Il rogo Eredi Bertè

6 Settembre 2022

ADRIANO ARLENGHI

È un piccolo gruppo di cittadini e di associazioni, quello che questa sera ha manifestato davanti alla fabbrica che fu dei fratelli Eredi Bertè. Dove si è sviluppato nel 2017 un incendio doloso che ha incenerito tonnellate di rifiuti.

Ora nel luogo dell’incendio è presente una vera e propria montagna di rifiuti sulle quali sta nascendo nuova vegetazione. Una montagna che da ormai 5 anni rimane lì senza che la politica prenda in considerazione la necessità di una bonifica. Con il rischio che le sostanze generate dall’ incendio percolino nel terreno e inquinino il territorio circostante.

Una manifestazione questa che si svolge ogni anno in Via Fermi, da ormai un lustro e alla quale stasera hanno partecipato anche i candidati al Parlamento di Unione Popolare che si sono impegnati a prendere in considerazione la richiesta di trovare una soluzione per questa vergogna che ancora abita la mia città.

Un piccolo gruppo che tuttavia ha le idee molto chiare sulla necessità di tutelare l’ambiente e le matrici ambientali compromesse e allo stesso tempo chiede di vigilare sul tema della legalità. Perché è indubbio che questo incendio doloso ci parla anche di una pericolosa infiltrazione della criminalità organizzata sul nostro territorio. E allo stesso tempo anche delle tante responsabilità degli enti pubblici che non sono mai intervenuti e hanno permesso che la situazione degenerasse.

Nel sole caldo di un’estate ancora piena di luce è partita la proposta di riportare sotto il controllo pubblico i settori economici più a rischio di inquinamento e di illegalità. Anche se non materialmente presenti si e sentita alta ancora la voce dei mille di Ora Basta! che giusto in questi giorni di 5 anni fa, in rappresentanza di oltre settanta associazioni, ha chiesto una gestione diversa dell’ambiente.