Categoria: Resistenza

Congresso circolo Anpi Mortara

Tratto da: https://www.facebook.com/anpimortara

Ieri sera 30 ottobre, presso la Camera del Lavoro di Mortara, si è riunito il Congresso della sezione ANPI di Mortara.

Alla fine dei lavori congressuali, a cui ha partecipato anche il presidente provinciale ANPI Santino Marchiselli, si è proceduto alla votazione per l’elezione dei componenti del nuovo Comitato di sezione e del Collegio dei revisori dei conti.

Il presidente di sezione eletto è Massimiliano Farrell, giovane antifascista di 19 anni, che raccoglierà i frutti dell’importante lavoro svolto negli ultimi anni dal presidente uscente Piero Rusconi.

Si tratta di un’importante rinnovamento generazionale per la nostra associazione, e confidiamo negli anni di avere sempre più giovani tra i nostri iscritti.

Ad affiancare Massimiliano Farrell nel Comitato di sezione ci saranno: la vicepresidente Brigitte Hoffmann, Angela Chinosi, Cinzia Materossi e Danut Gradinaru.

Fanno parte, invece, del Collegio dei revisori dei conti: Rino Favargiotti, Teresio Forti e Claudio Mazzola.

Comunicato Anpi e Forum delle Associazioni Antifasciste e della Resistenza

“A Roma un assalto fascista alla democrazia. Solidarietà alla CGIL”
9 Ottobre 2021

Comunicato della Segreteria nazionale ANPI sui fatti di violenza accaduti a Roma sabato 9 ottobre nell’ambito della manifestazione no green pass

Un inaudito assalto fascista alla democrazia.

Questo sta accadendo a Roma. Nell’esprimere solidarietà alla CGIL, la cui sede nazionale è stata oggetto di aggressione e danni, ci appelliamo con forza al Ministro dell’Interno, al Governo affinché vengano immediatamente sciolte, senza se e senza ma, tutte le organizzazioni che si rifanno al fascismo che è, se ancora non fosse chiaro, un crimine!

La Segreteria Nazionale ANPI

“Piena solidarietà alla CGIL e il 16 ottobre tutti in piazza: Mai più fascismi!”
10 Ottobre 2021

Comunicato del Forum delle Associazioni antifasciste e della Resistenza

Il Forum delle Associazioni antifasciste e della Resistenza esprime piena e appassionata solidarietà alla CGIL per il vile assalto fascista di ieri alla sede nazionale. Quello che è successo è di una gravità inaudita e richiama esplicitamente gli attacchi squadristici al sindacato negli anni Venti. È giunto il momento di una netta e profonda assunzione di responsabilità da parte di tutte le autorità competenti: vengano immediatamente sciolte le organizzazioni neofasciste a partire da Forza Nuova. Non sono più tollerabili aggressioni e intimidazioni. Il fascismo ha distrutto l’Italia e non può avere cittadinanza nel Paese. Per questo invitiamo tutte le democratiche e i democratici, le antifasciste e gli antifascisti a partecipare alla grande manifestazione nazionale di sabato 16 ottobre indetta da CGIL, CISL, UIL: MAI PIU’ FASCISMI!

ANPI – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia
AICVAS – Associazione Italiani Combattenti Volontari Antifascisti di Spagna
ANED – Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti
ANEI – Associazione Nazionale Ex Internati
ANFIM – Associazione Nazionale Famiglie Italiane Martiri
ANPC – Associazione Nazionale Partigiani Cristiani
ANPPIA – Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti
ANRP – Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia
FIAP – Federazione Italiana Associazioni Partigiane
FIVL – Federazione Italiana Volontari della Libertà

ASSALTO FASCISTA A CGIL. LA SOLIDARIETÀ DI RIFONDAZIONE

Maurizio Acerbo

L’assalto alla Cgil non è una normale contestazione, è un atto di deliberato squadrismo.

A guidarlo sono i neofascisti che dall’inizio della pandemia dirigono e strumentalizzano le manifestazioni contro la presunta dittatura sanitaria.

L’invasione della sede del sindacato di Giuseppe Di Vittorio da parte di fascisti è inaccettabile e non può che essere condannato l’operato di chi gestisce l’ordine pubblico a Roma che non ha garantito la protezione alla sede della più grande organizzazione dei lavoratori italiani.

Esprimo la solidarietà di Rifondazione Comunista al compagno Maurizio Landini e a tutta la Confederazione Generale Italiana del Lavoro.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

P.S.: All’assalto alla #CGIL c’erano i #fascisti Roberto Fiore, Terza Posizione e ora Forza Nuova e Giuliano Castellino Forza Nuova e sorvegliato speciale. Noti difensori della #libertà e della #Costituzione nata dalla #Resistenza.

Rifondazione Comunista di Torrevecchia Pia: LIBERTÀ E DIRITTI PER LE DONNE IN AFGHANISTAN

Comunicato del Circolo di Torrevecchia Pia sull’iniziativa del 25/9

LIBERTÀ E DIRITTI PER LE DONNE IN AFGHANISTAN
Sono sempre più sotto attacco i diritti democratici e umani del popolo afghano e in particolare delle donne e della loro autodeterminazione .
Essere donne in questo paese è drammatico: si subiscono violenze quotidiane, umiliazioni, segregazioni, divieti lavorativi e sociali, mutilazioni e pubbliche uccisioni.
Dobbiamo sostenere le donne che lottano contro i fondamentalismi e le guerre che si sono succedute dagli anni ’90 in poi.
Molte donne cercano di fuggire ma molte altre continueranno a lottare contro questi fanatici criminali misogini, spesso in clandestinità.
I diritti delle donne devono essere pienamente riconosciuti e noi dobbiamo sostenere la lotta delle attiviste e delle loro organizzazioni, perché, come dice la storica Associazione rivoluzionaria RAWA: “Nessuna nazione può esportare i “diritti delle donne” o la “democrazia”. Crediamo che le donne afghane continueranno la lotta e nessuna oppressione, tirannia o violenza potrà fermare la resistenza”.

8 Settembre

Adriano Arlenghi

Oggi è l’8 settembre, un anniversario importante perché segna l’inizio della Resistenza In Italia.

Una data che molti tendono a dimenticare ma che è importante perché da lì è partita la costruzione di un Paese democratico.

Una data importante per chi conserva ancora i ricordi di quel periodo, pur non avendoli vissuti direttamente per motivi anagrafici.

E chi intervistare per contestualizzare quel periodo, se non Giuseppe Abbà, che la storia e le storie di quel tempo se le ricorda come se fossero di ieri? Anche perché Giuseppe non fa fatica a raccontare e così spesso accade che il tempo vola via in un attimo, carico di vicende ed accadimenti, che ti sembra quasi che siano avvenuti ieri.

In verità sono passati ben 78 anni e pure essi rimangono sempre importanti e fondamentali nella ricostruzione di come eravamo e di come siamo ora.

Dice dunque Giuseppe, che fu proprio l’otto di settembre la data in cui fu annunciato l’armistizio e l’esercito abbandonato vilmente dal re e dai gruppi dirigenti alla mercè dei nazisti. Allora i primi gruppi partigiani cominciarono a dare battaglia contro i nazi fascisti. Il 9 settembre a Porta San Paolo a Roma.

Poi i combattimenti proseguirono in molti altri luoghi. La vera e propria guerriglia partigiana, però iniziò un poco più tardi. Qui nella nostra pianura si formarono alcuni gruppi. In parte salirono in montagna ma altri agivano sul nostro territorio. Erano i cosiddetti gappisti, ovvero i gruppi di azione partigiana. Il compagno a cui tra l’altro abbiamo dedicato la sezione, Angelo Mascherpa, era un giovane di neanche vent’anni che aveva già partecipato insieme ai compagni di Vigevano a contrapporsi alla barbarie. Insieme a lui il mitico Giovanni Marcuzzi detto il Rosso.

Le sue prime azioni erano quelle di disarmo dei militi fascisti per procurarsi le armi per la resistenza. Una sera osò affrontare davanti alla stazione di Mortara il famoso Comandante, dico famoso ma vorrei dire famigerato, della polizia Militare tedesca di Mortara, che si chiamava Oscar.

Oscar fu nell’azione più svelto di lui e lo ferì gravemente alle gambe, fu catturato dai nazisti e portato in carcere. Abbandonato senza cure. Di conseguenza la gamba andò in cancrena e morì dopo un po’ di tempo. Questa è la storia di Angelo. Tra l’altro di questo Oscar, mi ha raccontato mio padre, che lui se la scampò e non cadde, nella resa del conti alla fine della guerra, il 25 aprile.

Catturato dai partigiani ci fu una specie di processo popolare. Dimostrò che in realtà non era organico al fascismo e che sapeva di un partigiano nascosto alla cascina Romentino che non aveva voluto catturare. In realtà fu a causa sua che Mascherpa morì.

Aldo invece era il fratello di Angelo e poi divenne attivista del Partito comunista, di Rifondazione, dell’Anpi, fino all’ultimo. Fu catturato dai fascisti e mandato in campo di concentramento. Arrivò a Bolzano, snodo importante di transito verso la Germania. Se fosse giunto ad un campo, difficilmente sarebbe tornato vivo. Invece in quel periodo la linea del Brennero fu bombardata e interrotta dagli Alleati e così non ci furono più trasferimenti di prigionieri ai tedeschi. Poi dopo la Liberazione, già ai primi di maggio, con una carovana della Croce Rossa Svizzera riuscì a tornare a Mortara. Pesava la metà in seguito alle sofferenze. Peraltro lui era un omone ma al ritorno pesava nemmeno quaranta chili.

Questa è la storia dei due fratelli Mascherpa, che voglio ricordare oggi, conclude Giuseppe Abbà, nell’anniversario dell’8 settembre. Con riconoscenza per quello che hanno fatto per tutti noi.

Nella foto Aldo Mascherpa nella veste di presidente Anpi 

MIKIS THEODORAKIS, COMUNISTA NON PENTITO

Con la morte di Mikis Theodorakis la Grecia e l’Europa perdono uno degli ultimi simboli di una generazione che ha lottato per la democrazia e il socialismo.

L’anno scorso aveva scritto: “voglio lasciare questo mondo da comunista”.

Esprimiamo il nostro cordoglio al popolo e alla sinistra greca per la scomparsa del compagno Mikis Theodorakis, artista indimenticabile e partigiano antifascista.

Theidorakis ha combattuto contro la barbarie nazifascista la dittatura dei colonnelli sponsorizzata dagli USA, la corruzione dei socialisti e negli ultimi anni contro la troika al fianco del vecchio compagno Manolis Glezos.

Abbiamo appreso con tristezza la notizia della morte questa mattina. Lo ricordiamo come immenso musicista e comunista mai pentito.

La sua resistenza è iniziata sin da giovane, ha patito la tortura e la prigione durante il regime dei colonnelli, la sua musica popolarissima in tutto il mondo fu vietata in Grecia.

Theodorakis dopo la dittatura ha continuato a combattere contro la corruzione e il dogmatismo, fino a 96 anni.

Una vita grande che lascia un patrimonio immenso alle donne e agli uomini liberi. Lo ricordiamo con noi nelle giornate dell’Oxi, del no del popolo greco al terrorismo economico di Shauble e Draghi.

Ogni sua composizione trasmetterà alle generazioni future i suoi ideali di libertà e giustizia sociale.

Maurizio Acerbo

#mikistheodorakis

Pagliarulo: “Salvini fa il furbo. Durigon cancella Falcone e Borsellino per il fascismo”

Fonte: https://www.anpi.it/articoli/2551/pagliarulo-salvini-fa-il-furbo-durigon-cancella-falcone-e-borsellino-per-il-fascismo

12 Agosto 2021

Dichiarazione del Presidente nazionale ANPI a seguito di quelle di Matteo Salvini nel programma “Zona Bianca” su Rete 4

Il Sen. Salvini fa il furbo. Afferma che il sindaco di Latina cambiò il nome del Parco “Arnaldo Mussolini” ma non dice che lo intitolò a Falcone e Borsellino.

Sostiene che Durigon si è limitato a invitare il sindaco a risolvere i problemi di qualità della vita a Latina negando l’evidenza: il sottosegretario al Mef ha chiesto di ri-dedicare il parco ad Arnaldo Mussolini.

Nega la presenza di simpatie fasciste nella Lega dimenticando i suoi selfie con i dirigenti di Casa Pound e la sua amicizia con Gianluca Savoini, da tanti definito un filo-nazista.

Isolato da tutti sul caso Durigon, persino dalla Meloni, si arrampica sugli specchi.

Basta mistificazioni e aberrazioni anti-storiche e anti-costituzionali.

Claudio Durigon è incompatibile col suo ruolo di Governo.

L’ANPI, sostenuta da una fitta indignazione popolare e parlamentare, continua a fare appello affinché venga rimosso.

Gianfranco Pagliarulo

Presidente nazionale ANPI

12 agosto 2021

Spezzare il silenzio…

Sono trascorse oltre due settimane dall’uccisione di Youns El Boussetaoi da parte dell’assessore Adriatici.

Un fatto gravissimo che ha lasciato sgomenta e addolorata una parte di Voghera.

La manifestazione di sabato 24 luglio (con la presenza della famiglia di Youns ed una grande partecipazione delle comunità marocchine e magrhebine oltre a moltissimi migranti con cittadinanza italiana uomini, donne, bambini) promossa originariamente dai giovani di “Noi siamo idee”, ha rappresentato un momento importante per la richiesta di giustizia sulla sua morte.

Manifestazione pacifica con una scarsissima presenza di vogheresi, in un centro cittadino con negozi inspiegabilmente chiusi dopo i messaggi di allarme inviati dalla sindaca.

Un segnale negativo che si è evidenziato anche nella seduta del Consiglio Comunale del 28 scorso.

Nella sede istituzionale cittadina sono mancate riflessione e approfondimento, con l’incredibile silenzio dei consiglieri di maggioranza che hanno rinunciato al proprio ruolo delegando alla sindaca ed alla sola capogruppo leghista, partito dell’ex assessore, gli interventi incentrati quasi esclusivamente sul presunto danno di immagine subito dalla città ad opera dei media.

Come se l’uccisione di un uomo ad opera di un rappresentante delle istituzioni locali fosse un normale fatto di cronaca.

E’ evidente la non volontà di fare i conti con il clima politico oltre che culturale nel quale è maturata l’uccisione di Youns.

Da almeno due decenni in città viene agitato il tema della presunta “sicurezza” mescolando situazioni reali di microcriminalità, progressivo degrado di aree e spazi urbani, assenza di iniziative sociali di accoglienza, sovrapponendo piano locale e nazionale per campagne politiche.

Il risultato è la diffusione di un “senso comune” fatto di indifferenza, razzismo e intolleranza (basta sfolgiare alcuni social locali per rendersene conto) mentre le scelte amministrative non affrontano le contraddizioni e le vecchie e nuove povertà, accentuate dalla pandemia, limitandosi a delegare gli interventi alle varie espressioni di volontariato presenti.

Pensiamo sia necessario spezzare il silenzio e riprendere al più presto occasioni di iniziativa, riflessione e confronto in città.

Vanno contrastate e respinte le logiche che da troppo tempo speculano e raccolgono consenso facendo leva sulle paure, sul rifiuto delle diversità, sull’esclusione delle persone più fragili ed esposte: le “vite di scarto” ben rappresentate da Youns e dalla sua tragica morte.

Associazione “Insieme”, A.N.P.I. sezione di Voghera, Comunità del Carmine, Legambiente Voghera – Oltrepò, C.G.I.L. Pavia, Associazione “Solidari – Dimbalente”, “Noi siamo idee”.

Voghera: importante risposta con manifestazione, contro l’omicidio compiuto dall’assessore leghista.

Sulla manifestazione di ieri a Voghera: è stata un’importante risposta contro l’omicidio compiuto dall’assessore leghista e il clima di odio sapientemente alimentato da quelle forze politiche espressioni delle classi dominanti per dividere i lavoratori e i poveri al fine di perpetuare i propri profitti.