Categoria: Resistenza

Anpi Mortara: festa della liberazione

20 Aprile 2022

Invitiamo tutti coloro che si riconoscono nei valori dell’antifascismo e della pace a partecipare alle iniziative che la sezione ANPI “Fratelli Capettini” di Mortara, insieme all’associazione culturale Il Villaggio di Esteban, ha organizzato per la Festa della Liberazione.

🏳️‍🌈✊🏻🚶‍♂️ Domenica 24 ore 21: ritrovo davanti alla chiesa della Madonna del Campo per una fiaccolata fino al cippo del partigiano Aspesi 🚶‍♂️🚩

Lunedì 25 ore 9: ritrovo al cimitero di Mortara per commemorare e porre dei fiori sulle tombe dei partigiani e degli antifascisti mortaresi uccisi durante la lotta contro il nazifascismo 🚩🎶🌭🗣 ore 10: presidio statico e gazebo in piazza del Municipio con musica, dibattito e cibo 🗣🌭🎶

Sarà possibile rinnovare o effettuare il tesseramento all’ANPI per chi non l’avesse ancora fatto.

Ci vediamo il 24 e 25 aprile!

ANPI MORTARA

25 APRILE, IERI COME OGGI

19 Aprile 2022

Non abbiamo mai creduto, né ricercato compatibilità politiche, siamo rimasti quei ragazzi cresciuti ed affascinati dall’eroismo dei partigiani,  portato sino al sacrificio della  vita per liberare la patria dal giogo nazi-fascista.

In questa  solenne ricorrenza non possiamo sopportare i meschini e vili attacchi all’ANPI e al suo presidente, reo di non uniformarsi al pensiero unico che dipinge  DRAGHI come salvatore della  Patria, Zelensky come eroe e la Russia come l’orco!

Troppo facile e scontato!  Siamo solidali con il popolo Ucraino e Russo che, vittime entrambi di loschi  interessi geopolitici,  combattono una stupida quanto inutile guerra, utile solo agli interessi personali di Putin e alle manie espansionistiche della NATO.

Non vediamo parallelismi tra la nostra Resistenza combattuta tra Italiani di diverse ideologie e posizioni e la guerra tra Ucraina e Russia.

Questa guerra tra due diversi stati, viziata dalle solite ingerenze esterne, che ben conosciamo, hanno seminato morte e distruzioni in tutto il mondo.

Usiamo la ricorrenza del 25 Aprile per fermare l’attacco reazionario travestito da falso pietismo che vuole riscrivere la Storia e i confini nell’intero mondo, ribadiamo  che la pace si costruisce sedendosi ad un tavolo e animati da veri sentimenti pacifisti iniziare una discussione che abbia come  finalità la soluzione dei contrasti e non la vendita di armi atte solo ad offendere.

Sostituiamo il pensiero unico guerrafondaio con vere azioni di pace che pongano al centro i veri valori come  la Democrazia, la Giustizia, la Solidarietà e la Pace.

Questi sono gli  insegnamenti che la nostra Resistenza ci ha tramandato e che dobbiamo riaffermare ogni qualvolta  sia necessario.

Per questo molti hanno dato la  vita e per questo noi oggi combattiamo, ribadire questi inalienabili valori è l’obiettivo di tutti coloro che credono veramente nella PACE e non la strumentalizzano per meri interessi personali.

Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano.

Paolo Flores d’Arcais prima insulta e diffama e poi chiede a Gianfranco Pagliarulo di partecipare ad un dibattito

19 Aprile 2022

Paolo Flores d’Arcais prima insulta e diffama e poi chiede a Gianfranco Pagliarulo di partecipare ad un dibattito. La civiltà e la serietà però funzionano in un altro modo. Il nostro Presidente in questa lettera ha ringraziato i professori Angelo D’Orsi, Tomaso Montanari e Francesco Pallante per la loro appassionata solidarietà.

Lettera dell’Anpi

Il congresso nazionale Anpi visto attraverso gli occhi di un diciannovenne

1 Aprile 2022

MASSIMILIANO FARRELL

Egregio direttore,

lo scorso fine settimana, dal 24 al 27 marzo, ho avuto l’occasione di partecipare attivamente, in quanto delegato in rappresentanza del comitato provinciale di Pavia, al congresso nazionale dell’ANPI a Riccione. Diciannovenne, ero tra i più giovani presenti.

Voglio qui riportare alcune mie riflessioni su questo importante appuntamento che ha riscosso l’attenzione anche dei media nazionali.

Innanzitutto, una doverosa premessa. L’ANPI è l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, la casa di tutti gli antifascisti, dei vecchi e nuovi resistenti, di chi crede e difende attivamente i valori della nostra Costituzione nata dalla lotta per la libertà dal regime fascista e nazista che avevano portato alla rovina l’Italia e l’Europa. È doveroso non dare per scontato che tutti i lettori sappiano cos’è l’ANPI, dal momento che le classi dirigenti italiane ci vogliono tutti quanti ignoranti nelle discipline storiche e geografiche per poterci manipolare meglio e portarci a votare il primo idiota qualunquista di turno (sia esso Salvini, Meloni, Renzi, Di Maio o Calenda).

Il congresso di Riccione è stato un importante momento di confronto e di dibattito, un’occasione per conoscere tantissime nuove persone da tutta Italia che condividono i nostri stessi valori, quella della sinistra vera e di lotta.

Abbiamo avviato, come comitato provinciale di Pavia, un gemellaggio con il comitato provinciale di BAT (Barletta-Andria-Trani). Ci lega la figura di un partigiano trasferitosi al Sud dopo aver combattuto contro i fascisti al Nord.

Più dei due terzi degli interventi delle delegate e dei delegati si sono concentrati, com’è ovvio che sarebbe successo, sulla guerra in Ucraina e sulle strumentalizzazioni che alcuni giornali avevano fatto su alcune dichiarazioni dell’ANPI relative al conflitto in corso.

Ciò che è emerso è un ampio consenso, e non una divisione, su questo tema: condanna all’aggressione di Putin, solidarietà al popolo ucraino, no all’invio di armi e all’aumento delle spese militari.

Non mi sembra che siamo filo-Putin come dicono alcuni media, e nemmeno equidistanti. Il partigiano Carlo Smuraglia, ora presidente emerito, pare abbia ritrattato alcune delle sue posizioni (alcune sue parole erano state strumentalizzate per farlo apparire favorevole all’invio di armamenti all’Ucraina). La senatrice a vita Liliana Segre, intervenuta al congresso, non ha criticato l’ANPI per la sua presunta equidistanza, come invece si evincerebbe da titoli usciti su “la Repubblica” negli ultimi giorni. Ha anzi condiviso la condanna ferma dell’aggressione e le posizioni pacifiste della nostra Associazione.

Gli amici di Putin vanno ricercati a destra, nei partiti di Berlusconi, Salvini e della Meloni, come ha ricordato un delegato, e di certo non nella sinistra vera.

Dico sinistra vera perché esiste a parer mio una sinistra un po’ più finta, anch’essa presente al congresso. La sinistra finta del democristiano Enrico Letta, che a Riccione non menziona le posizioni belliciste e atlantiste del suo partito, e di Giuseppe Conte, di cui forse abbiamo dimenticato il suo passato in cui si vantava di essere sovranista e populista. Inviare armi in Ucraina e aumentare le spese militari porta all’escalation, all’intervento attivo, e al prolungamento della guerra. Più armi ci sono in giro e più morti ci saranno.

L’ANPI chiede che i governi europei si impegnino per la pace, per le trattative e per un compromesso dove Russia e Ucraina devono fare un passo indietro e rinunciare ad alcune pretese.

Il paragone tra la lotta di liberazione in Italia e il conflitto in Ucraina non ha senso per ovvi motivi. Ovvi se si apre un qualsiasi manuale di storia, e oltre ad aprirlo lo si legga.  Nemmeno il Beppe Grillo dell’Ucraina Zelensky, che sta mandando al macello il suo intero popolo, nel suo intervento al Parlamento Italiano ha fatto questo assurdo paragone, memore forse della figura da cioccolataio che aveva fatto pochi giorni prima in Israele, dove era stato giustamente criticato per aver paragonato l’invasione russa dell’Ucraina al genocidio programmato e sistematico di 6 milioni di ebrei. Semplicemente follia!

L’ultima cosa la dico sui giovani, sui miei coetanei dentro l’ANPI. I giovani esistono, ce ne erano un po’, sparsi tra tutte le regioni d’Italia. Ho conosciuto due delegati lombardi, un ragazzo di 20 anni di Como e una ragazza di 24 anni di Monza, con i quali cercherò di costituire nelle prossime settimane e nei prossimi mesi un coordinamento (per ora a livello regionale) dei giovani iscritti all’ANPI, per misurare le nostre forze e lavorare su iniziative comuni.

Da parte dei “vecchi” si è parlato dell’importanza di “studiare” il fenomeno giovanile dentro l’ANPI e di lavorare per fare in modo che nuovi partigiani si avvicinino all’associazione. Posso soltanto limitarmi a dire che nessun giovane sotto i 30 anni è entrato a far parte degli organismi nazionali che contano. Per ora l’integrazione tra l’esperienza e l’innovazione rimane solo sulla carta.

Tutti noi giovani siamo concordi su un punto, che è emerso anche dagli interventi: la necessità di una riforma scolastica seria e dell’introduzione nei programmi scolastici anche della storia contemporanea dopo la Seconda Guerra Mondiale, che in nessuna scuola superiore viene studiata.

La storia e la geografia sono le chiavi che aprono le porte alla comprensione del mondo. L’ha dimostrato il conflitto in corso. La riduzione progressiva delle ore di storia e l’abolizione della geografia nelle scuole superiori, che noi studenti abbiamo vissuto sulla nostra pelle, è un’idea partorita dalle classi dirigenti per tenerci ignoranti. Stessa cosa l’allontanamento (o almeno il suo tentativo) degli esperti di geopolitica dal dibattito pubblico (vedi Orsini) e l’affidamento del ruolo che spetterebbe allo storico o allo scienziato politico a un Povia o un Telese o uno Scanzi qualunque.

Massimiliano Farrell

Presidente Sezione ANPI Mortara “Fratelli Capettini”

Rifondazione Comunista, federazione di Pavia: il nostro saluto al Congresso nazionale dell’ANPI

28 Febbraio 2022

Cari/e compagni/e guardiamo a questo vostro XVII congresso nazionale  con particolare sensibilità e attenzione, consci del ruolo fondamentale che la vostra associazione svolge e svolgerà nel nostro Paese.

Essa costituisce un fondamentale presidio democratico, particolarmente essenziale in questa fase.

Nonostante la Costituzione repubblicana, sulla quale è costruito il sistema politico e istituzionale affondi le proprie radici nella lotta di Liberazione, per la quale giovani donne e uomini hanno perso la vita, con l’ansia di porre fine a una guerra sanguinosa e a una dittatura odiosa, la Resistenza è sempre stata oggetto di attacchi per ridimensionarne il valore o addirittura di stravolgerne il significato.

Si pensi al ricorrente tentativo di nobilitare il regime di Salò o a una lettura della Resistenza come guerra civile, in cui le distinzioni fra fascisti e partigiani vengono azzerate. O, ancora, all’utilizzo spregiudicato di eventi drammatici come quello delle foibe per celare le responsabilità del fascismo nei confronti della popolazione slovena e di altre comunità.

Per queste ragioni il ruolo dell’ANPI è stato ed è prezioso nel mantenere viva la memoria della Resistenza, rammentando il ruolo fondamentale che essa ebbe nella nascita di una democrazia costituzionale.

Si tratta, come giustamente si sottolinea nel documento che sta alla base del vostro congresso, di una “memoria attiva”, non di un impegno puramente testimoniale. Cioè di un impegno teso a trasferire l’eredità della Resistenza in un’azione civile, sociale, politica, dando continuità alla lotta antifascista e alla difesa della Costituzione.

I recenti eventi che hanno visto formazioni neo-fasciste attaccare la sede nazionale della CGIL, le vigliacche minacce al compagno Salvatore Marrano presidente della sezione ANPI di Vigevano, a cui và tutta la nostra solidarietà e vicinanza, oltre allo stillicidio delle azioni squadriste in tutta Italia, indicano che l’impegno contro il risorgere del fascismo costituisce un compito fondamentale e a questo tutti i democratici sono chiamati.

Questo vale a maggior ragione nel momento in cui, anche in altri paesi europei, vi è una crescente presenza di formazioni analoghe che si richiamano al fascismo.

L’impegno a difesa della Costituzione, in cui l’ANPI si è sempre distinta, che deve continuare a fronte di nuove minacce che puntano a stravolgere la nostra Costituzione.

Due sono le minacce al nostro assetto Costituzionale, la prima è l’autonomia differenziata, la seconda è il presidenzialismo.

È evidente che questi tentativi recano con sé un disegno di mutamento della costituzione materiale del Paese.

Come partito abbiamo apprezzato la vostra proposta di  costruzione di un’”Alleanza democratica” come convergenze di forze sociali, ma anche politiche, sulla difesa dei principi costituzionali, per una rinascita democratica e civile del Paese. È importante che questa proposta venga dibattuta.

Il suo merito sta nello sforzo di richiamare tutte le forze democratiche al rispetto e alla promozione dei valori costituzionali.

È un appello importante che non dovrebbe però essere letto in modo improprio e cioè come la prefigurazione di schieramenti politico-elettorali.

La miglior garanzia perché questa proposta possa essere raccolta e svolgere una funzione utile nel sollecitare una svolta del Paese, nel senso del consolidamento delle istituzioni democratiche e del superamento degli evidentissimi squilibri sociali che sussistono e che anzi si sono ulteriormente allargati per effetto delle recenti scelte operate dal governo, è che l’ANPI riesca a interloquire – come peraltro si propone – con le realtà democratiche della società italiana, allargando il dibattito sulle scelte necessarie per una trasformazione in senso egualitario e socialmente progressivo del Paese.

In tutto questo, la garanzia che l’ANPI continui a svolgere questo ruolo d’impulso democratico e civile sta nella sua autorevolezza, fondata sulla sua autonomia e sulla sua profonda connessione con i valori costituzionali.

Partito della Rifondazione Comunista federazione Pavese


RIFONDAZIONE: SOLIDARIETÀ A SALVATORE MARRANO, SI SCIOLGANO LE ORGANIZZAZIONI NEOFASCISTE

21 Febbraio 2022

Fonte: Prc Lombardia

http://www.rifondazionelombardia.it/antifascismo/rifondazione-solidarieta-a-salvatore-marrano-si-sciolgano-le-organizzazioni-neofasciste/

Il Partito della Rifondazione Comunista della Lombardia si unisce alle compagne e ai compagni della Federazione provinciale di Pavia nell’esprimere la più totale solidarietà e vicinanza a Salvatore MarranoPresidente della Sezione ANPI di Vigevano (PV) vittima di intimidazioni fasciste pervenute attraverso alcune lettere anonime.

Sono sempre più frequenti le minacce e le aggressioni ai danni di chi lotta per l’applicazione della Costituzione Repubblicana – Antifascista – nata dalla Resistenza, ed il tutto accade sotto lo sguardo di Istituzioni che troppo spesso latitano e che colpevolmente sono, nella migliore delle ipotesi, afasciste.

Da anni, come Rifondazione Comunista, ci battiamo per lo scioglimento delle organizzazioni neofasciste e neonaziste e denunciamo una mancanza di volontà politica nel farlo.

È importante ricordare che non è necessario attendere le sentenze della magistratura, e che in virtù dell’articolo 3 della legge Scelba ed in modo particolare dell’articolo 7 della legge Mancino del 1993 il Governo è titolato a chiedere alla magistratura di procedere allo scioglimento di quelle organizzazioni che promuovono odio raziale, etnico, religioso, e che utilizzano il metodo della violenza nella misura in cui queste organizzazioni siano ritenute pericolose.

Va quindi sottolineato come dopo il grave assalto squadrista alla sede nazionale della CGIL avvenuto a Roma che ha portato in Carcere, tra gli altri, Fiore e Castellino – esponenti di spicco di Forza Nuova – il mancato scioglimento quell’organizzazione sia frutto di una mancata volontà politica del Governo, anche di quelle sue componenti che appena accaduto il fatto urlavano allo scandalo.

Si applichino le leggi e si sciolgano immediatamente tutte le organizzazioni neofasciste e neonaziste.

Un grande abbraccio a Salvatore. Ora e sempre Resistenza!

Milano, 21/02/2022

Fabrizio BaggiSegretario regionale Partito della Rifondazione Comunista / Lombardia

Solidarietà al compagno Presidente Anpi di Vigevano Salvatore Marrano

21 Febbraio 2022

Abbiamo purtroppo appreso dell’ennesima provocazione fascista nella nostra provincia, questa volta nei confronti del compagno Salvatore Marrano, Presidente della Sezione ANPI di Vigevano. Si tratta di un grave atto intimidatorio di chiara matrice fascista. A lui esprimiamo la nostra totale solidarietà.

Come militanti di Rifondazione Comunista e iscritti all’ANPI condanniamo fermamente questa intimidazione anche se la sola denuncia non basterà a fermare questa intensificazione di rigurgiti fascisti.

L’assalto alla sede della CGIL di Roma, gli atti di squadrismo sempre più frequenti e diffusi a livello nazionale, la vicenda del segretario comunale di Ferrera Erbognone che espone nei locali pubblici il ritratto di un criminale nazista belga, le vigliacche e infamanti dichiarazioni nei confronti della Resistenza e dei Partigiani sui social da parte di consiglieri comunali fascisti lomellini, che cercano di riscrivere la storia del nostro paese, non sono fatti isolati  ma tentativi di saggiare la risposta democratica. Si sentono forti e legittimati di fronte al silenzio delle figure istituzionali -sindaci e prefetto in primis- che dovrebbero essere i garanti della Costituzione e della sua applicazione.

L’antifascismo è un valore costante che alimenta e si declina ogni giorno nelle lotte per i diritti universali, la dignità delle persone e dei popoli, la pace -non quella della Nato-, l’eguaglianza, la giustizia, il lavoro sicuro con giusti salari, contro la precarietà, la sanità pubblica e la scuola pubblica, per i beni pubblici, contro le privatizzazioni e ogni discriminazione, per favorire le aspirazioni di giustizia ambientale delle future generazioni. Questi sono gli strumenti con cui agire per contrastare il revisionismo storico e la legittimazione di tutti i neofascismi. Questi sono gli strumenti di quello che definiamo antifascismo militante.

L’antifascismo non è celebrazione rituale e non è solo una ricorrenza.

Il centro-sinistra, e in particolare il PD, siano coerenti: siano antifascisti non solo il 25 Aprile o quando l’antifascismo serve solo come le sardine a raccattare il voto utile alle elezioni! D’altronde cosa aspettarsi dal partito che invita i fascisti di FdI alla festa nazionale? O il cui ministro Franceschini ha nominato al vertice dell’Archivio di Stato un bibliotecario estimatore di Pino Rauti, nonostante la protesta dell’Associazione dei Familiari delle Vittime delle stragi? E che, soprattutto, con le destre governa il paese, prima con Monti ora con Draghi?

L’antifascismo è una pratica che nasce, prende corpo e si consolida partendo dai valori di quei Partigiani che sono morti per liberarci dal nazi-fascismo.

NON CI HANNO FERMATI E NON CI FERMERANNO MAI!

ORA E SEMPRE RESISTENZA!

Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra EuropeaCircolo Hugo Chavez Frias di Vigevano 

RIFONDAZIONE: BENE A COMO LA CONDANNA AI 13 NEOFASCISTI DEL VENETO FRONTE SKINHEADS. ORA LAVORARE PER LO SCIOGLIMENTO DELLE ORGANIZZAZIONI NEOFASCISTE E NEONAZISTE

2 Febbraio 2022

Si è concluso oggi al tribunale di Como il primo grado del processo ai 13 neofascisti del Veneto Fronte Skinheads che nel 2017, attraverso un’azione squadrista, fecero irruzione nel corso di un’assemblea plenaria della Rete Como senza frontiere, sequestrando i presenti ed obbligandoli all’ascolto di un delirante proclama sulla purezza della razza.

È finita bene con condanne a 1 anno 9 mesi e 10 giorni per due di loro ed a 1 anno e otto mesi per gli altri 11.

Nel corso di questa lunga vicenda giudiziaria, che ha visto rinvii alle volte incomprensibili, ad ogni udienza la Rete Como Senza Frontiere – della quale la nostra Federazione provinciale è parte attiva dalla nascita – ha organizzato presidi fuori dal tribunale per far sì che non calasse l’attenzione pubblica, ai quali ha sempre partecipato anche Saverio Ferrari, ricercatore storico e fondatore dell’Osservatorio democratico sulle nuove destre.

Molte sono le riflessioni rispetto all’accaduto a partire dalla colpevole non costituzione in parte civile del Comune di Como tra le altre cose proprietario dello stabile dove sono avvenuti i fatti.

Salutiamo positivamente le condanne di oggi che sono senza ombra di dubbio un piccolo passo in avanti ma, ribadiamo con forza, che il tempo è ora, e che bisogna procedere a fronte delle continue aggressioni e di quanto recitato nelle leggi ScelbaMancino e nella Costituzione stessa all’immediato scioglimento di tutte le organizzazioni neofasciste e neonaziste.

Il Governo Draghi – quello dei “tutti assieme appassionatamente dalla Lega a Leu” , nonostante le continue richieste avanzate anche da varie Associazioni , non ha ancora proceduto,  nemmeno dopo l’assalto alla sede nazionale della CGIL,  ma ora è il momento.

Si sciolgano immediatamente tutti i gruppi e le organizzazioni neofasciste e neonaziste.

Rita Scapinelliresponsabile nazionale antifascismo

Fabrizio Baggisegretario regionale Lombardia

Partito della Rifondazione Comunista / Sinistra Europea

Nel Giorno della Memoria la capogruppo FDI celebra il nonno soldato della Wermacht

01 Febbraio 2022

Fonte: L’Informatore Vigevanese

https://www.informatorevigevanese.it/attualita/2022/01/28/news/nel-giorno-della-memoria-la-capogruppo-fdi-celebra-il-nonno-soldato-della-wermacht-552610/

Immediata reazione da parte della sezione Anpi vigevanese: inorridiamo, la consigliera ricordi che era dalla parte degli aggressori che occuparono l’Italia con una spaventosa contabilità delle vittime

VIGEVANO – Un post sui social nel Giorno della Memoria, ma non uno come tanti altri dei rappresentanti delle istituzioni, votato alla riflessione e al ricordo di un periodo tragico della storia dell’umanità. Un ricordo personale, quello postato da Emma Stepan, consigliere comunale a Vigevano, capogruppo di Fratelli d’Italia. Un ricordo del nonno. Non un deportato nei campi in Germania o in Polonia, ma un soldato austriaco appartenente alla Wermacht, l’esercito del Terzo Reich impegnato nell’occupazione tedesca del nostro Paese nel periodo dal ’43 al ’45.

Un nonno che rischiò la fucilazione da parte dei partigiani, che poi non avvenne. “Sento la necessità di ricordare questo episodio – ha scritto Stepan – affinché qualcuno provi a immedesimarsi in quel giovane soldato austriaco a cui per un attimo l’ira funesta dei tanto amati briganti della Resistenza, stava per sottrarre la vita”, ha scritto la consigliera del partito della Meloni.

Il post di Emma Stepan su Facebook. Nei commenti si parla di partigiani “infami” e terroristi”

Un post che non poteva passare inosservato in qualsiasi momento, figuriamoci nella ricorrenza del 27 gennaio e che ha provocato una risposta decisa da parte della sezione vigevanese del’Anpi, attraverso un comunicato che qui sotto riportiamo integralmente.

“Dopo aver letto i post su FB della signora Emma Stepan consigliere comunale di FDI la sezione ANPI Vigevano inorridisce constatando che persone che ricoprono ruoli Istituzionali ancora non abbiano una memoria condivisa di quello che fu la seconda guerra mondiale ed in particolare dal 1943 al 1945 quando la Germania agì sul nostro territorio da
potenza militare occupante con una spaventosa contabilità delle vittime: 200.000 morti di cui almeno 120.000 civili, circa 7.200 ebrei avviati ai campi di sterminio e più di 700.000 soldati deportati, in gran parte costretti al lavoro schiavo nell’industria bellica tedesca, la paradossale condizione di “alleato occupato” in cui si trovò l’Italia con l’autonomia formale della Repubblica di Salò. In quella struttura ibrida di amministrazione nazista dell’alleanza, ricerca del consenso e ricorso brutale alla forza attraverso rastrellamenti e stragi, si inserì la collaborazione italiana, che diede prova di analoga spietatezza nella «lotta contro le bande», ossia nella guerra contro i partigiani. 

Chi furono i Partigiani? Coloro che si schierarono “da una parte”, dalla parte della libertà per gli italiani, contro il regime fascista che di tutte le libertà li aveva privati. Con il termine partigiano ci si riferisce ai protagonisti del fenomeno della Resistenza sviluppatasi in tutti i paesi europei occupati dalle truppe dell’Asse (Germania e Italia) durante la seconda guerra mondiale, una guerra di difesa di natura civile contro una occupazione militare. 

Ecco, consigliera Stepan cosa ricordiamo il giorno della memoria, perché non accada mai più. Il 27 gennaio Giornata della Memoria ricordiamo gli orrori di un regime nazi-fascista, ricordiamo tutte le vittime dell’Olocausto, il genocidio di cui furono responsabili la Germania nazista e i loro alleati (Italia) nei confronti degli ebrei Europa e lo sterminio di tutte le categorie di persone ritenute inferiori per motivi politici o razziali, dagli oppositori politici, minoranze etniche, omosessuali e portatori di handicap mentali e/o fisici. 

E quando vorrà raccontare la storia del suo nonno veda di non omettere che era dalla parte degli aggressori“.

LE REAZIONI

Arianna Spissu (consigliera comunale Pd): “Non è accettabile che una Consigliera Comunale, che ricopre un ruolo istituzionale, scriva questo post proprio nella Giornata della Memoria. Il ricordo della Shoah – e l’orrore che si dovrebbe provare – non può essere negoziabile o rivisitabile: non c’è un dibattito aperto, non ci sono confini labili tra vittime e carnefici, né c’è spazio per ricordare anche “quell’altro e quell’altro ancora”. La Giornata della Memoria appartiene alle vittime della Shoah, punto e stop. Ai deportati, a chi ha perso la vita in un campo di sterminio o fucilato in mezzo a un ghetto e a chi è sopravvissuto. Non ad altri. E questo non è in discussione, men che meno da parte di un rappresentante delle istituzioni di questa città. Quello che dice e che scrive ha un peso e queste parole, in questo giorno, non sono gradevoli. La Memoria è un valore condiviso, ripeto, non negoziabile“.

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La risposta di Edoardo Casati dei Giovani Comunisti di Vigevano con l’intervista del PUNTO PAVESE

Da nipote di un Partigiano e da Comunista mi sono sentito “toccato” in prima persona da questo revisionismo storico galoppante.

Ho ritenuto necessario dire la mia.

Ringrazio Edoardo Varese, giornalista del Punto Pavese, per questa intervista.

Un post pubblicato sul proprio profilo Face-book, proprio nel Giorno della Memoria. Non uno volto a condannare le atrocità commesse dai nazifascisti, o comunque a ricordare le numerose vittime decedute per colpa dei peggiori criminali che la storia ricordi.
Bensì un ricordo personale, quello postato da Emma Stepan, consigliera comunale di Vigevano e capogruppo di FdI. Un ricordo del nonno, di un soldato austriaco della Wehrmacht, l’esercito tedesco che occupò il nostro Paese tra il 1943 ed il 1945.Un nonno che rischiò di essere fucilato dai partigiani.
“Sento la necessità di ricordare questo episodio – ha scritto Stepan – affinché qualcuno provi ad immedesimarsi in quel giovane soldato austriaco a cui per un attimo, l’ira funesta dei tanto amati briganti della Resistenza, stava per sottrarre la vita”.
Un post che ha suscitato inevitabilmente scalpore. “Un post semplicemente vergognoso – ha denunciato Edoardo Casati, membro della segreteria del circolo di Rifondazione Comunista di Vigevano – perché la consigliera ha omesso che suo nonno, ha fatto parte di un esercito che durante l’occupazione, si è macchiato di una serie interminabile
ed indescrivibile di rastrellamenti e di stragi contro la nostra popolazione. La sua voglia, di screditare l’importanza della Resistenza, va anche a contrastare i valori fondamentali della nostra Costituzione, antifascista per definizione. Da nipote di partigiano non posso che sentirmi colpito direttamente, e non posso che vedere calpestati i valori in cui credo. Posso dire sicuramente che la Resistenza ci lascia un’eredità enorme.
Un’eredità intrinseca nel termine stesso di partigiano, perché partigiano significa prendere una posizione. Antonio Gramsci sosteneva di essere partigiano, ovvero di odiare gli indifferenti.
Una presa di posizione condivisa anche da Sandro Pertini, che ci invitava sempre a prendere una posizione.
La lotta partigiana è stata anche una lotta contro l’indifferenza, quell’indifferenza che Liliana Segre ci spiega come consista in un vero e proprio germe spaventoso”.
Quella stessa indifferenza che ha permesso a fascisti e nazisti, di uccidere tante persone nei campi di sterminio. Occorre farsi carico di questa eredità, come se consistesse in uno zaino da portare sulle spalle. “Come Rifondazione Comunista – ha proseguito Edoardo Casati – ci ricordiamo che durante l’occupazione nazista sul nostro territorio, ci furono almeno 200 mila morti, tra soldati, partigiani e civili. Ci schiereremo con forza contro il negazionismo ed il re-
visionismo storico. Questo deve essere l’azione minima, che ogni persona dovrebbe compiere.
Il comportamento della consigliera è stato inaccettabile, dal momento in cui è una rappresentante delle istituzioni. Ricordo che stiamo parlando di storia, dell’eredità che i partigiani ci hanno lasciato. Definirli briganti, secondo me, significa schierarsi dalla parte di chi ha calpestato ed infangato il nostro Paese”, ha concluso Edoardo