Categoria: Politica

DOPO LO SCIOPERO GENERALE DEL 16 DICEMBRE: IDEE A CONFRONTO per Praticare l’Opposizione e costruire l’Alternativa

17 Gennaio 2022

Venerdì 21 gennaio ore 21:00, in diretta streaming sulle pagine Facebook:
– Prc/SE Lombardia
– Partito della Rifondazione Comunista
e sul canale YouTube:
– Dipartimento Lavoro Prc SE.

Coordina la serata: Sara Mastronicola

DI FRONTE AL FALLIMENTO DI DRAGHI, COSTRUIRE L’ALTERNATIVA DI SINISTRA

Pubblicato il 10 gen 2022

L’anno che sta cominciando si apre con la crisi della narrazione che è stata costruita intorno al governo Draghi. Siamo di fronte al palese fallimento di un esecutivo che non ha dato risposta alle emergenze sociali, non ha avviato riforme che riducessero le disuguaglianze, non ha rilanciato il ruolo del pubblico e dello stato sociale.

La recrudescenza della pandemia non può essere solo addebitata alla contagiosità della nuova variante omicron, anche perché la variante delta sta causando molte vittime tra cui vanno considerate anche tutte le persone che non si possono curare a causa del sovraffollamento ospedaliero. La responsabilità sta tutta nel Governo Draghi, in ciò che non ha fatto e che aveva tutto il tempo di fare, i fondi per attuarlo e le evidenze scientifiche per decidere. Laddove non ci sono le evidenze la politica deve decidere a partire dal principio di precauzione.
Il governo ha scientemente deciso la strategia del “rischio calcolato” e del “tenere aperta l’Italia”, con l’obiettivo della crescita del PIL e non della tutela della salute come priorità. La logica del profitto – non fermare le attività produttive – è stata anteposta al contrasto del contagio. Come hanno dimostrato paesi assai diversi, come per esempio Cina e Nuova Zelanda, il covid può essere controllato.
Polarizzando l’attenzione pubblica sulla costante polemica con la protesta nomask/novax/nogreenpass – che ha avuto costante e amplissima esposizione mediatica – il governo ha cercato di nascondere la mancanza di interventi essenziali per il rilancio della sanità pubblica e la lotta contro la pandemia. Nessuna misura strutturale di potenziamento della sanità o per ridurre il sovraffollamento del trasporto pubblico e della scuola, fine dello smart working, messaggi sbagliati dello stesso presidente del consiglio sui vaccini che hanno alimentato lo scetticismo tra i
cittadini. A tutto questo si aggiungono le scelte pasticciate che hanno sempre come bussola le indicazioni di Confindustria. Basti pensare all’eliminazione della quarantena per i vaccinati che non può che far aumentare i contagi. Se sono da criticare le campagne novax certo non si può tacere che l’azione del governo non incarna “la scienza” ma l’interesse capitalistico.
Particolarmente grave la negligenza verso le esigenze della scuola, che “deve” riaprire ancora volta senza che il governo abbia provveduto, irresponsabilmente, ad attuare le misure necessarie per garantire il diritto allo studio, alla salute e la dignità del lavoro. È fondamentale la riduzione del numero degli alunni per classe, l’aumento degli organici, la stabilizzazione del precariato, la definizione del sistema di reclutamento, la dotazione di sistemi di purificazione dell’aria, il tracciamento, la medicina scolastica, il potenziamento del servizio trasporto, la gratuità dei tamponi.

La disorganizzazione è tale che, mentre si discute di obbligo per i novax, non riescono a vaccinarsi per la terza dose quelli che vorrebbero farlo.
Torniamo a rivendicare l’organizzazione del tracciamento oggi del tutto fuori controllo, mascherine FFP2 e tamponi molecolari gratuiti, tutte le misure indispensabili per la limitazione della circolazione del virus a partire dalla generalizzazione dello smart working. La stessa discussione sull’obbligo vaccinale dovrebbe essere parte di una strategia complessiva di lotta contro il virus nell’ambito del rispetto dell’articolo32 della Costituzione.
Costruiamo l’opposizione a questo governo, pretendendo che nella sanità, nella scuola, nei trasporti pubblici si faccia subito quello che non si è fatto da un anno e mezzo.

Anche sul piano internazionale il governo Draghi continua a essere corresponsabile, con l’Unione Europea, del veto sulla richiesta di moratoria sui vaccini in sede di Organizzazione Mondiale del Commercio.
Il moltiplicarsi delle varianti nel sud del mondo conferma il valore della nostra campagna “Nessun profitto sulla pandemia” e le gravi responsabilità dell’UE che continua a proteggere il monopolio di poche multinazionali. Anche in questa occasione è arrivato da Cuba un esempio con la ricerca e produzione pubblica dei vaccini, la condivisione internazionalista e una campagna vaccinale capillare. 

Sul piano sociale confermiamo il nostro giudizio negativo su un governo che ha messo le enormi risorse del PNRR al servizio delle grandi imprese senza piani nazionali e industriali per i settori strategici e per l’occupazione. Il governo non ha posto in essere alcuna misura redistributiva e contro le disuguaglianze crescenti anzi contribuisce ad acuirle ulteriormente sul piano fiscale. Nessuna misura per rispondere al rischio povertà che riguarda complessivamente 11 milioni di persone, tra disoccupati e lavoratrici e lavoratori: nessuna legge per il salario minimo orario, nessuna norma per eliminare o ridurre precarietà, che anzi viene incentivata ulteriormente con le modifiche alle norme sul reddito di cittadinanza, nessun piano per il lavoro a partire dal rilancio del pubblico (abbiamo 1 milione di dipendenti pubblici meno della media europea) e di contrasto ai licenziamenti, nessuna estensione del reddito di cittadinanza a esclusi per condizionalità assurde, nessun piano per l’edilizia sociale ma solo sblocco di centomila sfratti. Questo governo è stato capace per la seconda volta di non finanziare l’indennità di quarantena.

Sulle delocalizzazioni si è approvata una norma che rappresenta una presa in giro e per certi versi peggiora la situazione. Si è rilanciata la privatizzazione dei servizi pubblici e dell’acqua.
Le diseguaglianze territoriali non possono che aumentare con l’impostazione delle misure previste dal PNRR, per l’iniqua distribuzione delle risorse e per i criteri dei bandi, che continuano a privilegiare i territori già avvantaggiati penalizzando il Mezzogiorno.

Anche il profilo ambientalista del governo si è confermato essere una truffa come dimostra da ultimo il rilancio del nucleare e del gas da parte del ministro e la complicità nell’inserimento nella tassonomia europea. Governo e UE stanno usando la retorica della transizione ecologica per coprire una gigantesca operazione di rilancio con risorse pubbliche degli investimenti e delle ristrutturazioni delle imprese e di apertura di nuove occasioni per la finanza. L’esplosione in tutta Europa delle bollette di luce e gas è diretta conseguenza della fallimentare scelta di privatizzare e liberalizzare il settore energetico. 

Il governo Draghi ha segnato un’ulteriore puntata del progressivo svuotamento della democrazia costituzionale e rischia di avere come ulteriore sviluppo il passaggio a un semipresidenzialismo di fatto con l’elezione dell’ex-banchiere alla presidenza della repubblica.
L’attuale Presidente del Consiglio, come anche per altre note ragioni il leader storico del centrodestra Silvio Berlusconi, manca del principale requisito per essere eletto alla Presidenza: non è credibile come garante della Costituzione avendo passato gran parte della sua carriera a perseguire esplicitamente il progetto di rottamare i suoi principi fondamentali e obiettivi programmatici di uguaglianza e giustizia sociale in nome del primato del mercato.
L’unica strada per uscire sul piano istituzionale dalla crisi democratica che va avanti da anni è una nuova legge elettorale proporzionale che restituisca al parlamento il ruolo che gli assegna la carta costituzionale. I processi disgregativi dell’unità e indivisibilità del Paese sono tutt’altro che accantonati; per questo è necessario continuare e rinforzare l’impegno contro l’autonomia differenziata, con iniziative da noi promosse e all’interno dei comitati.

Al sovversivismo delle classi dirigenti va contrapposta la costruzione della più larga opposizione, nella convergenza di soggettività sociali e politiche, lotte e movimenti, nella generalizzazione e nel rilancio del conflitto sociale e sindacale.

Il nostro partito è impegnato su questo terreno nella massima internità alle lotte e nel rilancio delle proprie campagne sociali e ambientali, a partire da quelle contro l’aumento delle bollette e contro la legge Fornero, contro la privatizzazione dell’acqua e il rilancio del nucleare e delle fonti fossili.

Parallelamente sempre più si impone a tutte le soggettività della sinistra di classe, anticapitalista, antiliberista e ambientalista e alla sinistra sociale il compito di costruire uno schieramento di alternativa ai poli esistenti e al neoliberismo.

Il ritorno dei fuoriusciti nel PD dimostra che avevamo avuto ragione nel contrastare la sussunzione della sinistra radicale in Italia da parte di un pezzo del gruppo dirigente del centrosinistra. In tutta Europa c’è una sinistra antiliberista e anticapitalista, rosso-verde e femminista, che fa riferimento al Partito della Sinistra Europea e al gruppo parlamentare “La Sinistra”, che rappresenta lo spazio politico in cui si colloca la nostra proposta. Dal Cile arriva l’ultimo esempio di una sinistra che insieme ai movimenti sociali ha rovesciato i rapporti di forza elettorali. In Italia viviamo la tragedia della scomparsa della sinistra mentre lo scontro politico è monopolizzato da partiti neoliberisti e dal potere economico mediatico. L’impianto programmatico del PD e la sua natura neoliberista non lo rendono credibile come argine alla destra con cui governa e con cui si accorda anche per il rilancio di un bipolarismo che ha già stravolto l’assetto costituzionale e espulso la voce della classe lavoratrice dalle istituzioni.

Questa situazione non può essere affrontata rinchiusi nella frammentazione e non è possibile temporeggiare. Vanno chiamate – su una base programmatica chiara – alla convergenza tutte le soggettività alternative al neoliberismo, alla guerra e alla devastazione ambientale.

La direzione nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea rilancia la proposta politica che è stata al centro dell’ultimo congresso.
Rifondazione Comunista propone di aprire e manifesta piena disponibilità ad essere parte attiva di un percorso plurale per la costruzione di una soggettività, un’aggregazione che, per dimensioni e credibilità, possa rappresentare una alternativa ai poli politici esistenti che raccolga le idee, le energie, la passione civile che animano le tante esperienze di resistenza, lotta e solidarietà che ci sono nel nostro paese.

documento approvato dalla direzione nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea domenica 9 gennaio 

LUI, ASSOLUTAMENTE NO!

10 Gennaio 2022

Tutto il centrodestra è compatto nel candidare Berlusconi quale prossimo presidente della repubblica.

Sono molteplici i procedimenti a carico di questo signore, uno dei quali si è concluso con una sentenza di condanna passata in giudicato.

In precedenza nessun procedimento penale a suo carico si era concluso con una sentenza di condanna definitiva per via di assoluzioni, declaratorie di prescrizione, amnistie e depenalizzazioni dei reati contestati.

Alcuni dei procedimenti di Silvio Berlusconi sono stati archiviati in fase di indagine.

In alcuni processi sono state pronunciate, in primo grado o in appello, sentenze di condanna e successivamente di assoluzione in grado definitivo.

Noi Comunisti crediamo che l’Italia non meriti un presidente così.

RIFONDAZIONE COMUNISTA, FED. DI PAVIA

L’ETERNA QUESTIONE DELLA SEDE DI MORTARA DEL CENTRO PROVINCIALE ISTRUZIONE ADULTI

10 Gennaio 2022

Come volevasi dimostrare. L’amministrazione comunale di Mortara dimostra ancora una volta la sua completa inaffidabilità.

In risposta alla mia ultima interpellanza sul fatto che il Comune non aveva messo a disposizione i locali per lo svolgimento delle lezioni, il sindaco Facchinotti prometteva solennemente che i locali di Palazzo del Moro per la scuola sarebbero stati pronti il 7 gennaio 2022.

Questa data costituiva già un grave ritardo in quanto la scuola avrebbe dovuto essere aperta il 3 novembre (anche qui promessa disattesa dell’ assessore Tarantola).

In pratica la perdita, ad oggi, di quasi due mesi e mezzo di didattica.

Prendo atto che le scuole questo anno riaprono il 10 gennaio.

Siamo arrivati a questa data e a che punto siamo?

I locali promessi a Palazzo del Moro non sono pronti. C’è stato solo un parziale trasloco di arredi dalla Clerici al Palazzo del Moro, ma non sono state montate le porte sui cardini tra un’aula e l’altra, non è stato sgomberato un locale, non hanno tolto i pannelli alle finestre e infine c’è anche la questione di una crepa su un soffitto.

In pratica tutto come ad ottobre. Difatti le lezioni non sono cominciate.

Ripeto per l’ennesima volta che il Centro Provinciale Istruzione Adulti è equiparato alla scuola dell’obbligo per cui il Comune deve provvedere a sedi ed arredi.

La precaria situazione del Centro non è mai stata affrontata seriamente dall’amministrazione comunale leghista.

Le soluzioni c’erano e ci sono e le abbiamo puntualmente indicate, dalla ex pretura, alla ex caserma dei Vigili del Fuoco, al Palazzo del Moro.

Evidentemente l’ulteriore “presa per i fondelli” è la dimostrazione della pratica ostilità dell’amministrazione comunale verso questa scuola.

Stamattina ho protocollato in Comune un’ interpellanza sulla questione.


Giuseppe Abba’
Consigliere comunale di Mortara del Partito della Rifondazione Comunista.

CALENDARIO DEL POPOLO. 9 GENNAIO 1950: 6 OPERAI DELLE “FONDERIE ORSI” DI MODENA CHE LOTTAVANO PER IL LAVORO UCCISI DALLA POLIZIA DI SCELBA

9 Gennaio 2022

Nel quadro delle repressioni poliziesche che contrassegnarono la “restaurazione capitalistica” del dopoguerra con decine di morti provocati da polizia e carabinieri durante le occupazioni delle terre e i conflitti di fabbrica, uno dei più gravi eccidi fu quello di Modena, il 9 gennaio 1950.

A Modena esisteva un’importante fabbrica” le fonderie ORSI”.

Il 9 gennaio di quell’anno era in corso uno sciopero indetto dalla CGIL per protestare contro il licenziamento di 560 operai di quella fabbrica.

Nella fabbrica era in corso da circa un mese una “serrata padronale”.

Il mattino del 9 gennaio un gruppo di operai si reca davanti ai cancelli delle Fonderie Riunite (Orsi).

I carabinieri sparano e uccidono ANGELO APPIANI.

Dal tetto della fabbrica i carabinieri sparano con le mitragliatrici contro altri lavoratori uccidendo ARTURO CHIAPPELLI e ARTURO MALAGOLI.

Successivamente l’operaio ROBERTO ROVATTI veniva circondato da una squadra di carabinieri e ucciso con i calci dei fucili.

Un blindato sparò uccidendo ENNIO GARAGNANI e un carabiniere centrò con una fucilata RENZO BERSANI.

In tutto 6 morti, 200 feriti, 34 arrestati.

In varie città italiane furono indette manifestazioni e scioperi (dalla sola CGIL, la CISL si era dissociata).

I funerali delle vittime si svolsero l’11 gennaio a Modena con oltre 300 mila partecipanti.

La sorella di uno dei caduti (Marisa Malagoli) fu adottata da Palmiro Togliatti e Nilde Jotti.

Rifondazione: Sanità in crisi, scuole in confusione

08 Gennaio “022

Anche da parte dell’informazione normalmente benevola con il governo Draghi, si mostra sconcerto, se non aperto dissenso nei confronti delle ultime misure anti Covid, che non affrontano i problemi reali della sanità pubblica, ripristinando e incrementando, ad esempio, la medicina territoriale e in generale le strutture sanitarie, che continuano invece ad essere sottodimensionate.

Le scuole riapriranno, se riapriranno, in totale diversificazione dei comportamenti, in grande confusione e prive degli strumenti necessari per la sicurezza, come la riduzione del numero degli alunni per classe, l’aumento degli organici, sistemi di purificazione dell’aria, tracciamento, medico scolastico e così via.

Tutti provvedimenti che chiediamo fin dall’inizio della pandemia e che erano contenuti nelle piattaforme dello sciopero dei sindacati di base e confederali del 10 dicembre.

La tracotanza di un governo, sostenuto da centro destra e centro sinistra, che cura solo gli interessi delle imprese e dei profitti, si sta palesando in tutto il suo cinismo e falsità nel presentarsi come paese “modello” nella gestione della pandemia, quando le strutture di cui dispone e i provvedimenti messi in campo somigliano di più a certi paesi del terzo mondo piuttosto che a quelli dei “grandi” della terra ai quali l’Italia appartiene.

Il “migliore” di tutti non è stato neanche in grado di presentarsi all’opinione pubblica, per spiegare gli ultimi provvedimenti, pensa così di deresponsabilizzarsi Mario Draghi?

Rifondazione Comunista è mobilitata a sostegno dei provvedimenti necessari, per restituire al mondo della Scuola la dignità e la sicurezza necessarie per garantire il diritto costituzionale allo studio per tutte e tutti.

Loredana Fraleone – Responsabile Scuola del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Rifondazione Comunista con le lavoratrici e i lavoratori di Air Italy in difesa dei posti di lavoro

5 gennaio 2022

Rifondazione comunista esprime la propria indignazione per il licenziamento dei 1.322 dipendenti di Air Italy e la più completa solidarietà con le lavoratrici e i lavoratori mandati brutalmente a casa via mail.

Prosegue col nuovo anno la strage di posti di lavoro prevista e resa possibile dalla scelta del governo di porre fine al blocco dei licenziamenti lasciando mano libera a chiusure, delocalizzazioni e ristrutturazioni selvagge.

Se l’arroganza delle aziende è intollerabile sono di una gravità inaudita la latitanza e l’indifferenza del governo di fronte al dramma occupazionale che colpisce oramai  un grandissimo numero di lavoratrici e lavoratori e le loro famiglie e meritano una risposta di lotta.

La grave responsabilità di non aver previsto in legge di bilancio un intervento a tutela dei dipendenti della società di trasporto aereo è figlia di un orientamento neoliberista che da anni lascia il destino del trasporto aereo nazionale nelle mani del mercato senza nessun piano in grado di tutelare sia il lavoro che gli interessi nazionali.

Il risultato è drammatico: licenziamenti a catena, uno spezzatino di compagnie in crisi, un paese tra i più ricchi del mondo senza una compagnia aerea nazionale degna di questo nome e quindi la rinuncia a orientare i flussi di merci e persone a vantaggio del paese.

E il fatto che la sudditanza totale al credo religioso neoliberista con la mancanza di politiche industriali degne di questo nome stia producendo disastri presenti e futuri in altri comparti come l’auto non è certo di consolazione.

Condividiamo la necessità, richiamata dai sindacati di categoria, di una mobilitazione immediata di tutto il comparto; riteniamo altresì necessaria una generalizzazione delle lotte a tutti i settori in difesa dei diritti contro il progetto di Draghi teso a colpire il lavoro per affermare definitivamente nella società e nell’economia lo strapotere del mercato e del profitto.   

Antonello Patta, responsabile nazionale lavoro
Partito della Rifondazione Comunista/Sinistra Europea

50 PREMI NOBEL CHIEDONO TAGLIO SPESE MILITARI, GOVERNO DRAGHI LE AUMENTA

5 Gennaio 2022

La spesa militare globale è raddoppiata negli ultimi venti anni ed ha quasi raggiunto i 2000 miliardi di dollari. Una follia mentre milioni di persone muoiono di fame e malattie e si nega accoglienza a chi fugge da guerre.

Per questo 50 premi Nobel hanno firmato un appello rivolto ai governi del mondo per ridurre del 2% le spese militari e destinare le risorse così risparmiate nella risoluzione dei gravi problemi che affliggono l’umanità: pandemie, crisi climatica, povertà estrema.

Sosteniamo l’appello di assoluto buonsenso dei 50 Nobel ma dobbiamo denunciare che il governo italiano fa l’esatto contrario e continua a aumentare le spese militari.

Il nostro governo è un fedele esecutore delle direttive della Nato e gli USA che sempre più si configurano come una minaccia per la pace, il motore della corsa agli armamenti (anche nucleare).

Secondo il Sipri di Stoccolma l’80,4% del mercato mondiale delle armi e dei sistemi d’arma è controllato da multinazionali del blocco euro-atlantico (più paesi alleati Israele, Turchia ed Emirati Arabi).

Non solo, l’internazionalizzazione della filiera industriale militare che coinvolge decine di paesi nel mondo è sempre legata alle multinazionali e governi di cui sopra.

Se è vero che la spesa militare cinese (1,4 mld. di persone) è seconda a quella statunitense (330 milioni di persone) è pur vero che essa non comprende basi, flotte e interventi armati in ogni angolo del pianeta.

La responsabilità per la trentennale guerra mondiale a pezzi che stiamo vivendo (e relativa corsa agli armamenti) è quasi esclusivamente una responsabilità euroatlantica: Stati Uniti, Europa, Nato e relativi alleati strategici.

Non è un caso che Julian Assange, che ha denunciato i crimini di guerra, sia prigioniero delle “democrazie” occidentali e rischi di passare il resto della sua vita in un carcere statunitense.

Non ci stanchiamo di esigere il taglio delle spese militari e la liberazione di Julian Assange.

Anche in questo caso il governo italiano non ascolta appelli di Nobel come Adolfo Perez Esquivel.

Una concreta politica di disarmo globale e distensione non può che partire da una chiara presa di coscienza delle responsabilità di guerra del blocco euro-atlantico.

Anche per rilanciare la lotta per la pace c’è bisogno di uno schieramento alternativo ai poli esistenti.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale e Gregorio Piccin, responsabile pace del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

VACCINO, APPELLO DI AGNOLETTO A DRAGHI: “L’ITALIA FACCIA UN ATTO CONCRETO SULLA LIBERALIZZAZIONE DEI BREVETTI”

1 Gennaio 2022

di Matteo Pucciarelli

Il medico ed ex portavoce dei no global inserito tra i dieci professionisti della scienza che hanno inciso nel 2021 per la lotta al Covid. “Senza una vaccinazione diffusa in tutto il mondo, continueranno a nascere nuove varianti”

La rivista del settore Sanità Informazione lo ha inserito nella lista dei dieci professionisti della scienza che hanno segnato a livello mondiale i 365 giorni di lotta alla pandemia del 2021, nello specifico con la campagna europea per la sospensione dei brevetti sui vaccini. Il medico Vittorio Agnoletto, già presidente della Lega per la lotta contro l’Aids, ex portavoce dei no global nelle drammatiche giornate di Genova nel 2001, poi europarlamentare di Rifondazione comunista, oggi è coordinatore di Right2cure/DirittoallaCura pagina italiana dell’ICE –No Profit on Pandemic, alla quale in Italia hanno aderito tutti i sindacati, compresi quelli di base, Arci, Emergency, Libera, gruppi cattolici e parrocchiali, con testimonial come Silvio Garattini e don Luigi Ciotti.

Agnoletto ‘festeggia’ il riconoscimento (è in ottima compagnia: con lui, tra gli altri, Antonella Viola, Alberto Mantovani, Giovanni Rezza) con il Covid: nonostante abbia ricevuto la terza dose, febbre alta e dolori. “Da ieri sto meglio, però per me non è stato affatto un comune raffreddore…”, dice.

C’è un collegamento tra la diffusione di #Omicron e il fatto che mezzo mondo, quasi sempre quello più povero, non sia vaccinato?”

Certo, le varianti sono il risultato di un errore spontaneo nella replicazione della diffusione del virus. Più il Covid-19 si replica più è possibile che gli errori provochino nuove varianti. Le quali sono perciò il frutto dell’assenza diffusa di vaccini e farmaci”.

Senza la vaccinazione di massa mondiale il Covid è destinato a non scomparire?

“In assenza di una vaccinazione diffusa e in tempi brevi il rischio è proprio la formazione di nuove varianti e quindi il pericolo di andare avanti così in continuazione. Anche perché ogni volta che compare una nuova variante non sappiamo il suo potenziale diffusivo e il suo livello di pericolosità. Né sappiamo se i vaccini che ci sono in quel momento saranno in grado di contrastare la nuova variante, e ci vogliono mesi di studio per capirlo. La richiesta quindi di far produrre vaccini in tutto il mondo è sì di giustizia, eguaglianza e diritti ma anche di un sano egoismo se si pensa alla nostra economia”.

I tempi brevi’ di cui parlava prima cosa possono significare?

“Già oggi secondo l’Oms se fossero sospesi i brevetti sui vaccini e fosse socializzata la conoscenza per tre anni il mondo occidentale, Corea del Sud, Bangladesh, India, Sudafrica e Brasile sarebbero in grado di produrre nuove vaccini. Così entro l’estate 2022 il 70-75 per cento di popolazione mondiale sarebbe vaccinata. E consideriamo che si è perso già un anno di tempo, India e Sudafrica avevano avanzato una richiesta del genere a ottobre 2020, e con loro altri cento Paesi del sud del mondo e cento premi Nobel ed ex governanti come Mario Monti e Romano Prodi. Senza dimenticare gli appelli in questo senso di papa Francesco e dell’Oms”.

Chi si oppone alla liberalizzazione?

“L’anno scorso di opposero Ue, Gran Bretagna, Svizzera, Singapore, Australia, Giappone, Brasile e Stati Uniti. Oggi rimangono contrarie Ue, Gran Bretagna e Svizzera”.

Mario Draghi si era espresso a favore della liberalizzazione e in Europa ha un ruolo centrale, Joe Biden prima ancora lo stesso: allora perché non si riesce a sbloccare?

“Biden ha ribaltato la posizione di Donald Trump e oggi gli Usa sono formalmente a favore, con il segretario di Stato americano che ha chiesto un impegno a tutti i ministri della Salute del mondo occidentale. Draghi invece non ha mai fatto un atto politico ma solo delle dichiarazioni. La posizione della Ue è sostenuta dai Paesi europei e in primis dai governi tedeschi, francesi e il nostro. La cosa curiosa è che al parlamento europeo diversi partiti che sostengono il nostro esecutivo, come Pd e 5 Stelle, hanno votato più volte per la sospensione dei brevetti, senza però imporla ai governi di cui fanno parte”.

Donare i vaccini non può essere una soluzione?

“No. Come dice don Luigi Ciotti la carità e l’elemosina non possono mai sostituire i diritti. Poi di quelle forniture promesse in passato ne sono state fatte arrivare meno del 25 per cento. Secondo, perché nelle donazioni è la nazione che dona che decide in base ai propri interessi geopolitici quanto e a chi donare. Terzo, purtroppo molte volte le dosi donate sono a un passo dalla scadenza che non solo non si riescono a utilizzare ma chi le riceve poi deve occuparsi pure di smaltirle. Noi comunque non chiedono la cessione del brevetto, ma la sospensione. Opzione prevista in casi eccezionali, e questo lo è, dallo statuto dell’Organizzazione mondiale del commercio. I diritti di remunerazione dei privati non sono in discussione ma si tratta di trovare un equilibrio tra i loro enormi guadagni e il numero dei morti. Senza scordare che quei vaccini sono stati prodotti in gran parte con fondi pubblici”.

Messa così viene quasi da pensare che alle grandi case farmaceutiche non convenga debellare il covid.

“Io invito solo a riflettere sul fatto che alle aziende produttrici dei vaccini conviene che il mondo ricco sia periodicamente costretto ad acquistare nuovi e massicci quantitativi, affinché la pandemia si trasformi in endemia. Il vero punto di domanda è quali sono i rapporti che legano i vertici politici che si oppongono alla liberalizzazione a Big Pharma. Di queste ultime puoi capire la ricerca del profitto, ma di chi dovrebbe preoccuparsi della salute pubblica?”.

Perché è così difficile essere convinti sostenitori della scienza e allo stesso tempo porre dubbi su Big Pharma?

“Perché Big Pharma ha un potere enorme nel mondo della politica e della comunicazione. Da più di un anno chiediamo un confronto televisivo con i vertici di Farmindustria, senza successo. Possibile che la questione dei brevetti non diventi la prima materia di discussione pubblica? Per questo vorrei rilanciare un appello al presidente del Consiglio affinché prenda la decisione formale di sospendere i brevetti. Sarebbe un gran regalo a noi e al mondo per il 2022″

IL “CASO” DEL RITRATTO DEL CRIMINALE NAZISTA LEON DEGRELLE IN MUNICIPIO A FERRERA ERBOGNONE. PRESIDIO DI PROTESTA DI RIFONDAZIONE COMUNISTA, FED. DI PAVIA

30 Dicembre 2021

La Federazione Provinciale Pavese di Rifondazione Comunista era presente oggi con un presidio presso il Municipio di Ferrera Erbognone per ricordare che è reato la ricostituzione del disciolto partito fascista e tanto più se a farlo è un impiegato del Comune negli stessi uffici pubblici, infatti l’esposizione del ritratto di un criminale nazista accanto a quello del Presidente della Repubblica Mattarella è di per se un gesto indegno oltre che un reato perseguibile penalmente e Rifondazione Comunista farà del tutto affinché la giustizia segua il suo corso.