Categoria: Politica

Oggi, come 10 anni fa, in piazza in difesa dell’acqua pubblica e dei beni comuni

Pubblicato il 8 giu 2021

Elena Mazzoni* 

“Lavatevi spesso le mani”.

Questo è il mantra ricorrente dei 16 mesi di pandemia Covid 19.

Condivisibile, assolutamente, se non fosse che, secondo i dati ONU, 1 persona su 3 non ha accesso all’acqua pulita e la situazione peggiorerà fino a portare, senza interventi efficaci, 5.7 miliardi di persone a vivere, nel 2050, in zone con carenza idrica per almeno un mese all’anno.

2.2 miliardi di persone al mondo vivono in paesi con problemi di approvvigionamento idrico; 4 miliardi in aree che soffrono di grave carenza d’acqua almeno un mese all’anno e circa 1,6 miliardi di persone hanno a che fare con una scarsità d’acqua “economica”: l’acqua sarebbe fisicamente disponibile, ma mancano le infrastrutture per farla arrivare.

La capacità di stoccaggio dell’acqua negli invasi si riduce dell’1% ogni anno, per l’aumento della popolazione e i sedimenti nei depositi.

L’utilizzo di acqua potabile continua a crescere dell’1% l’anno dal 1980.

L’agricoltura impiega in media il 69% dell’acqua dolce per usi umani (in alcuni paesi questa percentuale sale al 95%).

L’industria assorbe il 19%, le città il 12%. Nel periodo fra il 2009 e il 2019, la siccità ha colpito 100 milioni di persone al mondo, uccidendone 2000 e causando 100 miliardi di dollari di perdite.

L’Italia non è un’isola felice, tutt’altro.

Nel 312 a.C., il primo acquedotto romano, l’Aqua Appia, meraviglia ingegneristica concepita e costruita per garantire alla popolazione un abbondante approvvigionamento di acqua dolce, trasportava oltre 70.000 metri cubi di acqua al giorno nel cuore di Roma.

2.300 anni dopo la sofferenza idrica è un fatto.

Scarse precipitazioni, temperature eccessivamente alte, impermeabilizzazione e consumo del suolo, rete idrica obsoleta, assenza di manutenzione ed investimenti.

A questo si aggiunge la visione capitalista e predatoria che guarda alla risorsa idrica come un bene suscettibile di valutazione economica, arrivando, a fine 2020, a quotarla in borsa a Wall Street.

L’Italia, con le sue grandi multi-utilities, è da anni dentro questi processi grazie alla scelta di entrambi i poli di privatizzare i servizi idrici.

Tutte le forze che sostengono l’attuale governo e i precedenti hanno scientemente tradito la volontà espressa dal popolo italiano nel referendum del 2011 e entrambi gli schieramenti sono uniti dalla condivisione delle politiche neoliberiste.

Per rilanciare con forza, la nostra visione di pubblico e bene comune, dobbiamo essere tuttə a Roma, sabato 12 giugno alle ore 15,30 a Piazza dell’Esquilino, insieme al Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua alla manifestazione nazionale Beni comuni, acqua e nucleare: indietro non si torna! A 10 anni dal referendum, no alle privatizzazioni, per un Recovery Plan dei diritti e per un futuro ecocompatibile.

Siamo state e stati fondatori, fondatrici, animatori, animatrici e fulcro della battaglia referendaria, svolgendo un ruolo centrale nel Comitato Nazionale e nelle sue diramazioni territoriali, senza mai risparmiare il nostro impegno in questi 10 anni.

Eravamo parte 10 anni fa della coalizione che ha portato 27 milioni di Sì ai referendum su acqua, servizi pubblici e nucleare ma in questi 10 anni, nonostante i nostri ripetuti segnali di allarme e le nostre denunce, tutti i governi che si sono succeduti, hanno disatteso quel voto

Oggi più che mai l’acqua deve essere bene comune universale, pubblico e a gestione partecipata

Indietro non si torna.

*Responsabile nazionale Ambiente PRC-SE

Promuove:

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

Aderiscono: ISDE Italia – Medici per l’Ambiente; Associazione Costituzione Beni Comuni di Milano; WWF Italia; Movimento Consumatori; Medicina Democratica Onlus; CCA dbr Coordinamento dei Comitati e delle associazioni per la depurazione, le bonifiche e la ripubblicizzazione del servizio idrico di Massa Carrara; Associazione per i Diritti dei Cittadini ADiC Toscana Aps; Partito della Rifondazione Comunista; Giuristi Democratici; Associazione Laudato Sì; ARCI; Unione Sindacale di Base – USB; Legambiente; Movimento per il diritto all’abitare

Calendario del popolo: 7 giugno 1953, sconfitta la legge truffa

Abbà Giuseppe

Calendario del popolo: 7 giugno 1953, una data storica. Quel giorno, nelle urne per le elezioni nazionali fu sconfitta la” legge truffa”. Questa era la legge elettorale voluta dal governo De Gasperi e dal suo ministro ” di polizia” Scelba.

La legge truffa prevedeva, per il partito o la coalizione che avrebbe superato il 50 per cento più uno dei voti una maggioranza di due terzi del Parlamento, quindi la possibilità di modificare la Costituzione (che Scelba aveva definito ” una trappola”).

La Democrazia Cristiana, che nelle elezioni del 1948 aveva ottenuto la maggioranza assoluta, contava, con l’apparentamento con il Partito Repubblicano, Liberale e Socialdemocratico di superare la metà più uno dei voti.

Il pericolo era grande e, per impedire l’approvazione della legge i comunisti e i socialisti (all’ epoca schierati a sinistra) applicarono l’ostruzionismo parlamentare, nonché manifestazioni di piazza e uno sciopero generale indetto dalla CGIL.

La legge fu approvata con un colpo di mano parlamentare, ma nelle elezioni del 7 giugno la coalizione governativa si fermò poco sotto il 50 per cento.

Così la Costituzione fu salvata, la legge truffa fu abolita e De Gasperi si dimise.

Fu una grande vittoria del popolo italiano.

Inutile ricordare che le leggi elettorali odierne sono peggiori della legge truffa di Scelba.

La Comune di Parigi e Rosa Luxemburg: conferenza a Vigevano – Sabato 19 giugno 2021 – Ore 15,30

Comunicato stampa

Dall’esperienza della Comune di Parigi al 150esimo anniversario della nascita di Rosa Luxemburg. È dedicata a questi temi la conferenza pubblica intitolata “1871-2021: 150 anni di presenze” organizzata dal collettivo culturale “Rosa Luxemburg” di Vigevano per sabato 19 giugno con inizio alle ore 15,30 presso la Sala polivalente “Giuseppe Franzoso” della Biblioteca Civica “Lucio Mastronardi” in corso Cavour 82 a Vigevano.
Relatore dell’incontro sarà il saggista Giorgio Riolo, esponente della “Rete delle Alternative”.


La Comune di Parigi è la forma di organizzazione autogestionaria, di stampo socialista libertario, che assunse la città di Parigi dal 18 marzo al 28 maggio 1871. È considerata la prima grande esperienza di autogoverno della storia contemporanea. Rosa Luxemburg, nata il 5 marzo 1871, è stata invece una famosa filosofa, economista, politica polacca nonché sostenitrice del socialismo rivoluzionario.


A distanza di 150 anni da questi due avvenimenti, vogliamo offrire con questa conferenza un’occasione di approfondimento storico, culturale e politico su ciò che ha rappresentato la Comune di Parigi e sulla figura di Rosa Luxemburg, riflettendo anche sul valore e sull’attualità del tentativo rivoluzionario dei lavoratori parigini e valorizzando il pensiero politico e l’azione sociale della filosofa polacca naturalizzata tedesca.

L’ingresso alla conferenza è gratuito, ma per le disposizioni anti-Covid attualmente in vigore l’accesso è limitato: è previsto un massimo di 25 posti. È quindi obbligatoria la prenotazione, che deve essere effettuata inviando una mail a rifondazionecomunista.vigevano@gmail.com.

Collettivo culturale “Rosa Luxemburg” di Vigevano – giugno 2021

23 maggio 2021: 29 anni dopo la strage di Capaci cosa è realmente cambiato?

di Fabrizio Baggi, Segretario regionale Partito della Rifondazione Comunista – Lombardia

Sono trascorsi 29 anni da quel 23 maggio nel quale il giudice simbolo della lotta alle mafia – Giovanni Falcone, la giudice Francesca Morvillo e gli agenti della scorta vennero brutalmente assassinati dai quasi mille chili di tritolo per mano dell’organizzazione criminale “cosa nostra” in quella che passò poi alla storia come “la strage di Capaci”.

Con Giovanni Falcone morivano quel giorno, nell’immaginario di quella parte d’Italia che diceva no al compromesso mafioso, le sensazioni di “rivalsa” nei confronti della criminalità organizzata che le condanne del maxiprocesso avevano creato in molte e molti ma la stagione delle stragi non era ancora terminata.

Fu poi la volta di Paolo Borsellino, poco meno di due mesi dopo, e poi ci fu la “trattativa” Stato/mafia – sulla quale attraverso l’operato del Giudice Nino di Matteo si sta ancora (faticosamente) indagando e processo nel quale il Partito della Rifondazione Comunista fu l’unica forza politica a costituirsi parte Civile.

Cos’è cambiato da quei momenti terribili? I metodi certamente; oggi la mafia indossa il colletto bianco, ed invece che sparare si intromette nelle istituzioni, in certa politica, nei grandi appalti, pubblici e non, nelle cosiddette grandi opere (la tav ad esempio) ripulendo l’enorme quantità di “denaro sporco” attraverso attività “legali” creando di fatto degli enormi lavandini atti a ripulire i proventi della vendita della cocaina e delle molteplici attività criminali.

Tutto questo accade troppo spesso nell’indifferenza dei più che, non si accorgono di ciò che li circonda, fino al memento in cui un consiglio comunale viene commissariato per mafia o corruzione – in Lombardia è successo in diverse occasioni – oppure fino a che una maxi operazione di polizia fa un grosso numero di arresi nel paese limitrofo.

La mentalità mafiosa è purtroppo penetrata in gran parte del pensiero collettivo che, attraverso il venir meno delle grandi ideologie, ha portato una grandissima parte di popolazione a dimenticare che ogni scelta può essere da esso influenzata o no:

  • Al supermercato acquisto la passata di pomodoro economica che è stata fatta dai nuovi schiavi nelle mani del caporalato oppure spendo qualcosa in più e compro un prodotto etico?
  • Se ho la possibilità di evitare una lista d’attesa “grazie” all’intervento di un conoscente che lavora in quell’ente lo accetto oppure lotto perché, per tutta la collettività, quelle liste di attesa diminuiscano?

Si tratta di piccoli ma importanti gesti che possono magari apparire irrilevanti ma che vanno nella direzione giusta per provare a costruire tutte e tutti insieme le condizioni perché avvenga quella “rivoluzione culturale” realmente necessaria per combattere (e sconfiggere) il fenomeno mafioso che, come diceva Giovanni  Falcone, “è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine” una fine che purtroppo il nostro Paese non ha ancora conosciuto, nonostante i morti, nonostante le stragi, ma allo stesso tempo un fenomeno che l’Italia ha il dovere di sconfiggere non fosse altro per evitare che la morte di Falcone, così come quella di Peppino Impastato, Pio la Torre, Placido Rizzoto e molte e molti altri siano, anni dopo, risultate inutili.

Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola e le comuniste e i comunisti non hanno paura, e lo vogliono scrivere e gridare che la mafia è una montagna d merda. Facciamo in modo che il 23 maggio sia ogni giorno, che la lotta alle mafie tutte sia un compito che ci assumiamo come collettività e che la memoria dei martiri della lotta alle mafie sia onorata non solamente dalle periodiche commemorazioni ma dal comportamento di ognuna e ognuno di noi.

23 maggio 2021

BREVETTI SUI VACCINI, VITTORIA AL PARLAMENTO EUROPEO. IL 21 MAGGIO 2021 IN PIAZZA A ROMA

Pubblicato il 20 mag 2021

È stato approvato ieri un emendamento dal parlamento europeo presentato dal nostro gruppo La Sinistra (Gue) per l’appoggio alla richiesta di India e Sud Africa di sospensione dei brevetti sui vaccini. L’emendamento approvato è inequivocabile:

“invita pertanto l’UE a sostenere l’iniziativa presentata da India e Sud Africa in seno all’Organizzazione mondiale del commercio, con la quale si richiede una sospensione temporanea dei diritti di proprietà intellettuale relativi ai vaccini, alle attrezzature e alle terapie per far fronte alla COVID-19 ed esorta le società farmaceutiche a condividere le proprie conoscenze e i propri dati attraverso il pool di accesso alle tecnologie (C-TAP) relative alla COVID-19
dell’Organizzazione mondiale della sanità”.

È una prima crepa rispetto alla posizione disumana tenuta dalla Commissione Europea che finora all’Organizzazione Mondiale del Commercio si è schierata a protezione delle multinazionali farmaceutiche.

Si tratta di una grande vittoria dopo mesi di campagna che abbiamo portato avanti come sinistra radicale insieme a scienziati, medici, associazioni, sindacati. Va ringraziato il nostro gruppo parlamentare La Sinistra, in particolare Miguel Urban, Manon Aubry e Marc Botenga, per questo risultato. Il parlamento ha votato ma non è scontato che la Commissione Europea segua l’invito del parlamento.

Domani 21 maggio e sabato 22 manifesteremo a Roma per il diritto alle cure e ai vaccini in concomitanza del G20 a cui parteciperà Ursula von der Leyen.
Il concentramento è previsto a Roma venerdì 21 ore 15 via San Pancrazio angolo via del Vascello e sabato 22 in Piazza della Repubblica.

Proseguiamo la raccolta sull’Ice “nessun profitto sulla pandemia” con l’obiettivo di 1 milione di firme.
La sconfitta del virus sarà possibile solo se l’intera umanità sarà vaccinata.

Va denunciato che contro l’emendamento e in difesa dei profitti delle multinazionali hanno votato a Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Italia Viva.

Maurizio Acerbo, Segretario nazionale
Rosa Rinaldi, responsabile sanità, Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

STOP BREVETTI, BASTA CON IL FUMO NEGLI OCCHI: DRAGHI SI SCHIERI PER IL SI’!

Comitato Italiano ICE, Iniziativa dei Cittadini Europei

Right2cure – No profit on pandemic

Diritto alla Cura                                                                                                   

STOP BREVETTI, BASTA CON IL FUMO NEGLI OCCHI: DRAGHI SI SCHIERI PER IL SI’!

COMUNICATO STAMPA

Milano, 19 maggio 2021. “Esprimiamo forte preoccupazione per la pressoché totale assenza di riferimenti alla sospensione dei brevetti sui vaccini nella bozza di dichiarazione per il Global Health Summit  di venerdì a Roma,   organizzato dal G20 e dalla Commissione Europea. Occorre che dall’incontro esca un netto sì alla proposta presentata, ormai da oltre sei mesi, da India e Sudafrica al WTO e rilanciata dal presidente USA Biden; proposta resa ancora più urgente dall’aggravarsi inarrestabile della situazione in molti Paesi, tra i quali proprio l’India, che, come avevamo già anticipato, non può più garantire l’approvvigionamento di vaccini ad altre nazioni, comprese quelle del primo mondo che ne hanno fino ad ora beneficiato, dovendo prima di tutto utilizzarli nel proprio Paese.” è quanto dichiara il Comitato Italiano della Campagna Europea -Right2Cure #NoprofitOnPandemic,  a cui hanno aderito ad oggi, 110 realtà associative, fra cui  i principali sindacati, impegnate nella raccolta di un milione di firme, che in base alla normativa ICE, Iniziativa Cittadini Europei, può “costringere” la Commissione Europea a rimettere in discussione la propria opposizione alla moratoria sui brevetti.

L’Italia come presidente di turno del G20  ha enormi responsabilità nelle decisioni che verranno assunte. Pensare di risolvere la situazione ricorrendo alle licenze volontarie,  lasciando alle aziende farmaceutiche la possibilità di decidere a chi concedere l’uso del brevetto e della tecnologia, non modifica l’attuale situazione e rischia di condannare a morte centinaia di migliaia di persone. Anche l’idea di finanziare un centro di produzione di vaccini in Africa è un progetto a lunga scadenza, che  non può incidere sull’attuale pandemia e non risolve la dipendenza globale dalle aziende proprietarie dei brevetti. L’unica soluzione  è liberare i vaccini dal cappio dei brevetti e realizzare i necessari trasferimenti tecnologici per consentire un significativo aumento della produzione in tutto il mondo.

“Siamo inoltre sconcertati- aggiunge Vittorio Agnoletto coordinatore italiano della Campagna #NoprofitOnPandemic – per l’assenza di risposte da parte del nostro presidente del Consiglio alla lettera che gli abbiamo inviato esattamente un mese fa, il 19 aprile scorso, in cui gli abbiamo chiesto di sostenere la sospensione dei brevetti in seno alla Commissione Europea e al WTO: non può ignorare la richiesta di 110 organizzazioni che rappresentano milioni di cittadini italiani! Nessuno in Italia pensi di essere “al sicuro”, perché ci stiamo vaccinando; infatti, essendo stato vaccinato soltanto lo 0,3% della popolazione dei Paesi a basso reddito, il virus continuerà a diffondersi e a mutare e  la pandemia, con tutte le sue varianti, continuerà a imperversare, con conseguenze inimmaginabili anche in Europa e nel cosiddetto primo mondo!”

Non è più tempo di dichiarazioni ambigue e fumose come, ultima in ordine di tempo, quella del vertice di Parigi sulle economie africane, in cui tutti i paesi partecipanti, fra cui l‘Italia con Draghi, avrebbero chiesto che siano tolti i brevetti sui vaccini contro il Covid-19, secondo quanto riferito dal  presidente francese, Emmanuel Macron, nella conferenza stampa finale. Un condizionale d’obbligo, perché nessuna dichiarazione ufficiale è arrivata dal presidente del Consiglio italiano.

Ufficio Stampa – Carmìna Conte – cell. 393 1377616 https://noprofitonpandemic.eu/it  “Diritto alla Cura, nessun profitto sulla pandemia”

Rifondazione: con Mimmo Lucano la legge NON è uguale per tutti

Lascia interdetti, dopo i vari proscioglimenti già acclarati, che la Procura di Locri, continui a tentare di perseguitare Mimmo Lucano proponendo per lui una pena di oltre 7 anni.

Reati inesistenti che però denotano la volontà di screditare l’attività il lavoro di chi, per scelta ideale, ha portato avanti la strada dell’accoglienza degli ultimi chiedendo di condannarlo alla galera, come per dire “chi rispetta i diritti degli ultimi” va considerato fuorilegge.

Una richiesta – e ci assumiamo la responsabilità politica di affermarlo – a cui non è estranea la scelta di Mimmo Lucano di candidarsi al fianco di Luigi De Magistris per combattere, dalla Regione, la corruzione e la criminalità organizzata in Calabria.

Rifondazione Comunista resta al fianco di Mimmo Lucano e continuerà ogni giorno a ribadire quanto da lui affermato: “se per salvare persone ho infranto leggi, lo rifarei ancora”.

Perché a Riace si sono infrante le leggi che prevedono di far primeggiare l’odio e il diritto allo sfruttamento e Mimmo ha fatto ciò che dovrebbe fare qualsiasi amministratore.

Nell’augurarci che i giudici facciano prevalere la carta costituzionale e non le convenienze politiche restiamo a domandarci: che paese è quello che assolve un ministro che sequestra persone e istiga all’odio contro chi salva le vite e condanna uomini di pace come Mimmo Lucano?

Non quello in cui vogliamo vivere.

Maurizio Acerbo, Segretario nazionale

Stefano Galieni, Responsabile immigrazione PRC-S.E.