Categoria: Politica
Marcia della Pace Perugia-Assisi 2021. L’Italia è un Paese belligerante da trent’anni
L’Italia è un Paese belligerante da trent’anni.
É secondo per soldati e mezzi inviati all’estero nelle missioni Nato dopo gli Stati Uniti.
È nono nella “top ten” mondiale per produzione di armi e sistemi d’arma.
È il quinto avamposto militare statunitense a livello globale.
I nostri porti sono un nodo strategico nella logistica dei trasferimenti di armamenti mentre Camp Darby, che si serve del porto di Livorno, è il più grande arsenale statunitense al di fuori dai confini della madre patria.
La nostra spesa militare si attesta tra i 70/80 milioni di euro al giorno in costante aumento.
In trent’anni abbiamo accumulato pesantissime responsabilità di guerra.
L’Italia non ha bisogno della Nato e dei suoi nemici inventati, delle basi e delle bombe nucleari statunitensi né di un esercito professionale concepito per l’offesa.
Servono risorse per la sanità pubblica, per la scuola, per i trasporti, per il reddito.
Ridurre le spese militari
Cambiare modello di Difesa
Uscire dalla Nato.
Andrea Ferroni, coordinatore Gc e segr. Fed. Perugia
Gregorio Piccin Responsabile Nazionale Pace

9 ottobre 1967. Il Compagno Ernesto Che Guevara veniva assassinato dai militari boliviani guidati da un agente della C.I.A.
CALENDARIO DEL POPOLO
9 ottobre 2021
Giuseppe Abbà
Quel giorno, nel villaggio di La Higuera in Bolivia veniva ucciso il Che, catturato il giorno prima durante un violento combattimento.
L’emozione nel Mondo, soprattutto tra i giovani, fu enorme. Che Guevara era diventato il simbolo della lotta rivoluzionaria per cambiare un mondo ingiusto.
Il giovane Ernesto, nato a Rosario, in Argentina, il 14 giugno 1928, nei suoi viaggi attraverso l’America Latina assieme all’amico Alberto Granado, si rese conto della tragica realtà del continente sudamericano: fame, malattie, analfabetismo, rapina delle risorse e sfruttamento spietato da parte delle multinazionali degli Stati Uniti con la complicità dei governi locali.
Maturò in questo modo convinzioni marxiste, comuniste. Giunse in Guatemala dove sostenne il governo di Jacobo Arbenz, un progressista che aveva “osato” nazionalizzare le immense proprietà della “United Fruit” per potere aiutare i contadini poveri del proprio Paese.
Nel 1954 gli Stati Uniti abbatterono il governo Arbenz con un’invasione di mercenari. Ernesto Guevara dovette riparare in Messico dove conobbe gli esuli cubani, Fidel Castro e Raul Castro. Si unì a loro nella spedizione del “Granma” che il 2 dicembre 1956 approdò sulla costa cubana di Oriente.
Dopo la prima sconfitta ad opera delle truppe del dittatore Batista, i superstiti raggiunsero la Sierra Maestra. Si sviluppò la guerriglia che ottenne l’ appoggio dei contadini. Dopo due anni di combattimenti, tra cui l’epica battaglia di Santa Clara, diretta dal Che, la guerriglia trionfò il 2 gennaio 1959.
Fu effettuata una vasta riforma agraria e Cuba si avviò, nonostante le aggressioni e il blocco ( che dura tutt’ora) degli Stati Uniti, verso il socialismo.
Il Che, dopo aver fatto il Presidente della Banca Nazionale e il Ministro dell’Industria, dopo 5 anni lascia Cuba, annunciando che “altre terre del Mondo reclamano i suoi modesti sforzi”. Con l’aiuto cubano si reca clandestinamente nel Congo (1965) per aiutare i guerriglieri lumumbisti, ma la guerra popolare non riesce a svilupparsi. Il Che si ritira per qualche tempo a Praga, quindi ritorna per qualche tempo a Cuba, senza che la cosa venga resa nota.
Riparte per la Bolivia dove, purtroppo, la guerriglia insediata nella Selva, viene accerchiata e sconfitta.
Che Guevara fu un esempio di internazionalismo proletario.
Ricordiamolo con le parole pronunciate da Fidel Castro: “il Che non è caduto difendendo altri interessi, altra causa che la causa degli sfruttati e degli oppressi di questo continente. La causa per cui il Che è morto è la causa degli umili di questa Terra”.
Ricordiamolo anche con le parole della canzone cubana “Guantanamera “( versi di José Marti’): “con los pobres de la Tierra quiero yo mi suerte echar” (con i poveri della Terra voglio lanciare la mia sorte).
RIFONDAZIONE: ARRESTI PER INCENDIO BERTÈ A MORTARA (PV)
08 ottobre 2021
Dopo ben 4 anni dall’incendio del deposito rifiuti “Bertè” a Mortara, qualcosa si è finalmente mosso.
Sono stati arrestati Vincenzo Bertè, titolare dell’impianto e altri due” imprenditori”, Andrea Biani e Vincenzo Ascrizzi.
Le accuse sono pesantissime: traffico illecito di rifiuti, bancarotta fraudolenta, emissione fatture false, incendio doloso.
Secondo la testimonianza della ex moglie di Bertè c’è pure la presenza della criminalità organizzata.
Tutti gli anni, nell’anniversario dell’incendio, il circolo di Mortara del Partito della Rifondazione Comunista ha effettuato un presidio davanti all’impianto e al mercato locale per denunciare:
- La mancata bonifica del terreno
- Le responsabilità della giunta leghista di Mortara che non ha vigilato sulla crescita esponenziale dei rifiuti, stoccati al di là di ogni norma, per di più pagando alla “Eredi Bertè” 80 Milà euro all’anno senza nulla da eccepire. Non solo: anche dopo l’incendio la Giunta di Mortara ha affidato appalti ad Andrea Biani, una società del socio di Bertè.
- Per denunciare le responsabilità della Regione Lombardia per la sua dissennata politica dei rifiuti e della Provincia di Pavia per le varie autorizzazioni concesse.
Inoltre continuiamo a rivendicare che la filiera dei rifiuti deve essere ricondotta interamente sotto gestione pubblica.
Non deve essere consentito che soggetti privati, il cui unico scopo è il profitto, accumulino ingenti quantità di denaro incuranti dei danni ambientali e della salute dei cittadini.
Per contro le amministrazioni di centro destra della Lomellina hanno distrutto il Clir (un’azienda pubblica ,un consorzio intercomunale per la gestione dei rifiuti) con la conseguenza di avere appaltato a ditte private.
Il nostro Partito continuerà a battersi per la difesa del territorio.
Rivendichiamo infine che: un milione e ottocentomila euro di somme e di beni sequestrati siano utilizzati per la bonifica del terreno inquinato.
Giuseppe Abbà, Consigliere comunale di Mortara del Partito della Rifondazione Comunista.
Marcia della Pace Perugia-Assisi 2021. L’Italia è un Paese belligerante da trent’anni.
Marcia della Pace Perugia-Assisi 2021
L’Italia è un Paese belligerante da trent’anni.
É secondo per soldati e mezzi inviati all’estero nelle missioni Nato dopo gli Stati Uniti.
È nono nella “top ten” mondiale per produzione di armi e sistemi d’arma.
È il quinto avamposto militare statunitense a livello globale.
I nostri porti sono un nodo strategico nella logistica dei trasferimenti di armamenti mentre Camp Darby, che si serve del porto di Livorno, è il più grande arsenale statunitense al di fuori dai confini della madre patria.
La nostra spesa militare si attesta tra i 70/80 milioni di euro al giorno in costante aumento.
In trent’anni abbiamo accumulato pesantissime responsabilità di guerra.
L’Italia non ha bisogno della Nato e dei suoi nemici inventati, delle basi e delle bombe nucleari statunitensi né di un esercito professionale concepito per l’offesa.
Servono risorse per la sanità pubblica, per la scuola, per i trasporti, per il reddito.
Ridurre le spese militari
Cambiare modello di Difesa
Uscire dalla Nato.
Andrea Ferroni, coordinatore Gc e segr. Fed. Perugia
Gregorio Piccin Responsabile Nazionale Pace
Mortara, rogo Bertè: tre arresti e sequestri per oltre due milioni di euro
Fonte, l’Informatore Lomellino: https://www.informatorelomellino.it/post/mortara-rogo-bert%C3%A8-tre-arresti-e-sequestri-per-oltre-due-milioni-di-euro
Traffico illecito di rifiuti, incendio doloso, utilizzo ed emissione di fatture false, bancarotta fraudolenta, riciclaggio ed autoriciclaggio: con queste accuse, nelle prime ore di questa, i militari della Guardia di Finanza e dei Carabinieri Forestali di Pavia hanno fatto scattare le manette ai polsi di tre persone.
Oltre agli arresti, sono stati sequestrati più di 1,8 milioni di euro (tra cui disponibilità finanziarie, fabbricati, terreni ed autoveicoli) frutto dell’ingiusto profitto ottenuto attraverso il mancato pagamento delle spese di recupero e/o di smaltimento dei rifiuti ed il mancato versamento della cosiddetta “ecotassa”.
Sono questi i dettagli dell’operazione “Fenice”: le complesse indagini, avviate nel 2017 a seguito di un incendio presso la società Eredi Bertè Antonino di Mortara, hanno permesso di accertare innumerevoli illeciti, anche di natura ambientale, nonché la causazione dell’incendio dei rifiuti stoccati nell’impianto di trattamento gestito dalla medesima ditta.
Due degli arrestati, entrambi gestori dell’impianto, secondo gli inquirenti sono accusati di aver ammassato indistintamente quintali di rifiuti pericolosi e non (tra i quali anche rifiuti speciali pericolosi costituiti da lastre di eternit), e di non aver provveduto all’esecuzione di alcuna operazione di trattamento o recupero incamerando così ingenti guadagni quantificati in circa 2 milioni di euro. Il terzo arrestato, un 37enne, è accusato di aver supportato i primi due nel riciclare ingenti somme di denaro provento del traffico illecito e della bancarotta.
Dichiarazione di Abbà al presidio di Rifondazione Comunista di Mortara del giorno 8 settembre 2020
Congresso del circolo di Rifondazione Comunista di Torrevecchia Pia (Pv)
Vito Teti
Sabato 2 Ottobre 2021, si è svolto il congresso di Rifondazione comunista del circolo di Torrevecchia Pia, con una buona partecipazione di compagni e compagne.
È stato confermato segretario il compagno Giovanni Greco.


Appello da Riace: ”SULLA CONDANNA DI MIMMO LUCANO, UOMO GIUSTO, CHIAMIAMO ALLA MOBILITAZIONE DEMOCRATICA!
Quello che è successo oggi è molto chiaro: con la sentenza che ha condannato Mimmo Lucano a 13 anni e 2 mesi si è voluto condannare un’idea e ostacolare un progetto politico basato su valori di giustizia, uguaglianza e riscatto sociale.
Una sentenza, quella del Tribunale di Locri, che certifica la natura politica di questo processo e che non tiene neanche conto dei pronunciamenti di altri organi di giustizia, quali il Tar, il Consiglio di Stato, la Cassazione e il Riesame, che precedentemente avevano demolito l’impianto accusatorio della Procura.
È paradossale che tutto questo avvenga a tre giorni dalle elezioni regionali, alle quali abbiamo voluto partecipare come lista mettendo in campo idee e pratiche che vengono proprio dall’esperienza di Riace, che oggi si vuole condannare.
Noi invece vogliamo ribadire che non ci fermeremo e che la nostra lotta va avanti in nome della solidarietà e della giustizia: chiamiamo tutti e tutte a partecipare all’iniziativa prevista per domani alle 16.00 a Riace, al Villaggio Globale, e chiediamo ai compagni e alle compagne nel resto d’Italia di costruire mobilitazioni democratiche in concomitanza con la nostra iniziativa alle 17.30.
Ora più che mai è necessario manifestare il proprio dissenso nei confronti di questa assurda sentenza e portare solidarietà a Mimmo Lucano, un uomo che ha cercato e praticato il riscatto degli ultimi e della sua terra.
CALENDARIO DEL POPOLO: 1 OTTOBRE 1949-IL COMPAGNO MAO TSE TUNG PROCLAMA LA REPUBBLICA POPOLARE CINESE.
Giuseppe Abbà
Era il culmine di una delle più importanti rivoluzioni del Ventesimo secolo.
La Cina che, sin dalla prima metà dell’ottocento era stata preda dei vari imperialismi (inglese, statunitense, francese, tedesco, giapponese, Russia zarista) e che subiva, oltre all’oppressione semicoloniale, il dominio feudale dei grandi proprietari terrieri, la Cina preda di fame, carestie, analfabetismo, come disse Mao Tse Tung il 1 ottobre 1949,”si era levata in piedi”.
Lungo e complesso fu il percorso della Rivoluzione Cinese, dal movimento culturale del 4 maggio 1919, alla fondazione del Partito Comunista Cinese il 23 luglio 1921, ai contrastati rapporti con il Kuo Min Tang.
Il Kuo Min Tang era un partito all’inizio antimperialista che però successivamente vide prevalere la ” borghesia compradora” e i latifondisti rappresentati da Chiang Kai Shek.
La rottura con il Kuo Min Tang sfociò nel massacro dei comunisti da parte delle truppe reazionarie (Shanghai nell’aprile 1927).
I Comunisti reagirono creando nell’ agosto 1927 l’Armata Rossa. Furono liberate estese zone della Cina. Nel 1934 iniziò la “Lunga Marcia”, migliaia di chilometri percorsi in un anno per raggiungere la “base rossa” dello Shensi Settentrionale.
Seguì la Resistenza contro l’invasione giapponese con una relativa tregua con il Kuo Min Tang.
Al termine della Seconda Guerra Mondiale gli imperialisti americani e Chiang Kai Shek fecero fallire i tentativi di un governo di unità nazionale.
Riprese il conflitto sino a che tutta la Cina fu liberata, tranne l’isola di Taiwan, bloccata dalla Settima Flotta americana.
Iniziò la marcia verso il socialismo.
Fu senz’altro uno dei più grandi avvenimenti dell’epoca contemporanea.
La condanna di Mimmo Lucano apre una situazione pericolosa
Pubblicato il 30 set 2021
Paolo Ferrero*
La condanna di Mimmo Lucano a 13 anni è una vergogna. Non è solo l’assurda pesantezza della pena a gridare vendetta ma la motivazione e cioè il teorema su cui è fondata. La generosa accoglienza dei migranti viene dipinta come una operazione criminale di speculazione sull’immigrazione clandestina. Questa sentenza rovescia la realtà in un modo vergognoso e ricorda gli anni bui del paese, non solo della repubblica ma anche quelli precedenti. Più che una sentenza è una vendetta contro un amministratore pubblico che ha inteso il suo mandato non come una carriera ma come un impegno civile, come una espressione di umanità. E’ l’impegno di Mimmo che viene punito, il suo senso civico, così come Martin Luther King veniva messo in prigione.
Una sentenza così scandalosa non è però un fatto isolato e può essere emessa solo dentro un contesto politico e culturale.

Il contesto è la vera e propria normalizzazione centrista a cui stiamo vivendo. Il governo di Draghi – che agisce come un monarca in una situazione post democratica in cui il parlamento non conta nulla – sostenuto dalle istituzioni europee, dal presidente della Repubblica e da un assordante coro dei media mainstream non è solo un governo di unità nazionale ma è un governo costituente. Tratto fondativo dell’azione di questo governo è l’allargamento del perimetro del sostegno politico e la dura repressione dei soggetti sociali che non accettano di essere parte della mediazione bonapartista. Ne sa qualcosa il sindacato, chiamato ad una concertazione subalterna guidata da Confindustria.
Non penso che qualcuno da Palazzo Chigi abbia telefonato per avere la condanna di Mimmo Lucano. Non c’è nessun complotto e chi vede complotti da tutte le parti farebbe bene a farsi dare una guardata. Vi è però un clima e il clima è quello di un paese in cui dalla dialettica politica aspra ma democratica si passa al meccanismo inclusione/esclusione. Lo subisce da anni il Movimento no Tav, avviene oggi in modo esplicito sul piano politico, questa sentenza ci dice che il meccanismo si sta allargando.
Per questo la solidarietà a Mimmo, l’indignazione per il fatto che chi accoglie viene trattato come un criminale, uno sfruttatore, si deve saldare ad una rottura democratica di questa gabbia in cui viene rinchiuso il paese. La costruzione dell’alternativa passa in primo luogo per il riconoscimento delle situazioni di pericolo e questa lo è.
Vice presidente Partito della Sinistra Europea, da “Il Fatto Quotidiano”








