Categoria: Comunicati stampa
Festa provinciale di Rifondazione Comunista, Fed. di Pavia a Bereguardo. Incontro e dibattitto con Nando Mainardi caporedattore della rivista SU LA TESTA.
Sabato 31 luglio alle ore 18, nell’ambito della festa provinciale di rifondazione comunista, a Bereguardo, incontro con Nando Mainardi caporedattore della rivista Su LA TESTA .
Discuteremo con lui degli obbiettivi che si pone questa rivista, quale ruolo ha Rifondazione Comunista nella gestione della stessa.
Ovviamente il compagno ci illustrerà i contenuti dell’ultimo numero in uscita dedicato al ventennale dei fatti di Genova.
Con questa iniziativa vogliamo lanciare anche nella nostra provincia una campagna abbonamenti.
Mai come ora è necessario una riflessione politica e un analisi attenta per affrontare questo periodo così difficile.
Partecipate numerosi.
Piero Rusconi PRC Pavia

Gli sprechi di soldi pubblici del Clir. “Tre milioni di euro. Una vergogna”
Video tratto da: Milano Pavia TV On Demand
Un nostro comunicato di RIFONDAZIONE COMUNISTA del 10 giugno 2021.
CLIR: LA FARSA E’ FINITA
Il 9 giugno la maggioranza dei comuni del consorzio ha decretato la fine del CLIR.
Dopo tante promesse, come al solito non mantenute, si è deciso di liquidare la società pubblica che gestiva la raccolta dei rifiuti di molti comuni della Lomellina.
Grave è soprattutto l’atteggiamento di quei comuni (Mortara, Mede, Dorno, Sannazzaro) che, prima avevano siglato un accordo con Cgil-Cisl-Uil per il rilancio del Consorzio e per il mantenimento della gestione dei rifiuti nel perimetro pubblico e poi, con un vergognoso voltafaccia, si sono rimangiati questi propositi.
Dopo anni di cattiva gestione da parte delle amministrazioni del Centrodestra della nostra zona (che fine ha fatto il buon governo tanto propagandato?) si è portata a compimento una scelta che rischia di avere gravi conseguenze sulla gestione del ciclo dei rifiuti, oltre che su il reddito di quaranta famiglie.
Non si trovino scuse, la gestione del CLIR era ed è interamente nelle mani dei politici locali, se si è arrivati a questo punto, i responsabili non possono che essere i sindaci del nostro territorio.
Con l’affossamento del consorzio pubblico ora si affiderà ai privati la gestione della raccolta dei rifiuti e questo provocherà seri problemi, com’è stato dimostrato dalla gestione dei privati che si sono occupati negli ultimi anni di rifiuti: ricordiamo l’incendio Bertè, la gestione degli scarrabili, ecc.
Il Partito della Rifondazione Comunista esprime la sua piena contrarietà ad affidare a privati un settore cosi delicato come quello del ciclo dei rifiuti.
Esprimiamo il nostro appoggio all’azione delle organizzazioni sindacali per salvaguardare i posti di lavoro dei dipendenti del Clir e perché il ciclo dei rifiuti rimanga pubblico.
Mortara 10 giugno 2021
Giuseppe Abbà consigliere del comune di Mortara
Piero Rusconi Seg. Rifondazione Comunista Pavia
Video con interviste di sindacalisti e lavoratrici della Moreschi al presidio davanti alla fabbrica
A FIANCO DEI LAVORATORI E DELLE LAVORATRICI DELLA MORESCHI
Il Partito della Rifondazione Comunista è a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori della ditta Moreschi, nella loro lotta in difesa del posto di lavoro.
La MORESCHI, famoso marchio calzaturiero Vigevanese da tempo sta attraversando una grave crisi, crisi che invece di essere affrontata con nuovi piani industriali, nuove idee imprenditoriali e investimenti, la nuova proprietà non trova niente di meglio che decentrare a contoterzisti pezzi della produzione lasciando una buona parte delle lavoratrici e lavoratori in cassa integrazione a zero ore.
Come al solito si pensa di risolvere i problemi riducendo il costo del lavoro e i diritti dei lavoratori.
Come al solito i nostri imprenditori nostrani non sanno fare altro che risolvere il loro problemi facendo pagare alle lavoratrici i loro errori.
La nuova proprietà deve presentare un piano industriale che abbia come scopo finale la salvaguardia dei posti di lavoro e la salvaguardia di un marchio che è patrimonio non solo loro, ma di tutta la collettività del Vigevanese.
Occorre rilanciare, anche nella nostra provincia un movimento di lotta che unisca tutti i lavoratori e le lavoratrici, purtroppo molti, che sono coinvolti i progetti di ristrutturazione aziendali per chiedere nuovi piani industriali finalizzati alla difesa dell’occupazione.
Basta con politiche economiche tese a favorire i soliti noti, occorrono politiche economiche atte a favorire la salvaguardia dell’occupazione.
È giunto il momento che le istituzioni politiche non siano solo soggetti passivi che assistono impotenti ai processi economici, ma anche utilizzando le risorse che ci arriveranno dall’Europa svolgano un ruolo attivo di indirizzo economico.
Rifondazione Comunista è impegnata con tutte le sue forze per costruire un movimento di lotta contro queste politiche neoliberiste.
Partito della Rifondazione Comunista
Rifondazione: Abbà “almeno dare la cassa integrazione ai lavoratori del Clir”
26/07/2021
Abbà Giuseppe , Consigliere Comunale di Mortara del Partito della Rifondazione Comunista.
Per quanto riguarda la situazione del Clir presenterò domani mattina in Comune il seguente documento: ALMENO DARE LA CASSA INTEGRAZIONE AI LAVORATORI DEL CLIR.
Faccio formale richiesta, come consigliere comunale, affinché l’amministrazione comunale di Mortara (che rappresenta il più importante Comune del Clir, con la maggioranza relativa delle azioni in mano ad As Mortara) si impegni a far rimuovere tutti gli assurdi ostacoli messi dal Consiglio di Amministrazione del Consorzio a firmare l’accordo già pronto dai primi di luglio per gli ammortizzatori sociali a favore dei lavoratori del Clir.
E’ assurdo che, dopo essere arrivati colpevolmente alla distruzione di questo importante consorzio pubblico, i lavoratori siano lasciati privi di risorse economiche.
Questo atteggiamento, oltre che essere completamente irresponsabile, costituisce una pura e semplice protervia, perché chiedere la cassa integrazione è doveroso in situazioni di questo tipo.
Giuseppe Abbà, consigliere comunale del Partito della Rifondazione Comunista di Mortara.
Comunicato delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e delle lavoratrici del CLIR
il Cda e i comuni soci se ne lavano le mani e nessuno firma il Fis.
TUTTI DICONO DI AVER A CUORE IL DESTINO DEI LAVORATORI E DELLE LORO FAMIGLIE E NONOSTANTE LE PROMESSE E LE BELLE PAROLE VEICOLATE ANCHE A MEZZO STAMPA NESSUNO, DI FATTO, FIRMA L’ACCORDO GIA’ PRONTO DAI PRIMI DI LUGLIO E CHE CONSENTIREBBE DI ASSICURARE UN SOSTEGNO ECONOMICO A TUTTE LE FAMIGLIE COINVOLTE NELLA CRISI DEL CLIR.
ADESSO BASTA LA MISURA E’ COLMA.
CHIEDIAMO DI FIRMARE SUBITO L’ACCORDO PER GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI ED EVITARE DI PEGGIORARE ANCORA DI PIU’ LA SITUAZIONE DELLE FAMIGLIE.
FP CGIL PAVIA
FIT CISL PAVIA / LODI
26 luglio 2021

Voghera: importante risposta con manifestazione, contro l’omicidio compiuto dall’assessore leghista.
Sulla manifestazione di ieri a Voghera: è stata un’importante risposta contro l’omicidio compiuto dall’assessore leghista e il clima di odio sapientemente alimentato da quelle forze politiche espressioni delle classi dominanti per dividere i lavoratori e i poveri al fine di perpetuare i propri profitti.
Alla Lega fa più paura il dissenso politico che il Covid-19
Apprendo ora che il sindaco di Voghera invita gli esercenti del centro a chiudere domani pomeriggio i loro esercizi a causa di un presidio statico convocato per protestare contro le sue politiche sociali.
La Lega si è battuta, criminalmente, negli ultimi 18 mesi contro le chiusure delle attività commerciali stabilite dal Governo per difendere la salute dei cittadini (ricordiamo al Sindaco che ci sono stati più di 120.000 morti per Covid), invece ora chiede di chiudere gli esercizi commerciali perché vi è una iniziativa di protesta contro la sua giunta.
Ricordo al sindaco che se c’è qualcuno che crea tensione in città è stato proprio il suo assessore-sceriffo che và in giro armato a sparare e ad uccidere.
Domani ci sarà una normalissima iniziativa politica pacifica piaccia o non piaccia al sindaco di Voghera.
23/07/2023
Piero Rusconi Rifondazione Comunista Pavia
Fabrizio Baggi Rifondazione Comunista Lombardia
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Lettera dall’Ufficio del Sindaco di Voghera

La sezione dell’Anpi di Voghera aderisce all’iniziativa prevista per sabato 24 luglio, promossa da “Noi siamo idee” per chiedere giustizia per Youns El Boussetai

Moreschi, proclamato lo sciopero
Il circolo “Hugo Chavez” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano parteciperà al presidio esprimendo solidarietà alla lotta dei lavoratori e lavoratrici della Moreschi in difesa dei loro diritti contrattuali e del posto di lavoro.
Tratto da l’INFORMATORE VIGEVANESE
Martedì 27 l’astensione dal lavoro di 8 ore, con presidio davanti alla fabbrica

21 Luglio 2021 – 18:48
di Bruno Ansani
VIGEVANO – Otto ore di sciopero per i lavoratori della Moreschi. L’azione è stata decisa nella mattinata di mercoledì nel corso di un’assemblea dei lavoratori del calzaturificio, ormai in rotta di collisione con le attuali politiche aziendali. L’agitazione è stata fissata per martedì prossimo, 27 luglio. Nella mattinata i lavoratori terranno anche un presidio davanti all’azienda, con la speranza di sensibilizzare la città e le istituzioni sulla situazione della fabbrica.
Di seguito il comunicato stampa diffuso dalle segreterie provinciali di Filctem Cgil Femca Cisl e Uiltec Uil.
In data 21 luglio c.a. si sono riuniti in assemblea indetta dalle O.O.S.S. per fare il punto sulla situazione aziendale, i lavoratori della Moreschi. Le organizzazioni sindacali hanno riferito l’esito dell’ultimo incontro avuto con l’azienda, in occasione della scadenza dell’utilizzo della cassa covid-19, contestualmente al ripristino dei contratti di solidarietà a decorrere dal 28 giugno.In prima battuta l’azienda aveva avanzato la richiesta di abolire l’accordo sottoscritto riguardante i contratti di solidarietà, perché ritenuto troppo oneroso per l’azienda, inoltre non ci sarebbe stato lavoro per tutti, in quanto l’accordo sottoscritto prevede una riduzione di orario medio del 22%. Il sindacato ha espresso la propria contrarietà ad abolire l’accordo, ma si è reso disponibile ad aumentare la riduzione di orario fino ad arrivare al 50%. L’azienda non ha ritenuto sufficiente la proposta e ha comunicato ai lavoratori la ripresa dell’attività, ma non per tutti, infatti per chi non ha avuto la possibilità di rientrare, sono stati collocati in ferie, questo, per solo tre giorni, dal 28 al 30 giugno. In occasione della proroga della cassa covid-19 per ulteriori 17 settimane a decorrere dal primo luglio, l’azienda, senza nessuna comunicazione ai lavoratori e alle O.O.S.S. ha rimesso tutti in cassa integrazione.
Sempre nel medesimo incontro, sono state richieste informazioni sulle prospettive, ma ancora senza risposte: il fatturato del primo semestre, volutamente non è stato comunicato, a nostro avviso peggio del semestre dell’anno precedente;
nuovi ordinativi quasi inesistenti;
l’accordo con le banche ancora non c’è; i debiti nei confronti dei fornitori restano se non aumentati;
ora si aggiungono gli ex dipendenti che devono ancora percepire il TFR;
mancata rotazione fra i dipendenti facendo ricadere il disagio economico sempre sugli stessi;
vengono trattenute e non versate le quote e il TFR al fondo previdenziale (pare che su sollecitazioni sia stato pagato il primo trimestre);
la lavorazione per conto terzi, tanto decantata, anzi ritenuto strategico per lo sviluppo dell’azienda, c’è stato solo un timido segnale con Chanel, ma abbiamo appreso la notizia, che pochi giorni fa, Chanel ha portato via tutto e quindi, sfumata anche l’unica e ultima commessa di lavorazione per conto terzi;
piano industriale, siamo ancora in attesa;
abbiamo richiesto l’organigramma aziendale e non ci è stato consegnato;
inoltre, la chiusura per ferie collettive, pare che vengano retribuite con la cassa covid-19 e non come prevede la norma con la retribuzione normale (i lavoratori hanno diritto almeno a due settimane di ferie ovviamente retribuite);
i rapporti in azienda sono ulteriormente peggiorati, continuano a perseguire da parte di chi sostiene di rappresentare l’azienda, atteggiamenti intimidatori, ricattatori e offensivi, arrivando a calpestare la dignità di chi lavora;
Investimenti promessi neanche l’ombra, e tanto altro ancora.
Tanto da far ritenere ai lavoratori tutto quanto inaccettabile e insopportabile, per queste ragioni a distanza di un anno (27 luglio 2020 primo sciopero con presidio rientrato dopo tre giorni a fronte di promesse fatte dagli attuali gestori), proclamano per martedì 27 luglio, 8 ore di sciopero con presidio davanti ai cancelli di entrata.
Invitiamo l’opinione pubblica a sostenere le ragioni dei lavoratori, invitiamo il sindaco, e le istituzioni a recarsi davanti ai cancelli per ascoltare la voce dei lavoratori.
Le segreterie Provinciali FILCTEM-CGIL FEMCA-CISL UILTEC-UIL



