La dittatura dei GAFAM (Google, Apple, Facebook, Amazon, Microsoft). Algoritmi e profili personali, come uscirne.

Antonio Bruno

Sarà successo a molte e a molti, dopo aver visitato una città, di ricevere frequenti post, notifiche etc. che ripropongono quella meta turistica.

Oppure di essere informati mentre si passa davanti a un centro commerciale di essere informati di un’offerta speciale per un bene acquistato, o anche solo ricercato su google; oppure di ricevere una notifica da parte di un imbianchino specifico dopo aver acquistato una latta di pittura nel negozio sotto casa.

Mesi fa, durante una trasmissione di Report, un giornalista che intervistava per la prima volta un signore che illustrava il suo appartamento “smart” apprendeva con sorpresa che il robot “Alexa” rispondeva al padrone di casa se voleva acquistare un libro scritto da un amico del giornalista a una richiesta di accendere le luci, avendo equivocato la domanda fatta ad Alexa con tono di voce basso e incerto.

Secondo molti l’elezione di Trump negli USA, di Bolsonaro in Brasile, la Brexit, le elezioni italiane che hanno visto la vittoria di 5 Stelle e Lega Nord, sono state pesantemente condizionate da strumenti di propaganda personalizzati (persona per persona) tenendo conto delle abitudini e dei comportamenti di ogni singola persona, senza che questi ne abbiano dato consenso e molto più probabilmente essendone completamente inconsapevoli.

Tutto questo è possibile perchè le nuove tecnologie raccolgono i nostri comportamenti, le nostre abitudini, i nostri tic, le nostre voglie, le conversazioni, le mail in grandi base di dati (Big Data) e questi dati vengono analizzati da software utilizzanti algoritmi di Intelligenza Artificiale, in modo da costruire dei profili, verso i quali indirizzare campagne pubblicitarie economico-politiche.

Anche utilizzando algoritmi predittivi, cioe’ che, tenendo conto della moderna psicologia di massa, tendono a prevedere comportamenti specifici di ognuno di noi.

L’esempio più banale è quello dell’applicazione The Spinner (www.thespinner.net) che “è un servizio che permette di influenzare inconsciamente una persona specifica, controllando il contenuto dei siti web che visita abitualmente. La persona coinvolta viene esposta ripetutamente a centinaia di articoli che vengono inseriti e mascherati da contenuti editoriali.”

Quindi con una cifra variabile dai 49 ai 79 dollari si può provare a convincere i propri genitori a comprare un cane o ad accettare i propri gusti sessuali, amici a smettere di fumare o di drogarsi, i figli a studiare di più, il partner a fare più sesso e così via.

Il servizio è attivo in Inghilterra da anni (in Italia no), ma il fatto che sia sul mercato dimostra che ha una certa capacità di convincimento e manipolazione delle persone.

Insomma Google, Zoom, i prodotti Microsoft, You Porn, Amazon e tanti altri, spesso forniscono servizi gratuiti, che però vengono ricompensati con i nostri dati personali anche intimi.

Dal punto di vista tecnico is usa sicuramente l’aggancio a una rete wifi, l’installazione di cookie nel proprio pc (filetti che ricordano i siti visitati) o l’impronta digitale (fingerprint) delle pagine visitate – sono stringhe alfanumeriche elaborate da algoritmi che permettono di risalire al contenuto delle pagine visitate.

Come uscirne?

Do per scontato che l’opzione strettamente eremitica (abbandonare la rete) non sia possibile generalizzarla, specie per chi ha piacere di vivere e comunicare con le persone che ci circondano.

Esistono comunque delle azioni che è possibile implementare per avviare un processo di liberazione dalla dittatura dei GAFAM (Google, Apple, Facebook, Amazon, Microsoft).

A livello politico generale una lotta-campagna per impedire la raccolta di dati (profilazione) se non con un esplicito consenso (l’utente dovrebbe per default non essere profilato e se vuole attivare la raccolta dati, non come adesso che è il contrario) e un’altra per rendere trasparenti gli algoritmi di Intelligenza Artificiale e non commercializzabili i Big Data.

A livello individuale siti come eticadigitale.org/privasi/ e lealternative.net offrono moltissimi consigli su come difendersi dalla profilazione.

Alcune sono molto semplici:

Usare motori di ricerca diversi da Google. Ad esempio DuckDuckgo, Startpage, Search Result, Gibiru

Browser

Dal pc desktop

  • usare Firefox al posto di Chrome. E in tutte e due i casi inserire dei componenti aggiuntivi (Firefox) o delle estensioni(Chrome) che cancellino i cookie, diano un fingerprint sbagliato, blocchino tracker e intrusioni. Ce ne sono tante, alcune illustrate nei siti precedentemente proposti, ma ricordo cookieautodelete, fingerprintcanvas, ubloc etc.

Da smartphone. Utilizzare Bromite, DuckDuckgo e altri browser proposti nei siti sopra elencati

Usare applicazioni social (come facebook, twiter, instagram) all’interno dell’applicazione Web Apps (scaricabile dallo store indipendente F-Droid)

Esiste anche la possibilità di migrare (con gradualità) verso social alternativi. Suggerisco https://sociale.network/

Si possono, inoltre, fare videoconferenze e videochiamate con piattaforme Jitsi (gratuita) o BigBlueBottom (a pagamento, alternative a quelle proprietarie Zoom, Google Meet, Microsoft Team
Queste sono prime osservazioni, che possono essere approfondite consultando i siti di etica digitale e delle alternative