Categoria: Elezioni

Grazie a tutti. L’opposizione continua!

26 Settembre 2022

Grazie alle quasi 400’000 persone che hanno votato per Unione Popolare. Faremo opposizione, nelle piazze, tra la gente, come abbiamo fatto fino a oggi, ma con molta più determinazione. C’è un intero Paese che non vota, il Paese reale dimenticato. Da lì vogliamo ripartire.

Voglio ringraziare le candidate e i candidati, le militanti e i militanti, chi ci ha sostenuto e le persone che ci hanno votato.

In meno di due mesi abbiamo costruito un luogo politico autentico, raccolto le firme con candidature in tutta Italia, stilato un ottimo programma, fatto una campagna elettorale straordinaria sui social e negli spazi mediatici che ci hanno dato, sempre tra la gente nei limiti di pochissimi giorni che abbiamo avuto. Il tutto senza soldi, solo con la nostra passione e il nostro entusiasmo.

Il tempo è stato poco, in piena estate, e far conoscere un simbolo neonato non era facile. Pensavamo di poter ottenere un risultato diverso, ma siamo stati schiacciati, in un tempo davvero tiranno, tra voto utile e astensionismo.

Siamo però convinti della necessità del nostro progetto e della forza e coerenza delle nostre idee e delle nostre azioni. In Italia manca una forza credibile e vera di sinistra, pacifista, ambientalista, per i diritti civili, che operi con rigore l’attuazione della Costituzione antifascista.

Tutti ci chiedono di non mollare.

Dobbiamo adesso realizzare quello che dovevamo fare se non ci fosse stato lo scioglimento anticipato del Parlamento: diffondere il nuovo soggetto politico e coinvolgere la gente, radicarci sul territorio, consolidare i nostri forti legami internazionali, organizzare l’azione politica.

Unione Popolare riprende subito il cammino con militanti, cittadine e cittadini, soggettività che vorranno con noi costruire un luogo e una soggettività politica al servizio del Paese.

Non saremo ancora nelle istituzioni ma con il popolo nelle piazze, nei territori, nei luoghi di lavoro, nelle scuole e nelle università, per garantire l’opposizione sociale alle destre che governeranno il nostro Paese.

Unione Popolare lavorerà senza sosta per farsi trovare pronta quanto prima per essere l’alternativa etica, culturale, sociale, economica e politica nelle istituzioni.

Luigi de Magistris

Rifondazione: “avanti con l’Unione Popolare”

Pubblicato il 26 set 2022

“Il risultato elettorale di ieri è stato al di sotto delle aspettative e delle nostre potenzialità ma le nostre ragioni restano valide.

Per questo il nostro partito deve lavorare affinché il progetto politico nato solo il 9 luglio, cresca, si radichi nei territori, sia protagonista nei conflitti e riesca a farsi conoscere anche laddove non è riuscito ad arrivare.

L’Italia di oggi sarà in mano ad una destra nazionalista che proseguirà a garantire gli interessi delle fasce più ricche, a sostenere le ragioni di una orrida guerra, a garantire fedeltà alla NATO. Gli eredi di Mussolini, 100 anni dopo, vanno al potere grazie soprattutto alle scelte politiche del Partito Democratico e dei suoi alleati che hanno portato unicamente ad un peggioramento delle condizioni di vita di chi lavora o non ha reddito.

Come nel resto d’Europa, quando le forze che si dichiarano progressiste attuano politiche neoliberiste spietate, le persone o si allontanano dalla politica (si registra il minor tasso di partecipazione al voto dal dopoguerra), o si collocano in una destra che lancia promesse destinate ad essere smentite.

Contro entrambi gli schieramenti, per un Paese in cui si spendano risorse per sanità, scuola, servizi e non per armare gli eserciti o per contribuire a distruggere il pianeta, bisogna costruire una vera e propria resistenza sociale e politica.

Unione Popolare è l’inizio di questo percorso di cui Rifondazione Comunista vuole essere protagonista attiva.

Ringrazio le compagne e i compagni che, con ogni mezzo, si sono spesi in questa breve ma faticosissima campagna elettorale.

Da oggi si ricomincia, aggregando nuove forze e costruendo quella partecipazione reale che la democrazia italiana non garantisce più”

Dichiarazione di Maurizio Acerbo, Segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista- Sinistra Europea

Acerbo: «Il voto a Up farà crescere in Italia una sinistra alla Mélenchon»

22 settembre 2022

di Andrea Carugati 

Maurizio Acerbo, segretario di Rifondazione comunista. La vostra lista Unione popolare, guidata da de Magistris, ha ricevuto sostegni da leader stranieri come il francese Mélenchon e lo spagnolo Iglesias. Ha senso in Italia pensare di replicare questi modelli?

La Francia è l’esempio di come solo la ricostruzione di una sinistra popolare può contrastare efficamente l’estrema destra. In Italia è fondamentale il nostro successo per dar vita a una sinistra chiaramente autonoma e alternativa alle politiche liberiste dell’ultimo ventennio. Mélenchon ha costruito la sua credibilità verso i giovani e le classi popolari nel suo contrasto prima al socialista Hollande e poi a Macron.

Il Pd in queste settimane sta abbandonando l’agenda Draghi per posizionarsi più a sinistra. Un esempio è l’addio al Jobs Act.

Come diceva De Andrè: «Dà buoni consigli chi non può più dare il cattivo esempio». Il Pd ha le maggiori responsabilità nella precarizzazione del lavoro, nelle controriforme delle pensioni e nelle privatizzazioni. E a pochi giorni dal voto scopre una vocazione sociale. Ma nel loro programma non c’è l’abolizione del Jobs Act, solo frasi generiche sulla precarietà. Hanno votato contro il reddito di cittadinanza, e la proposta sul salario minimo del ministro Orlando è evanescente e coprirebbe solo una minima parte dei 4,5 milioni di lavoratori a bassissimo reddito. Tra poco scopriranno di essere anche pacifisti per raccattare qualche voto…

Si presentano come l’unico argine alla destra di Meloni.

Letta è il principale alleato di Meloni. La richiesta di scegliere «o noi o loro» spinge molti italiani a guardare a destra. Anche Landini ha detto che oggi non c’è una forza politica che rappresenti il lavoro. Noi stiamo cercando di farlo.

Anche Conte ora vuole accreditarsi come leader di sinistra.

Lo definirei un abbaglio. Il M5S resta il partito dei decreti sicurezza, del taglio dei parlamentari, degli urrà per l’arresto di Mimmo Lucano. Fu Grillo a benedire il governo Draghi e lanciare come ministro Cingolani. E Conte il primo premier a dire sì alla richiesta Nato di portare al 2% del pil le spese militari. A sinistra c’è così bisogno di recuperare una dimensione di forza che si rischia di cadere nelle amnesie. La santificazione di Conte mi pare davvero eccessiva.

Eppure voi avevate proposto a M5S e Sinistra italiana di creare una coalizione.

Il loro rifiuto spiega bene le loro ambiguità. Solo un successo di Up potrà incidere positivamente sull’evoluzione del M5S e delle altre forze di sinistra.

Dopo il voto tornerete a parlarvi?

Con Conte c’è una potenzialità di relazione comunque superiore a quella che abbiamo col Pd.

Con Meloni premier l’Italia correrebbe il rischio di una involuzione democratica?

L’Italia è già una democrazia autoritaria. Penso allo svuotamento del Parlamento, alla concentrazione di tutto il potere nel governi: fenomeni che maturano da tempo.

Non vorrà fare un paragone con l’Ungheria di Orban? Mi riferisco alla libertà di stampa e ai diritti della comunità lgbt.

Sono stato in Ungheria a manifestare con le opposizioni a Orban, ho visitato l’archivio del filosofo marxista György Lukács prima che Orban lo chiudesse. Ricordo che prima di lui al governo c’era un centrosinistra liberista.

Dunque vede il rischio?

Le posizioni di Meloni, simili a quelle dell’ultradestra Usa e degli spagnoli di Vox, non sono una novità. Eppure Letta è andato alla festa di Atreju e con lei ha fatto un patto per tenere questa legge elettorale che rischia di consegnare alla destra una maggioranza assoluta che non c’è nel paese. Dunque non è legittimato a strumentalizzare l’antifascismo e i diritti civili per la solita campagna sul “voto utile”. Contro questa destra servirà una opposizione combattiva e legata ai movimenti, altrimenti prevarrà la pulsione al consociativismo. Letta e Meloni sono più vicini di quanto si dica: penso alla guerra ma non solo.

E il rischio autoritario?

Certo, con Meloni al governo la degenerazione della democrazia farebbe un salto ulteriore, persino fuori dai principi liberali. Per questo serve una opposizione vera. Il Pd la contrasterebbe sui conti pubblici e sulla fedeltà alla Nato.

Voi però non avete la spinta propulsiva di Mélenchon.

La nostra è una strada in salita, Up è nata da poco, in nessun paese la sinistra è arrivata in doppia cifra in un battibaleno. Ma un nostro successo sarebbe l’unico fatto nuovo di queste elezioni, aprirebbe una prospettiva. Serve che tante persone di sinistra escano dalla rassegnazione, dalla tentazione di votare il meno peggio.

Perché un elettore incerto dovrebbe scegliere voi rispetto a M5S o Sinistra italiana?

Su Conte ho detto. Il gruppo di Sinistra italiana si staccò da noi nel 2009 per spingere a sinistra il Pd, ma non ci sono riusciti, anzi, sono subalterni. Ora Letta dice che non farebbe mai un governo con loro. Mi stupisce che neppure l’atteggiamento guerrafondaio dei dem abbia convinto Si a staccarsi.

fonte: il manifesto

UNIONE POPOLARE: un progetto  nato per dare voce a chi voce non ha

20 Settembre 2022

Siamo alle ultime battute di questa campagna elettorale.

Come Rifondazione Comunista, insieme a Potere al Popolo e DEMA, abbiamo dato vita a ”UNIONE POPOLARE con De Magistris”.

Questo progetto è nato per dare voce a chi voce non ha.

Per dare voce a tutti quelli (e sono tanti) che non vogliono che si continui ad inviare armi all’Ucraina, ma vogliono che il nostro Paese si faccia promotore d’iniziative di pace.

Per dare voce a tutti quelli (e sono tanti) che sono consapevoli che la crisi climatica in corso non è un’invenzione degli ecologisti ma, una drammatica realtà, che si può risolvere solo mettendo in discussione l’attuale modello sociale di produzione.

Per dare voce a chi vuole più giustizia sociale, una più equa distribuzione delle ricchezze, una sanità pubblica che funzioni e nuovi diritti per chi lavora.

Insomma dare voce a chi oggi non ha voce per farsi ascoltare.

Per presentare questo progetto abbiamo dovuto superare enormi difficoltà, dal raccogliere le firme in pieno Agosto, ad adempiere numerose procedure burocratiche, al costruire le liste con molte persone in ferie.

Nonostante tutto ci siamo riusciti, abbiamo costruito una lista di candidati/e fatta prevalentemente di donne (3 tre su quattro) alla camera e di giovani, i nostri candidati sono tutti con un’età inferiore ai trenta anni.

Tutti i candidati e le candidate sono  persone del territorio, non gente  catapultate da Roma.

Abbiamo fatto una campagna elettorale senza i grandi mezzi finanziari di cui dispongono tutte le altre liste.

Noi non abbiamo potentati economici che ci appoggiano e che quindi non saranno in grado di influenzarci.

Abbiamo fatto una campagna elettorale utilizzando solo la militanza volontaria della nostra gente.

Abbiamo fatto banchetti per parlare con la gente, attacchinato i nostri manifesti per far conoscere il nostro simbolo e girato per tutti i quartieri popolari per farci conoscere.

Abbiamo dovuto sopportare un oscuramento mediatico vergognoso da parte dei grandi giornali e delle TV soprattutto quella pubblica, abbiamo dovuto sopportare anche che altre  forze politiche ci coprissero i nostri manifesti.

Nonostante queste difficoltà siamo stati presenti nell’agone politico con le nostre idee e proposte politiche e soprattutto saremo presenti anche dopo il 25 settembre.

Rusconi Piero segretario Rifondazione Comunista Fed. di Pavia

Pavia 20/09/2022

INIZIATIVE PUBBLICHE DEI CIRCOLI DI RIFONDAZIONE COMUNISTA DI CASORATE, TORREVECCHIA PIA, MORTARA, E VIGEVANO PER LE ELEZIONI DEL 25 SETTEMBRE A SOSTEGNO DELLE LISTA UNIONE POPOLARE

14 Settembre 2022

Circoli di Casorate

Venerdì 16/09 – banchetto al mercato di Bereguardo fino alle ore 12
Sabato 17/09
– banchetto a Motta Visconti in via Borgomaneri fino alle ore 12
Domenica 18/09
– banchetto a Casorate, in piazza Contardi, fino alle ore 12
– volantinaggio al mercato di Vidigulfo dalle ore 9 alle ore 12
Mercoledì 21/09
– banchetto al mercato di Motta Visconti fino alle 12
– chiusura campagna elettorale, dalle ore 21, in piazza Sant’Ambrogio con la partecipazione di Mara Ghidorzi e Domenico Finiguerra con i CANTOSOCIALE

Circolo di Torrevecchia Pia:

Sabato 17/9 dalle 9.00 alle 12.00 banchetto al mercato di Landriano
Domenica 18/9 dalle 9.00 alle 12.00 volantinaggio mercato di Vidigulfo

Circolo di Mortara

Venerdì 16/9 – banchetto a Mortara in piazza Silvabella dalle ore 8:30 alle ore 12

Circolo di Vigevano

Domenica 18/9 – Banchetto in Piazza Ducale nella giornata. A questa iniziativa parteciperanno i nostri candidati Lomellini più i rappresentanti a livello regionale.

Edoardo Casati, coordinatore dei Giovani Comunisti/e della Provincia di Pavia, presenta le priorità del programma dell’UNIONE POPOLARE

10 Settembre 2022

I sondaggi: per Unione Popolare al 4,5%

9 settembre 2022

Un recente sondaggio della compagnia Bidimedia dà il nostro elettorato potenziale al 4,5%.

Questo significa che il 4,5% dell’elettorato sta considerando la possibilità di votare per noi anche se non ne è ancora certo.

Chi ha già deciso è l’1,5%, mentre solo la metà della popolazione italiana ci conosce.

Questi dati ci dicono alcune cose importanti.

Superare la barriera di sbarramento è certamente possibile, specie se riusciamo a replicare il forte seguito che abbiamo tra i più giovani (di cui abbiamo parlato ieri) anche in altre classi di età.

Però per riuscirci è necessario fare conoscere a chi ancora non la conosce l’esistenza di #UnionePopolare, il nostro programma e il nostro simbolo che apparirà sulla scheda elettorale.

Per questo è anche importante in campagna elettorale ai banchetti o nei volantinaggi usare sempre le bandiere, manifesti e simboli di Unione Popolare al fine di non confondere potenziali elettori e elettrici.

In questi ultimi 14 giorni di campagna dobbiamo dare tutta l’energia che abbiamo in noi e dare una straordinaria dimostrazione di unità e solidarietà.

Con uno grande sforzo collettivo possiamo riuscire in un’impresa che sembrava impossibile e il 26 settembre potremmo svegliarci con una bellissima sorpresa!

#Elezioni2022

#UnionePopolare

#Uniamoci

Crisi energetica, un disastro europeo: eppure esiste una strada semplicissima per affrontarla. La proposta di Unione Popolare

1 Settembre 2022

PAOLO FERRERO

Il maggior guaio che pesa sulla testa degli italiani alla fine dell’estate è l’aumento senza freni del prezzo del gas e dell’energia elettrica.

Questo significa infatti non solo un salasso pazzesco per le famiglie ma anche la chiusura di molte aziende che con questi costi finirebbero letteralmente “fuori mercato”. Stiamo parlando di aumenti assurdi che vanno da 5 a 10 volte in un anno in larga parte generati dai maxi profitti delle aziende: per avere un’idea, nei primi sei mesi del 2022 l’Eni ha aumentato i profitti rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso del 600%.

Non si tratta di un problema mondiale ma di un disastro europeo, frutto unicamente delle scelte politiche fatte dai governi europei. Non è quindi un problema irrisolvibile: basta cambiare politica e il governo italiano lo potrebbe fare domattina se solo volesse.

Di fronte a questo disastro le forze politiche a favore della guerra, da quelle che compongono il governo Draghi fino a Fratelli d’Italia, propongono provvedimenti ridicoli, che vanno dal consiglio di riscaldarsi un po’ meno a qualche contributo per coprire parzialmente l’aumento del prezzo del gas o dell’energia elettrica.

Nessuna di queste misure andrebbe a intaccare i motivi dell’aumento dei prezzi o i sovrapprofitti delle aziende del settore. Non a caso Unione Popolare, che è l’unica forza che propone una strada per risolvere il problema, è completamente oscurata dai media mainstream e così il popolo italiano non è messo in condizione di scegliere.

Eppure esiste una strada semplicissima attraverso cui abbassare immediatamente il prezzo del gas e dell’energia elettrica. Vediamo come.

L’aumento è il frutto delle liberalizzazioni e dell’aver affidato il prezzo del gas alla borsa di Amsterdam (il Ttf), che ogni giorno organizza le scommesse (le chiamano trading) e fissa il prezzo futuro del gas: oggi sono in trattativa/scommessa i prezzi quotidiani del gas dal settembre di quest’anno al dicembre del 2027… I prezzi che emergono da questa bisca quotidiana non hanno nulla a che vedere con i costi di produzione del gas ma semplicemente con la speculazione finanziaria sul gas europeo. E’ infatti bene ricordare che mentre il prezzo del petrolio è determinato su scala mondiale, il prezzo del gas è stabilito su scala “regionale” (nello specifico europea) e che il problema è tutto europeo e prodotto artificialmente dalle politiche europee.

In questa situazione di “volatilità dei prezzi”, come dicono gli esperti, tutti i problemi vengono amplificati: la ripresa delle produzioni post-Covid è stata una prima grande occasione di speculazione e la guerra in Ucraina la seconda.

La politica del governo italiano – mentre aspettiamo che si faccia una politica europea – deve quindi assumere quattro semplici decisioni:

1) La prima è quella di revocare le sanzioni alla Russia – che com’è evidente non danneggiano la Russia ma solo i popoli europei – e di fare un accordo pluriennale con la Russia per la fornitura del gas che ci serve nei prossimi anni;

2) La seconda è che lo stato italiano faccia accordi di fornitura del gas direttamente con i paesi produttori. Accordi pluriennali, calmierati ed esterni alla borsa speculativa di Amsterdam;

3) La terza è quella di tassare al 90% i sovrapprofitti fatti dalle aziende del settore in questi mesi;

4) La quarta è quella di programmare sul serio la transizione ecologica dell’economia italiana fondata sullo sviluppo delle energie rinnovabili e sul risparmio energetico programmato.

Con queste quattro semplici decisioni, che si possono prendere domattina, il prezzo del gas e dell’energia elettrica in Italia crollerebbe, tornando ai prezzi di un anno fa, e le grandi aziende del settore non potrebbero più speculare sulla nostra pelle.

Perché i partiti che compongono il governo Draghi e la Meloni non propongono questa semplice misura? Perché sono tutti convinti sostenitori delle politiche liberiste, della guerra e delle stupidaggini raccontate dalla Nato sulla guerra. Tra le stupidaggini più grandi vi è quella delle sanzioni economiche che avrebbero piegato la Russia: a distanza di sei mesi è evidente, ed è bene ribadirlo, che quelle sanzioni non sono fatte contro la Russia ma contro i popoli europei.

Per questo come Unione Popolare diciamo che occorre cambiare linea e avere il Controllo Pubblico sul settore energetico, al fine di calmierare le bollette e garantire una transizione ecologica verso le energie rinnovabili connessa con la salvaguardia dell’occupazione e con la giustizia sociale. Perché per costruire la pace occorre aprire una trattativa con i nemici e non continuare a fornire armi all’Ucraina con l’obiettivo impossibile di “vincere la guerra”. Perché per abbassare i prezzi del gas occorre comprarlo da chi lo produce e non dagli speculatori.

Perché risolvere i problemi è semplice: basta volerlo fare.

(pubblicato sul blog del fatto il 31/8/2022)