Categoria: Comunicati stampa

Il menù della 15^ festa di Rifondazione Comunista di Vigevano

3 Settembre 2023

15^ festa del circolo di Vigevano di Rifondazione Comunista.

8,9,10 settembre 2023.

Alla COOPERATIVA PORTALUPI (strada dei Ronchi 7 – Sforzesca – Vigevano)

Politica, musica, dibattiti, attualità, cultura e buon cibo a prezzi popolari.

Ricordiamo che é necessaria la prenotazione tramite messaggio WhatsApp ai numeri:

334 361 1043

392 755 2204

Clicca su questo link per le indicazioni stradali:

https://www.google.it/maps/@45.2879382,8.8851279,17z?entry=ttu

SONO PASSATI SEI ANNI DALL’INCENDIO BERTÈ E LA SITUAZIONE DI MANCATA BONIFICA È SEMPRE LA STESSA 

31 Agosto 2023

Come ogni anno il 6 settembre, nell’anniversario dell’incendio, organizziamo una manifestazione su questo grave problema. Sono passati ben 6 anni dal fatto, ma la bonifica non è ancora stata effettuata. 

Anche le più recenti ordinanze comunali non hanno sortito, ad oggi, alcun effetto. Gravi sono state le responsabilità dell’amministrazione comunale dell’epoca che ha pagato ogni anno 80 mila euro alla “Eredi Bertè” senza adeguati controlli e addirittura assegnando, anche dopo l’incendio, incarichi (scarrabile al cimitero) ai soci della stessa ditta. Parimenti gravi sono le responsabilità della Provincia e della Regione Lombardia per le varie autorizzazioni e per la politica dei rifiuti che ha favorito la proliferazione di imprese private con varie illegalità. 

Semmai un giorno ci sarà la bonifica, ricadrà, purtroppo, a carico degli enti pubblici e cioè dei cittadini, mentre sarebbe giusto che pagasse chi ha accumulato lauti profitti sui rifiuti. 

MANIFESTIAMO QUINDI ANCORA UNA VOLTA MERCOLEDÌ 6 SETTEMBRE 2023 IN VIA ENRICO FERMI DAVANTI ALL’AREA BERTÈ DALLE 17 ALLE 19 PER I SEGUENTI OBIETTIVI: 

1) Paghino i responsabili e non i cittadini

2) La filiera dei rifiuti deve essere interamente ricondotta alla gestione pubblica. Non deve più essere consentito che soggetti privati, il cui unico scopo è il profitto, accumulino denaro provocando danni all’ambiente e alla salute

3) Ampliare i controlli del territorio con la partecipazione dei cittadini, dei medici e dei lavoratori della sanità, delle associazioni di tutela dell’ambiente

4) Per la moratoria (blocco) di ogni ulteriore manomissione del territorio (esempi: i fanghi, la collina dei rifiuti, ecc.). 

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA

UNIONE POPOLARE

Circolo di Mortara 

DOBBIAMO CAMBIARE STRADA!

30 Agosto 2023

PUBBLICHIAMO VOLENTIERI LA LETTERA DEL “WWF LODIGIANO” E “LA MORTARA CHE VORREI” PERCHE’ NE CONDIVIDIAMO I CONTENUTI. RIFONDAZIONE COMUNISTA FED. DI PAVIA

Comunicato

Il 28 agosto due associazioni ambientaliste locali, il Wwf Lodigiano pavese e La Mortara che vorrei hanno inviato ai media e ai soci questa lettera:

Dobbiamo cambiare strada.

Eventi climatici estremi nelle regioni del nord. La Lomellina in ginocchio per la tempesta di vento che ha procurato sabato scorso grandi danni. E ovunque in Italia, incendi, frane, smottamenti, alluvioni.

Una situazione che da straordinaria sta diventando ordinaria. Gli eventi atmosferici estremi non sono più un’eccezione, ma quasi la normalità: si susseguono con una frequenza tale che non si fa in tempo a dichiarare uno stato di emergenza che subito arriva la richiesta per dichiararne uno nuovo. Una china pericolosa e drammatica a cui dovremmo abituarci, trovandosi l’Italia proprio al centro del Mediterraneo, una delle regioni del Pianeta più minacciate dalla crisi climatica.

Eppure, il nostro Paese continua a non mettere al primo posto dell’agenda politica, i temi del contrasto alla crisi climatica e dell’adattamento ai cambiamenti già in corso. Anzi sembra quasi che voglia mettere da parte, ignorare e persino negare la necessità di azioni non più rimandabili, facendo finta di non vedere le pesanti conseguenze sulle vite umane e sull’economia dovute alla non azione politica.

In questi giorni si discute della prossima legge di bilancio e della difficoltà di trovare i miliardi che mancano attraverso tagli a servizi o a bonus fiscali, ma ben ci si guarda da discutere di intervenire sui Sussidi Ambientalmente Dannosi che secondo i dati del Ministero dell’Ambiente ammontano a 22,4 miliardi di euro l’anno. Sussidi che continuano a ritardare la necessaria transizione ecologica, rafforzando attività economiche (tra cui la produzione e il consumo di combustibili fossili) che amplificano la crisi climatica a suon di miliardi e di vittime. Come se questo non bastasse, nei circa 16 miliardi di definanziamenti al PNRR decisi a luglio dal Governo ci sono, guarda caso, molti degli interventi che erano previsti per la prevenzione e l’adattamento al cambiamento climatico (soprattutto nel contrasto al dissesto idrogeologico), l’efficienza energetica dei Comuni, la rigenerazione urbana, la promozione di impianti rinnovabili innovativi, fino alla tutela e al miglioramento del verde urbano ed extraurbano”.

Scelte incomprensibili se si osserva la situazione del nostro Paese che su questi settori registra fortissimi ritardi.

Per completare il quadro non possiamo non ricordare come ad oggi l’Italia non abbia ancora una Legge sul Clima, né una Legge sul consumo del Suolo, nonostante la cementificazione del territorio proceda a ritmi impressionanti (due metri quadrati al secondo) e nonostante si sappia benissimo come l’impermeabilizzazione del suolo aumenti notevolmente gli effetti negativi delle precipitazioni straordinarie sempre più frequenti.

È ancora in discussione il Piano Nazionale Integrato Energia Clima, le cui versioni fin qui uscite non mostrano il coraggio necessario per raggiungere gli obiettivi di uscita da tutti i combustibili fossili con conseguente passaggio alle fonti rinnovabili. Allo stesso modo non è stato ancora approvato il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici che dovrà indicare obiettivi specifici e conseguenti investimenti per garantire una gestione ambientalmente e socialmente sostenibile della crisi climatica.

Di fronte a queste “false calamità”, si preferisce continuare a fare l’elenco dei danni che la collettività subisce e di cui si dovrà poi fare carico, invece che agire per contrastare le cause che determinano. Scriviamo queste note dopo avere visto lo sconquasso ambientale nella nostra città e di tutta la Lomellina e i danni economici arrecati a centinaia di famiglie. Con la tristezza nel vedere anche come i luoghi del cuore che personalmente e con tanta fatica avevamo a Mortara curato, come l’Oasi di fronte ai Carabinieri e il Bosco della Merlata, sono stati sconvolti dalla furia del vento e in parte azzerati.

Dobbiamo cambiare strada!

La tempesta si abbatte sulla città di Vigevano: in un attimo alberi sradicati, tetti scoperchiati, auto distrutte e tanti tanti disagi

26 Agosto 2023

Edoardo Casati

Io conto 2 alberi caduti su casa mia, interruzione di corrente per almeno un’ora. Lo stesso per il mio vicino che dovrà fare i conti con un pino di 6/7 metri caduto contro casa sua. Così tanti altri e altre che stanno segnalando ovunque disagi del genere.

In un attimo ci accorgiamo di come la nostra quotidianità, costruita su una falsa tranquillità del “tanto non succederà mai a noi”, sia così fragile davanti alla potenza distruttrice della natura.

Le immagini spiegano più di mille parole, per questo non voglio aggiungere molto altro. Chi ancora si azzarda a chiamarlo “maltempo” deve fare i conti con la semplice realtà: questo é il frutto del cambiamento climatico; danno enorme con cui dobbiamo fare i conti perché enorme é stata la spocchia con cui abbiamo pensato di essere superiori alla natura.

Tutta la ricchezza del mondo non vale una sola vita persa in questo modo.

Edoardo Casati, il Circolo “Hugo Chavez” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano e Unione Popolare

Acerbo (Prc-UP): da domani altre 32.850 famiglie senza reddito di cittadinanza. Meloni e Salvini nemici dei poveri

Pubblicato il 24 ago 2023

Continua la guerra contro i poveri del governo Meloni-Salvini. Domani altre 32.850 famiglie riceveranno comunicazione dall’INPS. Intanto a Napoli c’è chi offre lavoro a 3 euro l’ora in nero e una cinquantenne, vicino Salerno, ha tentato il suicidio sdraiandosi sui binari.

Il governo fa finta di non sapere che in quasi tutti i paesi europei c’è una forma di reddito di cittadinanza e di salario minimo orario.

Quello di Salvini e Meloni è un governo canaglia, classista e reazionario, nemico dei poveri e della classe lavoratrice. Sono contro i diritti sociali almeno quanto aborriscono quelli civili. Lo slogan “prima gli italiani” gli serviva solo per ingannare le classi popolari con la demagogia più becera e per dividere lavoratrici e lavoratori.

Noi di Rifondazione Comunista aderiamo alle manifestazioni indette dalla Rete dei comitati per la difesa e l’estensione del reddito che si terranno a Napoli e in altre città del sud.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista, coordinamento nazionale di Unione Popolare

SALARIO MINIMO: LA NOSTRA POLITICA PULITA CONTRO LA LORO OPPOSIZIONE AL RIBASSO

19 Agosto 2023

EDOARDO CASATI

É da due mesi che ci sbattiamo nelle città raccogliendo le firme per la legge di iniziativa popolare sul salario minimo.

Dopo due mesi saltano su, belli belli, PD +5S+SI+AZIONE e decidono che é ora di presentare in parlamento un disegno di legge simile alla nostra proposta ma con un euro in meno (9 invece di 10) e soprattutto senza adeguamento ai costi della vita.

Per qualche motivo oscuro decidono, poi, di avviare una raccolta firme su Change.org (quindi senza nessun tipo di valore legale).

Ora: per non saper né leggere né scrivere lascio passare tutti gli altri punti su cui hanno indietreggiato, tipo il fatto che il tempo dato alle aziende per adeguarsi é di 18 mesi (nella nostra é di 6) o tipo il fatto che a pagare questo aumento dovrebbe essere un fondo statale e quindi noi con le nostre tasse, perché posso pensare che si tratti di un compromesso per farlo “digerire” alle forze moderate.

Ma la questione della rimozione dell’adeguamento ai costi della vita é una vergogna senza pari.

Non credo serva uno studio decennale per capire che, se non c’è adeguamento automatico all’inflazione, si finisce semplicemente per essere da capo quando, tra pochi mesi, si alzerà il costo della vita riportando le persone ad avere lo stesso potere di acquisto di quando il salario minimo non c’era.

Ho scelto apposta questa foto perché credo rappresenti l’onestà con cui, ogni weekend, siamo nelle piazze e nei mercati a raccogliere firme o a distribuire volantini. Onestà che cozza contro una classe politica che vuole mettere il cappello ovunque e che utilizza questa battaglia per ripulirsi.

La scelta delle opposizioni parlamentari (PD & co) di presentare una loro proposta, sputa sulla buona volontà di tanti ragazzi e ragazze come me che ancora credono alla possibilità di fare una politica seria e onesta, fatta da persone che prima di parlare studiano a fondo i problemi.

Qui (per ignoranza o forse per malafede) nono solo si sta “spingendo” una legge che non cambia praticamente niente, ma si ha addirittura il coraggio di deridere chi, credendo che si possa ancora fare qualcosa anteponendo l’interesse dei lavoratori a quello dei partiti, ricorda che senza adeguamento non é altro che aria fritta.

A questa gente dico: siete davvero convinti che serva il salario minimo? Bene, presentatevi ai nostri banchetti e firmate.

Fatelo con la stessa onestà e con lo stesso entusiasmo con cui noi siamo convinti che si possa ancora fare una Politica con la P maiuscola.

IL GRAVE PROBLEMA DEGLI SFRATTI E DELL’EMERGENZA ABITATIVA

15 Agosto 2023

Seguendo la pratica delle “Brigate di Solidarietà”, abbiamo dato una mano al trasloco nella sua nuova abitazione a Nicorvo alla famiglia del nostro concittadino Livio Fanti.

Livio Fanti e la sua famiglia si erano trovati in gravissime difficoltà a causa di uno sfratto. La sua situazione si è risolta grazie al Sindaco di Nicorvo Michele Ratti che ringraziamo sentitamente.

Per un caso risolto, esistono, nella stessa città di Mortara molti casi di “emergenza abitativa” (in altri termini sfratti esecutivi provocati dalle difficoltà di fare fronte alle rilevanti somme per affitti e spese, causate dalle situazioni di lavoro precario, sottopagato e povero o dalla disoccupazione).

È un’emergenza sociale grave. Per questo abbiamo condotto sul nostro territorio un’azione politica con presidi davanti alle case popolari sfitte, con mozioni in Consiglio Comunale, con articoli e prese di posizione.

A Mortara su 146 case popolari ben 67 sono vuote, perché inagibili. Purtroppo la Giunta comunale di Mortara si è dimostrata sorda alle nostre proposte. L’ultima nostra mozione su questo problema è stata respinta dalla maggioranza di FDI e ViviAmo Mortara e anche dai consiglieri della Lega e persino da quelli del PD.

Avevamo proposto l’acquisizione da parte del Comune della casa di via Cortellona. La giunta ci ha risposto che NON procederà in questo senso, come pure non farà richiesta all’Aler di aprire un ufficio a Mortara per le documentazioni. Allo stesso tempo non viene esercitata una sufficiente pressione sull’Aler per il recupero e l’assegnazione degli appartamenti vuoti.

Una volta c’era l’Istituto Autonomo delle Case Popolari, adesso l’Aler (Azienda lombarda edilizia residenziale).

Non è tanto questione di nome, ma di atteggiamento. Il termine azienda presuppone una gestione privatistica. Inoltre da tempo né si costruiscono nuove case popolari (non occorrerebbe neanche ulteriore consumo di suolo, basterebbe il recupero e l’acquisizione dell’esistente), né si recuperano quelle lasciate sfitte, perché non a norma.

È UNA VERGOGNA. BASTA GENTE SENZA CASA!

BASTA CASE SENZA GENTE!

CIRCOLO RIFONDAZIONE COMUNISTA MORTARA

LA DIFFERENZA FRA LA PROPOSTA DI UNIONE POPOLARE E QUELLA DELLE OPPOSIZIONI PARLAMENTARI. NON È UNA BAZZECOLA

15 Agosto 2023

GIOVANNA CAPELLI

Le opposizioni parlamentari hanno proposto una raccolta di firme online sul reddito minimo, che ieri ha registrato una grande affluenza di firme.

Mi rallegro del fatto, segno che la nostra proposta di legge di iniziativa popolare ha colto un bisogno oggettivo di tutela del lavoro, della sua dignità e della necessità di uscire dalla depressione salariale che ha caratterizzato il nostro paese per l’arroganza padronale e la moderazione della maggioranza dei sindacati.

Vuol dire che non sentiremo più tutte le baggianate raccontate da politici e sindacalisti sulla contraddizione fra salario minimo, contrattazione, lavoro nero etc.

Bene. Ma mi chiedo perché le opposizioni parlamentari abbiano così platealmente ignorato la nostra raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare che depositeremo in parlamento a novembre, partita ed elaborata da Up, ma ora sostenuta da sinistra CGIl, USB, altri sindacati di base molti economisti ed intellettuali.

Allora bisogna entrare nel merito della differenza fra le proposte.

Qui sotto uno schema sintetico delle differenze.
La partita è da giocare nell’interesse concreto della classe operaia e dei ceti che vivono del proprio lavoro
Firmate la legge di iniziativa popolare.