Autore: Rino

“L’invasione nazifascista della Iugoslavia: è ora di chiedere perdono”

Fonte Anpi: https://www.anpi.it/articoli/2454/linvasione-nazifascista-della-iugoslavia-e-ora-di-chiedere-perdono

6 Aprile 2021

Video del Presidente nazionale ANPI, Gianfranco Pagliarulo, per l’80° anniversario dell’invasione della Iugoslavia che ha avuto inizio il 6 aprile 1941

“6 aprile. Sarebbe tempo di chiedere perdono.
Oggi, 80 anni fa. 6 aprile 1941. La Germania nazista, seguita a ruota dall’italia fascista e dall’Ungheria, stato fantoccio del Terzo Reich, invadevano la Jugoslavia. Fu l’inizio di una catastrofe. Scrive lo storico Davide Conti: “Al termine della guerra i danni complessivi denunciati dalla Jugoslavia alla Conferenza per le riparazioni di Parigi ammontarono a 9 miliardi e 145 milioni di dollari di danni materiali e 1.706.000 morti, pari al 10,8% della popolazione totale”.

Sarebbe tempo di chiedere perdono.

Da una testimonianza di un ufficiale italiano dell’epoca: “Si procede a fucilazioni di massa e la frase “gli italiani sono diventati peggiori dei tedeschi si sente dappertutto”.

Sarebbe tempo di chiedere perdono.

In un appello lanciato da Eric Gobetti e sottoscritto da più di 130 storici e tanti istituti culturali si afferma: “L’80 anniversario sarebbe l’occasione ideale per farsi carico della responsabilità storica di pratiche criminali che erano il frutto di una logica politica fascista e nazionalista che noi oggi fermamente condanniamo, in nome dei valori costituzionali che fondano il patto di cittadinanza democratica”.

Sarebbe tempo di chiedere perdono.

Il macello jugoslavo, Mussolini lo aveva promesso. Nel lontano 1920 a Pola affermò: «Di fronte a una razza come la slava, inferiore e barbara, non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. Il nostro imperialismo vuole raggiungere i giusti confini segnati da Dio e dalla natura, e vuole espandersi nel Mediterraneo. Basta con le poesie. Basta con le minchionerie evangeliche».

Sarebbe tempo di chiedere perdono.

I criminali di guerra italiani sono rimasti impuniti, perché in Italia non c’è stata nessuna Norimberga.

Sarebbe tempo di chiedere perdono.

Alle 17 di oggi si apre la mostra promossa dall’Istituto Parri sull’invasione della Jugoslavia. Il titolo è tutto: A ferro e fuoco.

Sarebbe tempo di chiedere perdono.
Il presidente della repubblica italiana e il presidente sloveno a luglio dell’anno scorso hanno deposto una corona di fiori al Monumento dei Quattro Martiri sloveni fucilati il 6 settembre 1930. Un segnale di umanità. Oggi è l’anniversario dell’invasione. Lubiana diventa una provincia del Regno d’Italia. Si avvia una irrefrenabile spirale di sangue. Alcune stime: 4000 ostaggi sloveni fucilati, 1900 torturati o arsi vivi, 1500 degli internati nell’isola di Arbe – civili e non militari – deceduti, migliaia di internati a Gonars, in Veneto, in altre regioni. È tristemente nota la circolare del generale Mario Robotti “si ammazza troppo poco” e l’affermazione del generale Gastone Gambara a proposito del campo di Arbe: “Logico e opportuno che campo di concentramenti non significhi campo di ingrassamento. Individuo malato uguale individuo che sta tranquillo”.

Sarebbe tempo di chiedere perdono.

Il 7 dicembre 1970 il cancelliere tedesco Willy Brandt si inginocchiava davanti al monumento alle vittime del ghetto di Varsavia. In Italia c’è chi rimuove la storia. Come se non fosse mai successo. O, se è successo, come se fosse giusto, normale, dovuto.
Fascisti di ieri e silenzi di oggi.

È tempo. È tempo di chiedere perdono”.

Gianfranco Pagliarulo – Presidente nazionale ANPI
6 aprile 2021

In attesa fucilazione ostaggi Jugoslavi

RIFONDAZIONE: VIA LIBERA ALLE TRIVELLE CON IL MINISTRO DELLA FINZIONE ECOLOGICA. E’ PER FARE QUESTO CHE GRILLO HA DETTO SI A DRAGHI?

Come avevamo previsto la transizione ecologica era solo fuffa.

Ha ragione il Forum H20 che propone di ribattezzare quello di Cingolani come Ministero della Finzione Ecologica.

Il neo ministro dà il via libera a nuovi 11 pozzi di idrocarburi.

Ma non dovremmo ridurre l’utilizzo di fonti fossili per combattere il mutamento climatico?

Sorge una domanda: è per fare queste cose che Grillo ha detto sì al governo Draghi?

Dopo aver abbandonato la lotta No Tav in Val di Susa e quella No Tap in Puglia ora è la volta di quella no triv?

Non diciamo niente al PD che è sempre stato dalla parte dei petrolieri, con o senza Renzi. Ricordate lo Sblocca Italia?

Maurizio Acerbo, segretario nazionale 

Elena Mazzoni, responsabile ambiente

Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

10 Aprile: giornata di mobilitazione contro la mercificazione della salute.

Sabato 10 Aprile, in occasione della giornata contro la mercificazione della salute pubblica, il Coordinamento lombardo per il diritto alla salute organizza una mobilitazione da varie piazze lombarde e non per invitare alla sottoscrizione della ICE: https://noprofitonpandemic.eu/it/ e per sostenere la battaglia contro la Legge 23.
Tutta l’iniziativa verrà trasmessa in diretta streaming sulle pagine facebook:
Coordinamento Lombardo Per Il Diritto Alla Salute
Medicina Democratica

LA SALUTE NON È UNA MERCE, LA SANITÀ NON È UN’AZIENDA!

Di seguito l’elenco (in aggiornamento) delle piazze dalle quali trasmetteremo: Roma, Lodi, Bergamo, Varese, Saronno, Milano (presidio davanti al Pio Albergo Trivulzio), Firenze, Verona, Napoli, Cremona, Asti, Brescia, Melegnano, Cernusco Sul Naviglio, Motta Visconti, Piacenza, Como, Monza, Desio, Modena, Viareggio, Pavia, Cecina, Bologna, Busto Arsizio, Padova.

a questo link l‘evento facebook

Acerbo/Galieni (Prc-S.E.): il Porraimosh, lo sterminio di rom, sinti e camminanti, riguarda anche noi, ieri come oggi.

La giornata di oggi 8 aprile non verrà ricordata da molti, troppi rimorsi e timore di perdere consenso.

È la giornata internazionale, per ricordare i popoli rom, sinti e camminanti, il porraimosh, lo sterminio praticato durante il nazismo di almeno 500 mila persone uccise, ma anche le infinite discriminazioni e ingiustizie che i sopravvissuti subiscono ancora oggi.

A chi in malafede o per ignoranza, continua a equiparare nazismo e comunismo andrebbe anche oggi ricordato che anche le esperienze peggiori dello stalinismo non hanno mai contemplato e praticato stermini in nome di una purezza etnica.

Quanto farebbe bene ad un mondo che si auto condanna alla distruzione, il loro sterminato patrimonio culturale, il rifiuto verso ogni guerra, il rifiuto di farsi nazione, di darsi confini.

Un patrimonio non compatibile con le rivoluzioni industriali, con la produzione capitalistica, con le catene del lavoro salariato.

Nessuna mitizzazione ma se invece di allontanarci ogni volta che vediamo una o uno di loro, invece di credere alle leggende nere create dal peggiore dei razzismi, invece che accettare passivamente uno sgombero, una pratica di esclusione, imparassimo ad ascoltare.

Scopriremmo forse un mondo migliore da immaginare, praticheremmo l’incontro e la convivenza come strumento di conflitto.

E mai come in quest’anno di pandemia, come Rifondazione Comunista, come partito e non solo come solidali, ci sentiremmo più vicini a chi ha subito nei secoli persecuzioni mai narrate in pieno.

Il porraimosh, è parte della storia buia di questo paese e di questo continente.

I comunisti non dimenticano

Maurizio Acerbo, segretario nazionale

Stefano Galieni, responsabile immigrazione PRC-S.E.

ACERBO (PRC-SE): NESSUNA SOLIDARIETA’ A URSULA CHE VA DA ERDOGAN A TRATTARE POLITICHE DISUMANE

La cosa più agghiacciante non è che il fascista Erdogan faccia accomodare Ursula von der Leyen sul divano ma che l’Unione Europea intenda ancora rifinanziare il regime turco per tenere i profughi lontani dalle proprie frontiere.

La Fortezza Europa – con l’esternalizzazione della repressione dei flussi migratori – è una creazione della grande coalizione dei “responsabili” e dei “moderati” che sono responsabili di politiche disumane.

Le galere della Turchia sono piene di prigionieri politici, i territori curdi sono stati devastati dal terrorismo di stato, la Turchia ha persino invaso il territorio siriano e Ursula von der Leyen va a far visita al satrapo turco?

Proprio Erdogan che fa caricare e arrestare le femministe l’8 marzo e si ritira dalla Convenzione di Istanbul?

Proprio Erdogan che sta per mettere fuorilegge il partito di opposizione HDP?

Decisamente nessuna solidarietà a Ursula von der Leyen. Il 26 aprile andrò in Turchia a esprimere la mia solidarietà alle donne e agli uomini dell’HDP che combattono ogni giorno per la democrazia.

Trovo francamente fuori luogo anche l’indignazione di Laura Boldrini che più che per il divano dovrebbe prendere le distanze dagli accordi con Libia e Turchia dei governi che sostiene con il suo partito.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Presentazione: Le vie dei farmaci

Rosa Rinaldi

Grazie agli autori Michele Mellara e Alessandro Rossi vi proponiamo la visione gratuita, dal 7 al 12 aprile, di un film/documentario che pur prodotto nel 2007 sembra girato oggi! Parla di brevetti diritti di proprietà sui farmaci e sulla salute, ci spiega la grande speculazione economica operata dalle multinazionali del farmaco sulle mostre vite. “Le vie dei farmaci”, questo il titolo del film, suggeriamo di vederlo per intero nei 52 minuti di durata, parla del potere di Big Pharma, di come l’accesso alle cure, anche per malattie facilmente curabili, venga trattato come un immenso business in cui non conta la salute delle persone ma unicamente le disponibilità economiche dei paesi in cui vivono. Una denuncia che, dopo oltre un anno di pandemia, svela i meccanismi infernali per cui su farmaci e vaccini vengono fatti valere i brevetti, un monopolio che tratta la salute e la vita come una merce qualunque una sorta di prelazione che decide chi ha accesso alle cure e chi no. Per questo partecipiamo alla campagna: “O i brevetti o la vita” per questo vi chiediamo di firmare la petizione europea noprofitonpandemic.eu! Questo è un film che, certo, fa indignare ma rende tutti e tutte consapevoli di quale sia la posta in gioco.

Ottanta anni fa: crimine di guerra fascista, l’invasione della Jugoslavia

Abbà Giuseppe

80 anni fa, il 6 aprile 1941 l’ Italia fascista, assieme ai nazisti tedeschi, invadeva la Jugoslavia.

Questo Paese ebbe centinaia di migliaia di morti, la Jugoslavia fu smembrata, la Provincia di Lubiana annessa all’ Italia, in Croazia, dominata dai criminali collaborazionisti ustascia, fu posto sul trono Aimone di Savoia (che peraltro non raggiunse mai la sua sede, in quanto aveva troppa paura dei partigiani di Tito).

Il generale Mario Roatta si rese responsabile di crimini di guerra, ma non fu mai estradato.

Dopo tutto ciò, ci vengono a parlare delle foibe….

Nonostante la propaganda di Fontana – Moratti – Bertolaso, non sta andando tutto bene.

Nella nostra regione il numero dei decessi non accenna a diminuire, segno che le persone fragili e anziani non sono state ancora vaccinate.

Il numero di contagiati continua a essere alto.

Continuano i problemi legati alla pessima gestione degli appuntamenti con persone ultraottantenni che non vengono contattate o vengono spedite a decine di chilometri di distanza”.

Anche nella nostra provincia la situazione non accenna a migliorare, sono ancora pochi i centri vaccinali e molti dei nostri anziani non sono stati vaccinati.

la campagna vaccinale è gestita in maniera disastrosa e la regione Lombardia è maglia nera per i decessi. Serve un nuovo modello di sanità, quella attuale ha fallito. Il dramma che viviamo lo dimostra”.

Continuiamo a chiedere il Commissariamento della Sanità Lombarda, 10 aprile giornata di mobilitazione regionale per:

  • Più trasparenza sulle modalità di vaccinazione
  • Revocare i brevetti su vaccini
  • Abrogazione della legge regionale 23 (quella che regolamenta la sanità   Lombarda)
  • Commissariamento della Sanità Lombarda

Nella nostra provincia terremo due iniziative:

  1. Pavia piazza della Vittoria dalle ore 10
  2. Casorate Primo piazza Contardi dalle ore 10

 Coordinamento provinciale Pavese per la difesa della sanità pubblica