Autore: Rino

26 MARZO – SCIOPERO DEI RIDERS

26 MARZO – SCIOPERO DEI RIDERS Giornata di LOTTA per i DIRITTI e le TUTELE contro la schiavitù dell’algoritmo.

NE PARLIAMO CON:- FEDERICA PITONI, Rider-

MARCO TUTTOLOMONDO, Rider-

OMAR BOURBOUH, Rider

COORDINA: NADIA ROSA, Dipartimento nazionale lavoro Prc/SE

CONCLUDE: ANTONELLO PATTA, Responsabile nazionale lavoro Prc/SE

L’iniziativa verrà interamente trasmessa in diretta streaming GIOVEDI’ 25 MARZO ALLE ORE 18:30 sulle pagine #facebook:-

Partito della Rifondazione Comunista – a questo link: https://www.facebook.com/rifondazione.comunista

Prima le Lavoratrici e i Lavoratori – a questo link: https://www.facebook.com/primailavoratori2019

22 marzo 1921. Maria Monchietti di Ceretto, prima vittima dello squadrismo fascista

Maria Antonietta Arrigoni

Marco Savini

Esattamente 100 anni fa nel marzo del 1921 iniziava la violenza squadrista in Lomellina. I primi sintomi dell’offensiva del fascismo si erano verificati già durante la campagna elettorale per le amministrative del 1920.

Le Leghe contadine con gli Uffici di Collocamento, che avevano cercato di eliminare il caporalato e la disoccupazione, le Cooperative di consumo e agricole, davano fastidio agli agrari i quali, riunitisi a Mortara, avevano raccolto un fondo di parecchi milioni per la campagna elettorale e fondato un nuovo giornale fascista “Il Risveglio” che si affiancava al loro settimanale “Il Giornale della Lomellina”.

Nonostante la propaganda e le intimidazione i socialisti conquistarono 45 comuni su 50 e tutti i mandati per il Consiglio Provinciale.

Nel marzo del 1921 stava per scadere il concordato agricolo per i braccianti, l’organizzazione delle leghe contadine aveva presentato un memoriale all’Associazione agricola, la quale non solo non voleva accettare le richieste ma pensava di togliere ai lavoratori anche le conquiste dell’anno precedente.

Sapendo che non sarebbero riusciti con mezzi legali a imporre ai lavoratori fortemente organizzati un nuovo Concordato, gli agrari fascisti organizzarono una offensiva basata su una catena di incendi e saccheggi di Case del Popolo, di sedi di Leghe Contadine, di Società di Mutuo Soccorso, di Biblioteche Popolari, su dimissioni forzate di sindaci e consiglieri comunali socialisti, e su violenze, bastonature, olio di ricino a singoli  contadini, fino a una serie di omicidi.

Il primo avvenne la notte del 22 marzo 1921.

Arrivò un automezzo con sette fascisti armati a Ceretto Lomellina, ad accoglierli trovarono gran parte della popolazione. Ripartiti prontamente lasciarono il paese sparando all’impazzata. Tre contadini rimasero feriti ma, colpita all’interno della casa la ventiduenne Maria Monchietti, incinta di tre mesi, venne uccisa.

La sorella, in un’intervista, molti anni dopo così ricordava.

“Mia sorella era da basso, ma le è parso che di sopra aveva accesa la luce, la lucerna. È andata di sopra per spegnerla (…) Quelli andando per il paese hanno sparato l’hanno presa proprio qui in testa. La pallottola ha bucato il legno della finestra, lei voleva chiudere l’anta.

Sparavano dappertutto. (…) La prima volta non l’abbiamo vista. La seconda volta mio cognato ha alzato la luce ha visto tutto il sangue per terra. Lei era dietro al lavabo che aveva vicino alla finestra. (…)

Poi sono arrivati i carabinieri, doveva sentire mia zia, li ha fatti tacere, erano venuti a vedere se era suo marito che l’aveva ammazzata. Ma dove che l’ha uccisa suo marito? Erano i fascisti che erano venuti a Ceretto.

Sul loro giornale hanno messo «Quella che è rimasta uccisa buttava giù acqua bollente».

Si può, io quando li nomino… Poi non bastava ancora, dopo tre mesi sono venuti a picchiare mio papà, sbagliando nome, l’hanno picchiato che lui era un uomo così calmo. Lui era camparo, lui veniva a casa alla sera stanco come una bestia e ha preso una batosta. (…) Io ero in casa, loro sono entrati, avevo la cartella appesa me l’hanno perfino fatta cadere, andavo a scuola.

E a mio zio Giovannino hanno rovinato la schiena, (…) hanno dato anche l’olio e tanto gliel’hanno dato, un bel bicchierone che non ha fatto tempo andare su dalla scala (…) Alla Liberazione gli hanno detto: – Andiamo Giovannino che adesso è ora di darlo a loro l’olio – lui fa: – Se avessi l’olio farei friggere le rane, non ne ho neanche per me devo darlo a loro l’olio? – Era un uomo ridicolo.

E quando l’hanno dato a mio papà eravamo a casa solo noi, viene a casa mia mamma trova un disastro: gli usci tutti aperti e lui che si lamentava, erano appena andati via. Non bisognerebbe sapere chi erano quelli lì, e quel camion che sono venuti ad ammazzare mia sorella da dove venivano? Qualcuno diceva da Casale, qualcuno da Mortara. C’era un camion pieno, una camionetta”.

Il settimanale socialista di Mortara “Il Proletario” aveva denunciato i nomi degli esecutori e dei mandanti: l’ex colonnello Silvio Magnaghi, Gigi Lanfranconi, poi diventato onorevole, e il direttore de “Il Risveglio” Carlo Cordara, ma era stato sanzionato. Venne fatta regolare denuncia dei responsabili riconosciuti al procuratore del re di Vigevano, che si rifiutò di procedere.

Un aspetto inquietante di quel periodo è stata infatti l’indifferenza se non la connivenza delle autorità e della forze di polizia, che garantivano l’impunità allo squadrismo fascista.

Così scriveva il giornale socialista: “Il fascismo ha voluto colpire tra noi non ‘la follia deleteria del bolscevismo’, ma il meraviglioso edificio che, col lavoro costante e col sacrificio di trent’anni, i lavoratori pavesi erano venuti preparando per la loro liberazione e per un mondo nuovo di civiltà e di giustizia”.

Vaccini e ultraottantenni

Emilio Molinari

Ho 81 anni, sono invalido al 100% ho patologie cardiovascolari molto gravi e pure oncologiche, tanto per non farmi mancare nulla.

Non mi hanno ancora vaccinato e non mi hanno mai contattato. Non sono estraneo alla politica e ai media e quindi mi sono trattenuto da proteste.

Mi sembrava di cercare una soluzione per me. Inoltre non sono nei social. Aspetto. Aspetto cosa? Aspetto il vaccino o aspetto il Covid? Chi arriva primo? Due giorni fa è morto un caro amico di 88 anni Carlo Rossi, una persona amata da molti a Milano.

Un poliziotto pistolero gli uccise il figlio e lui con la moglie Adele non hanno mai smesso l’impegno civile.

Carlo aspettava il vaccino. E’ arrivato prima il Covid e la morte.

Quanti morti per ogni ritardo e silenzio della Regione Lombardia? Di queste morti non c’è un conto e non c’è rendiconto di responsabilità. Solo oggi è arrivata un po’ di indignazione dei media. Gli amici mi dicono: vai al primo pomeriggio al vecchio ospedale militare di via Forze Armate, ti metti in fila, diventi un “riservista” e se avanzano dei vaccini te lo fanno. Normale? No non è normale che degli ultraottantenni malandati si mettano in fila, in piedi, al freddo, per accedere agli “avanzi”, come all’ortomercato per la frutta avanzata. Non è accettabile. Come chiamiamo questi morti ?

E’ dall’inizio della pandemia che aleggia nell’aria una parola e una cultura impronunciabile: eugenetica. Gira nell’aria e la Moratti la sfiora con l’idea che la priorità deve essere data a chi è produttivo, a chi contribuisce al PIL.

E un ultraottantenne è solo un costo. Ora accedere agli avanzi è diventato ufficiale: c’è una nuova lista e un nuovo termine: riservisti. Lo hanno detto oggi alla TV, Fai un’altra richiesta, ti iscrivono alla lista dei riservisti e speri di essere chiamato? E come si fa a iscriversi a questa lista? E chi mi chiamerà prima? La lista del diritto o quella riservista?

Intanto ogni morto è un risparmio in pensioni e sanità e una generazione se ne va. Prima nelle RSA e adesso con i ritardi. Come lo chiamiamo? E’ tutta colpa della Regione? E’ colpa della Regione, certo. Ma il sindaco dove è? Il sindaco, nessuno lo ricorda, è la massima autorità sanitaria cittadina. E’ possibile che in un anno di pandemia, non abbia organizzato un Registro degli ultraottantenni, delle loro patologie e il registro dei soggetti a rischi per patologie gravi. Impossibile? Difficile? Un semplice registro chiedendo supporto ai medici di famiglia. Non c’è. Non so se altre città lo hanno fatto.

Di certo che il sindaco di Milano non si è né visto o sentito in un anno di questa pandemia. Pensava ad altro il sindaco verde.

Pensava dove coprire di cemento e vetro ogni angolo libero della città.

Nemmeno con una telefonata ai suoi vecchi.

Non ridete, ma io e mia moglie, che non abbiamo figli e nipoti aspettavamo almeno questa.

Ci contavamo. Aspettiamo il vaccino, ma non sarò un riservista.

Emilio Molinari.

Ex Consigliere Comunale. Ex Consigliere Regionale ex parlamentare

21.3.2021

BAGGI/CAPELLI (PRC-SE): LA SANITÀ LOMBARDA INCAPACE DI CONDURRE A TERMINE LA CAMPAGNA VACCINALE: COMMISSARIALA SUBITO

La catastrofe organizzativa della campagna vaccinale lombarda ogni giorno riserva brutte sorprese: piattaforme costose (20 milioni di euro) per le prenotazioni dichiarate inservibili dopo pochi giorni, annunci trionfalistici subito smentiti; in alcune zone gli ultraottantenni sono stati mandati a vaccinarsi a 40 km di distanza, costretti ad aspettare ore, o non si sono presentati in 542 come a Cremona perché non avevano ricevuto il messaggio.

Così per non gettare vie le fiale scongelate si sono fatte convocazioni affrettate a parenti e amici, o bus di anziani da piccoli paesi. A Niguarda 300 anziani sono stati convocati erroneamente.

Ma dove questi disastri non succedono tutto va inaccettabilmente a rilento.

Moratti mette sotto processo Aria, la società partecipata creata dalla Lega. È da 20 giorni che si annuncia la sostituzione della piattaforma Aria con quella delle poste. La Giunta leghista se la prende con comodo, gli anziani attendono da soli a casa, il  virus non accenna a fermarsi e miete vittime. Eppure la soluzione esiste da tempo: un atto di democrazia, di responsabilità politica, di rispetto per la popolazione della regione: commissariare la sanità lombarda. Non farlo significa essere complici di questo ennesimo fallimento.

Milano, 22/03/2021

Fabrizio BaggiSegretario Regionale Lombardia

Giovanna CapelliResponsabile Sanità Lombardia

Partito della Rifondazione Comunista / Sinistra Europea

Vaccini. Un appello di oltre 100 amministratori e amministratrici locali al Presidente della Repubblica per lo Stop ai brevetti sui vaccini

Pubblicato il 20 mar 2021

20 marzo. Sono 100 gli amministratori e le amministratrici locali, rappresentanti ed esponenti di liste della sinistra diffusa e di cittadinanza, che raccogliendo l’iniziativa della “Rete delle città in Comune”, hanno inviato una lettera aperta al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella affinché l’Italia si schieri per lo stop ai brevetti sui vaccini.

“Ci lascia sgomenti – scrivono i firmatari del documento – l’aver appreso che l’11 marzo scorso il nostro paese si sia espresso in sede di OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio) contro la sospensione della proprietà intellettuale sui vaccini anti Covid. Questa decisione non è solo poco solidale verso altri paesi ma è contraria all’urgente interesse nazionale di accesso rapido alle forniture e alla produzione dei vaccini senza sottostare a “giochi al rialzo dei prezzi” tipici del mercato privato”. Da qui l’appello – sottoscritto da numerosi sindaci, tra cui quello di Napoli Luigi De Magistris, dai candidati della sinistra alle prossime elezioni amministrative di Roma e Milano: Paolo Berdini e Gabriele Mariani, da – fra i tanti – consiglieri e consigliere comunali e assessori delle liste di sinistra di Milano, Bologna, Firenze, Torino, Palermo, Ancona, Napoli, Padova, fra cui Giusto Catania (Palermo), Dmitrij Palagi (Firenze), Elena Coccia (Napoli)  – al Presidente della Repubblica: “A fronte di questa situazione senza precedenti e gravissima, ci rivolgiamo al suo alto Ufficio affinché – quale capo dello Stato – faccia sentire la Sua autorevole voce – pur nel rispetto delle prerogative politiche e istituzionali di altri organi costituzionali – affinché venga compiuto ogni sforzo al fine di mutare l’atteggiamento italiano – e della UE – sulla questione della proprietà dei brevetti per i vaccini anti-Covid19 e prodotti farmaceutici affini in sede di Organizzazione Mondiale del Commercio e in sede di Organizzazione Mondiale della Sanità, nonché in ogni altra sede internazionale ed europea. Nonché a valutare ogni aspetto della legislazione nazionale affinché questo obbiettivo venga perseguito e raggiunto dal nostro paese”.

“Solo così – proseguono – avremo una produzione nazionale effettivamente sostenibile di vaccini e farmaci affini, solo così si sosterrà la lotta globale alla pandemia dalla quale nessun paese e nessun continente si salva da solo (tanto meno singole regioni o aree del paese, che con fughe in avanti metterebbero a rischio l’uguaglianza dei cittadini e delle cittadine e l’unità della nazione), solo così avremo “imparato la lezione” della pandemia e cioè la necessità di creare un mondo diverso dal precedente pre pandemia, cioè più giusto, più solidale, più efficace, migliore”. “Non si tratta quindi solo di una necessità solidaristica verso i paesi poveri – concludono dalla Rete delle Città in Comune – ma di una necessità perché la lotta alla pandemia o è globale o non è. La nostra Costituzione consente che si possano porre limiti ai diritti di proprietà per salvaguardare il pubblico interesse: si pensi all’art.32 (diritto alla salute e accesso alle cure), art.41 (necessità di utilità sociale dell’impresa), art.42 (utilizzo in situazioni eccezionali della proprietà privata anche produttiva).

E per questo ci siamo rivolti a Lei”.

La campagna di sottoscrizione – rivolta ad amministratori/trici locali – dell’appello prosegue, e per aderire scrivere a: appellovaccini@gmail.com

La Rete delle Città in Comune

All’attenzione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Illustrissimo Presidente,

siamo pubblici amministratori e amministratrici e persone impegnate nella politica e nel sociale.

Le scriviamo a proposito dei mezzi attualmente impiegati per fermare la pandemia che, secondo la nostra opinione, condivisa dalle cittadine e dai cittadini che incontriamo ogni giorno, sono terribilmente inadeguati.

Mentre i dati del contagio si fanno più allarmanti, a causa anche delle varianti del virus, la campagna vaccinale si svolge con estrema lentezza mettendo a rischio la vita e procrastinando la possibilità di vedere una via d’uscita dai problemi economici e sociali causati dal confinamento.

Gli Enti locali, i più vicini alle cittadine e ai cittadini e perciò i primi ad essere chiamati in causa per risolvere le drammatiche situazioni di povertà e esclusione sociali che la pandemia ha accresciuto oltre misura, non riescono da soli a dare risposte adeguate. Né riescono sempre a gestire l’insofferenza per le restrizioni alla libertà personale che la tutela della salute impone.

La nostra convinzione è che solo con una campagna vaccinale di massa della popolazione portata a termine in tempi brevi potrà permetterci di superare questa fase drammatica – la peggiore dalla fine della seconda guerra mondiale – evitando che il prolungamento della pandemia determini ulteriori morti e aggravi oltremodo le conseguenze economiche e sociali già critiche.

Ci ha profondamente preoccupato la forte riduzione nella distribuzione, in Italia e nell’Unione Europea, delle dosi di vaccini anti-Covid19 da parte delle multinazionali del farmaco produttrici e detentrici del brevetto. Scelte unilaterali rese possibili da contratti di fornitura, sottoscritti in sede europea anche dal nostro paese, privi delle dovute penali in caso di inottemperanza.

Riteniamo che sia necessaria una produzione nazionale dei vaccini. In Italia – lo abbiamo verificato in più di un territorio – esistono realtà di eccellenza che sarebbero in grado in tempi ristrettissimi di produrli in quantità necessarie a garantire una più rapida diffusione della vaccinazione. Ma compiere una produzione nazionale e di massa nei paesi “ricchi”, – Italia compresa- sarà impossibile, se continuerà il ricatto della proprietà dei brevetti da parte delle multinazionali del farmaco.

Tuttavia non sarà sufficiente completare nel nostro paese e in Europa la campagna di vaccinazione se resteranno esclusi altri paesi. È quello che sta accadendo perché i diritti di proprietà sui vaccini li rendono economicamente inaccessibili ai paesi più poveri. Papa Francesco ha detto che sulla risposta solidale, globale e solidaristica si gioca la capacità di pensare ad un’idea diversa e migliore della stessa umanità. Il Papa ha infatti parlato di bloccare il «virus dell’individualismo radicale». Riteniamo insomma, prima che sia troppo tardi, che la vaccinazione e il contrasto alla pandemia debbano essere sottratte al crudele interesse di mercato.

È necessario dunque sospendere la proprietà intellettuale dei brevetti dei vaccini anti-Covid19 e dei farmaci usati nelle fasi conclamate della malattia.

La richiesta è stata avanzata in particolare da due paesi – India e sud Africa -presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio. Richiesta sostenuta da buona parte dei paesi del mondo, non da Usa, UE e Italia stessa. Sono stati lanciati appelli a livello nazionale e internazionale in questo senso, ricordiamo fra tutti quello di Emergency e di Medici Senza Frontiere mentre per una riforma in senso solidale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità si è pronunciata la neo presidentessa Okonjo-Iweala. Così come appelli sono stati rivolti da più realtà anche in Italia al governo e al parlamento. Ricordiamo che la possibilità di sospensione dei brevetti è prevista dall’accordo Trips (Trade Related Intellectual Property Rights ) relativo alla proprietà intellettuale dell’OMC che prevede che i governi possano ricorrervi in situazioni di emergenza sanitaria per permettere anche ad aziende non detentrici del brevetto di produrre versioni generiche (equivalenti) dei farmaci, pagando un’opportuna royalty all’azienda titolare della proprietà intellettuale. Non dimentichiamo che ingenti finanziamenti pubblici sono stati già erogati alle aziende produttrici per lo sviluppo e la produzione su larga scala di vaccini. In molti paesi sono state prese simili misure. Ad esempio: Israele ha emesso una licenza obbligatoria per un antivirale usato contro il Covid-19; la Germania ha approvato una norma che autorizza il ministro della Salute a emettere questo strumento per la produzione di farmaci in caso di emergenza; il Regno Unito e l’Olanda hanno leggi che consentono ai governi di superare brevetti in ambito farmaceutico. Gli stessi Stati Uniti, grazie ad una legge risalente alla seconda guerra mondiale sono andati, seppur indirettamente dal punto di vista prettamente giuridico, in questa direzione, grazie al “Defense Producion Act”. Nulla è stato fatto dall’Unione Europea né dall’Italia. Mentre il programma di solidarietà internazionale per rendere disponibili i vaccini a livello globale si sta dimostrando assolutamente e gravemente sotto dimensionato per rispondere al problema mondiale.

È stata lanciata, da oltre da 43 organizzazioni di varia provenienza facenti parti del Comitato Italiano, l’Iniziativa dei Cittadini Europei “Per il diritto alla cura, nessun profitto sulla pandemia” i cui obiettivi sono: garantire che i diritti di proprietà intellettuale, compresi i brevetti, non ostacolino l’accessibilità o la disponibilità di qualsiasi futuro vaccino o trattamento contro la Covid-19; garantire che la legislazione dell’UE in materia di esclusività dei dati e di mercato non limiti l’efficacia immediata delle licenze obbligatorie rilasciate dagli Stati membri; introdurre obblighi giuridici per i beneficiari di finanziamenti dell’UE per quanto riguarda la condivisione di conoscenze in materia di tecnologie sanitarie, di proprietà intellettuale o di dati relativi al Covid-19 in un pool tecnologico o di brevetti; introdurre obblighi giuridici per i beneficiari di finanziamenti dell’UE per quanto riguarda la trasparenza dei finanziamenti pubblici e dei costi di produzione e clausole di trasparenza e di accessibilità insieme a licenze non esclusive. Obbiettivi contenuti in una petizione che ha raccolto già, a livello europeo, centinaia di migliaia di firme.

Non si tratta quindi solo di una necessità solidaristica verso i paesi poveri, ma di una necessità perché la lotta alla pandemia o è globale o non è.

La nostra Costituzione consente che si possano porre limiti ai diritti di proprietà per salvaguardare il pubblico interesse: si pensi all’art.32 (diritto alla salute e accesso alle cure), art.41 (necessità di utilità sociale dell’impresa), art.42 (utilizzo in situazioni eccezionali della proprietà privata anche produttiva), etc.

Ci stupiamo e ci lascia quindi sgomenti l’aver appreso che l’11 marzo scorso il nostro paese – che, lo ribadiamo, è anche “vittima” di questa situazione – si sia espresso in sede di OMC contro la sospensione della proprietà intellettuale sui vaccini anti Covid. Questa decisione non è solo poco solidale verso altri paesi ma è contraria all’urgente interesse nazionale di accesso rapido alle forniture e alla produzione dei vaccini senza sottostare a “giochi al rialzo dei prezzi” tipici del mercato privato.

A fronte di questa situazione senza precedenti e gravissima, ci rivolgiamo al suo alto Ufficio affinché – quale capo dello Stato – faccia sentire la Sua autorevole voce –pur nel rispetto delle prerogative politiche e istituzionali di altri organi costituzionali – affinché venga compiuto ogni sforzo al fine di mutare l’atteggiamento italiano – e della UE – sulla questione della proprietà dei brevetti per i vaccini anti-Covid19 e prodotti farmaceutici affini in sede di Organizzazione Mondiale del Commercio e in sede di Organizzazione Mondiale della Sanità, nonché in ogni altra sede internazionale ed europea. Nonché a valutare ogni aspetto della legislazione nazionale affinché questo obbiettivo venga perseguito e raggiunto dal nostro paese.

Solo così avremo una produzione nazionale effettivamente sostenibile di vaccini e farmaci affini, solo così si sosterrà la lotta globale alla pandemia dalla quale nessun paese e nessun continente si salva da solo(tanto meno singole regioni o aree del paese, che con fughe in avanti metterebbero a rischio l’uguaglianza dei cittadini e l’unità della nazione), solo così avremo “imparato la lezione” della pandemia e cioè la necessità di creare un mondo diverso dal precedente pre pandemia, cioè più giusto, più solidale, più efficace, migliore. Come tutte le amministratrici e amministratori pubblici noi potremo svolgere al meglio il nostro lavoro, come splendidamente fanno medici e operatori sanitari, ma con uno strumento fondamentale in più.

Certi che avrà compreso lo spirito di questo nostro appello

Le rivolgiamo un forte augurio per il compito che La attende

Alcherigi Brunella candidata regionale “Sì Toscana a Sinistra”; Alcherigi Luciana candidata elezioni comunali Città di Castello, Città di Castello (Perugia); Alcherigi Mauro già assessore comunale Città di Castello, Città di Castello (Perugia), candidato regionale Umbria; Alfonzi Daniela Consigliera Circoscrizione 3 “Torino in Comune-La Sinistra”, Torino; Alunno Sandro già consigliere comunale, candidato presidente “Sinistra per Castello”, Città di Castello (Perugia);Amarugi Stefania Coordinatrice Federazione PRC Grosseto, Grosseto; Artesio Eleonora Consigliera comunale “Torino in Comune”, Torino; Auletta Francesco Consigliere comunale “Una città in comune”, Pisa; Avolio Antonio CONUP – Coordinamento nazionale unitario pensionati; Ballerini Lorenzo Consigliere comunale “Campi a Sinistra”, Campi Bisenzio (Firenze); Begaj Detjon Consigliere di quartiere – Santo Stefano “Coalizione Civica Bologna”, Bologna; Benedetti Davide direttivo Prc Città di Castello(Perugia); Leonardo Becheri, Coordinatore Rete delle Città in Comune, Berdini Paolo Urbanista, candidato Sindaco a Roma; Bertini Tatiana Consigliera del comune di Scarperia e San Piero (FI) nel gruppo “LiberaMente a Sinistra” e dell’Unione Montana dei Comuni del Mugello, nel gruppo “Mugello in comune”, Scarperia e San Piero (Firenze); Billero Rosalia Segretaria PRC Pistoia; Braga Alessandro Consigliere metropolitano “La città dei comuni”, Milano; Brambilla Pisoni Alessandro co-portavoce Associazione Milano in Comune-Sinistra Costituzione, Milano; Bruciati Marco Consigliere comunale “Buongiorno Livorno”, Livorno; Bundu Antonella Consigliera comunale “Firenze per Sinistra Progetto Comune”, Firenze; Camposampiero Anna Bruna co-portavoce Associazione Milano in Comune-Sinistra Costituzione, Milano; Callaioli Fabrizio Consigliere comunale Rifondazione Comunista Piombino (Livorno); Calossi Enrico Consigliere Comunale “Follonica a Sinistra”,Follonica (Gr); Capacci Paolo Segretario Prc Città di Castello (Perugia); Caserio Monte EraldaVicensindaco Strambinello (Torino); Catania Giusto Assessore Comune Palermo; Cavalieri Yuri Consigliere Rifondazione Comunista, Civita Castellana (Viterbo); Cavazzuti Nicola Già Consigliere comunale Massa (Massa e Carrara); Chiovaro Amalia già Consigliera comunale “Sinistra in Comune per Vinci”, Vinci (Firenze); Valentina Chinnici, Consigliera comunale Palermo (Avanti Insieme) Ciabattoni Simone Consigliere Circoscrizionale “Torino in Comune La Sinistra”, Torino;  Ciano Giuseppe Segreteria regionale Calabria PRC; Cioni Beatrice Consigliera comunale “Buongiorno Empoli – Fabrica Comune”, Empoli (Firenze); Clancy Emily Consigliera comunale “Coalizione Civica Bologna”, Bologna; Coccia Elena, Consigliera comunale e metropolitana Napoli in Comune A Sinistra, Colombano Dario Assessore Caramagna Piemonte (Cuneo); Corti Caterina Consigliera comunale “Liberamente a sinistra”, Scarperia e San Piero (Firenze); De Magistris Luigi Sindaco di Napoli; Dell’Anna Livia Jessica Consigliera Comunale PD, Brindisi; Evola Barbara Consigliera comunale Gruppo “Sinistra Comune”, Palermo; Fanigliulo Valentina Nadia Consigliera Comunale PD, Brindisi;  Farina Cinzia Consigliera comunale per “Uniti a Sinistra, gruppo Vivo Montespertoli”, Montespertoli (Firenze);  Felisari Renzo Sindaco di Olmeneta (Cremona); Ferro Stefano Consigliere comunale “Coalizione Civica per Padova”, Padova; Ferroni Andrea Consigliere comunale, Capogruppo di “La Sinistra”,Torgiano (Perugia); Fierro Aniello Nello Consigliere comunale “Cuneo per i Beni Comuni”, Cuneo; Forenza Eleonora Già Europarlamentare; Galdi Marco già Sindaco Cava de’ Tirreni (Salerno); Gatti Massimo Già Consigliere provinciale “Altra Provincia”, Milano; Gentile Rosella Consigliera comunale PD, Brindisi; Germino Silvio CONUP – Coordinamento nazionale unitario pensionati; Ghiglione Davide Capogruppo “Chiamami Genova-Putti Sindaco” V Municipio, Valpolcevera (Genova); Giaconia Massimo Consigliere Comunale gruppo “Avanti Insieme”, Palermo; Guida Brunella Consigliera di quartiere – Navile “Coalizione Civica Bologna”, Bologna; Iannitti Matteo già Candidato Sindaco “Catania Bene Comune”, Catania;  Jorfida Enzo già Candidato PRC,Taggia (Imperia); Lamorte Aurelio Consigliere comunale Rifondazione Comunista-Sinistra Europea, Vimodrone (Milano); Lazzerini Sabrina, già candidata regionale “Sì Toscana a Sinistra”; Leotta Antonino Consigliere comunale “Latina Bene Comune”, Latina; Lombardi Massimo Consigliere comunale “Spezia Bene Comune/Prc”, La Spezia; Luca Marcello CONUP – Coordinamento nazionale unitario pensionati; Macario Francesco già assessore Comune di Bergamo; Marchetti Michela “Sinistra per Castello”, Città di Castello (Perugia); Marchi Luca Vicesindaco Castelnuovo Magra (La Spezia);  Mariani Gabriele Antonio Ingegnere-Architetto, Candidato Sindaco al Comune di Milano; Marinello Roberto Medico e consigliere comunale Padova; Martelloni Federico Consigliere comunale “Coalizione Civica Bologna”, Bologna; Masi Leonardo Consigliere comunale “Buongiorno Empoli – Fabrica Comune”, Empoli (Firenze); Massaro Giuseppe Consigliere comunale PD, Brindisi; Melluso Fausto Consigliere comunale Gruppo “Sinistra Comune”, Palermo; Messineo Marco Consigliere comunale Rifondazione Comunista-Sinistra Europea, Vimodrone (Milano); Nadalutti Tiziana Associazione Una città in comune, Pisa; Nepi Fabrizio Sindaco Castelnuovo Berardenga (Siena); Orlando Katia Consigliera comunale Gruppo “Sinistra Comune”, Palermo; Palagi Dmitrij Consigliere comunale “Firenze per Sinistra Progetto Comune”, Firenze; Palomba Giuseppe Già candidato regionale Veneto “Solidarietà Ambiente Lavoro”; Papa Andrea Consigliere comunale “Alternativa per cambiare Larciano”, Larciano (Pistoia); Pederzoli Vania Già assessore Istruzione Novi di Modena (Modena); Pescari Samantha Candidata elezioni comunali Città di Castello (Perugia); Petralia Camassa Paolo Assessore al Comune di Palermo; Porchetta Alessandro Consigliere comunale “Diritti in Comune”, Ciampino (Roma); Prestianni Andrea Assessore Comune di Castelbuono (Palermo); Prete Teodosio Presidente Commissione Bilancio Comune di Brindisi; Ranocchia Carlo Consigliere comunale Gruppo “Bene in Comune”, Castel Maggiore (Bologna); Ricci Marco Associazione “Una città in comune”, Pisa; Rini Claudia Consigliera comunale “Avanti Insieme”, Palermo; Rizzo Basilio Consigliere Comunale “Milano in Comune-Sinistra Costituzione”, Milano; Romani Maurizio Consigliere Rifondazione Comunista, Civita Castellana (Viterbo); Rossi Lorenzo Assessore comune di Grottamare (Ascoli Piceno); Rosso Fiammetta Assessore Comune di Saluzzo (Cuneo); Rubini Francesco Consigliere comunale “Altra Idea di Città – Ancona”, Ancona; Ruffini Daniela Consigliera comunale “Coalizione Civica per Padova”, Padova; Sala Toni Consigliere comunale “Avanti Insieme”, Palermo; Santicchia Angelo Consigliere Santa Maria Nuova (Ancona);  Simeone Nando Direttivo nazionale Filcams CGIL- Direttivo confederale CGIL Roma e Lazio e Delegato RSA Filcams Cgil dell’azienda socio-sanitaria Capitolina Farmacap – Roma; Sironi Marco Consigliere comunale Seriate (Bergamo); Stumpo Marcella Consigliera comunale “Termoli Bene Comune-Rete della Sinistra”; Termoli (Campobasso); Susinno Marcello Consigliere comunale Gruppo “Sinistra Comune”, Palermo; Tomei Fausto Consigliere di quartiere – Porto-Saragozza “Coalizione Civica Bologna”, Bologna; Toppi Barbara Consigliera comunale Manoppello (Pescara);  Traversi Gianfranco “Liberamente a Sinistra” Scarperia e San Piero (Firenze); Trotta Marco Consigliere di quartiere – San Donato-San Vitale “Coalizione Civica Bologna”, Bologna; Tuninetti Enzo Consigliere comunale Caramagna Piemonte (Cuneo); Zaccagnini Riziero Sindaco Tocco da Casauria (Pescara); Zacconi Giacomo Capogruppo “Agugliano Progetto Comune”, Agugliano (Ancona)

BASTA FALSE PROMESSE

Il 19 marzo 2021, è la Giornata Mondiale di Azione per il Clima, la giornata in cui tutto il mondo ci si mobilita, in presenza ed in modo virtuale, per chiedere giustizia climatica, ambientale, economica e sociale.

Anche a Vigevano, nel pomeriggio, si è svolto un presidio davanti al Municipio organizzato da Friday For Future.

Rifondazione Comunista e Giovani Comunisti/i hanno aderito alle manifestazioni svoltesi in tutto il Paese perchè è urgente agire, con pratiche collettive e radicali, per invertire la rotta, per salvare la vita, per un cambiamento di paradigma di civiltà, rompendo con la logica ecocida e perversa dell’accumulazione capitalistica. 

Il riscaldamento globale costituisce una questione etica e politica ed investe ampi settori quali l’uguaglianza, i diritti umani, i diritti collettivi e le responsabilità storiche ed economiche che stanno alla base del cambiamento climatico.

Servono misure immediate e concrete in linea con la scienza, con il principio di giustizia climatica, con i diritti di tutte e tutti e non asservite agli interessi economici di governi ed imprese, responsabili della crisi attuale e che si nascondono dietro false promesse.

Gli effetti della crisi climatica sono già sotto i nostri occhi, la stessa sindemia del Covid, che ha la sua origine nella devastazione ambientale, evidenzia il bisogno di modificare urgentemente e radicalmente lo stato di cose presente.

Rifondazione Comunista ha promosso sul sito “L’Italia giusta e sostenibile” la nostra proposta di Recovery Plan che vi invitiamo a condividere e socializzare ovunque. 

Perché la battaglia contro la crisi climatica sia vinta servono obiettivi ambiziosi e reali, un forte intervento statale, investimenti nel settore pubblico e nessuna ingerenza di quei soggetti, da Eni a Confindustria, passando per Rockhopper e simili, che la crisi climatica, economica e sociale, l’hanno prodotta e sfruttata.

Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Giovani Comunisti/e

Circolo “Hugo Chavez Frias”

Vigevano

Recovery plan rifondazione

MAZZONI/CASSATELLA – Circolare per Giornata mondiale di azione per il Clima

Pubblicato il 19 mar 2021

Care Compagne e cari Compagni,
oggi, 19 marzo 2021, è la Giornata Mondiale di Azione per il Clima, la giornata in cui tutto il mondo ci si mobilita, in presenza ed in modo virtuale, per chiedere giustizia climatica, ambientale, economica e sociale.

Il riscaldamento globale costituisce una questione etica e politica ed investe ampi settori quali l’uguaglianza, i diritti umani, i diritti collettivi e le responsabilità storiche ed economiche che stanno alla base del cambiamento climatico.

Servono misure immediate e concrete in linea con la scienza, con il principio di giustizia climatica, con i diritti di tutte e tutti e non asservite agli interessi economici di governi ed imprese, responsabili della crisi attuale e che si nascondono dietro false promesse.

Gli effetti della crisi climatica sono già sotto i nostri occhi, la stessa sindemia del Covid, che ha la sua origine nella devastazione ambientale, evidenzia il bisogno di modificare urgentemente e radicalmente lo stato di cose presente. Occorre cambiare direzione per questo oggi alle 11:30 lanceremo sul sito L’Italia giusta e sostenibile-La nostra proposta di Recovery Plan che vi invitiamo a condividere e socializzare ovunque e che trovate in allegato insieme alla grafica da utilizzare.

Perché la battaglia contro la crisi climatica sia vinta servono obiettivi ambiziosi e reali, un forte intervento statale, investimenti nel settore pubblico e nessuna ingerenza di quei soggetti, da Eni a Confindustria, passando per Rockhopper e simili, che la crisi climatica, economica e sociale, l’hanno prodotta e sfruttata.

Affettuosi saluti comunisti

Elena Mazzoni, segreteria nazionale, responsabile Ambiente PRC-SE
Marco Cassatella, responsabile Ambiente Giovani Comunisti PRC-SE

Recovery plan rifondazione

Sciopero Amazon – Rifondazione Comunista con le lavoratrici e i lavoratori in lotta contro il super sfruttamento e la precarietà

Pubblicato il 19 mar 2021

Lunedì 22 sciopero di 24 ore dei dipendenti di Amazon e di tutti i lavoratori e le lavoratrici delle aziende di fornitura in appalto di servizi di logistica, movimentazione e distribuzione delle merci.

L’astensione dal lavoro, proclamata da Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, è la giusta risposta all’arroganza dell’azienda che rifiuta perfino di ascoltare le richieste delle lavoratrici e dei lavoratori sottoposti da anni a ritmi, carichi di lavoro, turni e orari insopportabili.
Si dichiara stupita la multinazionale abituata com’è a disporre di manodopera sfruttabile a piacimento, senza garanzie occupazionali e senza i più elementari diritti, tramite il ricorso indiscriminato a forme di lavoro precario e interinale e a un diffuso sistema di appalti.

A stupire dovrebbe essere il fatto che la multinazionale del primo dei paperoni del mondo, più ricco di 24 miliardi di dollari grazie ai giganteschi profitti realizzati durante la crisi sanitaria, non si senta in obbligo morale di rispettare i diritti minimi di chi la sua ricchezza la produce.

Riteniamo sacrosante le richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali: riduzione dei carichi e ritmi di lavoro, eliminazione di orari e turni insostenibili, riduzioni dell’orario dei driver, garanzia di continuità occupazionale in caso di cambio di appalto o fornitore, la stabilizzazione dei tempi determinati e dei lavoratori interinali, rispetto delle norme su salute e sicurezza.
Per questo e per costringere l’azienda a riconoscere finalmente i diritti sindacali finora negati Rifondazione Comunista sarà a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori nell’importante giornata di lotta del 22 Marzo.

Antonello Patta, responsabile nazionale lavoro
Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

ANCHE CON BIDEN, GLI USA SONO UNA MINACCIA PER LA PACE MONDIALE

Pubblicato il 19 mar 2021

Le dichiarazioni di Biden sono di una gravità inaudita e confermano che la nuova guerra fredda contro Russia e Cina è una scelta strategica degli Stati Uniti.

Biden che accusa Putin di essere un killer dimentica che, nella classifica dei Paesi (e capi di governo) guerrafondai, gli Stati Uniti ed i loro presidenti democratici o repubblicani dominano sia per quantità, che qualità di efferatezze compiute ai danni di popoli terzi. Hanno una lunga storia di eliminazione fisica di oppositori politici e superano di certo la Russia, per vittime a mano della polizia e numero di detenuti.

Guai a considerare Biden un rimbambito per la dichiarazione rilasciata. Con questa mossa il presidente statunitense alza la tensione per rinsaldare (“rinforzare” direbbe Draghi) il blocco atlantico, giustificare il riarmo spinto in corso e chiudere qualsiasi ipotesi di distensione e cooperazione.

Ricordiamo che, secondo uno studio del Sipri di Stoccolma pubblicato lo scorso dicembre, l’80,4 % del mercato mondiale dei sistemi d’arma è controllato da multinazionali statunitensi ed europee. Questo dato comprende sia l’export che il riarmo interno.

Non solo, secondo i ricercatori del Sipri l’internazionalizzazione dell’industria bellica, che prevede il prolungamento della filiera produttiva verso decine di Paesi in tutti i continenti, è una caratteristica delle industrie di bandiera del blocco euro-atlantico che vede Cina e Russia praticamente assenti.

Chi minaccia chi? Chi è il capo dei killer della scena globale?
Nel nostro Paese si deve porre all’ordine del giorno un serio dibattito per la revisione radicale della politica estera, militare ed industriale: la Nato è un ferro vecchio da mandare in discarica, mentre l’industria bellica e la proiezione di forza non possono essere considerati i pilastri delle relazioni con gli altri Paesi.

L’Italia non è minacciata da nessuno, e non ha bisogno degli altrui nemici. Il nostro Paese avrebbe tutte le carte in regola per promuovere concrete politiche di disarmo (prima di tutto nucleare), stabilità e cooperazione internazionale.

In Italia e in Europa è sempre più urgente l’uscita dei diversi Paesi dalla Nato, che costituisce un pericolo per la pace mondiale e la convivenza tra i popoli.

Maurizio Acerbo, Segretario Nazionale
Gregorio Piccin, Resp. Dipartimento Pace
Marco Consolo, Resp. Area Esteri e Pace

Ancora scandali nella sanità

E’ finito agli arresti domiciliari Michele Brait Direttore generale della AssT di Pavia accusato di turbativa d’asta.

Non sappiamo se le accuse a suo carico saranno provate, ma di certo non è la prima volta che la sanità in Lombardia è al centro di vicende giudiziarie, a partire da quelle  che hanno visto coinvolti l’ex Governatore Formigoni e l’ex assessore Mantovani.

Il Brait era conosciuto in Lomellina perchè è stato l’artefice della soppressione del pronto soccorso a Mortara e sempre si era distinto per le sue scelte a favore della sanità privata a scapito di quella pubblica.

Per le sue politiche di tagli era stato premiato dalla regione con un bonus di 100 mila euro oltre al già lauto stipendio sempre di 100 mila euro  all’anno, ma forse non gli bastavano.

Come partito della Rifondazione Comunista non avevamo bisogno di questi scandali per confermare la nostra opposizione alle scelte fatte dal centrodestra in materia di sanità.

Scelte che non hanno fatto altro che peggiorare l’assistenza sanitaria ai cittadini Lombardi, come si è evidenziato drammaticamente nella vicenda della gestione della pandemia Covid tuttora in corso.

Per questo come partito assieme a numerose associazione abbiamo lanciato la campagna per commissariare la sanità Lombarda.

Commissariare subito la Sanità Lombarda

Piero Rusconi segretario PRC Pavia

                            PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA FEDERAZIONE DI PAVIA