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Aumenti delle bollette per i cittadini. Aumento degli stipendi per gli amministratori…

20 Agosto 2022

Forse il concetto di giustizia sociale è stato travisato.

Apprendiamo dall’Informatore Vigevanese e dalla Provincia Pavese degli aumenti per i nostri Amministratori, che per il momento si accontentano del 45% di quanto previsto, sino a conoscere l’esatto contributo statale… dopodiché decideranno in merito… ovvero se triplicarsi l’emolumento come da tabella.

Riteniamo non sia giusto accettare aumenti per giunte dove si litiga per giochi di potere interni alla stessa maggioranza; o peggio volano insulti sessisti indegni di un paese civile.

E’ curioso che a fronte di una diminuzione dei poteri degli Enti  Locali e del numero degli Amministratori, siano solo i loro stipendi ad aumentare!

Come Rifondazione Comunista,  e dal programma di Unione  Popolare proponiamo che:

  • Gli stipendi degli Amministratori non debbano superare lo stipendio medio di un operaio o impiegato.
  • Reintrodurre un meccanismo automatico di aumento dei salari e delle pensioni “scala  mobile” per difendere i salari più bassi.

Come Rifondazione Comunista  VIGILEREMO affinché dopo gli exploit di buone intenzioni circa la riduzione di questi aumenti, il tutto non cada come sempre nel dimenticatoio.

Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano

UNIONE POPOLARE

LA FESTA DELLA DEMOCRAZIA

20 Agosto 2022

Per due settimane abbiamo dato vita a oltre mille banchetti per la raccolta firme in tutta Italia.

Con un grandissimo sforzo collettivo ce l’abbiamo già fatta!

La corsa all’ultima firma continua ancora in alcune località (tra cui Varese e Trapani-Agrigento).

Ma abbiamo raccolto quasi 60.000 firme e così ampiamente superato la quota di firme a livello nazionale necessarie per partecipare, ed è ormai certo che Unione Popolare riuscirà a presentarsi in queste elezioni!

Questo è un momento per celebrare il nostro sforzo collettivo.

Il 21 e 22 agosto celebreremo la consegna delle firme come una festa della democrazia e della sovranità popolare.

Vi invitiamo a creare eventi locali per accompagnare le delegazioni che porteranno le firme alle Corti di Appello in giro per l’Italia, e a fare video e fare foto per documentare l’avvenimento.

La prima barriera è stata superata ed è il momento di celebrare prima del lungo percorso che ci aspetta!

IL 25 SETTEMBRE DIAMO UNA RAPPRESENTANZA PARLAMENTARE ALLE LOTTE PER LA PACE, CONTRO LA NATO, CONTRO IL CAROVITA E LE BOLLETTE MASSACRANTI, PER LA SCUOLA E LA SANITÀ PUBBLICA, PER I DIRITTI SOCIALI E DEL LAVORO. VOTIAMO UNIONE POPOLARE

18 Agosto 2022

GIUSEPPE ABBA’

A Mortara abbiamo chiuso oggi la raccolta, l’autenticazione e la certificazione delle firme per la presentazione delle liste di Unione Popolare alla Camera e al Senato.

Come è noto Unione Popolare è una coalizione elettorale formata dal Partito della Rifondazione Comunista, da Potere al Popolo, dal partito di De Magistris, dalla componente parlamentare ManifestA e da altri gruppi minori.

E’ l’unica seria alternativa al centro destra e al centro sinistra che di fatto non si distinguono sui temi della guerra e degli armamenti e neanche sui problemi sociali.

Il circolo di Mortara ha raccolto 165 firme in una sola settimana.
Se consideriamo il periodo di Ferragosto, il caldo, ecc., è stato un ottimo risultato.
In Provincia di Pavia sono state raccolte dai nostri circoli (dato di ieri pomeriggio) ben 432 firme, mentre altre 200 circa (sempre dato di ieri pomeriggio) da Potere al Popolo.

Significative le persone che di solito non tocchiamo per questo lavoro che spontaneamente si sono presentate a firmare.

Altrettanto significativo il contributo dei giovani (grazie al grande lavoro del compagno Massimiliano Farrell).

Se il 25 settembre Unione Popolare riuscirà a passare lo sbarramento (fissato al 3 per cento) avremo un po’ di parlamentari a rappresentare alla Camera e al Senato un Paese diverso, a sostenere anche nelle assemblee elettive le lotte per la pace, contro le privatizzazioni, per la reintroduzione della scala mobile, per la sanità e la scuola pubblica, ecc., ecc.

Tesoro finito

18 Agosto 2022

MARCO SAVINI

C’era una volta un signore, che però era povero. Chiamiamolo… come lo chiamiamo? Giovanni? Ivan? Jean? John? Vanno bene tutti. Tanto è una storia… mondiale! Be’ quello lì aveva saputo da uno stregone – non io neh! – che c’era un tesoro nascosto in un bosco.

Se non c’è un bosco non è una vera fiaba.

Allora si è messo a cercare un giorno e non ha trovato niente. Torna il giorno dopo e non trova niente neanche quel giorno. Allora va anche il terzo giorno e niente neppure lì…

Sarà la solita storia senza fine? No speriamo che questa finisca.

Allora, cosa fa questo Jean, Ivan, John, Giovannino? Va a prendere una motosega.

Voi direte ma non c’erano una volta le motoseghe.

Ci sono adesso. Questa è una storia moderna.

Allora con questa motosega comincia a tagliare una pianta che gli sembrava che nascondesse sotto il tesoro, ma niente. Allora taglia una seconda pianta da un’altra parte, ma niente anche lì. Allora passa a un’altra parte ancora del bosco e taglia una terza pianta. E sapete cos’ha trovato?

“Il tesoro!” Direte voi.

No, tesori miei, niente anche lì. Intanto che tagliava però portava a casa la legna che bruciava o vendeva.

“Ecco il tesoro, era la legna, era il bosco”. Direte voi.

Era… Ma voi fate presto. La storia non è mica finita lì. Insomma, per farla corta, a un bel momento aveva tagliato tutte le piante. E proprio all’ultima, che non c’era più né ombra, né fresco, né animali del bosco, lui vede che si apre sotto la radice una grossa buca. Allora lui si infila e va sotto. E va… e va… e va… arriva dove c’era un grande ma grande, ma grande lago nero. Ma era scuro e lui non sapeva se era il buio o era proprio nero e allora ha acceso un fiammifero e ha visto che era proprio nero, anzi che se immergeva il suo bastone e poi attizzava la fiamma bruciava da matti.

E quindi lui si è chiesto: “Sarà mica questo il tesoro?”

E allora ne prende un po’, lo mette dentro la borraccia e pensa: “Adesso lo porto su, faccio analizzare questo olio nero e poi lo vendo. Altroché il legno, questo è il vero tesoro!”

“È finita così?” Direte ancora voi impazienti.

No, cercate di avere un po’ di pazienza, che la storia è lunga… un secolo e forse anche di più, ma sta quasi per finire. Allora lì il… il giovane cerca di tornare su, ma non ce la fa più. Non aveva portato con sé una scala e neppure una corda, che gli uomini, ma anche le donne, non sono mica previdenti, loro pensano solo all’oggi non al domani. Allora pensa e ripensa, ma non era un’aquila, come si dice. E a un certo punto gli è venuta anche paura che con tutti quei tesori, quelli che c’aveva già in banca e quello lì che c’aveva ai piedi, però doveva morire, che lì sotto mancava l’aria… e c’era un gran caldo, sembrava di essere in una serra, ma buia, senza luce.

Finalmente sente un grido, va a vedere, era un’aquila, che era andata a fare il nido proprio lì sotto. Allora chiede all’aquila se fa il favore di portarlo su. L’aquila che era rimasta senza mangiare ha detto: “Sì ti porto su, ma te devi darmi della carne da mangiare tutte le volte che te la chiedo”.

Giovannino aveva portato un fagottino con due bistecche dentro a due michette per la colazione e ha cominciato a dargliene una. Così l’aquila l’ha preso per la collottola e ha cominciato a sollevarlo.

Solo che non erano ancora volati fuori che l’aquila ha chiesto ancora “Carne” e allora Giovannino le ha dato l’altra bistecca. Stavano per uscire fuori dal buco quando l’aquila ha chiesto ancora della carne. Giovannino non ce ne aveva più e allora l’aquila ha cominciato a scendere giù velocemente, come le azioni in borsa. Allora Giovannino ha pensato – andando con le aquile si impara un po’ -. Ha tirato fuori il suo coltello si è tagliato la natica destra e gliel’ha data da mangiare. E forse ce l’ha fatta a uscire. O forse ha dovuto tagliare anche la sinistra. Ma non si sa bene, la fiaba non è ancora finita. Però io non so il finale, magari lo saprete voi che siete giovani…

Sì, ma il perché delle natiche mutilate, direte voi, non l’abbiamo capito. La fiaba è così, mica l’ho inventata io. Si vede che l’uomo per uscirne fuori, per salvarsi deve tagliare via qualcosa… non so io. Lo vedrete voi… aquile.

La raccolta firme per la presentazione della lista UNIONE POPOLARE in provincia di Pavia è stata un successo

17 Agosto 2022

Il circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano e Cassolnovo, ha raccolto nr. 88 firme (65 di Vigevano e 23 di Cassolnovo).

Anche gli altri nostri circoli della Federazione di Pavia, hanno ottenuto un buon risultato di cui daremo conto nei prossimi comunicati.

Rispetto ad altre raccolte abbiamo notato maggiore interesse e abbiamo toccato gente nuova, che presentatisi spontaneamente ai nostri punti di raccolta.

Particolarmente sottolineiamo che hanno firmato parecchi giovani, anche su spinta dei Giovani Comunisti.

Unione Popolare è l’unica vera alternativa al pensiero unico degli altri partiti di centro destra e di centro sinistra.

Per una politica di pace, contro gli armamenti, per l’ambiente, per difendere i servizi pubblici (sanità e scuola), per migliorare le condizioni di vita delle masse popolari, il 25 settembre votiamo UNITA’ POPOLARE con De Magistris.

Coalizione elettorale formata da:

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA

POTERE AL POPOLO

DEMOCRAZIA E AUTONOMIA (Movimento politico di De Magistris)

MANIFESTA (Componente parlamentare che rappresenta Prc e Potere al popolo)

Circolo del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano

Dialogo tra Malaberlusco e Furfantello (liberamente tratto dai “Dialoghi morali” di Giacomo Leopardi)

16 Agosto 2022

Malaberlusco. Spiriti dell’abisso, Furfantello, Reganello, Scelbiatto, Craxiotte, Gellisto, Cossighino, Trampiota, o come siete chiamati, io vi scongiuro nel nome di Belzebù, e vi comando in nome del mio futuro governo, che è il migliore di tutte le repubbliche, venga uno di voi con autorizzazione del vostro principe e pieno potere di usare le forze dell’inferno al mio servizio.

Furfantello. Eccomi qui.

MALABERLUSCO. Chi sei?

FURFANTELLO. Furfantello, non mi riconosci?

MALABERLUSCO. Adesso che ti guardo meglio ti riconosco, amico di gioventù. E porti il mandato di Belzebù?

FURFANTELLO. Sì lo porto, e posso fare tutto quello che il mio e tuo Re potrebbe.

MALABERLUSCO. Va bene, tu devi soddisfare un mio desiderio.

FURFANTELLO. Sarai servito. Che vuoi? Una ricchezza maggiore degli altri?

MALABERLUSCO. Non per vantarmi, ma quella già la possiedo.

FURFANTELLO. Donne minorenni di tutte le nazioni?

MALABERLUSCO. Non mi vergogno a dire che ho già chi mi serve a proposito.

FURFANTELLO. Un potere sulle onde che influenzano le menti delle genti?

MALABERLUSCO. Non per gloriarmi, ma già le controllo.

FURFANTELLO. La possibilità di comperare il consenso di tutti rappresentanti del popolo che ti possono servire?

MALABERLUSCO. No! Ti pare che per queste cose sia necessario il diavolo?

FURFANTELLO. Adulazione e buona fortuna ribaldo come sei?

MALABERLUSCO. Piuttosto mi servirebbe il diavolo se volessi il contrario.

FURFANTELLO. Allora cosa mi comandi?

MALABERLUSCO. Fammi ottenere grandezza e vera gloria per ora e… per i posteri.

FURFANTELLO. Non posso.

MALABERLUSCO. Come non puoi?

FURFANTELLO. Ti giuro che in coscienza non posso.

MALABERLUSCO. In coscienza di un demonio?

FURFANTELLO. Sì certo. Fa conto che ci sono diavoli dabbene come tra gli uomini.

MALABERLUSCO. Ma tu fa conto che ti rovino la reputazione con i miei giornali se non mi ubbidisci subito senza più parole.

FURFANTELLO. Tu mi puoi pure ammazzare, ma non ti posso accontentare.

MALABERLUSCO. Allora vattene di qui, incapace, e mandami a chiamare Belzebù in persona.

FURFANTELLO. Se pure venisse con tutti i Borgia e tutte le Bolge, non potrà dare grandezza né a te né a quelli della tua specie.

MALABERLUSCO. Ma come lui non può tutto?

FURFANTELLO. Già ti ha dato, senza tuo merito, fama, popolarità, consenso, ma la gloria non la puoi ottenere né da lui né da altri.

MALABERLUSCO. Ma mi ricorderanno i posteri, sarà scritto il mio nome nei libri di scuola, nei saggi di storia?

FURFANTELLO. Sì, quello te lo concediamo, ma senza onore.

MALABERLUSCO. Almeno potresti, intercedere per non farmi coprire di disonore?

FURFANTELLO. Forse, dopo morto, col tempo e con storici compiacenti, ma di più non ti prometto.

MALABERLUSCO. Scusa, se non ho la gloria io, chi la può avere?

FURFANTELLO. Molti che tu non apprezzi e neppure conosci.

MALABERLUSCO. Ma io posso pagare e profumatamente.

FURFANTELLO. A noi non serve il denaro, è una nostra invenzione, lo continuiamo a defecare.

MALABERLUSCO. E allora come posso corromperti, concuterti, comprometterti?

FURFANTELLO. Un cavillo forse ci sarebbe: una cosina che mi potresti dare per il mio principe.

MALABERLUSCO. Parla e te la darò senza esitare.

FURFANTELLO. Dai la tua anima al diavolo e lui vedrà quanta grandezza ti può assegnare.

MALABERLUSCO. Quella l’ho già data, anni fa, a una tua camerata dalle fiamme tricolori.

FURFANTELLO. Allora hai già avuto tutto quello che volevi, se non hai più l’anima da vendere, non hai più gloria da comprare.

Ponte Morandi. 43 morti per il profitto. Basta

14 Agosto 2022

A quattro anni dal crollo del Ponte Morandi proviamo disgusto per il finto cordoglio dei partiti che portano la responsabilità della strage.

Ribadiamo che si è trattato di una strage causata dalla sciagurata privatizzazione delle autostrade voluta dal centrosinistra e dalla destra.

Ai privati sono state garantite concessioni con regole tutte a loro favore e una totale assenza di controlli.

L’asservimento della politica a gruppi economici privati è proseguita anche dopo il crollo nonostante siano emerse dalle indagini evidenti prove della mancata manutenzione.

Invece di riprendersi la concessione i governi Conte e Draghi hanno deciso di remunerare gli azionisti di Atlantia rilevando le quote della società. Circa 9 miliardi di euro sono andati a Benetton e gli altri azionisti. La politica ha arricchito i Benetton anche dopo la strage.

Ci associamo alla sacrosanta indignazione del comitato dei familiari delle vittime di fronte a questo scandalo alla luce del sole.

Va ricordato che la privatizzazione delle autostrade fu avviata dai governi di centrosinistra e poi con quelli di centrodestra furono scritte le norme oscene e contrarie alla tutela dell’interesse pubblico che hanno blindato i Benetton.

Noi di Rifondazione Comunista fummo gli unici a opporci alla privatizzazione e i fatti ci hanno dato ragione.

Il risultato della privatizzazione è che tutte le reti autostradali sono in stato di degrado e toccherà di nuovo agli italiani pagare i costi della manutenzione di cui hanno estremo bisogno.

Destra e PD hanno arricchito gli oligarchi nostrani con le privatizzazioni e ora affidano le nostre autostrade a fondi d’investimento stranieri.

E’ ora di procedere alla ripubblicizzazione, di riprenderci un patrimonio pubblico saccheggiato da una politica al servizio di un capitalismo di rapina.

L’Unione Popolare è l’alternativa ai partiti che hanno consentito il saccheggio del nostro paese con le privatizzazioni.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, coordinamento di Unione Popolare con De Magistris#UnionePopolare

UNIONE POPOLARE: INTERROGAZIONE DELLA SENATRICE PAOLA NUGNES SU CHIUSURA COMUNI A FERRAGOSTO, PROBLEMI PER RACCOLTA FIRME

14 Agosto 2022

Dichiarazione del segretario di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo, candidato di Unione Popolare: “È vergognoso che il governo non abbia garantito la certificazione delle firme raccolte in tutti i comuni. Riscontriamo che in molti comuni il servizio non sia operativo in questi giorni creando enormi problemi alle liste come UNIONE  POPOLARE con De Magistris che devono raccogliere e presentare decine di migliaia di firme. La nostra senatrice Paola Nugnes ha presentato stamattina un’ interrogazione urgente alla ministra Lamorgese.

Ricordiamo che per legge i comuni dovrebbero consegnare certificati entro 24 ore. Siamo di fronte a un’altra pesante discriminazione antidemocratica.

INTERROGAZIONE URGENTISSIMA A RISPOSTA SCRITTA  ALLA MINISTRA DEGLI INTERNI dott.ssa Luciana Lamorgese  

La sottoscritta senatrice Paola Nugnes, coordinatrice della componente ManifestA al Senato                                                           

INTERROGA PER SAPERE

  • Premesso che in vista della presentazione delle liste per le elezioni politiche del 25 settembre solo poche formazioni politiche sono costrette, in pieno agosto, a raccogliere non meno di 750 firme per ogni collegio plurinominale della Camera e del Senato, e che queste firme vanno certificate dai Comuni per attestare l’iscrizione alle liste elettorali del sottoscrittore ed anche la sua qualità di elettore nello specifico collegio plurinominale
  • Tenuto conto che molti Comuni , non avendo avuto la possibilità di definire per tempo un adeguato piano ferie dei lavoratori, e nel pieno rispetto dei diritti dei lavoratori stessi, di fatto chiuderanno gli uffici elettorali dal 12 al 18 agosto 
  • Tenuto conto che la legge 361/1957 (succ. mod.) obbliga i Comuni a rilasciare le certificazioni entro 24 ore dalla loro richiesta, e che, nonostante  il fatto che dal 18 agosto in molti casi tale apertura degli uffici sarà garantita, si determina un danno grave per i soggetti politici che – raccogliendo le firme – devono sapere subito quante firme sono valide, eventualmente per incrementarle –
  • Ricordato che la scadenza della presentazione delle liste è al 35esimo giorno antecedente le elezioni, e cioè il 21 agosto                                                    

CHIEDE  

  • quale provvedimento urgente la Ministra competente intende assumere per garantire il diritto alla presentazione elettorale di tutti i soggetti politici, in particolare di quelli che devono raccogliere le firme
  • se non ritiene urgente ed opportuno inoltrare una circolare sulla materia  ai Prefetti per garantire la piena applicazione della legge Sen. 

PAOLA NUGNES

coordinatrice componente ManifestA del gruppo misto del Senato

UN ANNO DOPO. “GRAZIE GINO, ORA RIPOSA. ANDIAMO AVANTI NOI”

13 agosto 2022

Tra tutti i biglietti lasciati sul cancello della sua camera ardente, lo scorso agosto, ce n’era uno che diceva: “Grazie Gino, ora riposa. Andiamo avanti noi”. Era legato alle sbarre insieme a tanti altri, pieni di affetto e di gratitudine, ma aveva qualcosa di diverso: guardava in qualche modo al futuro.

Quel biglietto ha rappresentato di fatto un’ispirazione nell’anno che è seguito, durante il quale non sono mai mancati l’aiuto e il pensiero di amici o persone sconosciute che hanno voluto dire “Ci sono”, che sono stati accanto a EMERGENCY nel suo momento più difficile.

Tra i tanti doni che ci ha lasciato Gino abbiamo ritrovato così anche una comunità, nata intorno a un’idea semplice: “Chi ha bisogno va aiutato”. Attorno a quel suo modo di vedere il mondo, si sono ritrovate tante persone, spesso diversissime tra loro eppure tutte convinte che abbandonare qualcuno al suo destino sia sempre una scelta disumana.

Gino non ha abbandonato le vittime della guerra. Ferito dopo ferito, conflitto dopo conflitto, ci ha dimostrato che “La guerra non è mai la soluzione, ma è sempre il problema” e quindi va cancellata dalla nostra storia. Ovunque sia andato, ha visto esseri umani soffrire perché non avevano abbastanza soldi per ricevere le cure di cui avevano bisogno oppure perché dove vivevano non c’erano risorse, ospedali, medici a cui rivolgersi. In un mondo diviso tra chi può e chi no, si è sempre battuto per colmare quel baratro da medico, con tutti i mezzi che aveva. Perché “le cure sono un diritto umano fondamentale”.

Tante persone hanno portato avanti l’enorme lavoro di EMERGENCY. Tanti colleghi, volontari, artisti, amici, sostenitori, ma c’era sempre Gino alla guida. Era un ottimo medico, aveva coraggio, certo, ma soprattutto vedeva più lontano di tutti: aveva una capacità naturale di indicare la strada.

È passato un anno dal giorno in cui Gino ci ha lasciati. Anche se siamo irrimediabilmente più soli, oggi non possiamo fare altro che andare avanti noi. Lo facciamo perché ce n’è ancora bisogno e con la consapevolezza che – se oggi continuiamo a camminare – è anche perché qualcuno prima di noi ha avuto la forza di fare il primo passo.

https://www.emergency.it/blog/pace-e-diritti/gino-strada-un-anno-dopo/

Rifondazione VIGEVANO: prossime raccolte firme per l’UNIONE POPOLARE

12 Agosto 2022

FIRMA PER LA PRESENTAZIONE ALLE ELEZIONI POLITICHE DI

UNIONE POPOLARE con de Magistris

Vogliono cancellare definitivamente la rappresentanza popolare e della classe lavoratrice.

Tu puoi impedirlo.

Draghi e i partiti che hanno sostenuto il suo governo o hanno fatto finta di opporvisi hanno preparato una situazione disastrosa per le masse popolari.

Ora, alle elezioni, fingono di dividersi per continuare a portare avanti – chiunque vinca – le stesse politiche.

Diamo un forte segnale di discontinuità della classe lavoratrice e popolare.

Con UNIONE POPOLARE abbiamo lo strumento per dire BASTA.

  • Basta guerre e sanzioni. No all’invio di armi e soldati. Riduzione delle spese militari.
  • Blocco aumento bollette e lotta agli speculatori.
  • Reintrodurre la scala Mobile per salari e pensioni.
  • Salario minimo a 10 euro netti l’ora.
  • Reddito per i disoccupati.
  • Soldi del PNRR per Sanità Scuola Trasporti Servizi e Beni Pubblici.
  • Blocco degli sfratti.
  • No a nucleare, carbone, rigassificatori e inceneritori. Si alle energie ecocompatibili e pulite.

UNITI POSSIAMO FERMARLI! Firma e vota UNIONE POPOLARE con de Magistris

Prossime raccolte firme a Vigevano:

sabato 13/08 dalle ore 20 e lunedì 15/08 dalle ore 11 presso Coop. Portalupi – Sforzesca

VI ASPETTIAMO NUMEROSI IN COOPERATIVA!