratrici dello sport saranno in piazza davanti alla Prefettura di Milano, in corso Monforte, per un presidio organizzato da NIDIL e SLC CGIL.

La situazione del sistema sportivo è attualmente nel dimenticatoio: le indennità per i lavoratori di gennaio e febbraio ferme e il 28 febbraio scadranno i termini per l’approvazione della Riforma dello sport e del lavoro sportivo.

Se il Consiglio dei Ministri non dovesse varare il decreto, per circa 1 milione di lavoratrici e lavoratori sfumerà la possibilità di avere una riforma del settore di cui c’è estremo bisogno.

Se si interrompesse l’iter della legge si aprirebbe uno scenario di grande incertezza.

La scomparsa del Ministero dello Sport non è un bel segnale.

Invitiamo tutti e tutte a partecipare al presidio per tenera alta l’attenzione su un settore che, come la cultura, è quasi del tutto privo di tutele e fermo ormai da un anno.

Milano, 24/02/2020

La segreteria provinciale del Partito della Rifondazione Comunista / Sinistra Europea – Federazione di Milano.

Cuba produce l’unico vaccino anti covid pubblico

Scrive Gino Strada: “Al momento Cuba produce l’unico vaccino anticovid pubblico, ovvero finanziato, sviluppato e prodotto interamente dallo stato, diventando l’unica nazione autonoma da questo punto di vista in tutto il mondo.

Inoltre si prepara a distribuire entro sei mesi cento milioni di dosi ai paesi che non hanno le risorse per procurarselo, avviando la più colossale campagna di solidarietà internazionale della storia dell’umanità”.

Invece di prendere esempio da questa piccola e povera nazione che in campo sanitario continua a fare progressi nonostante sia da 60 anni oppressa dall’embargo statunitense, i governi europei continuano ad affidarsi alle multinazionali private coi risultati che stiamo vedendo: ritardi nelle consegne e meno dosi fornite di quelle concordate con la Commissione Europea senza che alcuno muova un dito per far rispettare gli accordi.

Il governo Conte aveva minacciato azioni legali, ma alle parole non sono mai seguiti i fatti e non ci aspettiamo nulla neanche dal nuovo governo del banchiere Draghi.

Come Giovani Comunisti/e della Lombardia chiediamo:

-Rottura degli accordi stipulati con le case farmaceutiche;

-Ricorso ad un sistema pubblico di produzione e distribuzione di vaccini per far sí che siano garantiti a tutti i cittadini;

-Eliminazione dei brevetti sui farmaci.

Giovani Comunisti/e Lombardia