Tag: Rifondazione Comunista

Colonialismo Italiano in Etiopia: dal fascismo alla Repubblica

24 Novembre 2022

Massimiliano Farrell

Siamo molto orgogliosi, come sezione ANPI di Mortara, di aver riempito la sala conferenze di Palazzo Cambieri martedì sera con la nostra conferenza pubblica sul Colonialismo Italiano.

Un grazie di cuore va a tutti coloro che hanno partecipato, per le molte domande che sono state poste e gli interessanti spunti di riflessione che sono emersi su un tema di cui ancora oggi si fa fatica a parlare e che poco si conosce.

Un grazie di cuore va al professor Antonio Morone, docente di Storia dell’Africa Mediterranea e Orientale presso l’Università di Pavia, e a Federica Ferrero, dottoranda in Storia dell’Africa, per aver portato all’attenzione del pubblico mortarese la storia del colonialismo italiano nell’età liberale, nell’età fascista e nell’età repubblicana.

Una storia che, come hanno ricordato i relatori, non è soltanto una storia degli italiani in Africa, ma è una storia di africani e di italiani. Lo spunto iniziale da cui si è sviluppata la conferenza è stato il volume “Gli Ultimi Ascari d’Italia” del prof. Morone, che illustra il ruolo degli Ascari come soldati e intermediari tra i colonizzatori e i colonizzati, anch’essi però discriminati in quanto non godevano nell’esercito italiano degli stessi ranghi e delle stesse condizioni dei bianchi.

Oltre alle caratteristiche peculiari del colonialismo italiano, la sua violenza, e l’incapacità di imporre un vero e proprio dominio sui territori occupati, che è testimoniata dalle continue guerre in Libia e nel Corno d’Africa, e oltre all’analisi della società coloniale a partire proprio dal ruolo degli Ascari, la conferenza è stata anche un’occasione per riflettere su come l’atteggiamento razzista e xenofobo che vediamo oggi nei respingimenti dei migranti alla frontiera c’è sempre stato nel corso della storia dell’Italia repubblicana e non è altro che un’eredità del periodo coloniale.

Quando gli Ascari divennero inutili come intermediari ed era ormai chiaro che non sarebbe stato possibile ritornare nelle colonie in Africa dopo la caduta del fascismo, come tutti i partiti politici avevano inizialmente sperato, tutti gli Ascari che erano emigrati in Italia furono respinti e ricacciati indietro come ospiti indesiderati.

Unione Popolare: boicottare i mondiali di calcio grondanti di sangue

21 Novembre 2022

Parte oggi la Fifa World Cup in Qatar, reame poco più grande dell’Abruzzo, un tempo semisconosciuto, che oggi rappresenta il 1° paese al mondo per PIL pro-capite, il 3° produttore mondiale di gas. 220 miliardi di dollari sono stati spesi per i mondiali (i più costosi di sempre).

Su 3 milioni di abitanti 300 mila hanno la cittadinanza del Paese. Questi campionati sono fondati su : soldi, potere, geopolitica, prestigio, interessi, morti, sfruttamento, silenzio assordante! Una media di 12 decessi a settimana sul lavoro, morti silenti o silenziate.

In gran parte sono operai emigrati da paesi asiatici e dal Kenia, in cerca di lavoro e fortuna ma che in Qatar hanno trovato sfruttamento, trattamento disumano, morte, nell’indifferenza assoluta.

Lo ricordiamo agli appassionati di calcio che quegli stadi dove da oggi siederanno, quegli edifici ultramoderni e quelle strade super spaziose sono macchiate del sangue dei tanti operai uccisi. E trasudano ipocrisia i leader mondiali che a volte ricordano di denunciare i crimini commessi da alcuni dittatori mentre spesso, con altri, più utili, osservano un reverenziale silenzio quando non li supportano apertamente, come accade in Qatar.

L’Italia ne è complice: il Qatar ha investito 5 miliardi di dollari nel nostro mercato immobiliare, noi nel frattempo, spendiamo 10.811.025 milioni di euro per inviare 560 militari e 46 mezzi, approvati con il decreto Missioni del governo dei Migliori, col plauso di tutta la maggioranza, incluso chi oggi, in altri contesti, si straccia le vesti per i diritti umani e quello internazionale. In più anche i diritti televisivi che la RAI ha acquistato, per poco meno di 200 milioni di euro.

Cosa possiamo fare ? Denunciare, ancora e ancora e boicottare. Non possono e devono esistere diritti umani di serie A e B. Ne qui, ne altrove!

Coordinamento Unione Popolare

Università di Pavia: Vittoria! Si potrà mangiare al caldo

16 Novembre 2022

EDOARDO CASATI

VITTORIA! Grazie alla nostra battaglia, portata avanti assieme al coordinamento per il diritto allo studio – unione degli studenti, da oggi é possibile mangiare nelle aule e da domani ne verranno indicate alcune specifiche in cui sarà possibile consumare il pasto per i prossimi mesi invernali.

Un esempio pratico di come la lotta, in questo caso durata 6 giorni, paga e porta a raggiungere risultati strepitosi.
Bellissimo oggi vedere gli studenti e le studentesse consumare, in tranquillità e al caldo, la loro schiscetta.

Per il pane e per la pace

7 novembre 2022

Lenin

Due questioni sono balzate attualmente in primo piano fra tutte le altre questioni politiche: la questione del pane e quella della pace.

La guerra imperialistica, guerra fra le più grandi e più ricche compagnie bancarie – l’”Inghilterra” e la “Germania”- per il dominio del mondo, per la spartizione del bottino, per la spogliazione dei popoli piccoli e deboli, questa guerra orribile e criminale ha devastato tutti i paesi, ha esaurito e sfinito tutti i popoli, ha posto l’umanità di fronte al dilemma: o mandare in rovina tutta la civiltà e scomparire, o rovesciare per via rivoluzionaria il giogo del capitale, rovesciare il dominio della borghesia, conquistare il socialismo e una pace durevole.

Se non vincerà il socialismo, la pace tra gli Stati capitalistici significherà soltanto un armistizio, una tregua, la preparazione ad un nuovo massacro dei popoli.

Pace e pane: queste sono le rivendicazioni fondamentali degli operai e degli sfruttati.

La guerra ha acuito al massimo grado queste rivendicazioni. La guerra ha votato alla fame i paesi più civili, più sviluppati culturalmente. Ma d’altra parte, la guerra, come enorme processo storico, ha affrettato in modo mai visto in precedenza lo sviluppo sociale. Il capitalismo, sviluppatosi in imperialismo, cioè in capitalismo monopolistico, si è trasformato per effetto della guerra in capitalismo monopolistico di Stato. Abbiamo ora raggiunto questo grado di sviluppo dell’economia mondiale che è il diretto preludio al socialismo.

Perciò la rivoluzione socialista scoppiata in Russia è solo il preludio della rivoluzione socialista mondiale. Pace e pane, rovesciamento della borghesia, mezzi rivoluzionari per guarire le ferite recate dalla guerra, piena vittoria del socialismo: ecco gli obiettivi della lotta.

Pietrogrado, 14 dicembre 1917

PAVIA DEMOCRATICA E ANTIFASCISTA

Video del corteo del 5 novembre 2022 a Pavia

6 Novembre 2022

Come ogni anno, il 5 novembre, la Pavia democratica e antifascista scende in piazza.

Ogni 5 novembre i fascisti da tutta la Lombardia si danno appuntamento in un quartiere della nostra città per commemorare un giovane iscritto dell’MSI morto negli anni Settanta in un incidente stradale.

La morte del giovane, come ha accertato la Magistratura fu in incidente stradale e non un omicidio come da loro sostenuto ma a loro non interessa la verità, a loro interessa solo ogni anno organizzare una iniziativa politica con l’unico scopo di segnare la loro presenza in città.

Presenza che ogni volta trova una ferma e decisa risposta da tutte le forze politiche e associative democratiche e antifasciste.

Anche quest’anno centinaia di Pavesi hanno partecipato alla manifestazione, organizzata dalla rete antifascista che ha attraversato la città.

Quest’anno, come molte altre volte, la Questura ha cercato di ostacolare il nostro diritto costituzionale di manifestare, questa volta ci hanno provato utilizzando il recente DL del Governo Meloni, imponendo un massimo di 50 partecipanti al corteo.

La risposta indignata di tutta le forze democratiche ha costretto la Questura a rimangiarsi tale imposizione.

Il corteo si è svolto tranquillamente e al termine, come nostra abitudine, si è tenuto un’assemblea pubblica in piazza con decine di interventi.

Come Rifondazione Comunista e Giovani Comunisti abbiamo partecipato convintamente alla manifestazione portandovi le nostre bandiere e le nostre idee.

Da sempre siamo impegnati nel difendere gli ideali della resistenza, e la Costituzione democratica che ne è nata.

Questo nostro impegno si intensificherà nel prossimo futuro per contrastare il Governo Meloni, primo Governo di Destra nel nostro paese.

Come Rifondazione Comunista e Giovani Comunisti abbiamo partecipato al corteo caratterizzando la nostra presenza portando anche uno striscione contro la guerra e per la pace, perché il nostro antifascismo è anche antimilitarismo e pacifismo, il fascismo non è solo violenza, leggi razziali, omofobia, leggi antisindacali.

Il fascismo è soprattutto guerra e oggi con la guerra in Ucraina il pericolo di uno scontro generalizzato è sempre più possibile.

Per questo siamo  

CONTRO IL FASCISMO E CONTRO TUTTE LE GUERRE

Rifondazione Comunista federazione Pavia

Giovani Comunisti Pavia

Unione Popolare: domani 4 novembre presidi contro la guerra in tutta Italia e sabato in corteo a Roma e Napoli

Pubblicato il 3 nov 2022

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Unione Popolare promuove domani 4 novembre, in occasione della Festa delle Forze Armate, una giornata di mobilitazione pacifista. Sabato 5 novembre parteciperemo e invitiamo a partecipare alle manifestazioni nazionali di Roma e di Napoli.

In almeno trenta città italiane ci saranno domani presidi contro la guerra, contro la guerra ai poveri e contro la guerra ai migranti. Vogliamo unire il nostro ripudio della guerra alla nostra opposizione alle politiche contro i poveri del governo che vuole abolire il reddito di cittadinanza e che sta bloccando le navi delle ong nel Mediterraneo.

Questo governo come quello che lo ha preceduto prosegue sulla strada della guerra per procura in Ucraina con l’invio di armi e il totale allineamento alla NATO e agli USA. Sempre con la complicità della sedicente opposizione ha di fatto prorogato gli accordi con la Libia siglati nel 2017 da Gentiloni e Minniti.

Noi scenderemo in piazza il 4 e 5 novembre per rivendicare l’attuazione della Costituzione, lo stop all’invio delle armi, il taglio delle spese militari, l’estensione del reddito di cittadinanza e misure contro il carovita e l’inflazione a partire dal salario minimo e la scala mobile, la fine delle politiche disumane sulla pelle dei migranti prigionieri nei lager libici o annegati nel Mediterraneo.

Al contrario degli esponenti del PD e del M5S parteciperemo alla manifestazione pacifista a Roma il 5 novembre con la coerenza di chi si è opposto fin dall’inizio all’invio di armi e all’espansionismo NATO. Saremo in piazza per dire no all’invasione di Putin e anche a chi vuole proseguire la guerra per calcoli geopolitici folli.

Chiediamo che le enormi risorse che si stanno sperperando per la nuova corsa agli armamenti e per il conflitto in Ucraina siano destinate alla solidarietà, alla sanità, allo stato sociale, alla lotta alla povertà.

Coordinamento nazionale di Unione Popolare

Elenco incompleto iniziative 4 novembre:

Grosseto. In centro ore 17.30 UP
Padova, 12.30, davanti al Municipio, UP
Mantova, 6.00, L. go XXIV Maggio, Rifondazione, PaP e altri
Ravenna, 16.30, Piazza XX Settembre, UP e altri
Bologna, 18.00, Piazza Nettuno, UP
Livorno, 17.30, Piazza Grande, Rifondazione, PaP e altri
Torino, 17.00 Via Garibaldi (angolo Piazza Castello), UP e altri
Bolzano, 15.00, Piazza del Grano, UP ed altri
Roma 18.00, Via Flavio Stilicone, (Cinecittà) UP
Roma, 17.00 Via Adami, UP volantinaggio
Roma 17.00 Via delle Robinie (Centocelle) Rifondazione volantinaggio
Roma ore 7,50 8,50 Scuola Alberto Manzi – Via del Pigneto 301
ore 7,50 8,50 Scuola Enrico Toti – Via del Pigneto 104
(Torpignattara) Rifondazione volantinaggio
Milano, 17.30. Corso Italia, UP
Ivrea, 10.30. Giardini di Corso Cavour, vari
Cagliari, 17.00 Piazza Garibaldi
Catanzaro, 18.00 volantinaggio in centro città
Pesaro, ore 16.00 Piazza Collenuccio
Marano di Napoli, 17.30. Piazza della Pace
Pisa, 12.00 di Via Caduti di Kindu
Pozzuoli, 18.00. Piazza della Repubblica

4 novembre: festa della guerra e della cobelligeranza

3 Novembre 2022

La retorica di circostanza accompagna anche quest’anno le inutili stragi di ieri e di oggi, nascondendo sotto il tappeto una tragica realtà.

In trent’anni di belligeranza NATO il nostro Paese ha accumulato pesantissime responsabilità di guerra.

L’uso massiccio di armi all’uranio impoverito da parte della NATO ha causato un disastro ambientale ed una vera e propria epidemia che ancora oggi continua a mietere decine di migliaia di vittime in Iraq, Afghanistan, Serbia, Kosovo, Bosnia ed Europa.

Solo in Italia ci sono almeno 8000 ex militari colpiti da gravissime patologie legate all’esposizione all’uranio impoverito usato dalla NATO nel corso delle così dette “missioni di pace”. Altri 400 sono morti ed il Ministero della difesa continua a negare le sue responsabilità, nonostante oltre trecento sentenze perse nei tribunali di ogni ordine e grado compreso il Consiglio di Stato.

Le attività del poligono NATO di Capo Teulada sono sotto inchiesta da parte del tribunale di Cagliari che ha istruito lo scorso giugno un processo per disastro ambientale che vede come imputati i generali Valotto, Errico, Rossi, Santroni e Graziano (già “promosso” alla presidenza di Fincantieri).

Il neo-ministro della difesa Crosetto, fino a ieri lobbista dell’industria bellica nazionale, ha recentemente affermato che le Forze Armate hanno bisogno di giovani per essere più funzionali ai nuovi scenari di guerra, mentre il nostro territorio continua ad essere usato come una rampa di lancio statunitense coperta dal segreto di Stato.

Il governo Meloni, in perfetta continuità coi governi precedenti, continua a prendere ordini da Washington e dalla NATO, trascinando il Paese e gli stessi soldati in una guerra tra superpotenze con esiti drammatici per l’umanità intera.

Rifondazione comunista sta dalla parte della pace e delle vittime dell’uranio impoverito, compresi i veterani che già dallo scorso marzo si opponevano all’invio di armi e soldati ai confini con la Russia.

L’unico modo per celebrare i caduti di tutte le guerre è che l’Italia ritiri i  contingenti da quelle in corso ed esca dalla Nato.

Marco Consolo, responsabile area esteri e pace

Gregorio Piccin,, responsabile pace, Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea 

Brasile: AUGURI PRESIDENTE LULA !!

31 Ottobre 2022

Non sono servite le minacce di golpe, non sono serviti anni di accuse finte e di processi-farsa, non sono servite le centinaia di giorni di ingiusta detenzione. Il Brasile di chi lavora, degli sfruttati e dei diseredati ha scelto per la terza volta Luiz Inácio Lula da Silva come Presidente ! La vittoria di Lula è la vittoria della democrazia, delle lotte sociali contro le diseguaglianze ed il fascismo.

Si tratta di un’ulteriore conferma, semmai ce ne fosse bisogno, che quando la sinistra fa davvero la sinistra, quando si dà una connotazione di classe e popolare, quando non rincorre un liberismo «più buono», le classi subalterne sanno in chi devono e possono riconoscersi. Lula è l’esempio del coraggio di chi ha speso la sua vita a combattere contro i privilegi, contro lo sfruttamento delle classi lavoratrici, contro la devastazione dell’Amazzonia, per il socialismo del XXI secolo.

Certo, la coesistenza con il Congresso eletto al primo turno e con molti governatori di destra non sarà delle più semplici. Ma siamo sicuri che la sua intelligenza politica saprà superare le difficoltà di un Paese ridotto allo stremo dalle criminali politiche di Bolsonaro.

Con Lula ritorna la speranza!

Bentornato, Lula!

Rifondazione Comunista

Forza Lula

30 Ottobre 2022

Oggi milioni di cittadini brasiliani saranno chiamati ad una scelta. Il Brasile è la nona economia mondiale, ma anche il terzo paese più diseguale dell’America Latina. Luiz Inácio Lula da Silva nei suoi anni di presidenza ha cercato di fare in modo che la crescita economica del paese andasse di pari passo con la diminuzione delle diseguaglianze.

In parte c’è riuscito, ma questo ha scatenato l’odio delle frange più conservatrici del Brasile che hanno trovato in Jair Bolsonaro, l’attuale presidente, il loro uomo forte.

Il Brasile si trova di fronte ad una scelta: da un lato un candidato che rappresenta l’anima più reazionaria del paese, fautore di politiche in linea con i dogmi liberisti, che non ha mai nascosto simpatie per un certo tipo di politica autoritaria.

Dall’altro un uomo che ha provato e vuole riprovare a far valere un principio: il benessere e la crescita economica non sono nulla se non sono alla portata di tutti.

Noi di Unione Popolare sappiamo con il cuore da che parte stare!

RIFONDAZIONE COMUNISTA CON LE LAVORATRICI E I LAVORATORI DELLA SANITÀ IN LOTTA

28 Ottobre 2022

Rifondazione Comunista sostiene la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità pubblica e privata che parteciperanno alla mobilitazione nazionale con manifestazione a Roma il 29 ottobre promossa da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fp , Fials e Nursind.

La lotta è l’unica risposta possibile di fronte a un governo che, a sentire le dichiarazioni della Presidente del Consiglio, intende mantenere i tagli alla spesa sanitaria di circa un punto e mezzo di pil decisi da Draghi; nulla dice sul fatto che si spendono i fondi del PNRR per costruire nuove strutture senza prevedere l’assunzione di personale, con la conseguenza di impoverire ancora di più il pubblico a vantaggio del privato.

Come è successo negli ultimi vent’anni che hanno visto tagli per decine di miliardi, 37 solo negli ultimi dieci, alla sanità pubblica, attraverso tagli lineari prevalentemente risolti con la riduzione del personale. Ciò ha reso fragilissimo il nostro sistema sanitario pubblico che ha retto l’urto drammatico del Covid solo grazie all’abnegazione dei lavoratori e delle lavoratrici, prima considerate eroiche, ora nuovamente dimenticate e sottoposte a turni massacranti.

Alla mancanza di personale si aggiunge un esodo preoccupante dalle professioni sanitari. La gravità della situazione è rappresentata dall’ aumento dei bandi per la esternalizzazione delle ore ai Pronto Soccorso.

Il servizio pubblico viene depauperato  e avanza la sanità  privata, ormai in mano a potenti multinazionali
Da tempo sosteniamo la necessità di maggiori risorse per la sanità pubblica, di  un corposo piano di investimenti e assunzioni superando i limiti di tetti per il personale, la reinternalizzazione di tutto quanto è stato esternalizzato e la stabilizzazione dei precari; per cui non possiamo non sostenere questa lotta , che ricorda al paese che il Servizio Sanitario Pubblico è in pericolo .

Ma perché la lotta sia efficace oltre le mobilitazioni come quella importante di sabato ci dovrebbero essere scioperi e una offensiva mediatica e politica che metta al centro il diritto alla salute, cui tutti i cittadine e le cittadine sono interessati e alla fine una mobilitazione generale ,a uno sciopero  non  solo di categoria .

La salute è un diritto di tutti e tutte.  Difendiamolo 

Giovanna Capelli Responsabile Sanità PRC Lombardia
Antonello Patta, Responsabile  Nazionale Lavoro PRC