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“Lasciar parlare la scienza. Far tacere lo scientismo”. Intervista a Fabrizio Chiodo, scienziato team studiosi del vaccino cubano Soberana

10 dicembre 2021

A cura di Alba Vastano –

In una splendida cornice naturale posta fra il Mar dei Caraibi, il golfo del Messico e l’Oceano Atlantico sorge l’isola di Cuba, una Repubblica socialista.
È in questa terra, baciata da una spettacolare natura, che da oltre sessanta anni sulla popolazione cubana persistono misure disumane messe in atto dall’imperialismo statunitense.
L’embargo, noto come il ‘bloqueo’, commerciale, economico e finanziario è stato imposto dagli Stati Uniti subito dopo la Rivoluzione castrista allo scopo di ridurre la popolazione alla fame, impedendo l’acquisto di alimenti. Solo Trump, dall’inizio della pandemia ha emanato 243 misure contro l’economia dell’isola e ad oggi, con Biden, sono ancora in vigore. La finalità di queste misure è disumana, perché lede tutti i diritti di un popolo che chiede solo la libertà essere autonomo dai poteri imperialisti che dilagano e soggiogano buona parte dei popoli. Ma a Cuba le misure disumane sono esponenziali.

Nonostante questi infami soprusi, la ricerca scientifica a Cuba ha livelli altissimi e prestigiosi. Grazie ad un team internazionale di scienziati ricercatori e tramite varie fasi di studi e ricerche Cuba è il primo paese al mondo ad esser coperto per oltre il 90% della popolazione dalla vaccinazione anti- Covid, sebbene da Washington siano partite drastiche misure di opposizione per impedire l’acquisto di siringhe per la vaccinazione e boicottare la risoluzione di molti altri problemi sorti in fase di sviluppo del vaccino. I candidati vaccinali cubani sono 5: 2 del CIGB- Abdala e Mambisa/ 3 dell’istituto Fnlay: Soberana 01, Soberana 02 e Soberana Plus. Di questi 5 , al momento, 3 sono diventati vaccini: Abdala, Soberna 02 e Soberana Plus. Sulle fasi di sperimentazione, della composizione del vaccino Soberana e dell’efficacia sperimentata in 3 fasi, nell’intervista che segue, fa il punto un giovane scienziato italiano, Fabrizio Chiodo, che sta dedicando la sua professionalità e il suo impegno, affinché questo vaccino, con brevetto pubblico e libero da ogni profitto, al contrario dei vaccini Big Pharma, arrivi in Italia e possa essere diffuso in tutto il mondo.

Alba Vastano: Fabrizio, direi di iniziare l’intervista presentandoti ai lettori, anche se sono in molti, ormai, a conoscerti. Quali i tuoi studi e le tue ricerche, qual è la tua specifica professione e i tuoi progetti nel campo professionale?

Fabrizio Chiodo: Mi sono laureato in Chimica e Tecnologie farmaceutiche, dottorato di ricerca in chimica e immunologia dei carboidrati (nel contesto dei vaccini contro malattie infettive) e da anni proviamo a capire come i patogeni interagiscono con il nostro sistema immunitario per sviluppare migliori vaccini ed adiuvanti.

A.V: Il tuo iter come scienziato immunologo e l’occasione che ti ha portato a Cuba nel campo della ricerca per il vaccino cubano che oggi è una felice realtà? Il tuo iter come scienziato immunologo e l’occasione che ti ha portato a Cuba nel campo della ricerca per il vaccino cubano che oggi è una felice realtà?

F.C.: Durante il mio dottorato di Ricerca nei Paesi Baschi mi sono occupato di vaccini sintetici. I migliori nel campo e gli unici ad aver sviluppato un vaccino sintetico (di natura polisaccaridica) erano i colleghi guidati dal Prof Vicente Verez-Bencomo attuale direttore dell’ Istituto Finlay ad Havana. Il primo motivo di incontro è quindi scientifico. Cuba mi ha anche dimostrato che è possibile vedere un prodotto passare dal laboratorio alla clinica in maniera totalmente pubblica. Ed è questa la motivazione piu grande che mi lega a Cuba.

A.V: L’attuale situazione di vita economica a Cuba? Come vivono i Cubani sotto la spada di Damocle del bloqueo? Il dopo Trump con l’avvento di Biden cosa ha cambiato?

F.C.: Il bloqueo negli ultimi anni è diventato sempre più terribile: un vero e proprio strangolamento che rallenta spesso la ricerca e lo sviluppo dei vaccini e non solo. Le nuove generazioni, con la pandemia, hanno vissuto e visto in prima linea cosa riesce a fare un sistema di salute pubblico ed una biotecnologia pubblica, e questo sarà di importanza vitale per il futuro. Biden? Un conservatore nei confronti di Cuba, molto legato a dinamiche di Miami. Non vedo alcuna differenza con Trump nei confronti di Cuba. Biden ha provato due “psuedo colpi di Stato” a Luglio e Novembre, in piena pandemia. Direi non proprio un gesto di apertura, ma quasi un gesto criminale.

A.V.: Come hai vissuto questa esperienza così importante che immagino ti abbia dato molte soddisfazioni anche personali con i colleghi del tuo team?

F.C.: I miei colleghi dell Istituto Finlay mi hanno sempre considerato parte integrante del loro Team, condividendo con me l’intimità di un risultato scientifico e quella su temi anche molto personali. Ed è un legame reciproco.

A.V: Come nasce il vaccino cubano Soberana a cui tu hai contribuito come esperto nelle tecnologie del farmaco e immunologo. Sappiamo che non è un vaccino a mRNA o a vettori virali e che espone il sistema immunitario a una porzione della proteina Spike. ? così? Puoi descriverne le caratteristiche?

F.C.: I cinque candidati vaccinali che si sono sviluppati a Cuba, di cui tre sono già diventati vaccini a tutti gli effetti, sono vaccini a subunità, proteici. Utilizzano un pezzo della Spike di SARS-CoV-2 adiuvata in maniera differente.

A.V.: Quando è iniziata la ricerca sul Soberana, le fasi di sperimentazione e i tempi necessari per concludere le fasi?

F.C.: Dopo le prime fasi pre-cliniche in animale, si sono svolte nei mesi tutte le fasi cliniche necessarie: fase-1, fase-2 e fase-3. A Maggio 2020 si è deciso e capito che Cuba doveva avere un piano di vaccinazione contro SARS-CoV-2. Oggi Cuba ha il 92% della popolazione con una dose, i casi ridotti a pochissimi. Sono i vaccini proteici più somministrati al mondo, e Soberana02 è l’unico vaccino disegnato pensando direttamente alla fascia pediatrica. Diciamo che da Maggio 2020 ad oggi, è stato un successo indiscutibile da parte della Biotecnologia pubblica cubana.

A.V.: Come si mantengono inalterate le proprietà e l’efficacia del Soberana per essere ben conservato?

F.C.: I vaccini proteici sviluppati a Cuba sono molto stabili a temperatura ambiente e richiedono la conservazione in frigo.

A.V.: Fra un vaccino mRNA a vettore virale e il Soberana quali sono le sostanziali differenze e quali delle due tipologie favoriscono maggiormente gli anticorpi necessari e duraturi per non essere contagiati dal virus?

F.C.: I vaccini a materiale genetico portano le informazioni alle nostre cellule per preparare frammenti del virus, mentre i vaccini proteici mostrano alle nostre cellule direttamente un frammento della spike del virus. Sulla durata dell’immunità specifica contro il virus è difficile il diretto confronto, viste le diverse situazioni epidemiologiche e misure di restrizione. Sicuramente un vaccino coniugato come Soberana02 offre la possibilità al nostro sistema immunitario di reagire con diverse armi contro il virus (anticorpi e cellule T)

A.V.: Conosci quali sono le reazioni avverse sia al vaccino cubano che al Pfizer(ad esempio). Sembra che la miocardite sia fra gli effetti più gravi che ha colpito anche molti giovani e senza patologie pregresse. E’ così?

F.C.: Nessun caso di miocardite riportato con vaccini proteici come i vaccini cubani. Le miocarditi da infezione sono cmq molto più pericolose e frequenti rispetto alla vaccinazione con vaccini a mRNA.

A.V.: Immagino che a Cuba i somministratori non siano tutelati dallo scudo penale come in Italia. Non ti sembra che questo eccesso di protezione sul personale medico, in Italia almeno, possa dare adito a sospetti sul farmaco e ad ambiguità sul declino di responsabilità?

F.C.: Non studio legge. Non so rispondere

A.V.: L’immunità cosiddetta di gregge (definizione a mio avviso impropria) è un’utopia? O possibile e a quali condizioni?

F.C.: La maggior parte dei Paesi del G20 e soprattutto G8 da alternato momenti di chiusura con momenti di apertura. Non hanno ancora vaccinato i bambini. Penso che il concetto di immunità di gregge sia svanito dopo il primo anno di pandemia. Si doveva vaccinare omogeneamente il Mondo, testare e continuare con graduali misure di contenimento. Avremmo avuto meno morti a livello mondiale.

A.V.: ‘Non sospendere i brevetti ai vaccini è un atto di guerra’. Lo dice Vittorio Agnoletto, sostenitore della campagna con Rifondazione comunista, ma i governi europei sono schierati con Big Pharma. Chi aiuterà India e Africa a uscire dall’incubo della pandemia?

F.C.: Personalmente penso che la questione brevetti sia il “guardare al dito e non guardare al sole”. Io dico che BigPharma sta solo applicando le regole del Capitalismo. Dobbiamo dire che la Biotecnologia Pubblica è l’unica alternativa per Paesi più poveri (e non solo), per evitare le diseguaglianze di cui questo sistema economico ha bisogno.

A.V.: Rispetto all’enorme profitto di Big Pharma (e non solo sui vaccini) Cuba sta dando una grande prova di autosufficienza e di umanità, nonostante sia un paese povero, causa il bloqueo. Immagino che tu, essendo parte attiva della ricerca sul vaccino cubano, ne sia molto orgoglioso e gratificato. Quali emozioni ti ha dato questo successo nella ricerca e come l’hai vissuto tornando in Italia?

F.C.: Sapevo che Cuba avrebbe avuto successo con i suoi vaccini. Quello che non mi potevo immaginare è che Cuba si trova davanti a colossi come Sanofi e GSK che hanno anche loro provato lo sviluppo di vaccini proteici. Cuba è l’unico Paese al Mondo che ha vaccinato i bambini dai due anni in su prima di aprire le scuole. Cuba ha i vaccini proteici più somministrati al Mondo. Tutto ciò è stato qualcosa di indescrivibile: vedere la curva del calo dei contagi e decessi è una continua emozione.

A.V.: A proposito di rientro in patria, hai avuto problemi, rientrando in Italia, essendo vaccinato con Soberana? Hai dovuto far ricorso ai tamponi a pagamento per aver il g.p. e accedere al lavoro?

F.C.: Soberana, cosi come Sputnik e vaccini Cina, non è riconosciuto ai fini del green pass. Da poco il Ministero ha deciso che, con una sola dose extra di vaccini a mRNA, tutti i vaccinati con vaccini non EMA potranno avere il green pass.

A.V.: E dello ‘stato di salute’ del Servizio sanitario nazionale italiano, svenduto da tempo al privato cosa ne pensi? Potresti fare un parallelo con quello cubano?

F.C.: Ho vissuto 12 anni all’estero di cui 7 in Olanda. Penso che il Servizio nazionale Italiano, per quanto massacrato dalle privatizzazioni, rimanga di alto livello. Fare un paragone con Cuba non ha senso.

A.V.: ? ormai noto che l’immunità che dà un vaccino ha una scadenza che moltissimi non considerano e viaggiano sicuri di essere immuni con il g.p. La domanda è: un vaccinato ha lo stesso potenziale di contagio di un non vaccinato e di essere contagiato?

F.C.: Non esistono risposte nette a questo tipo di domande. Se teniamo aperto, se abbiamo un 15% della popolazione che non si vaccinerà, se i bambini non sono vaccinati, se non testiamo i vaccinati, le dosi extra servono. A livello globale ovviamente le terze dosi per gli under 60 andrebbero distribuite ai Paesi più poveri, ma così non sarà.

A.V.: Oltre alla variante Delta si sta diffondendo anche la variante Omicron, con origine dall’Africa. Occorreranno nuovi vaccini? E la pandemia, a tuo avviso, quando è pensabile possa terminare e diventare endemica?

F.C.: Non sono un epidemiologo, ed al momento dobbiamo aspettare riguardo le nuove varianti. Sicuramente tenendo “alta e sveglia” la risposta immunitaria (dosi multiple o boost) anche questa variante dovrebbe subire gli “effetti” della vaccinazione. Mascherine e testing sono fondamentali. Non penso sia necessario al momento aggiornare i vaccini. Serve vaccinare il Mondo, soprattutto dove la popolazione HIV+ è molto presente. Lo proviamo a dire da quasi un anno.

A.V.: So che sei di nuovo in partenza per Cuba. Un nuovo progetto nel campo della ricerca sui vaccini bolle in pentola? Puoi svelarcelo? Grazie Fabrizio

F.C.: Sicuramente vogliamo provare in tutti modi a “portare” vaccini Cubani in Italia, non solo quelli contro SARS-CoV-2. E come linee di ricerca abbiamo sempre ottimizzato vaccini contro polmonite, trovare adiuvanti forti ed universali ed anche studio di vaccini contro il tumore. Cuba ha al momento l’unico vaccino contro SARS-CoV-2 disegnato pensando ai bambini (vaccino coniugato Soberana02) ed ha un “boost” universale che si può usare con sicurezza con dosi multiple (Soberana Plus).

Intervista a cura di Alba Vastano
Giornalista. Collaboratrice del mensile Lavoro e Salute

Anteprima del numero di dicembre del mensile Lavoro e Salute http://www.lavoroesalute.org

RIFONDAZIONE: VITTORIA DELLA DEMOCRAZIA IN VENEZUELA. BASTA CON SANZIONI USA E UE

Pubblicato il 24 nov 2021

Dichiarazione di Marco Consolo, responsabile esteri del Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea, di ritorno da Caracas:

Il Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea si congratula per la vittoria delle forze bolivariane in Venezuela.

Domenica 21 novembre si sono svolte le elezioni regionali e municipali in Venezuela. Si tratta delle elezioni numero 29 in 22 anni.

A questa scadenza elettorale erano accreditati più di 70.000 candidati di 82 formazioni politiche, di cui la maggioranza dell’opposizione, testimonianza di un grande pluralismo politico.
Ricordiamo che la parte più estremista dell’opposizione di destra è arrivata a chiedere l’intervento militare straniero e sanzioni contro la propria popolazione.
Ma il popolo venezuelano ha parlato forte e chiaro: il Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV), il partito di Chavez e Maduro, ha ottenuto la vittoria in 20 dei 23 stati e nella capitale. È una vittoria che conferma il cammino di trasformazione in atto, nonostante la dura crisi economica dovuta, in gran parte, al bloqueo e alle sanzioni USA e UE.
La destra viene castigata dal voto per la strategia distruttiva, che in questi anni non ha portato a casa nessun risultato.

L’elezione è stata seguita in loco da più di 300 “accompagnatori” internazionali.

Tra gli osservatori era presente la delegazione ufficiale della UE che ha potuto attestare il clima sereno, la piena tranquillità e trasparenza di un sistema elettorale automatizzato totalmente a prova di brogli. Una evidente smentita delle dichiarazione di Blinken a nome dell’amministrazione USA che senza inviare osservatori ha dichiarato elezioni non valide.

È ora che la UE rispetti la legalità delle istituzioni venezuelane, i risultati delle urne, la legittimità del suo governo e del suo Presidente Nicolás Maduro e prenda le distanze dal golpismo nordamericano.

Il contesto elettorale era stato preceduto dall’inizio del dialogo in Messico tra governo e opposizione, su iniziativa del governo del Presidente Maduro.
Un dialogo che purtroppo si è interrotto a causa del sequestro a Cabo Verde, da parte degli Stati Uniti, del diplomatico venezuelano e membro del tavolo del dialogo, Álex Saab.
Rifondazione Comunista esige l’immediata liberazione di Saab, il cui sequestro da parte statunitense è l’ennesimo atto di pirateria extraterritoriale, in flagrante violazione del diritto internazionale e della Convenzione di Vienna.

Allo stesso tempo, è ora di rimuovere tutte le criminali misure coercitive unilaterali che violano i diritti umani della popolazione venezuelana.

Rifondazione Comunista, si congratula con il popolo venezuelano per questa ennesima prova di democrazia nonostante l’incessante attività di destabilizzazione portata avanti dagli USA e dai loro alleati.

Il Venezuela bolivariano continua a rappresentare una speranza per i popoli che si battono per la propria liberazione. Lo capiranno il governo italiano e l’Unione Europea? O continueranno a genuflettersi agli ordini della Casa Bianca?

L’ipocrisia e la retorica al potere. Debito ecologico, debito coloniale e malsviluppo, i grandi assenti nei vertici mondiali sul clima

Giorgio Riolo

Leonardo Boff è stato tra i fondatori della Teologia della Liberazione. Una volta dismesso il saio di francescano (ci ricordiamo il 1984, giustizieri Wojtyla e Ratzinger?), è diventato uno dei più attenti e più efficaci critici del malsviluppo. La dimensione sociale e la dimensione ambientale sempre presenti nella sua critica e nelle sue proposte alternative al corso dominante capitalistico su scala mondiale.

In un recente articolo ha parlato dei grandi assenti alla COP26 di Glasgow, la Terra e la Natura. Così, da lui ispirati, usiamo la stessa metafora a proposito di altri grandi assenti.

In primo luogo, una questione di metodo. Il positivismo dominante, lo specialismo esasperato, la cultura del frammento, la mancanza di narrazione e di visione della “lunga durata”, il postmoderno, il guardarsi bene dal considerare che “nel capitalismo tutto si tiene”, la cancellazione della coscienza storica e del “presente come storia”, il neoliberismo insomma, la fanno da padrone. Il risultato è questo scenario desolante dei vertici mondiali, il G20 e la COP26 di Glasgow come ultimi esempi. Manca la possibilità della considerazione dei problemi mondiali come un tutto organico, come un tutto correlato. A malapena si mettono in relazione i problemi ambientali e climatici con i problemi sociali, con il lavoro e con il non-lavoro. Non si mette in relazione la giustizia climatica con la giustizia sociale, con la questione femminile ecc. E quando lo si fa è spesso solo come concessione retorica.

II.

Semplicemente, alla COP26 i protagonisti sono stati i rappresentanti dei governi e delle istituzioni internazionali. Con le potenti lobby delle multinazionali come convitati di pietra. Sempre attive da Rio 1992 e influenti, anche per i soldi che mettono volta a volta come sponsors. Una netta contraddizione.

I giovani, di Fridays For Future (FFF), di Extinction Rebellion e di altri organismi, i rappresentanti dei popoli e dei senzapotere del Sud Globale, dei popoli indigeni, dei movimenti ambientalisti e dei movimenti sociali, delle coalizioni popolari sui problemi ambientali e sociali, dei sindacati, delle associazioni della società civile ecc. a latere, fuori dal vertice, nelle strade di Glasgow. Solo alcuni rappresentanti di questi organismi invitati a parlare nel vertice, come ornamento ed espressione di buona volontà da parte dei potenti.

Il fallimento era annunciato. Molte dichiarazioni di principio, anche nel documento finale, ma senza piani concreti e impegni vincolanti per conseguire i fini enunciati. Ipocrisia e retorica. Il neoliberismo per definizione non tollera leggi, norme, impegni vincolanti. Anche se i dominanti mondiali non possono più negare come facevano un tempo. In questo, tra l’altro, accompagnati da negazionisti presenti là dove meno te lo saresti aspettato. L’industrialismo, il produttivismo, lo “strutturalismo”, lo scientismo, la visione ingenua del progresso ecc. hanno fatto molti danni a sinistra, partiti e sindacati. Anche in alcuni marxismi.

Naturalmente eurocentrismo e occidentalocentrismo in azione alla grande. Gli Usa e i paesi storicamente inquinatori hanno compiuto da subito la diversione di massa. Cina, India, Russia ecc. paesi additati quali responsabili del disastro ambientale e climatico e quindi del fallimento del vertice. Il fondamentalismo, il cretinismo “democratico” nostrano all’opera. Giornalisti e vari esponenti politici italiani di centrosinistra arruolati, infervorati e solerti a malinformare.

“La Cina la più grande inquinatrice del pianeta” ecc. ecc. Nessun riferimento al retroterra storico e all’ingiustizia storica accumulata. Si assisteva a qualche dibattito televisivo e spesso era un giornalista economico o un esponente politico di destra a ricordare che le emissioni si calcolano pro-capite. Come indicato da organismi seri come lo Ipcc e il Global Footprint Network (GKN). E così facendo la Cina sprofonda al 42mo posto nelle emissioni di gas serra. Paesi del Golfo, Usa, Canada, Australia ecc. diventano allora i primi inquinatori. Martina Comparelli di FFF Italia sobriamente ricordava, in uno di questi dibattiti, che la gran parte delle produzioni cinesi sono a uso e beneficio dei mercati e dei consumi occidentali. La “officina del mondo” attuale, come l’Inghilterra lo era a partire dal 1750 e per tutto l’Ottocento. Si produce e si inquina fuori, nelle periferie, si consuma allegramente nei centri. Cina e India sono in tutti i casi paesi “cattivi”.

L’accumulazione del capitale e l’accumulazione dei gas serra. Sono processi secolari. I cambiamenti climatici in corso hanno una causa attuale nei gas serra emessi in qualche ciminiera di Manchester dal 1750 in avanti o a Pittsburgh o nella Ruhr dall’inizio del Novecento. Quello che si riesce a fare come controtendenza da qui in avanti lo vedremo solo come effetto tra alcuni decenni. Almeno tra mezzo secolo.

Quasi nessuno ha fatto riferimento al GFN, la rete mondiale sulla “impronta ecologica”, e ai numerosi rapporti che tale organismo emette . Vero metro di misura di ciò che succede nel pianeta come uso e abuso delle risorse. “Il livello di vita dell’americano medio non è in discussione”, è il mantra Usa da Reagan in avanti. Il fondamentalismo americano, democratico o repubblicano, non fa differenza, è sempre in azione. Allora se consumassimo o depredassimo come uno statunitense occorrerebbero 5 pianeti terra, come un cinese 2,2, come un indiano 0,7. Dati GFN.

III.

Alcuni dati e alcuni riferimenti storici. Il Sud Globale giustamente rivendica il debito coloniale e il debito ecologico. Il colonialismo ha depredato risorse ed esseri umani. Ha sfruttato e ha sottratto ricchezza a beneficio dei paesi colonizzatori del centro, per il proprio sviluppo. Inibendo così lo sviluppo di queste aree saccheggiate.

A proposito di debito coloniale, valenti storici indiani stanno calcolando quanta ricchezza la Gran Bretagna ha sottratto all’India. Dalla East India Company al dominio diretto britannico fino all’indipendenza del 1947. Somma incredibile, enorme, se si applica l’interesse composto in tutto questo tempo trascorso.

Il debito ecologico è fortemente connesso. Non solo per quanto compiuto nel Sud Globale da parte delle potenze colonizzatrici, ma anche per l’uso indiscriminato delle energie fossili (e conseguenti emissioni) per il proprio sviluppo dal 1750 in avanti. Ora si impone ai paesi cosiddetti in via di sviluppo di fermarsi. Cina e India dicono di no. Occorre una transizione verso la fine dell’energia fossile e verso l’energia totalmente rinnovabile. Questa transizione dovrebbe essere pagata dai paesi sviluppati, colonizzatori in primo luogo. Anche il ben misero fondo per il clima promesso a Parigi nel 2015 è stato disatteso. Nessuno ha versato. Adesso si promette di raddoppiare i 100 miliardi di dollari di prima. Ma non si contempla alcuna misura vincolante. Infine occorre ricordare sempre che la differenziazione e la diseguaglianza non è solo su scala mondiale. È anche entro il singolo paese. Negli Usa il 10% più ricco emette gas serra come il 50% più povero.

Un dato storico si impone e ci aiuta a comprendere lo stato del mondo, di allora e di oggi. Esiste una gerarchia mondiale nell’uso dell’energia, diretta e indiretta, contenuta nelle merci e nei servizi. Nel 1980 un abitante Usa consumava tanta energia quanto 2 tedeschi, 3 svizzeri, 4 italiani, 60 indiani, 160 tanzaniani e 1100 ruandesi.

IV

Alcune considerazioni sempre sulla necessaria transizione. Energetica e complessivamente nella riorganizzazione capitalistica. La prima energia alternativa è il risparmio energetico. Non solo nella sfera degli stili di vita e nelle scelte individuali. È enorme l’energia che si potrebbe risparmiare con un cambiamento radicale dei processi di produzione, non solo nelle macchine, ma anche e soprattutto nella organizzazione produttiva. Anche in agricoltura e negli allevamenti, con la fine dei nefasti allevamenti intensivi. Scienza e tecnologia contemporanee soccorrono. Tutto ciò comporta enormi investimenti. Che verrebbero ovviamente ripagati nel lungo periodo. Ma le singole imprese non procedono se non sospinte entro un piano governato dal centro, istituzioni nazionali e internazionali. Allora. È interpellato il protagonismo non solo degli ambientalisti, ma di tutti i soggetti sociali, in primo luogo del mondo del lavoro (i sindacati, le lavoratrici e i lavoratori).

V.

Esiste una prospettiva. Un’esigenza. Occorre agire come soggetto sociale complessivo. Non separare ciò che non è separabile. L’auspicio è che alle mobilitazioni dei lavoratori partecipino gli ambientalisti (o loro delegazioni) e così che alle mobilitazioni sui cambiamenti climatici e sull’ambiente partecipino sindacati e lavoratori. Così si è sperimentato nei Forum Sociali Mondiali e nel movimento altermondialista. Questo è risultato più agevole nel Sud Globale, a misura delle gravi condizioni in cui si trovano quelle aree del mondo. Meno facile nei centri capitalistici. Ma è la sfida con cui le classi subalterne, i movimenti antisistemici e i partiti della sinistra alternativa del centro debbono misurarsi.

9 ottobre 1967. Il Compagno Ernesto Che Guevara veniva assassinato dai militari boliviani guidati da un agente della C.I.A.

CALENDARIO DEL POPOLO

9 ottobre 2021

Giuseppe Abbà

Quel giorno, nel villaggio di La Higuera in Bolivia veniva ucciso il Che, catturato il giorno prima durante un violento combattimento.

L’emozione nel Mondo, soprattutto tra i giovani, fu enorme. Che Guevara era diventato il simbolo della lotta rivoluzionaria per cambiare un mondo ingiusto.
Il giovane Ernesto, nato a Rosario, in Argentina, il 14 giugno 1928, nei suoi viaggi attraverso l’America Latina assieme all’amico Alberto Granado, si rese conto della tragica realtà del continente sudamericano: fame, malattie, analfabetismo, rapina delle risorse e sfruttamento spietato da parte delle multinazionali degli Stati Uniti con la complicità dei governi locali.

Maturò in questo modo convinzioni marxiste, comuniste. Giunse in Guatemala dove sostenne il governo di Jacobo Arbenz, un progressista che aveva “osato” nazionalizzare le immense proprietà della “United Fruit” per potere aiutare i contadini poveri del proprio Paese.

Nel 1954 gli Stati Uniti abbatterono il governo Arbenz con un’invasione di mercenari. Ernesto Guevara dovette riparare in Messico dove conobbe gli esuli cubani, Fidel Castro e Raul Castro. Si unì a loro nella spedizione del “Granma” che il 2 dicembre 1956 approdò sulla costa cubana di Oriente.

Dopo la prima sconfitta ad opera delle truppe del dittatore Batista, i superstiti raggiunsero la Sierra Maestra. Si sviluppò la guerriglia che ottenne l’ appoggio dei contadini. Dopo due anni di combattimenti, tra cui l’epica battaglia di Santa Clara, diretta dal Che, la guerriglia trionfò il 2 gennaio 1959.

Fu effettuata una vasta riforma agraria e Cuba si avviò, nonostante le aggressioni e il blocco ( che dura tutt’ora) degli Stati Uniti, verso il socialismo.
Il Che, dopo aver fatto il Presidente della Banca Nazionale e il Ministro dell’Industria, dopo 5 anni lascia Cuba, annunciando che “altre terre del Mondo reclamano i suoi modesti sforzi”. Con l’aiuto cubano si reca clandestinamente nel Congo (1965) per aiutare i guerriglieri lumumbisti, ma la guerra popolare non riesce a svilupparsi. Il Che si ritira per qualche tempo a Praga, quindi ritorna per qualche tempo a Cuba, senza che la cosa venga resa nota.

Riparte per la Bolivia dove, purtroppo, la guerriglia insediata nella Selva, viene accerchiata e sconfitta.
Che Guevara fu un esempio di internazionalismo proletario.
Ricordiamolo con le parole pronunciate da Fidel Castro: “il Che non è caduto difendendo altri interessi, altra causa che la causa degli sfruttati e degli oppressi di questo continente. La causa per cui il Che è morto è la causa degli umili di questa Terra”.
Ricordiamolo anche con le parole della canzone cubana “Guantanamera “( versi di José Marti’): “con los pobres de la Tierra quiero yo mi suerte echar” (con i poveri della Terra voglio lanciare la mia sorte).

Marcia della Pace Perugia-Assisi 2021. L’Italia è un Paese belligerante da trent’anni.

Marcia della Pace Perugia-Assisi 2021

L’Italia è un Paese belligerante da trent’anni.

É  secondo per soldati e mezzi inviati all’estero nelle missioni Nato dopo gli Stati Uniti.
È nono nella “top ten” mondiale per produzione di armi e sistemi d’arma.
È il quinto avamposto militare statunitense a livello globale.

I nostri porti sono un nodo strategico nella logistica dei trasferimenti di armamenti mentre Camp Darby, che si serve del porto di Livorno, è il più grande arsenale statunitense al di fuori dai confini della madre patria.

La nostra spesa militare si attesta tra i 70/80 milioni di euro al giorno in costante aumento.

In trent’anni abbiamo accumulato pesantissime responsabilità di guerra.

L’Italia non ha bisogno della Nato e dei suoi nemici inventati, delle basi e delle bombe nucleari statunitensi né di un esercito professionale concepito per l’offesa.

Servono risorse per la sanità pubblica, per la scuola, per i trasporti, per il reddito.

Ridurre le spese militari
Cambiare modello di Difesa
Uscire dalla Nato.

Andrea Ferroni, coordinatore Gc e segr. Fed. Perugia
Gregorio Piccin Responsabile Nazionale Pace

Rifondazione Comunista: Afghanistan venti anni fa iniziava la guerra infinita

Sono passati venti anni esatti dall’attacco lanciato dagli Usa in Afghanistan.

Iniziava un bombardamento che, come ormai di prassi nei conflitti armati, colpiva soprattutto le popolazioni civili e le infrastrutture di base del paese. Bin Laden, verrà poi individuato e ucciso in Pakistan, le responsabilità degli “amici sauditi” nella costruzione di Al Qaeda e nel sostegno alla strategia stragista sarà secretato.

L’obiettivo era quello di occupare un paese e di ridefinire l’assetto geopolitico dell’area spacciando l’operazione come intervento umanitario per liberare le donne dall’oppressione patriarcale talebana. A venti anni sappiamo come è andata.

Gli Usa prima e poi la Nato hanno impegnato ingenti risorse e uomini per distruggere il paese per  poi repentinamente abbandonarlo senza aver ottenuto alcun obiettivo tra quelli annunciati.

L’Afghanistan oggi è tornato saldamente nelle mani dei talebani.

Gli accordi di Doha implicavano la consegna agli ‘studenti coranici’ del paese e di poter reimporre la loro oppressione reazionaria sulle donne e sulla società, simile a quella di alleati fondamentalisti dell’Occidente come l’Arabia Saudita.

Rifondazione Comunista ricorda la data di oggi come il punto di svolta di una tragedia di cui non si vede la fine e si schiera con le organizzazioni delle donne afghane e le loro reti di resistenza, con le forze laiche che vivono oggi in clandestinità e solidarizza con un popolo che dall’occidente ha avuto solo fame, guerre e violenza

Maurizio Acerbo, Segretario nazionale

Gregorio Piccin, Responsabile pace – Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Il mondo diverso

Adriano Arlenghi

Noi non vogliamo crescere senza sogni, dice il cartello di una ragazza che sfila tra migliaia di studenti oggi, in un serpentone infinito di colori, dal Castello sino quasi a Casa Milan.

Uno striscione colorato e felice di occhi lungo due chilometri , con tanti ragazzi che corrono e ballano, alzano cartelli e inneggiano slogan ritmati.il futuro è nostro e non lo deleghiamo a nessuno, non staremo a guardare passivamente il bla bla bla della politica.

Dice un ragazzino che avrà forse sedici anni, completamente diverso nei pensieri e nei linguaggi da come eravamo noi, mezzo secolo fa. Meno ideologia, più consapevolezza, la voglia di riportare nel dibattito collettivo parole che sembravano ormai dimenticati quali, sogno, lotta, utopia, futuro. Con la convinzione profonda che il tempo sta per scadere e il cambiamento climatico globale renderà la terra un posto invivibile, se non si agisce subito in modo profondo e critico verso il sistema. Greta piccolissima dal mio punto di osservazione, ribadisce con radicalità gli obiettivi del nuovo millennio, rende trasparente la frattura con la politica.

Il futuro è nostro, urlano ora tutti a gran voce e non ce lo faremo scippare. Questa manifestazione non è una passeggiata, la nostra lotta deve essere senza compromessi. Noi siamo la generazione ribelle e vogliamo costruire dal basso, in opposizione ai grandi della Terra il tempo che verrà. Questo è molto altro nei cartelli e negli slogan, alcuni seri altri spiritosi, un poco sullo stile dei vecchi indiani metropolitani.

Vogliamo studiare cose che non sono in contrasto con l’umanità che ci sta attorno.

Diconk ancora in coro. Nel corteo c’è un po di tutto, critica al capitalismo e raccolta indifferenziata nelle scuole, desiderio di costruire un movimento capace di far inginocchiate i potenti. Sapendo che giustizia climatica e giustizia sociale viaggiano affiancati.

Tre ore lungo le vie di Milano, tra i sorrisi della gente che apre le finestre e li applaude. Riuscirà questo popolo ad introdurre sabbia nel motore dell’economia fossile oppure perderà la sua battaglia come quando milioni persone scesero in piazza in tutti i Paesi del mondo in contemporanea, per chiedere pace?

Vedremo. Per ora non rimane che sottolineare l’entusiasmo che fu anche nostro in un tempo diverso e soprattutto la ferrea convinzione od illusione che un mondo diverso sarà possibile.

Non esiste del resto un Pianeta B.

Su questo nessuno ha dubbi.

CALENDARIO DEL POPOLO: 1 OTTOBRE 1949-IL COMPAGNO MAO TSE TUNG PROCLAMA LA REPUBBLICA POPOLARE CINESE.

Giuseppe Abbà
Era il culmine di una delle più importanti rivoluzioni del Ventesimo secolo.

La Cina che, sin dalla prima metà dell’ottocento era stata preda dei vari imperialismi (inglese, statunitense, francese, tedesco, giapponese, Russia zarista) e che subiva, oltre all’oppressione semicoloniale, il dominio feudale dei grandi proprietari terrieri, la Cina preda di fame, carestie, analfabetismo, come disse Mao Tse Tung il 1 ottobre 1949,”si era levata in piedi”.

Lungo e complesso fu il percorso della Rivoluzione Cinese, dal movimento culturale del 4 maggio 1919, alla fondazione del Partito Comunista Cinese il 23 luglio 1921, ai contrastati rapporti con il Kuo Min Tang.

Il Kuo Min Tang era un partito all’inizio antimperialista che però successivamente vide prevalere la ” borghesia compradora” e i latifondisti rappresentati da Chiang Kai Shek.

La rottura con il Kuo Min Tang sfociò nel massacro dei comunisti da parte delle truppe reazionarie (Shanghai nell’aprile 1927).

I Comunisti reagirono creando nell’ agosto 1927 l’Armata Rossa. Furono liberate estese zone della Cina. Nel 1934 iniziò la “Lunga Marcia”, migliaia di chilometri percorsi in un anno per raggiungere la “base rossa” dello Shensi Settentrionale.

Seguì la Resistenza contro l’invasione giapponese con una relativa tregua con il Kuo Min Tang.

Al termine della Seconda Guerra Mondiale gli imperialisti americani e Chiang Kai Shek fecero fallire i tentativi di un governo di unità nazionale.

Riprese il conflitto sino a che tutta la Cina fu liberata, tranne l’isola di Taiwan, bloccata dalla Settima Flotta americana.

Iniziò la marcia verso il socialismo.

Fu senz’altro uno dei più grandi avvenimenti dell’epoca contemporanea.