Categoria: Comunicati stampa
Moreschi, dopo l’allarme i sindacati attendono risposte dall’azienda
Fonte: Tele Pavia: https://www.youtube.com/watch?v=gvz16UJQru4
Funivia Mottarone, ecco come, la ricerca del profitto a tutti i costi, ha generato una tragedia
PAOLO FERRERO*
La tragedia della funivia di Stresa è vergognosa. Per il comportamento criminale degli imprenditori, per l’ignavia del governo che non ha deciso i funerali di Stato. Eppure, i funerali di Stato sarebbero stati un atto dovuto, non solo per il numero dei morti ma perché il contrasto tra la spensieratezza con cui le famiglie sono andate in gita domenica scorsa e le immagini delle scarpine dei bambini sparse attorno alla cabina frantumata, parla di un problema politico.
Uno Stato che non è in grado di tutelare la sicurezza dei propri cittadini in un momento di relax non è uno Stato, ma un puro accrocchio di potere. Qui non stiamo parlando di un incidente. Qui stiamo parlando di un atto criminale la cui estensione temporale e relativa all’intreccio di responsabilità è ancora da chiarire nei suoi contorni. Un atto criminale che non è il frutto del gesto di un folle, sempre difficile da prevedere, ma un atto criminale costruito nel tempo, probabilmente negli anni, in base all’applicazione di una semplicissima logica: garantire i propri profitti. A Stresa i proprietari dell’impianto – o presunti tali – hanno giocato alla roulette russa con la vita dei passeggeri: hanno sbagliato i calcoli e i passeggeri sono morti.
L’elemento drammatico, che non si può tacere, è che questo azzardo morale sulla vita delle persone motivato dal profitto economico non è un caso, ma la normalità di questo sistema capitalistico fondato sul profitto. Vale per i giochi finanziari, vale nelle attività industriali che inquinano, vale nella tragedia del Mottarone.
Qualche commentatore si scandalizza dicendo che non ci sono più gli imprenditori di una volta. Come se la tragedia del Vajont fosse accaduta per altre ragioni o se il capitalismo, sin dalla sua nascita, non fosse fondato sul maggior sfruttamento possibile, a cominciare da quello dei bambini che tutt’ora producono molte delle merci che usiamo quotidianamente.
Il punto vero è che il sistema capitalistico è fondato sull’irresponsabilità sociale di individui che svolgendo ruoli finalizzati ad ottenere il massimo profitto, fanno scommesse che, se non vanno a buon fine, pagano altri. Questi individui si chiamano imprenditori e fanno i capitani coraggiosi con la vita degli altri. Non perché necessariamente siano cattive persone, ma per una logica sistemica: l’attività economica è fatta per produrre profitto, che sia per il singolo proprietario o per gli azionisti poco importa.
Il punto vero è che nei decenni scorsi eravamo riusciti a fissare delle regole, dei lacci e dei laccioli che obbligavano i padroni a fare gli imprenditori, a rispettare delle regole. Invece adesso i padroni sono tornati a fare i padroni, autorità sovrane prive di limiti e controlli. Perché un altro elemento che pare emergere dalla tragedia di Stresa è che i controlli o sono finti o non funzionano. Chi sgarra non paga o paga molto meno dei danni che ha prodotto, questo è il punto. Non è un incidente di percorso ma la normalità prevista e incorporata nei rischi d’impresa.
Se questo è vero voglio avanzare un’ultima considerazione e una proposta. Se la funivia di Stresa fosse stata pubblica e gestita dal pubblico, la tragedia non sarebbe successa. Nessun dirigente o dipendente pubblico avrebbe rischiato la vita di decine di persone e messo a rischio il proprio progetto di vita per il suo stipendio. Una gestione pubblica, che è fondata sul rispetto delle regole e non dalla ricerca del massimo profitto, avrebbe fermato l’impianto. Penso sia una considerazione incontrovertibile.
Se così è bisogna fermare le privatizzazioni e invertire la tendenza. Se le vite valgono più dei profitti privati, pubblicizziamo completamente l’intero settore del trasporto pubblico: dalle funivie agli autobus. Perché si può rischiare la vita delle persone mettendo un “forchettone” o facendo guidare un autista per 12 ore di fila o non facendo la manutenzione dei mezzi. Tutto pubblico e sottratto alla ricerca del profitto. Perché ognuno di noi ha diritto ad andare in gita la domenica con i propri figli senza che qualcuno possa giocare con la nostra vita per riempire il suo portafogli.
*Paolo Ferrero, Vicepresidente Partito della Sinistra Europea
LA SITUAZIONE DEL CLIR- LA GESTIONE DEI RIFIUTI DEVE RIMANERE PUBBLICA
Il Partito della Rifondazione Comunista esprime il pieno appoggio all’azione delle organizzazioni sindacali per salvaguardare i posti di lavoro dei dipendenti del Clir e perché il ciclo dei rifiuti rimanga pubblico.
Gravi sono le responsabilità politiche di Lega e Centro Destra che hanno gestito questo consorzio.
Ancora non è stato chiarito il percorso per cui si è arrivati al grave indebitamento finanziario.
Sarebbe necessaria un’ inchiesta approfondita da parte delle autorità competenti.
Altrettanto grave è l’ atteggiamento di quei comuni (Mortara, Mede, Dorno, Sannazzaro) che, prima avevano siglato un accordo con Cgil-Cisl-Uil per il rilancio del Consorzio e per il mantenimento della gestione dei rifiuti nel perimetro pubblico e poi, con un vergognoso voltafaccia, si sono rimangiati questi propositi.
Sono in pericolo una cinquantina di posti di lavoro e la sostenibilità ambientale del problema dei rifiuti.
Questa è la conseguenza di un atteggiamento che, negli anni, come è avvenuto per la sanità, ha puntato a demolire l’intervento pubblico e ad aprire la strada ai potentati economici.
Affossare un consorzio pubblico e affidare la gestione ai privati apre la strada a problemi seri, come è stato dimostrato dagli impianti privati che si sono occupati negli ultimi anni di rifiuti: ricordiamo l’incendio Bertè, la gestione degli scarrabili, ecc.
Infine: una mozione presentata al Consiglio comunale di Mortara dal sottoscritto e da Paola Savini per salvaguardare i posti di lavoro del Clir è stata, a suo tempo, respinta dalla maggioranza leghista con il pretesto che “era inutile, che ci avrebbe pensato l’amministrazione comunale”.
Anche nel consiglio comunale del 27 maggio scorso la Giunta di Mortara se ne è ben guardata dal parlare della questione.
Giuseppe Abba’- consigliere comunale di Mortara del Partito della Rifondazione Comunista.
E pensare che i leghisti, una volta si spacciavano per difensori del piccolo commercio… Ora “piazzano” supermercati a tutto spiano
Grave decisione dell’amministrazione comunale leghista di Mortara: consente, in cambio di un pugno di soldi, un colossale ampliamento della collina dei rifiuti di Albonese
ANCHE A PAVIA COME NEL RESTO D’ITALIA, CONTINUA LA STRAGE DEI LAVORATORI
Venerdì scorso due lavoratori impiegati in un’azienda di Villanterio nella nostra provincia sono stati uccisi dalle esalazioni di vapori di ammoniaca a causa della rottura di un tubo.
Si aggiungono alla lunga lista d’infortuni che anche nella nostra provincia si sta sempre più allungando.
I dati INAIL ci dicono che nei primi quattro mesi dell’anno in corso si sono già verificati nel nostro territorio ben 1.523 infortuni con quattro morti.
Solo a marzo sono stati 340 ad aprile 384, il 90% di tali incidenti è avvenuto nell’industria.
Le cause di tutto ciò non vanno ricercate nella sfortuna e nel destino ma nell’irresponsabilità dei nostri governati.
Negli ultimi dieci anni, i vari governi che si sono succeduti hanno tagliato il personale addetto ai controlli sulla sicurezza nei luoghi di lavoro a tal punto che è impossibile eseguire un controllo capillare nelle aziende.
Le responsabilità vanno cercate anche nel nostro sistema produttivo, dove tutto è subordinato alla produttività e profittabilità delle aziende, dove i lavoratori non sono esseri umani ma appendici delle macchine e come tali trattati.
Ripeto, non si tratta d’incidenti, né del destino, né di tragica fatalità ma di precise scelte fatte dalla politica e da molti imprenditori.
Occorre rilanciare un nuovo ciclo di lotte per imporre diritti e sicurezza nei luoghi di lavoro, Rifondazione Comunista è impegnata in questo lavoro convinta che solo un nuovo protagonismo dei lavoratori e delle lavoratrici potrà cambiare questa situazione.
Rusconi Piero Rifondazione Comunista Pavia
29/05/2021
23 maggio 2021: 29 anni dopo la strage di Capaci cosa è realmente cambiato?
di Fabrizio Baggi, Segretario regionale Partito della Rifondazione Comunista – Lombardia
Sono trascorsi 29 anni da quel 23 maggio nel quale il giudice simbolo della lotta alle mafia – Giovanni Falcone, la giudice Francesca Morvillo e gli agenti della scorta vennero brutalmente assassinati dai quasi mille chili di tritolo per mano dell’organizzazione criminale “cosa nostra” in quella che passò poi alla storia come “la strage di Capaci”.
Con Giovanni Falcone morivano quel giorno, nell’immaginario di quella parte d’Italia che diceva no al compromesso mafioso, le sensazioni di “rivalsa” nei confronti della criminalità organizzata che le condanne del maxiprocesso avevano creato in molte e molti ma la stagione delle stragi non era ancora terminata.
Fu poi la volta di Paolo Borsellino, poco meno di due mesi dopo, e poi ci fu la “trattativa” Stato/mafia – sulla quale attraverso l’operato del Giudice Nino di Matteo si sta ancora (faticosamente) indagando e processo nel quale il Partito della Rifondazione Comunista fu l’unica forza politica a costituirsi parte Civile.
Cos’è cambiato da quei momenti terribili? I metodi certamente; oggi la mafia indossa il colletto bianco, ed invece che sparare si intromette nelle istituzioni, in certa politica, nei grandi appalti, pubblici e non, nelle cosiddette grandi opere (la tav ad esempio) ripulendo l’enorme quantità di “denaro sporco” attraverso attività “legali” creando di fatto degli enormi lavandini atti a ripulire i proventi della vendita della cocaina e delle molteplici attività criminali.
Tutto questo accade troppo spesso nell’indifferenza dei più che, non si accorgono di ciò che li circonda, fino al memento in cui un consiglio comunale viene commissariato per mafia o corruzione – in Lombardia è successo in diverse occasioni – oppure fino a che una maxi operazione di polizia fa un grosso numero di arresi nel paese limitrofo.
La mentalità mafiosa è purtroppo penetrata in gran parte del pensiero collettivo che, attraverso il venir meno delle grandi ideologie, ha portato una grandissima parte di popolazione a dimenticare che ogni scelta può essere da esso influenzata o no:
- Al supermercato acquisto la passata di pomodoro economica che è stata fatta dai nuovi schiavi nelle mani del caporalato oppure spendo qualcosa in più e compro un prodotto etico?
- Se ho la possibilità di evitare una lista d’attesa “grazie” all’intervento di un conoscente che lavora in quell’ente lo accetto oppure lotto perché, per tutta la collettività, quelle liste di attesa diminuiscano?
Si tratta di piccoli ma importanti gesti che possono magari apparire irrilevanti ma che vanno nella direzione giusta per provare a costruire tutte e tutti insieme le condizioni perché avvenga quella “rivoluzione culturale” realmente necessaria per combattere (e sconfiggere) il fenomeno mafioso che, come diceva Giovanni Falcone, “è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine” una fine che purtroppo il nostro Paese non ha ancora conosciuto, nonostante i morti, nonostante le stragi, ma allo stesso tempo un fenomeno che l’Italia ha il dovere di sconfiggere non fosse altro per evitare che la morte di Falcone, così come quella di Peppino Impastato, Pio la Torre, Placido Rizzoto e molte e molti altri siano, anni dopo, risultate inutili.
Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola e le comuniste e i comunisti non hanno paura, e lo vogliono scrivere e gridare che la mafia è una montagna d merda. Facciamo in modo che il 23 maggio sia ogni giorno, che la lotta alle mafie tutte sia un compito che ci assumiamo come collettività e che la memoria dei martiri della lotta alle mafie sia onorata non solamente dalle periodiche commemorazioni ma dal comportamento di ognuna e ognuno di noi.
23 maggio 2021
“Anche i Partigiani però…” con Chiara Colombini e Pierangelo Lombardi il 26 maggio
Presentazione in videoconferenza del libro “Anche i Partigiani però…” con Chiara Colombini e Pierangelo Lombardi che si terrà il 26 maggio alle ore 21,00 organizzata dall’Anpi Voghera, in collaborazione con il Comitato provinciale Anpi e ISTORECO Pavia.

BREVETTI SUI VACCINI, VITTORIA AL PARLAMENTO EUROPEO. IL 21 MAGGIO 2021 IN PIAZZA A ROMA
Pubblicato il 20 mag 2021
È stato approvato ieri un emendamento dal parlamento europeo presentato dal nostro gruppo La Sinistra (Gue) per l’appoggio alla richiesta di India e Sud Africa di sospensione dei brevetti sui vaccini. L’emendamento approvato è inequivocabile:
“invita pertanto l’UE a sostenere l’iniziativa presentata da India e Sud Africa in seno all’Organizzazione mondiale del commercio, con la quale si richiede una sospensione temporanea dei diritti di proprietà intellettuale relativi ai vaccini, alle attrezzature e alle terapie per far fronte alla COVID-19 ed esorta le società farmaceutiche a condividere le proprie conoscenze e i propri dati attraverso il pool di accesso alle tecnologie (C-TAP) relative alla COVID-19
dell’Organizzazione mondiale della sanità”.
È una prima crepa rispetto alla posizione disumana tenuta dalla Commissione Europea che finora all’Organizzazione Mondiale del Commercio si è schierata a protezione delle multinazionali farmaceutiche.
Si tratta di una grande vittoria dopo mesi di campagna che abbiamo portato avanti come sinistra radicale insieme a scienziati, medici, associazioni, sindacati. Va ringraziato il nostro gruppo parlamentare La Sinistra, in particolare Miguel Urban, Manon Aubry e Marc Botenga, per questo risultato. Il parlamento ha votato ma non è scontato che la Commissione Europea segua l’invito del parlamento.
Domani 21 maggio e sabato 22 manifesteremo a Roma per il diritto alle cure e ai vaccini in concomitanza del G20 a cui parteciperà Ursula von der Leyen.
Il concentramento è previsto a Roma venerdì 21 ore 15 via San Pancrazio angolo via del Vascello e sabato 22 in Piazza della Repubblica.
Proseguiamo la raccolta sull’Ice “nessun profitto sulla pandemia” con l’obiettivo di 1 milione di firme.
La sconfitta del virus sarà possibile solo se l’intera umanità sarà vaccinata.
Va denunciato che contro l’emendamento e in difesa dei profitti delle multinazionali hanno votato a Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Italia Viva.
Maurizio Acerbo, Segretario nazionale
Rosa Rinaldi, responsabile sanità, Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea


