Categoria: Giovani comunisti/e

Continuare a praticare la strada dell’alternativa, unendo i cittadini

25 Maggio 2023

Sestri Levante, Campi Bisenzio, Massa, Pisa, Ancona, Terni: alcune delle città in cui i risultati delle elezioni comunali, che si sono appena svolte, sono incoraggianti.

Sono tutti casi in cui siamo entrati in consiglio comunale e, soprattutto, tutti casi in cui questo è avvenuto con liste alternative della destra e al centro sinistra.

Questo ci sprona ad andare avanti e ci convince del fatto che la strada dell’alternativa è quella giusta. Ora spetta a noi percorrerla.

Nella provincia di Pavia abbiamo iniziato un percorso (partito con le elezioni nazionali del 2022 e proseguito con le regionali del 2023) che ha visto la candidatura di giovani e la conduzione di buone campagne elettorali, nonostante le poche risorse a nostra disposizione e il conseguente divario economico che esiste rispetto alle altre forze politiche “in campo”.

Avremo sempre come avversari quei partiti che antepongono gli interessi dei privati a quelli della nostra città.

Davanti, quindi, agli interessi di quei privati o di quelle lobby che vorrebbero influenzare i partiti, per governare la città, dobbiamo anteporre una sola cosa: i cittadini.

Proprio per questo, quindi, da qui al 2025, vogliamo continuare il percorso iniziato nel 2022 atto ad unire il più possibile quelle realtà e quelle persone della nostra città (dai giovani ai pensionati, passando per le associazioni culturali locali e le organizzazioni di volontariato) che da questa politica non vengono rappresentate e che hanno in mente, quindi, un’altra Vigevano.

Edoardo Casati e Iara Savoia Rifondazione Comunista Vigevano, parte di Unione Popolare

La nostra Vigevano, le nostre idee e proposte per una città migliore

24 Maggio 2023

VIGEVANO VERDE

  • Stop alla cementificazione, compresa la costruzione selvaggia di supermercati, riqualificando le aree dismesse.
  • Riorganizzare il verde pubblico, arrivando fino a 9 m2 per abitante;
  • aumentare il numero di centraline ARPA per il rilievo dell’inquinamento dell’aria;
  • contrarietà all’abbattimento del Palabasletta, spreco economico e danno ambientale, crediamo sia più saggio puntare sulla ristrutturazione;
  • contrarietà al progetto della superstrada Vigevano – Malpensa, crediamo che per superare la strozzatura ad Abbiategrasso sia più utile costruire una circonvallazione a basso impatto ambientale dalla Soria fino al ponte sul Naviglio Grande di Abbiategrasso.

VIVIAMO VIGEVANO

  • Adibire l’area dell’ex macello a spazio di condivisione culturale per i giovani autogestito;
  • piano di intervento straordinario che restituisca decoro e bellezza alla città;
  • promuovere la costruzione di una rete territoriale di ambulatori per avvicinare le prestazioni sanitarie alla popolazione di età più avanzata e quindi con minore mobilità.

VIGEVANO TURISTICA

  • Navetta elettrica che compia il tragitto dal centro storico al parco del Ticino per incentivare il turismo naturale di prossimità;
  • creare un’area camping al Parco del Ticino, che punti anche alla creazione di percorsi turistici naturalistici all’interno del parco;
  • creazione di percorsi turistici riguardanti il centro storico, che includano luoghi poco frequentati, ad esempio il Museo della calzatura, la Leonardiana, e la Torre del Bramante e la storia di Vigevano coinvolgendo le scuole e l’archivio storico;

Rifondazione: giornata della visibilità lesbica

26 Aprile 2023

Ricorre oggi è la giornata della visibilità lesbica.

Come Partito della Rifondazione Comunista sosteniamo convintamente e da sempre le lotte della comunità LGBT+ e continueremo a lavorare affinché il cammino verso una parità di diritti formale e sostanziale possa continuare, o per meglio dire riprendere dopo le aggressioni più o meno velate dell’attuale esecutivo sanzionate anche a livello europeo.

Siamo, contro chi vuole sempre rimettere in discussione progressi sociali e culturali acquisiti, contro chi persegue e prosegue una violentissima campagna d’odio verso qualsiasi ipotesi alternativa di femminilità e di maternità.

Con l’auspicio che il movimento LGBT+ n tutte le sue articolazioni riparta in un’ottica transfemminista e genuinamente intersezionale e possa riprendere lo slancio dei tempi migliori.

Se le condizioni materiali e spirituali di qualcuno migliorano migliora la qualità di vita per tutte.

Forza amiche e compagne lesbiche tutte, il Partito della Rifondazione Comunista è da sempre convintamente al vostro fianco.

Milano, 26 aprile 2023

Fabrizio Baggi, Segretario regionale

Daria Fratus, Responsabile regionale politiche LGBT+ e diritti civili

Partito della Rifondazione Comunista / Sinistra Europea – Lombardia

RIVENDICA IL DIRITTO AD ESSERE FELICE: il caso Enea e la culla per la vita

17 Aprile 2023

Il caso della clinica Mangiagalli e di Enea ha parecchie zone d’ombra che colmiamo con inferenze, prima su tutte la certezza che sia stata davvero la madre ad averlo lasciato nella Culla per la Vita. Ma si dà immediatamente la “colpa” alla madre.

Decidi di affidarti alla Culla Per La Vita per usufruire di un servizio che garantisca cure a un neonato che non puoi tenere, un servizio che garantisce anche la massima privacy e l’anonimato.

La tua scelta viene divulgata dalla stessa clinica su tutti i mezzi di diffusione nazionale: la lettera che hai lasciato a tuo figlio, che contiene anche il nome che avevi scelto.

La Mangiagalli ha violato le regole della culla a scopo mediatico, e questo potrà ripercuotersi sulla possibilità di accogliere altri neonati, perché, se non garantisci quello che sostieni, il rispetto e la fiducia verso la clinica verrà meno.

Dal momento che in quella lettera si leggono parole d’amore e dolore, la mossa successiva è geniale: fare un appello perché la madre lo riprenda, possiamo aiutarla!

Il meccanismo dietro è spaventoso: siccome hai fatto una scelta dolorosa, ma dettata dall’amore, provo a farti cambiare idea. Questi appelli sono coltellate, alla madre, alle donne che hanno fatto altre scelte, alle famiglie adottive. Per non parlare dei commenti e dei giudizi che questa diffusione spietata ha portato con sé.

Il fatto è che quella scelta è PERSONALE, PRIVATA e LEGITTIMA. Quella scelta è ESERCITARE UN PROPRIO DIRITTO. E quella scelta dovrebbe restare totalmente ANONIMA. Altrimenti, è violenza.

L’appello di Ezio Greggio poi è quello che fa il giro: alla mamma che ha ABBANDONATO si offre aiuto, non sarai sola.

Nessuno è stato abbandonato ma affidato a un servizio.
Non sappiamo e non DOBBIAMO sapere il motivo dell’affido alla Culla Per La Vita, quindi non sappiamo se serve un aiuto economico, se davvero è sola e se ne ha bisogno.

E allora come poteva essere raccontata la vicenda?
NON DOVEVA ESSERE RACCONTATA.

“Rivendica il diritto ad essere felice
Non dar retta alla gente
Non sa quello che dice”

Fiorella Mannoia

Firmato:
Francesca Strinchis (responsabile diritti civili GC federazione di Pavia)
Iara Savoia

LA SICUREZZA COME BENE COMUNE

30 Marzo 2023

Da diversi anni il tema della sicurezza viene sempre di più percepito dai cittadini come un argomento cruciale e di primaria importanza. La destra italiana ha reso questo tema il suo cavallo di battaglia, e lo affronta quotidianamente in maniera demagogica e qualunquista, senza proporre soluzioni concrete nel lungo periodo. Eppure, un problema reale, serio, richiederebbe un’analisi molto più profonda rispetto ai semplici slogan triti e ritriti.

A Mortara ci sono stati due omicidi nell’arco di tre mesi e sono quasi all’ordine del giorno episodi di spaccio, furti, truffe nei confronti dei più anziani e risse in stazione, nelle campagne e nel centro cittadino. Tante persone hanno paura di uscire alla sera perché non vogliono incontrare individui molesti o comunque poco raccomandabili. Oltre a veder crescere episodi di piccola e grande criminalità, sono aumentate le dipendenze da sostanze e da gioco d’azzardo, gli incendi dolosi e i vandalismi. Il timore che la lunga mano delle organizzazioni mafiose si sia estesa anche da noi è diventato ormai una certezza.

Diffondere l’idea che Mortara non è una città sicura è senza dubbio dannoso per tutti, e non sarebbe nemmeno corretto affermarlo. Al tempo stesso, però, non si può considerare normale un contesto in cui si verificano tutti questi episodi, e dove le persone hanno paura a uscire di casa alla sera.

Come Partito della Rifondazione Comunista, dall’opposizione, abbiamo sempre messo al centro della nostra azione politica temi che stanno a cuore a tutti i lavoratori, i pensionati e gli studenti mortaresi: l’ambiente (Bertè, fanghi ecc.), la cultura (difesa della gratuità delle sale comunali), i trasporti e la viabilità (raddoppio Mi.Mo.Al), il diritto ad abitare e alla salute (sanità pubblica e case popolari), e numerosi altri argomenti.

In queste righe vogliamo affrontare un tema altrettanto sentito dai cittadini: la sicurezza

Innanzitutto, fissiamo subito alcuni concetti. La sicurezza è un bene comune, essenziale allo sviluppo, mentre l’insicurezza mina l’accesso ad altri beni comuni, quali il lavoro, l’educazione, la giustizia, la sanità, la qualità dell’ambiente.

La criminalità minaccia la qualità della vita dei lavoratori, dei pensionati, degli studenti e dei cittadini tutti, costituisce un trauma per le vittime e indebolisce il ruolo dell’associazionismo e la vitalità civica.

La sicurezza urbana intesa come diritto di poter usufruire liberamente dei beni comuni e degli spazi cittadini senza correre il rischio di subire un furto o di subire molestie, deve andare a braccetto con altre forme di sicurezza, tra cui la sicurezza sul luogo di lavoro, la sicurezza di un salario adeguato, la sicurezza nell’avere una casa, la sicurezza di poter accedere liberamente a cure mediche e psicologiche e la sicurezza di poter vivere in un ambiente sano. Tutte queste forme di sicurezza, che sembrano non avere nulla a che fare l’una con l’altra, sono per la verità inscindibili, e hanno molte più cose in comune di quel che si possa pensare.

Non può esistere, infatti, una lotta efficace contro la microcriminalità senza una cultura della legalità e senza contrastare la povertà da cui la microcriminalità nasce. Infatti, se alcune persone, italiane e straniere, compiono furti, oppure si dedicano allo spaccio di droghe, ciò avviene perché sono portate a farlo dalle condizioni economiche e sociali marginali in cui sono cresciute, dal contesto familiare e scolastico da cui provengono.

Da qui l’esigenza di riportare “i margini al centro”, perché la sicurezza non si può ottenere solo con più telecamere o con più forze dell’ordine in città, non si può ottenere solo con il ripristino della Polfer o con più personale in stazione. Senz’altro potrebbero essere soluzioni utili nel breve periodo, ma nel lungo periodo è necessario andare alle radici del fenomeno e affrontare le vere cause, economiche e sociali, che conducono le persone verso la devianza e la delinquenza.

Nel caso specifico degli stranieri, che vengono strumentalizzati e accusati dalla destra di essere la causa di tutti i mali dell’Italia, un concetto che va messo bene in chiaro è che l’accoglienza senza un sistema di integrazione efficace non ha senso di esistere.

Un’accoglienza fine a sé stessa, senza la garanzia per chi arriva di poter uscire dalla povertà, di ottenere un lavoro ben retribuito, di accedere liberamente all’istruzione e alle cure mediche e psicologiche, non ha senso di esistere. Eppure, noi in Italia ci ritroviamo proprio in una situazione di questo tipo: si accoglie senza essere in grado di integrare efficacemente e poi ci si stupisce se qualcuno è portato a scegliere la strada più facile, ovvero la delinquenza e lo spaccio.

Dal momento che siamo tutti umani, siamo tutti compagni o siamo tutti fratelli, e visto che abbiamo vissuto anche noi italiani nella nostra storia situazioni in cui ci siamo ritrovati ad essere migranti, la soluzione razionale non è respingere le persone alle frontiere, bensì regolamentare i flussi migratori (superando la legge Bossi-Fini, il memorandum Italia-Libia e i decreti Minniti prima e Salvini poi) e costruire un sistema veramente adeguato che preveda la possibilità di un’integrazione efficace, magari facendoci aiutare anche dai nostri partner europei.

Nel lungo periodo costerebbe sicuramente meno di quanto spendiamo oggi per affrontare le conseguenze della mancata integrazione.

A Mortara la nostra battaglia affinché il Centro Provinciale di Istruzione Adulti ottenesse una collocazione stabile non è mai stata una battaglia ideologica, bensì voleva essere un primo passo per costruire quei percorsi efficaci di integrazione necessari per tutti i nuovi arrivati nella nostra città. Un altro importante passo per un’integrazione efficace potrebbe essere quello di tradurre in altre lingue (francese, arabo, albanese, cinese ecc.) gli avvisi pubblici presenti in città e che vengono distribuiti casa per casa.

Una riflessione ulteriore, poi, si deve porre sul fatto che, se è vero che esistono gli spacciatori, è vero anche che esiste chi consuma le sostanze. E forse non si dovrebbero chiudere gli occhi su questo, perché chi fa uso di droga è spesso (anche a nostra insaputa) nostro figlio, il nostro migliore amico o il nostro vicino di casa. L’insicurezza in tutte le sue forme, il senso di solitudine, la precarietà, l’individualismo sfrenato, la dinamicità e la frenesia che appartengono alla vita di tutti i giorni portano molte persone, italiane e non, a trovare rifugio nelle dipendenze: c’è chi fuma, c’è chi si droga, c’è chi beve, c’è chi gioca d’azzardo e poi c’è chi si isola completamente dal resto del mondo. L’abuso di alcol è la prima causa di morte fra i giovani, e due italiani su tre sopra gli 11 anni consumano bevande alcoliche. Si tratta di circa 40 milioni di persone, e tra questi più di un quarto bevono alcolici ogni giorno. Molti sono i cosiddetti “binge-drinkers”, che consumano anche più di sei bicchieri di bevanda alcolica in un’unica occasione.

È sempre più frequente vedere ragazzi di 12 o 13 anni fumare sigarette di ogni tipo. A Mortara vengono spesi ogni anno più di 50 milioni di euro nel gioco d’azzardo. È in costante aumento pure l’uso di droghe tra gli adolescenti. I servizi pubblici e le comunità terapeutiche, però, non sono in grado di intercettare questo bisogno inespresso, e sempre più sommerso, delle dipendenze giovanili. Il mercato degli stupefacenti è cambiato, diventando sempre più capillare sul territorio, con costi delle droghe sempre più bassi e dall’inizio dell’epidemia Covid con una nuova forma di approvvigionamento, quella dei siti web.

I servizi territoriali che cercano di affrontare queste situazioni hanno sempre meno fondi e su questi temi, che pure sono cruciali e di cui nel dibattito pubblico non si parla abbastanza, la prevenzione, che è necessaria, di fatto non esiste. Sono poche anche le forme di contrasto alla solitudine, che interessa tutti, ma che riguarda soprattutto le persone più anziane, spesso vittime di truffe di non poco conto.

La domanda dei cittadini è semplice: poter continuare a vivere in una città sicura, dove anche i nostri figli e nipoti possano muoversi e incontrarsi senza rischi.

La risposta che le istituzioni sono tenute a dare è più difficile: far sì che le piazze e le strade di Mortara continuino ad essere luoghi di incontro sani, e sviluppare nuovi spazi di aggregazione, di socialità e di coesione sociale e culturale.

Ogni atto che crea insicurezza, infatti, costringe le persone a rimanere in casa, aumenta la solitudine e l’esclusione sociale, amplia le paure e il rifugio nelle dipendenze, e si entra in un circolo vizioso.

La soluzione migliore per affrontare concretamente e nel lungo periodo il tema della sicurezza è di andare alla radice del problema, come si diceva prima, oppure (che è la stessa cosa) “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale”, come afferma l’articolo 3 della nostra Costituzione.

Massimiliano Farrell
Giovani Comunisti/e Partito della Rifondazione Comunista di Mortara

Sono stanca

4 Marzo 2023

IARA SAVOIA

Sono stanca di sentire colpevolizzare chi emigra perché se il mare s’incazza te la sei cercata.
Sono stanca di sentire che vengono qui a rubare il lavoro (quale?).

Sono stanca di sentire minimizzare i problemi che fai presente sulla questione peso corporeo, perché del resto cosa c’è di male se chiedi a una persona, con cui peraltro hai pochissima confidenza, “oh ma sei ingrassata/o un po’?”.

Sono stanca di sentire che la depressione è solo mancanza di volontà.
Sono stanca della gara al dolore, perché “io ho sofferto più di te e non faccio queste scene”.

Sono stanca di sentire prediche sull’essere donna e quindi madre, perché nascere con l’utero non fa di te una donna in attesa di diventare madre sin dalla nascita.

Sono stanca di sentire che se vuoi, puoi. Perché non sempre puoi, e se fallisci significa che non lo volevi abbastanza.

Sono stanca di sentire che questi giovanotti svogliati preferiscono starsene sul divano invece che lavorare, fondamentalmente perché è giusto subire e sacrificare tutto sul lavoro e devono ringraziare (Chi? Cosa?) che almeno un lavoro lo possono avere. Sottopagato, in nero, o non pagato, senza garanzie, continuità e tutele.

Sono stanca di sentire che “Tanto c’è di peggio”. Il peggio non esclude lavorare su quello che non funziona per migliorarlo.

In questo momento sono stanca.

Ma poi torna, prepotente, la speranza. E la speranza porta a fare.

“Ho fallito negli studi e nella vita”

2 Febbraio 2023

EDOARDO CASATI

Questa la frase trovata sul bigliettino accanto al cadavere della ragazza di 19 anni che si è tolta la vita (impiccandosi con la sua sciarpa nel bagno dell’università IULM di Milano).

Notizia straziante che spiega benissimo fino a che gesti può portare lo stress che gli studenti e le studentesse devono, ogni giorno, a causa di standard sempre più alti imposti dalla società, sopportare.

“Gli studi sono tutto”; questo si evince leggendo quel biglietto. Una richiesta d’aiuto soffocata che pone l’attenzione, ancora una volta, sulla necessità di avere nelle nostre città spazi di condivisione per i giovani che diano loro la possibilità di sviluppare le loro passioni e i loro interessi.

Se lasciamo ai giovani solo lo studio questi finiranno per trattarlo come unica ragione di vita.

Rifondazione Comunista Vigevano: buffet per autofinanziamento

28 Gennaio 2023

Sabato 4 febbraio, dalle ore 13:00, presso la Cooperativa Portalupi, Frazione Sforzesca in via Ronchi 7, Vigevano, ci sarà un buffet di autofinanziamento in cui i candidati di Unione Popolare si presenteranno ai partecipanti.

Aiutate il nostro circolo a sostenere le spese della campagna elettorale.

Vi aspettiamo numerosi.

Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano

UNIONE POPOLARE SARÀ PRESENTE ALLE PROSSIME ELEZIONI REGIONALI CHE SI SVOLGERANNO IL 12/13 FEBBRAIO 2023 NELLA NOSTRA REGIONE LOMBARDIA

14 Gennaio 2023

A Pavia  e provincia sono state raccolte e certificate 854 firme per presentare la lista di Unione Popolare a sostegno di Mara Ghidorzi per le elezioni regionali di febbraio.

Ringraziamo tutte le compagne e i compagni che con uno sforzo enorme hanno partecipato a questo importante momento democratico e di partecipazione, nonostante le difficoltà tempistiche , il periodo festivo, ci siamo riusciti.

Ringraziamo tutti i cittadini e le cittadine Pavesi che hanno sottoscritto la nostra lista, ringraziamo anche autenticatrici e autenticatori che ci hanno permesso di raggiungere il nostro obbiettivo.

Da oggi parte la nostra campagna elettorale, per far conoscere la nostra lista e la nostra candidata alla presidenza della regione Lombardia, la compagna Mara Ghidorzi.

Abbiamo solo un mese per far conoscere i nostri contenuti e le nostre proposte  a tutte e tutti coloro che  non si rassegnano a vivere in una regione dove la Sanità è sempre più privatizzata e inefficiente, i trasporti pubblici sono carenti, il lavoro è sempre più precario e mal pagato e il territorio è sempre più cementificato.

Siamo convinti che anche nella nostra provincia sia necessaria una proposta politica che sia differente della finta contrapposizione fra centrodestra e centrosinistra, entrambi responsabili di privatizzazioni, cementificazioni e smantellamento del welfare in Lombardia.

Come Rifondazione Comunista siamo impegnati insieme alle altre componenti di Unione Popolare per il successo di questo nostro progetto.

Piero Rusconi Segretario Rifondazione Comunista Fed. di Pavia