Giustissima la riqualificazione di edifici dismessi di proprietà Comunale come la ex Polveriera per renderla così fruibile dalla collettività, magari cambiandole la destinazione in ottemperanza alla “Transizione Pacifista” usando la parte dei fondi che il Comune ha a disposizione.
Per la sua posizione geografica si potrebbe valutare l’inclusione nel Parco del Ticino con vocazione Ecologista e Pacifista: dove scuole e comitive di ragazzi organizzati dalle scuole del territorio insieme alle associazioni che fanno dell’insegnamento della tutela ambientale motivo prioritario dei programmi didattici, prevedendo l’uso di biciclette pubbliche permettendo così di godere in pieno la natura circostante. Altrettanto educativa e attuale sarebbe destinare la Ex-POLVERIERA a Casa della Resistenza dove i valori Democratici e la Vera memoria storica siano esempio e monito per i giovani che hanno conosciuto quel passato solo sui libri di storia.
Riteniamo valido anche il progetto come sede per le Guardie Ecologiche Volontarie perfettamente inserito nella logica che vede l’Educazione Civica come stimolo di conversione di tutto quello che in passato aveva avuto un utilizzo legato alla guerra, per una società che abbia come valori principali la Pace e la Solidarietà e le giovani generazioni come soggetti prioritari.
In un momento in cui tutti i MEDIA parlano purtroppo solo della guerra mai così vicina a noi, importantissimo riproporre i veri valori qualificanti come Pace, Ambientalismo e Solidarietà.
La pace non è un’utopia bensì la semplicità che è difficile da farsi.
Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano
La Festa della Liberazione dalla dittatura criminale nazifascista arriva quest’anno nel pieno di una situazione estremamente delicata.
Su un versante la guerra che sta distruggendo la vita di migliaia di persone e sull’altro la propaganda pro-guerra che i Partiti di governo, a partire da PD, compiono quotidianamente fomentando il folle invio di armi in Ucraina ed arrivando addirittura ad alzare la percentuale delle spese militari con l’obiettivo del 2 per cento d’investimenti in armi entro il 2024.
Noi, che siamo contro tutte le guerre, che siamo per la pace e per il disarmo abbiamo espresso molto chiaramente la nostra posizione che vede senza ombra di dubbi una ferma condanna a Putin ed all’invasione dell’Ucraina, ed una altrettanto ferma condanna all’espansionismo imperialista ad est della NATO – elemento destabilizzante che si rende complice delle guerre, alle infiltrazioni naziste all’interno dell’esercito ucraino, al mancato rispetto degli accordi di Minsk ed ovviamente all’invio di armi nei luoghi di conflitto ed all’aumento delle spese militari.
Siamo e saremo al fianco dell’#ANPI e del suo Presidente nazionale #Pagliarulo attaccati quotidianamente, in maniera squallida, dai “partiti con l’elmetto” e dall’informazione mainstream per via delle giuste posizioni su pace e disarmo espresse in queste settimane.
Non crediamo alle false narrazioni propagandistiche dei Partiti della guerra e per tutte queste ragioni saremo con l’ANPI e con il movimento per la pace in tutte le Piazza del 25 Aprile, nei territori e nella grande Piazza nazionale di Milano.
Rifondazione Comunista è contro Putin e contro la NATO.
Invitiamo tutti coloro che si riconoscono nei valori dell’antifascismo e della pace a partecipare alle iniziative che la sezione ANPI “Fratelli Capettini” di Mortara, insieme all’associazione culturale Il Villaggio di Esteban, ha organizzato per la Festa della Liberazione.
Domenica 24 ore 21: ritrovo davanti alla chiesa della Madonna del Campo per una fiaccolata fino al cippo del partigiano Aspesi
Lunedì 25 ore 9: ritrovo al cimitero di Mortara per commemorare e porre dei fiori sulle tombe dei partigiani e degli antifascisti mortaresi uccisi durante la lotta contro il nazifascismo ore 10: presidio statico e gazebo in piazza del Municipio con musica, dibattito e cibo
Sarà possibile rinnovare o effettuare il tesseramento all’ANPI per chi non l’avesse ancora fatto.
Non abbiamo mai creduto, né ricercato compatibilità politiche, siamo rimasti quei ragazzi cresciuti ed affascinati dall’eroismo dei partigiani, portato sino al sacrificio della vita per liberare la patria dal giogo nazi-fascista.
In questa solenne ricorrenza non possiamo sopportare i meschini e vili attacchi all’ANPI e al suo presidente, reo di non uniformarsi al pensiero unico che dipinge DRAGHI come salvatore della Patria, Zelensky come eroe e la Russia come l’orco!
Troppo facile e scontato! Siamo solidali con il popolo Ucraino e Russo che, vittime entrambi di loschi interessi geopolitici, combattono una stupida quanto inutile guerra, utile solo agli interessi personali di Putin e alle manie espansionistiche della NATO.
Non vediamo parallelismi tra la nostra Resistenza combattuta tra Italiani di diverse ideologie e posizioni e la guerra tra Ucraina e Russia.
Questa guerra tra due diversi stati, viziata dalle solite ingerenze esterne, che ben conosciamo, hanno seminato morte e distruzioni in tutto il mondo.
Usiamo la ricorrenza del 25 Aprile per fermare l’attacco reazionario travestito da falso pietismo che vuole riscrivere la Storia e i confini nell’intero mondo, ribadiamo che la pace si costruisce sedendosi ad un tavolo e animati da veri sentimenti pacifisti iniziare una discussione che abbia come finalità la soluzione dei contrasti e non la vendita di armi atte solo ad offendere.
Sostituiamo il pensiero unico guerrafondaio con vere azioni di pace che pongano al centro i veri valori come la Democrazia, la Giustizia, la Solidarietà e la Pace.
Questi sono gli insegnamenti che la nostra Resistenza ci ha tramandato e che dobbiamo riaffermare ogni qualvolta sia necessario.
Per questo molti hanno dato la vita e per questo noi oggi combattiamo, ribadire questi inalienabili valori è l’obiettivo di tutti coloro che credono veramente nella PACE e non la strumentalizzano per meri interessi personali.
Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano.
Paolo Flores d’Arcais prima insulta e diffama e poi chiede a Gianfranco Pagliarulo di partecipare ad un dibattito. La civiltà e la serietà però funzionano in un altro modo. Il nostro Presidente in questa lettera ha ringraziato i professori Angelo D’Orsi, Tomaso Montanari e Francesco Pallante per la loro appassionata solidarietà.
lo scorso fine settimana, dal 24 al 27 marzo, ho avuto l’occasione di partecipare attivamente, in quanto delegato in rappresentanza del comitato provinciale di Pavia, al congresso nazionale dell’ANPI a Riccione. Diciannovenne, ero tra i più giovani presenti.
Voglio qui riportare alcune mie riflessioni su questo importante appuntamento che ha riscosso l’attenzione anche dei media nazionali.
Innanzitutto, una doverosa premessa. L’ANPI è l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, la casa di tutti gli antifascisti, dei vecchi e nuovi resistenti, di chi crede e difende attivamente i valori della nostra Costituzione nata dalla lotta per la libertà dal regime fascista e nazista che avevano portato alla rovina l’Italia e l’Europa. È doveroso non dare per scontato che tutti i lettori sappiano cos’è l’ANPI, dal momento che le classi dirigenti italiane ci vogliono tutti quanti ignoranti nelle discipline storiche e geografiche per poterci manipolare meglio e portarci a votare il primo idiota qualunquista di turno (sia esso Salvini, Meloni, Renzi, Di Maio o Calenda).
Il congresso di Riccione è stato un importante momento di confronto e di dibattito, un’occasione per conoscere tantissime nuove persone da tutta Italia che condividono i nostri stessi valori, quella della sinistra vera e di lotta.
Abbiamo avviato, come comitato provinciale di Pavia, un gemellaggio con il comitato provinciale di BAT (Barletta-Andria-Trani). Ci lega la figura di un partigiano trasferitosi al Sud dopo aver combattuto contro i fascisti al Nord.
Più dei due terzi degli interventi delle delegate e dei delegati si sono concentrati, com’è ovvio che sarebbe successo, sulla guerra in Ucraina e sulle strumentalizzazioni che alcuni giornali avevano fatto su alcune dichiarazioni dell’ANPI relative al conflitto in corso.
Ciò che è emerso è un ampio consenso, e non una divisione, su questo tema: condanna all’aggressione di Putin, solidarietà al popolo ucraino, no all’invio di armi e all’aumento delle spese militari.
Non mi sembra che siamo filo-Putin come dicono alcuni media, e nemmeno equidistanti. Il partigiano Carlo Smuraglia, ora presidente emerito, pare abbia ritrattato alcune delle sue posizioni (alcune sue parole erano state strumentalizzate per farlo apparire favorevole all’invio di armamenti all’Ucraina). La senatrice a vita Liliana Segre, intervenuta al congresso, non ha criticato l’ANPI per la sua presunta equidistanza, come invece si evincerebbe da titoli usciti su “la Repubblica” negli ultimi giorni. Ha anzi condiviso la condanna ferma dell’aggressione e le posizioni pacifiste della nostra Associazione.
Gli amici di Putin vanno ricercati a destra, nei partiti di Berlusconi, Salvini e della Meloni, come ha ricordato un delegato, e di certo non nella sinistra vera.
Dico sinistra vera perché esiste a parer mio una sinistra un po’ più finta, anch’essa presente al congresso. La sinistra finta del democristiano Enrico Letta, che a Riccione non menziona le posizioni belliciste e atlantiste del suo partito, e di Giuseppe Conte, di cui forse abbiamo dimenticato il suo passato in cui si vantava di essere sovranista e populista. Inviare armi in Ucraina e aumentare le spese militari porta all’escalation, all’intervento attivo, e al prolungamento della guerra. Più armi ci sono in giro e più morti ci saranno.
L’ANPI chiede che i governi europei si impegnino per la pace, per le trattative e per un compromesso dove Russia e Ucraina devono fare un passo indietro e rinunciare ad alcune pretese.
Il paragone tra la lotta di liberazione in Italia e il conflitto in Ucraina non ha senso per ovvi motivi. Ovvi se si apre un qualsiasi manuale di storia, e oltre ad aprirlo lo si legga. Nemmeno il Beppe Grillo dell’Ucraina Zelensky, che sta mandando al macello il suo intero popolo, nel suo intervento al Parlamento Italiano ha fatto questo assurdo paragone, memore forse della figura da cioccolataio che aveva fatto pochi giorni prima in Israele, dove era stato giustamente criticato per aver paragonato l’invasione russa dell’Ucraina al genocidio programmato e sistematico di 6 milioni di ebrei. Semplicemente follia!
L’ultima cosa la dico sui giovani, sui miei coetanei dentro l’ANPI. I giovani esistono, ce ne erano un po’, sparsi tra tutte le regioni d’Italia. Ho conosciuto due delegati lombardi, un ragazzo di 20 anni di Como e una ragazza di 24 anni di Monza, con i quali cercherò di costituire nelle prossime settimane e nei prossimi mesi un coordinamento (per ora a livello regionale) dei giovani iscritti all’ANPI, per misurare le nostre forze e lavorare su iniziative comuni.
Da parte dei “vecchi” si è parlato dell’importanza di “studiare” il fenomeno giovanile dentro l’ANPI e di lavorare per fare in modo che nuovi partigiani si avvicinino all’associazione. Posso soltanto limitarmi a dire che nessun giovane sotto i 30 anni è entrato a far parte degli organismi nazionali che contano. Per ora l’integrazione tra l’esperienza e l’innovazione rimane solo sulla carta.
Tutti noi giovani siamo concordi su un punto, che è emerso anche dagli interventi: la necessità di una riforma scolastica seria e dell’introduzione nei programmi scolastici anche della storia contemporanea dopo la Seconda Guerra Mondiale, che in nessuna scuola superiore viene studiata.
La storia e la geografia sono le chiavi che aprono le porte alla comprensione del mondo. L’ha dimostrato il conflitto in corso. La riduzione progressiva delle ore di storia e l’abolizione della geografia nelle scuole superiori, che noi studenti abbiamo vissuto sulla nostra pelle, è un’idea partorita dalle classi dirigenti per tenerci ignoranti. Stessa cosa l’allontanamento (o almeno il suo tentativo) degli esperti di geopolitica dal dibattito pubblico (vedi Orsini) e l’affidamento del ruolo che spetterebbe allo storico o allo scienziato politico a un Povia o un Telese o uno Scanzi qualunque.
Massimiliano Farrell
Presidente Sezione ANPI Mortara “Fratelli Capettini”
Cari/e compagni/e guardiamo a questo vostro XVII congresso nazionale con particolare sensibilità e attenzione, consci del ruolo fondamentale che la vostra associazione svolge e svolgerà nel nostro Paese.
Essa costituisce un fondamentale presidio democratico, particolarmente essenziale in questa fase.
Nonostante la Costituzione repubblicana, sulla quale è costruito il sistema politico e istituzionale affondi le proprie radici nella lotta di Liberazione, per la quale giovani donne e uomini hanno perso la vita, con l’ansia di porre fine a una guerra sanguinosa e a una dittatura odiosa, la Resistenza è sempre stata oggetto di attacchi per ridimensionarne il valore o addirittura di stravolgerne il significato.
Si pensi al ricorrente tentativo di nobilitare il regime di Salò o a una lettura della Resistenza come guerra civile, in cui le distinzioni fra fascisti e partigiani vengono azzerate. O, ancora, all’utilizzo spregiudicato di eventi drammatici come quello delle foibe per celare le responsabilità del fascismo nei confronti della popolazione slovena e di altre comunità.
Per queste ragioni il ruolo dell’ANPI è stato ed è prezioso nel mantenere viva la memoria della Resistenza, rammentando il ruolo fondamentale che essa ebbe nella nascita di una democrazia costituzionale.
Si tratta, come giustamente si sottolinea nel documento che sta alla base del vostro congresso, di una “memoria attiva”, non di un impegno puramente testimoniale. Cioè di un impegno teso a trasferire l’eredità della Resistenza in un’azione civile, sociale, politica, dando continuità alla lotta antifascista e alla difesa della Costituzione.
I recenti eventi che hanno visto formazioni neo-fasciste attaccare la sede nazionale della CGIL, le vigliacche minacce al compagno Salvatore Marrano presidente della sezione ANPI di Vigevano, a cui và tutta la nostra solidarietà e vicinanza, oltre allo stillicidio delle azioni squadriste in tutta Italia, indicano che l’impegno contro il risorgere del fascismo costituisce un compito fondamentale e a questo tutti i democratici sono chiamati.
Questo vale a maggior ragione nel momento in cui, anche in altri paesi europei, vi è una crescente presenza di formazioni analoghe che si richiamano al fascismo.
L’impegno a difesa della Costituzione, in cui l’ANPI si è sempre distinta, che deve continuare a fronte di nuove minacce che puntano a stravolgere la nostra Costituzione.
Due sono le minacce al nostro assetto Costituzionale, la prima è l’autonomia differenziata, la seconda è ilpresidenzialismo.
È evidente che questi tentativi recano con sé un disegno di mutamento della costituzione materiale del Paese.
Come partito abbiamo apprezzato la vostra proposta di costruzione di un’”Alleanza democratica” come convergenze di forze sociali, ma anche politiche, sulla difesa dei principi costituzionali, per una rinascita democratica e civile del Paese. È importante che questa proposta venga dibattuta.
Il suo merito sta nello sforzo di richiamare tutte le forze democratiche al rispetto e alla promozione dei valori costituzionali.
È un appello importante che non dovrebbe però essere letto in modo improprio e cioè come la prefigurazione di schieramenti politico-elettorali.
La miglior garanzia perché questa proposta possa essere raccolta e svolgere una funzione utile nel sollecitare una svolta del Paese, nel senso del consolidamento delle istituzioni democratiche e del superamento degli evidentissimi squilibri sociali che sussistono e che anzi si sono ulteriormente allargati per effetto delle recenti scelte operate dal governo, è che l’ANPI riesca a interloquire – come peraltro si propone – con le realtà democratiche della società italiana, allargando il dibattito sulle scelte necessarie per una trasformazione in senso egualitario e socialmente progressivo del Paese.
In tutto questo, la garanzia che l’ANPI continui a svolgere questo ruolo d’impulso democratico e civile sta nella sua autorevolezza, fondata sulla sua autonomia e sulla sua profonda connessione con i valori costituzionali.
Partito della Rifondazione Comunista federazione Pavese
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