di Giuseppe AbbĂ Consigliere comunale del Partito della Rifondazione comunista – Mortara
(CLIR: Consorzio Lomellino Incenerimento Rifiuti, questa era la sigla iniziale, da parecchi anni si occupa solo della raccolta rifiuti e non dell’incenerimento)
1) Innanzitutto bisogna attribuire la responsabilitĂ politica di una gestione disastrosa che ha portato il Clir sullâorlo del fallimento: è indubbio che la responsabilitĂ politica è del centro-destra che ha nominato il Consiglio di Amministrazione e che controlla pressochĂŠ tutti i Comuni che fanno parte del Consorzio.
2) Su scala generale la gestione dei rifiuti è stata pessima, come è dimostrato dalla vicenda BertĂŠ, dove è stato incaricato un privato di ritirare i rifiuti con le conseguenze che abbiamo visto, dallâaccumulo ben oltre il consentito allâincendio. Come pure la questione dellâinceneritore che ritira molti piĂš rifiuti rispetto alla produzione provinciale, anche al di fuori della Regione o i progetti per bruciare i fanghi.
3) Per scongiurare il fallimento del Clir vengono avanti proposte fortemente negative, dal forte aumento delle tariffe che ricadranno sui cittadini a fantomatici âpiani industrialiâ dove non si sa trovare di meglio che rispolverare un progetto giĂ sconfitto ventâanni fa come la gestione del deposito delle ceneri. Come è noto lâinceneritore non distrugge completamente il prodotto conferito, rimane un buon 30% di cenere che, mescolate a cemento, devono essere portate in una discarica. Venti anni fa fu proposta una zona tra Mortara e le Frazioni Orientali, un posto pieno di risorgive e di falde superficiali. Per fortuna la mobilitazione dei cittadini (raccogliemmo centinaia di firme, facemmo presidi e manifestazioni), nonchĂŠ pareri tecnici negativi affossarono questo tentativo di ulteriore devastazione del territorio. Riproporre ora questa questione è veramente da irresponsabili.
4) Anche la proposta che viene da A2A (la societĂ che gestisce lâinceneritore) che si offre in pratica di subentrare al Clir è negativa. Affidare la gestione ad una societĂ che non si fa scrupolo di bruciare quantitativi di rifiuti molto piĂš alti della produzione locale, che vuole bruciare i fanghi, che apre nuove linee non è una soluzione adeguata al problema. Oltretutto affidare allâA2A vuole dire privatizzare ulteriormente il servizio in quanto A2A è fortemente partecipata da investitori statunitensi, britannici, francesi, italiani, tedeschi e dal Lussemburgo [dati elaborati sulla base del libro soci aggiornato alla data di distribuzione del dividendo del 22 maggio 2019]. Questa societĂ , per sua stessa natura, è evidentemente portata a fare profitti piuttosto che risolvere il problema dei rifiuti.
5) Parimenti la frammentazione in atto da parte dei Comuni che, ognuno per suo conto (o quasi) si affidano a ditte private è pericolosa in quanto, al di lĂ della bontĂ o meno delle ditte incaricate (abbiamo visto quanto siano facili gli âscivoloniâ, come appunto è dimostrato dal caso BertĂŠ e da altri casi, non solo nel campo dei rifiuti), si perde il controllo complessivo di una questione ambientalmente e socialmente rilevantissima, quella dei rifiuti.
Cosa proporre:
A) Innanzitutto unâazione che salvaguardi il posto di lavoro e i salari dei dipendenti del Clir.
B) Rilanciare la gestione pubblica con una corretta gestione di riciclo e di riuso dei materiali. Ci sono esempi di enti locali che, lavorando in questa direzione, sono riusciti ad abbassare fortemente i costi e di conseguenza le tariffe.
C) Una sorta di ârivoluzione culturaleâ nei confronti dellâatteggiamento predominante da cui deriva lo spreco che è poi il âbrodo di colturaâ dei comportamenti individuali scorretti.
D) In ultimo, ma non meno importante: unâanalisi precisa, una vera e propria inchiesta per ricostruire come si è arrivati a questo punto al fine di evitare per il futuro i comportamenti che hanno portato a risultati cosĂŹ drammatici. Demolire il servizio pubblico e favorire in tal modo, inevitabilmente, i privati lâabbiamo giĂ visto nella sanitĂ . Evitiamolo per i rifiuti.