Categoria: Politica

La questione dell’acqua

6 dicembre 2021

Ringrazio per l’editoriale (Corriere, 29 novembre) che ha riportato l’attenzione,
monopolizzata dal clima, sull’acqua, la sua crisi globale e aggiungo io, sui 4 miliardi
di persone escluse dall’accesso a quella buona. L’acqua non è stata in agenda di G8
G20 e nemmeno della Cop26 è stata una priorità. Non esiste un’agenzia dell’Onu
sull’acqua. Dico solo che i referendari non sono come lascia intendere l’editoriale,
divulgatori di e… false verità su cui riposa la nostra coscienza civica. Non sosteniamo
che l’acqua «è abbondante e inesauribile, al contrario, mi scontro ancora con quanti
sostengono che l’acqua è una risorsa rinnovabile. Non lo è se continuano ad
aumentare i consumi la popolazione è l’inquinamento. Non abbiamo mai parlato di
gratuità». Ma che sull’acqua non si devono fare profitti. Abbiamo detto, e lo afferma
l’Onu, che a ogni persona vanno garantiti almeno 50 litri al giorno e che le tariffe
devono essere progressive ai consumi. Incivile è che un abitante di Las Vegas
disponga di 1.400 litri al giorno e che un abitante del Mali disponga di soli 15 litri.
Sostengo che il nostro tempo sta per scadere e chiama straordinari Interventi
pubblici per l’acqua, che a tanti manca persino per lavarsi le mani, come i vaccini e
salute. Sono convinto che tutto ciò a cui assistiamo non sia per un eccesso di
pubblico, ma di interesse privato. Ideologico? Ma lo dice anche il Papa. Sono
convinto che su questi argomenti il referendum abbia fatto una campagna di massa
di educazione civica>. L’editoriale ignora che nel 2020 qualcuno ha pensato di
quotare in Borsa l’acqua e che tragedia prefiguri. I «17 fondi internazionali che
aspettano di intervenire sull’acqua nel nostro Paese», aspettano solo che il Ddl sulla
concorrenza rimuova gli ultimi ostacoli pubblici. Le 4 Multiutility italiane ricordo che
sono private quotate in Borsa e con le multinazionali francesi Suez e Veolia
gestiscono l’acqua della Capitale e di tante grandi citta, in Sicilia e in Calabria e non
brillano per efficienza. Parigi torna pubblica. Milano e la Puglia sono in house e
Territoriale stesso riconosce che sono tra le più efficienti. Le gestioni in economia
sono solo a Napoli e nel piccoli Comuni montani dove ci sono “appetitose” sorgenti.
L’acqua è vita, la cerchiamo nell’universo, in altri pianeti.. E il tutto e viene prima di
tutto. Con la salute va oltre il concetto di servizio. Mercificarla è come indicare con
un dito: tu vivi tu muori.
Emilio Molinari
(associazioni Costituzione Beni Comuni e Laudato Sì)

ANCHE A VIGEVANO, COME NEL RESTO DEL PAESE , NELL’AMBITO DELLA CAMPAGNA NAZIONALE, SAREMO CON UN BANCHETTO SABATO 11 DICEMBRE DALLE ORE 9.00 ALLE 12.00 AL MERCATO

5 dicembre 2021

Il 2 dicembre prende il via la campagna nazionale  del Partito della Rifondazione  Comunista contro la manovra di bilancio del governo Draghi e due misure emblema del carattere antipopolare delle sue politiche: l’aumento delle bollette e il ripristino della legge Fornero sulle pensioni con l’abolizione immediata di quota cento.


Con l’aumento delle bollette si colpiscono duramente i redditi di lavoratrici e lavoratori e  ceti popolari già impoveriti da decenni  di riduzione generalizzata di salari e stipendi per tutti, lavori precari, part-time obbligati, mancati rinnovi contrattuali, disoccupazione e contratti pirata.


Sulle pensioni il governo Draghi  continua  sulla linea seguita da decenni dai governi che l’hanno preceduto: pur di non colpire le rendite e le grandi ricchezze, si bastonano i pensionati con allungamento continuo  della vita lavorativa, pensioni bassissime, tasse anche dieci volte superiori ad altri paesi europei e, per moltissimi, adeguamento solo parziale  all’inflazione.


11 DICEMBRE AL MERCATO DI VIGEVANO DALLE ORE 9.00 ALLE ORE 12


Per dire che di fronte alle politiche neoliberiste di questo governo c’è una sola alternativa: lo sciopero generale e generalizzato.


Nei nostri presidi, gazebo, banchetti raccoglieremo le firme delle cittadine e dei cittadini, da inviare al governo attraverso le prefetture, sulle nostre proposte:

  • contro gli aumenti delle bollette si taglino i profitti delle grandi aziende che distribuiscono e vendono il gas e l’energia elettrica come è stato fatto in Spagna;
  • si eliminino oneri di sistema obsoleti, si dia finalmente un taglio alle accise, alle addizionali regionali e all’Iva, tasse pagate in prevalenza dai ceti popolari;
  • per le pensioni proponiamo di eliminare l’imbroglio di quota 102;
  • per gli uomini la pensione a 60 anni o con 40 di contributi;
  • per le donne la pensione a 55 anni o 35 di contributi;
  • che si metta fine alle pensioni sotto i mille euro e l’adeguamento integrale delle pensioni all’inflazione.

Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista Vigevano

ACERBO (PRC-SE): ANTIFASCISMO, ADESIONE CRITICA ALL’APPELLO ANPI

2 dicembre 2021

Rifondazione Comunista sostiene da sempre che le organizzazioni neofasciste vanno messe fuorilegge. Per questo abbiamo aderito all’appello unitario propostoci dall’ANPI che chiede al Presidente del Consiglio Draghi di sciogliere i gruppi neofascisti con un decreto, come previsto dalla Costituzione e dalla legge in materia.
La nostra è un’adesione critica perché non ci associamo alle attestazioni di antifascismo all’attuale Presidente del Consiglio. Comunque l’elemento essenziale è che un largo schieramento chieda a Draghi di fare il suo dovere. Per ora Draghi non ha fatto nulla, tranne una doverosa visita alla sede del più grande sindacato italiano devastato dai fascisti. Ben poca cosa se consideriamo che era responsabilità del governo la mancata protezione della Cgil. Il governo non ha neanche rimosso il questore di Roma!
Riteniamo inoltre che Draghi impersoni al massimo livello le forze che da trenta anni lavorano alla inesorabile distruzione della democrazia costituzionale, dello stato sociale e della stessa sovranità popolare.
Sono proprio uomini come Draghi che hanno dichiarato superato il modello sociale europeo nato dalla vittoria della Resistenza antifascista e che hanno prodotto con le loro politiche neoliberiste e imperialiste il risorgere dei fascismi in Italia e in Europa.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

In allegato il testo dell’appello

Rifondazione: CGIL dichiari sciopero generale contro il governo

30 novembre 2021

GOVERNO – MANOVRA DI BILANCIO CONTRO IL LAVORO E GLI STRATI POPOLARI: SCIOPERO GENERALE!

Porte sbattute in faccia. E’ il risultato dell’incontro tenutosi ieri al Mef tra i segretari nazionali di Cgil, Cisl e Uil e il ministro dell’economia e delle finanze Daniele Franco conclusosi appunto con una chiusura più totale alle richieste dei sindacati.

Di fronte alla richiesta di modifica delle misure fiscali a vantaggio dei redditi più bassi il ministro, forte della convergenza dei partiti al governo sulla scelta di dare di più a chi ha di più, ha difeso l’iniqua distribuzione delle risorse e la riduzione del numero delle aliquote sempre a vantaggio dei redditi più alti.

Una scelta intollerabile nel momento in cui salari e pensioni, colpiti da decenni di rincorsa al ribasso, precarietà selvaggia, part-time obbligati e mancati rinnovi contrattuali vengono duramente erosi dal carovita crescente e dagli aumenti delle bollette su cui si scaricano gli aumenti delle materie prime e dell’energia.

Dopo lo schiaffo sulle pensioni, corredato dalla presa in giro di quota 102, l’accettazione di fatto delle delocalizzazioni, l’insufficienza assoluta dell’intervento sugli ammortizzatori sociali, cosa si aspetta a concludere che dai tavoli con questo governo non può arrivare nulla di buono per il mondo del lavoro e gli strati popolari?

I sindacati della scuola – confederali e di base – hanno indetto per il 10 dicembre una giornata di sciopero per il contratto e per il perpetuarsi delle carenze di organico e il nulla di fatto contro le classi pollaio.
La Fiom si prepara alla lotta per la mancanza di risposte sulle crisi e le delocalizzazioni e l’assenza di politiche industriali di settore, che mette a rischio intere filiere produttive come quella sull’automotive con la conseguenza della perdita di competenze, tecnologie e decine di migliaia di posti di lavoro.

In tutte le regioni ci sono iniziative e scioperi sui temi del reddito, del lavoro e dei diritti.

Non basta! Di fronte al progetto globale incarnato da Draghi e dall’alleanza neoliberista al governo di utilizzo delle risorse pubbliche per ristrutturare il sistema paese a vantaggio esclusivo delle imprese e ai danni dei lavoratori, di tutti gli strati popolari e dell’ambiente, l’unica risposte possibile è il rilancio e la generalizzazione delle lotte unendo tutti i soggetti che pagano queste politiche in termini di reddito, perdita di diritti, distruzione dell’ambiente.
Prima le persone e l’ambiente non i profitti! Sciopero generale subito!

Maurizio Acerbo, segretario nazionale
Antonello Patta, responsabile nazionale lavoro
Partito della Rifondazione Comunista/Sinistra Europea

ACERBO (PRC-SE): LA VARIANTE CHIAMATELA URSULA

Pubblicato il 27 nov 2021

Ci risiamo. Una nuova variante arriva dal Sud Africa ma è sbagliato chiamarla sudafricana. È più corretto chiamarla ‘variante Ursula’, come la presidente della Commissione Europea che da un anno pone il veto alla richiesta di moratoria sui brevetti dei vaccini anticovid in sede Organizzazione Mondiale del Commercio.

La responsabilità delle nuove varianti è dell’Unione Europea che ha finora detto no alla richiesta avanzata dal Sud Africa e da più di 100 paesi, da papa Francesco, da ong e associazioni che si occupano di salute. Torniamo a chiedere di firmare la Iniziativa dei Cittadini Europei di cui siamo co-promotori ‘Nessun profitto sulla pandemia’ per chiedere alla Commissione di modificare questa posizione disumana e cinica:

Nonostante tre votazioni del parlamento europeo che ha approvato la richiesta del gruppo della sinistra radicale La Sinistra la Commissione imperturbabile è andata avanti con una logica nazista di protezione del monopolio di poche multinazionali sui vaccini.

Tutti gli esperti, dal mai troppo compianto Gino Strada fino alla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità, avevano profetizzato quanto sta accadendo. Eppure Ursula Von der Leyen e la Commissione Europea non hanno cambiato la loro posizione neanche a fronte delle aperture di Biden.

Non saremo mai al sicuro se al resto dell’umanità sarà negato l’accesso ai vaccini.

Meno persone sono vaccinate sul pianeta e più saranno le varianti che si diffonderanno ovunque.

La Commissione Europea e le multinazionali che protegge sono le principali centrali novax del pianeta.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Respingere la controriforma Moratti La salute non è una merce Difendere e rilanciare la sanità pubblica Vogliamo un servizio pubblico universale, gratuito e di qualità Nessun profitto sulla nostra pelle

Occorre una grande mobilitazione contro la nuova legge sull’organizzazione della sanità lombarda proposta dall’assessora Moratti.

Il testo di legge preparato dalla giunta Fontana aumenta ulteriormente il peso delle strutture sanitarie private accreditate con il Servizio Sanitario pubblico, invece di puntare sulla centralità del servizio pubblico e della prevenzione.

Già la Legge Maroni (L.R.43/2015) ha introdotto l’equiparazione tra pubblico e privato nell’ottica di “trasparenza e parità di diritti e di doveri tra soggetti pubblici e privati”.

L’ulteriore controriforma Moratti, con il comma bis, certifica l’equivalenza, oltre alla commistione tra pubblico e privato.

Prevede perfino “case della salute” e “ospedali di comunità” gestite dal privato!

Bisogna eliminare l’equiparazione e l’equivalenza tra strutture pubbliche e private accreditate.

La sanità è un servizio: proprio per questo deve essere pubblico.

La gestione privata -per sua natura- eroga un prodotto inevitabilmente finalizzato al profitto delle aziende e distorce quindi il principio di salute rendendolo una merce. Il concetto di salute-malattia è così subordinato al profitto dell’azienda.

Deve essere rispettato l’art. 32 della Costituzione che prevede il diritto alla salute per tutti i cittadini.

Rispetto al lavoro, la controriforma Moratti, riconferma l’art. 5 della precedente L.R. 43/2015: “Principio della piena flessibilità e autonomia organizzativa da parte di tutti i soggetti erogatori”. Ciò significa incremento della precarizzazione di tutte le figure sanitarie, del cottimismo selvaggio, del caporalato attraverso finte partite IVA e cooperative fasulle e della mancanza di continuità di servizio.

Un’altra novità preoccupante è rappresentata dall’art. 11bis con cui si vuole creare un “Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie infettive” (con relativo amministratore delegato e corteo di nomine): un doppione dell’ATS, un altro centro di potere e di prebende clientelari. Al punto Q gli viene attribuita la funzione di “ricerca di nuovi vaccini”, un clone che produrrà solo l’ennesima emorragia di denaro pubblico a favore di privati, sottraendo fondi a investimenti nazionali ed europei per la ricerca pubblica.

Non è prevista nessuna ricerca epidemiologica, quindi niente presupposti per una programmazione a partire dai bisogni delle collettività e non delle convenienze della imprenditoria sanitaria privata, ormai in mano a potenti multinazionali.

La Lombardia rappresenta il punto più alto di penetrazione del neoliberismo nella sanità. L’obiettivo è il medesimo in tutta Italia e in tutto il mondo capitalista: trasformare i nostri corpi in merce; la salute di tutti in profitto di pochi.

L’obiettivo è chiaro: distruggere il Servizio Sanitario Nazionale (L.883/78), puntare a una medicina di classe, destinata ad aumentare ulteriormente le differenze nella qualità e nella quantità di vita tra ricchi e poveri. In questo progetto ovviamente la medicina preventiva e territoriale non deve avere nessun peso.

La Lombardia, se fosse una nazione -come chiedevano i leghisti trent’anni fa- sarebbe al secondo posto, dopo il Perù, per numero di morti da Covid in relazione alla popolazione! 35.000 sono stati i morti dell’eccellenza lombarda! Una strage impunita, diretta conseguenza del trentennale malgoverno del centro-destra, a partire da Formigoni.

La logica del profitto applicato alla sanità è la stessa che nega i vaccini a quasi quattro miliardi di persone per tutelare i brevetti e quindi gli interessi di Big-Pharma. Per questo, da molti mesi, siamo impegnati nella Campagna Nessun profitto sulla pandemia. Diritto alla cura. Vogliamo: raccogliere un milione di firme per obbligare la Commissione Europea a modificare il proprio comportamento di totale asservimento agli interessi delle aziende farmaceutiche; sostenere le proposte di una moratoria sui vaccini e di liberalizzazione dei brevetti e dei kit diagnostici; socializzare le conoscenze.

La posizione della Commissione Europea deriva direttamente dalle scelte dei governi europei: in primo luogo della Germania ma anche dell’Italia. La Commissione e i governi europei, compreso il nostro, sono corresponsabili delle migliaia e migliaia di morti che si verificano quotidianamente nel mondo; sono i migliori alleati del Covid-19.

Agli interessi delle aziende farmaceutiche sono pronti a sacrificare anche la vita dei propri concittadini. Infatti, nei Paesi dove non arrivano i vaccini, il virus si diffonde, si formano nuove e più aggressive varianti che si propagheranno anche da noi, nel Nord del mondo. A oggi, non si sa se i vaccini che avremo a disposizione saranno in grado di difenderci.

Non è indifferente come usciremo dalla pandemia, per questo condividiamo le parole chiare ed efficaci pronunciate da papa Francesco: “Ritornare agli schemi precedenti sarebbe davvero suicida, …. ecocida e genocida”!

Per questo, con altrettanta fermezza, denunciamo le responsabilità dei governi Conte e Draghi: poiché non sono intervenuti nel fermare lo scempio delle politiche leghiste in Lombardia durante il Covid (non creazione di zone rosse in primis); perchè condividono il progetto di autonomia differenziata (presentato congiuntamente dalle giunte di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, con il sostegno di uno schieramento parlamentare trasversale), alla cui base vi è lo snaturamento privatistico e aziendalistico del SSN  e  la privatizzazione di tutti i “beni pubblici”; perché il tutto è ribadito nel testo del PNRR.

Il disprezzo per la vita umana è tragicamente visibile anche nei 3-4 infortuni mortali sul lavoro che si verificano ogni giorno. Pure in questo caso non siamo di fronte a pura casualità ma al risultato di politiche che, mettendo al primo posto il profitto degli imprenditori, hanno ridotto ai minimi termini o annullato la tutela della salute nei luoghi di lavoro. Non sono fatalità ma omicidi! Si tratta di una strage quotidiana che ha dei responsabili -i padroni- e dei complici -il ceto politico e le istituzioni- che non applicano le leggi esistenti.


Per realizzare un cambiamento profondo, che metta in discussione il sistema capitalista, è indispensabile la presa di coscienza e la mobilitazione delle cittadine e dei cittadini, degli utenti dei servizi.

Sono necessari grandi movimenti sociali, pensieri e culture alternative e un campo di forze politiche motivato e organizzato. Non c’è tempo da perdere. Tutte le forze anticapitaliste, dal locale al globale, sono chiamate alla mobilitazione.

Un altro mondo è urgentemente necessario.

Voi, 8,5% della popolazione mondiale che possedete l’86% della ricchezza del pianeta, siete la malattia.

Noi, 7,8 miliardi di persone, siamo la cura. La cura del pianeta e di tutte le specie.
La cura passa anche attraverso la lotta!

Circolo Hugo Chavez Frias

Partito della Rifondazione Comunista Vigevano

Giovani Comuniste/i

 Vigevano, 23 novembre 2021

RIFONDAZIONE: LA CONTRIFORMA MORATTI SULLA SANITÀ UCCIDE IL SERVIZIO SANITARIO PUBBLICO

22 novembre 2021

Aderiamo con grande condivisione dei tempi, dei contenuti e delle forme alla manifestazione indetta dal Coordinamento Regionale per la difesa della Sanità pubblica davanti al Consiglio regionale il 26 novembre alle ore 16:30, mentre in Consiglio regionale sta per essere approvata una legge sanitaria peggiore della precedente, la legge Maroni, che avevamo criticato e combattuto e che la tragica ondata di Covid 19 ha chiaramente indicato come la responsabile della strage di uomini e di donne che abbiamo sofferto a Codogno, a Bergamo, a Brescia.

Una medicina territoriale marginalizzata, una prevenzione azzerata, carriere mediche con continue strozzature e numeri chiusi, una continua diminuzione del personale, dei posti letto, una finta competizione fra sanità pubblica e privata, che in realtà innesta un meccanismo perverso per cui, non trovando posto in tempi utili nella sanità pubblica si alimenta di continuo la sanità privata convenzionata e non.

Un sistema sanitario per i ricchi e chi non può si accontenti. Quando le sale di rianimazioni erano colme si diceva che tutto doveva cambiare, che si doveva tornare alla sanità come servizio pubblico e alla salute come diritto costituzionale.

Moratti ha mortificato queste aspettative, ha imbrigliato il dibattito in Consiglio lo ha tenuto accuratamente lontano dallo spazio pubblico e da una adeguata informazione di massa e ora sforna una legge peggiore della precedente, che finge di emendare quella precedente sui punti segnalati da AGENAS, ma di fatto compie una operazione di ulteriore privatizzazione della sanità lombarda, grazie all’intreccio fra questa legge e il PNRR. Non cambia il rapporto pubblico privato, anzi la sanità pubblica e privata sono considerate equivalenti, non cambia la modalità dell’accreditamento e dei criteri con cui si sceglie da parte del pubblico che quel servizio privato offra una serie di prestazioni. Niente ricerca epidemiologica, quindi niente presupposti per una programmazione a partire dai bisogni delle collettività e non delle convenienze della imprenditoria sanitaria privata, ormai in mano a potenti multinazionali.

Quindi la sanità in Lombardia è come prima peggio di prima, una eccellenza fasulla e alle spalle una strage impunita.

Rilevando questo regresso molti condividono le critiche al centro- destra regionale e alla sua trentennale azione di malgoverno, pochi rilevano stranamente l’esistenza di un convitato di pietra a questo processo, e cioè il governo nazionale che sia sotto il Presidente Conte che con Draghi avrebbe potuto intervenire pesantemente sulla sanità lombarda a partire dal suo fallimento di fronte alla epidemia , risalendo al sostanziale carattere anticostituzionale della legislazione sanitaria lombarda di Formigoni, di Maroni e ora di Fontana Moratti.

Ma il testo del PNRR sulla sanità da cui Moratti attinge forza e idee per le case della comunità e per il loro possibile affidamento ai privati dentro il sostanziale indebolimento della qualità del pubblico, rileva sostanziali convergenze che saranno ancora più forti nell’ambito del riproposto progetto della autonomia differenziata. Qui siamo. La sanità pubblica lombarda arretra e non solo per colpa del centro- destra, anche il centro sinistra concorre a questo snaturamento privatistico e aziendalistico del SSN che è in pericolo non solo in Lombardia.

Con questi contenuti verremo venerdì alla manifestazione davanti alla Regione e chiameremo i nostri compagni e le nostre compagne. E ci saremo anche dopo quando la contro riforma e il PNRR non garantiranno la salute alla popolazione lombarda, ripartendo dai territori, dalle competenze dei movimenti per la salute, dalle vertenze territoriali contro il centro destra lombardo e contro il governo Draghi per una sanità pubblica perché la salute non è una merce, ma un diritto.   

Fabrizio BaggiSegretario regionale Lombardia

Giovanna CapelliResponsabile regionale Sanità Lombardia

Partito della Rifondazione Comunista / Sinistra Europea

Contro il governo Draghi e le sue politiche

21 novembre 2021

Questa mattina eravamo a Pavia al presidio contro il ddl concorrenza del governo Draghi.

Eravamo a protestare, insieme ad altri, contro il tentavo di costringere i comuni a vendere a privati tutti i servizi di loro competenza, acqua, rifiuti, trasporti ecc ecc.

Questa è la prima di una serie di iniziative che come partito abbiamo promosso, assieme ad altre forze politiche e sociale, a questa ne seguiranno altre contro il caro vita e contro la nuova riforma sanitaria della regione Lombardia.

Mai come in questo momento è importante scendere in piazza, stare tra la gente per informare e costruire un’alternativa al governo Draghi.

Presidio a Pavia in Piazza Minerva – 21 novembre 2021

Sulle prossime elezioni provinciali

20 novembre 2021

Innanzitutto denunciamo l’assoluta mancanza di democrazia nelle elezioni provinciali.

Difatti non esiste più il voto popolare per eleggere il consiglio provinciale.

C’è una elezione di 2° grado dove possono votare solo i consiglieri comunali.

Con voto pesato diversamente secondo il numero degli abitanti.

Non solo i cittadini elettori sono espropriati del voto, ma l’elezione di 2° grado, con i consiglieri comunali eletti in precedenza con le antidemocratiche leggi maggioritarie, distorce la rappresentanza effettiva dei Partiti.

Esempio: la Lega, in provincia di Pavia, ha il 70% dei consiglieri comunali, molto al di là del voto reale sulle sue liste.

Poi abbiamo assistito in queste settimane ad uno spettacolo vergognoso; il PD che cerca l’alleanza con le destre, pur di avere delle poltrone.

Contrasti nella stessa Lega tra più candidati, con le solite accuse di “imposizioni  dall’alto mancanza, di democrazia e rappresentatività territoriale ecc. ecc.“

Nessuno di costoro, si occupa, dei problemi che assillano la nostra Provincia e i suoi abitanti.

La Provincia di Pavia è stata “saccheggiata” dal punto di vista ambientale (rifiuti, inceneritori, cave, logistiche, consumo del suolo, fanghi sui terreni) spesso con autorizzazione dell’Ente Provinciale.

Non è stato varato alcun piano concreto di risanamento ambientale, ne, tanto meno, un tentativo da parte di questo Ente di intervenire, per quanto gli può essere possibile, sulla drammaticità della situazione sociale (precarietà del lavoro, disoccupazione)

Tutto si riduce alla solita caccia alla “poltrona”, mentre sullo sfondo i vari ”aspiranti” pensano all’utilizzo dei fondi che dovrebbero arrivare nel nostro territorio in base al PRNN del governo Draghi.

Anche qui senza alcuna programmazione, per cui si rischia, nel caso dell’arrivo di questi fondi (cosa naturalmente tutta da verificare) di sprecarli in infrastrutture inutili, invece che nel risanamento del territorio.

Per questo i nostri (purtroppo pochi) consiglieri comunali non parteciperanno alla farsa delle “cosiddette” elezioni provinciali.

Piero Rusconi segretario provinciale del Partito della Rifondazione Comunista

Giuseppe Abbà consigliere comunale di Mortara del Partito della Rifondazione Comunista