Categoria: Politica

CONTRO IL DDL CONCORRENZA DEL GOVERNO DRAGHI. Domenica 21 novembre a partire dalle ore 9.30, come Rifondazione Comunista saremo in Piazza Minerva a Pavia.

18 novembre 2021

CONTRO IL DDL CONCORRENZA DEL GOVERNO DRAGHI

Domenica 21 novembre a partire dalle ore 9.30, come Rifondazione Comunista saremo in Piazza Minerva a Pavia.

Saremo in piazza con altre forze politiche, sociali e sindacali per contrastare il progetto Draghi che mira a costringere i comuni a svendere ai privati tutti i servizi pubblici locali.

Quella delle privatizzazioni è il cavallo di battaglia di tutti i governi che si sono succeduti negli ultimi trent’anni, si svende tutto ai privati per rendere più efficienti e convenienti i servizi pubblici.

In Italia, i vari governi hanno venduto tutto il patrimonio pubblico facente capo allo stato, oggi siamo il paese Europeo con la minor presenza dello stato in economia, ricordiamo che ad esempio Germania e Francia mantengono una forte presenza statale sia nell’industria che nel sistema bancario.

Ma la realtà non è quella che lor signori ci dipingono, tutti i servizi statali che sono stati privatizzati, dalle telecomunicazioni alle banche, dai trasporti alle autostrade, non hanno certo portato più efficienza e minor costo per i cittadini, basta come esempio la vicenda delle autostrade.

Ora si vuole portare a termine tale scellerato progetto privatizzando tutti i servizi dei comuni, con le conseguenze già note e certe, maggior profitto per le imprese, pessimi e cari servizi per i cittadini.

Lor signori, non vogliono vedere la realtà, la privatizzazione della sanità, vanto della nostra giunta Lombarda di centro destra, ha dimostrato la sua inefficienza nell’affrontare la pandemia COVID-19, nella nostra regione ci sono stati più di 30.000 morti.

Tutti i paesi del mondo stanno attraversando un momento molto difficile sia dal punto di vista economico, sanitario che sociale, pensare di risolvere i problemi con MENO STATO è una sciocchezza.

Necessita un più diretto impegno dello stato sia in economia che nella gestione delle problematiche sociali.

Per questi motivi invitiamo tutti i cittadini e le cittadini ad essere presenti al presidio di Domenica 21 a Pavia

Rifondazione Comunista Federazione Pavia

Sinistra. Cercasi

15 novembre 2021

Apprendiamo dall’Informatore dell’11 novembre che “il PD vota il patto con il centrodestra. E la segretaria Scuvera si fa da parte”

Il PD si spacca sulle alleanze con la Destra.

Speriamo che quello che sta andando in scena, sia effettivamente l’ultimo atto di una tragicomica pantomima di cogestione (alleanze) del potere.

Non noi, ma se qualcuno avesse ancora dubbi sul quel partito che ad ogni elezione chiede il voto utile contro la destra, adesso hanno tolto la maschera rivelando i loro veri intenti!!

Adesso è chiaro perché l’ex segretario Zingaretti disse di provare vergogna e si dimise.

Adesso è chiaro che non ci sono più dubbi sulla loro vera natura.

Adesso è chiaro che a sinistra è rimasta solo Rifondazione Comunista a rappresentare la sinistra diffusa che sola può risorgere.

Circolo “Hugo Chavez Frias” di Vigevano del Partito della Rifondazione Comunista.

Articolo dell’INFORMATORE dell’11 novembre 2021

Comunicato del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

Pubblicato il 10 nov 2021

DDL CONCORRENZA: PRIVATIZZAZIONI SU LARGA SCALA –

Una dichiarazione di guerra all’acqua e ai beni comuni

Era il 5 Agosto 2011 quando l’allora Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, insieme al Presidente della Banca Centrale Europea Jean-Claude Trichet, scrisse la famigerata lettera al Presidente del Consiglio Berlusconi in cui indicava come necessarie e ineludibili “privatizzazioni su larga scala” in particolare della “fornitura di servizi pubblici locali”.

Uno schiaffo ai 26 milioni di italian? che poco più di un mese prima avevano votato ai referendum indicando una strada diametralmente opposta, ossia lo stop alle privatizzazioni e alla mercificazione dell’acqua.

Oggi Draghi, da Premier con pieni poteri, ripropone in maniera esplicita e chiara quella stessa ricetta mediante il DDL Concorrenza approvato dal Consiglio dei Ministri giovedì scorso.

La logica che muove l’intero disegno di legge, oltremodo evidenziata nell’art.6, è quella di chiudere il cerchio sul definitivo affidamento al mercato dei servizi pubblici essenziali.

Un provvedimento ispirato da un’evidente ideologia neoliberista in cui la supremazia del mercato diviene dogma inconfutabile nonostante la realtà dei fatti dimostri il fallimento della gestione privatistica, soprattutto nel servizio idrico: aumento delle tariffe, investimenti insufficienti, aumento delle perdite delle reti, aumento dei consumi e dei prelievi, carenza di depurazione, diminuzione dell’occupazione, diminuzione della qualità del servizio, mancanza di democrazia.

Questa norma, di fatto, punta a rendere residuale la forma di gestione del cosiddetto “in house providing”, ossia l’autoproduzione del servizio compresa la vera e propria gestione pubblica, per cui gli Enti Locali che opteranno per tale scelta dovranno “giustificare” (letteralmente) il mancato ricorso al mercato.

Nel DDL emerge chiaramente la scelta della privatizzazione. Gli Enti Locali che intendano discostarsi da quell’indirizzo dovranno dimostrare anticipatamente e successivamente periodicamente il perchè di altra scelta, sottoponendola al giudizio dell’Antitrust, oltre a prevedere sistemi di monitoraggio dei costi”.

Mentre i privati avranno solo l’onere di produrre una relazione sulla qualità del servizio e sugli investimenti effettuati.

Inoltre, si prevedono incentivi per favorire le aggregazioni indicando così chiaramente che il modello prescelto è quello delle grandi società multiservizi quotate in Borsa che diventeranno i soggetti monopolisti (alla faccia della concorrenza!) praticamente a tempo indefinito. Tutto ciò in perfetta continuità con quanto previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Ed è proprio dal combinato disposto tra PNRR, DDL sulla concorrenza e decreto semplificazioni (poteri sostitutivi dello Stato) che il Governo intende mettere una pietra tombale sull’esito referendario provando così a chiudere una partita che Draghi ha iniziato a giocare ben 10 anni fa dimostrando, oggi come allora, di fare solo gli interessi delle grandi lobby finanziarie e svilendo strumenti di democrazia diretta garantiti dalla Costituzione.

L’art. 6 è un proditorio attacco alla sovranità comunale: i comuni da presidii di democrazia di prossimità ridotti a meri esecutori della spoliazione della ricchezza sociale.

E’ il punto di demarcazione tra due diverse culture, quella che considera un dovere il rispetto e la garanzia dei diritti fondamentali e quella che trasforma ogni cosa, anche le persone, in strumenti economici e merci.

Noi continueremo a batterci per la difesa dell’acqua, dei beni comuni e dei diritti ad essi associati e della volontà popolare.
A questo scopo, nelle prossime settimane, a partire dalla manifestazione nazionale in programma il 20 novembre a Napoli in cui chiederemo con forza anche lo stop alla privatizzazione delle partecipate della città partenopea (tra le quali l’azienda pubblica “Acqua Bene Comune”) paventate in questi giorni, metteremo in campo una rinnovata attivazione per ottenere il ritiro di questo provvedimento al pari del DDL Concorrenza e dei famigerati intendimenti in esso contenuti.

Facciamo appello alla mobilitazione generale, rivolgendoci alle tante realtà e organizzazioni sociali che in questi anni hanno saputo coltivare e arricchire un dibattito e una mobilitazione sui servizi pubblici locali e sui beni comuni per ribadire insieme che essi sono un valore fondante delle comunità e della società senza i quali ogni legame sociale diviene contratto privatistico e la solitudine competitiva l’unico orizzonte individuale.

Roma, 9 Novembre 2011.

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

Ciao compagno Fausto

Se n’è andato Fausto, un caro compagno di tante lotte sempre presente con noi fino all’ultimo, è una triste perdita che ha lasciato noi tutti orfani di un grande supporto di idee, continueremo le nostre lotte ricordandolo.
Ciao Fausto, un saluto a pugno chiuso e che la terra ti sia lieve.

L’ultimo saluto a Fausto sarà mercoledì 10 novembre, alle ore 15 nella sala del Commiato dell’Ospedale di Mede.

Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Pavia

Draghi all’assalto dei servizi pubblici locali

di Marco Bersani, Attac Italia –

Era atteso da tempo. Faceva parte delle stringenti “condizionalità” richieste dalla Commissione Europea per accedere ai fondi del Next Generation Eu. Era uno degli assi portanti per i quali Draghi è stato definito da Confindustria “l’uomo della necessità”. Era fortemente voluto dalle lobby finanziarie. Ed è arrivato. Il disegno di legge sulla concorrenza e il mercato. Un nuovo bastimento carico di privatizzazioni.

Mentre i media mainstream ancora una volta dirottano l’attenzione (colpiti i tassisti, risparmiati i concessionari degli stabilimenti balneari etc.) nessuno mette l’accento sulla sostanza del provvedimento, concentrata nell’art. 6: la privatizzazione dei servizi pubblici locali e la definitiva mutazione del ruolo dei Comuni.

Un provvedimento vergognoso che, sin nelle finalità espresse all’art. 1, sembra aver completamente accantonato quanto la pandemia ha evidenziato oltre ogni ragionevole dubbio: il mercato non funziona, non protegge, separa persone e comunità.

Senza alcun senso del ridicolo si dice che il provvedimento ha lo scopo di “promuovere lo sviluppo della concorrenza e di rimuovere gli ostacoli all’apertura dei mercati (…) per rafforzare la giustizia sociale, la qualità e l’efficienza dei servizi pubblici, la tutela dell’ambiente e il diritto alla salute dei cittadini”.

Se dalle finalità generali passiamo allo specifico articolo sui servizi pubblici locali, va subito notato il salto di qualità messo in campo dal governo Draghi: per la prima volta si parla di tutti i servizi pubblici locali senza alcuna esclusione. Come si evince dall’unico passaggio – paragrafo d – in cui sono menzionati i servizi pubblici locali a rilevanza economica in merito alla necessità di una loro ottimale organizzazione territoriale, il resto del provvedimento supera i precedenti tentativi di privatizzazione per la globalità dei servizi coinvolti. Ad ulteriore conferma di questa estensione, valga il richiamo (par. o) alla normativa relativa al Terzo Settore.

Ribaltando a 360 gradi la funzione dei Comuni e il ruolo di garanzia dei diritti svolto storicamente dai servizi pubblici locali, il ddl Concorrenza (par. a) pone la gestione dei servizi pubblici locali come competenza esclusiva dello Stato da esercitare nel rispetto della tutela della concorrenza. E ne separa (par. b) le funzioni di gestione da quelle di controllo.

I paragrafi successivi sono un vero capolavoro di ribaltamento della realtà.

Mentre all’affidatario privato viene richiesta (bontà sua) una relazione annuale sui dati di qualità del servizio e sugli investimenti effettuati, ecco il tour de force che deve affrontare il Comune che, malauguratamente, scelga di gestire in proprio un servizio pubblico locale: dovrà produrre “una motivazione anticipata e qualificata che dia conto delle ragioni che giustificano il mancato ricorso al mercato” (par. f); dovrà tempestivamente trasmetterla all’Autorità garante della concorrenza e del mercato (par.g); dovrà prevedere sistemi di monitoraggio dei costi (par. i); dovrà procedere alla revisione periodica delle ragioni per le quali ha scelto l’autoproduzione.

Per quanto riguarda i servizi pubblici a rilevanza economica (par. d), ovvero acqua, rifiuti, energia, e trasporto pubblico, si prevedono inoltre incentivi e premialità che favoriscano l’aggregazione (leggi multiutility).

Non contento di puntare alla privatizzazione delle gestioni, il Governo prevede anche (par. q) una revisione della disciplina dei regimi di proprietà e di gestione delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni, nonché di cessione dei beni in caso di subentro, anche al fine di assicurare un’adeguata valorizzazione della proprietà pubblica, nonché un’adeguata tutela del gestore uscente.

In questo contesto, il richiamo (par. t) alla partecipazione degli utenti nella definizione della qualità, degli obiettivi e dei costi del servizio pubblico locale suona come la presa per i fondelli finale.

Un attacco feroce e determinato ai diritti delle persone, ai beni comuni e alle comunità locali. Di questo si tratta. Portato avanti da un governo che non ha mai fatto mistero di essere al servizio dei grandi interessi finanziari e che ha preteso un Parlamento embedded per poter avere mano libera su tutte le scelte fondamentali di ridisegno della società.

“La zavorra dei vincoli e del debito ci impedisce qualunque movimento. Non avere alcuna agibilità sul bilancio significa impattare enormemente sulla qualità di vita dei cittadini. E’ impossibile governare la città se non possiamo mettere risorse”. Così ha tuonato pochi giorni fa Gaetano Manfredi, nuovo sindaco di Napoli.

La risposta del governo Draghi è che non vi è alcun bisogno di governare i Comuni e le città: basta mettere tutto sul mercato.

CALENDARIO DEL POPOLO. 7 NOVEMBRE 1917: LA RIVOLUZIONE RUSSA.

GIUSEPPE ABBA’

Quel giorno di 104 anni fa l’avvenimento più importante del’900: la Rivoluzione d’ottobre (si celebra il 7 novembre, all’epoca era in vigore in Russia il calendario ortodosso, quindi le giornate insurrezionali erano state il 24 e 25 ottobre, secondo questo computo).
Nel febbraio 1917 c’era stata la prima Rivoluzione, che aveva detronizzato lo zar, ma si era installato un governo borghese che continuava la guerra imperialista (la prima guerra mondiale).

La guerra aveva provocato milioni di morti, in particolar modo nell’Impero russo oltre a miseria, fame, freddo, epidemie.

Lenin e il partito bolscevico, (che successivamente si chiamò Comunista) chiamarono alla lotta gli operai e i contadini dell’ immenso Impero zarista su precise parole d’ ordine: Pane, Pace e Terra.

Il partito bolscevico, dapprima minoritario, ebbe un rapido sviluppo nell’autunno 1917, conquistando la maggioranza dei Soviet (consigli, organismi che rappresentavano gli operai, i contadini, i soldati, i marinai.

Il congresso dei Soviet era stato convocato per quei giorni e l’insurrezione di Pietrogrado (e poi di Mosca e di altre località) consegnò “tutto il potere ai Soviet” abbattendo, con la presa del Palazzo d’Inverno il governo Kerenskij e formando un governo di “commissari del popolo”.

Le vicende successive sono note: la guerra civile contro le armate “bianche”, l’intervento dell’imperialismo contro il potere sovietico (ben 16 paesi), poi la difficile costruzione del socialismo fino ad arrivare alla vittoria contro l’aggressione nazista nella seconda guerra mondiale.

Per questo è necessario approfondire la storia di quella grande esperienza che fu l’Unione Sovietica (ovviamente con le sue luci e le sue ombre), le altre Rivoluzioni, la formazione dei Paesi Socialisti, i movimenti di liberazione nazionale.

Mi limito a citare, per celebrare la ricorrenza, due autori. Il primo è John Reed (giornalista americano comunista) che nei “10 giorni che sconvolsero il Mondo” descrive l’arrivo e l’intervento di Lenin al congresso dei Soviet: “infine si levò Lenin. Tenendosi al parapetto della tribuna egli posò sugli astanti i piccoli occhi socchiusi, insensibile in apparenza all’immensa ovazione, che si prolungò per parecchi minuti. Quando l’ovazione fu finita, disse semplicemente “adesso passiamo all’edificazione dell’ordine socialista”.
Il secondo autore è il poeta comunista turco Nazim Hikmet che, nel finale della sua poesia “Pietrogrado 1917” scrive:

Ferro, carbone e zucchero e rame rosso e tessuti

e amore, violenza e vita

E tutti i rami dell’ industria

E la Piccola e la Grande e la Bianca Russia

E il Caucaso, la Siberia e il Turkestan

E il corso malinconico del Volga e le città

Si videro mutare la sorte nel volgere di un’Alba in cui,

balzati dalle profonde rive della notte,

con le loro scarpe nevose calpestarono gli scalini di marmo”.

Comincia domani XI congresso nazionale di Rifondazione Comunista

Pubblicato il 21 ott 2021

Venerdì 22 ottobre, “Le radici e le ali”, XI Congresso nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

SI apre domani, venerdì 22 ottobre, l’XI congresso nazionale del Partito della Rifondazione Comunista presso l’Hotel Excelsior, Via di S.Agnese, Chianciano Terme (Si). I lavori cominceranno alle 15 con la relazione del segretario nazionale Maurizio Acerbo e la lettura del messaggio inviato dal regista Ken Loach. Seguiranno gli interventi degli ospiti italiani e internazionali, di partiti della sinistra radicale, sindacati, movimenti, associazionismo. Interverranno tra gli altri Luigi De Magistris, il Presidente nazionale dell’ANPI Gianfranco Pagliarulo, il presidente nazionale dell’ARCI Daniele Lorenzi, Mimmo Lucano, Marta Fana, Francesca Fornario, il parlamentare europeo Marc Botenga, l’ex-presidente dell’Ecuador che diede asilo a Julian Assange Raphael Correa, l’ambasciatore di Cuba Josè Carlos Rodriguez Ruiz, il presidente della Sinistra Europea Heinz Bierbaum, rappresentanti palestinesi, curdi, dell’America Latina.

Dichiarazione del segretario nazionale di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo:

Per questo nostro fondamentale appuntamento, abbiamo scelto come titolo “LE RADICI E LE ALI. Praticare l’opposizione, costruire l’alternativa” riprendendo il titolo di un bel disco dei Gang che compie trenta anni come il nostro partito.
Un riferimento alla nostra storia in questo anno di anniversari fondamentali, dalla Comune di Parigi che ci ricorda l’ispirazione democratica e libertaria del nostro movimento, al centenario della nascita di quello che fu fino al 1991 il più grande partito comunista del mondo occidentale, al trentennale di Rifondazione Comunista che nacque proprio come opposizione alla liquidazione del comunismo italiano e con la confluenza delle culture della “nuova sinistra”, il ventennale del G8 di Genova quando le radici che avevamo difeso contrastando isolati l’ondata del neoliberismo trovarono le prime ali del movimento dei movimenti.
Senza radici è difficile pensare di poter avere un futuro per una sinistra popolare e di classe nel nostro paese.
Al centro del nostro dibattito congressuale – per la prima volta unitario e senza mozioni contrapposte – ci saranno le nostre analisi sulla fase segnata dal governo Draghi che rivela e conferma la convergenza di fondo delle forze che si contrappongono nel bipolarismo e la nostra proposta di costruzione di uno schieramento alternativo alle politiche neoliberiste e ai poli esistenti.
Siamo coscienti della sconfitta che la nostra parte ha subìto in questi anni, ma sentiamo il dovere di tenere viva la lezione di Gramsci che, prigioniero nelle carceri di un regime che aveva stravinto, scrisse che “anche quando tutto è o pare perduto, bisogna rimettersi tranquillamente all’opera, ricominciando dall’inizio”.
Le “ali” che dobbiamo trovare e costruire – non solo il nostro partito ma tutta la sinistra che non si rassegna – saranno oggetto del nostro dibattito congressuale che verrà aperto alle ore 15.00 del 22 ottobre dalla mia relazione.
Ci auguriamo di ricevere una vostra puntuale attenzione.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Per ulteriori informazioni
Stefano Galieni, ufficiostampa@rifondazione.it
Tel 0039 3471777846
Ufficio Stampa del PRC-S.E. Via degli Scialoja 3

Rifondazione: Sulla vicenda di Voghera (PV) chiediamo giustizia per Youns El Boussettaoui

Oggi mercoledì 20 ottobre, scaduti  gli arresti domiciliari, torna libero Massimo Adriatici, assessore alla Sicurezza del Comune di Voghera (Pavia) accusato di eccesso colposo di legittima difesa dopo che, lo scorso luglio, ha ucciso con un colpo di pistola il 39enne Youns El Boussettaoui.

Questa tragica vicenda  dimostra, una volta di più, come le politiche securitarie introdotte nel nostro paese dal centrodestra hanno creato un vero e proprio Far West .

Chiunque è legittimato a girare armato, tra l’altro usando pallottole illegali, vantando il diritto di farsi giustizia.

Questo non fa che aumentare la tensione tra la gente, creando, questo si, un clima di incertezza e paura.

Si sta consolidando nel nostro paese un’idea che quando a delinquere sono i “soggetti fragili” occorre usare la “mano di ferro”, quando a delinquere sono “soggetti forti” allora si applicano tutte  le attenuanti possibili e immaginabili.

Come Rifondazione Comunista siamo contro la “giustizia fai da te” e all’impunità per i potenti.

20/10/2021

Fabrizio BaggiSegretario regionale Lombardia

Piero RusconiSegretario provinciale Pavia

Partito della Rifondazione Comunista / Sinistra Europea