19 DICEMBRE 2021
Fonte: PAVIA UNO TV https://www.youtube.com/channel/UCg-4aApmpyTCB2r_tmDZaKQ
http://TRA LIBRI E SCRITTORI – PIER PAOLO BONELLI INTERVISTA VALENTINA PASQUON
19 DICEMBRE 2021
Fonte: PAVIA UNO TV https://www.youtube.com/channel/UCg-4aApmpyTCB2r_tmDZaKQ
http://TRA LIBRI E SCRITTORI – PIER PAOLO BONELLI INTERVISTA VALENTINA PASQUON
12 Dicembre 2021
Oggi pomeriggio una delegazione dei Giovani Comunisti della provincia di Pavia era in piazza Fontana a Milano per ricordare le 17 vittime innocenti che morirono il 12 dicembre 1969 in seguito all’esplosione di una bomba fascista davanti alla Banca dell’Agricoltura.
Era l’inizio della strategia della tensione, un vero e proprio tentativo delle classi dominanti di cancellare tutti i diritti dei lavoratori e degli studenti faticosamente guadagnati con le lotte del biennio 1968/1969.
Noi oggi siamo qui perché è nostro dovere ricordare. Noi siamo qui anche e soprattutto per ribadire con forza che la bomba di piazza Fontana fu una bomba fascista, un vile tentativo di sfruttare le tensioni sociali per sovvertire l’ordinamento democratico dello Stato e instaurare un governo autoritario fascista e padronale.
Aggiungiamo la nostra indignazione, inoltre, dinanzi alle parole del sindaco di Milano Giuseppe Sala che ha utilizzato il suo intervento in ricordo delle vittime della strage per definire lo sciopero sindacale di giovedì 16 dicembre come “probabilmente sbagliato”, a dimostrazione che lui difende gli stessi interessi di chi fu responsabile dell’attentato fascista del 12 dicembre 1969.
Noi non dimentichiamo, ed è nostro dovere contrastare oggi come ieri il fascismo nelle sue nuove forme!
RIFONDAZIONE COMUNISTA
GIOVANI COMUNISTI





6 dicembre 2021
MARCO SAVINI
A più di un secolo il modo di vedere la Grande Guerra è cambiata da parte degli storici che hanno messo in luce la “pesantezza della giustizia militare” in una prospettiva: “più attenta all’esperienza di guerra soprattutto dei combattenti” .
Quindi, ritengo giusto riabilitare i concittadini che furono giustiziati con fucilazioni sommarie durante la guerra.
A Vigevano furono due: Antonio Santagostino, classe 1887, sposato con un figlio, e Giovanni Bussola, classe 1893.
Ambedue furono fucilati nel 1917 nell’ambito della rotta di Caporetto, quando si verificò una ritirata scomposta di migliaia di uomini.
Di fronte a una confusione generalizzata, tra maltempo, fuga di civili, strade impraticabili, tra ordini insensati, era facile cadere ucciso, oppure fatto prigioniero, e anche arrestato. Bussola si era presentato senza fucile, si era rifiutato o attardato a eseguire un ordine? Bastava questo per essere giustiziato. Non lo sappiamo, ma nel caos della rotta le esecuzioni sommarie erano frequenti. Egli subì “un’esecuzione capitale” a Codroipo il 30 ottobre 1917, cioè vicino a uno dei ponti sul Tagliamento e pochi giorni dopo la disfatta di Caporetto (24-25 ottobre). L’accusa generica era quella di essersi comportato con “codardia”. Come risulta dal foglio matricolare depositato all’Archivio dello Stato di Pavia.
Per Antonio Santagostino abbiamo qualche notizia in più. L’indicazione sulla sua fucilazione a Nervesa, appena a ovest del Piave, mi ha fatto scoprire la memoria dattiloscritta di Paolo Ciotti raccolta nell’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano, che racconta che il 2 novembre 1917:
“Tre soldati, fra cui un caporale, erano stati sorpresi dal Colonnello Brigadiere mentre uscivano da una villa di Nervesa con alcuni effetti di biancheria. Vi erano entrati così per quel senso di curiosità, di cui tutti ancora si era invasi nel vedere una casa abbandonata, e trovando nelle stanze deserte della biancheria, avevano innocentemente commesso l’errore di scegliere qualche camicia e qualche paia di mutande per cambiarle con quelle sporche e piene di insetti che tenevano ancora addosso fino dal Settembre. Il Generale li interrogò, prese il nome e cognome di ciascuno e tre ore dopo, quando ancora eravamo a mensa, un porta ordini del Comando di Brigata recò un biglietto scritto a matita con l’ordine perentorio al Comandante della 3^ Compagnia di fare immediatamente fucilare da una squadra dello stesso reparto i tre soldati, di null’altro colpevoli, che di avere innocentemente asportato da una casa abbandonata una camicia e un paio di mutande!!”
È proprio il caso del povero soldato vigevanese, come, di nuovo, attesta il foglio matricolare depositato all’Archivio di Stato di Pavia.
Al Senato italiano è stata depositata la proposta di: “Disposizioni per la riabilitazione storica degli appartenenti alle Forze armate italiane condannati alla fucilazione dai tribunali militari di guerra nel corso della prima Guerra mondiale” (DDL S 3005, 19/03/2018).
Seguendo la decisione di molti Comuni, è stata richiesta alla Giunta Comunale di Vigevano una riabilitazione anche visibile: una targa, l’aggiunta dei nomi nelle due grosse lapidi apposte nel cortile del municipio (dove mancano) o altre forme di memoria tangibile.
Sarebbe interessante ricercare altri nomi, altri caduti sotto il piombo del Regio Esercito, nella nostra provincia, in modo da estendere un’iniziativa che avrebbe valore anche oggi, contro ogni nazionalismo e militarismo.

5 Dicembre 2021
Presentazione del libro di ALFIO NICOTRA, (autore) e ricordo del compagno Remo De Battista, mancato questa primavera.
29 novembre 2021
E’ assordante il silenzio del governo rispetto alla possibilità che Tim la principale società del paese nel campo delle telecomunicazioni venga comprata da un fondo statunitense con gravissime conseguenze in termini di sicurezza nazionale, sul piano occupazionale e per quanto riguarda il superamento dei gravissimi ritardi del paese nello sviluppo della rete.
Da questo punto di vista non possiamo che condividere la mobilitazione dei lavoratori della Tim che oggi manifestano davanti al MISE a Roma e alle prefetture in tutta Italia, indetta da Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil.
Denunciamo la passività del governo che testimonia la volontà di lasciare alle pure dinamiche di mercato scelte d’interesse pubblico così grande da richiedere una piena gestione pubblica.
Emerge non solo un’insopportabile scarsa considerazione del destino di decine di migliaia di Lavoratrici e lavoratori, 100 mila tra dipendenti diretti e indotto, ma anche una totale ignavia rispetto al rischio concreto che i dati delle cittadine e dei cittadini italiani, nonché dati sensibili per la sicurezza nazionale, finiscano sotto il controllo delle agenzie di spionaggio USA. Perché il governo non annuncia uso del proprio veto come ha fatto nei confronti dei cinesi per il 5G?
Dove è finita la retorica sull’occasione storica del PNRR per investire nella tutela dei dati dei cittadini sottraendoli al controllo di ogni sorta di influenze straniere?
Smentita clamorosamente dalla consegna del polo strategico nazionale, il cloud di tutte le amministrazioni centrali dello stato, a una gestione con i privati tra cui le big tech americane obbligate per legge a fornire ai dati all’intelligence Usa, oggi la stessa sorte tocca alla Tim.
Come Rifondazione Comunista sosteniamo da sempre la necessità di sottrare al dominio del mercato i settori strategici per l’economia nazionale devastata da decenni di neoliberismo sfrenato e del rilancio del ruolo del pubblico sia nell’indirizzo sia nella gestione e controllo diretti.
Per gli stessi motivi per cui siamo stati contrari all’ipotesi del governo Conte di lasciare a Tim la proprietà e la gestione della rete, oggi, a maggior ragione lo siamo rispetto alla possibilità che la principale società di telecomunicazioni venga consegnata nelle mani di un fondo statunitense che ha nel board un ex-capo della CIA.
Difendiamo la democrazia e l’occupazione con la ripubblicizzazione. La privatizzazione anche in questo campo ha fatto solo danni.
Maurizio Acerbo, segretario nazionale
Antonello Patta, responsabile nazionale lavoro
Partito della Rifondazione Comunista/Sinistra Europea
27 novembre 2021
Care/i tutte/i,
come ormai consuetudine, vi informo che sono aperte le prenotazioni per la Campagna Arance di Natale e Parmigiano Solidale.
Le modalità sono sempre le stesse.
Per chi abita a Vigevano e dintorni, le prenotazioni vanno fatte a Carla della “Cooperativa Portalupi” (Sforzesca): 339 646 5858.
Per le/i colleghe/i del Golgi e dintorni, rivolgetevi via mail al sottoscritto.
I tempi sono ristretti: le prenotazioni vanno fatte entro il pomeriggio di lunedì 29 novembre.
Saluti solidali
Vladimiro



Pubblicato il 27 nov 2021
Ci risiamo. Una nuova variante arriva dal Sud Africa ma è sbagliato chiamarla sudafricana. È più corretto chiamarla ‘variante Ursula’, come la presidente della Commissione Europea che da un anno pone il veto alla richiesta di moratoria sui brevetti dei vaccini anticovid in sede Organizzazione Mondiale del Commercio.
La responsabilità delle nuove varianti è dell’Unione Europea che ha finora detto no alla richiesta avanzata dal Sud Africa e da più di 100 paesi, da papa Francesco, da ong e associazioni che si occupano di salute. Torniamo a chiedere di firmare la Iniziativa dei Cittadini Europei di cui siamo co-promotori ‘Nessun profitto sulla pandemia’ per chiedere alla Commissione di modificare questa posizione disumana e cinica:
Nonostante tre votazioni del parlamento europeo che ha approvato la richiesta del gruppo della sinistra radicale La Sinistra la Commissione imperturbabile è andata avanti con una logica nazista di protezione del monopolio di poche multinazionali sui vaccini.
Tutti gli esperti, dal mai troppo compianto Gino Strada fino alla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità, avevano profetizzato quanto sta accadendo. Eppure Ursula Von der Leyen e la Commissione Europea non hanno cambiato la loro posizione neanche a fronte delle aperture di Biden.
Non saremo mai al sicuro se al resto dell’umanità sarà negato l’accesso ai vaccini.
Meno persone sono vaccinate sul pianeta e più saranno le varianti che si diffonderanno ovunque.
La Commissione Europea e le multinazionali che protegge sono le principali centrali novax del pianeta.
Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
Occorre una grande mobilitazione contro la nuova legge sull’organizzazione della sanità lombarda proposta dall’assessora Moratti.
Il testo di legge preparato dalla giunta Fontana aumenta ulteriormente il peso delle strutture sanitarie private accreditate con il Servizio Sanitario pubblico, invece di puntare sulla centralità del servizio pubblico e della prevenzione.
Già la Legge Maroni (L.R.43/2015) ha introdotto l’equiparazione tra pubblico e privato nell’ottica di “trasparenza e parità di diritti e di doveri tra soggetti pubblici e privati”.
L’ulteriore controriforma Moratti, con il comma bis, certifica l’equivalenza, oltre alla commistione tra pubblico e privato.
Prevede perfino “case della salute” e “ospedali di comunità” gestite dal privato!
Bisogna eliminare l’equiparazione e l’equivalenza tra strutture pubbliche e private accreditate.
La sanità è un servizio: proprio per questo deve essere pubblico.
La gestione privata -per sua natura- eroga un prodotto inevitabilmente finalizzato al profitto delle aziende e distorce quindi il principio di salute rendendolo una merce. Il concetto di salute-malattia è così subordinato al profitto dell’azienda.
Deve essere rispettato l’art. 32 della Costituzione che prevede il diritto alla salute per tutti i cittadini.
Rispetto al lavoro, la controriforma Moratti, riconferma l’art. 5 della precedente L.R. 43/2015: “Principio della piena flessibilità e autonomia organizzativa da parte di tutti i soggetti erogatori”. Ciò significa incremento della precarizzazione di tutte le figure sanitarie, del cottimismo selvaggio, del caporalato attraverso finte partite IVA e cooperative fasulle e della mancanza di continuità di servizio.
Un’altra novità preoccupante è rappresentata dall’art. 11bis con cui si vuole creare un “Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie infettive” (con relativo amministratore delegato e corteo di nomine): un doppione dell’ATS, un altro centro di potere e di prebende clientelari. Al punto Q gli viene attribuita la funzione di “ricerca di nuovi vaccini”, un clone che produrrà solo l’ennesima emorragia di denaro pubblico a favore di privati, sottraendo fondi a investimenti nazionali ed europei per la ricerca pubblica.
Non è prevista nessuna ricerca epidemiologica, quindi niente presupposti per una programmazione a partire dai bisogni delle collettività e non delle convenienze della imprenditoria sanitaria privata, ormai in mano a potenti multinazionali.
La Lombardia rappresenta il punto più alto di penetrazione del neoliberismo nella sanità. L’obiettivo è il medesimo in tutta Italia e in tutto il mondo capitalista: trasformare i nostri corpi in merce; la salute di tutti in profitto di pochi.
L’obiettivo è chiaro: distruggere il Servizio Sanitario Nazionale (L.883/78), puntare a una medicina di classe, destinata ad aumentare ulteriormente le differenze nella qualità e nella quantità di vita tra ricchi e poveri. In questo progetto ovviamente la medicina preventiva e territoriale non deve avere nessun peso.
La Lombardia, se fosse una nazione -come chiedevano i leghisti trent’anni fa- sarebbe al secondo posto, dopo il Perù, per numero di morti da Covid in relazione alla popolazione! 35.000 sono stati i morti dell’eccellenza lombarda! Una strage impunita, diretta conseguenza del trentennale malgoverno del centro-destra, a partire da Formigoni.
La logica del profitto applicato alla sanità è la stessa che nega i vaccini a quasi quattro miliardi di persone per tutelare i brevetti e quindi gli interessi di Big-Pharma. Per questo, da molti mesi, siamo impegnati nella Campagna Nessun profitto sulla pandemia. Diritto alla cura. Vogliamo: raccogliere un milione di firme per obbligare la Commissione Europea a modificare il proprio comportamento di totale asservimento agli interessi delle aziende farmaceutiche; sostenere le proposte di una moratoria sui vaccini e di liberalizzazione dei brevetti e dei kit diagnostici; socializzare le conoscenze.
La posizione della Commissione Europea deriva direttamente dalle scelte dei governi europei: in primo luogo della Germania ma anche dell’Italia. La Commissione e i governi europei, compreso il nostro, sono corresponsabili delle migliaia e migliaia di morti che si verificano quotidianamente nel mondo; sono i migliori alleati del Covid-19.
Agli interessi delle aziende farmaceutiche sono pronti a sacrificare anche la vita dei propri concittadini. Infatti, nei Paesi dove non arrivano i vaccini, il virus si diffonde, si formano nuove e più aggressive varianti che si propagheranno anche da noi, nel Nord del mondo. A oggi, non si sa se i vaccini che avremo a disposizione saranno in grado di difenderci.
Non è indifferente come usciremo dalla pandemia, per questo condividiamo le parole chiare ed efficaci pronunciate da papa Francesco: “Ritornare agli schemi precedenti sarebbe davvero suicida, …. ecocida e genocida”!
Per questo, con altrettanta fermezza, denunciamo le responsabilità dei governi Conte e Draghi: poiché non sono intervenuti nel fermare lo scempio delle politiche leghiste in Lombardia durante il Covid (non creazione di zone rosse in primis); perchè condividono il progetto di autonomia differenziata (presentato congiuntamente dalle giunte di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, con il sostegno di uno schieramento parlamentare trasversale), alla cui base vi è lo snaturamento privatistico e aziendalistico del SSN e la privatizzazione di tutti i “beni pubblici”; perché il tutto è ribadito nel testo del PNRR.
Il disprezzo per la vita umana è tragicamente visibile anche nei 3-4 infortuni mortali sul lavoro che si verificano ogni giorno. Pure in questo caso non siamo di fronte a pura casualità ma al risultato di politiche che, mettendo al primo posto il profitto degli imprenditori, hanno ridotto ai minimi termini o annullato la tutela della salute nei luoghi di lavoro. Non sono fatalità ma omicidi! Si tratta di una strage quotidiana che ha dei responsabili -i padroni- e dei complici -il ceto politico e le istituzioni- che non applicano le leggi esistenti.
Per realizzare un cambiamento profondo, che metta in discussione il sistema capitalista, è indispensabile la presa di coscienza e la mobilitazione delle cittadine e dei cittadini, degli utenti dei servizi.
Sono necessari grandi movimenti sociali, pensieri e culture alternative e un campo di forze politiche motivato e organizzato. Non c’è tempo da perdere. Tutte le forze anticapitaliste, dal locale al globale, sono chiamate alla mobilitazione.
Un altro mondo è urgentemente necessario.
Voi, 8,5% della popolazione mondiale che possedete l’86% della ricchezza del pianeta, siete la malattia.
Noi, 7,8 miliardi di persone, siamo la cura. La cura del pianeta e di tutte le specie.
La cura passa anche attraverso la lotta!
Circolo Hugo Chavez Frias
Partito della Rifondazione Comunista Vigevano
Giovani Comuniste/i
Vigevano, 23 novembre 2021



Pubblicato il 22 nov 2021
Abbiamo appena appreso la notizia della morte improvvisa di Paolo Pietrangeli, un compagno a cui non smetteremo mai di dire grazie per quello che ha rappresentato per la storia della cultura, dei movimenti, della sinistra e anche del nostro partito.
Con le sue canzoni Paolo ha dato voce al lungo sessantotto italiano e anche alla riflessione sulla sconfitta.
La sua Contessa non è mai passata alla radio ma è diventata un inno cantato da milioni di studenti e operai.
Aveva da tempo problemi di salute che gli impedivano di intervenire con la sua voce potente in iniziative che sosteneva e condivideva. Ma da gigante buono e sempre ironico tendeva sempre a non drammatizzare la situazione.
Ogni volta che gli abbiamo chiesto di darci una mano con umiltà si metteva a disposizione. Sentiva il dovere di dare una mano a ricostruire una sinistra nuova nel nostro paese.
Nel 1999 scrisse n bellissimo “Il canto per Rifondazione” che “comunista è l’impegno morale”. Un impegno che Paolo con umanità generosa non ha mai dismesso.Ciao Paolo. Chi ha compagni non morirà.
Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
21 novembre 2021
Questa mattina eravamo a Pavia al presidio contro il ddl concorrenza del governo Draghi.
Eravamo a protestare, insieme ad altri, contro il tentavo di costringere i comuni a vendere a privati tutti i servizi di loro competenza, acqua, rifiuti, trasporti ecc ecc.
Questa è la prima di una serie di iniziative che come partito abbiamo promosso, assieme ad altre forze politiche e sociale, a questa ne seguiranno altre contro il caro vita e contro la nuova riforma sanitaria della regione Lombardia.
Mai come in questo momento è importante scendere in piazza, stare tra la gente per informare e costruire un’alternativa al governo Draghi.