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UNA BELLA MANIFESTAZIONE PARTECIPATA PER LA PACE A MILANO

Una bella piazza. Doveva e poteva essere più grande. Sarà più grande. La pace è di tutte e tutti.

Come purtroppo la guerra. Le conseguenze le paghiamo tutte e tutti. Chi di più, con la vita, con la distruzione della propria casa e della propria quotidianità, chi con i costi della guerra che non possono essere sostenuti, tutte e tutti con la fine di un sogno: la pace possibile.

Oggi Milano ha dato una risposta, una delle tante.

Serve che il popolo della pace si faccia sentire davvero, ogni giorno. Ci vediamo in piazza, in tutte le piazze che parlino di pace.

16 Ottobre 2022

Grazie a tutti. L’opposizione continua!

26 Settembre 2022

Grazie alle quasi 400’000 persone che hanno votato per Unione Popolare. Faremo opposizione, nelle piazze, tra la gente, come abbiamo fatto fino a oggi, ma con molta più determinazione. C’è un intero Paese che non vota, il Paese reale dimenticato. Da lì vogliamo ripartire.

Voglio ringraziare le candidate e i candidati, le militanti e i militanti, chi ci ha sostenuto e le persone che ci hanno votato.

In meno di due mesi abbiamo costruito un luogo politico autentico, raccolto le firme con candidature in tutta Italia, stilato un ottimo programma, fatto una campagna elettorale straordinaria sui social e negli spazi mediatici che ci hanno dato, sempre tra la gente nei limiti di pochissimi giorni che abbiamo avuto. Il tutto senza soldi, solo con la nostra passione e il nostro entusiasmo.

Il tempo è stato poco, in piena estate, e far conoscere un simbolo neonato non era facile. Pensavamo di poter ottenere un risultato diverso, ma siamo stati schiacciati, in un tempo davvero tiranno, tra voto utile e astensionismo.

Siamo però convinti della necessità del nostro progetto e della forza e coerenza delle nostre idee e delle nostre azioni. In Italia manca una forza credibile e vera di sinistra, pacifista, ambientalista, per i diritti civili, che operi con rigore l’attuazione della Costituzione antifascista.

Tutti ci chiedono di non mollare.

Dobbiamo adesso realizzare quello che dovevamo fare se non ci fosse stato lo scioglimento anticipato del Parlamento: diffondere il nuovo soggetto politico e coinvolgere la gente, radicarci sul territorio, consolidare i nostri forti legami internazionali, organizzare l’azione politica.

Unione Popolare riprende subito il cammino con militanti, cittadine e cittadini, soggettività che vorranno con noi costruire un luogo e una soggettività politica al servizio del Paese.

Non saremo ancora nelle istituzioni ma con il popolo nelle piazze, nei territori, nei luoghi di lavoro, nelle scuole e nelle università, per garantire l’opposizione sociale alle destre che governeranno il nostro Paese.

Unione Popolare lavorerà senza sosta per farsi trovare pronta quanto prima per essere l’alternativa etica, culturale, sociale, economica e politica nelle istituzioni.

Luigi de Magistris

Rifondazione: “avanti con l’Unione Popolare”

Pubblicato il 26 set 2022

“Il risultato elettorale di ieri è stato al di sotto delle aspettative e delle nostre potenzialità ma le nostre ragioni restano valide.

Per questo il nostro partito deve lavorare affinché il progetto politico nato solo il 9 luglio, cresca, si radichi nei territori, sia protagonista nei conflitti e riesca a farsi conoscere anche laddove non è riuscito ad arrivare.

L’Italia di oggi sarà in mano ad una destra nazionalista che proseguirà a garantire gli interessi delle fasce più ricche, a sostenere le ragioni di una orrida guerra, a garantire fedeltà alla NATO. Gli eredi di Mussolini, 100 anni dopo, vanno al potere grazie soprattutto alle scelte politiche del Partito Democratico e dei suoi alleati che hanno portato unicamente ad un peggioramento delle condizioni di vita di chi lavora o non ha reddito.

Come nel resto d’Europa, quando le forze che si dichiarano progressiste attuano politiche neoliberiste spietate, le persone o si allontanano dalla politica (si registra il minor tasso di partecipazione al voto dal dopoguerra), o si collocano in una destra che lancia promesse destinate ad essere smentite.

Contro entrambi gli schieramenti, per un Paese in cui si spendano risorse per sanità, scuola, servizi e non per armare gli eserciti o per contribuire a distruggere il pianeta, bisogna costruire una vera e propria resistenza sociale e politica.

Unione Popolare è l’inizio di questo percorso di cui Rifondazione Comunista vuole essere protagonista attiva.

Ringrazio le compagne e i compagni che, con ogni mezzo, si sono spesi in questa breve ma faticosissima campagna elettorale.

Da oggi si ricomincia, aggregando nuove forze e costruendo quella partecipazione reale che la democrazia italiana non garantisce più”

Dichiarazione di Maurizio Acerbo, Segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista- Sinistra Europea

UNIONE POPOLARE: un progetto  nato per dare voce a chi voce non ha

20 Settembre 2022

Siamo alle ultime battute di questa campagna elettorale.

Come Rifondazione Comunista, insieme a Potere al Popolo e DEMA, abbiamo dato vita a ”UNIONE POPOLARE con De Magistris”.

Questo progetto è nato per dare voce a chi voce non ha.

Per dare voce a tutti quelli (e sono tanti) che non vogliono che si continui ad inviare armi all’Ucraina, ma vogliono che il nostro Paese si faccia promotore d’iniziative di pace.

Per dare voce a tutti quelli (e sono tanti) che sono consapevoli che la crisi climatica in corso non è un’invenzione degli ecologisti ma, una drammatica realtà, che si può risolvere solo mettendo in discussione l’attuale modello sociale di produzione.

Per dare voce a chi vuole più giustizia sociale, una più equa distribuzione delle ricchezze, una sanità pubblica che funzioni e nuovi diritti per chi lavora.

Insomma dare voce a chi oggi non ha voce per farsi ascoltare.

Per presentare questo progetto abbiamo dovuto superare enormi difficoltà, dal raccogliere le firme in pieno Agosto, ad adempiere numerose procedure burocratiche, al costruire le liste con molte persone in ferie.

Nonostante tutto ci siamo riusciti, abbiamo costruito una lista di candidati/e fatta prevalentemente di donne (3 tre su quattro) alla camera e di giovani, i nostri candidati sono tutti con un’età inferiore ai trenta anni.

Tutti i candidati e le candidate sono  persone del territorio, non gente  catapultate da Roma.

Abbiamo fatto una campagna elettorale senza i grandi mezzi finanziari di cui dispongono tutte le altre liste.

Noi non abbiamo potentati economici che ci appoggiano e che quindi non saranno in grado di influenzarci.

Abbiamo fatto una campagna elettorale utilizzando solo la militanza volontaria della nostra gente.

Abbiamo fatto banchetti per parlare con la gente, attacchinato i nostri manifesti per far conoscere il nostro simbolo e girato per tutti i quartieri popolari per farci conoscere.

Abbiamo dovuto sopportare un oscuramento mediatico vergognoso da parte dei grandi giornali e delle TV soprattutto quella pubblica, abbiamo dovuto sopportare anche che altre  forze politiche ci coprissero i nostri manifesti.

Nonostante queste difficoltà siamo stati presenti nell’agone politico con le nostre idee e proposte politiche e soprattutto saremo presenti anche dopo il 25 settembre.

Rusconi Piero segretario Rifondazione Comunista Fed. di Pavia

Pavia 20/09/2022

UNIONE POPOLARE: INIZIATIVA PUBBLICA A MOTTA VISCONTI CON PROPOSTE, I CANDIDATI, CANZONI E MUSICA CON AVANTI BOP/OLO DI PIERO CARCANO

20 Settembre 2022

NON CHIAMATELO MALTEMPO, È CRISI CLIMATICA

16 settembre 2022

Nell’esprimere il nostro cordoglio ai familiari delle vittime e alla popolazione colpita non possiamo tacere la nostra indignazione per la perdurante sottovalutazione delle conseguenze dei cambiamenti climatici.

Non chiamatelo maltempo, è #crisiclimatica

Definire maltempo il ripetersi sempre più frequente di eventi metereologici estremi è fuorviante.

Il combinato disposto di negazionismo e negligenza continua a coglierci impreparati. Come accaduto sulla Costa Toscana anche nelle Marche non c’è stato un allerta rosso ma un assai più rassicurante giallo.

Torniamo a chiedere che si chiarisca il perché del mancato allarme.

Non si assumono misure radicali per la riduzione delle emissioni climalteranti, anzi si impone il rilancio di rigassificatori e carbone. Non si fa nulla per imporre lo stop al consumo, alla cementificazione e impermeabilizzazione del suolo.

Invece di dare priorità alla messa in sicurezza del territorio si continua a puntare su grandi opere per arricchire le solite lobby.

Non abbiamo ancora nemmeno un piano di adattamento ai cambiamenti climatici per evitare che questi eventi estremi colgano le popolazioni impreparate e contenere i danni e la perdita di vite umane.

Dopo i morti sulla costa della Toscana assistiamo a una tragedia nelle Marche che mostra quanto sia obsoleta l’agenda delle forze politiche, dalla destra di Giorgia Meloni che sostiene il negazionismo climatico al Pd che l’ambiente lo difende solo con le chiacchiere.

Maurizio Acerbo Paolo Berdini per Roma Settimo Municipio

Elena Mazzoni-responsabile nazionale ambiente PRC-Sinistra Europea candidat* per Unione Popolare con Luigi de Magistris

Scendi in piazza anche tu per il Global Strike For Climate!

I sondaggi: per Unione Popolare al 4,5%

9 settembre 2022

Un recente sondaggio della compagnia Bidimedia dà il nostro elettorato potenziale al 4,5%.

Questo significa che il 4,5% dell’elettorato sta considerando la possibilità di votare per noi anche se non ne è ancora certo.

Chi ha già deciso è l’1,5%, mentre solo la metà della popolazione italiana ci conosce.

Questi dati ci dicono alcune cose importanti.

Superare la barriera di sbarramento è certamente possibile, specie se riusciamo a replicare il forte seguito che abbiamo tra i più giovani (di cui abbiamo parlato ieri) anche in altre classi di età.

Però per riuscirci è necessario fare conoscere a chi ancora non la conosce l’esistenza di #UnionePopolare, il nostro programma e il nostro simbolo che apparirà sulla scheda elettorale.

Per questo è anche importante in campagna elettorale ai banchetti o nei volantinaggi usare sempre le bandiere, manifesti e simboli di Unione Popolare al fine di non confondere potenziali elettori e elettrici.

In questi ultimi 14 giorni di campagna dobbiamo dare tutta l’energia che abbiamo in noi e dare una straordinaria dimostrazione di unità e solidarietà.

Con uno grande sforzo collettivo possiamo riuscire in un’impresa che sembrava impossibile e il 26 settembre potremmo svegliarci con una bellissima sorpresa!

#Elezioni2022

#UnionePopolare

#Uniamoci

Il rogo Eredi Bertè

6 Settembre 2022

ADRIANO ARLENGHI

È un piccolo gruppo di cittadini e di associazioni, quello che questa sera ha manifestato davanti alla fabbrica che fu dei fratelli Eredi Bertè. Dove si è sviluppato nel 2017 un incendio doloso che ha incenerito tonnellate di rifiuti.

Ora nel luogo dell’incendio è presente una vera e propria montagna di rifiuti sulle quali sta nascendo nuova vegetazione. Una montagna che da ormai 5 anni rimane lì senza che la politica prenda in considerazione la necessità di una bonifica. Con il rischio che le sostanze generate dall’ incendio percolino nel terreno e inquinino il territorio circostante.

Una manifestazione questa che si svolge ogni anno in Via Fermi, da ormai un lustro e alla quale stasera hanno partecipato anche i candidati al Parlamento di Unione Popolare che si sono impegnati a prendere in considerazione la richiesta di trovare una soluzione per questa vergogna che ancora abita la mia città.

Un piccolo gruppo che tuttavia ha le idee molto chiare sulla necessità di tutelare l’ambiente e le matrici ambientali compromesse e allo stesso tempo chiede di vigilare sul tema della legalità. Perché è indubbio che questo incendio doloso ci parla anche di una pericolosa infiltrazione della criminalità organizzata sul nostro territorio. E allo stesso tempo anche delle tante responsabilità degli enti pubblici che non sono mai intervenuti e hanno permesso che la situazione degenerasse.

Nel sole caldo di un’estate ancora piena di luce è partita la proposta di riportare sotto il controllo pubblico i settori economici più a rischio di inquinamento e di illegalità. Anche se non materialmente presenti si e sentita alta ancora la voce dei mille di Ora Basta! che giusto in questi giorni di 5 anni fa, in rappresentanza di oltre settanta associazioni, ha chiesto una gestione diversa dell’ambiente.

Bertè cinque anni dopo

ADRIANO ARLENGHI

3 SETTEMBRE 2022

Si tratta di un vero e proprio romanzo nero, del quale è difficilissimo riassumere la vicenda che è tanto intricata quanto inquietante. Parlo della questione Eredi Bertè e alle vicende oscure che l’hanno accompagnata .Parlo del rogo del 2017, di cui tutti i mortaresi conservano tristissima memoria. L’attività di raccolta dei rifiuti risale al 1998 e va talmente bene da permettere alla ditta Eredi Bertè s.r.l. di fare numerosi e cospicui investimenti immobiliari. Nel 2006 iniziano le difficoltà che portano ad un accumulo irregolare di rifiuti, trasformando a poco a poco il sito in una discarica. In più di 10 anni nessuno si accorge dell’irregolarità della gestione. Le telefonate al Comune e le varie proteste non trovano ascolto.

Nel 2010 la ditta cambia nome (Eredi Bertè Ecology) , il cui amministratore è un conoscente di Vincenzo Bertè, il quale non ha specifiche autorizzazione e dunque riesce ad evadere l’ecotassa regionale di 1,8 milioni di euro..

Nel 2015 la Ditta ottiene l’autorizzazione della Regione. Nel 2017 l’incontenibilità dei rifiuti stoccati, la possibilità di un risarcimento assicurativo e l’impossibilità di uno smaltimento corretto e legale inducono qualcuno a provocare l’incendio doloso che tutti ricordiamo. Segue il fallimento della ditta. Il cumulo di rifiuti bruciati sono rimasti lì da ben 5 anni. Un grande, enorme cumulo di detriti bruciati nell’incendio doloso.

Neri e tristi sognando una bonifica sempre più lontana. Il rischio è che le sostanze incombuste percolino nel terreno non impermeabilizzato e arrivino alle falde, inquinandole. Una strana storia questa dei Fratelli Eredi Bertè, un azienda dove i controlli su ciò che veniva accumulato non sono mai stati realizzati.

Dove l’assicurazione non copriva i danni e nessuno se n’era mai preoccupato. Dove incredibilmente la mattina stessa in cui ci fu l’incendio era prevista una visita di controllo da parte dell’Arpa.

Cinque anni sono tanti e infatti la vegetazione sta crescendo negli anfratti dei detriti incombusti e ora produce rami verdi. Tra un paio di lustri se nessuno interverrà diventeranno una montagnetta verde alla cui sommità, tuttavia non si respirerà certo aria buona ma la certezza di stare in un luogo avvelenato e pericoloso.

La grande mobilitazione di mille persone che Ora basta! aveva messo in piazza la settimana dopo l’incendio non è servita a chiedere giustizia. Per noi che quella manifestazione l’abbiamo organizzata con una fatica inenarrabile, stando svegli persino la notte per chiedere permessi ed autorizzazioni, per rispondere alle settanta e passa associazioni o gruppi che avevano aderito, per inventarci la logistica, per tenere conto dei pareri e delle proposte di tutti, questo cumulo di macerie rappresenta una sconfitta. Ci era sembrato che quella indignazione forte che veniva rappresentata in una Piazza del Teatro inondata di sole quel pomeriggio di cinque anni fa, potesse essere e rappresentare un tempo nuovo.

Di discontinuità rispetto al passato riguardo ai temi dell’aggressione all’ambiente, della paura per il depauperamento progressivo del territorio, per i dati sulla salute collettiva, per la perdita di legalità. Ci sbagliavamo. Ci sbagliavamo, purtroppo.

Di bonifica oggi ne parlano tutti ma non ci pensa nessuno. Per questo insieme sugli amici di Unione Popolare e alle associazioni che lo vorranno, io sarò lì sul luogo della vergogna in Via Fermi, martedì 6 settembre dove si svolgerà un presidio a partire dalle ore 17. Invito gli amici a venire con me.