Categoria: News

LUI, ASSOLUTAMENTE NO!

10 Gennaio 2022

Tutto il centrodestra è compatto nel candidare Berlusconi quale prossimo presidente della repubblica.

Sono molteplici i procedimenti a carico di questo signore, uno dei quali si è concluso con una sentenza di condanna passata in giudicato.

In precedenza nessun procedimento penale a suo carico si era concluso con una sentenza di condanna definitiva per via di assoluzioni, declaratorie di prescrizione, amnistie e depenalizzazioni dei reati contestati.

Alcuni dei procedimenti di Silvio Berlusconi sono stati archiviati in fase di indagine.

In alcuni processi sono state pronunciate, in primo grado o in appello, sentenze di condanna e successivamente di assoluzione in grado definitivo.

Noi Comunisti crediamo che l’Italia non meriti un presidente così.

RIFONDAZIONE COMUNISTA, FED. DI PAVIA

L’ETERNA QUESTIONE DELLA SEDE DI MORTARA DEL CENTRO PROVINCIALE ISTRUZIONE ADULTI

10 Gennaio 2022

Come volevasi dimostrare. L’amministrazione comunale di Mortara dimostra ancora una volta la sua completa inaffidabilità.

In risposta alla mia ultima interpellanza sul fatto che il Comune non aveva messo a disposizione i locali per lo svolgimento delle lezioni, il sindaco Facchinotti prometteva solennemente che i locali di Palazzo del Moro per la scuola sarebbero stati pronti il 7 gennaio 2022.

Questa data costituiva già un grave ritardo in quanto la scuola avrebbe dovuto essere aperta il 3 novembre (anche qui promessa disattesa dell’ assessore Tarantola).

In pratica la perdita, ad oggi, di quasi due mesi e mezzo di didattica.

Prendo atto che le scuole questo anno riaprono il 10 gennaio.

Siamo arrivati a questa data e a che punto siamo?

I locali promessi a Palazzo del Moro non sono pronti. C’è stato solo un parziale trasloco di arredi dalla Clerici al Palazzo del Moro, ma non sono state montate le porte sui cardini tra un’aula e l’altra, non è stato sgomberato un locale, non hanno tolto i pannelli alle finestre e infine c’è anche la questione di una crepa su un soffitto.

In pratica tutto come ad ottobre. Difatti le lezioni non sono cominciate.

Ripeto per l’ennesima volta che il Centro Provinciale Istruzione Adulti è equiparato alla scuola dell’obbligo per cui il Comune deve provvedere a sedi ed arredi.

La precaria situazione del Centro non è mai stata affrontata seriamente dall’amministrazione comunale leghista.

Le soluzioni c’erano e ci sono e le abbiamo puntualmente indicate, dalla ex pretura, alla ex caserma dei Vigili del Fuoco, al Palazzo del Moro.

Evidentemente l’ulteriore “presa per i fondelli” è la dimostrazione della pratica ostilità dell’amministrazione comunale verso questa scuola.

Stamattina ho protocollato in Comune un’ interpellanza sulla questione.


Giuseppe Abba’
Consigliere comunale di Mortara del Partito della Rifondazione Comunista.

50 PREMI NOBEL CHIEDONO TAGLIO SPESE MILITARI, GOVERNO DRAGHI LE AUMENTA

5 Gennaio 2022

La spesa militare globale è raddoppiata negli ultimi venti anni ed ha quasi raggiunto i 2000 miliardi di dollari. Una follia mentre milioni di persone muoiono di fame e malattie e si nega accoglienza a chi fugge da guerre.

Per questo 50 premi Nobel hanno firmato un appello rivolto ai governi del mondo per ridurre del 2% le spese militari e destinare le risorse così risparmiate nella risoluzione dei gravi problemi che affliggono l’umanità: pandemie, crisi climatica, povertà estrema.

Sosteniamo l’appello di assoluto buonsenso dei 50 Nobel ma dobbiamo denunciare che il governo italiano fa l’esatto contrario e continua a aumentare le spese militari.

Il nostro governo è un fedele esecutore delle direttive della Nato e gli USA che sempre più si configurano come una minaccia per la pace, il motore della corsa agli armamenti (anche nucleare).

Secondo il Sipri di Stoccolma l’80,4% del mercato mondiale delle armi e dei sistemi d’arma è controllato da multinazionali del blocco euro-atlantico (più paesi alleati Israele, Turchia ed Emirati Arabi).

Non solo, l’internazionalizzazione della filiera industriale militare che coinvolge decine di paesi nel mondo è sempre legata alle multinazionali e governi di cui sopra.

Se è vero che la spesa militare cinese (1,4 mld. di persone) è seconda a quella statunitense (330 milioni di persone) è pur vero che essa non comprende basi, flotte e interventi armati in ogni angolo del pianeta.

La responsabilità per la trentennale guerra mondiale a pezzi che stiamo vivendo (e relativa corsa agli armamenti) è quasi esclusivamente una responsabilità euroatlantica: Stati Uniti, Europa, Nato e relativi alleati strategici.

Non è un caso che Julian Assange, che ha denunciato i crimini di guerra, sia prigioniero delle “democrazie” occidentali e rischi di passare il resto della sua vita in un carcere statunitense.

Non ci stanchiamo di esigere il taglio delle spese militari e la liberazione di Julian Assange.

Anche in questo caso il governo italiano non ascolta appelli di Nobel come Adolfo Perez Esquivel.

Una concreta politica di disarmo globale e distensione non può che partire da una chiara presa di coscienza delle responsabilità di guerra del blocco euro-atlantico.

Anche per rilanciare la lotta per la pace c’è bisogno di uno schieramento alternativo ai poli esistenti.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale e Gregorio Piccin, responsabile pace del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

VACCINO, APPELLO DI AGNOLETTO A DRAGHI: “L’ITALIA FACCIA UN ATTO CONCRETO SULLA LIBERALIZZAZIONE DEI BREVETTI”

1 Gennaio 2022

di Matteo Pucciarelli

Il medico ed ex portavoce dei no global inserito tra i dieci professionisti della scienza che hanno inciso nel 2021 per la lotta al Covid. “Senza una vaccinazione diffusa in tutto il mondo, continueranno a nascere nuove varianti”

La rivista del settore Sanità Informazione lo ha inserito nella lista dei dieci professionisti della scienza che hanno segnato a livello mondiale i 365 giorni di lotta alla pandemia del 2021, nello specifico con la campagna europea per la sospensione dei brevetti sui vaccini. Il medico Vittorio Agnoletto, già presidente della Lega per la lotta contro l’Aids, ex portavoce dei no global nelle drammatiche giornate di Genova nel 2001, poi europarlamentare di Rifondazione comunista, oggi è coordinatore di Right2cure/DirittoallaCura pagina italiana dell’ICE –No Profit on Pandemic, alla quale in Italia hanno aderito tutti i sindacati, compresi quelli di base, Arci, Emergency, Libera, gruppi cattolici e parrocchiali, con testimonial come Silvio Garattini e don Luigi Ciotti.

Agnoletto ‘festeggia’ il riconoscimento (è in ottima compagnia: con lui, tra gli altri, Antonella Viola, Alberto Mantovani, Giovanni Rezza) con il Covid: nonostante abbia ricevuto la terza dose, febbre alta e dolori. “Da ieri sto meglio, però per me non è stato affatto un comune raffreddore…”, dice.

C’è un collegamento tra la diffusione di #Omicron e il fatto che mezzo mondo, quasi sempre quello più povero, non sia vaccinato?”

Certo, le varianti sono il risultato di un errore spontaneo nella replicazione della diffusione del virus. Più il Covid-19 si replica più è possibile che gli errori provochino nuove varianti. Le quali sono perciò il frutto dell’assenza diffusa di vaccini e farmaci”.

Senza la vaccinazione di massa mondiale il Covid è destinato a non scomparire?

“In assenza di una vaccinazione diffusa e in tempi brevi il rischio è proprio la formazione di nuove varianti e quindi il pericolo di andare avanti così in continuazione. Anche perché ogni volta che compare una nuova variante non sappiamo il suo potenziale diffusivo e il suo livello di pericolosità. Né sappiamo se i vaccini che ci sono in quel momento saranno in grado di contrastare la nuova variante, e ci vogliono mesi di studio per capirlo. La richiesta quindi di far produrre vaccini in tutto il mondo è sì di giustizia, eguaglianza e diritti ma anche di un sano egoismo se si pensa alla nostra economia”.

I tempi brevi’ di cui parlava prima cosa possono significare?

“Già oggi secondo l’Oms se fossero sospesi i brevetti sui vaccini e fosse socializzata la conoscenza per tre anni il mondo occidentale, Corea del Sud, Bangladesh, India, Sudafrica e Brasile sarebbero in grado di produrre nuove vaccini. Così entro l’estate 2022 il 70-75 per cento di popolazione mondiale sarebbe vaccinata. E consideriamo che si è perso già un anno di tempo, India e Sudafrica avevano avanzato una richiesta del genere a ottobre 2020, e con loro altri cento Paesi del sud del mondo e cento premi Nobel ed ex governanti come Mario Monti e Romano Prodi. Senza dimenticare gli appelli in questo senso di papa Francesco e dell’Oms”.

Chi si oppone alla liberalizzazione?

“L’anno scorso di opposero Ue, Gran Bretagna, Svizzera, Singapore, Australia, Giappone, Brasile e Stati Uniti. Oggi rimangono contrarie Ue, Gran Bretagna e Svizzera”.

Mario Draghi si era espresso a favore della liberalizzazione e in Europa ha un ruolo centrale, Joe Biden prima ancora lo stesso: allora perché non si riesce a sbloccare?

“Biden ha ribaltato la posizione di Donald Trump e oggi gli Usa sono formalmente a favore, con il segretario di Stato americano che ha chiesto un impegno a tutti i ministri della Salute del mondo occidentale. Draghi invece non ha mai fatto un atto politico ma solo delle dichiarazioni. La posizione della Ue è sostenuta dai Paesi europei e in primis dai governi tedeschi, francesi e il nostro. La cosa curiosa è che al parlamento europeo diversi partiti che sostengono il nostro esecutivo, come Pd e 5 Stelle, hanno votato più volte per la sospensione dei brevetti, senza però imporla ai governi di cui fanno parte”.

Donare i vaccini non può essere una soluzione?

“No. Come dice don Luigi Ciotti la carità e l’elemosina non possono mai sostituire i diritti. Poi di quelle forniture promesse in passato ne sono state fatte arrivare meno del 25 per cento. Secondo, perché nelle donazioni è la nazione che dona che decide in base ai propri interessi geopolitici quanto e a chi donare. Terzo, purtroppo molte volte le dosi donate sono a un passo dalla scadenza che non solo non si riescono a utilizzare ma chi le riceve poi deve occuparsi pure di smaltirle. Noi comunque non chiedono la cessione del brevetto, ma la sospensione. Opzione prevista in casi eccezionali, e questo lo è, dallo statuto dell’Organizzazione mondiale del commercio. I diritti di remunerazione dei privati non sono in discussione ma si tratta di trovare un equilibrio tra i loro enormi guadagni e il numero dei morti. Senza scordare che quei vaccini sono stati prodotti in gran parte con fondi pubblici”.

Messa così viene quasi da pensare che alle grandi case farmaceutiche non convenga debellare il covid.

“Io invito solo a riflettere sul fatto che alle aziende produttrici dei vaccini conviene che il mondo ricco sia periodicamente costretto ad acquistare nuovi e massicci quantitativi, affinché la pandemia si trasformi in endemia. Il vero punto di domanda è quali sono i rapporti che legano i vertici politici che si oppongono alla liberalizzazione a Big Pharma. Di queste ultime puoi capire la ricerca del profitto, ma di chi dovrebbe preoccuparsi della salute pubblica?”.

Perché è così difficile essere convinti sostenitori della scienza e allo stesso tempo porre dubbi su Big Pharma?

“Perché Big Pharma ha un potere enorme nel mondo della politica e della comunicazione. Da più di un anno chiediamo un confronto televisivo con i vertici di Farmindustria, senza successo. Possibile che la questione dei brevetti non diventi la prima materia di discussione pubblica? Per questo vorrei rilanciare un appello al presidente del Consiglio affinché prenda la decisione formale di sospendere i brevetti. Sarebbe un gran regalo a noi e al mondo per il 2022″

CONTRO PADRON LAZZARO, UNA SENTENZA ESEMPLARE

26 dicembre 2021

Cari amici e compagni,

in allegato trasmettiamo la sentenza contro i Lazzaro, pubblicata il 22 dicembre 2021, insieme al comunicato del Presidio Permanente di Castelnuovo Scrivia che vi invitiamo a leggere e a diffondere

CONTRO PADRON LAZZARO, UNA SENTENZA ESEMPLARE

Il 22 dicembre 2021, il Tribunale civile di Alessandria, come già in precedenza la Procura della Repubblica, ha rigettato la pretesa dei Lazzaro, padre e figlio, di un risarcimento danni di oltre 1.500.000 di euro a carico di una trentina di lavoratori, sindacalisti e solidali, che nel 2012 si sono ribellati allo schiavismo di questi padroni, costretti a lavorare fino a 13 ore al giorno nei campi a raccogliere ortaggi, senza essere pagati per dei mesi; dopo aver proclamato uno sciopero ad oltranza, hanno allestito un presidio di tende ai bordi della statale, durato tre mesi, hanno avviato un boicottaggio dei supermercati Bennet, acquirenti dai Lazzaro, si sono opposti al crumiraggio nei campi, in questo sostenuti da decine di cittadini e solidali.

Da quella straordinaria lotta di dieci anni fa, è nato il Presidio Permanente di Castelnuovo Scrivia, realtà autogestita, composta da braccianti e solidali, che oggi organizza lotte e vertenze sul territorio.

Le motivazioni di questa vertenza sono molto buone. Infatti, oltre a non ritenere non dimostrati i danni lamentati dai Lazzaro, ciò che più rileva, è il riconoscimento della liceità delle manifestazioni di protesta attuate dal Presidio che, sempre secondo la magistratura, rientrano nel legittimo esercizio del diritto di sciopero, e, pertanto, non solo non sono sanzionabili, ma vanno tutelate, nel rispetto dei principi stabiliti dalla Costituzione. La sentenza, tra l’altro, prevede anche la condanna dei Lazzaro a rifondere, a favore degli avvocati della difesa, le spese processuali e di lite per la somma di 30.000 euro.

Ma quella dei Lazzaro resta ancora una vicenda aperta.  Nonostante abbia, in precedenza patteggiato una condanna ad 1 anno e 8 mesi per sfruttamento della manodopera, mancano ancora all’appello i 400.000 euro che i Lazzaro devono pagare ai lavoratori per salari arretrati, a seguito della sentenza del Tribunale di Torino, sentenza passata in giudicato.

400.000 euro ai quali non intendiamo rinunciare, nonostante strategie e furbizie messe in campo dai Lazzaro e dai loro sodali.

Noi ci siamo e ci saremo sempre! Chi tocca uno, tocca tutti!

CASSA DI RESISTENZA: chi intende devolvere un contributo per le lotte dei lavoratori delle campagne, può farlo attraverso la nostra Cassa di Resistenza, sul conto postapay (4023 6010 0092 2674), intestato ad Antonio Olivieri (Codice Fiscale: LVRNTN49M22H694A). 

Presidio Permanente di Castelnuovo Scrivia – Seguici su Facebook

Festeggiamenti per il matrimonio dei compagni Mario e Claudia

24 dicembre 2021

Grande clima di convivialità e fratellanza tra i Circoli di Rifondazione Comunista di Mortara e quello di Vigevano, l’occasione è stata la festa di matrimonio di un nostro compagno con la sua compagna alla Cooperativa Portalupi della Sforzesca, tra un salatino e un bicchiere di vino si è anche parlato di iniziative politiche da portare avanti insieme.
Grandi compagni, avanti tutti insieme nelle nostre lotte!

Circoli di Vigevano e Mortara del Partito della Rifondazione Comunista

A proposito di logistiche e territorio

20 dicembre 2021

Il territorio della nostra provincia è sempre più soggetto ad attacchi e devastazioni di ogni tipo.

Abbiamo l’utilizzo e spargimento più alto d’Italia di fanghi in agricoltura, impianti d’incenerimento, impianti di stoccaggio d’amianto, la più grande raffineria d’Europa, incendi più o meno dolosi di depositi di spazzatura, siamo praticamente diventati una discarica per tutto il nord.

A tutto questo si aggiunge una continua costruzione d’impianti di logistiche che hanno un impatto ambientale devastante.

Le logistiche distruggono terreno agricolo, devastano i paesaggi, provocano un enorme aumento del traffico e quindi dell’inquinamento e quindi creano problemi di salute ai cittadini.

Tutto questo avviene perché le nostre amministrazioni locali, dai comuni, alla provincia e dalla stessa regione Lombardia non hanno la volontà politica di opporsi ai potentati economici che si vogliono insediare da noi.

In nome del mercato gli si lascia mano libera su tutto, senza che nessuno dica nulla.

Gli enti locali non devono assecondare supinamente il volere dei potenti, devono imporre loro condizione ben precisa, a partire dall’utilizzo delle enormi aree dismesse che sono moltissime in provincia.

Gli enti locali dovrebbero svolgere un ruolo di programmazione per favorire un’agricoltura di qualità, un turismo compatibile con l’ambiente un’economia della conoscenza e della ricerca, un’industria tecnologicamente d’avanguardia, invece si favoriscono gli insediamenti più schifosi che altri territori non vogliono.

Per questi motivi Rifondazione Comunista è a fianco dei cittadini pavesi che in questi giorni si sono mobilitati contro l’insediamento di nuove logistiche.

Piero Rusconi

Rifondazione Comunista Federazione di Pavia

Protesta di cittadini pavesi.

PIAZZA FONTANA: NOI NON DIMENTICHIAMO!

12 Dicembre 2021

Oggi pomeriggio una delegazione dei Giovani Comunisti della provincia di Pavia era in piazza Fontana a Milano per ricordare le 17 vittime innocenti che morirono il 12 dicembre 1969 in seguito all’esplosione di una bomba fascista davanti alla Banca dell’Agricoltura.

Era l’inizio della strategia della tensione, un vero e proprio tentativo delle classi dominanti di cancellare tutti i diritti dei lavoratori e degli studenti faticosamente guadagnati con le lotte del biennio 1968/1969.

Noi oggi siamo qui perché è nostro dovere ricordare. Noi siamo qui anche e soprattutto per ribadire con forza che la bomba di piazza Fontana fu una bomba fascista, un vile tentativo di sfruttare le tensioni sociali per sovvertire l’ordinamento democratico dello Stato e instaurare un governo autoritario fascista e padronale.

Aggiungiamo la nostra indignazione, inoltre, dinanzi alle parole del sindaco di Milano Giuseppe Sala che ha utilizzato il suo intervento in ricordo delle vittime della strage per definire lo sciopero sindacale di giovedì 16 dicembre come “probabilmente sbagliato”, a dimostrazione che lui difende gli stessi interessi di chi fu responsabile dell’attentato fascista del 12 dicembre 1969.

Noi non dimentichiamo, ed è nostro dovere contrastare oggi come ieri il fascismo nelle sue nuove forme!

RIFONDAZIONE COMUNISTA

GIOVANI COMUNISTI