Categoria: Politica

PRESIDIO PER SANITA’ PUBBLICA E “VACCINO BENE COMUNE”

PRESIDIO PER SANITA’ PUBBLICA E “VACCINO BENE COMUNE” 
VIGEVANO – PIAZZA  DUCALE 43 (androne CARIPARMA)
DOMENICA 18 APRILE 2021 – ORE 9:30 – 12:30
COMPAGNE E COMPAGNI, VI ASPETTIAMO!
Circolo Hugo Chavez Frias

Partito della Rifondazione Comunista

LE RADICI E LE ALI

TESSERAMENTO PRC 2021

Care compagne e cari compagni, abbiamo iniziato il tesseramento 2021.

Questo è un anno molto importante: sono 100 anni dalla nascita del PCd’I, 30 anni da quella del Partito della Rifondazione Comunista e 20 anni dai fatti di Genova 2001. Sono anniversari che rappresentano un’occasione per ricordare e -soprattutto- per sviluppare iniziative di studio approfondimento e sviluppo della nostra proposta politica, considerando che il 2021 sarà anche l’anno del nostro prossimo congresso.

La tessera dedicata ad Antonio Gramsci è emblematica di queste importanti ricorrenze e circostanze.

Rispetto al contesto politico-sociale, vi proponiamo alcuni stralci dell’appello approvato all’unanimità dalla Direzione Nazionale del PRC-SE del 17/03/21. 

<<… La sindemia del Covid, che ha la sua origine nella devastazione ambientale e che è stata pesantemente amplificata dalla gestione privatistica di sanità e industria farmaceutica, sottolinea la necessità di modificare urgentemente e radicalmente lo stato di cose presente. Occorre cambiare direzione, non tornare a prima!

Il governo Draghi esprime la convergenza di centrodestra, centrosinistra e movimento 5 stelle attorno alle politiche neoliberiste. Non si tratta di una novità assoluta: le diversità tra i poli politici oggi esistenti hanno il loro baricentro all’interno del “pensiero unico”. Il bipolarismo è servito principalmente a espungere la rappresentanza delle classi popolari e dei loro interessi dal sistema politico, a sostituire l’alternanza all’alternativa.

In questo contesto è maturato un distacco tra popolo e istituzioni rappresentative che mette a rischio lo stesso quadro democratico. Crisi sociale e democratica si intrecciano pericolosamente.

Il principale elemento di controtendenza, in questa situazione altrimenti desolante, è costituito da un esteso tessuto di pratiche sociali, culturali e politiche – in cui siamo quotidianamente impegnate/i anche noi di Rifondazione Comunista – che alimenta dall’esterno del Parlamento il conflitto di classe e ambientale, la dialettica sociale e democratica, il mutualismo e la solidarietà, le pratiche femministe e le campagne per la pace e per i diritti, contro ogni discriminazione e razzismo.

Vi sono reti, intelligenze e soggettività – associazioni, comitati, settori sindacali conflittuali, movimenti, partiti, liste ed esperienze civiche legate al territorio – che operano positivamente senza però avere quel profilo politico comune che è necessario al fine di costituire uno stabile punto di riferimento per le classi popolari e per larga parte del Paese. … 

Si tratta di aprire una nuova fase … che porti alla costruzione, tanto difficile quanto necessaria, di una soggettività che da sinistra, insieme a forze ambientaliste e civiche, si batta per l’alternativa alla barbarie neoliberista e ai poli politici oggi esistenti… il tempo è ora!>> 

Anche localmente sentiamo forte l’esigenza e la necessità di costruire un’opposizione sociale di sinistra all’arroganza del governo leghista e delle destre a partire dall’emergenza epidemiologica e dalle questioni sociali, ambientali e democratiche, insieme alle forze ambientaliste, giovanili e civiche.

In quest’ultimo anno siamo stati gli unici a mobilitarci nelle piazze e sui social per denunciare le malefatte della giunta lombarda e dei governi nazionali, per difendere la sanità pubblica e il diritto alla salute, a partire dal diritto al “vaccino bene comune”, libero dalla proprietà intellettuale delle multinazionali del farmaco.

Il 2020 è stato soprattutto importante localmente per due motivi:

  • perché ha visto l’adesione e la costituzione di un nutrito gruppo di Giovani Comuniste/i nella nostra provincia, in particolare a Vigevano e Mortara. I nostri giovani compagne/i hanno portato letteralmente una nuova vitalità nel Circolo per il loro protagonismo, il loro attivismo, la loro passione e simpatia (vi trasmetteremo le loro prossime iniziative, per ora vi alleghiamo la loro tessera);
  • perché abbiamo ottenuto un buon successo elettorale nonostante la scarsità di mezzi, le difficoltà epidemiologiche, il ricatto del voto utile (cosa ne è rimasto del pericolo delle destre ora che il pd e i cespugli sinistrorsi governano palesemente con razzisti, omofobi, fascisti al servizio delle neoliberismo?). Nonostante tutto abbiamo ottenuto visibilità, ascolto e aumento di voti anche se la qualità non si è tradotta in quantità, cioè in rappresentanza consiliare. Il merito va anche all’impegno del nostro compagno Roberto Guarchi che ci ha rappresentato egregiamente, sempre e in tutti gli ambiti, per competenza, credibilità, coerenza e tensione ideale. Per questi motivi lo ringraziamo in modo fraterno e sentito. 

Care/i compagne/i iscritte/i e simpatizzanti, vi chiediamo di rinnovare l’iscrizione o di iscrivervi perché c’è bisogno della partecipazione, delle idee e del protagonismo di tutte/i, secondo le disponibilità di tempo di ognuno.

Per essere espliciti, non vi chiediamo di trasformarvi tutte/i in attiviste/i, anche la semplice adesione rappresenta un importante sostegno al  progetto politico che condividiamo.

Pensiamo che la condivisione di un progetto politico sia altrettanto importante perché serve a “mantenere la barra”, a superare quel senso di smarrimento, di inquietudine, di isolamento che, in questo contesto di barbarie, spesso proviamo; quindi serve anche ad uscire dalla solitudine e a sentirci parte di una comunità solidale: divisi siam canaglia, uniti siamo tutto!

Ultimo ma non secondario, l’iscrizione rappresenta una fonte indispensabile di autofinanziamento per la nostra agibilità politica.

Grazie, compagne/i! Speriamo di rivederci presto in presenza, nel rispetto delle procedure Covid, per le prossime iniziative pubbliche, politiche e conviviali.

Saluti fraterni.

I compagni della Segreteria del Circolo Hugo Chavez Frias di Rifondazione Comunista – Vigevano  

Essere giovani comunisti/e

Iscriversi alla giovanile comunista significa lottare a favore della giustizia sociale e dell’eguaglianza. Significa schierarsi dalla parte degli ultimi, della difesa dei diritti, del lavoro e dell’ambiente. Essere comunisti significa impegnarsi per la pace e l’autodeterminazione dei popoli. Comunista è chi vuole cambiare la società, per creare un’umanità nuova fatta di progresso, giustizia e solidarietà.

https://www.giovanicomunisti.it/iscriviti/

Oltre la provvisorietà

Pubblicato il 12 apr 2021

Loredana Fraleone*

Gli scienziati hanno individuato, ormai da anni, le cause della diffusione di nuovi patogeni pericolosi, che si sviluppano a causa del cambiamento climatico, l’urbanizzazione, l’invadenza di ambienti naturali e l’avvicinamento delle popolazioni agli animali selvatici, gli allevamenti intensivi, gli scambi internazionali sempre più intensi.

Il premio Nobel Joshua Lederberg, rettore della Rockefeller University ha dichiarato: “L’unica più grande minaccia al continuo predominio dell’uomo sul pianeta è il virus”.

Che questi avvertimenti non siano stati ascoltati fino alla diffusione del coronavirus, è un fatto grave, ma lo è ancora di più che la pandemia venga affrontata, non solo in Italia, come fosse un evento eccezionale, quando ormai innumerevoli studi prevedono altre diffusioni di virus sconosciuti. Siamo di fronte a una colpevole rimozione di eventi prevedibili e soprattutto delle cause che sono alla base di questi fenomeni. La ricerca del profitto, si sa, non si mette in discussione di fronte a niente e non guarda al futuro, l’accumulazione si fa qui e ora.

I guardiani del profitto, infatti, di centrodestra e di centrosinistra, stanno mettendo in campo provvedimenti parziali ed estemporanei, pur di non mettere in discussione un modello di società che fa acqua da tutte le parti, come dimostra anche la vicenda dei brevetti sui vaccini. Da qui la necessità e la possibilità che si sviluppino movimenti, che partendo magari da aspetti specifici mettano in discussione questo modello e ne contrastino l’andamento disastroso. Vi sono alcuni segnali in questa direzione, in particolare rispetto alla sanità e alla scuola, dove le contraddizioni e la confusione della gestione nazionale e regionale appaiono più evidenti e lesive di diritti percepiti ancora come universali.

Da un anno a questa parte vi sono stati provvedimenti improntati alla provvisorietà, che non solo non fanno i conti con gli scenari futuri, ma non soddisfano, per quanto riguarda le scuole in particolare, neanche la sicurezza di chi le frequenta, dagli alunni e studenti al personale docente e ATA, stante l’assenza di provvedimenti strutturali. Il composito movimento che si è sviluppato sulla scuola ha rischiato e rischia di dividersi su bisogni apparentemente contrapposti, quello della sicurezza e quello della didattica in presenza, elementi da tenere saldamente insieme, valorizzando le comuni rivendicazioni, sulle risorse, la riduzione del numero degli alunni per classe, l’edilizia, i trasporti e quant’altro.

Dallo scorso anno circolano piattaforme che hanno in comune questi punti fondamentali, sui quali è veramente possibile costruire un fronte molto largo, che potrebbe comprendere i sindacati confederali e quelli di base, anche se il credito concesso a Draghi, da parte dei primi, sembra un ostacolo di non poco conto al momento. Prezioso è il lavoro di tutti i soggetti associativi che non si sono lasciati narcotizzare dall’esponente del capitale alla guida del governo e dal ministro di fede confindustriale. Questa terribile pandemia ci sta mostrando che se chi detiene il potere economico e politico continua ad agire ancora indisturbato, è perché è riuscito a dividere chi avrebbe interessi comuni, ad addormentare le coscienze, a diffondere un senso d’impotenza. È con l’unità e con la lotta che si può invertire la devastante tendenza in atto. Dovremmo riflettere a fondo su questo e non cadere nella trappola del tutti a scuola nessuno a scuola, mettendo oggettivamente in subordine le misure indispensabili per una scuola davvero sicura e il rilancio della sua efficacia per garantire il diritto allo studio per tutte e tutti.

*Responsabili Scuola Università Ricerca PRC/SE

“L’invasione nazifascista della Iugoslavia: è ora di chiedere perdono”

Fonte Anpi: https://www.anpi.it/articoli/2454/linvasione-nazifascista-della-iugoslavia-e-ora-di-chiedere-perdono

6 Aprile 2021

Video del Presidente nazionale ANPI, Gianfranco Pagliarulo, per l’80° anniversario dell’invasione della Iugoslavia che ha avuto inizio il 6 aprile 1941

“6 aprile. Sarebbe tempo di chiedere perdono.
Oggi, 80 anni fa. 6 aprile 1941. La Germania nazista, seguita a ruota dall’italia fascista e dall’Ungheria, stato fantoccio del Terzo Reich, invadevano la Jugoslavia. Fu l’inizio di una catastrofe. Scrive lo storico Davide Conti: “Al termine della guerra i danni complessivi denunciati dalla Jugoslavia alla Conferenza per le riparazioni di Parigi ammontarono a 9 miliardi e 145 milioni di dollari di danni materiali e 1.706.000 morti, pari al 10,8% della popolazione totale”.

Sarebbe tempo di chiedere perdono.

Da una testimonianza di un ufficiale italiano dell’epoca: “Si procede a fucilazioni di massa e la frase “gli italiani sono diventati peggiori dei tedeschi si sente dappertutto”.

Sarebbe tempo di chiedere perdono.

In un appello lanciato da Eric Gobetti e sottoscritto da più di 130 storici e tanti istituti culturali si afferma: “L’80 anniversario sarebbe l’occasione ideale per farsi carico della responsabilità storica di pratiche criminali che erano il frutto di una logica politica fascista e nazionalista che noi oggi fermamente condanniamo, in nome dei valori costituzionali che fondano il patto di cittadinanza democratica”.

Sarebbe tempo di chiedere perdono.

Il macello jugoslavo, Mussolini lo aveva promesso. Nel lontano 1920 a Pola affermò: «Di fronte a una razza come la slava, inferiore e barbara, non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. Il nostro imperialismo vuole raggiungere i giusti confini segnati da Dio e dalla natura, e vuole espandersi nel Mediterraneo. Basta con le poesie. Basta con le minchionerie evangeliche».

Sarebbe tempo di chiedere perdono.

I criminali di guerra italiani sono rimasti impuniti, perché in Italia non c’è stata nessuna Norimberga.

Sarebbe tempo di chiedere perdono.

Alle 17 di oggi si apre la mostra promossa dall’Istituto Parri sull’invasione della Jugoslavia. Il titolo è tutto: A ferro e fuoco.

Sarebbe tempo di chiedere perdono.
Il presidente della repubblica italiana e il presidente sloveno a luglio dell’anno scorso hanno deposto una corona di fiori al Monumento dei Quattro Martiri sloveni fucilati il 6 settembre 1930. Un segnale di umanità. Oggi è l’anniversario dell’invasione. Lubiana diventa una provincia del Regno d’Italia. Si avvia una irrefrenabile spirale di sangue. Alcune stime: 4000 ostaggi sloveni fucilati, 1900 torturati o arsi vivi, 1500 degli internati nell’isola di Arbe – civili e non militari – deceduti, migliaia di internati a Gonars, in Veneto, in altre regioni. È tristemente nota la circolare del generale Mario Robotti “si ammazza troppo poco” e l’affermazione del generale Gastone Gambara a proposito del campo di Arbe: “Logico e opportuno che campo di concentramenti non significhi campo di ingrassamento. Individuo malato uguale individuo che sta tranquillo”.

Sarebbe tempo di chiedere perdono.

Il 7 dicembre 1970 il cancelliere tedesco Willy Brandt si inginocchiava davanti al monumento alle vittime del ghetto di Varsavia. In Italia c’è chi rimuove la storia. Come se non fosse mai successo. O, se è successo, come se fosse giusto, normale, dovuto.
Fascisti di ieri e silenzi di oggi.

È tempo. È tempo di chiedere perdono”.

Gianfranco Pagliarulo – Presidente nazionale ANPI
6 aprile 2021

In attesa fucilazione ostaggi Jugoslavi

RIFONDAZIONE: VIA LIBERA ALLE TRIVELLE CON IL MINISTRO DELLA FINZIONE ECOLOGICA. E’ PER FARE QUESTO CHE GRILLO HA DETTO SI A DRAGHI?

Come avevamo previsto la transizione ecologica era solo fuffa.

Ha ragione il Forum H20 che propone di ribattezzare quello di Cingolani come Ministero della Finzione Ecologica.

Il neo ministro dà il via libera a nuovi 11 pozzi di idrocarburi.

Ma non dovremmo ridurre l’utilizzo di fonti fossili per combattere il mutamento climatico?

Sorge una domanda: è per fare queste cose che Grillo ha detto sì al governo Draghi?

Dopo aver abbandonato la lotta No Tav in Val di Susa e quella No Tap in Puglia ora è la volta di quella no triv?

Non diciamo niente al PD che è sempre stato dalla parte dei petrolieri, con o senza Renzi. Ricordate lo Sblocca Italia?

Maurizio Acerbo, segretario nazionale 

Elena Mazzoni, responsabile ambiente

Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Nonostante la propaganda di Fontana – Moratti – Bertolaso, non sta andando tutto bene.

Nella nostra regione il numero dei decessi non accenna a diminuire, segno che le persone fragili e anziani non sono state ancora vaccinate.

Il numero di contagiati continua a essere alto.

Continuano i problemi legati alla pessima gestione degli appuntamenti con persone ultraottantenni che non vengono contattate o vengono spedite a decine di chilometri di distanza”.

Anche nella nostra provincia la situazione non accenna a migliorare, sono ancora pochi i centri vaccinali e molti dei nostri anziani non sono stati vaccinati.

la campagna vaccinale è gestita in maniera disastrosa e la regione Lombardia è maglia nera per i decessi. Serve un nuovo modello di sanità, quella attuale ha fallito. Il dramma che viviamo lo dimostra”.

Continuiamo a chiedere il Commissariamento della Sanità Lombarda, 10 aprile giornata di mobilitazione regionale per:

  • Più trasparenza sulle modalità di vaccinazione
  • Revocare i brevetti su vaccini
  • Abrogazione della legge regionale 23 (quella che regolamenta la sanità   Lombarda)
  • Commissariamento della Sanità Lombarda

Nella nostra provincia terremo due iniziative:

  1. Pavia piazza della Vittoria dalle ore 10
  2. Casorate Primo piazza Contardi dalle ore 10

 Coordinamento provinciale Pavese per la difesa della sanità pubblica

Acerbo (Prc-Se): il Papa definisce scandalosa la politica del governo Draghi

Il messaggio urbi et orbi di Papa Francesco costituisce un pesante atto d’accusa verso la politica del governo Draghi e più in generale dei paesi occidentali.

Il Papa ha invocato l’internazionalismo dei vaccini ma purtroppo gli USA e l’Unione Europea sono schierate dalla parte delle multinazionali contro i poveri del pianeta.

Dato che la Commissione Europea al Wto parla anche a nome dell’Italia il nostro governo è corresponsabile del no alla sospensione dei brevetti che consentirebbe la produzione a basso costo.

La destra bloccherebbe pure lo striminzito programma Covax e Draghi si è detto contrario all’invio in Africa dei vaccini.

Il Papa ha definito scandaloso accumulare arsenali di armamenti mentre in Italia il governo Draghi e anche l’opposizione di destra decidono di stanziare 17 miliardi del Recovery Fund per spese militari.

E meno male che la maggior parte dei tecnici e politici si dicono ferventi cattolici ed estimatori del Papa!

Noi siamo coerenti difensori dei principi di laicità e avremmo preferito che a Pasqua le chiese fossero chiuse ma che il Recovery Fund non sprecasse 17 miliardi in armamenti durante la pandemia. 

Maurizio Acerbo, segretario nazionale Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Rifondazione: intercettare giornalisti indipendenti e avvocati, ecco il partito di Minniti

L’inchiesta che ha portato ad intercettare giornalisti e avvocati, attuata dalla procura di Trapani è partita nel 2017, su pressione del “Servizio Centrale Operativo”, alle dipendenze del Ministero dell’Interno.

Allora al Viminale c’era il Pd di Marco Minniti e non Salvini. Un ministro che urlava al “rischio per la democrazia” causato dai richiedenti asilo, che firmava accordi con il governo libico con cui si finanziavano i lager per migranti, che combatteva con ogni mezzo necessario il lavoro delle ong.

L’inchiesta ha permesso di intercettare giornalisti che, senza ipotesi di reato a carico, si sono visti depositare le proprie intercettazioni, (30 mila pagine), che hanno messo a rischio le proprie fonti che comprovavano i crimini commessi dalle milizie.

Si è posto un freno non solo al diritto di informare ma anche ai vincoli di riservatezza che legano avvocati e assistiti, le cui conversazioni, non inerenti ad alcuna indagine, sono oggi agli atti.

Un vero e proprio attacco alla democrazia che ci fa dire: come si fa a chiamare all’alleanza antifascista con chi dei fascisti utilizza gli stessi metodi?

Il sagace comico Crozza, nel settembre 2017, imitando l’allora ministro, lanciò una frase premonitrice “Non possiamo lasciare il fascismo ai fascisti”

Aveva ragione, come  Rifondazione Comunista, lo ribadiamo: se si è antirazzisti e se non si  vuole essere  complici delle stragi in mare, non si può avere nulla a che fare con un simile ex ministro e col partito che ne rivendica il ruolo.

Tutta la nostra solidarietà e appoggio a chi, malgrado il silenzio complice di centro destra e sedicente centro sinistra, continua a stare dalla parte degli ultimi

Maurizio Acerbo, segretario nazionale

Stefano Galieni, responsabile immigrazione PRC-S.E.

Vergogna governo Draghi

Paolo Ferrero

Il 23 di marzo, al Consiglio dei diritti Umani delle nazioni Unite, l’Italia ha votato contro una risoluzione che chiedeva di rimuovere l’embargo economico a Cuba.

Che vergogna governo Draghi, indegno di rappresentare un paese che un anno fa, il 21 marzo 2020 riceveva i 53 medici della brigata cubana che sono venuti ad aiutarci nel momento peggiore della prima ondata del COVID.

Vergogna governo Draghi, vergogna!

E grazie ancora compagne e compagni cubani.

Ancora scandali nella sanità lombarda: adesso basta!

La pretesa “eccellenza” nella sanità lombarda si dimostra ogni giorno di più una vera e propria “bufala”.

Ci sono gravi ritardi nella distribuzione dei vaccini e si registra una grande disorganizzazione per cui gran parte degli “over 80” sono ancora ad di fuori della possibilità di vaccinarsi.

In sostanza, ad oggi, solo il 9 per cento degli abitanti della provincia di Pavia è stato vaccinato, nonostante le continue promesse di Bertolaso e della Regione Lombardia, per non parlare delle persone “over 80” chiamate a vaccinarsi in ospedali lontani dalla propria abitazione, o dei vaccini arrivati senza avvertire gli interessati con il rischio di scongelarli.

A tutto ciò si aggiunge la notizia dell’arresto del direttore generale della Asst Pavia Michele Brait accusato di turbativa d’asta per l’appalto delle ambulanze (due milioni e 300 mila euro ad una cooperativa di Pesaro)

Ovviamente, come si dice in questi casi, bisogna lasciare lavorare la magistratura, ma, al di là dell’aspetto legale, alcune questioni sono evidenti: secondo l’accusa la cooperativa dei fratelli Antonio e Francesco Calderone, amministratore di fatto della stessa, impiegava manodopera sottopagata facendo passare per volontari i dipendenti, ambulanze non sanificate (gravissimo soprattutto in periodo Covid), ambulanze senza una sede (trovata solo successivamente a Mede in modo insufficiente) e parcheggiate, nelle ore morte, sulle strade o in luoghi nascosti.

La gara d’appalto sarebbe stata predisposta in modo tale da provocare l’esclusione delle varie “Croci” locali: da qui appunto l’accusa di “turbativa”.

Brait ha ignorato 46 violazioni del servizio (31 arrivate nel periodo di prova, per cui avrebbe dovuto revocare l’appalto).

La Cgil già tre anni fa era intervenuta per l’aspetto del “profilo anomalo” degli addetti della cooperativa “First Aid One” di Pesaro. Brait ha ignorato tutto ciò e ha continuato imperterrito con la ditta in questione.

La cosa non ci stupisce in quanto Brait è il medesimo che ha tagliato i Pronto soccorso di Mortara e Mede, oltre ad aver voluto altri ridimensionamenti della sanità pubblica con la conseguenza di favorire i profitti della sanità privata.

Del resto è stato il “braccio” della Regione Lombardia per i tagli ed è stato premiato, oltre al cospicuo stipendio di 150 mila euro all’anno, con altrettanti cospicui “bonus” di 100 mila euro per “aver raggiunto gli obiettivi” e cioè le chiusure e i ridimensionamenti.

Diciamo basta a questo tipo di politica che abbiamo sempre contestato con manifestazioni, presidi, volantinaggi!

Basta con gli scandali nella sanità lombarda: Formigoni, l’assessore regionale Mantovani, adesso Brait, cosa si aspetta ancora?

Occorre commissariare la sanità lombarda.

Piero Rusconi e Giuseppe Abbà

Federazione provinciale del Partito della Rifondazione Comunista