Categoria: Politica

“6 morti sul lavoro in un giorno. Draghi ha una barca di soldi, ma per la sicurezza neppure un euro”

29 settembre 2021

Tratto da Spray News: https://www.spraynews.it/post/6-morti-sul-lavoro-in-un-giorno-draghi-ha-una-barca-di-soldi-ma-per-la-sicurezza-neppure-un-euro?fbclid=IwAR34NqIlgmRNxcAPL4Ohv0djJC6nTxhR1EM4Cc9WuyYLvIdM8fMKsXZvg4k

Ferrero, sei morti sul lavoro in un giorno. Il segretario della Cgil Maurizio Landini ha chiesto la chiusura delle aziende che non rispettano le norme di sicurezza. Dubito che accadrà…

Ci sono a monte problemi diversi, che si sommano e si intersecano. La prima causa dei morti sul lavoro, è l’idea generale, condivisa anche dal Governo in carica, secondo la quale la competitività è l’unico dogma da rispettare. Bisogna cambiare registro. Le gente deve lavorare per vivere, non per morire. Bisogna mettere al centro le persone, l’uomo, come direbbe il Papa. E la donna, aggiungo io. Dal Pd alla Lega e alla Meloni, per tutti, al centro c’è la competitività. E finché al centro di tutto c’è la competitività, ci becchiamo i morti e quelle, che vengono versate, sono lacrime di coccodrillo. C’è, poi, una ragione più strettamente politica. In questi anni sono stati distrutti i servizi di vigilanza, per cui la possibilità che un’impresa venga visitata dall’Ispettorato del lavoro è una su un miliardo. La mancanza di ispettori del lavoro, non è, però, conseguenza del caso…

Se non è un caso, che cosa è? Una scelta scellerata?

Non sono stati fatti i concorsi e non sono state assunte le persone. I servizi di vigilanza sono stati svuotati. E’ come se fossero venuti a mancare gli agenti di polizia, i carabinieri, i vigili urbani e poi ci si lamentasse che in giro c’è più delinquenza. Questa della mancanza degli ispettori è una scelta politica, è una scelta voluta, di cui questo Governo è l’ultimo dei responsabili in ordine di tempo. Un metro di ghiaccio non si scioglie in una notte. Il Governo Draghi ha, però, un’aggravante…

E’, quindi, dal punto di vista della responsabilità politica peggio degli altri?

Questo Governo, a differenza di quelli precedenti, ha una barca di quattrini. Ha potuto spendere duecento miliardi, ma alla sicurezza sul lavoro non ha destinato neppure un euro. Draghi da una parte continua a regalare soldi agli imprenditori, che sono quelli che non rispettano le regole, e a inneggiare alla competitività. Dall’altra non fa nulla per combattere i comportamenti criminali che considerano la sicurezza un’opzione secondaria.

Non ha ancora commentato le parole di Landini che vorrebbe chiudere le aziende che non rispettano le norme di sicurezza…

Io sono completamente d’accordo con Landini, ma non capisco come pensi si possano beccare le aziende non in regola. Per mettere dentro chi ti ha rubato la macchina, devono vederlo mentre la ruba. Se nessuno lo vede, come si fa a metterlo in galera? Qui ci sono tutti i giorni quelli che rubano le macchine e i motorini, ma non c’è nessuno che lo verifichi e lo sanzioni.

Che cosa si dovrebbe fare?

Bisognerebbe spostare il potere del controllo. Da un lato lo Stato dovrebbe fare il suo mestiere, dall’altro i lavoratori, che nelle aziende sono deputati a vigilare sulla sicurezza, devono avere il potere di obbligare le aziende a rispettare le regole. Occorre uno spostamento di potere dalla aziende, che oggi fanno i loro porci comodi, ai delegati alla sicurezza per conto dei lavoratori.

Morti Inutili, anche queste ultime sei, che suscitano solo parole di circostanza e lacrime di coccodrillo, come ha detto anche lei…

Dire inutile è sbagliato perché una morte è sempre inutile. Morti normali. Morti causate dal lato più disumano del funzionamento del capitalismo, che va corretto. Le lotte operaie sono sempre servite a correggere l’elemento totalmente disumano del capitalismo. Quando metti al centro il mercato, il dover correre e il non c’è tempo, alla fine anche il piccolo proprietario sta, più o meno, nella stessa condizione del lavoratore dipendente. Questo è un meccanismo disumano che riguarda chiunque lavori, a prescindere se sia un artigiano un contadino o il lavoratore a busta paga. Se uno tira in ballo lo schiavismo, sembra un’esagerazione, ma almeno gli schiavi il padrone aveva interesse a che non morissero perché altrimenti doveva comprare un altro. Qui, invece, se ne fottono perché tanto ce ne è sempre un altro a prendere il posto di chi il lavoro ha ucciso.

di Antonello Sette

Nuovi sviluppi sul caso Adriatici: la posizione dei Giovani Comunisti/e

29 settembre 2021

Speravamo che il “Caso Adriatici” si sarebbe finalmente risolto con la giusta condanna per l’assessore che uccise Youns El-Boussettaoui, lo scorso 21 luglio con la sua Calibro 22.

Speravamo, inoltre, che la sindaca, Paola Garlaschelli, chiedesse pubblicamente scusa alla famiglia della vittima per questa tragedia e invece nulla se non peggio!

Oggi non solo le scuse non sono arrivate ma, addirittura, sappiamo, da alcune chat trapelate dai gruppi WhatsApp della Giunta comunale, di diversi messaggi dal tono razzista verso i clochard stranieri di Voghera. (VEDI FOTO)

Sono parole inquietanti e minacciose enunciate da persone che sono state votate dai cittadini per rappresentarli e migliorare la loro città ma che invece si sono rivelate il solito branco di cafoni leghisti….

Non si pensi però che, allora, ci associamo ai vari cori di critica che si sono sollevati dalle opposizioni di PD e UdC in municipio. Questa loro lotta contro il cdx é stata definita testualmente come “democristiana e civica”, quasi come se fosse indirizzata unicamente ad un antirazzismo da passerella volto unicamente ad avere più poltrone in Comune.

Da comunisti ci presentiamo alla città di Voghera come forza alternativa a questi due blocchi, con la volontà di comprendere in maniera critica le problematiche della città e risolverle aiutando le persone e non uccidendole come propone il modello leghista.

JOSEPH ESPOSITO – Giovane Comunista di Voghera

EDOARDO CASATI – Coordinatore provinciale Giovani Comunisti/e Pavia

LA FRANTUMAZIONE A SINISTRA

MAURIZIO ACERBO

Riceviamo molti segnali di sconforto per la frantumazione di liste e candidature di sindaci a sinistra del Pd. È un sentimento che condivido. Sono convinto che ci sia bisogno in Italia di uno schieramento dell’alternativa capace di diventare un riferimento di massa.

È evidente la necessità di una proposta politica di sinistra e ambientalista, anticapitalista e antiliberista. Le elezioni nelle città sono un’occasione per provare a coinvolgere cittadinanza attiva e civismo democratico, collegare i settori militanti e parlare alle classi popolari.

Sprecare l’occasione per sfoggiare la propria identità separata mi sembra demenziale ma accade. Sono convinto che il potenziale espresso da manifestazioni come quella di sabato 18 a Firenze convocata dagli operai della #Gkn richieda nel paese una proposta politica che esprima e difenda gli interessi delle classi lavoratrici e dei ceti popolari.

Invece un dato balza agli occhi. La frantumazione di liste e candidature che rende più facile all’establishment la nostra marginalizzazione e alla grande stampa di ironizzare su un pulviscolo di sigle delegittimando le nostre sacrosante ragioni.

La divisione crea rabbia, delusione e disaffezione in quella quota di elettorato che non si riconosce nei partiti che sostengono il governo Draghi e ha posizioni di sinistra. Al tempo stesso rende difficile far emergere agli occhi di milioni di persone che c’è una possibile alternativa di sinistra. Il panorama è desolante.

Da un lato ci sono formazioni politiche (Sinistra Italiana, Verdi, ecc.) e aree di movimento che hanno scelto l’alleanza organica con Pd e quasi ovunque si alleano fin dal primo turno col partito di Letta che serenamente governa con Draghi e al tempo stesso gode del sostegno di quella che ho definito “sinistra ornamentale”.

La loro incidenza programmatica rasenta lo zero e la scusa dell’antifascismo regge poco. Si tratta di elezioni a doppio turno e quindi è solo una truffa usare la paura della destra per rinunciare a una proposta autonoma e alternativa. Dall’altro lato c’è la proliferazione di liste e candidature ‘supercomuniste’.

Una frammentazione che consente al sistema mediatico di marginalizzarci come “gli altri” nei sondaggi e di renderci invisibili, ma che soprattutto fa cadere le braccia a tante compagne e compagni. Invitiamo però a un esame attento delle posizioni e a non perdersi in una notte in cui tutte le vacche sono nere e tutti i partiti sono ugualmente responsabili.

Con tutto il rispetto ci sono posizioni altrui di cui non ci si può attribuire la responsabilità. Ci sono partiti come il PC di Rizzo che teorizzano il proprio isolamento ideologico di veri comunisti neostalinisti e dunque la divisione anche occhieggiando a posizioni di destra su temi come immigrazione, diritti lgbtqi ecc..

Il Pc in nessuna città si allea con gli altri partiti comunisti. Neanche a Torino dove intorno allo storico gramsciano Angelo d’Orsi si è unita tutta la sinistra radicale. Neanche a Roma nonostante in passato Paolo Berdini sia stato ospite applaudito di loro iniziative e oggetto di richieste di candidatura da parte di Rizzo stesso. Forse per questa linea Rizzo piace alle tv?

Una posizione identica pur con contenuti ideologici opposti, in questo caso una variante del trotzkismo, ha il Pcl di Ferrando che pensa di essere il partito ‘bolscevico-leninista’ e che se riesce a presentare le liste lo fa rigorosamente isolato. Se non ci riesce è disponibile a dare indicazione per altri comunisti e questo lo rende meno settario di Rizzo (almeno pratica l’unità nelle lotte).

C’è poi Potere al popolo che oscilla tra scelte unitarie (Napoli e Torino) e una più generale propensione a presentare candidature di partito per marcare il territorio e dimostrare di essere – come gli altri – l’unico vero soggetto politico antagonista su cui fare affidamento.

Queste posizioni sottintendono l’idea di dare visibilità alla propria sigla e fare proselitismo. Cosa che sarebbe possibile anche coalizzandosi, con la legge elettorali delle comunali, ma evidentemente non basta a chi pensa che prima di tutto viene la propria visibilità.

Solo in Calabria si è riusciti a costruire un terzo polo con Luigi de Magistris Presidente per la Calabria. E tra le grandi città solo a Torino a mettere insieme quasi tutti tranne Rizzo. Peccato che sulla strada della frammentazione non si ottengano grandi risultati. Dalla gara a chi è più rivoluzionario, comunista, ecc. ecc. non derivano grandi vittorie. A chi si lamenta con noi di queste divisioni non possiamo che rispondere che condividiamo il disagio ma non possiamo per decreto impedirle. Cerchiamo di superarle laddove possibile. Noi di Rifondazione Comunista continuiamo ad andare in direzione ostinata e contraria.

In queste elezioni siamo presenti con un profilo programmatico e una linea che crediamo sia quella utile a ricostruire uno spazio dell’alternativa nel nostro paese. Lo facciamo con le nostre poche forze ma con grande convinzione. Abbiamo lavorato a Roma, Milano, Torino, Napoli, Ravenna, Salerno, Trieste e tante altre città per costruire liste e/o coalizioni di sinistra e ambientaliste alternative ai poli politici esistenti e ai partiti che sostengono il governo Draghi.

Come Rifondazione Comunista abbiamo lavorato per l’unità e l’alternativa proponendo di convergere su candidature a sindaco/a unitarie per tutte le formazioni della sinistra radicale. A Roma l’urbanista ambientalista Paolo Berdini, a Torino lo storico Angelo d’Orsi, a Milano l’ambientalista anti-speculazione Gabriele Mariani proseguendo l’esperienza di Milano in Comune, a Bologna la combattiva consigliera Dora Palumbo uscita dal M5S, a Napoli l’assessora della giunta De Magistris Alessandra Clemente.

Non abbiamo preteso da nessuna parte che ci fossero logiche miopi e ristrette di orticello a impedire la più larga convergenza. Solo a Ravenna la lista Comunisti Uniti candida un nostro compagno iscritto Alessandro Bongarzone.

Il nostro obiettivo è quello di costruire l’opposizione e l’alternativa. Se si giudica negativamente la divisione a sinistra è il caso di dare una mano a chi propone una linea radicale ma non settaria.

Bollette alle stelle: No alla stangata! Mobilitiamoci

Il Governo predica bene e razzola male: si appresta a varare aumenti consistenti sulle bollette di luce e gas che colpiranno duramente il reddito familiare di lavoratrici, lavoratori e pensionati/e già tartassati duramente dagli aumenti sulla benzina e i generi di prima necessità.

La scamperanno solo le fasce più povere della popolazione, quelle/i che proprio non ce la fanno: famiglie con 4 figli, i percettori di reddito di cittadinanza e chi denuncia 8.250 euro di reddito isee.

E’ un salasso insostenibile su salari e pensioni tra i più bassi in Europa.

Dobbiamo dire NO, mobilitarci, organizzare la risposta.

L’ALTERNATIVA C’E’

Tagliare i profitti delle grandi aziende che distribuiscono e vendono il gas e l’energia elettrica come è stato fatto in Spagna.

Eliminare oneri di sistema obsoleti, dare finalmente un taglio alle accise, alle addizionali regionali e all’Iva, tasse pagate in prevalenza dai ceti popolari

Basta rapine sui salari, stipendi e pensioni! Nemmeno un centesimo di aumento per le lavoratrici, i lavoratori e i ceti popolari.

XI congresso di Rifondazione Comunista

26 settembre 2021

Nell’ambito della stagione congressuale del Partito della Rifondazione Comunista,  che  terrà il suo congresso nazionale a Chianciano Terme nei giorni 22, 23 e 24 ottobre, anche a Pavia si stanno svolgendo i congressi dei Circoli territoriali.

Alla conclusione dei congressi di circolo, sabato 16 ottobre, a partire dalle ore 9:30, si terrà, a Pavia, presso la  Sala San Martino, C.so Garibaldi 69, nel rispetto rigoroso delle normative anti Covid, l’XI Congresso Provinciale del PRC.

Il tema scelto  dai compagni e dalle compagne del prc Pavese sarà:

 “PRATICARE L’OPPOSIZIONE – PROGETTARE E COSTRUIRE L’ALTERNATIVA”.

Si tratta di un appuntamento importante che permetterà alle compagne e ai compagni del Partito della Rifondazione Comunista del Pavese di riflettere insieme, approfonditamente su cosa occorra fare per fortificare e rilanciare una sinistra di classe, pavese  e parimenti internazionalista nel nostro territorio, che è e vuole restare saldamente fuori da qualsivoglia campo di legittimazione del capitalismo lavorando ad una forte, reale alternativa senza rinunciare alla presenza e alla rappresentanza sociale di bisogni ed interessi diffusi.

Siamo consapevoli dei nostri limiti politici e organizzativi, ma siamo altresì convinti di come le nostre ragioni e le nostre proposte siano le uniche in grado di risolvere i problemi che attanagliano anche il nostro territorio.

Da anni siamo impegnati a denunciare la politica di devastazione ambientale portata avanti dai nostri governanti.

Da anni denunciamo l’assoluta inadeguatezza del sistema sanitario Lombardo, sistema che con tutta evidenza non ha retto all’impatto della pandemia.

Da anni siamo al fianco dei lavoratori nella difesa dei loro diritti.

Da anni siamo impegnati nella difesa della pace contro la guerra e nella difesa della nostra democrazia.

Il nostro congresso rappresenta la nostra volontà di continuare in questa strada.

Rifondazione Comunista Pavia

Mortara. Abbà: “Riprendiamoci Palazzo del Moro”

Tratto da: L’INFORMATORE del 23 settembre 2021

MORTARA – Doveva diventare un polo di promozione turistica e culturale: di fatto da 19 anni è un bar; aperto in locali di proprietà comunale concessi gratis a un’associazione, “Leonardo”, che in cambio non ha realizzato nulla di quanto promesso.

Non solo: il Comune è nella paradossale situazione di dover pagare un affitto (14 mila euro l’anno) per disporre dei locali di cui è proprietario, necessari alla civica scuola musicale.

A incassare non è Leonardo ma la “Palazzo del Moro srl”, a cui l’edificio è stato girato nel 2012 in sub-comodato.

Per il Consigliere Comunale Giuseppe Abbà, di Rifondazione e Mortara Bene Comune, contrario alla privatizzazione ventennale fin dal 2002, è giunto il momento di dire basta.

In tutto questo tempo, dice, “l’associazione “Leonardo” che doveva, secondo le mirabolanti promesse avanzate, promuovere iniziative culturali ed economiche, non ha prodotto niente di significativo”.

E con una mozione chiede che alla scadenza del contratto (aprile 2022) il Comune si riprenda il palazzo e “inizi immediatamente le operazioni di recupero alla gestione diretta dell’edificio per utilizzarlo a fini scolastici e sociali”.

Dando così magari una soluzione duratura al problema della sede del Centro provinciale d’istruzione adulti.

Vigevano: sabato mattina 2 ottobre 2021, alla Coop. Portalupi, (Frazione Sforzesca), congresso del circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista

Cari compagni e care compagne,

Sabato 2 ottobre 2021, presso la Cooperativa Portalupi, (Frazione Sforzesca) via Ronchi, 7, si svolgerà il congresso del circolo di Vigevano del Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea.
Tale congresso si svolgerà dalle ore 8:45 alle ore 12:30 (seguirà un rinfresco che, come saprete, è anche una ottima occasione per autofinanziare il nostro circolo).
L’invito della segreteria è quello di partecipare numerosi e numerose al fine di delineare tutti/e assieme il futuro del partito ed organizzarlo per intraprendere le lotte che ci aspetteranno.
Sarà un’ottima occasione per discutere le problematiche del Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea a livello nazionale, regionale e locale; tutto questo per dare il giusto indirizzo al nostro circolo nell’affrontare le battaglie che da sempre ci vedono in prima linea.
Al fine del corretto svolgimento dell’evento, invitiamo tutti e tutte ad essere puntuali e a rispettare gli orari prestabiliti.
Ovviamente l’intero evento sarà svolto nel più totale rispetto della normative anti-Covid vigenti.
L’iniziativa sarà svolta all’interno e, sarà quindi necessario il Green Pass o un tampone eseguito nelle 48 ore precedenti.

Fiduciosi nel fatto che saprete rispondere numerosi/e a questo invito, vi mandiamo SALUTI COMUNISTI!

La segreteria del circolo “Hugo
 Chavez” di Vigevano del Partito    
della Rifondazione Comunista

Per la lettura e approfondimento delle tesi, clicca su questo link: https://www.rifondazionecomunista.org/xi/2021/06/26/tesi-indice/

Angelo d’Orsi: l’orgoglio di una candidatura in crescendo

Pubblicato il 20 set 2021

Ezio Locatelli*

La sfilza di autorevoli, prestigiosi sostenitori alla candidatura di Angelo d’Orsi a sindaco di Torino, tra questi quelli di Ken Loach, Alessandro Barbero, Citto Maselli, Ascanio Celestini, ci riempie di orgoglio.

Non poteva esserci migliore conferma del valore della candidatura che abbiamo proposto tra lo stupore iniziale di tanti osservatori e commentatori a cui torna più comodo parlare della fine piuttosto che della ricostruzione della sinistra.

E invece la sinistra, quella che non si omologa e non si arrende allo stato delle cose, continua ad esserci, nonostante le non poche difficoltà, nonostante l’oscuramento mediatico riservato a coloro che non rientrano nella cerchia del potere. Una sinistra presente nei luoghi di lavoro e di studio, nei luoghi della sofferenza e del conflitto sociale, nei movimenti di cambiamento e, visto che parliamo di amministrative, una sinistra in campo con candidature e adesioni da fare invidia.

Sia chiaro, tutto ciò non sarebbe stato possibile senza una convergenza delle forze di alternativa.

Noi abbiamo lavorato in prima persona come Rifondazione Comunista e Sinistra in Comune per questo, abbiamo agito da coagulo convinti come siamo che questa sia la strada per tornare a essere promotori del cambiamento.

A prescindere dal risultato elettorale – risultato che auspichiamo essere buono – abbiamo imbastito una operazione unitaria che tornerà utile per contrastare ogni forma di settarismo e autoreferenzialità.

Intanto, anche per gli organi di informazione mainstream, è diventato difficile nascondere del tutto la portata della operazione messa in campo con la candidatura di Angelo d’Orsi.

Per mesi non c’è stato alcun confronto effettivo di idee, programmi, candidati. Tutto lo spazio è stato dato agli schieramenti di governo.

Un modo per escludere dalla rappresentanza quelle forze politiche e quei gruppi sociali poco proni al potere.

Tra questi gli operai, i precari, i poveri, i migranti, i piccoli autonomi, al maschile o al femminile.

Ora lo schema, in una certa misura, si è rotto.

Grazie a tutt@ quelli che si sono adoprati per dare risalto alla candidatura di un “intellettuale organico” al movimento operaio e di sinistra, una candidatura di rilievo nazionale e internazionale.

Un grazie grande a Gastone Cottino, partigiano, giurista insigne, compagno carissimo che per primo si è speso per sostenere una candidatura controcorrente nel mondo un po’ rassegnato e un po’ opportunista di buona parte dell’intellettualità torinese.

La costruzione di un’altra storia per Torino è possibile oltre che necessaria.

Buon lavoro e auguri di buone cose a tutti quelli che hanno scelto o stanno pensando di non stare alla finestra.

*Segretario provinciale Torino, Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Ken Loach
Alessandro Barbero
Citto Maselli
 Ascanio Celestini

Rifondazione: GKN- ANNULLATI I LICENZIAMENTI; LA LOTTA PAGA

Maurizio Acerbo

La decisione della Gkn di chiudere lo stabilimento di Campi Bisenzio e licenziare tutti i lavoratori è stata annullata. Lo ha stabilito il tribunale di Firenze accogliendo il ricorso della Fiom contro la multinazionale per comportamento antisindacale e dichiarando illegittima la brutale decisione di chiudere la fabbrica e licenziare i lavoratori senza nessun preavviso né confronto.

È una prima sconfitta del pensiero unico neoliberista, di quanti nell’economia e nella politica sostengono la totale libertà della finanza, delle imprese e del mercato nell’indifferenza più totale per il lavoro, i diritti, le economie dei territori.

La grande manifestazione nazionale promossa dal collettivo di fabbrica aveva già dato un fortissimo segnale non solo in difesa della GKN, ma contro la strage di lavoro e diritti cui si rischia di andare incontro se multinazionali e imprese saranno lasciate libere di delocalizzare o ristrutturare le aziende con soldi pubblici senza piani nazionali che mettano al primo posto il lavoro e la cura delle persone e dell’ambiente.

I due fatti, la scommessa vinta con la manifestazione di sabato e la decisione del tribunale, mettono ancor più a nudo la scandalosa latitanza del governo che dopo il colpevole sblocco dei licenziamenti ha saputo solo scrivere bozze di decreto sulle delocalizzazioni di cui è ignoto l’iter e già svuotate di ogni efficacia perché dettate in gran parte da Confindustria.

Cos’altro occorre perché il ministro del lavoro Orlando porti all’approvazione del parlamento una vera legge antidelocalizzazioni accogliendo la proposta nata dal basso nell’assemblea promossa dal collettivo della Gkn con i giuristi democratici?

Ora occorre il massimo impegno per continuare ed estendere la lotta a tutto il mondo del lavoro per costruire una grande opposizione alle politiche di questo governo, rimettere al centro il lavoro, i diritti e la cura delle persone e dell’ambiente.

Sosteniamo la proposta approvata dall’assemblea della Gkn, aderendo alla raccolta firme lanciata dal collettivo di fabbrica, da giuristi democratici e da noti accademici firmando la petizione a questo link:

https://www.change.org/p/parlamento-fermiamo-le-delocalizzazioni-e-lo-smantellamento-del-tessuto-produttivo

Maurizio Acerbo, segretario nazionale 

Antonello Patta, responsabile lavoro

Partito della Rifondazione Comunista/Sinistra Europea