Categoria: Manifestazioni

RIFONDAZIONE: NO ALLA CRIMINALIZZAZIONE DEI SINDACATI CONFLITTUALI. ADERIAMO AL PRESIDIO INDETTO PER OGGI A MILANO DA USB

Quanto accaduto ieri nella Sede nazionale dell’USB è gravissimo, l’attacco diretto ad un’organizzazione sindacale conflittuale, le modalità della perquisizione e le circostanze nelle quali è stata trovata l’arma – una perquisizione “a colpo sicuro” che ha rinvenuto una pistola avvolta nel cellophane e immersa nell’acqua di uno sciacquone del bagno aperto al pubblico – lasciano legittimamente pensare, senza grandi dubbi, che la natura dei fatti sia circoscrivibile nel quadro di una grave provocazione ai danni dell’organizzazione.

Le sole armi che utilizzano le organizzazioni sindacali sono gli scioperi, la mobilitazione e la contrattazione, le pistole piacciono a chi invia armi nei luoghi di guerra alimentando il conflitto non certo a chi chiede la pace rifiutandosi, tra le altre cose, di caricarle sugli aerei diretti in Ucraina.

Per tutte queste ragioni esprimiamo solidarietà e vicinanza alle compagne e ai compagni di USB, in queste ore sotto l’attacco di un sistema che criminalizza chi lotta per la pace, per i diritti, per il servizio pubblico e per l’autodeterminazione delle lavoratrici e dei lavoratori ed aderiamo al presidio che si terrà a Milano questa sera a partire dalle ore 18:00 davanti alle sedi RAI di Corso Sempione, 27.

Se toccano una/o toccano tutte e tutte/i

Fabrizio Baggi, Segretario regionale Partito della Rifondazione Comunista Lombardia. 

PAGHIAMOGLI LE ARMI MA NON IL TICKET MENSA…

1 Aprile 2022

Ma quando la smetteranno con questa tragica farsa?

Tutti insieme allegramente votano alla Camera e al Senato, un aumento di 38 miliardi di spese per la guerra, e poi non si trovano pochi spiccioli per 7 bambini (di cui non si menziona la nazionalità), perché, per noi TUTTI i bambini che scappano dalla guerra vanno aiutati e non solo quelli biondi con occhi azzurri!

Ancora una volta la nostra città si è distinta per l’acume e il proverbiale razzismo che solo gli opportunisti e neanche tanto intelligenti hanno: li accogliamo … ma il contributo per la mensa devono pagarlo!

Non sarebbe più giusto far pagare le tasse agli evasori?

Non sarebbe più corretto non buttare soldi comprando armi?

Cari bambini ucraini un giorno crescerete e sicuramente vi ricorderete di noi che non vi abbiamo lesinato armi, ma vi neghiamo un piatto di pasta …

La guerra prima o poi finirà ma la stupidità di chi ci governa resta.

Come nel 2018 a Lodi, Melegnano e San Giuliano Milanese le discriminazioni leghiste e del centro destra usando motivazioni pretestuose negarono l’accesso ai bambini stranieri alle mense scolastiche, fortunatamente la legge dette loro torto ravvisando comportamenti razzisti.

Ci uniamo al Santo Padre chiedendo che la logica dell’accoglienza, tanto sbandierata a parole, diventi realtà, senza nessuna distinzione di razza, sesso o religione.

Rivolgiamo un appello affinché si abbandonino quei partiti che come Penelope del XX secolo di giorno sono eco pacifisti e di notte mercanti d’armi.

Nessuno riuscirà a convincerci che con la benzina si spegne il fuoco, né con le armi si costruisce la pace e tantomeno facendo pagare un ticket-mensa si salva il bilancio comunale.

Non vogliamo solo ripudiare la guerra come recita il nostro bellissimo art. 11 della Costituzione.

Vogliamo ripudiare la stupidità e bandire per sempre l’egoismo e la disonestà che in maniera traversale caratterizzano i partiti e la società.

Circolo “Hugo Chavez Frias” del partito della Rifondazione Comunista di Vigevano.

Roberto Guarchi :

Ricordo quando ci siamo mobilitati in piazza (unica forza politica) per il diritto alla mensa scolastica per tutti i bambini e le bambine. Era il 2012… Che rabbia: https://www.informatorevigevanese.it/…/mensa…/Dobbiamo avere “la certezza che la vergogna esista solo quando sbagliamo un passo di danza e non ogni volta che ci guardiamo allo specchio” (Subcomandante Marcos)

Ci chiedono di competere e di combattere. Abbiamo deciso di convergere e lottare

Tratto da: https://www.attac-italia.org/ci-chiedono-di-competere-e-di-combattere-abbiamo-deciso-di-convergere-e-lottare/

di Marco Bersani, Attac Italia 

Sabato 26 marzo a Firenze è stata una bellissima giornata. Oltre 40.000 persone hanno sfilato per le vie della città in quella che è stata la prima grande manifestazione nazionale della convergenza dei movimenti.

Non era facile, per certi versi era sembrato persino un azzardo: una data collocata a inizio primavera senza una scadenza di per sé mobilitante, dentro una situazione precipitata da più di un mese nel nuovo e drammatico scenario della guerra.

Ma il futuro è di chi lancia il cuore oltre l’ostacolo e il collettivo di fabbrica Gkn ha dimostrato di saperlo fare sin dal primo momento, quel 9 luglio 2021, quando, con una semplice email, il fondo speculativo d’investimento Melrose aveva comunicato la chiusura dello stabilimento e la fine del lavoro per oltre 500 lavoratrici e lavoratori. Quel giorno nessuno di loro ha fatto appello ai vertici sindacali per ottenere il solito tavolo al Ministero dello Sviluppo Economico, qualche mese di cassa integrazione e vane promesse di reindustrializzazione.

Si sono invece rivolti alla città, al territorio e alla società, chiedendo “Voi, come state?” e dichiarando da subito che la forza della loro lotta stava tutta nella condivisione della sua vulnerabilità. E’ stato questo passo a far aprire un dialogo orizzontale, sincero, intenso e articolato, che ha posto tutte e tutti di fronte al compito, non tanto di solidarizzare con la loro vertenza, ma di moltiplicarla in ogni territorio e in ogni settore sociale. Con la consapevolezza che “nessuna si salva da sola” e che si vince solo cambiando i rapporti di forza dentro la società.

Una società investita dalle multiformi crisi sistemiche del capitalismo, scaraventata da una crisi eco-climatica e sociale dentro una pandemia e da questa dentro una guerra senza soluzione di continuità.

Hanno fatto due incontri importanti le lavoratrici e i lavoratori della Gkn in questi mesi di intensa mobilitazione.

Hanno incontrato il percorso della “Società della Cura” ovvero un insieme molto ampio di realtà sociali che, dalla fine del primo lockdown, rifiutandosi di trasformare il necessario distanziamento fisico in distanziamento sociale, hanno deciso di farsi attraversare dagli insegnamenti che la pandemia ha portato con sé e che, contro il mito liberista dell’individuo indipendente che si afferma a scapito degli altri, hanno assunto la vulnerabilità delle esistenze, l’interdipendenza tra le stesse e con la natura, l’idea che nessun* si salva da sol*, come assi portanti per la costruzione di un nuovo paradigma e di un altro orizzonte sociale.

Un percorso che oggi vede oltre 450 realtà sociali e oltre 2000 persone individualmente attive riconoscersi nell’orizzonte del “prendersi cura di” e del “prendersi cura con” come pratica antagonista rispetto al trittico “crescita, concorrenza, competizione”, riproposto dai poteri dominanti come faro delle scelte politiche, economiche, ecologiche e sociali.

E, all’interno di questo percorso, hanno incrociato la giovane generazione ecologista in campo da alcuni anni contro la crisi eco-climatica e per un’inversione di rotta radicale nell’organizzazione della produzione, riproduzione e relazioni sociali dentro le quali si organizzano le vite delle persone.

Il coloratissimo corteo di sabato 26 a Firenze è stato l’epifania di questi processi e un grande salto di qualità nel superamento delle parcellizzazioni imposte dai poteri dominanti per dividere la società.

Un corteo promosso insieme dal collettivo di fabbrica della Gkn e dai Fridays For Future, ovvero la messa in comune di due nuove consapevolezze –il diritto al lavoro comprende il diritto a che il lavoro sia ecologicamente e socialmente orientato / nessuna transizione ecologica può essere davvero fatta senza il coinvolgimento di lavoratrici e lavoratori– che finalmente fanno carta straccia di tutti i conflitti costruiti sulla contrapposizione artificiale fra ambiente e lavoro, per ricollocarli come conflitti fra lavoro e ambiente da una parte e profitti dall’altra.

Un corteo stracolmo di giovanissime e giovanissimi, e nel contempo attraversato da tutte le età anagrafiche e politiche: un plastico superamento di tutti i conflitti intergenerazionali artificialmente agitati dai poteri dominanti per mettere giovani contro anziani, precari contro lavoratori a tempo indeterminato, invisibili contro garantiti.

“Fine del mese e fine del mondo, stessi colpevoli, un’unica lotta” hanno detto, cantato e gridato i 40mila di Firenze.

E tutte e tutti contro la guerra, contro ogni guerra, quella di chi invade e di chi riarma, quella di chi pratica il dominio e di chi chiude gli spazi di dissenso, perché ogni guerra è agita e usata dai potenti contro i popoli.

A Firenze abbiamo fatto tutte e tutti un primo importantissimo passo, ma abbiamo di fronte ancora un lungo e difficile cammino.

Non hanno ancora paura di noi i poteri dominanti, nonostante la ferocia delle loro politiche e azioni ne dimostri l’intrinseca fragilità: possono ancora contare su una grande area di popolazione, attonita e angosciata, immersa nella solitudine competitiva, e in un panico che chi comanda spinge perché diventi rancore.

E’ un’area vasta di persone che dobbiamo saper coinvolgere per trasformare insieme il panico in preoccupazione e il rancore in una molto più creativa rabbia.

Oggi possiamo farlo con molta più fiducia di ieri.

25 Marzo 2022: Sciopero globale per il clima

24 marzo 2022

Tratto da: https://fridaysforfutureitalia.it/25-marzo-sciopero-globale-per-il-clima/

A PAVIA ORE 9 DAVANTI AL CASTELLO

Gli attivisti di Fridays For Future annunciano il prossimo Sciopero Globale per il Clima #PeopleNotProfit

Fridays For Future Italia si sta preparando per il prossimo Sciopero Globale per il Clima del 25 marzo 2022 per chiedere che i paesi del Nord del Mondo garantiscano dei risarcimenti climatici alle comunità più colpite e che i leader mondiali smettano di fare discorsi pieni di greenwashing e intraprendano una vera azione per la salvaguardia del clima.

I risarcimenti climatici richiesti non sono beneficenza, ma fanno parte di un processo di giustizia trasformativa in cui il potere politico tornerà alle persone e alle comunità. Non dovranno essere concessi sotto forma di “prestiti”, ma di “finanziamenti”, come una risposta alle richieste delle comunità indigene ed emarginate; per restituire le terre alle comunità, dare risorse a quelle più colpite dalla crisi climatica affinché possano adattarsi e compensare le perdite e i danni. Per una ridistribuzione della ricchezza globale, della tecnologia e dell’informazione, e del potere politico dal Nord globale al Sud globale e dall’alto al basso.

“Siamo stanchi di sentire le bugie scritte ad hoc dai pubblicitari delle multinazionali del fossile e dai governi che le sostengono. Questa volta scenderemo in piazza non solo per presentare le nostre richieste, ma per creare sistemi più ampi basati sull’amore, l’empatia e la cura delle nostre comunità che metteranno al primo posto la cura delle persone piuttosto che il denaro. Ci riuniremo il 25 marzo 2022 sotto l‘hashtag #PeopleNotProfit e continueremo a riunirci per la nostra visione condivisa di un pianeta migliore che sia equo verso tutti i suoi abitanti.” Spiega Martina Comparelli di Milano, una dei portavoce del movimento italiano.

“I leader mondiali di oggi devono permettere all’umanità e agli ecosistemi in generale di riprendersi dai traumi del presente e del passato che sono tuttora inflitti dagli stessi sistemi basati sull’avidità che hanno incoraggiato la schiavitù, il genocidio, l’ecocidio e il colonialismo”, ha affermato Ina-Maria Shikongo, dalla Namibia.

In Italia, come nel resto del mondo, tutti i cittadini sono invitati a scendere in piazza per far arrivare queste parole e queste rivendicazioni ad una classe politica che tuttora sembra totalmente ignara della reale gravità della crisi climatica.

Ulteriori dettagli saranno forniti prossimamente sui canali di comunicazione del movimento italiano.
Per maggiori informazioni sugli scioperi globali è possibile consultare fridaysforfuture.org/March25

Chiunque può ritrovarsi rifugiato – rispetto e azioni umanitarie per tutte/i!

Pubblicato il 22 mar 2022

Olga Athaniti  e Stefano Galieni*

La guerra in Ucraina continua ancora- circa 3 milioni di persone (1,4 milioni di loro sono bambini) hanno attualmente lasciato la loro patria, mentre carovane di persone al confine con la Polonia e gli altri Stati vicini dell’Ucraina  crescono ogni giorno.

Ciò che sta realmente accadendo in Ucraina è un’invasione della Russia, in violazione di qualsiasi nozione di diritto internazionale, un intervento imperialista, come quelli effettuati dalla NATO o da altre grandi potenze negli ultimi anni in tutto il mondo, con conseguente perdita di vite umane, distruzione di interi paesi, creazione di enormi ondate di popolazioni di rifugiati.

Gli ucraini stanno vivendo oggi lo stesso amaro destino di milioni di altri, da così tanti anni, stanno lottando per salvare le loro vite e le vite dei loro figli.

La situazione che stiamo affrontando, non lascia spazio all’apatia: abbiamo bisogno, prima di tutto, di un forte movimento contro la guerra, ampio, dinamico e unito, per porre fine alla guerra. Un movimento per la pace simile a quelli degli anni Settanta, Ottanta e oltre, che avevano svolto un ruolo decisivo per giungere al cessate il fuoco. Dobbiamo anche fare uno sforzo congiunto per combattere le cause che portano alle guerre.

Il Partito della Sinistra Europea, in ogni Stato membro dell’UE, mobilita le sue forze, in collaborazione con le organizzazioni sociali e di base sul campo, in modo da ricevere, informare, trasportare, accogliere e rispondere ai bisogni fondamentali delle nuove ondate di rifugiati e per garantire l’inclusione dei bambini nell’istruzione.

Allo stesso tempo, esorta i governi degli Stati membri dell’UE a cancellare l’inaccettabile New pact on migration and asylum  e a riconoscere la necessità di creare corridoi legali e sicuri, nonché un serio piano di ricollocazione per tutti i rifugiati.

Il Partito della Sinistra Europea condanna in maniera netta il tentativo di discriminazione tra persone sradicate dagli orrori della guerra, le politiche di criminalizzazione del soccorso in mare, l’incapacità di affrontare decine di accuse rispetto alle deportazioni illegali di rifugiati, la chiusura delle frontiere tra gli Stati membri dell’UE, la militarizzazione dell’Europa contro tanti esseri umani disperati.

L’applicazione del diritto internazionale non può in nessun caso essere selettiva, né possono esserlo la sensibilità e l’umanità. La tragedia in corso del popolo ucraino lo rende chiaro: chiunque può ritrovarsi nelle condizioni di rifugiato quando i giochi e le scelte geopolitiche demoliscono ogni possibilità di coesistenza pacifica.

Chiediamo e abbiamo urgente bisogno di rispetto e di interventi umanitari per tutti coloro che ne hanno bisogno, per tutte le persone che rischiano la vita e che sono costrette a fuggire.

*Coordinatori del WG Migration, del Partito della Sinistra Europea

MANIFESTAZIONE A PAVIA, DOMENICA 20 MARZO, ORE 17, PIAZZA DELLA VITTORIA

14 marzo 2022

CONTRO LA GUERRA! Condanniamo l’invasione dell’Ucraina attuata dalla Russia di Putin.

Non crediamo ai “bombardamenti chirurgici” e alla finta retorica antifascista di un regime che perseguita i suoi stessi cittadini se osano opporsi alla guerra. Siamo solidali a chi in Russia scende in piazza e come noi protesta contro la guerra, sfidando la repressione.

CONTRO L’INTERVENTISMO OCCIDENTALE!

Le grandi potenze occidentali hanno seminato morte, sfruttamento e distruzione in tutto il mondo con le loro “guerre umanitarie” e con la loro ipocrisia. Si sono interessate all’Ucraina solo per i propri interessi e la abbandoneranno quando non servirà più, come hanno sempre fatto. Non ci facciamo arruolare nello scontro catastrofico tra l’espansionismo della NATO e la “sfera d’influenza” russa. Non accettiamo che in Italia e in Europa si tagli la spesa sociale per aumentare la spesa militare.

CONTRO L’ODIO NAZIONALISTA!

Ogni popolo ha diritto di esistere e di scegliere il suo futuro. Conosciamo la ferocia dei nazionalisti ucraini, che hanno ucciso nel Donbass il nostro concittadino Andy Rocchelli, e che senza farsi scrupoli hanno armato gruppi neonazisti come il famigerato battaglione Azov. Anche per questo non crediamo all’invio di armi allo Stato ucraino, usato dalla NATO per portare avanti una guerra per procura contro la Russia. Rifiutiamo la logica di punire indiscriminatamente il popolo russo e addirittura censurare la cultura russa per i crimini del suo governo.

FRONTIERE APERTE per tutti, per chiunque fugge dalla guerra, dalle persecuzioni e dalla povertà. Deve valere per i profughi ucraini, deve valere per i disertori da entrambi i lati del fronte, deve valere per chi è di qualsiasi altra nazionalità e provenienza. L’Europa deve accogliere, senza discriminarli e senza sfruttarli, i migranti che vengono da noi a cercare protezione, lavoro, un futuro per i loro bambini.

PRIME ADESIONI:


ANPI Pavia sez. Onorina Pesce Brambilla, Sinistra Classe Rivoluzione, Partito Comunista dei Lavoratori, Liberi Tutti, Rifondazione Comunista, Giovani Comunisti, 6.000 Sardine, ARCI Pavia com. provinciale, ANPI Cologno Monzese 

Otto marzo

8 marzo 2022

Adriano Arlenghi

Per me oggi, l’otto marzo ha la faccia di Elena. Non delle mimose o delle frasi edulcolorate che girano in rete.

La notizia è di ieri. Elena Popova che fa parte del Movimento degli obiettori di coscienza russi è stata arrestata.

Elena Popova, mercoledì scorso aveva partecipato​ ad una diretta assieme a Yuriy Sheliazhenko, che fa parte del Movimento pacifista Ucraino. Intervenivano sulla situazione della guerra in Ucraina.

Lo comunica il Movimento Nonviolento, sezione italiana della War Resisters International, che con le sedi di Londra e Bruxelles sta tenendo i contatti diretti con i pacifisti russi e ucraini per il sostegno alla campagna di obiezione e diserzione dagli eserciti.

I pacifisti russi erano all’interno di una manifestazione contro la guerra, e stavano denunciando le brutalità della repressione della polizia. Con la nuova legge marziale, infatti, non c’è bisogno di una accusa specifica per fermare e portare in carcere le persone.

Elena Popova, con altri esponenti del suo movimento, aveva distribuito volantini “No alla guerra – Come non mandare tuo figlio in guerra.

La notizia, parla tra le righe, del coraggio di questa donna che dentro ad una situazione difficile e rischiosa, non arretra di un millimetro. Scende in piazza, per rivendicare le proprie convinzioni di pace. In un mondo che scivola velocemente verso la barbarie.

Perché lo sappiamo tutti, che l’assedio di Kiev sarà una carneficina e distruggerà una delle più belle città d’ Europa.

Dire no alla guerra, da una parte e dall’altra della barricata, non è facile in quel teatro di morte. Ma Elena non si tira indietro.

Idealmente rappresentando tutte le donne del mondo, che al posto della violenza che non riuscirà mai a generare un mondo più umano, sceglie di battersi per la società della cura. Cura di sé, degli altri, del pianeta.

8 MARZO SCIOPERO TRANSFEMMINISTA CONTRO LA GUERRA IN UCRAINA

8 marzo 2022

Rifondazione Comunista sostiene e invita tutte e tutti a partecipare alla giornata mondiale di sciopero femminista e transfemminista dell’8 marzo e alle manifestazioni che si terranno a Roma e altre 30 città italiane. E’ molto importante che Non una di meno abbia deciso di caratterizzare le manifestazioni con il no alla guerra in Ucraina, la solidarietà alle donne ucraine che lavorano in Italia e con l’opposizione sociale e femminista russa contro il regime di Putin. Condividiamo il no all’invio di armi e alle sanzioni da parte dell’Italia e degli altri paesi NATO. Parteciperemo allo sciopero femminista e transfemminista dell’8 marzo con striscioni con il motto FUORI LA GUERRA DALLA STORIA che ha lasciato in eredità ai movimenti delle donne e per la pace la nostra compagna comunista, femminista, pacifista Lidia Menapace.
Fin dalle lontane origini socialiste e comuniste la giornata dell’8 marzo è stata caratterizzata dal no alla guerra e al militarismo.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

8 MARZO SCIOPERO CONTRO LA GUERRA, PER IL DISARMO!

8 MARZO 2022: LO SCIOPERO FEMMINISTA E TRANSFEMMINISTA È PER TUTTE E TUTT3sulla pagina facebook di Non una di meno tutte le manifestazioni https://www.facebook.com/nonunadimeno

Roma: la manifestazione per la pace, bella e determinata

6 marzo 2022

Eleonora Forenza

Nonostante le preoccupanti pressioni che hanno portato a una versione edulcorata della piattaforma di convocazione iniziale, la manifestazione per la #pace di oggi – grande, bella, determinata – ha scandito parole chiare e nette.

Contro il neozarista Putin Contro l’invio di armi da Italia e Ue.

Contro la Nato e per il disarmo.

Per il rispetto dell’art. 11 della Costituzione.

Queste le parole d’ordine che ho sentito nel corteo e negli interventi (non li ho sentiti tutti, il nostro spezzone è arrivato in piazza a comizio iniziato perché il corteo era lungo).

Ho visto tante bandiere della pace e non bandiere nazionali.

Spero che la manifestazione di oggi non venga censurata. Ma ho appena acceso la Tv e letto che la Rai ha sospeso tutti i servizi degli inviati dalla Russia…