Grazie agli autori Michele Mellara e Alessandro Rossi vi proponiamo la visione gratuita, dal 7 al 12 aprile, di un film/documentario che pur prodotto nel 2007 sembra girato oggi! Parla di brevetti diritti di proprietà sui farmaci e sulla salute, ci spiega la grande speculazione economica operata dalle multinazionali del farmaco sulle mostre vite. “Le vie dei farmaci”, questo il titolo del film, suggeriamo di vederlo per intero nei 52 minuti di durata, parla del potere di Big Pharma, di come l’accesso alle cure, anche per malattie facilmente curabili, venga trattato come un immenso business in cui non conta la salute delle persone ma unicamente le disponibilità economiche dei paesi in cui vivono. Una denuncia che, dopo oltre un anno di pandemia, svela i meccanismi infernali per cui su farmaci e vaccini vengono fatti valere i brevetti, un monopolio che tratta la salute e la vita come una merce qualunque una sorta di prelazione che decide chi ha accesso alle cure e chi no. Per questo partecipiamo alla campagna: “O i brevetti o la vita” per questo vi chiediamo di firmare la petizione europea noprofitonpandemic.eu! Questo è un film che, certo, fa indignare ma rende tutti e tutte consapevoli di quale sia la posta in gioco.
80 anni fa, il 6 aprile 1941 l’ Italia fascista, assieme ai nazisti tedeschi, invadeva la Jugoslavia.
Questo Paese ebbe centinaia di migliaia di morti, la Jugoslavia fu smembrata, la Provincia di Lubiana annessa all’ Italia, in Croazia, dominata dai criminali collaborazionisti ustascia, fu posto sul trono Aimone di Savoia (che peraltro non raggiunse mai la sua sede, in quanto aveva troppa paura dei partigiani di Tito).
Il generale Mario Roatta si rese responsabile di crimini di guerra, ma non fu mai estradato.
Dopo tutto ciò, ci vengono a parlare delle foibe….
Nella nostra regione il numero dei decessi non accenna a diminuire, segno che le persone fragili e anziani non sono state ancora vaccinate.
Il numero di contagiati continua a essere alto.
Continuano i problemi legati alla pessima gestione degli appuntamenti con persone ultraottantenni che non vengono contattate o vengono spedite a decine di chilometri di distanza”.
Anche nella nostra provincia la situazione non accenna a migliorare, sono ancora pochi i centri vaccinali e molti dei nostri anziani non sono stati vaccinati.
la campagna vaccinale è gestita in maniera disastrosa e la regione Lombardia è maglia nera per i decessi. Serve un nuovo modello di sanità, quella attuale ha fallito. Il dramma che viviamo lo dimostra”.
Continuiamo a chiedere il Commissariamento della Sanità Lombarda, 10aprile giornata di mobilitazione regionale per:
Più trasparenza sulle modalità di vaccinazione
Revocare i brevetti su vaccini
Abrogazione della legge regionale 23 (quella che regolamenta la sanità Lombarda)
Commissariamento della Sanità Lombarda
Nella nostra provincia terremo due iniziative:
Pavia piazza della Vittoria dalle ore 10
Casorate Primo piazza Contardi dalle ore 10
Coordinamento provinciale Pavese per la difesa della sanità pubblica
COSA SI PROVI A RICEVERE LA NOTIZIA DELLA MORTE A CAUSA DEL VIRUS DI UN CONOSCENTE, DI QUESTI TEMPI, CREDO CHE IN MOLTI PURTROPPO SAPPIANO.
CREDO CHE PER ALCUNI SUBENTRI QUASI UNA RASSEGNATA FATALITA’, PER IL RIPETERSI QUOTIDIANO DI NOTIZIE CHE CI VEDONO PIU’ O MENO COINVOLTI EMOTIVAMENTE, IN ALTRI INVECE QUESTO STILLICIDIO DI TRISTI NOTIZIE CAUSA UN SENSO DI IMPOTENZA E IN ALTRI UN SENSO DI RABBIA E INDIGNAZIONE.
MA REMO NON ERA UN CONOSCENTE ERA UN COMPAGNO, E IL DOLORE E LO SCONFORTO CAUSATE DALLA NOTIZIA DELLA SUA MORTE SONO AGGRAVATE DAL PENSIERO DELLA LONTANANZA E DELLA SOLITUDINE IN CUI CI SENTIAMO COLPEVOLI DI AVERLO LASCIATO E NON VALE, NON BASTA RICORDARCI CHE REMO IN FONDO E’ SEMPRE STATO UN PO’ UN ORSO SOLITARIO AD AUTOCONSOLARCI.
MA DIETRO LA SUA VICENDA CHE CI COINVOLGE C’E’ LA RABBIA E L’INDIGNAZIONE DEL COME SIA AVVENUTA, LA RABBIA E L’INDIGNAZIONE PER COME SI VEDE L’INEFFICACIA DELLA GESTIONE DELL’EMERGENZA, CHE NON E’ DOVUTA SOLO DALLA GRAVITA’ DEL FENOMENO PANDEMICO, MA SOPPRATUTTO DA COME SI SONO TROVATE IMPREPARATE LE STRUTTURE SANITARIE DOPO DECINE DI ANNI DI TAGLI AL BILANCIO DELLA SANITA’, PER LA SPECULAZIONE DELLE MULTINAZIONALI DEL FARMACO E DELLA SUBALTERNITA’ DEGLI STATI ALLE LEGGI DEL PROFITTO CINICO DEL MERCATO.
DIRE QUESTO DI FRONTE ALLA MORTE DI REMO E’ DOVEROSO, PERCHE ALDILA’ DI COME SIA AVVENUTA LA SUA SCOMPARSA, DOBBIAMO RICORDARCI DELLE LOTTE CHE ABBIAMO INTRAPRESO AL SUO FIANCO E DI COME CI SAREMMO COMPORTATI SE CI FOSSIMO TROVATI ANCORA ASSIEME SOTTO LA STESSA BANDIERA.
SCUSATE SE SONO FORSE TROPPO RIDONDANTE, MA NON RIESCO A TROVARE UN ALTRO MODO PER RICORDARE LA FIGURA DEL COMPAGNO REMO, SENZA ASSOCIARLO A QUELLA DEL MILITANTE CHE SI SVEGLIAVA AL MATTINO E CON IL FASCIO DI VOLANTINI NEL TASCAPANE SI RECAVA DAVANTI ALLA NECCHI, AL POLICLINICO, ALL’UNIVERSITA’, DI PAVIA PER RIVENDICARE IL RISPETTO DEI DIRITTI DEI LAVORATORI DEGLI AMMALATI O DEGLI STUDENTI, E QUINDI OGGI DOVER PIANGERE LA SUA SCOMPARSA A CAUSA DI UN VIRUS CHE HA COLPITO IL SUO FISICO GIA’ GRAVEMENTE DEBILITATO E SAPERE CHE COME LUI ANCHE MOLTI TROPPI SONO MORTI E FORSE MOLTI ANCORA DOVRANNO MORIRE PERCHE’ NON HANNO POTUTO AVERE UNA VACCINAZIONE TEMPESTIVA, O UN OSPEDALE CON UNA TERAPIA INTENSIVA ADEGUATA CI FA SALIRE L’INDIGNAZIONE E LA RABBIA.
CREDO CHE QUESTO DOBBIAMO DIRE; DI FRONTE ALLA MORTE DEL COMPAGNO REMO GLIELO DOBBIAMO TUTTA LA NOSTRA RABBIA E INDIGNAZIONE, PER TUTTO QUELLO CHE LUI E NOI SIAMO STATI E PER TUTTO QUELLO CHE FORSE SIAMO ANCORA, PERCHE’ SE SIAMO COSI’, RICORDARCI DELLE PAROLE DELL’INTERNAZIONALE DI FRANCO FORTINI “ … chi ha compagni non morirà. ”, CI SERVE PER CONTINUARE A SENTIRCI VIVI E A FAR VIVERE ANCORA L’IDEALITA’ CHE CI HA ACCOMUNATO.
Testo di un comunicato della “Provincia Pavese” del 1981 per il dibattito su: “Referendum: perché è giusto”, firmato da Anfossi Francesco, De Battista Remo e Scaglioli Luciano.
Dibattito
“Referendum: perché è giusto”
E’ UNA REGOLA per ogni dittatura che pochi decidono per tutti. Questa regola sa di disprezzo nei confronti del popolo, anzi è proprio da questo presupposto che nascono i governi dittatoriali. Con questo noi non vogliamo affermare che in Italia si stia consolidando un regime dittatoriale, ma quanto sta accadendo sulla questione del referendum sulle liquidazioni è molto preoccupante.
Riassumendo i termini della questione: nel ’77 con una legge veniva congelata la contingenza sulle liquidazioni. Per questo milioni di lavoratori hanno perso e perderanno svariati milioni.
Democrazia Proletaria raccogliendo le firme per l’abrogazione dei due articoli che prevedevano questa norma dà l’opportunità al popolo italiano di cancellare votando Sì, questa legge ingiusta.
Il Governo e la Confindustria non sono d’accordo. E’ un loro diritto. E’ un po’ meno loro diritto impedire che la gente si possa esprimere.
Se sono convinti di avere ragione perché non lo spiegano alla gente, chiedendo di votare No, e avendo il coraggio di affrontare il giudizio del paese.
Spadolini infatti afferma senza pudore”bisogna approvare la legge altrimenti vincono i Si” vuole cioè far passare in Parlamento quello che non passerebbe nel paese. Ciò sa molto di esercizio del potere. Chiedendo la fiducia al Parlamento sulla legge ed essendo convinto che il 13 giugno vincerebbero i Si Spadolini chiede ai 650 deputati di sottoscrivere una dichiarazione esplicita: voler esercitare il potere contro la maggioranza del paese.
Se questa è democrazia! Chi siamo noi cittadini, forse degli incapaci a cui non è possibile decidere di se stessi? Siamo sotto tutela: Spadolini e il Parlamento decidono ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.
E che dire poi dei vari Lama, Carniti e Benvenuto?
Chi ha dato loro il diritto di affermare dal chiuso dei loro uffici che è interesse dei lavoratori che sia approvata la legge del Governo e quindi evitato il referendum sulle liquidazioni?
Quanti lavoratori sono stati consultati? Quante assemblee sono state convocate sul tema e quante si sono espresse in questo senso?
Comunque se non hanno consultato i lavoratori siamo pronti a scommettere che qualcuno hanno consultato. Senza tema di smentite siamo pronti a fare i nomi e i cognomi dei consultati; Spadolini, i ministri economici, i loro segretari di partito.
E’ riaffermazione vivente e palese dell’autonomia sindacale … l’autonomia dei dirigenti sindacali dalla massa dei lavoratori.
Eppure non c’era qualcuno che voleva il referendum in fabbrica per le vertenze aziendali? Se ne sono forse dimenticati.
Che dire poi della posizione del Presidente dei deputati del Partito Comunista “coloro che vogliono il referendum … sostengono una politica di destra”. Gli 800.000 lavoratori che hanno firmato il referendum tra cui molti del Pci, sono di destra? Affermazione autolesionista quella di Napolitano. Se ciò fosse vero Il Pci dovrebbe il 13 giugno votare “No” anziché “Si”.
Il problema vero è che su questo referendum si sta operando un vero e proprio spartiacque.
Da una parte chi sta con i lavoratori e quindi mette in primo piano i loro interessi e le loro compatibilità.
Dall’altra parte chi mette in primo piano le compatibilità e gli interessi del sistema capitalistico.
Noi siamo fiduciosi che questo referendum si faccia ugualmente e si determini quindi la possibilità con la vittoria dei Si di rendere giustizia a milioni di lavoratori del paese. Con buona pace delle loro dichiarazioni, frutto di una malcelata arroganza di potere.
Il messaggio urbi et orbi di Papa Francesco costituisce un pesante atto d’accusa verso la politica del governo Draghi e più in generale dei paesi occidentali.
Il Papa ha invocato l’internazionalismo dei vaccini ma purtroppo gli USA e l’Unione Europea sono schierate dalla parte delle multinazionali contro i poveri del pianeta.
Dato che la Commissione Europea al Wto parla anche a nome dell’Italia il nostro governo è corresponsabile del no alla sospensione dei brevetti che consentirebbe la produzione a basso costo.
La destra bloccherebbe pure lo striminzito programma Covax e Draghi si è detto contrario all’invio in Africa dei vaccini.
Il Papa ha definito scandaloso accumulare arsenali di armamenti mentre in Italia il governo Draghi e anche l’opposizione di destra decidono di stanziare 17 miliardi del Recovery Fund per spese militari.
E meno male che la maggior parte dei tecnici e politici si dicono ferventi cattolici ed estimatori del Papa!
Noi siamo coerenti difensori dei principi di laicità e avremmo preferito che a Pasqua le chiese fossero chiuse ma che il Recovery Fund non sprecasse 17 miliardi in armamenti durante la pandemia.
Maurizio Acerbo, segretario nazionale Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
L’inchiesta che ha portato ad intercettare giornalisti e avvocati, attuata dalla procura di Trapani è partita nel 2017, su pressione del “Servizio Centrale Operativo”, alle dipendenze del Ministero dell’Interno.
Allora al Viminale c’era il Pd di Marco Minniti e non Salvini. Un ministro che urlava al “rischio per la democrazia” causato dai richiedenti asilo, che firmava accordi con il governo libico con cui si finanziavano i lager per migranti, che combatteva con ogni mezzo necessario il lavoro delle ong.
L’inchiesta ha permesso di intercettare giornalisti che, senza ipotesi di reato a carico, si sono visti depositare le proprie intercettazioni, (30 mila pagine), che hanno messo a rischio le proprie fonti che comprovavano i crimini commessi dalle milizie.
Si è posto un freno non solo al diritto di informare ma anche ai vincoli di riservatezza che legano avvocati e assistiti, le cui conversazioni, non inerenti ad alcuna indagine, sono oggi agli atti.
Un vero e proprio attacco alla democrazia che ci fa dire: come si fa a chiamare all’alleanza antifascista con chi dei fascisti utilizza gli stessi metodi?
Il sagace comico Crozza, nel settembre 2017, imitando l’allora ministro, lanciò una frase premonitrice “Non possiamo lasciare il fascismo ai fascisti”
Aveva ragione, come Rifondazione Comunista, lo ribadiamo: se si è antirazzisti e se non si vuole essere complici delle stragi in mare, non si può avere nulla a che fare con un simile ex ministro e col partito che ne rivendica il ruolo.
Tutta la nostra solidarietà e appoggio a chi, malgrado il silenzio complice di centro destra e sedicente centro sinistra, continua a stare dalla parte degli ultimi
Dentro l’uovo di pasqua di governo e maggioranza – ma l’opposizione di FdI sarà certamente entusiasta – le italiane e gli italiani troveranno un bel regalo.
Le commissioni parlamentari di Camera e Senato hanno dato il via libera alla destinazione di ben 17 miliardi del Recovery Fund in armamenti.
Va detto che è una scelta in parte ereditata dal governo Conte e non ci si poteva aspettare che la mettesse in discussione un uomo della Nato come Draghi.
Si tratta di 17 miliardi sottratti a sanità, scuola, servizi sociali, messa in sicurezza del territorio, trasporto pubblico, case popolari e mille altre esigenze sociali.
Non era meglio destinare questa somma alle tante piccole imprese che stanno chiudendo?
Non si dovrebbero aumentare il numero delle terapie intensive o impiantare un’industria farmaceutica pubblica capace di produrre vaccini come fa la piccola Cuba invece che sovvenzionare la produzione di strumenti di morte?
Come al solito una scelta condivisa dalla destra e dal PD, dettata dall’assoluta subalternità delle forze politiche al governo agli imperativi che giungono dagli USA e dalla NATO oltre che dalla lobby dell’industria bellica.
Questa insensata spesa militare è un’offesa ai valori della pace e della Costituzione.
Non si ricostruisce l’Italia con le armi.
Tutte le chiacchiere di rossi e verdi sulla convergenza col PD si fondano sulla rimozione della realtà del concrete scelte programmatiche e, lo scriviamo con rispetto, risultano essere operazioni di greenwashing.
In Germania i cassieri dei supermercati sono stati vaccinati per primi insieme agli over80 perché è evidente che sono tra le categorie più esposte e a rischio.
In Italia invece saranno sfruttati anche a Pasqua e Pasquetta. Infatti, grazie alla distrazione del governo Draghi, e alla liberalizzazione del commercio in vigore dal 2012 supermercati e centri commerciali potranno aprire anche a Pasqua e pasquetta. Ancora una volta si dimostra la mancanza di rispetto verso queste lavoratrici e questi lavoratori essenziali che sono da anni sottoposti a iper-sfruttamento da una normativa che non tiene conto del loro diritto al riposo e a una vita familiare.Gli addetti del commercio sono tra le vittime invisibili del covid.
Nel 2020 l’Inail ha certificato un aumento dei decessi nella categoria del 67% rispetto all’anno precedente.
Rifondazione Comunista chiede ai Presidenti delle Regioni di emanare immediatamente ordinanze per la chiusura degli esercizi commerciali a Pasqua e Pasquetta* come era stato fatto l’anno scorso.
Ma soprattutto chiediamo che le/i commesse/i vengano vaccinate/i subito!
Con queste significative parole il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, ha suggellato l’incontro con il Presidente della Repubblica Slovena, Borut Pahor, avvenuto a Trieste lo scorso 13 luglio.“La storia non si cancella e le esperienze dolorose, sofferte dalle popolazioni di queste terre, non si dimenticano.Proprio per questa ragione il tempo presente e l’avvenire chiamano al senso di responsabilità, a compiere una scelta tra fare di quelle sofferenze patite, da una parte e dall’altra, l’unico oggetto dei nostri pensieri, coltivando risentimento e rancore, oppure, al contrario, farne patrimonio comune, nel ricordo e nel rispetto, sviluppando collaborazione, amicizia, condivisione del futuro.Al di qua e al di là della frontiera – il cui significato di separazione è ormai, per fortuna, superato per effetto della comune scelta di integrazione nell’Unione Europea – sloveni e italiani sono decisamente per la seconda strada, rivolta al futuro, in nome dei valori oggi comuni: libertà, democrazia, pace. Oggi, qui a Trieste – con la presenza dell’amico Presidente Borut Pahor -segniamo una tappa importante nel dialogo tra le culture che contrassegnano queste aree di confine e che rendono queste aree di confine preziose per la vita dell’Europa”. In questa giornata i due presidenti hanno seguito un protocollo di commemorazione condivisa di sprone a continuare la ricerca storica e di diffonderla a unica voce.Insomma una forte volontà di dialogo e comprensione per il dolore di tutte le parti vittime del nostro confine orientale espresse dal nostro Presidente, con la sincera volontà d rapporto con le varie parti del territorio, il tutto per dare una onesta storia delle tragiche conseguenze che si sono susseguite in quei luoghi.
E a Vigevano? Il Consiglio Comunale di Vigevano ha contrapposto un’altra posizione e si è contraddistinto nel perseguire una via totalmente opposta, accettando di rimuovere dal dibattito una storia collettiva per sposarne una di parte che altro non è che propaganda politica volta a nascondere le colpe che hanno causato l’evolversi degli eventi. “IN COMPLETA CONTRO TENDENZA AI DESIDERI DEI 2 PRESIDENTI” Con voto unanime, è approvata la proposta di intitolare un luogo pubblico a Norma Cossetto. Dietro la pietas umana riguardo le tragiche vicende che hanno coinvolto la giovane istriana, di fatto è stata approvata una versione di deliberazione elaborata senza nessun definitivo rilievo storico, tutt’oggi frutto di ricerca e studio degli storici, proprio da coloro che persistono a giustificare chi causò la Seconda Guerra Mondiale cominciando una guerra di occupazione sfociata in alcuni casi in pulizia etnica e le ideologie che la sostennero; da coloro che, in 75 anni, hanno fatto ben poco in termini di riconoscimento delle proprie responsabilità rispetto gli orrori di questa tragica guerra; da coloro che non hanno alcuno scrupolo a negare, a minimizzare o far risaltare le tragedie avvenute, secondo convenienza, allo scopo di dare una veste di rispettabilità al fascismo, al nazionalismo ed al razzismo. Siamo rimasti molto rattristati ed indignati nell’ascoltare il livello e il contenuto del dibattito peraltro solo dell’opposizione in Consiglio Comunale, segnato da una chiara inconsapevolezza dei fatti. Un consiglio comunale dovendo affrontare un tema importante della nostra storia aveva il dovere di consultare storici di ambo le parti organizzando/proponendo prima un riflessione/dibattito pubblico per poi decidere in serenità, in modo che le informazioni storiche purificassero e non farsi sopraffare da strumentali convenienze politiche di “una parte”. Non facendolo hanno permesso e legittimato che una parte si ritagli un pezzetto da vicende ingarbugliate e di ogni pezzetto fa una sorta di parentesi: la responsabilità, il tutto condito da una lettura leggera dei mass-media o della propaganda politica ossessionata dalle riletture che possano legittimare un passato ampiamente condannato dalla storia. E così la complessa vicenda del confine orientale”, come per esempio: l’invasione italiana della Jugoslavia; il razzismo fascista verso gli slavi; i crimini di guerra italiani in Jugoslavia. La repressione di un fascismo di confine intriso di nazionalismo violento, che lacerò, negandole addirittura, le minoranze slovena e croata, le quali, nei secoli, hanno sempre costituito, con quella italiana, le componenti essenziali di un’unica comunità plurilinguistica e multiculturale che fu sempre, e che avrebbe dovuto sempre essere, considerata come la ricchezza di un intero territorio.Scomparse dal dibattito le centomila persone che furono segregate in campi di internamento dal regime nazifascista, in cui morirono circa cinquemila persone, il caso del campo di concentramento dell’isola di Rab è emblematico. Tutto scomparso dal dibattito riducendolo a comprimario errore di percorso E’ necessario riportare il dibattito sulla storia e ristabilire una onesta riflessione sugli argomenti trattati e per questo che chiediamo alle Istituzioni comunali di organizzare due incontri, con storici illustri che hanno approfondito da tempo la materia, di ambo le parti: – Il primo sulle vicende del confine orientale. – Il secondo sullo stupro come arma di guerra. Il tutto per raccogliere e confrontare le diverse posizioni e purificarsi delle convenienze politiche affidandosi alla storia.
Abbiamo anche due riflessioni di carattere generale assistendo al procedere del dibattito parlamentare che vorremmo condividere con la cittadinanza: La prima l’abbiamo espressa in questo comunicato riguarda la mozione per l’intitolazione di un luogo pubblico a Norma Cossetto. Ma pare che non ci si voglia fermare qui nel perseguire le voglie di una parte di maggioranza di riportare le lancette dell’orologio indietro nel tempo promuovendo prassi antistoriche del nazionalismo del ventennio. La richiesta su “l’utilizzo esclusivo della lingua italiana negli atti della pubblica amministrazione” ne sono un segno esplicito e ci preoccupa un eventuale proseguo. Queste proposte provengono da direttive e a testi preconfezionati dalla segreteria di partito di appartenenza per un disegno ben preciso a livello nazionale, Non dobbiamo certo ricordare che essendo eletti in consiglio comunale per interessarsi delle criticità che assillano TUTTI i cittadini e non solo una parte e avendo come spirito guida la Costituzione nata dalla resistenza e approvata a tutti i partecipanti della assemblea si imporrebbe l’ascolto anche di chi si è imposto tramite istituzioni e associazioni ,di ricordare i partigiani come combattenti per la libertà e la democrazia partecipando attivamente a ricostruire un paese distrutto dalla guerra è avvilente pensare che chi è chiamato a rappresentare i cittadini sia più interessato obbedire agli ordini di partito sul revisionismo storico di parte, piuttosto che confrontarsi con i cittadini ed agire nel loro interesse per migliorare la città. La seconda riflessione riguarda la qualità dei contenuti sostenuti durante la discussione, peraltro a unica voce di approvazione della minoranza che si pensava non certo interessata al disegno revisionista della proponente.Il Consiglio Comunale è chiamato ad importante ruolo di indirizzo e di controllo politico – amministrativo, che riguardano ed incidono sul benessere della cittadinanza, sullo sviluppo economico locale, sulla programmazione urbanistica e la tutela del territorio, sono decisioni che condizionano in concreto la vita dei Vigevanesi. Ebbene ci permettiamo di auspicare, in ogni occasione, ma in particolare, quando saranno messe in discussione rilevanti questioni, di poter ascoltare dai nostri rappresentanti interventi appassionati che rilevino un adeguato livello di preparazione, conoscenza del tema che porta alla competenza e questo lo possono fare ascoltando la voce delle associazioni che esprimono e divulgano le tesi degli storici e anche della cittadinanza attiva che con tecnica e passione disinteressati operano su temi specifici.Questo li aiuterebbe nel mettere in primo piano il bene comune spogliandosi dalle mere convenienze di partito. Vorremmo che questa triste pagina non sia ripetuta su tutti gli altri temi che sviluppa il Consiglio Comunale
ANPI Sezione Vigevano Il Presidente Salvatore Marrano
Sarà successo a molte e a molti, dopo aver visitato una città, di ricevere frequenti post, notifiche etc. che ripropongono quella meta turistica.
Oppure di essere informati mentre si passa davanti a un centro commerciale di essere informati di un’offerta speciale per un bene acquistato, o anche solo ricercato su google; oppure di ricevere una notifica da parte di un imbianchino specifico dopo aver acquistato una latta di pittura nel negozio sotto casa.
Mesi fa, durante una trasmissione di Report, un giornalista che intervistava per la prima volta un signore che illustrava il suo appartamento “smart” apprendeva con sorpresa che il robot “Alexa” rispondeva al padrone di casa se voleva acquistare un libro scritto da un amico del giornalista a una richiesta di accendere le luci, avendo equivocato la domanda fatta ad Alexa con tono di voce basso e incerto.
Secondo molti l’elezione di Trump negli USA, di Bolsonaro in Brasile, la Brexit, le elezioni italiane che hanno visto la vittoria di 5 Stelle e Lega Nord, sono state pesantemente condizionate da strumenti di propaganda personalizzati (persona per persona) tenendo conto delle abitudini e dei comportamenti di ogni singola persona, senza che questi ne abbiano dato consenso e molto più probabilmente essendone completamente inconsapevoli.
Tutto questo è possibile perchè le nuove tecnologie raccolgono i nostri comportamenti, le nostre abitudini, i nostri tic, le nostre voglie, le conversazioni, le mail in grandi base di dati (Big Data) e questi dati vengono analizzati da software utilizzanti algoritmi di Intelligenza Artificiale, in modo da costruire dei profili, verso i quali indirizzare campagne pubblicitarie economico-politiche.
Anche utilizzando algoritmi predittivi, cioe’ che, tenendo conto della moderna psicologia di massa, tendono a prevedere comportamenti specifici di ognuno di noi.
L’esempio più banale è quello dell’applicazione The Spinner (www.thespinner.net) che “è un servizio che permette di influenzare inconsciamente una persona specifica, controllando il contenuto dei siti web che visita abitualmente. La persona coinvolta viene esposta ripetutamente a centinaia di articoli che vengono inseriti e mascherati da contenuti editoriali.”
Quindi con una cifra variabile dai 49 ai 79 dollari si può provare a convincere i propri genitori a comprare un cane o ad accettare i propri gusti sessuali, amici a smettere di fumare o di drogarsi, i figli a studiare di più, il partner a fare più sesso e così via.
Il servizio è attivo in Inghilterra da anni (in Italia no), ma il fatto che sia sul mercato dimostra che ha una certa capacità di convincimento e manipolazione delle persone.
Insomma Google, Zoom, i prodotti Microsoft, You Porn, Amazon e tanti altri, spesso forniscono servizi gratuiti, che però vengono ricompensati con i nostri dati personali anche intimi.
Dal punto di vista tecnico is usa sicuramente l’aggancio a una rete wifi, l’installazione di cookie nel proprio pc (filetti che ricordano i siti visitati) o l’impronta digitale (fingerprint) delle pagine visitate – sono stringhe alfanumeriche elaborate da algoritmi che permettono di risalire al contenuto delle pagine visitate.
Come uscirne?
Do per scontato che l’opzione strettamente eremitica (abbandonare la rete) non sia possibile generalizzarla, specie per chi ha piacere di vivere e comunicare con le persone che ci circondano.
Esistono comunque delle azioni che è possibile implementare per avviare un processo di liberazione dalla dittatura dei GAFAM (Google, Apple, Facebook, Amazon, Microsoft).
A livello politico generale una lotta-campagna per impedire la raccolta di dati (profilazione) se non con un esplicito consenso (l’utente dovrebbe per default non essere profilato e se vuole attivare la raccolta dati, non come adesso che è il contrario) e un’altra per rendere trasparenti gli algoritmi di Intelligenza Artificiale e non commercializzabili i Big Data.
Usare motori di ricerca diversi da Google. Ad esempio DuckDuckgo, Startpage, Search Result, Gibiru
Browser
Dal pc desktop
usare Firefox al posto di Chrome. E in tutte e due i casi inserire dei componenti aggiuntivi (Firefox) o delle estensioni(Chrome) che cancellino i cookie, diano un fingerprint sbagliato, blocchino tracker e intrusioni. Ce ne sono tante, alcune illustrate nei siti precedentemente proposti, ma ricordo cookieautodelete, fingerprintcanvas, ubloc etc.
Da smartphone. Utilizzare Bromite, DuckDuckgo e altri browser proposti nei siti sopra elencati
Usare applicazioni social (come facebook, twiter, instagram) all’interno dell’applicazione Web Apps (scaricabile dallo store indipendente F-Droid)
Esiste anche la possibilità di migrare (con gradualità) verso social alternativi. Suggerisco https://sociale.network/
Si possono, inoltre, fare videoconferenze e videochiamate con piattaforme Jitsi (gratuita) o BigBlueBottom (a pagamento, alternative a quelle proprietarie Zoom, Google Meet, Microsoft Team Queste sono prime osservazioni, che possono essere approfondite consultando i siti di etica digitale e delle alternative
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