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Riforma sanitaria Moratti/Fontana: un fiume di soldi per la sanità privata e un fiume di code per liste d’attesa

Fonte Medicina Democratica: https://www.medicinademocratica.org/wp/?p=12480

14 novembre 2021

COMUNICATO STAMPA

Iniziato il dibattito in Consiglio Regionale, le 57 associazioni del Coordinamento Lombardo per il Diritto alla Salute:“In gioco la salvezza del servizio sanitario pubblico e il diritto alla salute dei cittadini: scenderemo in campo contro contro l’ulteriore deriva della riforma Moratti/Fontana”

Milano, 12.11.2021 “Hanno fatto un deserto della sanità pubblica, sulla pelle dei cittadini, e l’hanno chiamata parità pubblico/privato e libera scelta del cittadino”, ha dichiarato Marco Caldiroli, Presidente di Medicina Democratica, anche a nome delle associazioni lombarde che hanno manifestato il 23 ottobre in piazza Duomo per il rilancio della sanità pubblica e territoriale. “E’ cominciato in Consiglio regionale il dibattito per l’approvazione della non-riforma della sanità lombarda e la direzione non cambia, anzi vogliono approfittare delle risorse del PNRR per foraggiare ancora il privato, con gravi conseguenze per il diritto alla salute soprattutto per le fasce più deboli, così come l’emergenza pandemica ha dimostrato con i suoi 35.000 morti e le gravi inefficienze del sistema sanitario”. Per questo il Coordinamento Lombardo per il Diritto alla Salute, con le 57 organizzazioni aderenti lancia un appello ai cittadini ed ai consiglieri regionali a partecipare ad una manifestazione di protesta in concomitanza con il voto sulla proposta di legge di riforma della sanità lombarda targata Moratti-Fontana, in modalità che saranno definite a breve

La Lombardia si è distinta in questi anni per un servizio sanitario ospedalocentrico, che ha svuotato i territori di strutture e professionalità. Il risultato è l’utilizzo improprio dei pronto-soccorsi e tempi di attesa lunghissimi per chi non può pagare le prestazioni private. Il top si è toccato con la pandemia su cui ha lucrato la sanità privata, proponendo tamponi e ”pacchetti” di visite domiciliari fino a 450 euro a cittadini “rinchiusi” in casa, nella inutile attesa del servizio pubblico.

Dal 1997 sono stati cancellati 22.239 posti letti nelle strutture pubbliche, mentre in quelle private sono aumentati di 2.553 o trasformati in altre forme di assistenza. Il privato (2017) copre il 54,3 % degli acquisti di servizi sanitari e si è “mangiato” il 62 % degli investimenti strutturali provenienti dalla regione. Gli operatori sanitari pubblici sono diminuiti di 11.768 unità dal 1997 al 2017 con un – 11,9 %, mentre la media italiana nello stesso periodo è stata del –7,3 %. C’è una grave carenza di medici di base e nei prossimi 5 anni ne mancheranno 4.167 per pensionamento, ma tale carenza per l’assessora Moratti è soltanto una “percezione” o un problema “organizzativo”, causato dagli stessi medici. Non c’è stata programmazione né concreti obiettivi di miglioramento della salute pubblica ma solo di incremento di fatturato per i privati.

“Di fronte a tale sfacelo la Giunta regionale ripropone ancora lo sbilanciamento verso il privato anche per le case e degli ospedali di comunità previsti dal PNRR”, sottolinea Angelo Barbato del Forum Nazionale per il Diritto alla Salute. “Come indicato nel documento condiviso da 57 associazioni e dalle opposizioni regionali, proponiamo ben altri obiettivi: un forte governo pubblico della sanità, basato su una chiara programmazione; la medicina territoriale va organizzata con bacini d’utenza limitati per rispondere in modo mirato ai problemi di salute dando priorità alla prevenzione della malattia anche attraverso la partecipazione della cittadinanza. “Le Case e gli Ospedali di Comunità devono essere esclusivamente pubblici affinchè siano perseguiti risultati reali di salute e non utili economici. Le liste d’attesa devono essere trasparenti e il loro contenimento deve essere un obiettivo primario. Eliminare la libera professione all’interno delle strutture pubbliche. Le RSA devono essere parte del servizio sanitario nazionale e va ritirata la richiesta di autonomia differenziata.”

Per info. Carmìna Conte cell. 393 137 7616.

INIZIATIVE DI RIFONDAZIONE COMUNISTA (ANNO 2020) A PAVIA E VIGEVANO PER LA DIFESA DELLA SANITA’ PUBBLICA

BASTA MORTI SUL LAVORO! RIFONDAZIONE COMUNISTA SARÀ IN PIAZZA CON I LAVORATORI CONTRO LA STRAGE INFINITA

Pubblicato il 12 nov 2021

Basta morti sul lavoro! Con questa parola d’ordine e per “chiedere con forza provvedimenti rapidi e drastici in grado davvero di garantire la sicurezza e la dignità dei lavoratori.” è stata lanciata da Fillea-Cgil. Filca-Cisl e Fenea-Uil la manifestazione nazionale che si terrà domani 13 novembre a Roma.
Nonostante le promesse del governo e l’enfasi data dai media ad alcuni casi di tragiche morti sul lavoro la strage di lavoratori sembra rimanere senza fine.
Negli ultimi 5 anni ci sono stati 642 mila infortuni e ben 1072 morti in media all’anno, ben 3 al giorno. Nel 2020 i morti sono aumentati a 1270, un terzo a causa del covid e, fatto gravissimo, nelle costruzioni nei primi 10 mesi del 2021 si è già raggiunto il numero dei morti dell’anno precedente.
E’ in particolare in questo settore che pesa drammaticamente quanto già evidenziato nelle indagini dell’Inail che indicano il picco dei morti sul lavoro nei lavoratori ultrasessantenni vergognosamente condannati a lavorare mentre dovrebbero essere già in pensione.
Il governo manifesta una solerzia notevole nel sostegno alla competitività delle imprese cui è destinata gran parte delle risorse mentre per quanto riguarda la sicurezza nei luoghi di lavoro si mettono in campo misure insufficienti la cui realizzazione è peraltro rinviata nel tempo.
Così si continua ad assistere con rabbia a morti sul lavoro evitabilissime perché le imprese che operano spesso in condizioni di irregolarità e illegalità hanno la quasi certezza dell’impunità a causa del trascurabile numero di aziende controllate in un anno e della irrisorietà delle sanzioni.
Bisogna costringere il governo a passare dalle promesse ai fatti e soprattutto pretendere almeno il raddoppio delle assunzioni di ispettori su cui si è impegnato da mesi.
Soprattutto occorre una grande mobilitazione nazionale contro l’allungamento dell’età pensionabile a 67 anni e oltre previsto dalla legge Fornero.
E basta con la favola che con l’aumento dei pensionati si sbilancerebbe il rapporto lavoratori /pensionati e il sistema non reggerebbe! Con la pensione a 60 anni e la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario si da un futuro ai giovani e si può aumentare di molto la platea degli occupati in relazione ai pensionati.
Costruiamo l’opposizione al governo Draghi e alle sue politiche
Per le pensioni, per i salari, per l’occupazione, contro la precarietà, contro il carovita. Sciopero generale subito!

Maurizio Acerbo, segretario nazionale
Antonello Patta, responsabile nazionale lavoro
Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea

A ricordo di Fausto

10 novembre 2021

Ciao Fausto

Rimango e rimaniamo orfani di un grande compagno. Sempre presente. Un compagno che, fino alla fine, non ha mai smesso di interessarsi al partito e alle sue lotte.

Perdo e perdiamo un grande compagno con cui ho sempre avuto la possibilità e la gioia di confrontarmi e discutere. Un compagno caratterizzato da grandissima passione, un compagno umile, gentile ma capace di tirare fuori una grinta ed una forza d’animo incredibile.

Un compagno sempre incline al confronto, pronto ad imparare e a consigliare, senza preconcetti, non importava quanti anni avesse l’interlocutore. Perdiamo un grande esperto di economia, capace di essere un enorme supporto di idee e spunti, una persona aperta con cui non avevo difficoltà a confrontarmi, in uno scambio di idee ed opinioni che era sempre reciproco.

Con il suo ricordo in testa, continueremo a lottare.

Edoardo Casati, coordinatore provinciale Giovani Comunisti/e

Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano

Foto dell’ultimo saluto dei compagni e compagne dei circoli della Federazione Prc di Pavia e dell’Anpi di Vigevano.

Ciao compagno Fausto

Se n’è andato Fausto, un caro compagno di tante lotte sempre presente con noi fino all’ultimo, è una triste perdita che ha lasciato noi tutti orfani di un grande supporto di idee, continueremo le nostre lotte ricordandolo.
Ciao Fausto, un saluto a pugno chiuso e che la terra ti sia lieve.

L’ultimo saluto a Fausto sarà mercoledì 10 novembre, alle ore 15 nella sala del Commiato dell’Ospedale di Mede.

Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Pavia

Giustizia per Youns El Boussettaoui

Tre mesi fa, a Voghera, veniva ucciso dall’assessore Massimo Adriatici, Youns El Boussettaoui, cittadino marocchino.

Sulla dinamica dei fatti è compito della magistratura fare chiarezza ed eventualmente punire tale fatto, anche se a noi pare scandaloso che un assessore giri armato con munizioni da guerra alla sera per il paese autoproclamandosi difensore della legge.

Quello che a noi preme denunciare è il clima di odio e paura, ampiamente seminato dalla giunta di centrodestra che è la causa vera di questa tragedia.

Da troppo tempo nel nostro paese si alimentano tensioni e contrasti tra la gente, sempre più episodi di violenza si verificano e sempre più sta passando l’idea della giustizia “fai da te”.

Invece di costruire in clima di convivenza civile, risolvendo le problematiche sociali, si alimentano le culture razziste e violente, si fanno leggi che favoriscono questo clima di odio e violenza.

E’ per denunciare e contrastare questo clima che aderiamo all’invito dei parenti di Youns El Boussettaoui di partecipare domenica 31 ottobre alle ore 15 in piazza Meardi ad un presidio in sua memoria.

Pavia 27/10/21

Rusconi Piero  Rifondazione Comunista Pavia

Fabrizio Baggi  Rifondazione Comunista Lombardia

9 ottobre 1967. Il Compagno Ernesto Che Guevara veniva assassinato dai militari boliviani guidati da un agente della C.I.A.

CALENDARIO DEL POPOLO

9 ottobre 2021

Giuseppe Abbà

Quel giorno, nel villaggio di La Higuera in Bolivia veniva ucciso il Che, catturato il giorno prima durante un violento combattimento.

L’emozione nel Mondo, soprattutto tra i giovani, fu enorme. Che Guevara era diventato il simbolo della lotta rivoluzionaria per cambiare un mondo ingiusto.
Il giovane Ernesto, nato a Rosario, in Argentina, il 14 giugno 1928, nei suoi viaggi attraverso l’America Latina assieme all’amico Alberto Granado, si rese conto della tragica realtà del continente sudamericano: fame, malattie, analfabetismo, rapina delle risorse e sfruttamento spietato da parte delle multinazionali degli Stati Uniti con la complicità dei governi locali.

Maturò in questo modo convinzioni marxiste, comuniste. Giunse in Guatemala dove sostenne il governo di Jacobo Arbenz, un progressista che aveva “osato” nazionalizzare le immense proprietà della “United Fruit” per potere aiutare i contadini poveri del proprio Paese.

Nel 1954 gli Stati Uniti abbatterono il governo Arbenz con un’invasione di mercenari. Ernesto Guevara dovette riparare in Messico dove conobbe gli esuli cubani, Fidel Castro e Raul Castro. Si unì a loro nella spedizione del “Granma” che il 2 dicembre 1956 approdò sulla costa cubana di Oriente.

Dopo la prima sconfitta ad opera delle truppe del dittatore Batista, i superstiti raggiunsero la Sierra Maestra. Si sviluppò la guerriglia che ottenne l’ appoggio dei contadini. Dopo due anni di combattimenti, tra cui l’epica battaglia di Santa Clara, diretta dal Che, la guerriglia trionfò il 2 gennaio 1959.

Fu effettuata una vasta riforma agraria e Cuba si avviò, nonostante le aggressioni e il blocco ( che dura tutt’ora) degli Stati Uniti, verso il socialismo.
Il Che, dopo aver fatto il Presidente della Banca Nazionale e il Ministro dell’Industria, dopo 5 anni lascia Cuba, annunciando che “altre terre del Mondo reclamano i suoi modesti sforzi”. Con l’aiuto cubano si reca clandestinamente nel Congo (1965) per aiutare i guerriglieri lumumbisti, ma la guerra popolare non riesce a svilupparsi. Il Che si ritira per qualche tempo a Praga, quindi ritorna per qualche tempo a Cuba, senza che la cosa venga resa nota.

Riparte per la Bolivia dove, purtroppo, la guerriglia insediata nella Selva, viene accerchiata e sconfitta.
Che Guevara fu un esempio di internazionalismo proletario.
Ricordiamolo con le parole pronunciate da Fidel Castro: “il Che non è caduto difendendo altri interessi, altra causa che la causa degli sfruttati e degli oppressi di questo continente. La causa per cui il Che è morto è la causa degli umili di questa Terra”.
Ricordiamolo anche con le parole della canzone cubana “Guantanamera “( versi di José Marti’): “con los pobres de la Tierra quiero yo mi suerte echar” (con i poveri della Terra voglio lanciare la mia sorte).

Marcia della Pace Perugia-Assisi 2021. L’Italia è un Paese belligerante da trent’anni.

Marcia della Pace Perugia-Assisi 2021

L’Italia è un Paese belligerante da trent’anni.

É  secondo per soldati e mezzi inviati all’estero nelle missioni Nato dopo gli Stati Uniti.
È nono nella “top ten” mondiale per produzione di armi e sistemi d’arma.
È il quinto avamposto militare statunitense a livello globale.

I nostri porti sono un nodo strategico nella logistica dei trasferimenti di armamenti mentre Camp Darby, che si serve del porto di Livorno, è il più grande arsenale statunitense al di fuori dai confini della madre patria.

La nostra spesa militare si attesta tra i 70/80 milioni di euro al giorno in costante aumento.

In trent’anni abbiamo accumulato pesantissime responsabilità di guerra.

L’Italia non ha bisogno della Nato e dei suoi nemici inventati, delle basi e delle bombe nucleari statunitensi né di un esercito professionale concepito per l’offesa.

Servono risorse per la sanità pubblica, per la scuola, per i trasporti, per il reddito.

Ridurre le spese militari
Cambiare modello di Difesa
Uscire dalla Nato.

Andrea Ferroni, coordinatore Gc e segr. Fed. Perugia
Gregorio Piccin Responsabile Nazionale Pace

Rifondazione Comunista aderisce con la più totale convinzione al comitato promotore della campagna referendaria su depenalizzazione cannabis.

Rifondazione Comunista aderisce con la più totale convinzione al comitato promotore della campagna referendaria su depenalizzazione cannabis.

Abbiamo sempre sostenuto la necessità di legalizzare la cannabis ad uso terapeutico e ricreativo. Il referendum è la giusta risposta all’ignavia dei governi e del parlamento. Non possiamo che ritrovarci con le associazioni con cui condividiamo da anni questa e altre battaglie di civiltà.

La criminalizzazione della cannabis serve solo alle narcomafie.

Si tratta di un’impresa quella di raccogliere le firme in soli 20 giorni on line ma siamo convinti che sia possibile un risultato sbalorditivo perchè il paese è molto più avanti di una politica ostaggio dell’oscurantismo e della demagogia.

Invitiamo tutte le cittadine e i cittadini a firmare on line sul sito www.referendumcannabis.it grazie alla firma digitale.

Maurizio Acerbo , segretario nazionale

Giovanni Russo Spena, responsabile area democrazia e diritti

Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea