12 Settembre 2023
Autore: Rino
Intervento di Mara Ghidorzi, nazionale di Rifondazione Comunista, alla 15^ festa del circolo Prc di Vigevano
12 Settembre 2023
AI CITTADINI E ALLE CITTADINE PAVESI
12 Settembre 2023
Domenica 10 Settembre 2023 si è conclusa la festa di Rifondazione Comunista Circolo di Vigevano (PV).
Con la festa organizzata a Vigevano chiudiamo la stagione delle feste del PRC nella Provincia di Pavia.
Sono state ben tre le nostre feste nella nostra provincia, oltre a quella di Vigevano abbiamo organizzato le feste di Torre Vecchia Pia e di Bereguardo.
Tutte le feste sono pienamente riuscite, sia dal punto di vista della partecipazione popolare che economico.
Ringraziamo sinceramente tutti/e i cittadini/e che hanno partecipato, portato il loro contributo ai nostri dibattiti e ci hanno permesso un introito economico.
Noi ci finanziamo esclusivamente con queste iniziative, siamo un partito povero che non vuole compromessi con nessun potentato economico.
Ringraziamo anche tutti/e i compagni/e che con il loro lavoro volontario hanno permesso tutto ciò.
Ovviamente continua il nostro lavoro politico, ci vediamo ai banchetti per la raccolta di firme a sostegno della legge popolare per un salario di almeno 10 euro per ora lavorata.
Ci vedremo in piazza contro la legge che stravolgendo la nostra Costituzione vuole introdurre l’Autonomia Differenziata.
Ci vediamo a Roma il 7 di Ottobre con la CGIL e le altre cento organizzazioni sociali contro il Governo Meloni.
Rifondazione Comunista e Giovani Comunisti Federazione Pavia
11 SETTEMBRE 1973: 50 ANNI FA IL “GOLPE” FASCISTA CHE MISE FINE AL GOVERNO DI SALVADOR ALLENDE IN CILE
11 Settembre 2023
11 SETTEMBRE 1973: 50 ANNI FA Il “GOLPE” FASCISTA CHE MISE FINE AL GOVERNO DI SALVADOR ALLENDE IN CILE
Il 4 settembre 1970 Salvador Allende, un medico e senatore socialista, vinse le elezioni presidenziali in Cile alla testa di una coalizione chiamata Unidad Popular formata dal Partito Socialista, dal Partito Comunista, dal Mapu (una formazione della sinistra cattolica) e da altri gruppi. Il governo Allende promosse una serie di riforme sociali: la nazionalizzazione del rame (el cobre, il Cile aveva miniere di rame tra le più grandi del mondo, ma in mano a multinazionali degli Stati Uniti come “l’Anaconda”, la “Kennecot”), dell’energia elettrica, dei trasporti, di molte banche. Fu avviata anche la riforma agraria che liquidò il latifondo e furono varati estesi provvedimenti sociali (salario minimo garantito, riduzione degli affitti, lotta contro la povertà, istruzione e cure mediche, diritti del popolo “Mapuche”). In politica internazionale il Cile riaprì le relazioni diplomatiche con Cuba e nel 1971 ci fu la storica visita di Fidel Castro.
Naturalmente questa politica trovò l’ostilità degli Stati Uniti e degli oligarchi cileni. Furono mandate avanti, finanziate dalla CIA e dalle multinazionali, campagne per destabilizzare il governo, dallo sciopero dei camionisti agli attentati dell’estrema destra fascista.
L’11 settembre 1973 ci fu il colpo di stato delle Forze Armate con a capo il generale Augusto Pinochet. La ”Moneda” (il palazzo presidenziale) fu bombardata. Dopo una strenua difesa del Palazzo, muore Salvador Allende che aveva rifiutato di arrendersi ai golpisti pronunciando uno storico ultimo discorso alla radio.
Così pure furono massacrati migliaia di attivisti comunisti, socialisti, di sinistra, intellettuali e musicisti come Victor Jara. Molte migliaia furono i detenuti nei campi di concentramento nelle isole verso l’Antartico (come Luis Corvalan, segretario del Partito Comunista) e nel deserto del Nord del Cile.
Furono smantellate le conquiste sociali di Unidad Popular e il Cile divenne il campo di esperimento degli economisti neoliberisti, i “Chicago Boys”.
Grande fu la solidarietà nel Mondo verso il popolo cileno. In Italia ci furono grandi manifestazioni. Per anni la “colonna sonora” della solidarietà internazionalista furono le canzoni degli “Inti Illimani” che si salvarono dalla repressione, perché l’11 settembre erano in Italia a fare concerti per le Feste dell’Unità.
Giuseppe Abbà
Incendio Eredi Bertè: la bonifica deve essere pagata da chi ha inquinato e non dai cittadini
7 Settembre 2023
Il menù della 15^ festa di Rifondazione Comunista di Vigevano
3 Settembre 2023

15^ festa del circolo di Vigevano di Rifondazione Comunista.
8,9,10 settembre 2023.
Alla COOPERATIVA PORTALUPI (strada dei Ronchi 7 – Sforzesca – Vigevano)
Politica, musica, dibattiti, attualità, cultura e buon cibo a prezzi popolari.
Ricordiamo che é necessaria la prenotazione tramite messaggio WhatsApp ai numeri:
334 361 1043
392 755 2204

Clicca su questo link per le indicazioni stradali:
https://www.google.it/maps/@45.2879382,8.8851279,17z?entry=ttu



Eventi climatici estremi
1° Settembre 2023
SONO PASSATI SEI ANNI DALL’INCENDIO BERTÈ E LA SITUAZIONE DI MANCATA BONIFICA È SEMPRE LA STESSA
31 Agosto 2023
Come ogni anno il 6 settembre, nell’anniversario dell’incendio, organizziamo una manifestazione su questo grave problema. Sono passati ben 6 anni dal fatto, ma la bonifica non è ancora stata effettuata.
Anche le più recenti ordinanze comunali non hanno sortito, ad oggi, alcun effetto. Gravi sono state le responsabilità dell’amministrazione comunale dell’epoca che ha pagato ogni anno 80 mila euro alla “Eredi Bertè” senza adeguati controlli e addirittura assegnando, anche dopo l’incendio, incarichi (scarrabile al cimitero) ai soci della stessa ditta. Parimenti gravi sono le responsabilità della Provincia e della Regione Lombardia per le varie autorizzazioni e per la politica dei rifiuti che ha favorito la proliferazione di imprese private con varie illegalità.
Semmai un giorno ci sarà la bonifica, ricadrà, purtroppo, a carico degli enti pubblici e cioè dei cittadini, mentre sarebbe giusto che pagasse chi ha accumulato lauti profitti sui rifiuti.
MANIFESTIAMO QUINDI ANCORA UNA VOLTA MERCOLEDÌ 6 SETTEMBRE 2023 IN VIA ENRICO FERMI DAVANTI ALL’AREA BERTÈ DALLE 17 ALLE 19 PER I SEGUENTI OBIETTIVI:
1) Paghino i responsabili e non i cittadini
2) La filiera dei rifiuti deve essere interamente ricondotta alla gestione pubblica. Non deve più essere consentito che soggetti privati, il cui unico scopo è il profitto, accumulino denaro provocando danni all’ambiente e alla salute
3) Ampliare i controlli del territorio con la partecipazione dei cittadini, dei medici e dei lavoratori della sanità, delle associazioni di tutela dell’ambiente
4) Per la moratoria (blocco) di ogni ulteriore manomissione del territorio (esempi: i fanghi, la collina dei rifiuti, ecc.).
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
UNIONE POPOLARE
Circolo di Mortara

DOBBIAMO CAMBIARE STRADA!
30 Agosto 2023
PUBBLICHIAMO VOLENTIERI LA LETTERA DEL “WWF LODIGIANO” E “LA MORTARA CHE VORREI” PERCHE’ NE CONDIVIDIAMO I CONTENUTI. RIFONDAZIONE COMUNISTA FED. DI PAVIA
Comunicato
Il 28 agosto due associazioni ambientaliste locali, il Wwf Lodigiano pavese e La Mortara che vorrei hanno inviato ai media e ai soci questa lettera:
Dobbiamo cambiare strada.
Eventi climatici estremi nelle regioni del nord. La Lomellina in ginocchio per la tempesta di vento che ha procurato sabato scorso grandi danni. E ovunque in Italia, incendi, frane, smottamenti, alluvioni.
Una situazione che da straordinaria sta diventando ordinaria. Gli eventi atmosferici estremi non sono più un’eccezione, ma quasi la normalità: si susseguono con una frequenza tale che non si fa in tempo a dichiarare uno stato di emergenza che subito arriva la richiesta per dichiararne uno nuovo. Una china pericolosa e drammatica a cui dovremmo abituarci, trovandosi l’Italia proprio al centro del Mediterraneo, una delle regioni del Pianeta più minacciate dalla crisi climatica.
Eppure, il nostro Paese continua a non mettere al primo posto dell’agenda politica, i temi del contrasto alla crisi climatica e dell’adattamento ai cambiamenti già in corso. Anzi sembra quasi che voglia mettere da parte, ignorare e persino negare la necessità di azioni non più rimandabili, facendo finta di non vedere le pesanti conseguenze sulle vite umane e sull’economia dovute alla non azione politica.
In questi giorni si discute della prossima legge di bilancio e della difficoltà di trovare i miliardi che mancano attraverso tagli a servizi o a bonus fiscali, ma ben ci si guarda da discutere di intervenire sui Sussidi Ambientalmente Dannosi che secondo i dati del Ministero dell’Ambiente ammontano a 22,4 miliardi di euro l’anno. Sussidi che continuano a ritardare la necessaria transizione ecologica, rafforzando attività economiche (tra cui la produzione e il consumo di combustibili fossili) che amplificano la crisi climatica a suon di miliardi e di vittime. Come se questo non bastasse, nei circa 16 miliardi di definanziamenti al PNRR decisi a luglio dal Governo ci sono, guarda caso, molti degli interventi che erano previsti per la prevenzione e l’adattamento al cambiamento climatico (soprattutto nel contrasto al dissesto idrogeologico), l’efficienza energetica dei Comuni, la rigenerazione urbana, la promozione di impianti rinnovabili innovativi, fino alla tutela e al miglioramento del verde urbano ed extraurbano”.
Scelte incomprensibili se si osserva la situazione del nostro Paese che su questi settori registra fortissimi ritardi.
Per completare il quadro non possiamo non ricordare come ad oggi l’Italia non abbia ancora una Legge sul Clima, né una Legge sul consumo del Suolo, nonostante la cementificazione del territorio proceda a ritmi impressionanti (due metri quadrati al secondo) e nonostante si sappia benissimo come l’impermeabilizzazione del suolo aumenti notevolmente gli effetti negativi delle precipitazioni straordinarie sempre più frequenti.
È ancora in discussione il Piano Nazionale Integrato Energia Clima, le cui versioni fin qui uscite non mostrano il coraggio necessario per raggiungere gli obiettivi di uscita da tutti i combustibili fossili con conseguente passaggio alle fonti rinnovabili. Allo stesso modo non è stato ancora approvato il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici che dovrà indicare obiettivi specifici e conseguenti investimenti per garantire una gestione ambientalmente e socialmente sostenibile della crisi climatica.
Di fronte a queste “false calamità”, si preferisce continuare a fare l’elenco dei danni che la collettività subisce e di cui si dovrà poi fare carico, invece che agire per contrastare le cause che determinano. Scriviamo queste note dopo avere visto lo sconquasso ambientale nella nostra città e di tutta la Lomellina e i danni economici arrecati a centinaia di famiglie. Con la tristezza nel vedere anche come i luoghi del cuore che personalmente e con tanta fatica avevamo a Mortara curato, come l’Oasi di fronte ai Carabinieri e il Bosco della Merlata, sono stati sconvolti dalla furia del vento e in parte azzerati.
Dobbiamo cambiare strada!

La tempesta si abbatte sulla città di Vigevano: in un attimo alberi sradicati, tetti scoperchiati, auto distrutte e tanti tanti disagi
26 Agosto 2023
Edoardo Casati
Io conto 2 alberi caduti su casa mia, interruzione di corrente per almeno un’ora. Lo stesso per il mio vicino che dovrà fare i conti con un pino di 6/7 metri caduto contro casa sua. Così tanti altri e altre che stanno segnalando ovunque disagi del genere.
In un attimo ci accorgiamo di come la nostra quotidianità, costruita su una falsa tranquillità del “tanto non succederà mai a noi”, sia così fragile davanti alla potenza distruttrice della natura.
Le immagini spiegano più di mille parole, per questo non voglio aggiungere molto altro. Chi ancora si azzarda a chiamarlo “maltempo” deve fare i conti con la semplice realtà: questo é il frutto del cambiamento climatico; danno enorme con cui dobbiamo fare i conti perché enorme é stata la spocchia con cui abbiamo pensato di essere superiori alla natura.
Tutta la ricchezza del mondo non vale una sola vita persa in questo modo.
Edoardo Casati, il Circolo “Hugo Chavez” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano e Unione Popolare











