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BAGGI/PENNATI/(PRC-SE): LO SPORT NON DEVE ESSERE MESSO DA PARTE.

Il comparto sportivo che concorre(va) al 3% del PIL nazionale (14mld di €) è fermo.

Un settore che fonda la sua forza lavoro all’85% di collaboratori sportivi (40% di questi donne): precari, lavoratori nei fatti ma non sulla carta e nel “sottoscala” dell’interesse politico.   

Gli indennizzi sono fermi a dicembre e al momento nessuna notizia su quelli di gennaio, febbraio e marzo.

Un anno fa e a fine ottobre, palestre, piscine e impianti sportivi sono state le prima attività ad essere state chiuse subito, nonostante erano stati approntati protocolli per operare in tutta sicurezza.

Il nuovo governo sì è dimostrato ambiguo sullo sport: ha approvato i decreti di riforma del settore che potrebbero portare maggiori tutele e diritti a lavoratori ed atleti, ma ha abolito il ministero dello sport e al momento non è stato nemmeno nominato un sottosegretario.

La delega è oggetto di contesa tra le forze contrarie alla riforma e intanto lo sport è nel limbo: nessuno che si occupi a un piano sulle riaperture in sicurezza e incertezze sul Decreto Sostegno che dovrebbe contenere le misure sulle indennità per i lavoratori di questi primi 3 mesi del 2021.

Il sistema sportivo e in misura maggiore i suoi addetti sono in estrema difficoltà, non devono essere dimenticati e/o lasciati in sospeso per “giochi” d’interesse.

Milano, 07/03/2021
Fabrizio Baggi, Segretario regionale Prc/SE Lombardia
Riccardo Pennati, lavoratore dello sport Prc Federazione di Milano

MILANO: RIFONDAZIONE COMUNISTA CON LE LAVORATRICI E I LAVORATORI DELLO SPORT

Domani 25 febbraio alle dalle 10.00 alle 12.00 i lavoratori e le lavoratrici dello sport saranno in piazza davanti alla Prefettura di Milano, in corso Monforte, per un presidio organizzato da NIDIL e SLC CGIL.

La situazione del sistema sportivo è attualmente nel dimenticatoio: le indennità per i lavoratori di gennaio e febbraio ferme e il 28 febbraio scadranno i termini per l’approvazione della Riforma dello sport e del lavoro sportivo.

Se il Consiglio dei Ministri non dovesse varare il decreto, per circa 1 milione di lavoratrici e lavoratori sfumerà la possibilità di avere una riforma del settore di cui c’è estremo bisogno.

Se si interrompesse l’iter della legge si aprirebbe uno scenario di grande incertezza.

La scomparsa del Ministero dello Sport non è un bel segnale.

Invitiamo tutti e tutte a partecipare al presidio per tenera alta l’attenzione su un settore che, come la cultura, è quasi del tutto privo di tutele e fermo ormai da un anno.

Milano, 24/02/2020

La segreteria provinciale del Partito della Rifondazione Comunista / Sinistra Europea – Federazione di Milano.