Autore: Rino

COMPAGNO REMO DE BATTISTA CLASSE 1957, MORTO DI COVID IN OSPEDALE A UDINE

Enrico Crotti

COSA SI PROVI A RICEVERE LA NOTIZIA DELLA MORTE A CAUSA DEL VIRUS DI UN CONOSCENTE, DI QUESTI TEMPI, CREDO CHE IN MOLTI PURTROPPO SAPPIANO.

CREDO CHE PER ALCUNI SUBENTRI QUASI UNA RASSEGNATA FATALITA’, PER IL RIPETERSI QUOTIDIANO DI NOTIZIE CHE CI VEDONO PIU’ O MENO COINVOLTI  EMOTIVAMENTE, IN ALTRI INVECE QUESTO STILLICIDIO DI TRISTI NOTIZIE CAUSA UN SENSO DI IMPOTENZA E IN ALTRI UN SENSO DI RABBIA E INDIGNAZIONE.

MA REMO NON ERA UN CONOSCENTE ERA UN COMPAGNO, E IL DOLORE E LO SCONFORTO CAUSATE DALLA NOTIZIA DELLA SUA MORTE SONO AGGRAVATE DAL PENSIERO DELLA LONTANANZA E DELLA SOLITUDINE IN CUI CI SENTIAMO COLPEVOLI DI AVERLO LASCIATO E NON VALE, NON BASTA RICORDARCI CHE REMO IN FONDO E’ SEMPRE STATO UN PO’ UN ORSO SOLITARIO AD AUTOCONSOLARCI.

MA DIETRO LA SUA VICENDA CHE CI COINVOLGE C’E’ LA RABBIA E L’INDIGNAZIONE DEL COME SIA AVVENUTA, LA RABBIA E L’INDIGNAZIONE PER  COME SI VEDE L’INEFFICACIA DELLA GESTIONE DELL’EMERGENZA, CHE NON E’ DOVUTA SOLO DALLA GRAVITA’ DEL FENOMENO PANDEMICO, MA SOPPRATUTTO DA COME SI SONO TROVATE IMPREPARATE LE STRUTTURE SANITARIE DOPO DECINE DI ANNI DI TAGLI AL BILANCIO DELLA SANITA’, PER LA SPECULAZIONE DELLE MULTINAZIONALI DEL FARMACO E DELLA SUBALTERNITA’ DEGLI STATI ALLE LEGGI DEL PROFITTO CINICO DEL MERCATO.

DIRE QUESTO DI FRONTE ALLA MORTE DI REMO E’ DOVEROSO, PERCHE ALDILA’ DI COME SIA AVVENUTA LA SUA SCOMPARSA, DOBBIAMO RICORDARCI DELLE LOTTE CHE ABBIAMO INTRAPRESO AL SUO FIANCO E DI COME CI SAREMMO COMPORTATI SE CI FOSSIMO TROVATI ANCORA ASSIEME SOTTO LA STESSA BANDIERA.

SCUSATE SE SONO FORSE TROPPO RIDONDANTE, MA NON RIESCO A TROVARE UN ALTRO MODO PER RICORDARE LA FIGURA DEL COMPAGNO REMO, SENZA ASSOCIARLO A QUELLA DEL MILITANTE CHE SI SVEGLIAVA AL MATTINO E CON IL FASCIO DI VOLANTINI NEL TASCAPANE SI RECAVA DAVANTI ALLA NECCHI, AL POLICLINICO, ALL’UNIVERSITA’, DI PAVIA PER RIVENDICARE IL RISPETTO DEI DIRITTI DEI LAVORATORI DEGLI AMMALATI O DEGLI STUDENTI, E QUINDI OGGI DOVER PIANGERE LA SUA SCOMPARSA A CAUSA DI UN VIRUS CHE HA COLPITO IL SUO FISICO GIA’ GRAVEMENTE DEBILITATO E SAPERE CHE COME LUI ANCHE MOLTI TROPPI SONO MORTI E FORSE MOLTI ANCORA DOVRANNO MORIRE PERCHE’ NON HANNO POTUTO AVERE UNA VACCINAZIONE TEMPESTIVA, O UN OSPEDALE CON UNA TERAPIA INTENSIVA ADEGUATA CI FA SALIRE L’INDIGNAZIONE E LA RABBIA.

CREDO CHE QUESTO DOBBIAMO DIRE; DI FRONTE ALLA MORTE DEL COMPAGNO REMO GLIELO DOBBIAMO TUTTA LA NOSTRA RABBIA E INDIGNAZIONE, PER TUTTO QUELLO CHE LUI E NOI SIAMO STATI E PER TUTTO QUELLO CHE FORSE SIAMO ANCORA, PERCHE’ SE SIAMO COSI’, RICORDARCI DELLE PAROLE DELL’INTERNAZIONALE DI FRANCO FORTINI “ … chi ha compagni non morirà. ”,  CI SERVE PER CONTINUARE A SENTIRCI VIVI E A FAR VIVERE ANCORA L’IDEALITA’ CHE CI HA ACCOMUNATO.

CIAO REMO  

 ….Questo pugno che sale

questo canto che va

è l’Internazionale

un’altra umanità.

Questa lotta che eguale

l’uomo all’uomo farà

è l’Internazionale….

============================================================================

Testo di un comunicato della “Provincia Pavese” del 1981 per il dibattito su: “Referendum: perché è giusto”, firmato da Anfossi Francesco, De Battista Remo e Scaglioli Luciano.

Dibattito

“Referendum: perché è giusto”

E’ UNA REGOLA per ogni dittatura che pochi decidono per tutti. Questa regola sa di disprezzo nei confronti del popolo, anzi è proprio da questo presupposto che nascono i governi dittatoriali. Con questo noi non vogliamo affermare che in Italia si stia consolidando un regime dittatoriale, ma quanto sta accadendo sulla questione del referendum sulle liquidazioni è molto preoccupante.

Riassumendo i termini della questione: nel ’77 con una legge veniva congelata la contingenza sulle liquidazioni. Per questo milioni di lavoratori hanno perso e perderanno svariati milioni.

Democrazia Proletaria raccogliendo le firme per l’abrogazione dei due articoli che prevedevano questa norma dà l’opportunità al popolo italiano di cancellare votando Sì, questa legge ingiusta.

Il Governo e la Confindustria non sono d’accordo. E’ un loro diritto. E’ un po’ meno loro diritto impedire che la gente si possa esprimere.

Se sono convinti di avere ragione perché non lo spiegano alla gente, chiedendo di votare No, e avendo il coraggio di affrontare il giudizio del paese.

Spadolini infatti afferma senza pudore”bisogna approvare la legge altrimenti vincono i Si” vuole cioè far passare in Parlamento quello che non passerebbe nel paese. Ciò sa molto di esercizio del potere. Chiedendo la fiducia al Parlamento sulla legge ed essendo convinto che il 13 giugno vincerebbero i Si Spadolini chiede ai 650 deputati di sottoscrivere una dichiarazione esplicita: voler esercitare il potere contro la maggioranza del paese.

Se questa è democrazia! Chi siamo noi cittadini, forse degli incapaci a cui non è possibile decidere di se stessi? Siamo sotto tutela: Spadolini e il Parlamento decidono ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

E che dire poi dei vari Lama, Carniti e Benvenuto?

Chi ha dato loro il diritto di affermare dal chiuso dei loro uffici che è  interesse dei lavoratori che sia approvata la legge del Governo e quindi evitato il referendum sulle liquidazioni?

Quanti lavoratori sono stati consultati? Quante assemblee sono state convocate sul tema e quante si sono espresse in questo senso?

Comunque se non hanno consultato i lavoratori siamo pronti a scommettere che qualcuno hanno consultato. Senza tema di smentite siamo pronti a fare i nomi e i cognomi dei consultati; Spadolini, i ministri economici, i loro segretari di partito.

E’ riaffermazione vivente e palese dell’autonomia sindacale … l’autonomia dei dirigenti sindacali dalla massa dei lavoratori.

Eppure non c’era qualcuno che voleva il referendum in fabbrica per le vertenze aziendali? Se ne sono forse dimenticati.

Che dire poi della posizione del Presidente dei deputati del Partito Comunista “coloro che vogliono il referendum … sostengono una politica di destra”. Gli 800.000 lavoratori che hanno firmato il referendum tra cui molti del Pci, sono di destra? Affermazione autolesionista quella di Napolitano. Se ciò fosse vero Il Pci dovrebbe il 13 giugno votare “No” anziché “Si”.

Il problema vero è che su questo referendum si sta operando un vero e proprio spartiacque.

Da una parte chi sta con i lavoratori e quindi mette in primo piano i loro interessi e le loro compatibilità.

Dall’altra parte chi mette in primo piano le compatibilità e gli interessi del sistema capitalistico.

Noi siamo fiduciosi che questo referendum si faccia ugualmente e si determini quindi la possibilità con la vittoria dei Si di rendere giustizia a milioni di lavoratori del paese. Con buona pace delle loro dichiarazioni, frutto di una malcelata arroganza di potere.

Anfossi Francesco

De Battista Remo

Scaglioli Luciano

di DEMOCRAZIA PROLETARIA    

Acerbo (Prc-Se): il Papa definisce scandalosa la politica del governo Draghi

Il messaggio urbi et orbi di Papa Francesco costituisce un pesante atto d’accusa verso la politica del governo Draghi e più in generale dei paesi occidentali.

Il Papa ha invocato l’internazionalismo dei vaccini ma purtroppo gli USA e l’Unione Europea sono schierate dalla parte delle multinazionali contro i poveri del pianeta.

Dato che la Commissione Europea al Wto parla anche a nome dell’Italia il nostro governo è corresponsabile del no alla sospensione dei brevetti che consentirebbe la produzione a basso costo.

La destra bloccherebbe pure lo striminzito programma Covax e Draghi si è detto contrario all’invio in Africa dei vaccini.

Il Papa ha definito scandaloso accumulare arsenali di armamenti mentre in Italia il governo Draghi e anche l’opposizione di destra decidono di stanziare 17 miliardi del Recovery Fund per spese militari.

E meno male che la maggior parte dei tecnici e politici si dicono ferventi cattolici ed estimatori del Papa!

Noi siamo coerenti difensori dei principi di laicità e avremmo preferito che a Pasqua le chiese fossero chiuse ma che il Recovery Fund non sprecasse 17 miliardi in armamenti durante la pandemia. 

Maurizio Acerbo, segretario nazionale Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Rifondazione: intercettare giornalisti indipendenti e avvocati, ecco il partito di Minniti

L’inchiesta che ha portato ad intercettare giornalisti e avvocati, attuata dalla procura di Trapani è partita nel 2017, su pressione del “Servizio Centrale Operativo”, alle dipendenze del Ministero dell’Interno.

Allora al Viminale c’era il Pd di Marco Minniti e non Salvini. Un ministro che urlava al “rischio per la democrazia” causato dai richiedenti asilo, che firmava accordi con il governo libico con cui si finanziavano i lager per migranti, che combatteva con ogni mezzo necessario il lavoro delle ong.

L’inchiesta ha permesso di intercettare giornalisti che, senza ipotesi di reato a carico, si sono visti depositare le proprie intercettazioni, (30 mila pagine), che hanno messo a rischio le proprie fonti che comprovavano i crimini commessi dalle milizie.

Si è posto un freno non solo al diritto di informare ma anche ai vincoli di riservatezza che legano avvocati e assistiti, le cui conversazioni, non inerenti ad alcuna indagine, sono oggi agli atti.

Un vero e proprio attacco alla democrazia che ci fa dire: come si fa a chiamare all’alleanza antifascista con chi dei fascisti utilizza gli stessi metodi?

Il sagace comico Crozza, nel settembre 2017, imitando l’allora ministro, lanciò una frase premonitrice “Non possiamo lasciare il fascismo ai fascisti”

Aveva ragione, come  Rifondazione Comunista, lo ribadiamo: se si è antirazzisti e se non si  vuole essere  complici delle stragi in mare, non si può avere nulla a che fare con un simile ex ministro e col partito che ne rivendica il ruolo.

Tutta la nostra solidarietà e appoggio a chi, malgrado il silenzio complice di centro destra e sedicente centro sinistra, continua a stare dalla parte degli ultimi

Maurizio Acerbo, segretario nazionale

Stefano Galieni, responsabile immigrazione PRC-S.E.

REGALO DI PASQUA DAL GOVERNO, 17 MILIARDI PER LE ARMI NEL RECOVERY FUND

Dentro l’uovo di pasqua di governo e maggioranza – ma l’opposizione di FdI sarà certamente entusiasta – le italiane e gli italiani troveranno un bel regalo.

Le commissioni parlamentari di Camera e Senato hanno dato il via libera alla destinazione di ben 17 miliardi del Recovery Fund in armamenti.

Va detto che è una scelta in parte ereditata dal governo Conte e non ci si poteva aspettare che la mettesse in discussione un uomo della Nato come Draghi.

Si tratta di 17 miliardi sottratti a sanità, scuola, servizi sociali, messa in sicurezza del territorio, trasporto pubblico, case popolari e mille altre esigenze sociali.

Non era meglio destinare questa somma alle tante piccole imprese che stanno chiudendo?

Non si dovrebbero aumentare il numero delle terapie intensive o impiantare un’industria farmaceutica pubblica capace di produrre vaccini come fa la piccola Cuba invece che sovvenzionare la produzione di strumenti di morte?

Come al solito una scelta condivisa dalla destra e dal PD, dettata dall’assoluta subalternità delle forze politiche al governo agli imperativi che giungono dagli USA e dalla NATO oltre che dalla lobby dell’industria bellica.

Questa insensata spesa militare è un’offesa ai valori della pace e della Costituzione.

Non si ricostruisce l’Italia con le armi.

Tutte le chiacchiere di rossi e verdi sulla convergenza col PD si fondano sulla rimozione della realtà del concrete scelte programmatiche e, lo scriviamo con rispetto, risultano essere operazioni di greenwashing.

Maurizio Acerbo , segretario nazionale

Gregorio Piccin, responsabile pace

Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

#pasqua2021#regalidipasqua#RecoveryFund
#PNRR#dalfondentealcontante#RifondazioneComunista 

ACERBO/PATTA (PRC-SE): IN GERMANIA I CASSIERI DEI SUPERMERCATI SONO STATI VACCINATI PER PRIMI INSIEME AGLI OVER80, IN ITALIA INVECE SARANNO SFRUTTATI ANCHE A PASQUA E PASQUETTA

In Germania i cassieri dei supermercati sono stati vaccinati per primi insieme agli over80 perché è evidente che sono tra le categorie più esposte e a rischio.

In Italia invece saranno sfruttati anche a Pasqua e Pasquetta. Infatti, grazie alla distrazione del governo Draghi, e alla liberalizzazione del commercio in vigore dal 2012 supermercati e centri commerciali potranno aprire anche a Pasqua e pasquetta. Ancora una volta si dimostra la mancanza di rispetto verso queste lavoratrici e questi lavoratori essenziali che sono da anni sottoposti a iper-sfruttamento da una normativa che non tiene conto del loro diritto al riposo e a una vita familiare.Gli addetti del commercio sono tra le vittime invisibili del covid.

Nel 2020 l’Inail ha certificato un aumento dei decessi nella categoria del 67% rispetto all’anno precedente.

Rifondazione Comunista chiede ai Presidenti delle Regioni di emanare immediatamente ordinanze per la chiusura degli esercizi commerciali a Pasqua e Pasquetta* come era stato fatto l’anno scorso.

Ma soprattutto chiediamo che le/i commesse/i vengano vaccinate/i subito!

Maurizio Acerbo, segretario nazionale

Antonello Patta, responsabile nazionale lavoro

Partito della Rifondazione Comunista / #SinistraEuropea

Prima le Lavoratrici e i Lavoratori

Comunicato stampa in dissenso alla delibera del consiglio comunale di intestare un luogo pubblico a Norma Cossetto.

Con queste significative parole il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, ha suggellato l’incontro con il Presidente della Repubblica Slovena, Borut Pahor, avvenuto a Trieste lo scorso 13 luglio.“La storia non si cancella e le esperienze dolorose, sofferte dalle popolazioni di queste terre, non si dimenticano.Proprio per questa ragione il tempo presente e l’avvenire chiamano al senso di responsabilità, a compiere una scelta tra fare di quelle sofferenze patite, da una parte e dall’altra, l’unico oggetto dei nostri pensieri, coltivando risentimento e rancore, oppure, al contrario, farne patrimonio comune, nel ricordo e nel rispetto, sviluppando collaborazione, amicizia, condivisione del futuro.Al di qua e al di là della frontiera – il cui significato di separazione è ormai, per fortuna, superato per effetto della comune scelta di integrazione nell’Unione Europea – sloveni e italiani sono decisamente per la seconda strada, rivolta al futuro, in nome dei valori oggi comuni: libertà, democrazia, pace. Oggi, qui a Trieste – con la presenza dell’amico Presidente Borut Pahor -segniamo una tappa importante nel dialogo tra le culture che contrassegnano queste aree di confine e che rendono queste aree di confine preziose per la vita dell’Europa”. In questa giornata i due presidenti hanno seguito un protocollo di commemorazione condivisa di sprone a continuare la ricerca storica e di diffonderla a unica voce.Insomma una forte volontà di dialogo e comprensione per il dolore di tutte le parti vittime del nostro confine orientale espresse dal nostro Presidente, con la sincera volontà d rapporto con le varie parti del territorio, il tutto per dare una onesta storia delle tragiche conseguenze che si sono susseguite in quei luoghi.

E a Vigevano?
Il Consiglio Comunale di Vigevano ha contrapposto un’altra posizione e si è contraddistinto nel perseguire una via totalmente opposta, accettando di rimuovere dal dibattito una storia collettiva per sposarne una di parte che altro non è che propaganda politica volta a nascondere le colpe che hanno causato l’evolversi degli eventi.
“IN COMPLETA CONTRO TENDENZA AI DESIDERI DEI 2 PRESIDENTI”
Con voto unanime, è approvata la proposta di intitolare un luogo pubblico a Norma Cossetto. Dietro la pietas umana riguardo le tragiche vicende che hanno coinvolto la giovane istriana, di fatto è stata approvata una versione di deliberazione elaborata senza nessun definitivo rilievo storico, tutt’oggi frutto di ricerca e studio degli storici, proprio da coloro che persistono a giustificare chi causò la Seconda Guerra Mondiale cominciando una guerra di occupazione  sfociata in alcuni casi in pulizia etnica e le ideologie che la sostennero; da coloro che, in 75 anni, hanno fatto ben poco in termini di riconoscimento delle proprie responsabilità rispetto gli orrori di questa tragica guerra; da coloro che non hanno alcuno scrupolo a negare, a minimizzare o far risaltare le tragedie avvenute, secondo convenienza, allo scopo di dare una veste di rispettabilità al fascismo, al nazionalismo ed al razzismo.
Siamo rimasti molto rattristati ed indignati nell’ascoltare il livello e il contenuto del dibattito peraltro solo dell’opposizione in Consiglio Comunale, segnato da una chiara inconsapevolezza dei fatti.
Un consiglio comunale dovendo affrontare un tema importante della nostra storia aveva il dovere di consultare storici di ambo le parti organizzando/proponendo prima un riflessione/dibattito pubblico per poi decidere in serenità, in modo che le informazioni storiche purificassero e non farsi sopraffare da strumentali convenienze politiche di “una parte”.
Non facendolo hanno permesso e legittimato che una parte si ritagli un pezzetto da vicende ingarbugliate e di ogni pezzetto fa una sorta di parentesi: la responsabilità, il tutto condito da una lettura leggera dei mass-media o della propaganda politica ossessionata dalle riletture che possano legittimare un passato ampiamente condannato dalla storia.
E così la complessa vicenda del confine orientale”, come per esempio: l’invasione italiana della Jugoslavia; il razzismo fascista verso gli slavi; i crimini di guerra italiani in Jugoslavia. La repressione di un fascismo di confine intriso di nazionalismo violento, che lacerò, negandole addirittura, le minoranze slovena e croata, le quali, nei secoli, hanno sempre costituito, con quella italiana, le componenti essenziali di un’unica comunità plurilinguistica e multiculturale che fu sempre, e che avrebbe dovuto sempre essere, considerata come la ricchezza di un intero territorio.Scomparse dal dibattito le centomila persone che furono segregate in campi di internamento dal regime nazifascista, in cui morirono circa cinquemila persone, il caso del campo di concentramento dell’isola di Rab è emblematico. Tutto scomparso dal dibattito riducendolo a comprimario errore di percorso
E’ necessario riportare il dibattito sulla storia e ristabilire una onesta riflessione sugli argomenti trattati e per questo che chiediamo alle Istituzioni comunali di organizzare due incontri, con storici illustri che hanno approfondito da tempo la materia, di ambo le parti:
– Il primo sulle vicende del confine orientale.
– Il secondo sullo stupro come arma di guerra.
Il tutto per raccogliere e confrontare le diverse posizioni e purificarsi delle convenienze politiche affidandosi alla storia.

Abbiamo anche due riflessioni di carattere generale assistendo al procedere del dibattito parlamentare che vorremmo condividere con la cittadinanza:
La prima l’abbiamo espressa in questo comunicato riguarda la mozione per l’intitolazione di un luogo pubblico a Norma Cossetto. Ma pare che non ci si voglia fermare qui nel perseguire le voglie di una parte di maggioranza di riportare le lancette dell’orologio indietro nel tempo promuovendo prassi antistoriche del nazionalismo del ventennio. La richiesta su “l’utilizzo esclusivo della lingua italiana negli atti della pubblica amministrazione” ne sono un segno esplicito e ci preoccupa un eventuale proseguo. Queste proposte provengono da direttive e a testi preconfezionati dalla segreteria di partito di appartenenza per un disegno ben preciso a livello nazionale, Non dobbiamo certo ricordare che essendo eletti in consiglio comunale per interessarsi delle criticità che assillano TUTTI i cittadini e non solo una parte e avendo come spirito guida la Costituzione nata dalla resistenza e approvata a tutti i partecipanti della assemblea si imporrebbe l’ascolto anche di chi si è imposto tramite istituzioni e associazioni ,di ricordare i partigiani come combattenti per la libertà e la democrazia partecipando attivamente a ricostruire un paese distrutto dalla guerra è avvilente pensare che chi è chiamato a rappresentare i cittadini sia più interessato obbedire agli ordini di partito sul revisionismo storico di parte, piuttosto che confrontarsi con i cittadini ed agire nel loro interesse per migliorare la città.
La seconda riflessione riguarda la qualità dei contenuti sostenuti durante la discussione, peraltro a unica voce di approvazione della minoranza che si pensava non certo interessata al disegno revisionista della proponente.Il Consiglio Comunale è chiamato ad importante ruolo di indirizzo e di controllo politico – amministrativo, che riguardano ed incidono sul benessere della cittadinanza, sullo sviluppo economico locale, sulla programmazione urbanistica e la tutela del territorio, sono decisioni che condizionano in concreto la vita dei Vigevanesi. Ebbene ci permettiamo di auspicare, in ogni occasione, ma in particolare, quando saranno messe in discussione rilevanti questioni, di poter ascoltare dai nostri rappresentanti interventi appassionati che rilevino un adeguato livello di preparazione, conoscenza del tema che porta alla competenza e questo lo possono fare ascoltando la voce delle associazioni che esprimono e divulgano le tesi degli storici e anche della cittadinanza attiva  che con tecnica e passione disinteressati operano su temi specifici.Questo li aiuterebbe nel mettere in primo piano il bene comune spogliandosi dalle mere convenienze di partito.
Vorremmo che questa triste pagina non sia ripetuta su tutti gli altri temi che sviluppa il Consiglio Comunale

ANPI Sezione Vigevano
Il Presidente
Salvatore Marrano       
                                          

La dittatura dei GAFAM (Google, Apple, Facebook, Amazon, Microsoft). Algoritmi e profili personali, come uscirne.

Antonio Bruno

Sarà successo a molte e a molti, dopo aver visitato una città, di ricevere frequenti post, notifiche etc. che ripropongono quella meta turistica.

Oppure di essere informati mentre si passa davanti a un centro commerciale di essere informati di un’offerta speciale per un bene acquistato, o anche solo ricercato su google; oppure di ricevere una notifica da parte di un imbianchino specifico dopo aver acquistato una latta di pittura nel negozio sotto casa.

Mesi fa, durante una trasmissione di Report, un giornalista che intervistava per la prima volta un signore che illustrava il suo appartamento “smart” apprendeva con sorpresa che il robot “Alexa” rispondeva al padrone di casa se voleva acquistare un libro scritto da un amico del giornalista a una richiesta di accendere le luci, avendo equivocato la domanda fatta ad Alexa con tono di voce basso e incerto.

Secondo molti l’elezione di Trump negli USA, di Bolsonaro in Brasile, la Brexit, le elezioni italiane che hanno visto la vittoria di 5 Stelle e Lega Nord, sono state pesantemente condizionate da strumenti di propaganda personalizzati (persona per persona) tenendo conto delle abitudini e dei comportamenti di ogni singola persona, senza che questi ne abbiano dato consenso e molto più probabilmente essendone completamente inconsapevoli.

Tutto questo è possibile perchè le nuove tecnologie raccolgono i nostri comportamenti, le nostre abitudini, i nostri tic, le nostre voglie, le conversazioni, le mail in grandi base di dati (Big Data) e questi dati vengono analizzati da software utilizzanti algoritmi di Intelligenza Artificiale, in modo da costruire dei profili, verso i quali indirizzare campagne pubblicitarie economico-politiche.

Anche utilizzando algoritmi predittivi, cioe’ che, tenendo conto della moderna psicologia di massa, tendono a prevedere comportamenti specifici di ognuno di noi.

L’esempio più banale è quello dell’applicazione The Spinner (www.thespinner.net) che “è un servizio che permette di influenzare inconsciamente una persona specifica, controllando il contenuto dei siti web che visita abitualmente. La persona coinvolta viene esposta ripetutamente a centinaia di articoli che vengono inseriti e mascherati da contenuti editoriali.”

Quindi con una cifra variabile dai 49 ai 79 dollari si può provare a convincere i propri genitori a comprare un cane o ad accettare i propri gusti sessuali, amici a smettere di fumare o di drogarsi, i figli a studiare di più, il partner a fare più sesso e così via.

Il servizio è attivo in Inghilterra da anni (in Italia no), ma il fatto che sia sul mercato dimostra che ha una certa capacità di convincimento e manipolazione delle persone.

Insomma Google, Zoom, i prodotti Microsoft, You Porn, Amazon e tanti altri, spesso forniscono servizi gratuiti, che però vengono ricompensati con i nostri dati personali anche intimi.

Dal punto di vista tecnico is usa sicuramente l’aggancio a una rete wifi, l’installazione di cookie nel proprio pc (filetti che ricordano i siti visitati) o l’impronta digitale (fingerprint) delle pagine visitate – sono stringhe alfanumeriche elaborate da algoritmi che permettono di risalire al contenuto delle pagine visitate.

Come uscirne?

Do per scontato che l’opzione strettamente eremitica (abbandonare la rete) non sia possibile generalizzarla, specie per chi ha piacere di vivere e comunicare con le persone che ci circondano.

Esistono comunque delle azioni che è possibile implementare per avviare un processo di liberazione dalla dittatura dei GAFAM (Google, Apple, Facebook, Amazon, Microsoft).

A livello politico generale una lotta-campagna per impedire la raccolta di dati (profilazione) se non con un esplicito consenso (l’utente dovrebbe per default non essere profilato e se vuole attivare la raccolta dati, non come adesso che è il contrario) e un’altra per rendere trasparenti gli algoritmi di Intelligenza Artificiale e non commercializzabili i Big Data.

A livello individuale siti come eticadigitale.org/privasi/ e lealternative.net offrono moltissimi consigli su come difendersi dalla profilazione.

Alcune sono molto semplici:

Usare motori di ricerca diversi da Google. Ad esempio DuckDuckgo, Startpage, Search Result, Gibiru

Browser

Dal pc desktop

  • usare Firefox al posto di Chrome. E in tutte e due i casi inserire dei componenti aggiuntivi (Firefox) o delle estensioni(Chrome) che cancellino i cookie, diano un fingerprint sbagliato, blocchino tracker e intrusioni. Ce ne sono tante, alcune illustrate nei siti precedentemente proposti, ma ricordo cookieautodelete, fingerprintcanvas, ubloc etc.

Da smartphone. Utilizzare Bromite, DuckDuckgo e altri browser proposti nei siti sopra elencati

Usare applicazioni social (come facebook, twiter, instagram) all’interno dell’applicazione Web Apps (scaricabile dallo store indipendente F-Droid)

Esiste anche la possibilità di migrare (con gradualità) verso social alternativi. Suggerisco https://sociale.network/

Si possono, inoltre, fare videoconferenze e videochiamate con piattaforme Jitsi (gratuita) o BigBlueBottom (a pagamento, alternative a quelle proprietarie Zoom, Google Meet, Microsoft Team
Queste sono prime osservazioni, che possono essere approfondite consultando i siti di etica digitale e delle alternative

Il 1° maggio in Coope. Il concertone sarà ancora in streaming

Tratto da: L’INFORMATORE del 01/04/2021

Ancora una volta il “concertone” sarà online. Quello alla Cooperativa Portalupi era un “Primo maggio in piccolo”: non aveva l’ambizione di paragonarsi a quello di Roma in piazza San Giovanni, ma comunque era in grado di ospitare ogni 12 mesi un parterre di tutto rispetto di musicisti locali e non.

Il palco in Coope era rovente, l’atmosfera tirava tardi tra birra, rock, luci e sudore dei fans.

Da più di un anno tutto questo è pura utopia. come nel 2020 arriverà lo streaming.

Una carrellata di filmati che accompagnerà gli spettatori per tutta la giornata sulla pagina di Facebook della Portalupi.

Il fatto che il 1° maggio sia un sabato, quindi (per molti) un giorno di riposo, non potrà che implementare le visualizzazioni.

Alcune differenze: oltre ai video musicali dei vari artisti, ci sarà anche uno streaming in diretta live per presentare l’intera giornata.

Una formula più professionale. Verranno previlegiate le band con una storia, e brani inediti.

Le cover e tutti i contributi amatoriali saranno proposti sulla pagina Facebook nei giorni successivi.

“Il nostro super palco virtuale – spiega Leo Gloriati, uno dei fari della Cooperativa, è già in allestimento.

Le adesioni sono in corso: manca un mese, ma i tempi organizzativi sono lunghi.

I musicisti che vogliono partecipare dovranno inviare il loro filmato. Francamente, nonostante la disgrazia del Covid che ci impone di rimanere chiusi, siamo ottimisti per l’evento.

Dodici mesi fa era stato organizzato tutto in fretta e furia, eppure avevano aderito in tantissimi.

Con questo preavviso, non potranno che essere di più”.

E già lo scorso anno il Primo Maggio della “Coope” aveva proposto la solita immensa miniera d’oro di gemme rimaste per troppo tempo nel forziere.

NO ALLA LOGISTICA DI TRIVOLZIO. NO ALL’ULTERIORE CONSUMO DI TERRITORIO

Mortara 31/03/2021

Come per molte altre situazioni ambientali, anche per le logistiche la Provincia di Pavia è terra di conquista dei potentati economici. Così è stato per gli inceneritori, gli impianti rifiuti, i fanghi in agricoltura, le cave ecc..                                                                                                                                                                                     

Oggi, con Trivolzio e anche a Casatisma, tornano in campo le richieste di logistiche. A Trivolzio si parla di consumare ben 25 ettari di fertile terreno agricolo, con tutte le conseguenze del caso: consumo e cementificazione del territorio (25 ettari sono una porzione enorme), centinaia di TIR e di furgoni ogni giorno ad appesantire ulteriormente il traffico su gomma.                                                                                         

Ricadute ambientali importanti anche nei comuni vicini di Battuda, Marcignago, Bereguardo e Torre d’Isola.   Già nel 2010 (e anche prima) le richieste di simili insediamenti erano presenti.                                       

All’epoca ero consigliere provinciale del Partito della Rifondazione Comunista e, come gruppo consigliare, ci battemmo contro questo uso dissennato del territorio presentando mozioni, chiedendo una programmazione adeguata per le necessità vere della nostra Provincia e non dei gruppi speculativi. L’Amministrazione provinciale, a quel punto, ordinò uno studio (spendendo oltre 90 mila euro) per redigere un piano commerciale con proposte anche sulla viabilità. Si discusse in Consiglio Provinciale ma non si seppe più nulla.

Peraltro l’unica forza politica in Consiglio Provinciale e nel territorio che si è battuta coerentemente su questi problemi è stato il Partito della Rifondazione Comunista.                                                        

Il perché è presto detto: i potentati economici non vogliono nessuna pianificazione, vogliono avere le mani completamente libere. Ad esempio: perché non vengono utilizzati capannoni dismessi, così abbondanti nella nostra zona?  Non vengono utilizzati perché conviene di più, dal punto di vista economico, per “lor signori” consumare terreno agricolo piuttosto che recuperare edifici!                                                                                                           

Di fatto manca ogni programmazione: non si discute mai di quello che serve veramente al territorio, ma si inseguono sempre e solo le mirabolanti promesse (mai mantenute, peraltro) delle “compensazioni ambientali”. 

PREVALE LA PURA LOGICA DEL PROFITTO.                                                                                                                 

Per questo, come in tutte le altre simili occasioni, esprimiamo la nostra ferma opposizione alla logistica di Trivolzio e siamo al fianco di chi si batte per contrastarla.

Teresio Forti, ex capogruppo nel consiglio provinciale del Partito della Rifondazione Comunista

Scuola, un movimento che unisce

Loredana Fraleone*

Nella storia della sinistra e del movimento operaio sono sempre state presenti spinte divisive, che ne hanno limitato l’efficacia e determinato spesso pesanti sconfitte. Dividere è facile, al contrario unire è molto difficile soprattutto in periodi, come questo, in cui l’egemonia delle classi dominanti è fortissima. Hanno innumerevoli strumenti per affermarla, attraverso i “loro” potenti mezzi di comunicazione di massa, con i quali veicolano un senso d’impotenza e di rassegnazione: se non “hai successo” è perché sei uno/a sfigato/a, devi fregartene degli altri per sopravvivere o fare carriera, devi pensare solo alla tua famiglia, questo è l’unico mondo possibile e tanto altro.

Solo l’evidenza dei limiti e delle contraddizioni del capitalismo riescono a promuovere movimenti, che hanno sempre come rischio principale quello delle divisioni su questioni contingenti che mettono in secondo piano, se non oscurano del tutto, le ragioni di fondo di mobilitazioni su rivendicazioni largamente condivise.

Da questo punto di vista è emblematico il caso della scuola, rispetto alla quale un anno fa si erano diffuse posizioni, che rispondendo ai problemi posti dalla pandemia, convergevano su obiettivi, come la riduzione degli alunni per classe, la risoluzione del precariato, l’edilizia scolastica e in primis la richiesta delle risorse necessarie per sostenerla e rilanciarla, in nome del futuro delle nuove generazioni, per un riallineamento almeno alla media europea dei finanziamenti dedicati al sistema d’istruzione.

Obiettivi, che come Rifondazione Comunista avevamo posto fin da aprile e che (sembrava un miracolo) erano condivisi dai sindacati di base come da quelli firmatari del Contratto nazionale, da molte associazioni e alcuni/e parlamentari a livello individuale.

Nel secondo governo Conte sembravano aprirsi spiragli sulle “classi pollaio”, sul precariato e altro, ma le risorse necessarie sarebbero state troppo ingenti per sottrarle alla voracità delle imprese, soprattutto quelle grandi, quelle che contano. Il governo Draghi su questo è in perfetta continuità, con qualche rischio in più per la tenuta democratica della Scuola e non solo.

Nonostante le difficoltà della pandemia, si è sviluppato un movimento unito e determinato, che ha visto anche la partecipazione inconsueta dei genitori, organizzati prevalentemente in Priorità alla Scuola, in una situazione di enorme diversificazione di condizioni però, regalo della già troppo avanzata autonomia regionale, rispetto alla portata del contagio e delle risposte territoriali che venivano e vengono date. Anche la situazione specifica dei genitori è diversa, molti dei quali sono impegnati in attività lavorative non bloccate dai provvedimenti di chiusura e che hanno il problema di non essere in grado di lasciare i figli soli a casa. Sarebbe un grave errore liquidare quel bisogno concreto di molte famiglie, con la voglia di un “parcheggio” per i propri figli, sarebbe sbagliato prendersela con loro invece che con chi in un anno non ha garantito assistenza e sicurezza.

C’è stata e c’è una palese serie di contraddizioni di un sistema non in grado di garantirle, puntando soprattutto sugli appelli all’uso delle mascherine, al lavaggio delle mani ecc, misure necessarie ma non esaustive di un problema complesso, che ancora una volta ha portato a privilegiare i soliti noti.

Il recente sciopero del 26 indetto dai COBAS della scuola, con risultati migliori degli ultimi, le manifestazioni realizzate in 60 città nonostante le zone rosse, hanno messo in evidenza tutte le incoerenze di una società gestita da governi ipocriti e cinici, che tutelano soprattutto gli interessi dei pochi a scapito della collettività, come si è visto nella vicenda dei brevetti sui vaccini, in cui si sono guardati bene dal mettere in discussione gli interessi delle multinazionali del farmaco.

Giustamente gli studenti, presenti a Montecitorio il 26, hanno rivendicato l’uso dei soldi europei per il loro futuro, altro obiettivo condiviso da tutti i presenti in piazza. Una piazza articolata rispetto al rientro a scuola anche negli interventi, connotati da posizioni diverse che se poste al di sopra degli obiettivi comuni rischiano di dividere un movimento che potrebbe, unito, ottenere risultati per l’oggi e per il domani. La piattaforma dello sciopero chiedeva, tra gli altri obiettivi, il rientro a scuola in sicurezza, a partire da quella che dovrebbe essere fornita dai mezzi di trasporto.

Ci sono state assenze pesanti, nella giornata del 26, di organizzazioni che hanno preferito svolgere il ruolo di osservatrici critiche piuttosto che mettersi in campo in modo unitario, c’è solo da sperare che non sia per coprire la propria inerzia

*Resp Scuola, Università e ricerca PRC-S.E, da “Il Manifesto”