Categoria: Politica

RIFONDAZIONE: IL CAOS SANITARIO LOMBARDO È UN SOS PER TUTTA ITALIA

29 Dicembre 2021

La controriforma Fontana/Moratti va fermata 

La prevista quarta ondata e la variante omicron mettono in ginocchio il nostro paese, a partire dalla regione più ricca. In Lombardia il caos è assoluto, la sanità è allo sbando, i cittadini sono abbandonati a se stessi e al flusso dei contagi, che spingono in un secondo tempo, drammaticamente tutto il resto della cura delle patologie, anche gravi, della prevenzione e della riabilitazione È completamente saltato il tracciamento pubblico per mancanza di personale, di programmazione, di vere strutture stabili e preparate di sanità pubblica territoriale capaci di rispondere ad ogni evenienza, di prevenire e di curare il paziente fin dai primi sintomi (A proposito dove sono finite le USCA? Che ruolo hanno in questo frangente?).

A lungo la Regione ha fatto la furba sui numeri delle terapie intensive per non passare in zona gialla durante le settimane degli acquisti di Natale. Un gioco sporco e risaputo. Aumenta il numero dei posti disponibili in terapia intensiva fino al limite percentuale necessario per non passare in zona gialla, ma i letti resi disponibili in realtà non potrebbero entrare in funzione per mancanza di medici, di infermieri, o peggio, sono letti strappati alle cure No Covid.

Invece di sanare questa terribile e grave situazione Moratti e Fontana sono impegnati a propagandare la loro controriforma sanitaria, che non ha tenuto in alcun conto delle osservazioni fatte da Agenas alla sperimentazione di Maroni (legge 23), ha appesantito tutti i difetti di quella legge (che di fatto è una delle cause della strage da Covid in Lombardia nella prima ondata) e soprattutto ha allargato lo spazio della sanità privata definendola equivalente a quella pubblica.

Prima di Natale hanno inaugurato in pompa magna una “casa di comunità” in centro di Milano, in Via Rugabella, per dimostrare la centralità della medicina territoriale. Peccato che l’operazione è una presa in giro scandalosa: riverniciano e rinominano uno storico poliambulatorio e ci aggiungono qualche infermiere e qualche specialista in più. Non è questa per noi la medicina territoriale che va garantita: ci vogliono assunzioni di Medici di Medicina generale con non più di 1500 pazienti, azzeramento delle liste di attesa per esami diagnostici e visite specialistiche con reperimento di organico stabile in tutti i poliambulatori, nei consultori va garantita la certificazione della 194 e l’aborto farmacologico, in tutte le UONPI va assunto personale perché ora le diagnosi per il sostegno scolastico vengono date due anni dopo la segnalazione. Questo il minimo per invertire la tendenza. Le case di comunità per noi sono le case della salute progettate da Maccacaro, una equipe stabile multidisciplinare che conosce bene i suoi pazienti e li segue nel corso dell’arco della vita.

Per questo diciamo che la controriforma Moratti-Fontana va fermata: ha al suo interno elementi di dubbia costituzionalità, non ha tenuto conto neppure delle modifiche che il Governo tramite Agenas aveva suggerito. Il Governo Draghi, che sembra fino ad ora insensibile al caos della sanità lombarda, batta un colpo e assolva al suo compito di autorità centrale garante di un Servizio Sanitario Nazionale.

Per questo condividiamo organicamente la lettera che il Coordinamento Regionale art. 32 ha inviato al Presidente Draghi e al Ministro Speranza perché compiano questo passo. La diffonderemo e faremo conoscere nei territori dove ogni giorno nascono lotte, conflitti e proteste, dove la sanità lombarda mostra le sue inefficienze, pronta a rispondere ai bisogni, se passi per le vie a pagamento, ma lenta, burocratica e sorda per chi si affida al Servizio Sanitario Nazionale.

La salute non è una merce, la sanità non deve essere un affare per le aziende private.

Maurizio AcerboSegretario nazionale

Fabrizio BaggiSegretario regionale Lombardia

Giovanna CapelliResponsabile regionale sanità Lombardia

Partito della Rifondazione Comunista / Sinistra Europea 

Lettera-Ministro-Roberto-Speranza-LR-22Scarica

Lettera a Speranza, riforma sanitaria Moratti/Fontana: il Gattopardo lombardo non rispetta le indicazioni di Agenas e va respinta dal Governo

28 dicembre 2021

Inviata oggi una lettera al Ministro della Salute Roberto Speranza affinchè respinga la legge 22/2021, la riforma Moratti -Fontana perchè non rispetta le indicazioni date da lui attraverso Agenas e potrà peggiorare le condizioni di criticità della sanità lombarda.

Milano, 27.12.2021 .“Abbiamo inviato in data odierna una lettera al Ministro della Salute Roberto Speranza perché da una lettura puntuale della Legge 22/2021 la non riforma Moratti -Fontana, in ‘riforma’ della Legge Maroni (23/2015), risulta evidente che quanto da lui richiesto tramite Agenas (lettera del 16.12.2020) non è stato attuato, pertanto la legge va respinta dal Governo, ai sensi dell’art. 127 della Costituzione della Repubblica”, ha dichiarato Marco Caldiroli, presidente nazionale di Medicina Democratica, anche a nome del Coordinamento Regionale per il diritto alla salute – Dico 32 e delle 57 associazioni e organizzazioni lombarde che hanno ripetutamente manifestato durante l’iter di discussione della legge per il rilancio della sanità pubblica e territoriale. “Le modifiche sono gattopardesche, di fatto il cambiamento è puramente fittizio, anzi le modifiche andranno a creare ulteriori squilibri organizzativi, che non potranno che peggiorare l’accesso ai servizi sanitari fondamentali: si assisterà a un aggravamento complessivo per esempio rispetto alle liste di attesa e alle possibilità reali di cura per le fasce di popolazione più svantaggiate e per i redditi più bassi”.

Lo scenario che si prospetta è drammatico: chi ha i soldi e ha possibilità di accesso ad assicurazioni sanitarie o a welfare aziendale avrà un accesso privilegiato nel privato e potrà curarsi, per tutti gli altri sarà sempre più problematico e difficile, con gravi conseguenze sulla salute pubblica.. La sanità lombarda rischia in questo modo di diventare un pessimo modello anche per le altre regioni, tanto più in una prospettiva di autonomia differenziata. “Il documento Agenas dava prescrizioni e raccomandazioni puntuali- sottolinea Angelo Barbato, presidente del Forum per il Diritto alla Salute, anche a nome del Coordinamento Regionale per il diritto alla salute – Dico 32- che la legge non attua. Tra quelle principali: la confusa frammentazione di competenze tra ATS e ASST permane e viene resa ancora più evidente nel campo della programmazione; la funzione dei distretti non corrisponde a quanto richiesto; risultano inoltre ancora inefficaci le modalità di controllo degli erogatori privati accreditati”.

Nella lettera al Ministro della Salute viene presentata una analisi delle criticità evidenziate da Agenas, che non vengono risolte ma anche ulteriormente appesantite: il Coordinamento Regionale per il diritto alla salute – Dico 32 ritiene che vi siano le condizioni per il rinvio da parte del Ministero della legge 22/2021 al Consiglio Regionale della Lombardia per aprire un percorso legislativo di vera riforma del servizio sanitario regionale, superando squilibri tra pubblico e privato e potenziando la medicina territoriale con servizi partecipati e coerenti, con una programmazione basata su obiettivi collettivi di prevenzione, cura e riabilitazione, alla base della riforma sanitaria del 1978.

Per info. Carmìna Conte cell. 393 137 7616

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Basta con i fascisti

21 dicembre 2021

L’esibizione del ritratto del criminale nazista Leon Degrelle nel municipio di Ferrera Erbognone ad opera del segretario comunale Mariano Cingolani è un fatto gravissimo e costituisce un chiaro reato di apologia del nazismo.

Intanto ci chiediamo: il Sindaco di Ferrera Erbognone non ha mai visto questo ritratto?

La cosa ci sembra, ovviamente, del tutto impossibile.

Allora: o il Sindaco di Ferrera Erbognone è talmente ignorante che non si rende conto della gravità del fatto (ma Leon Degrelle è ritratto in divisa nazista, per cui non si può non accorgersene), oppure il Sindaco condivide questa squallida posizione.

Ma come: il Sindaco, secondo la legge, per entrare in carica, deve giurare sulla Costituzione Repubblicana e lascia che in un ufficio del municipio spicchi il ritratto di un criminale nazista?

Chiediamo le dimissioni sia del segretario comunale che del Sindaco di Ferrera Erbognone.

Proponiamo alle forze antifasciste di concordare l’organizzazione di un presidio davanti al municipio di Ferrera.

ORA E SEMPRE RESISTENZA.

Piero Rusconi
Segretario provinciale del Partito della Rifondazione Comunista
 Fed. di Pavia

Giuseppe Abbà
Consigliere comunale di Mortara del Partito della Rifondazione Comunista.

MASSIMO SOSTEGNO ALLO SCIOPERO GENERALE

[Ordine del giorno approvato all’unanimità dalla Direzione Nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, domenica 12 dicembre]

L’indizione dello sciopero generale del prossimo 16 dicembre ha scatenato una canea reazionaria che vede unito tutto l’arco incostituzionale dei partiti neoliberisti di destra e centrosinistra, televisioni, grande stampa e naturalmente Confindustria.

In questo paese lo svuotamento della democrazia costituzionale e la deriva autoritaria sono tali che dichiarare uno sciopero generale – pur con toni e una piattaforma per nulla radicali – diventa un delitto di lesa maestà nei confronti del governo.

Lo sciopero generale viene definito “incomprensibile”“irresponsabile”, “immotivato” e “ingiustificato” da chi non vuole che le classi lavoratrici tornino a far sentire la propria voce e a rivendicare i proprio diritti. Contro lo sciopero generale si manifesta un clima intollerante da parte del “regime dei padroni” a cui bisogna rispondere con la massima mobilitazione e partecipazione.

Tutta la classe dirigente raccoglie il testimone da Forza Nuova e va all’assalto della Cgil incriminata per la sua autonomia.

Lo sciopero costituisce uno spartiacque che ancora una volta evidenzia che il bipolarismo tende a escludere dalla scena pubblica le ragioni e gli interessi delle classi lavoratrici.

La destra mostra per l’ennesima volta che il suo populismo nasconde dietro la demagogia razzista e oscurantista la storica ostilità verso le classi lavoratrici, il suo essere al servizio del capitale e dei ceti più ricchi e privilegiati. Il centrosinistra pretenderebbe, dopo aver per più di due decenni votato “riforme” contro lavoratrici e lavoratori, che i sindacati non disturbino le loro operazioni nel Palazzo. Abbiamo auspicato da mesi, insieme ai settori più combattivi come i lavoratori della GKN, l’indizione dello sciopero generale e salutiamo positivamente la scelta di CGIL e UIL. L’indizione dello sciopero è arrivata in ritardo e la piattaforma presenta limiti non comprendendo questioni fondamentali come lo stop all’autonomia differenziata, il rilancio del pubblico, il no alle privatizzazioni dei servizi, l’istituzione di un salario minimo orario per legge di 10 euro lordi.

La piattaforma dello sciopero pone questioni essenziali – precarietà, pensioni, fisco, lavoro – che non hanno ricevuto alcuna risposta da un governo che sta conducendo una nuova offensiva neoliberista mentre distribuisce enormi risorse alle imprese.

Lo sciopero generale è una risposta giusta e necessaria alle scelte del governo che aveva l’occasione di utilizzare le risorse del PNRR e della manovra di bilancio per restituire un po’ di quanto è stato tolto a lavoratrici e lavoratori, ai ceti popolari impoveriti e privati di diritti da decenni di politiche neoliberiste.

riuscita dello sciopero generale e delle manifestazioni del 16 dicembre può costituire un momento essenziale di svolta nel paese e l’apertura di una fase di ripresa del conflitto sociale e della dialettica democratica.

La direzione nazionale conferma l’adesione e il sostegno allo sciopero generale e impegna tutte le organizzazioni territoriali, le iscritte e gli iscritti al massimo impegno e partecipazione.

RIFONDAZIONE COMUNISTA SINISTRA EUROPEA

PIAZZA FONTANA: NOI NON DIMENTICHIAMO!

12 Dicembre 2021

Oggi pomeriggio una delegazione dei Giovani Comunisti della provincia di Pavia era in piazza Fontana a Milano per ricordare le 17 vittime innocenti che morirono il 12 dicembre 1969 in seguito all’esplosione di una bomba fascista davanti alla Banca dell’Agricoltura.

Era l’inizio della strategia della tensione, un vero e proprio tentativo delle classi dominanti di cancellare tutti i diritti dei lavoratori e degli studenti faticosamente guadagnati con le lotte del biennio 1968/1969.

Noi oggi siamo qui perché è nostro dovere ricordare. Noi siamo qui anche e soprattutto per ribadire con forza che la bomba di piazza Fontana fu una bomba fascista, un vile tentativo di sfruttare le tensioni sociali per sovvertire l’ordinamento democratico dello Stato e instaurare un governo autoritario fascista e padronale.

Aggiungiamo la nostra indignazione, inoltre, dinanzi alle parole del sindaco di Milano Giuseppe Sala che ha utilizzato il suo intervento in ricordo delle vittime della strage per definire lo sciopero sindacale di giovedì 16 dicembre come “probabilmente sbagliato”, a dimostrazione che lui difende gli stessi interessi di chi fu responsabile dell’attentato fascista del 12 dicembre 1969.

Noi non dimentichiamo, ed è nostro dovere contrastare oggi come ieri il fascismo nelle sue nuove forme!

RIFONDAZIONE COMUNISTA

GIOVANI COMUNISTI

12 DICEMBRE 1969: LE BOMBE DI PIAZZA FONTANA

Neofascisti, con la collaborazione e la direzione dei servizi segreti e della Nato, iniziarono la stagione delle “stragi di stato”, cercando in questo modo di fermare le grandi lotte operaie, studentesche e democratiche.

Non dimentichiamo mai che le classi dominanti non esitano a ricorrere a qualsiasi mezzo, pur di non perdere potere e privilegi.

“Viva l’Italia,

L’Italia del 12 dicembre

L’Italia con le bandiere

L’Italia nuda come sempre

L’Italia con gli occhi aperti nella notte triste

Viva l’Italia

L’Italia che resiste”.

(Francesco De Gregori).

Noi di Rifondazione Comunista di Mortara e Vigevano, ricordiamo così questa strage di stato quasi dimenticata.

Volantinaggio al mercato di Vigevano dei compagni del circolo Prc

11 dicembre 2021

Con la buona volontà dei compagni del Prc di Vigevano, questa mattina abbiamo distribuito più di 600 volantini contro l’aumento delle bollette di luce e gas, contro la legge Fornero e raccolto firme.

RIFONDAZIONE COMUNISTA VIGEVANO

LIBERIAMO L’ACQUA – VOGLIAMO L’ACQUA BENE COMUNE PUBBLICO MONDIALE E FUORI DALLA BORSA!

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Tratto da: https://www.change.org/p/liberiamo-l-acqua-vogliamo-l-acqua-bene-comune-pubblico-mondiale-e-fuori-dalla-borsa

Il 7 dicembre 2020 l’acqua è stata quotata nella Borsa di Chicago, su iniziativa del più potente fondo d’investimento speculativo mondiale, il Black Rock, suscitando forti reazioni di opposizione e di critica in tutto il mondo, l’Associazione Internazionale “Agorà degli Abitanti della Terra”, con sede in Belgio, ha lanciato la campagna “Liberiamo l’acqua dalla Borsa” in Argentina, Belgio, Brasile, Cile, Francia, Italia, Québec, con il progetto di allargarla sempre di più ed il Forum Italiano dei movimenti per l’Acqua aveva lanciato una petizione di successo.

Il 25 ottobre scorso, proseguendo nella linea imposta dal BlackRock, la Borsa di New York ha deciso di aprire una nuova classe di attivi finanziari, gestiti da una nuova categoria d’imprese le “Natural Assets Companies” (NAC), una vera e propria monetizzazione generale della natura sotto tutela della Borsa, per comprarsi pezzi di Pianeta da cui estrarre profitti. Se questa appropriazione finanziaria privata della natura non sarà arrestata, l’acqua e l’insieme del mondo naturale, saranno totalmente, in pochi anni, nelle mani di ristretti gruppi finanziari.

Dalla messa dell’acqua in Borsa, che ha sancito la finanziarizzazione di un bene essenziale e drammaticamente scarso, assoggettandone la disponibilità alla logica di mercato e di profitto, nulla è cambiato e nessun passo indietro è stato compiuto.

Scarsità per taluni, è ricchezza per altri secondo il dogma liberista.

Nel mentre 2,2 miliardi di persone non hanno ancora un accesso minimo vitale all’acqua potabile e 3,4 miliardi non dispongono di servizi igienici di base, cosa fa la finanza? Interviene pesantemente per “governare” la penuria idrica ed assicurare così, grazie ad un prezzo speculativo, anzitutto la disponibilità dell’acqua alle imprese private grandi utilizzatrici e produttrici di profitto. Uno scandalo!

Sottoporre l’acqua alla speculazione finanziaria apre a scenari ancora peggiori che, inevitabilmente, porteranno all’emarginazione di territori, popolazioni, piccoli agricoltori e piccole imprese, aggravando la crisi globale ecosistemica, climatica, economica, sociale e sanitaria.

E’ urgente una svolta globale innovativa in tutela dell’acqua e dell’ambiente ed in difesa beni comuni della Terra essenziali per la vita di tutti,.

Per il Relatore Onu Arrojo-Agudo, la crisi dell’acqua trae origine da due fallimenti:

• Il primo è l’insostenibilità che abbiamo determinato a danno dei nostri ecosistemi acquatici, trasformando l’acqua nel più pericoloso vettore di malattie e morte mai conosciuto al mondo.

• Il secondo ha a che fare con le diseguaglianze e la povertà, prodotte da un sistema socio-economico “immorale” che ha privatizzato e sottomesso tutto alle sragionevoli ed inumane “leggi del mercato” e della speculazione borsistica (le leggi del più forte).

L’acqua è la madre di tutti i diritti: la sua quotazione in borsa renderà vana, nei fatti, la fondamentale risoluzione dell’Assemblea Generale dell’ONU del 2010 sul diritto universale all’acqua. Inoltre, nel nostro paese rappresenterà un ulteriore schiaffo al voto di 27 milioni di cittadine/i italiane/i che nel 2011 si espressero nel referendum dicendo che l’acqua doveva uscire dal mercato e che non si poteva fare profitto su questo bene.

Per questo esigiamo dai poteri pubblici italiani, decisioni prioritarie

1. Che vengano immediatamente vietate le transazioni finanziarie sull’acqua;

2. Il divieto alle società di gestione dei servizi idrici di essere quotate in Borsa: zero Borsa per l’acqua bene comune e servizio pubblico mondiale;

3. Che si rigetti la monetizzazione della natura e venga riconosciuto il diritto dei fiumi, mari, laghi, ghiacciai e loro ecosistemi, di esistere in quanto tali, come beni universali della vita. Il valore della vita non è il prezzo; 

 4. Che venga formalmente stralciato l’art. 6 dal Ddl Concorrenza che mette in discussione alla base la funzione pubblica e sociale dei Comuni, costringendoli di fatto al ruolo di enti unicamente deputati a mettere sul mercato i servizi pubblici di propria titolarità, con grave pregiudizio dei propri doveri di garanti dei diritti della comunità di riferimento;

5. Che si sleghi l’agroalimentare dalla logica del profitto, incentivando le produzioni vegetali e locali che abbisognano di meno acqua rispetto a quelle zootecniche e favorendo così un utilizzo razionale e responsabile delle risorse idriche a fini alimentari.

In aggiunta, invitiamo i cittadini ad agire affinché: 

• il principio “chi inquina paga” venga sostituito dal principio “è vietato inquinare”;

• si crei il Consiglio mondiale dei cittadini per la comune sicurezza idrica della Terra e la costituzione dell’Assemblea Mondiale dell’Acqua;

• siano intraprese azioni legali contro gli Stati che non salvaguardano e non garantiscono la rigenerazione delle acque, della vita, e lasciano alla monetizzazione della natura l’impostura della protezione del mondo naturale;

• venga messa fine al Capitalismo predatorio di terre ed altre risorse del pianeta;

•  Che venga promosso, anche in concorso con gli enti locali, l’avvio di una discussione pubblica sul ruolo dei Comuni, dei servizi pubblici, dei beni comuni e della democrazia di prossimità dentro un contesto di ripensamento del modello sociale dettato dalla necessità di affrontare la diseguaglianza sociale e la crisi climatica, evidenziate dalla pandemia;

• Nuova tariffazione dei servizi idrici: la tariffa non deve prevedere profitti né remunerazione del capitale in alcuna forma. Garantire ad ogni cittadino il quantitativo minimo vitale (50 l/g/ab) stabilendo che sia a carico della fiscalità generale. L‘acqua è da tempo ridotta a merce e ora è trattata come un avere finanziario su cui speculare.

NON DOBBIAMO ABBANDONARE LA CENTRALITA’ DEI DIRITTI UNIVERSALI, DELLA GIUSTIZIA, DEL BENESSERE PER TUTTI E TUTTE.

La campagna internazionale è promossa in Italia da Agorà degli Abitanti della Terra-Laudato Sì-Costituzione Beni Comuni-Pax Christi-Monastero del bene comune-Mamme No Pfas-Emmaus Italia-Movimento Blu-Transform! Italia-Animal Save Italia-Radio Itineraria-Comitato Promotore Marcia PerugiAssisi-Fondazione Univerde, Rinascimento Green. (adesioni in continuo aggiornamento)

Con il sostegno in Italia del Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea. 

FIRMA CLICCANDO SUL LINK: https://www.change.org/p/liberiamo-l-acqua-vogliamo-l-acqua-bene-comune-pubblico-mondiale-e-fuori-dalla-borsa

IN PENSIONE A 71 ANNI

9 dicembre 2021

Antonello Patta

I giovani che in Italia entrano nel mercato del lavoro oggi lavoreranno fino a 71 anni di età, 5 anni in più dell’età media degli altri paesi.

A confermare ciò che denunciamo da tempo è il rapporto “Pensions at a Grance 2021” dell’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE).

E’ la conseguenza del fatto che l’Italia, grazie alla riforma Fornero, è uno dei sette Paesi dell’Ocse che per obbligare ad andare in pensione più tardi fanno dipendere l’entità dell’assegno pensionistico non solo dagli anni di contributi versati, ma anche dalla speranza di vita attesa; facendo finta di non sapere che le medie sull’aspettativa di vita nascondono il fatto che si vive meno in base al lavoro svolto e alle condizioni materiali di esistenza.

Tutto ciò viene giustificato col fatto che il sistema con l’invecchiamento della popolazione non reggerebbe. In realtà i loro calcoli sono truccati dal fatto che si conteggia nella spesa pensionistica quella per l’assistenza e si dà per scontato un mercato del lavoro con milioni di disoccupati (che non versano contributi) milioni di lavoratrici e lavoratori precari e discontinui mentre gli orari di lavoro restano tra i più alti d’Europa.

Con la pensione a 60 anni, meno anni di lavoro per le donne e per chi svolge lavori pesanti, riduzione dell’orario di lavoro e un piano vero per l’occupazione daremo un futuro ai giovani, avremo molte più forze al lavoro in rapporto ai pensionati e casse in grande attivo.

Con questa prospettiva occorre rilanciare la lotta pe abolire la legge Fornero che il governo Draghi ha ripristinato integralmente.

LA CANEA CONTRO LO SCIOPERO

8 dicembre 2021

Maurizio Acerbo

Tutti criticano la decisione dei sindacati di fare il loro mestiere.

Ma chi sono questi tutti?

Gli esponenti del governo, dalla destra alla finta sinistra, tutti i giornali dei padroni e gli ospiti dei talk, e via continuando fino a Confindustria e alla folta schiera di pseudo economisti.

Si dà il caso che tutti questi siano responsabili diretti o indiretti delle politiche che hanno precarizzato il lavoro, impoverito salari, smantellato stato sociale, innalzato età pensionabile, ridotto progressività fiscale, privatizzato, aumentato disuguaglianze sociali.

È un coro intollerante di regime che attacca Landini e Bombardieri per il legittimo esercizio di un diritto sancito da quella Costituzione che loro strapazzano e scorticano da decenni.

Draghi definisce lo sciopero “ingiustificato”, il ministro Orlando “incomprensibile”, la destra “dannoso”.

Il Pd dichiara che l’Italia non ha bisogno di conflitto sociale, cioè che lavoratrici e lavoratori non debbono difendere i propri diritti.

Le lavoratrici e i lavoratori farebbero bene a non fidarsi di chi ha cancellato l’articolo 18 e votato la legge Fornero.

W lo sciopero generale!

#16dicembre

#scioperogenerale