Categoria: Comunicati stampa

TORNA LA FESTA POPOLARE DI RIFONDAZIONE COMUNISTA MILANO!

Da giovedì 16 a domenica 19 settembre 2021, nel parco delle Cascine di Chiesa Rossa, quattro giorni di dibattiti, buona musica, buon cibo e compagne e compagni con cui pensare al futuro.

SAVE THE DATE: non mancate, seguite la pagina e l’evento per avere tutti gli aggiornamenti: ci vediamo alla festa! Energie che ci serviranno per l’autunno… e già che ci siete potete approfittarne per fare la tessera e darci una mano a costruire opposizione e alternativa.

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ELEMENTI DI STORIA DELL’AFGHANISTAN E LE RESPONSABILITÀ DELL’IMPERIALISMO

Giuseppe Abbà


l’Afghanistan, fin dall’800, è stato al centro di un’azione di tipo imperialista. I britannici, che già controllavano l’India (adesso divisa in India e Pakistan) posero il protettorato sull’Afghanistan fin dal 1879, anche per contrastare la spinta verso il Sud dell’ Impero zarista, che controllava l’Asia centrale, allora denominata Turkestan.

Dopo la seconda guerra mondiale, l’Afghanistan, che si era dichiarato indipendente nel 1919, era retto da una monarchia e svolgeva una politica estera di neutralità.

Anche l’India non aderiva ai blocchi contrapposti, mentre il Pakistan aderiva alla SEATO (la NATO asiatica controllata dagli Usa). Nel 1973 la monarchia fu abbattuta e proclamata la Repubblica.

Il 27 aprile 1978 truppe guidate dai comunisti si impadroniscono del potere (rivoluzione Saur- in afgano Saur vuol dire Aprile).

Comincia una politica di riforme. Samir Amin scrisse: “l’Afghanistan ha conosciuto il miglior periodo della sua storia moderna all’epoca della repubblica detta comunista”.

Un regime di dispotismo illuminato modernista che aveva aperto ampiamente all’istruzione dei bambini dei due sessi, avversario dell’oscurantismo.

La riforma agraria che aveva varato era costituita da un insieme di provvedimenti intesi a ridurre i poteri tirannici dei capi delle tribù.

Il sostegno, quanto meno tacito, delle maggioranze contadine garantiva il probabile successo di questa rivoluzione ben avviata”.

Inoltre Samir Amin (un grande studioso marxista e molto esperto del cosiddetto “Terzo Mondo”) sottolineava che “il modello di progresso realizzato dai popoli vicini dell’Asia centrale sovietica, in confronto al disastro sociale permanente della gestione imperialista britannica nei Paesi vicini, aveva avuto l’effetto, qui come in altri paesi della regione, di spingere i patrioti a comprendere che l’imperialismo costituiva un serio ostacolo a ogni tentativo di modernizzazione”.

Alcuni dati per capire.

Percentuale di analfabetismo: in Afghanistan 57 per cento. In Tagikistan lo 0,2 per cento, in Uzbekistan lo 0,1 per cento, in Kirghizistan lo 0,4 per cento, in Turkmenistan lo 0,3 per cento, in Kazakistan lo 0,2 per cento.

Questi 5 paesi fino al 1991 erano repubbliche sovietiche. Evidentemente, nonostante i successivi governi siano stati discutibili, qualcosa di buono era stato lasciato dal socialismo.

Se poi guardiamo la Sanità, abbiamo il seguente quadro: Afghanistan posti letto ospedalieri 0,45 ogni 1.000 abitanti, il Tagikistan 4,4 ogni 1.000 abitanti, l’Uzbekistan 4,66 ogni 1.000 abitanti, il Kirghizistan 5,2 ogni 1.000 abitanti, il Turkmenistan 7,4 ogni 1.000 abitanti, il Kazakistan 5,2 ogni 1.000 abitanti.

La stessa cosa vale per il numero dei medici, mentre l’Afghanistan ha 0,45 medici ogni 1.000 abitanti, gli stati ex sovietici dell’Asia centrale variano da 2,1 fino a 4.

Cito queste statistiche per renderci conto di quanto sia stata importante la “sedimentazione” lasciata dalla Rivoluzione d’ottobre, nonostante quello che è avvenuto dopo il 1991, nell’ Asia centrale.

La Rivoluzione d’ottobre portò nell’Asia centrale un grande movimento per l’istruzione, la libertà delle donne, per l’abbattimento del potere feudale.

Anche l’Afghanistan stava avviandosi dopo il 1978 su questa strada, ma ci fu la forte opposizione delle forze feudali, oscurantiste e dell’imperialismo.

Peraltro il Partito Comunista locale era diviso in due fazioni (Parcham e Khalq).

Tra queste due fazioni ci furono scontri, sino a che, il 24 dicembre 1979, intervenne l’Unione sovietica che mandò l’Armata Rossa in Afghanistan a sostegno della fazione del Partito Democratico Popolare dell’Afghanistan (comunista) facente capo a Karmal.

L’intervento provocò una recrudescenza della guerriglia condotta dalle milizie dei capi feudali, sostenute dagli Usa, dalla Gran Bretagna e dall’ Occidente in generale, nonché dall’Arabia Saudita e dal Pakistan.

I guerriglieri fondamentalisti erano chiamati in Occidente “combattenti per la libertà”, mentre in realtà erano dei tagliagole oscurantisti.

Bin Laden stesso, della famiglia reale saudita e socio in affari dei petrolieri americani e con Bush, era una creatura degli Stati Uniti e della CIA.

Dopo 10 anni di guerra l’Armata Rossa si ritirò, nel 1989, dall’Afghanistan.

Comunque il governo comunista doveva godere di consenso se riuscì a resistere ancora tre anni dopo il ritiro dei sovietici.

Nel 2001 convenne agli imperialisti di occupare l’Afghanistan, non certo per liberare le donne. Basti pensare all’alleanza degli Usa e dell’Occidente con l’Arabia Saudita per renderci conto che, in realtà, a costoro non importa nulla né delle donne, né dei diritti umani e sociali. L’intervento fu fatto per cercare di controllare l’Asia centrale.

Nel 2003 fu la volta dell’Iraq. Scelte terribili che hanno costato la vita e la miseria di milioni di persone.

A queste scelte, compiute per gli interessi e i profitti di pochi potenti, si son accodati tutti i nostri governi, di destra o di finta sinistra.

Abbiamo anni fa, prima a Seattle, poi a Genova, Firenze, Roma, ecc. lanciato la parola d’ordine “un altro mondo è possibile” e partecipato a imponenti manifestazioni per la pace, continuiamo ad impegnarci.

Giuseppe Abba’

Vigevano – Torna la festa di Rifondazione Comunista, dal 3 al 5 settembre 2021

Torna l’appuntamento con la festa organizzata dal Circolo di Vigevano del Partito della Rifondazione Comunista, giunta alla tredicesima edizione e che si terrà da venerdì 3 a domenica 5 settembre 2021 presso la Cooperativa Portalupi in via Ronchi 7 alla frazione Sforzesca di Vigevano.

La festa resterà aperta nelle sere di venerdì 3 e sabato 4 settembre, e nel mezzogiorno/pomeriggio di domenica 5 settembre. Verranno applicate le disposizioni anti-Covid attualmente in vigore e le norme relative all’accesso nei locali pubblici. Il servizio ristorante con menù tradizionali e vegetariani sarà attivo dalle ore 20 alle 22 per le cene del 3 e 4 e dalle ore 12 alle 14,30 per il pranzo del 5.

Il programma di venerdì 3 prevede per le ore 21 gli interventi di Alessandra Ghirotti, segretaria generale Funzione Pubblica Cgil Como, e di Edoardo Casati, coordinatore dei Giovani Comunisti/e della provincia di Pavia, mentre dalle ore 21,30 sarà ospite la compagnia teatrale “El Loeugh”.

Sabato 4 dalle ore 21,30 sono previste canzoni e musiche di cantautori italiani e stranieri con la partecipazione di “Deejay Dimitri”.

Infine, domenica 5 settembre con inizio alle ore 14,30 si svolgerà la presentazione con la partecipazione degli autori del libro “Un mondo di mondi – L’avventura umana dalla scoperta dell’agricoltura alle crisi globali contemporanee” di Massimiliano Lepratti e Giorgio Riolo.

Per tutta la durata della festa saranno presenti tavoli informativi, stand vari e la libreria.

Per il servizio ristorante è necessaria la prenotazione telefonica al numero 342-6489617 dal martedì al venerdì dalle ore 20 alle 22, sabato e domenica dalle ore 11, oppure telefonando al numero 328-1028046 (dalle ore 20 alle 22).

Il programma dettagliato ed i menù giornalieri sono consultabili sul sito https://rifondazionevigevano.it/ , sulla pagina Facebook “Rifondazione Comunista Vigevano” e sul profilo Instagram “rifondazionevigevano”.

KEN LOACH ESPULSO DAL LABOUR PARTY. SOLIDALI CON IL COMPAGNO KEN

Dalla Gran Bretagna ci giunge l’inquietante notizia dell’espulsione del regista Kenneth (Ken) Loach dal partito laburista.

Ne da notizia lo stesso regista: “Il quartier generale del Labour ha finalmente deciso che non sono adatto a essere un membro del loro partito, poiché non rinnegherò quelli già espulsi. Bene… sono orgoglioso di stare con i buoni amici e compagni vittime dell’epurazione. C’è davvero una caccia alle streghe… Starmer e la sua cricca non guideranno mai un partito del popolo. Siamo tanti, loro sono pochi. Solidarietà.”

L’espulsione di Ken Loach è l’ultima di una lunga serie di espulsioni di esponenti della sinistra del Partito Laburista da parte del gruppo dirigente blairiano neoliberista.

Ken Loach ha giustamente definito “caccia alle streghe” e “purghe” le espulsioni.

Il provvedimento contro Ken Loach sarebbe derivato dalla sua solidarietà con gli altri compagni espulsi.

Lo stesso Jeremy Corbyn è stato sospeso lo scorso ottobre. Ken Loach era uscito dal Labour disgustato da Blair negli anni ’90 e rientrò con la svolta a sinistra di Corbyn.

È evidente che i dirigenti blairiani vogliono evitare che la sinistra riconquisti la direzione del partito dopo aver sabotato con ogni mezzo Jeremy Corbyn.

Il Labour grazie a Corbyn era diventato l’unico partito socialista europeo fedele agli ideali del socialismo e con un programma antiliberista, pacifista e antimperialista.

Tutto il capitalismo britannico e internazionale, i media e la stessa componente blairiana del Labour lavorarono per la sconfitta di Corbyn.

Al compagno Ken Loach inviamo la più sentita solidarietà del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea per la coerenza con cui da una vita si batte per la classe lavoratrice e il socialismo.

Maurizio Acerbo , segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

PER NON DIMENTICARE LE NOSTRE MONDINE

Giuseppe Abbà


Ho molto apprezzato l’ articolo di Roberto Lodigiani sugli scioperi delle mondine, 90 anni fa, nel 1931.


Quelle donne coraggiose osarono sfidare il fascismo, partendo da precise rivendicazioni salariali.

Vorrei solo aggiungere che il movimento delle mondine fu sostenuto dal Partito Comunista (all’epoca clandestino).

C’è, nel bellissimo libro di Teresa Noce “Rivoluzionaria Professionale” la sua testimonianza in proposito.

C’era malcontento tra le mondine per l’ annunciata riduzione dei salari del 10 per cento (per mantenere la lira a quota 90).

Le mondine erano circa 200 mila e il loro sciopero fu sostenuto dalla distribuzione clandestina di volantini, oltre che dalla diffusione di un giornale (anche questo stampato “alla macchia” dal Partito Comunista, “La Risaia”, oltre che da copie de L’Unità.

Il movimento, dice sempre Teresa Noce, si estese in tutte le zone risicole nel Vercellese, nel Novarese, in Lomellina.

Sempre da Teresa Noce: “In risaia cominciarono a riudirsi sempre più spesso le canzoni di lotta che le mondine cantavano prima del fascismo e che non avevano dimenticato”.

Testimonianza personale: mia mamma, nel 1931, era una giovane mondina di 17 anni.

Mi raccontò di quell’ epoca e di come, nelle risaie, fossero diffuse, in sfida al fascismo, canzoni di lotta. Me ne ricordo una in particolare, sull’omicidio Matteotti.

E’ giusto quindi rendere un doveroso omaggio a un proletariato che non si arrende al fascismo e alla prepotenza degli agrari.

Giuseppe Abba’

Rifondazione Comunista Mortara

Bravi Lodigiani e Abbà a ricordare gli scioperi del ’31 delle mondine, ma avvennero anche prima, dal ’27. Se è lecito citarci un resoconto c’è nel libro del 2008 dello SPI provinciale. “Davanti a un’ingiustizia si soffocava nel cuore. La resistenza silenziosa delle donne pavesi tra fascismo, guerra e crisi di regime”, purtroppo poco diffuso e per niente citato.Nel libro è riportato il volantino (quasi un fumetto) che allego e commento prendendo uno stralcio dal libro.

“Particolarmente interessante è un volantino della CGdL del maggio 1932. Si tratta di un’eccezione anche rispetto ai giornali clandestini, perché è illustrato da ben dieci vignette. Viene rappresentata, anche a livello di immagini, la contrapposizione tra le condizioni di vita delle mondine rispetto a quelle dei loro sfruttatori.

Si inizia con la messa a confronto della casa della povera mondina, spoglia e senza alimenti, con la sede lussuosa e ben fornita di generi alimentari dei sindacati fascisti, si passa poi al treno preso dalle migranti, un vero e proprio carro bestiame, rispetto ai vagoni di lusso su cui viaggiano le famiglie dei ricchi. Anche la vita nell’acqua è molto diversa: piegate nelle risaie le mondine, a crogiolarsi sulle spiagge le signore. Ma nella sequenza finale si manifesta la presa di coscienza delle sfruttate che scioperano e costringono alla fuga gli agrari e i fascisti.

Al di là dell’aspetto didascalico, va sottolineata l’efficacia della scelta e come venga sottolineata la necessità di un’unità di azione tra locali (rappresentate con i figlioletti) e forestiere e tra mondine e operai.

Marco Savini

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Ho letto l’interessantissimo intervento di Marco Savini sugli scioperi del proletariato agricolo, e delle mondine in particolare, durante il fascismo.

Notevole è il volantino “riscoperto” del 1932 -stampato clandestinamente, ricordiamolo sempre- rivolto alle mondine. Interessante è l’intestazione del volantino: CONFEDERAZIONE GENERALE DEL LAVORO, aderente all’Internazionale sindacale Rossa.

Voglio ricordare che il 4 gennaio 1927 i dirigenti riformisti della CGL, in testa D’Aragona, con un vergognoso atto di resa al fascismo, dichiararono sciolta la CGL.I comunisti -sempre in clandestinità- non accettarono tale atto e avvertirono che “nessun sindacato deve ritenersi sciolto” invitando gli iscritti alla CGL a “trasportare nelle fabbriche la loro organizzazione.

Il 27 febbraio 1927 i comunisti organizzarono un Convegno clandestino a Milano, in un’officina, una fabbrica di specchi di via Porta Vigentina.

Naturalmente era molto difficile operare in condizioni di illegalità ma il volantino del 1932 -ricordato da Marco Savini- è eloquente.

Ricordo questi fatti non per pignoleria ma, ancora una volta, per sottolineare il ruolo dei comunisti nelle lotte proletarie e contro il fascismo, anche negli “anni terribili”.
Continuiamo a occuparci anche di Storia. Come sappiamo tutti è importantissima per dare coscienza che lo “stato di cose presente” può e deve essere mutato, per rendere giustizia alle classi subalterne.

La Storia non deve essere scritta solo dagli “intellettuali organici” alle classi dominanti.
Giuseppe Abbà

PER GINO STRADA

di Dino Greco

Eravamo nei primi anni novanta quando la Valsella Meccanotecnica di Castenedolo (BS), controllata dalla Fiat, era leader nazionale nella produzione di mine anti-uomo, vendute all’Iraq in 9 milioni di esemplari.

Vi lavoravano un pugno di ingegneri, pagati a peso d’oro, e 40 operaie, addette allo stampaggio, per 800 mila lire al mese. In assemblea ponemmo in tutta la sua gravità il problema della corresponsabilità anche di chi lavorava alla costruzione di quegli ordigni di morte.

La prima risposta fu: “Noi non abbiamo le mani sporche di sangue; se non facciamo noi le mine le farà qualcun altro“.

Allora organizziamo un incontro in Camera del lavoro con Gino Strada al quale partecipò l’intero consiglio di fabbrica.

La riunione fu introdotta da un documentario che Gino aveva portato con sé sui tragici e indiscriminati effetti delle mine, soprattutto sulla popolazione civile  sui bambini, con mutilazioni permanenti, provocati da ordigni in qualche caso fatti a forma di bambole affinché suscitassero l’interesse dei più piccoli.

Lo shoch fu potente ed innescò nelle lavoratrici una catarsi, una presa di coscienza che avviò una delle più straordinarie battaglie sindacali e di civiltà che io ricordi. A quel primo incontro con Gino Strada ne seguirono altri, mentre maturata la decisione di chiedere l’interruzione della produzione delle mine e l’avvio di un processo di riconversione.

Ma la Valsella non aveva alcuna intenzione di rinunciare ad una produzione lucrativa come nessun’altra. Cominciarono gli scioperi, via via più intensi, fino a trasformarsi in un blocco a oltranza dell’attività. Il prezzo era altissimo.

Dopo mesi di lotta le operaie e le loro famiglie vivevano a credito. La lotta non aveva contenuti salariali o normativi. Era il grido di donne che dicevano all’azienda dove si fabbrica la morte: “Noi non saremo complici“. Quelle operaie vinsero, perché la moratoria nella produzione di quegli ordigni infami ne bloccò la produzione. A quel punto si fece avanti un’azienda, la Vehicle Engineering&Design, che si candidò a rilevare l’impresa per produrre motori elettrici per automobili: indubbiamente un bel salto, dalle mine a motorizzazioni ecologiche. Ma la nuova azienda pose una condizione: potere vendere alla Spagna il brevetto dell’Istrice, un dispositivo per il disseminamento delle mine dall’alto, senza mappatura, con le conseguenze che ciascuno può immaginare.

L’azienda promise che il denaro incassato sarebbe servito anche per saldare alle lavoratrici le mensilità arretrate. In assemblea intervenne la compagna più anziana, componente del consiglio di fabbrica e disse queste parole: “ragazze, in questi mesi abbiamo fatto tanta strada insieme e siamo cambiate. So che è dura, ma non possiamo tornare indietro. Quindi, nessuna macchia. Se la nuova azienda vuole subentrare, nessuna condizione”. Le operaie approvano, tutte, con un grande applauso. A sera scrivemmo alla Engineering comunicando le decisioni assunte di comune accordo fra sindacato e lavoratrici. Per uno di quei rari casi che talvolta capitano, l’azienda rispose che rinunciava alla propria richiesta. Seguì una grande manifestazione, in realtà una festa. I brevetti furono restituiti al ministro della difesa e gli stampi delle mine bruciati in piazza.

Sono certo che distanza di oltre vent’anni tutte le operaie ricordino questa vicenda come uno dei momenti più importanti delle loro vite e che il ricordo di colui che tanta importanza ebbe nella loro maturazione non è  mai venuto meno.

Ben fatto, caro vecchio Gino. La terra ti sia lieve.

CIAO GINO, CHE LA TERRA TI SIA LIEVE

È con grande tristezza che apprendiamo della scomparsa di Gino Strada – medico fondatore di EMERGENCY – la #ONG italiana, tra le più famose al mondo, che offre cure mediche e chirurgiche gratuite e di alta qualità alle vittime della guerra e non solo.

Siamo affranti dalla scomparsa di una personalità tanto importante per la nostra comunità; una persona che ha sempre messo al centro della sua esistenza la vita, i diritti e la salute delle altre persone, una persona che con tutto sé stesso si è battuto contro le guerre e contro le gravi conseguenze patite di chi nei luoghi di guerra ci vive.

Una persona che, per il nostro modo di vedere le cose, ci piace definire un Compagno.

La Memoria di Gino andrà onorata portando avanti con ancora più forza le sue battaglie umanitarie.

Tutta Rifondazione Comunista della Lombardia si stringe in un grande abbraccio a Cecilia, alla famiglia, agli amici di Gino ed a tutta Emergency in questo momento tanto triste per tutto il Paese.

Ciao Gino, grazie per tutto quello che sei stato e che hai rappresentato.

Che la terra ti sia lieve.

Milano, 13 agosto 2021

Fabrizio Baggi, segretario regionale Partito della Rifondazione Comunista / Sinistra Europea Lombardia.

Pagliarulo: “Salvini fa il furbo. Durigon cancella Falcone e Borsellino per il fascismo”

Fonte: https://www.anpi.it/articoli/2551/pagliarulo-salvini-fa-il-furbo-durigon-cancella-falcone-e-borsellino-per-il-fascismo

12 Agosto 2021

Dichiarazione del Presidente nazionale ANPI a seguito di quelle di Matteo Salvini nel programma “Zona Bianca” su Rete 4

Il Sen. Salvini fa il furbo. Afferma che il sindaco di Latina cambiò il nome del Parco “Arnaldo Mussolini” ma non dice che lo intitolò a Falcone e Borsellino.

Sostiene che Durigon si è limitato a invitare il sindaco a risolvere i problemi di qualità della vita a Latina negando l’evidenza: il sottosegretario al Mef ha chiesto di ri-dedicare il parco ad Arnaldo Mussolini.

Nega la presenza di simpatie fasciste nella Lega dimenticando i suoi selfie con i dirigenti di Casa Pound e la sua amicizia con Gianluca Savoini, da tanti definito un filo-nazista.

Isolato da tutti sul caso Durigon, persino dalla Meloni, si arrampica sugli specchi.

Basta mistificazioni e aberrazioni anti-storiche e anti-costituzionali.

Claudio Durigon è incompatibile col suo ruolo di Governo.

L’ANPI, sostenuta da una fitta indignazione popolare e parlamentare, continua a fare appello affinché venga rimosso.

Gianfranco Pagliarulo

Presidente nazionale ANPI

12 agosto 2021

Rifondazione: ius soli, la cittadinanza è un diritto, non una medaglia

Riparte in pieno agosto, l’ipocrita dibattito sullo ius soli.

Le medaglie olimpiche hanno fatto ricordare al Pd che una riforma del diritto di cittadinanza può portare consensi, alla Lega e a FdI di essere razzisti dentro, a esponenti del M5S di rappresentare l’immensa truppa degli ignavi che dicono che altre sono le priorità.

Come se una banalissima legge che potrebbe definirsi con pochi articoli costituisse un ostacolo a occuparsi di altre emergenze del paese.

Chi cresce e nasce in Italia ha diritto alla cittadinanza anche se non è un atleta; chi risiede stabilmente ha diritto di voto almeno alle elezioni amministrative.

Due norme il cui risultato sarebbe quello di garantire in pieno i diritti di 1,3 milioni di minori e di renderne almeno altri 3 milioni in grado di avere un ruolo nella vita pubblica.

Ma fa paura perché si perderebbe un capro espiatorio utile non solo alla destra becera.

Una ragione in più per unirsi a chi chiede al governo e al parlamento di voler considerare la società italiana per quello che anche le Olimpiadi hanno mostrato, pluriculturale e composita.

E forse il paese reale ne è più cosciente di quanto lo siano coloro che ne insultano l’intelligenza.

Maurizio Acerbo, Segretario nazionale
Stefano Galieni, responsabile immigrazione,

Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Aiutiamo Cuba nell’emergenza

Fabrizio Baggi, Segretario Regionale Prc Lombardia

🇨🇺#Cuba ha sempre dimostrato di essere un Paese che opera mettendo al centro la #solidarietà internazionale e la salute delle persone.

Anche l’#Italia, nella fattispecie la #Lombardia, nel corso della prima grave ondata della #pandemia ha potuto contare sul prezioso aiuto della Brigata medica #HenryReeve.

Ora è Cuba che a causa del #bloqueo criminale imposto dagli #USA sta vivendo una situazione di emergenza ed ha bisogno di tutto l’aiuto possibile.

Attraverso l’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba è possibile donare, ognuna e ognuno secondo le proprie possibilità, contribuendo a questa importante campagna di solidarietà.

#CubaSalva

#CubaSalvaVidas

#NoMasBloqueoACuba