23 Gennaio 2023


23 Gennaio 2023


23 Gennaio 2023
MASSIMILIANO FARRELL
Ciao a tutte e tutti, vi invito sabato 28 gennaio alle ore 16 a Palazzo Cambieri a Mortara! Si parlerà, in occasione della Giornata della Memoria, dello sterminio e della persecuzione di omosessuali e transessuali, con riferimenti anche alle discriminazioni che la comunità LGBT subisce ancora oggi✊🏻

24 Novembre 2022
Massimiliano Farrell
Siamo molto orgogliosi, come sezione ANPI di Mortara, di aver riempito la sala conferenze di Palazzo Cambieri martedì sera con la nostra conferenza pubblica sul Colonialismo Italiano.
Un grazie di cuore va a tutti coloro che hanno partecipato, per le molte domande che sono state poste e gli interessanti spunti di riflessione che sono emersi su un tema di cui ancora oggi si fa fatica a parlare e che poco si conosce.
Un grazie di cuore va al professor Antonio Morone, docente di Storia dell’Africa Mediterranea e Orientale presso l’Università di Pavia, e a Federica Ferrero, dottoranda in Storia dell’Africa, per aver portato all’attenzione del pubblico mortarese la storia del colonialismo italiano nell’età liberale, nell’età fascista e nell’età repubblicana.
Una storia che, come hanno ricordato i relatori, non è soltanto una storia degli italiani in Africa, ma è una storia di africani e di italiani. Lo spunto iniziale da cui si è sviluppata la conferenza è stato il volume “Gli Ultimi Ascari d’Italia” del prof. Morone, che illustra il ruolo degli Ascari come soldati e intermediari tra i colonizzatori e i colonizzati, anch’essi però discriminati in quanto non godevano nell’esercito italiano degli stessi ranghi e delle stesse condizioni dei bianchi.
Oltre alle caratteristiche peculiari del colonialismo italiano, la sua violenza, e l’incapacità di imporre un vero e proprio dominio sui territori occupati, che è testimoniata dalle continue guerre in Libia e nel Corno d’Africa, e oltre all’analisi della società coloniale a partire proprio dal ruolo degli Ascari, la conferenza è stata anche un’occasione per riflettere su come l’atteggiamento razzista e xenofobo che vediamo oggi nei respingimenti dei migranti alla frontiera c’è sempre stato nel corso della storia dell’Italia repubblicana e non è altro che un’eredità del periodo coloniale.
Quando gli Ascari divennero inutili come intermediari ed era ormai chiaro che non sarebbe stato possibile ritornare nelle colonie in Africa dopo la caduta del fascismo, come tutti i partiti politici avevano inizialmente sperato, tutti gli Ascari che erano emigrati in Italia furono respinti e ricacciati indietro come ospiti indesiderati.
18 Novembre 2022

Pubblicato il 31 mag 2022
Con enorme tristezza apprendiamo la notizia della scomparsa del compagno Carlo Smuraglia.
La sua vita è stata un luminoso esempio di fedeltà ai valori che avevano animato la Resistenza e ai principi della nostra Costituzione.
Ha combattuto da partigiano per la libertà di tutte e tutti e speso la vita nell’impegno per la costruzione della nostra democrazia, sempre schierato dalla parte delle classi lavoratrici da militante del PCI, da avvocato e giurista, nelle aule parlamentari.
Lo ricordiamo come avvocato che difendeva i partigiani negli anni ’50, gli studenti del caso La zanzara del 1966; parte civile per i fatti di Reggio Emilia del 1960, per la morte di Giuseppe Pinelli del dicembre 1969, per la fuga di diossina avvenuta a Seveso del 1976, per il sequestro di persona e l’omicidio di Cristina Mazzotti, rapita dalla ‘ndrangheta nel 1975.
Nel Csm nel 1986 si schierò dalla parte di Giovanni Falcone. Difese l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.
Alla guida dell’Anpi ha rilanciato il valore dell’antifascismo e difeso con determinazione la Costituzione sotto attacco.
E’ stato e rimarrà un riferimento per tutta l’Italia democratica e antifascista.
All’ANPI e ai familiari il più sentito cordoglio di tutte le compagne e i compagni di Rifondazione Comunista.
Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Buongiorno vi invitiamo ai nostri Concerti per il 25 Aprile 2022
Domenica 24 Aprile 2022 ore 15 CESANO BOSCONE MI CIRCOLO ARCI Terranova Via Kuliscioff n 8ore 21 MELEGNANO TEATRO LA CORTE DEI MIRACOLI . P.le delle Associazioni Entrata Libera per info Piero Carcano 3335740348 Cantosociale
L’accento sulla A’
Ho scritto sui muri della città
Vogliamo Pace e Libertà
Canzoni e Storie di Pace, Resistenza, Liberta’
Pensando ai 77 anni da quel 25 APRILE che ha portato la LIBERTA’ dal nazifascismo e la fine della GUERRA guardando ad oggi
nel concerto-tematico dei
C A N T O S O C I A L E
Partendo dai versi della filastrocca di Gianni Rodari, da quel libro degli errori dove il più grande sulla terra era e resta sempre: LA GUERRA drammaticamente anche oggi, i CANTOSOCIALE dopo i numerosi spettacoli appositamente realizzati sulla Resistenza e presentati negli anni nella nostra penisola, quest’anno in occasione del 25 Aprile propongono
: L’ACCENTO SULLA A , concerto-tematico con canti, musiche affiancate a monologhi brevi che raccontano storie (da fonti orali) legate tra loro dall’esigenza di narrare e testimoniare. La Storia raccontata e cantata dalla Gente, dalle trincee e i massacri della prima guerra Mondiale alle decimazioni e fucilazioni dei disertori alle rappresaglie contro i ribelli
–partigiani che resistettero in vari modi al nazifascismo. A distanza di 77 anni da quel 1945 è importante far Memoria per ricordare GLI UOMINI che hanno sofferto combattendo per i valori che hanno lasciato in eredità alla nostra Repubblica e alla sua Costituzione: Giustizia, Pace, Libertà. Questi temi saranno ricordati attraverso un percorso narrativo fatto di canti sociali storici , canzoni appositamente scritte, musiche e brevi ma intensi monologhi costruiti su testimonianze e racconti orali spesso frutto di ricerche del gruppo. Storie, voci e suoni che ci parlano di SOFFERENZE , del DRAMMA della GUERRA soprattutto della gente e dei modi diversi con cui si è “subita “ le GUERRE MONDIALI e la RESISTENZA messa in campo durante il, fascismo fino al 25 Aprile 1945 L’opposizione a quel clima culturale di odio, razzismo, guerra, vincendo quotidianamente la paura con coraggio, attraverso la disubbidienza civile a fianco all’eroismo della GUERRIGLIA PARTIGIANA. Un chiaro riferimento agli scenari di guerra di oggi e un doveroso tributo anche a chi resiste oggi come ieri e quindi anche all’epica dei nostri partigiani sulle montagne ma anche chi ha rischiato la vita facendo da collegamento e da sostegno logistico, nascondendoli e proteggendoli, anche quei semplici cittadini che con azioni quotidiane di resistenza per lo più culturale si sono è opposti in vari modi al regime. Il repertorio portante dello spettacolo è costituito oltre che dai classici appositamente riarrangiati e musicalmente “rivitalizzati” come :La Canzone del Piave ( che viene “de-mitizzata”), Gorizia (tu sei maledetta ), Bella Ciao(anche in un’inedita versione con testo tratto da “la madre del partigiano di Rodari),Fischia il vento, Dalle belle città, la Strehleriana “Ma mì”. Importante anche il recupero di brani simbolo, veri e propri inni delle diverse brigate partigiane, operanti sia nell’Oltrepò che nel piacentino; nell’alessandrino, in Val Sesia e d’Ossola e sull’Appenino ligure come “La Brigata Garibaldi”, “Quando saremo a Varzi” , Anche la poesia trova il giusto spazio nello spettacolo con suggestivi brani strumentali originali “costruiti” intorno ai versi
dei grandi poeti come Franco Fortini e non mancherà Beppe Fenoglio nel centenario dalla nascita con alcune letture da l “Partigiano Johnny” oltre che del grandissimo Gianni Rodari poeta e scrittore ; non solo per bambini ,autore della filastrocca che dà il titolo allo spettacolo; quell’”accento sulla A “dalla sua raccolta “la grammatica della fantasia” dove gli errori sono i mancati diritti, le guerre e non gli accenti e le virgole mancanti e di quel “PROMEMORIA, ci sono cose da fare..” mai dimenticato e riproposto ne “La luna bambina” in abbinamento ad un testo di P.P. Pasolini che ricorda il dramma degli sbarchi dei migranti .Anche la canzone d’autore è presente con “Partigiani Fratelli Maggiori” “Dieci milioni di uomini” frutto del lavoro compositivo dei Canta cronache primi tra tutti a reinventare e recuperare il repertorio della canzone di protesta e partigiana . Importanti anche le canzoni originali che il gruppo ha composto negli anni “Storia di Pozzol Groppo” sulla strage efferata di giovanissimi partigiani della brigata Cornaggia, ad opera dei repubblichini sanguinari della Sicherheits, avvenuta nella scuola del piccolo centro pavese sul crinale della Val Staffora e della Val Curone, senza dimenticare “Avevo soltanto vent’anni” sugli IMI i militari italiani internati in Germania “ Cefalonia” sulle ultime ore delle truppe italiane fucilate dai nazisti nell’omonima isola greca fino a “Dòn cuntra le guèra” sugli scioperi per la pace delle filandere nel 1917.e “Non Pretenderai” dedicato a Liliana Segre lettera canzone in risposta agli odiatori e agli indifferenti dei nostri giorni
Il finale sarà un inedito e ’originale Inno di Mameli alias “Canto degli Italiani” sia per la musica , una versione quasi Hendrixiana, sia per il testo privato di ogni enfasi retorica restituito alla gente comune.
L’ACCENTO SULLA A è un “lavoro” non solo di rivalutazione di un repertorio dimenticato ma anche di vera e propria “ricostruzione” di canti poco o mai eseguiti di cui si sono perse le tracce ma tutt’ora vitali e capaci di far riflettere oltre i tempi e le mode, un’appassionante abbinamento dei versi scritti con musiche originali di atmosfera folk-rock blues comunque rispettoso della matrice popolare ed acustica.
i CANTOSOCIALE sono :Carcano Piero : voce, percussioni, kazoo
Rota Gianni:chitarra acustica ed elettrica ,flauto, percussioni, voce
Buratti Davide contrabbasso. Basso elettrico, voce
Anzaldi Cristian : fisarmonica, chitarre elettriche e acustiche, voce…
Turcato Marcello sassofoni : soprano , tenore, alto.. percussioni , voce
Info FB.: CANTOSOCIALE Cell Piero 3335740348
pierocarcano3@gmail.com

21 Febbraio 2022
Fonte: Prc Lombardia
Il Partito della Rifondazione Comunista della Lombardia si unisce alle compagne e ai compagni della Federazione provinciale di Pavia nell’esprimere la più totale solidarietà e vicinanza a Salvatore Marrano, Presidente della Sezione ANPI di Vigevano (PV) vittima di intimidazioni fasciste pervenute attraverso alcune lettere anonime.
Sono sempre più frequenti le minacce e le aggressioni ai danni di chi lotta per l’applicazione della Costituzione Repubblicana – Antifascista – nata dalla Resistenza, ed il tutto accade sotto lo sguardo di Istituzioni che troppo spesso latitano e che colpevolmente sono, nella migliore delle ipotesi, afasciste.
Da anni, come Rifondazione Comunista, ci battiamo per lo scioglimento delle organizzazioni neofasciste e neonaziste e denunciamo una mancanza di volontà politica nel farlo.
È importante ricordare che non è necessario attendere le sentenze della magistratura, e che in virtù dell’articolo 3 della legge Scelba ed in modo particolare dell’articolo 7 della legge Mancino del 1993 il Governo è titolato a chiedere alla magistratura di procedere allo scioglimento di quelle organizzazioni che promuovono odio raziale, etnico, religioso, e che utilizzano il metodo della violenza nella misura in cui queste organizzazioni siano ritenute pericolose.
Va quindi sottolineato come dopo il grave assalto squadrista alla sede nazionale della CGIL avvenuto a Roma che ha portato in Carcere, tra gli altri, Fiore e Castellino – esponenti di spicco di Forza Nuova – il mancato scioglimento quell’organizzazione sia frutto di una mancata volontà politica del Governo, anche di quelle sue componenti che appena accaduto il fatto urlavano allo scandalo.
Si applichino le leggi e si sciolgano immediatamente tutte le organizzazioni neofasciste e neonaziste.
Un grande abbraccio a Salvatore. Ora e sempre Resistenza!
Milano, 21/02/2022
Fabrizio Baggi, Segretario regionale Partito della Rifondazione Comunista / Lombardia
30 Gennaio 2022
Adriano Arlenghi
Elogio per Max
Un elogio grande se lo merita proprio tutto, questo ragazzo che da poco è diventato maggiorenne e che ora è presidente del circolo Anpi di Mortara. Un nuovo partigiano capace di parlare di giustizia e di libertà, recuperando e riprendendo i valori dei nostri padri, quelli che salirono in montagna per regalarci la costituzione più bella del mondo.
Bravo ed anche coraggioso Massimiliano Farrel, perché non è facile portare a Mortara oggi nel giorno della Memoria, un tema così difficile. Come questo dello sterminio dei rom e dei sinti. Invitando due persone d’eccezione, quali Dijana Pavlovic e Paolo Cagna Ninchi.
La sala rotonda della biblioteca è tutta piena e dieci ma forse anche venti persone sono fuori sulla strada in coda. Senza la possibilità di entrare a causa delle misure restrittive di questa odiosa pandemia.
Max ha introdotto con eleganza e con una calma invidiabile, un lungo ragionamento che parte certo dal genocidio dei rom e dei sinti nei campi di sterminio tedeschi ed italiani, per arrivare poi ai tempi odierni e constatare i forti pregiudizi che continuano ad incatenarli. Sostiene Dijana che qualcuno ancora dice che essi si distinguono dall’odore.
Due ore fitte fitte di racconti, di storie, e poi ancora un appassionato dibattito che ci spiega come spesso viviamo di pregiudizi. Dijana nell’incontro osserva che a questo pezzo di popolazione italiana, non viene ancora riconosciuto il valore della loro partecipazione alla Resistenza e il tributo di sofferenza e di morte subito.
Parla del fatto che la sua gente è considerata oggi solo come portatrice di un problema di sicurezza. Da qui parte la richiesta di un riconoscimento della loro identità, certo anche tenendo conto di tutte le loro fragilità e contraddizioni, ma anche della loro storia.
Rom e Sinti infatti non sono mai stati un popolo sedentario, ma nomade. Non si sono mai posti il problema di possedere un terreno, un territorio, una casa, non hanno mai fatto la guerra, non si sono mai armati o creato alcun esercito.
Tanta tristezza e tanta emozione nelle parole di Dijana, soprattutto quando racconta la sua storia personale, la fatica dell’esistenza in una famiglia jugoslava poverissima, la contestazione studentesca dei fischietti a Belgrado contro Milosevic a cui aveva preso parte. E poi la voglia di non arrendersi, la laurea, la lista civica con Dario Fo, il suo lavoro attuale di attrice, gli inviti alle televisioni regionali, il desiderio di difendere la sua gente.
Paolo invece spiega un pezzo della storia, che io e molti altri come me, non conoscevamo così bene. Le teorie di Darwin e l’eugenetica in cui si parlava di razza superiore e di razza Inferiore. La cultura pseudoscientifica che ha permeato tutto il mondo occidentale e che poi ha prodotto le leggi per il cosiddetto miglioramento della razza.
Gli zingari considerati come nemici e come piaga sociale. Giudicati prima ancora della guerra “di sangue estraneo alla specie umana”. Il manifesto della razza del ’38 in Italia, le 500 mila vittime Rom e Sinti in Europa durante la guerra, il fatto che nel giorno della memoria, si parla della Shoah che ricorda giustamente il genocidio degli ebrei ma non quello delle altre minoranze. E ancora del processo di disumanizzazione che da allora è andato avanti per lungo tempo.
A introdurre e poi a chiudere questa pagina di storia e di racconti commoventi ci ha pensato Max. Max, che ha disegnato l’incontro in maniera puntuale e precisa e con una invidiabile senso della storia e della giustizia. Sembra quasi incredibile che questo ragazzo sia stato espresso dalla mia città, abituata a inventare nemici e a creare fratture.
Certo la questione dei Rom è un tema complesso e difficile. Tuttavia io sono convinto che se non teniamo conto delle speranze di ogni umano su questa terra, non costruiremo mai una democrazia planetaria capace di pace. Capace di distribuire un po’ di felicità a tutti.
Dunque grazie Max, per avere portato questo incontro e questi relatori d’eccezione nella mia città.
19 Gennaio 2022
Nel video: racconto di Gusberti e immagini dell’assalto al treno alla stazione di Vigevano.
Il 27 aprile 1945 un convoglio armato tedesco composta da tre treni blindati, proveniente dalla Liguria, viene fermato dai partigiani alla stazione di Vigevano, deviando la prima locomotiva su un binario morto e facendo saltare con un colpo di “pugno corazzato” un vagone di munizioni. Si innesca la battaglia che vede cadere, oltre ai partigiani, Franchini e Sacchi, due dei quattro ostaggi posti dai tedeschi davanti al treno per assicurarsi il passaggio e altri 5 civili.
Elenco dei nomi delle vittime civili:
Caterina Buffa, anni 46, Castelspina (AL), res. Vigevano
Cesare Corsico, Vigevano, 6 anni
Giuseppe Costa Giovanolo, 44 anni, Gambolò, res. Vigevano
Natale Franchini, 16 marzo 1888, Gambolò, operaio
Gianfranco Rossini, 1929, Vigevano, calzolaio
Ambrogio Sacchi, 9 maggio 1920, Vigevano, calzolaio
Michele Tamburelli, 58 anni, Ottobiano, res. Vigevano
Partigiani uccisi in combattimento contestualmente all’episodio:
Bruno Bonomi, 19 maggio 1923, Vigevano. Impiegato, partigiano della brg. “Crespi”
Pierino Boselli, 9 giugno 1912, Vigevano, macellaio, partigiano della brg. “Leone”
Felice Chiappani, 15 giugno 1925, S. Felice sul Panaro (MO), res. Vigevano, operaio, partigiano della brg. “Crespi”
Angelo Guaita, 27 agosto 1897, Olevano, res. Vigevano, 1897, panettiere, partigiano della brg. “Crespi”
Cornelio Palmenti, 11 settembre 1922, Rosasco, res. Vigevano, 1902, meccanico, partigiano della brg. “Beato Matteo”
Battista Pazzi, 9 dicembre1919, Garlasco, res. Vigevano, partigiano della brg. “Leone”
Roberto Pelucelli, 28 luglio 1915, Vigevano, calzolaio, partigiano della brg. “Leone”
Natale Pisani, 17 luglio 1896, Cassolnovo, partigiano della brg. “Leone”
Angelo Tambussi, 24 febbraio 1893, Mede, res. Vigevano, 1893, calzolaio, partigiano della brg. “Leone”

Tratto da: https://www.facebook.com/anpimortara
7 dicembre 2021
Due nuove cartoline racchiudono le impegnate esperienze delle sezioni Anpi “Fratelli Capettini” di Mortara, in provincia di Pavia, e “Maggiore Antonio Ayroldi” di Ostuni, nel Brindisino, accomunate dalla presenza di giovanissimi antifascisti tra i dirigenti.
Cara Anpi ti scrivo… «Nei locali della Camera del lavoro di Mortara si è riunito il Congresso della sezione Anpi “Fratelli Capettini”. Alla fine dei lavori congressuali, a cui ha partecipato anche il presidente provinciale Santino Marchiselli, si è proceduto alla votazione per l’elezione dei componenti del nuovo Comitato di sezione e del Collegio dei revisori dei conti.
Il presidente di sezione eletto è Massimiliano Farrell, di 19 anni, che raccoglierà i frutti dell’importante lavoro svolto negli ultimi anni dal presidente uscente Piero Rusconi.
Si tratta di un importante rinnovamento generazionale per la nostra associazione, e confidiamo negli anni di avere sempre più giovani tra i nostri iscritti».

«All’Anpi di Ostuni, con la riconfermata presidente Isabella Ayroldi, nipote del maggiore Antonio Ayroldi, martire delle Fosse Ardeatine, ci sono ora due vicepresidenti: Renato Greco e Francesco Sisto, studente diciottenne che si è subito dichiarato con entusiasmo “accanto alla presidente, per dare nuova linfa ai valori della libertà, della Resistenza, dell’antifascismo e della democrazia in un fecondo scambio generazionale che rende la memoria storica una memoria attiva, foriera di nuove conquiste civili e per la giustizia sociale”».
È sempre possibile inviare le testimonianze dai Congressi Anpi nei territori a redazione@patriaindipendente.it o in posta privata su Facebook e Instagram.