Categoria: Comunicati stampa

Rifondazione: Noi sappiamo cosa è successo all’inizio dello scorso anno nella Provincia di Bergamo!

Pubblicato il 11 mar 2021

Noi sappiamo di chi è la responsabilità sulla mancata zona rossa in bassa Val Seriana. Sappiamo chi incitava, in una incredibile campagna pubblicitaria, la produzione a correre a non fermarsi. Sappiamo chi continuava a far fare ai dipendenti avanti e indietro nelle le aree contaminate dal Covid. Sappiamo chi non voleva fermare la produzione nelle aziende anche quando le bare venivano portate via con i camion militari. Sappiamo chi rilasciava dichiarazioni fallaci, pastrugnava con i codici ATECO e vendeva certificati di filiera fasulli pur di continuare a produrre, anche prodotti superflui, per ira di profitto.

Lo sappiamo noi e lo sanno le bergamasche e i bergamaschi, soprattutto le lavoratrici e i lavoratori, che queste cose le hanno viste con i loro occhi.

Non sappiamo chi ha usato minacce e intimidazione nei confronti degli imprenditori e di Confindustria, ma li condanniamo per il regalo che hanno fatto ai padroni. Li condanniamo per avere posto dalla parte del torto chi ha ragione e viceversa. Li condanniamo perché la ragione si afferma con la lotta politica e non con la violenza e l’intimidazione. Chi lo ha fatto, chiunque sia, ha sbagliato.

Oggi giovedì 11 marzo in questo clima già opaco arrivano le perquisizioni nei confronti di una serie di esponenti della sinistra radicale bergamasca. A loro vengono contestati i reati di cui all’articolo 270bis (associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico), 612 (minacce) e 339 (aggravante per lesione minacciate). Il riferimento è a fatti intercorsi tra il 19 giugno e il 23 settembre.

Il 27 giugno venne infatti recapitata alla sede di Confindustria Bergamo una busta con due proiettile e la minaccia di morte al presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti. Il 29 giugno un’altra busta con proiettile e minacce di morte fu recapitata a Stefano Scaglia, presidente di Confindustria Bergamo. Il 23 settembre fu recapitata una bomba carta a Giuseppe Pasini, presidente di Confindustria Brescia.

Tra le persone perquisite vi sono la compagna Pia Panseri, compagna facente parte della segreteria Provinciale del Partito della Rifondazione Comunista di Bergamo, impegnata sui temi dalla salute e della sanità, un esponente del Comitato Popolare Verità e Giustizia delle vittime del Covid e animatore dei presidi, che si sono svolti per mesi davanti all’ospedale di Alzano. Siamo certi della loro estraneità alle accuse mosse nei loro confronti ed esprimiamo tutta la nostra solidarietà.

Il tutto mentre è iniziata un’altra campagna mediatica tesa ad accreditare la tesi che fosse una calunnia, diffusa evidentemente da terroristi, che Confindustria o che alcuni imprenditori abbiano fatto pressione sulla politica perché non venisse istituita la zona rossa in Val Seriana all’inizio di marzo 2020. Tesi che troverebbe anche l’improvvida conferma nella grave dichiarazione della pm Maria Cristina Rota, che senza essere giunta a nessuna conclusione formale nell’inchiesta sulla mancata istituzione della zona rossa in Val Seriana, afferma che “dall’indagine non risulta che Confindustria si sia opposta alla chiusura né ci sono pressioni rivolte alla Regione o al Governo per sollecitarli a non chiudere la zona”.
Forse lei non risulta, ma noi sappiamo.
Se, in linea con i periodi più oscuri della nostra repubblica, si pensa di riscrivere la storia minimizzando le proprie responsabilità, ben si sappia che noi sappiamo…

11 marzo 2021

Maurizio Acerbo, segretario nazionale
Fabrizio Baggi, segretario regionale Lombardia
Francesco Macario, segretario provinciale Bergamo

La Regione Lombardia finanzia la fabbrica dei fanghi di Mortara

*Giuseppe Abbà

Apprendo, con qualche sconcerto (si fa per dire, perché dalla Regione Lombardia, da Fontana e dalla Moratti c’è da aspettarsi di tutto), che la stessa Regione finanzierà quattro imprese pavesi per “sostenere le idee dei nostri giovani imprenditori” utilizzando fondi europei, statali e regionali.

Così ha annunciato il nuovo assessore regionale allo sviluppo economico Guido Guidesi.

Le imprese finanziate con soldi pubblici (di tutti noi) avrebbero presentate “idee innovative”.

Non entro nel merito di altre imprese che non conosco, ma noto che è stata finanziata, per ben 72mila e 600 euro (su 145mila e 200 richieste), Agririsorse, la contestata “fabbrica dei fanghi” fatta installare in zona Cipal, nonostante la forte opposizione sviluppatasi a Mortara.

Ora, cosa ci sia di innovativo in questa azienda mi è del tutto oscuro.

Mi è però chiara una cosa: sulla nostra zona viene gettato un quarto della produzione nazionale di fanghi, con tutte le conseguenze del caso, dalle puzze ai miasmi, all’impoverimento dei terreni, ai pericoli per le falde acquifere.

Nonostante le proteste, la Regione Lombardia fa “orecchie da mercante” come si può ben vedere dalle sue stesse norme in materia di fanghi, dove permette tutto ciò (ad esempio l’alta percentuale di idrocarburi concessa).

Un’amministrazione comunale come quella di Mortara che, dietro pressione del movimento di protesta contro i fanghi, ha pure presentato ricorsi, dovrebbe chiedere conto alla Regione Lombardia (del medesimo colore politico, leghista) di questo regalo ad Agririsorse, arrivando a chiederne la revoca.

Dico dovrebbe, perché penso proprio che non lo farà, come non ha modificato le norme urbanistiche per vietare questo tipo di insediamenti, come non è rientrata nel Cipal dando modo ad altri di decidere sul nostro territorio, come non è intervenuta in modo deciso contro i tagli alla sanità, sulle case popolari, sui trasporti, ecc.

*Giuseppe Abba’, consigliere comunale del Partito della Rifondazione Comunista.

LO SCANDALO DEI VACCINI

Riceviamo dall’INFORMATORE LOMELLINO un contributo di Giuseppe Abbà, consigliere comunale a Mortara del Partito della Rifondazione Comunista, che volentieri pubblichiamo.

8 marzo 2021

Giuseppe Abbà.

LO SCANDALO DEI VACCINI

Egregio direttore de “L’Informatore Lomellino”, sul caso dei vaccini, non solo c’è il caos organizzativo soprattutto in Regione Lombardia. Un esempio per tutti: ad oggi solo il 10 per cento degli ultra 80enni della nostra provincia è stato vaccinato e, inoltre, chi si era prenotato sulla piattaforma regionale non può accedere alle vaccinazioni che sono state previste successivamente, come alla Borsa merci di Mortara.

Il problema è ancora più ampio e riguarda la quantità delle dosi a disposizione.

Riprendo dall’intervento di *Manon Aubry del Gue/Ngl (sinistra europea) alcuni concetti: nessuna informazione è stata data sui negoziati e i contratti con le aziende farmaceutiche.

I contratti sono tenuti segreti in gran parte, non è stata data nessuna informazione né sul prezzo, né sul programma di consegna e neanche sono state previste penali.

La ricerca sui vaccini è stata finanziata da miliardi di euro di denaro pubblico, ma i brevetti rimangono di Big Pharma.

Le aziende farmaceutiche hanno fatto 15 miliardi di euro di giro d’affari con un margine di utile del 25 per cento (ad esempio nel caso di Pfizer). Sanofi non ha trovato vaccini, ma, in compenso, ha licenziato 400 ricercatori e ha distribuito 4 miliardi di dividendi.

Questa è la radice principale delle attuali difficoltà: la salute, invece di essere considerata un bene che deve essere fuori dal mercato, perché riguarda la vita umana, è diventata, sempre riprendendo dall’intervento di Manon Aubry , “il bancomat degli azionisti”.

I brevetti, che sono stati ottenuti con un enorme finanziamento pubblico, devono essere a disposizione di tutti, in tutto il Mondo.

Non ripetiamo quello che è avvenuto per l’Hiv quando il monopolio della proprietà intellettuale (in altri termini i profitti per le multinazionali del farmaco) hanno ritardato di ben 10 anni la cura con la terapia retrovirale provocando milioni di morti [traggo questi dati dal Comitato promotore italiano per la moratoria dei brevetti, tra i firmatari Vittorio Agnoletto, don Luigi Ciotti, Gino Strada e moltissimi altri].

Ricordo inoltre che, alla fine degli anni ’50 , era stato trovato un primo vaccino contro la poliomielite che però era solo parzialmente efficace.

Quel vaccino era chiamato Salk dal nome del suo inventore. Subito dopo ci fu a disposizione il Sabin, adottato in Unione Sovietica e negli altri paesi socialisti, efficace in maniera totale. Però in Italia non fu introdotto subito per permettere alle società farmaceutiche di smaltire le scorte del Salk, condannando così migliaia di bambini alla “paralisi infantile”.

Il Partito Comunista fece una campagna contro questo vero e proprio crimine chiamando le società farmaceutiche dell’epoca “i pirati della salute”. La logica del profitto non può prevalere sulla vita degli esseri umani.

*[Manon Aubry è stata eletta al Parlamento europeo da France Insoumise, la lista di sinistra che si alleò con il Partito Comunista francese per sostenere nel 2017 alle presidenziali la candidatura di Jean Luc Melenchon].

Giuseppe Abbà, consigliere comunale di Mortara del Partito della Rifondazione Comunista

Rifondazione Comunista: Draghi da che parti stai? 11 marzo giornata per il diritto di tutte/i al vaccino

L’11 marzo siamo nelle piazze e nelle strade di tante città italiane per la giornata europea di mobilitazione indetta dalla campagna Diritto alla cura – Nessun profitto sulla pandemia.

Una mobilitazione che ha l’obiettivo di promuovere la raccolta firme ICE (Iniziativa Cittadini Europei) indirizzata alla Commissione Europea che chiede di rimuovere ogni ostacolo legato ai brevetti e alla proprietà dei vaccini per garantire la salute non solo nel nostro continente: https://noprofitonpandemic.eu/it/Ma le iniziative di domani pongono al centro anche  la necessità che il governo Draghi scelga da che parte stare: dalla parte delle multinazionali farmaceutiche o del diritto alla cura?

All’Organizzazione Mondiale del Commercio si discuterà domani della richiesta di India e Sud-Africa di sospendere i brevetti e consentire a tutti i paesi e a tutte le industrie farmaceutiche di produrre velocemente i vaccini per tutta la popolazione mondiale.

Cosa dirà il governo Draghi in quella sede?

Finora l’Italia e l’Unione Europea hanno scelto di stare dalla parte delle multinazionali farmaceutiche che ci stanno rivendendo il risultato di ricerche finanziate dagli stati con enormi quantità di denaro pubblico.  Cosa altrettanto grave è che l’Unione Europea abbia chiuso le porte ai vaccini russi e cinesi in nome della fedeltà all’alleanza con gli USA: Vittorio Agnoletto, a nome delle tantissime associazioni, sindacati, partiti che hanno aderito alla campagna ha scritto una lettera aperta a Draghi a cui il Presidente del Consiglio non ha finora risposto. La subalternità della politica alle multinazionali sta rallentando la vaccinazione e escludendo miliardi di persone dei paesi poveri. Rischiamo.

Presidi e volantinaggi “O i brevetti o la vita”.

E’ ora di dire basta per fermare la pandemia.

Maurizio Acerbo, segreteria nazionale

Rosa Rinaldi, responsabile sanità Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Queste le città, i luoghi, le diverse iniziative in cui trovate Rifondazione Comunista.

L’elenco è in continuo aggiornamento.

Firenze presidio informativo davanti al teatro Nelson Mandela dalle 17:30, unitario con altri;

Grosseto:

ore 17 Piazza del Duomo come co-organizzatori

Dalle ore 9.00 alle ore 12.00 e dalle ore 14.00 alle ore 16.00 presso i locali della Federazione in Viale Europa nr. 63/65 per poter firmare digitalmente.

Lucca davanti all’ospedale Campo di Marte presidio e volantinaggio;

Massa Carrara comunicato stampa; Pisa presidio informativo con altri in piazza Garibaldi;

Pontedera (Pisa) apertura sede circolo con presidio informativo e volantinaggio dalle ore 16 alle 19.

Pisa: presidio ore 17.00

Roma, dalle ore 16.00 alle 19.00 presidio in piazza Montecitorio

Catania, iniziativa unitaria con Pap e altri, non striscione ma cartelli colorati in mattinata

ore 8:30 flash mobbing davanti alla sede della Pfizer (zona industriale);
ore 10:30 conferenza stampa di illustrazione della petizione e della campagna sul diritto universale immediato e gratuito alla vaccinazione.

Palermo, iniziativa unitaria con striscione, davanti al Teatro Massimo nel pomeriggio

Siracusa, iniziativa Prc con cartelli il pomeriggio

Trapani attendiamo notizie

Molise, (zona rossa) striscione a Termoli dalle 11 alle 13 e locandine affisse per la città

Campania (zona rossa)

Napoli iniziativa unitaria con Pap ore 16 davanti alla prefettura. A breve sappiamo se con o senza striscione

Salerno, nei prox giorni

Basilicata, (zona rossa) compagni dispersi in vari Comuni, impossibile ora iniziativa

Sardegna, nei prossimi giorni a Cagliari e a Sassari

Bari  presidio a piazza Libertà davanti la prefettura

Bologna, unitario, ore 17.30 davanti all’ospedale S.Orsola

Padova, con Società della cura, ore 10.00 davanti alla Fiera

Siena, presidio unitario ore 16, davanti all’ospedale Scotte e alle 18.00 davanti allo stabilimento GSK che le RSU CGIL vorrebbero candidare per la produzione dei vaccini a livello nazionale.

Trieste, Raccolta firme in Federazione (Via Tarabocchia 3) dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 13.30 alle 18.30, volantinaggio in L.go Barriera, ore 15.00

Pubblicato il 10 marzo 2021

Arresti e perquisizioni della polizia in casa di 25 lavoratori della Tnt. Solidarietà del Prc ai lavoratori portati in questura e ai compagni del SiCobas agli arresti domiciliari

Pubblicato il 10 mar 2021

 
Questa mattina 25 operai della Tnt sono stati portati in Questura questa dopo perquisizioni in casa e due coordinatori del SiCobas, Carlo ed Arafat, sono stati arrestati ai domiciliari con accuse di resistenza aggravata per gli straordinari scioperi alla Tnt di 13 giorni contro l’arroganza della FedEx che si conclusero con un accordo in Prefettura.

Un’operazione gravissima che suona come il biglietto da visita del nuovo governo schierato dalla parte della multinazionale TNT-FedEx contro i lavoratori responsabili di avere lottato, resistito ai tentativi repressivi per ben 13 giorni e aver così strappato un accordo favorevole.

E’ una vera e propria vendetta e il segnale della volontà di applicare fino in fondo le norme liberticide dei decreti Salvini – non aboliti da governo Conte 2 – contro tutti i lavoratori e le lavoratrici che  oseranno provare a difendere realmente i propri diritti.
L’accusa è infatti di “resistenza aggravata” riferita al fatto che i lavoratori non hanno ceduto al tentativo della polizia di sgomberare, anche con cariche violente che hanno provocato molti feriti, un picchetto.
E’ la prosecuzione, a poli unificati, di quelle politiche neoliberiste che per difendere la libertà incondizionata dei capitali e delle imprese da 30 anni attaccano i salari, i diritti e il potere contrattuale dei lavoratori, indifferenti alla devastazione sociale in cui si trova il paese.
Mentre apprendiamo che a Piacenza è in corso un presidio davanti alla questura, esprimiamo la nostra piena solidarietà ai lavoratori, a Carlo e Arafat che si trovano agli arresti domiciliari.
No alla criminalizzazione delle lotte.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale
Antonello Patta responsabile nazionale lavoro

del Partito della Rifondazione Comunista

Brasile: annullati i processi contro Lula

Il giudice Edson Fachin della Corte Suprema brasiliana, ha annullato oggi tutti gli atti processuali di Lava Jato Curitiba contro l’ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva.

Fachin ha dichiarato l’incompetenza della giustizia federale del Paraná nei casi “triplex” di Guarujá, del sito di Atibaia e dell’Istituto Lula, mentre si moltiplicano le accuse di parzialità dell’ ex giudice Sergio Moro, oggi al soldo di una impresa statunitense incaricata di portare a termine le privatizzazioni in Brasile.

Cade la montatura giudiziaria contro Lula e oggi l’ex presidente è di nuovo eleggibile.

In termini giuridici, il 13° Tribunale di Curitiba non aveva la competenza come “giudice naturale”. I processi saranno comunque nuovamente analizzati dalla Corte Federale, che dovrà decidere se gli atti processuali possono essere convalidati o meno.

E’ una vittoria di quanti si sono mobilitati in questi anni contro una farsa giudiziaria che aveva l’obiettivo di eliminare dalla scena politica il miglior Presidente della storia brasiliana.

Auguri compagno Lula.

Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

BAGGI/PENNATI/(PRC-SE): LO SPORT NON DEVE ESSERE MESSO DA PARTE.

Il comparto sportivo che concorre(va) al 3% del PIL nazionale (14mld di €) è fermo.

Un settore che fonda la sua forza lavoro all’85% di collaboratori sportivi (40% di questi donne): precari, lavoratori nei fatti ma non sulla carta e nel “sottoscala” dell’interesse politico.   

Gli indennizzi sono fermi a dicembre e al momento nessuna notizia su quelli di gennaio, febbraio e marzo.

Un anno fa e a fine ottobre, palestre, piscine e impianti sportivi sono state le prima attività ad essere state chiuse subito, nonostante erano stati approntati protocolli per operare in tutta sicurezza.

Il nuovo governo sì è dimostrato ambiguo sullo sport: ha approvato i decreti di riforma del settore che potrebbero portare maggiori tutele e diritti a lavoratori ed atleti, ma ha abolito il ministero dello sport e al momento non è stato nemmeno nominato un sottosegretario.

La delega è oggetto di contesa tra le forze contrarie alla riforma e intanto lo sport è nel limbo: nessuno che si occupi a un piano sulle riaperture in sicurezza e incertezze sul Decreto Sostegno che dovrebbe contenere le misure sulle indennità per i lavoratori di questi primi 3 mesi del 2021.

Il sistema sportivo e in misura maggiore i suoi addetti sono in estrema difficoltà, non devono essere dimenticati e/o lasciati in sospeso per “giochi” d’interesse.

Milano, 07/03/2021
Fabrizio Baggi, Segretario regionale Prc/SE Lombardia
Riccardo Pennati, lavoratore dello sport Prc Federazione di Milano

Vigevano: le crisi globali contemporanee, prima videoconferenza del collettivo “Luxemburg”

Comunicato stampa

Le crisi globali contemporanee saranno al centro del primo dei due incontri di formazione sulla piattaforma Zoom organizzati dal Collettivo culturale “Rosa Luxemburg” di Vigevano in collaborazione con il Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano. Questa videoconferenza, gratuita e in diretta, è in programma venerdì 12 marzo 2021 dalle ore 18 alle ore 19,30 circa. Relatore sarà il saggista Giorgio Riolo, della “Rete delle Alternative”.
Il titolo dell’incontro di venerdì 12 marzo è “Il sistema-mondo e le crisi globali contemporanee. Il capitalismo nell’era del neoliberismo e la crisi economica, la crisi ecologico-climatica e la crisi epidemiologica. Le alternative possibili”. «Verrà proposta – spiegano gli organizzatori nel presentare l’iniziativa – l’analisi a grandi linee delle dinamiche fondamentali del mondo contemporaneo con l’indicazione di alcune alternative possibili qui e ora. Sarà inoltre illustrato lo stato del mondo diviso tra Nord Globale e Sud Globale e si approfondiranno le questioni legate alla giustizia sociale e alla giustizia ambientale».
La seconda videoconferenza si terrà venerdì 26 marzo e spazierà da Karl Marx a Samir Amin, con un’analisi del sistema capitalistico dalle origini alla nuova globalizzazione-mondializzazione, nonché un approfondimento sul pensiero antisistema e i movimenti storico-sociali a esso ispirato.
Per ricevere il link di partecipazione è indispensabile inviare una mail all’indirizzo di posta elettronica rifondazionecomunista.vigevano@gmail.com.

VERSO L’8 MARZO

Il 7 marzo alle 16:00 non perdetevi la nostra live sul canale YouTube e la pagina Facebook di La Spina e sulle pagine Facebook di Giovani Comunisti/e Lombardia, Giovani Comunisti/e ComoGiovani Comunisti/e MantovaGiovani Comunisti/e PaviaGiovani Comunisti/e MilanoGiovani Comunisti/e Lecco e Giovani Comunisti/e Crema.

Sarà un’occasione per parlare di femminismo intersezionale, immigrazione e lavoro, della violenza di genere e di come si sia diffusa post-pandemia e per sentire testimonianze di donne che vivono in un mondo patriarcale.

(per chi non avesse Facebook può scriverci in direct per ricevere il link per seguire la diretta).

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